1

Non ammazzate Anna Edoardo De Angelis all’Auditorium Parco della Musica di Roma 6 settembre 2014

Edoardo De Angelis all’Auditorium Parco della Musica di Roma per
presentare il suo tenerissimo e appassionato omaggio alle donne,
contro la violenza.

Al suo fianco gli artisti che hanno lavorato e arrangiato con lui questo disco, Marco Testoni (compositore, percussionista e autore di musica per film) e Primiano Di Biase(compositore e pianista dell’area etno-jazz, nonché componente della formazione dei Dire Straits Legends). Saliranno sul palco anche alcuni degli ospiti che hanno arricchito questo lavoro duettando con Edoardo.
Il disco, infatti, si fregia di sette intensi duetti che vedono protagonisti alcuni degli amici di sempre di De Angelis: da Neri Marcorè ad Amedeo Minghi, da Lucilla Galeazzi adAnnie Robert, da Ileana Pozzi a Enrica Arcuri. Oltre ad Antonella Ruggiero, interprete di “Io
credo, io penso, io spero”, canzone originale scritta da Marco Testoni sulle liriche di Edoardo De Angelis e Mariacristina Di Giuseppe per il film BlackOut, opera dedicata al drammatico tema della violenza sessuale di gruppo, vincitore al Vittorio Veneto Film
Festival per la categoria Pizzoc.

edoardoEdoardo De Angelis, storico cantautore da molti identificato per la sua canzone Lella, che racconta, appunto, di un episodio di violenza sulla donna (sia pure storia di assoluta fantasia, ispirata agli ambienti letterari di Pasolini e Gadda), ha deciso, così, di abbandonare per il momento il suo brano più conosciuto e di impegnare la sua attività alla diffusione di un messaggio interamente dedicato alla figura ideale della donna attraverso una serie di canzoni ispirate all’universo femminile e alle sue caratteristiche di sensibilità, intelligenza, forza morale, coraggio, comprensione, altruismo, generosità, onestà intellettuale. “E’ difficile e doloroso prendere atto del grande, crescente numero di episodi di violenza sulla donna, che la cronaca, purtroppo, quotidianamente ci propone – ha spiegato in più
occasioni Edoardo De Angelis – difficile e doloroso, ma anche necessario e doveroso. Che  fare, per porre rimedio a questa tragica, spaventosa deriva sociale, figlia di questo tempo  così ingrato e duro da interpretare? Certo, la risposta è nelle mani dei politici, dei
legislatori, degli uomini di legge. Ma anche nelle nostre mani: ognuno di noi, nell’ambito del proprio lavoro, del proprio ambiente, può, anzi deve, fornire una testimonianza, una voce, un esempio. Un esempio senza dubbio importante possono offrirlo il mondo della cultura, dell’arte, e quelli della musica e dello spettacolo, che dispongono di un mezzo di comunicazione rapidissimo, trasversale e assai ascoltato a ogni livello.”




MASHROME FILMFEST: IN ATTESA DI PETER GREENAWAY Teatro Orologio – Sala Moretti ROMA DAL 3 AL 6 GIUGNO

E’ stata presentata oggi al Radisson Blu a Roma (Via Turati 171) la Conferenza stampa della terza edizione di MashRome Film Fest il festival internazionale, unico in Italia, dedicato al mash up e al cinema sperimentale fondato e diretto da Mariangela Matarozzo e Alessandra Lo Russo. Un appuntamento affascinante con la nuova creatività e l’inventività di cui sono capaci le nuove generazioni di artisti, così come molti grandi del cinema e non solo. Fra questi Peter Greenaway che sarà protagonista del Festival il 6 giugno (Auditorium Ara Pacis, ore 11) con una lectio magistralis.  Erano presenti alla conferenza, oltre alle due Fondatrici, l’Onorevole Michela Di Biase, Presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale che, portando i propri saluti, ha sottolineato il valore e il prestigio dell’iniziativa cogliendo peraltro l’occasione per ribadire il proprio totale sostegno. E’ intervenuto anche Claudio Di Biagio, responsabile Eventi per Zètema che, portando i saluti dell’Amministratore Delegato Albino Ruberti, ha sottolineato come eventi di questo tipo abbiano la capacità di avvinare i giovani ai musei così come ai nuovi linguaggi. Ha portato i propri saluti anche Angelo Merante, artista da anni impegnato sul fronte del mashup, oltre ad essere fra i primissimi fondatori dell’Inismo in Italia.  Ricordiamo che il Festival avrà luogo dal 3 al 6 Giugno 2014 (Teatro dell’Orologio, ingresso a partire da € 3,00; giornata conclusiva al Museo dell’Ara Pacis, ingresso gratuito) la terza edizione di MASHROME FILM FEST (MRFF), il festival internazionale, unico in Italia, dedicato al mashup e al cinema sperimentale fondato e diretto da Mariangela Matarozzo e Alessandra Lo Russo. Quattro giorni di full immersion in un festival che ha fatto del remix e della sperimentazione il suo punto di curiosità e di forza. Numerosi gli ospiti da tutto il mondo: primo fra tutti, come si diceva, Peter Greenaway che sarà protagonista della Lectio Magistralis il 6 giugno all’Auditorium dell’Ara Pacis alle ore 11.00, Istvan Horkay, collaboratore di Greenaway e autore di diversi film sperimentali presentati in anteprima e dalla Norvegia, Matt-Willis Jones, autore di una premiatissima webseries. Numerose le partecipazioni dei registi italiani: Danilo Torre – autore dell’installazione Oblò presente all’Ara Pacis -, Stefano Volante, Linda Fratini, Giuseppe Lunardo (dr Luna), Paolo Santagostino, Roberto Prestia. Sempre il 6 Giugno, si svolgerà la Cerimonia di Premiazione alle 20.45; ospiti i Pollock Project, un ensemble art-jazz fondato da Marco Testoni che ha fatto del mash up e del rapporto con l’audiovisuale la propria cifra stilistica e che per l’occasione presenteranno in anteprima per il Festival quattro nuovi video mash up con i relativi brani musicali: Anna Blume di Istvan Horkay, (Re)Taking of Pelham di Mark Street, Serial Dreamers di Andrea Bigiarini e Aura in collaborazione con il gruppo di artisti digitali del NEM – New Era Museum. Fra i film in programma Le Grant (categoria music) di Luca Lucchesi prodotto dalla Wenders Music del celebre regista tedesco Wim Wenders; e Isaac (categoria Feature) di Federico Tocchella con la fotografia di Daniele Ciprì. La programmazione al Teatro dell’Orologio (Sala Moretti) è particolarmente ricca ed accoglie tutti i film in competizione oltre ad alcuni focus on. La cerimonia di apertura sarà accompagnata da un brindisi e dalla proiezione di quattro flm dedicati all’antico legame tra cibo e cinema. Si inizia il 3 giugno al Teatro all’Orologio (Sala Moretti) con un un tributo alle cineaste di tutto il mondo che esprimono, attraverso i nuovi linguaggi cinematografici di sperimentazione e innovazione, un punto di vista originale e creativo del nostro tempo. Donne quindi che non sono solo oggetto di ripresa, ma protagoniste anche dietro la macchina da presa. Tra questi film In Chicken Veritas di Linda Fratini, brillante commedia al femminile con protagonisti al limite del surreale. Donna è anche la protagonista di The Last Night of Baby Gun di Jan Eilhardt, un personaggio misterioso che mescola magicamente innocenza e perdizione. Nel film Parasite a dirigere l’azione è una donna che,  in preda ad un’ossessione erotica per un fantasma, in un’atmosfera che ricorda i film di Wes Craven, sevizia lo sfortunato compagno …. Tra i film lirici, Melody of Cradel della regista iraniana Hasti F.Saadi, dove la protagonista è una donna che fa ritorno nel suo luogo natale dopo una lunga lontananza.  Il 4 giugno l’attenzione si sposta ai film da bollino nero a cavallo tra horror, noir, fantascienza e atmosfere pulp. Sul filo della commedia si dipana anche Whispers, con un bislacco protagonista che si rifà al mondo dei fumetti tentando in tutti i modi di imitare il suo idolo Uni Man.  Blind Lucky racconta di un regolamento di conti tra balordi, in cui la regia e la messa scena non faranno rimpiangere i migliori film pulp americani, il tutto condito con una buona dose di humour che non stona affatto con l’atmosfera del film. Non trascuriamo uno dei caposaldi del cinema horror: gli zombies, con The Only Man, nel quale un essere umano sopravvive in un mondo contaminato da un virus che ha il potere di tramutare le persone in zombie destinandole ad un lento quanto inesorabile decadimento. Il film naufraga in quei territori cari a Terrence Malick come a George Romero. Sempre di zombie parliamo in The Good, the Bad and the Milky Way che evoca l’horror e parafrasa nel titolo uno dei capolavori di Sergio Leone. Uno stile lirico-filosofico riporta al film più introspettivo di questa giornata, Post Scriptum: una discesa agli inferi che non può non ricordare la parabola discendente di Charles Foster Kane in Quarto Potere o evocare, seppure alla lontana, l’atmosfera ne Il Settimo Sigillo.  Il 5 giugno spazio alle tematiche sociali e di attualità. Tra i protagonisti, i documentari su rivoluzioni e lotta alle ingiustizie, commedie ironiche sulla politica. Tra questi, Memoria (e) Tempo di Stefano Volante, un documentario remix sulla storia dell’Italia che ricorda nello stile narrativo La Rabbia di Pasolini. Seguono Crude Processions di Karina Griffith, un viaggio nelle festività carnevalesche di diversi paesi dell’America Latina: da Salvador de Bahia, passando per Montevideo a Buenos Aires; Not Anymore: A Story of Revolution di Matthew VanDyke, un film pluripremiato in festival di tutto il mondo che documenta le lotte in Siria per la conquista della libertà vista attraverso gli occhi di un ribelle e di una giovane giornalista. Tra i film politici Too Bad, un’animazione non convenzionale di Lorenzo Berghella sull’attualità italiana e Ginger e Silvio di Paolo Santagostino, che remixa il celebre film di Fellini con inserti televisivi centrati sul protagonista dell’ultimo ventennio della politica italiana…

Chiudiamo questa giornata con le webseries sull’attualità. Tra i titoli in programma The Samaritans di Salim Keshavjee dal Kenya che racconta le vicende di una fantomatica ONG e delle sue attività umanitarie. Infine, Doc Nick (Episode 0) di Manuel Drexl dove, in un mondo decaduto dominato dallo scienziato Doc Nick, un dittatore presiede il “Palazzo del Ministero” controllando i cittadini e i mass media…  Il pomeriggio del 6 giugno sarà dedicato alla proiezione di una selezione di film provenienti dai due Festival Partner cui è dedicato il Best of del 2014. Il VIEW Conference, il primo evento internazionale in Italia dedicato alla Computer Graphics, Interactive Techniques, Digital Cinema, 2D/3D Animation, Gaming and VFX. VIEW Conference presenta al pubblico prestigiose anteprime mondiali, ma anche il meglio delle produzioni indipendenti, portando ogni anno a Torino un panorama aggiornato e cosmopolita delle tendenze e delle innovazioni nel settore.

Athens Video Art Festival è il festival internazionale di Arti Digitali e New Media la cui attenzione va alla produzione di opere che si collocano in quel territorio al confine fra cinema e arte contemporanea.  Sempre il 6 giugno, tra le sezioni fuori concorso, trova spazio il Cinema Queer con una selezione di film che propongono al pubblico temi  inerenti  coloro il cui  orientamento sessuale e/o identità di genere differiscono da quello strettamente eterosessuale in modo libero e senza tabù, visti ovviamente attraverso i nuovi linguaggi sperimentali e la rivisitazione di generi tradizionali.  Ricordiamo che oltre 62 sono i Paesi che hanno partecipato alla selezione con oltre 1200 film inviati da tutto il Mondo, fra i quali ne sono stati selezionati 114: 82 in concorso gli altri fuori concorso. In programma anche 10 film presentati da Festival partner. Fra gli 82 film in concorso, 22 sono stati inseriti nella categoria Mash Feature (film narrativi realizzati con la combinazione di generi cinematografici e/o arti), 11 in Animation, 13 in Documentary, 7 in Experimental, 9 in Lyrical, 9 in Music, 8 in Remix, 3 infine in Web Series. Ai vincitori andrà un prestigioso Premio in Distribuzione dei film in collaborazione con OWN AIR: un importante risultato per la diffusione e la promozione del cinema indipendente di sperimentazione del nuovo millennio. Sempre significativa la presenza dell’Europa che raggiunge oltre la metà dei film iscritti, il resto arriva dall’Estremo Oriente, presente con oltre il 6% dei lavori, Medio Oriente con il 5% delle opere, oltre il 6% dall’America Latina e dagli Stati Uniti; sempre più importante la presenza dell’Italia al 10% tra i film in concorso e oltre il 15 considerando le coproduzioni. In programma, oltre alla visione dei film l’attesa Lectio Magistralis, incontri con i registi, installazioni e omaggi ad alcuni grandi. Il Festival si avvale della Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica e delle principali istituzioni italiane ed internazionali: Ambasciate, Istituti di Cultura e Centri Culturali internazionali che fin dalla prima edizione hanno promosso l’iniziativa. Fra tutti, le Ambasciate di Norvegia, Finlandia, Stati Uniti, Israele, Brasile, Spagna.  Il Festival è in realtà l’appuntamento cardine di tutta una serie di iniziative distribuite nel corso di tutto l’anno pensate proprio per promuovere il cinema sperimentale. Appuntamento dedicato al remix, Mashrome ha fatto del riciclo e di un approccio ecologico anche alla cultura e allo spettacolo la propria filosofia di vita: a cominciare dal fatto che tutti i film vengono raccolti ed archiviati esclusivamente in formato digitale, evitando la movimentazione di migliaia di DVD, cartelle stampa che inondano tradizionalmente le segreterie dei festival con un pesante impatto ambientale.




IL PEJMAN TADAYON ENSEMBLE IN CONCERTO 12 apr. Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma

Sabato 12 aprile prossimo alle 21.00 presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma in programma il Pejman Tadayon Ensemble per una serata dedicata al sufismo e alla mistica persiana. Sul palco Pejman Tadayon (oud e canto), Martina Pelosi (canto e harmonium), Carlo Cossu (Kamanche e viola), Simone Pulvano (percussioni), Massimiliano Barbaliscia (tastiera e santur), Alessio Artoni (bansouri e flauto), Paolo Di Mardo (basso), Fabiano Giovannelli (batteria elettrica). Al loro fianco il Coro Naghshbandi e il Corpo di ballo Femminile Sufi.

Un progetto che unisce musica, danza e poesia per celebrare alcuni dei più grandi mistici di tutti i tempi (Jalalludin Rumi, Hafez, Omar Khayyam) e per diffondere il loro messaggio universale di armonia e pace fra tutte le religioni e le culture, come è tradizione delle confraternite sufi. Pejman Tadayon si servirà della musica tradizionale persiana per fare rivivere questo messaggio, interpretando con gli strumenti originali (setar, ney, tar, oud, tombak e daf) i poemi dei grandi mistici sufi che più rappresentano questa particolarissima e profonda ricerca spirituale. L’intervento dei danzatori Sufi rievocherà, poi, il Sema dei Dervisci rotanti Mevlevi, oltre riproporre al pubblico romano la suggestione dell’antica danza persiana.

Pejman Tadayon oud, canto

Martina Pelosi canto, harmonium

Carlo Cossu kamanche, viola

Simone Pulvano percussioni

Massimiliano Barbaliscia tastiera, santur

Alessio Artoni bansouri, flauto

Paolo Di Mardo basso

Fabiano Giovannelli batteria elettrica

con la partecipazione di

Corpo di ballo Femminile Sufi

Coro Naghshbandi




Terra residua, una mostra sul declino del nostro pianeta

 Vito Digiorgio




ELISABETTA ANTONINI & MARCELLA CARBONI In concerto all’Auditorium Massimo ROMA Venerdì 14 marzo ore 20:30

La cantante Elisabetta Antonini e l’arpista Marcella Carboni presentano venerdì 14 marzo, presso l’Auditorium Massimo di Roma, il progetto “Nuance”, un gioco di sfumature e rimandi che abbraccia il jazz e la canzone, le sonorità classiche e l’improvvisazione.  Il duo composto da Elisabetta Antonini e Marcella Carboni, brilla per i suoi chiaroscuri timbrici. Quelle «flessibili e leggere gravità», come canta la voce in Cerco il mare, da cui traspare l’intenzione di restare in equilibrio fra la delicatezza di un sound carezzevole e la complessità di composizioni ricercate.  Il materiale contenuto in questo loro primo album (prodotto nel 2012 da Sergio Cossu per Blue Serge) scivola elegantemente fra brani di Ralph Towner e Guinga, Kenny Wheeler  e Tom Jobim, soffermandosi sui punti di contatto fra la storia e la contemporaneità grazie alla grande tecnica delle due musiciste, docenti dei Seminari di Nuoro Jazz (diretti da Paolo Fresu), dove il progetto è nato nel 2008.  L’intesa di quel primo duetto, voluto dall’Ente Musicale di Nuoro, è stata talmente forte da trasformarsi in un progetto stabile che si è fatto ascoltare in tante occasioni di prestigio, come la Rassegna “Dialogo” all’Auditorium Parco della Musica, il Festival Internazionale di Jazz Contemporaneo alla Casa del Jazz, Viaggiano Jazz, Time In Jazz, Ivrea Jazz Festival, la trasmissione “Officine del Jazz” condotta da Gegè Telesforo e registrata al Caffé Borghese di Matera e dedicata interamente al duo, perfino in Brasile in occasione del Rio Harp Festival a Rio de Janeiro.  Nella tavolozza di “Nuance” il colore di fondo è dato dai percorsi paralleli delle due artiste, culminati con due lavori discografici pubblicati recentemente: il disco solistico “Trame” (Blue Serge) per Marcella Carboni e l’album “Un Minuto Dopo” (Dodicilune) per Elisabetta Antonini, caratterizzato dall’esplorazione di un jazz dal sapore cameristico e dalla voglia di mettere in luce alcune perle del jazz italiano contemporaneo, ridisegnandone i contorni.  Elisabetta Antonini, cresciuta musicalmente fra l’Europa e gli Stati Uniti, si è fatta strada attraverso un’intensa attività concertistica che l’ha portata a collaborare con nomi come Paul McCandless e Kenny Wheeler. Da sempre riserva un’attenzione mirata alla composizione e all’arrangiamento rielaborando con cura alcune pagine del jazz di oggi e scrivendo brani originali, quattro dei quali trovano spazio nel progetto “Nuance”.  Marcella Carboni esplora con tenacia e passione un universo di suoni che raramente ha visto protagonista l’arpa. Dopo un folgorante incontro con l’arpista newyorchese Park Stickney, la musicista ha cercato una sintesi confluita in quel suo “equilibrio fra il jazz e la musica europea, fra scrittura e improvvisazione, tecnica impeccabile e suono affascinante” (Franco Fayenz, Il Foglio, 18 agosto 2007).

Auditorium Massimo (Eur) Via Massimiliano Massimo, 1 Ingresso 13 (buffet + concerto)




PARLANDO DEGLI ANNI DI PIOMBO CON ERRI DE LUCA

OH!PEN Italia incontra Erri De Luca presso Accademia Studios

Il 27 febbraio prossimo alle 18.30 Accademia Studios (Studios ex De Paolis, Via Tiburtina 521) ospita Erri De Luca per la prima di una serie di conversazioni sul cinema. In programma Anni di piombo di Margarethe von Trotta, la pelllicola del 1981 già vincitrice del Leone d’Oro al Miglior Film alla 38ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ispirata alla vicenda di Christiane e Gudrun Ensslin. Gudrun era un membro di spicco della “Banda Baader-Meinhof”, trovata morta assieme ai suoi compagni nella prigione di sicurezza di Stammheim nel 1977. Mentre Christiane era la sorella giornalista. Al termine della proiezione il pubblico potrà scambiare idee ed impressioni con Erri De Luca. Per partecipare (€. 5,00 comprensivi di rinfresco e tessera associativa) è necessario prenotare via email entro il 24 febbraio a info@accademiastudios.com.

Marianne e Julianne sono due sorelle tedesche nate alla fine della  seconda guerra mondiale. Negli anni settanta sono impegnate  politicamente nella lotta di sinistra ma seguono due strade diverse.  La prima, sposata con un bambino, abbandonati il marito e il bambino  ancora piccolo, diventa negli anni settanta la compagna del leader del  gruppo di estrema sinistra tedesco Rote Armee Fraktion [2], che porta  avanti la lotta armata in Germania e conduce una vita in
clandestinità. La seconda, Julianne, lavora come giornalista per un  giornale femminista, non vuole figli e convive con un uomo che la ama  molto, ma che non sostiene la causa estrema della sorella di lei.  Arrestata Marianne, sua sorella Julianne va a trovarla in carcere  ogni volta che può, subendo umilianti controlli. I colloqui sono  ascoltati e trascritti da guardie carcerarie. Durante il poco tempo  che viene loro concesso, le due donne discutono del loro pensiero
politico e ricordano la loro infanzia, difendendo le loro scelte. Scaturisce il profilo di una Julianne adolescente ribelle e di una  Marianne coccolata da suo padre, pastore luterano. La vita di tutti i  giorni di Julianne è intervallata dalle visite in carcere e dai litigi  con il compagno, che non tollera tanta attenzione per i detenuti e per  Marianne, che a sua volta tratta la sorella con durezza, giudicando le  sue posizioni troppo morbide.




NAZIONALE DI CALCIO REBIBBIA VS NAZIONALE ITALIANA JAZZISTI

“PARTITA AMICHEVOLE DI CALCIO INSIEME PER LA SOLIDARIETA'”

Venerdì 31 gennaio ore 10:00

Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso

Venerdì 31 gennaio, presso la Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso si svolgerà la partita amichevole di calcio “Insieme per la solidarietà” tra la Nazionale di Calcio Rebibbia contro la Nazionale Italiana Jazzisti.Fondate rispettivamente nel 2013, la prima solo pochi mesi fa in occasione della partita a Roma contro la Nazionale Attori, la seconda l’estate scorsa contro la Nazionale Cantanti disputatasi a Perugia con l’apertura di Umbria Jazz, le due Nazionali s’incontreranno per la prima volta in una partita amichevole, venerdì 31 gennaio a Roma, all’interno del Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso.La Nazionale Rebibbia, affiliata dell’Associazione Asi/Gruppo Idee, è una squadra di calcio formata da detenuti e agenti di polizia penitenziaria, nata dalla volontà comune di portare avanti il grande lavoro fatto a Rebibbia Nuovo Complesso, che vede da anni la collaborazione di tutte le parti coinvolte, nel delicato lavoro di reinserimento sociale dei detenuti.

Nazionale_Jazz

Nazionale_Jazz

Il Presidente della Nazionale Rebibbia è Massimiliano Baldoni, volontario in carcere da anni con l’Associazione Gruppo Idee, sottolinea “l’importanza di poter entrare in contatto con artisti di livello internazionale come in questo caso la Nazionale Jazzisti, che si sono dimostrati sensibili, partecipi e generosi nei confronti di una tematica sociale molto delicata come quella della detenzione”.  Allenatore e responsabile interno della squadra è l’Ispettore Luigi Giannelli che ricorda che “Attraverso il calcio si esprime la voglia di libertà, soprattutto quella interiore”.   Per la Nazionale Italiana Jazzisti, capitanata da Enzo Pietropaoli e rappresentata dal presidente onorario Franco D’Andrea, scenderanno in campo tra gli altri anche Javier Girotto, Natalio Mangalavite assieme a giovani leve come Dario Germani e Alessandro Presti.  Con la casacca nera e arancio, in onore della mitica etichetta discografica “Impulse”, la Nazionale dei Jazzisti scende in campo per la seconda volta. Nata quasi per gioco, ha riscosso subito un largo consenso tra i vari musicisti, fino a coinvolgere anche alcuni addetti al settore (giornalisti, manager, etc. Sulla maglia della Nazionale Italiana Jazzisti, è presente anche il logo dell’Associazione “Libera, contro le Mafie”, sponsor etico della squadra.




Le Loup Garou in concerto alla Locanda Atlantide di Roma sabato 18 gennaio alle ore 22

Le Loup Garou tornano finalmente sulle scene con il loro ultimo lavoro discografico intitolato Anciet Poet’s Rock’N Roll e pubblicato con la Marotta&Cafiero Record, una label ecologica, gestita totalmente da giovani del quartiere napoletano di Scampia. Stavolta lo storico gruppo italo/belga ha deciso di regalare al suo pubblico un vinile per segnalare l’esigenza di un ritorno alle origini e per sottolineare la necessità di centralizzare il rapporto uomo/ambiente.Nell’epoca di iTunes, il gruppo capitanato da Francesco “Frank” Prota sforna un nuovo album Ancient Poet’s Rock’n’Roll, rispolverando il vecchio 33 giri.

Frank Prota

Frank Prota

Ancient Poet’s Rock’n’ Roll, firmato dall’italo-russo Frank Prota, frontman della band nato a Praga ma sin da bambino a Napoli, e Francesco Manzo è stato prodotto con la piattaforma delle Produzionidalbasso che prevede la raccolta via web di sottoscrizioni del pubblico per realizzare opere editoriali e audiovisive. Poetry and Pummarols: Poesia e ambiente, su questo equilibro emozionale si muove il nuovo lavoro dei Le Loup Garou come unica via d’uscita dalla crisi più drammatica di tutti i tempi. In questo luogo e in questo tempo, quello in cui noi viviamo, pensiamo, agiamo, qualsiasi manifestazione di spontaneità o empatia non riconducibile ad una scala di valori prestabilita viene allo stesso tempo punita e scoraggiata sin dalla nascita, alienata e guardata con sospetto. Indeboliti nella possibilità di amare, intrappolati nella necessità di controllo e potere, paura invece di gioia, l’umano ha firmato un patto di sangue, un vincolo che ha egli stesso tradito in nome di una Zivilisation ovattata e sconnessa. Sconnessione dalla realtà, dall’uomo e dalla cultura, insomma da tutto ciò che poteva ancora essere autentico. L’antidoto a questa maledizione è la riscoperta del valore quasi ancestrale della poesia, di quella dimensione originaria e mitica della musica che parla attraverso di essa e che a sua volta le dà voce. Ritmi, colori che ci riportano ad un nostro passato ancestrale e intimo che affiora poco a poco dal nostro inconscio.Il vinile starebbe bene su un vecchio grammofono, il pick-up che riproduce le parole a tratti ovattate di Carine Jurdant

Carine Jurdant

Carine Jurdant

(voce e fisarmonica) che racconta la storia dell’ Abominable moglie dello Yeti o i cori retrò che contornano il ritmo discendente di Silly Boy. Ma come ogni ritorno al passato che abbia valore nel presente, l’elaborazione dei temi e la sensibilità musicale della band italo/belga viene portata avanti con una consapevolezza estrema, frutto di anni d’esperienza nel panorama musicale europeo, senza mai (s)cadere in quella moda “vintage” che oggi regna sovrana.Così Le Loup Garou eseguirà i brani del disco sabato 18 gennaio dalle ore 22 alla Locanda Atlantide di Roma (via dei Lucani, 22b – Quartiere San Lorenzo). Sarà un concerto ricco di sorprese ma soprattutto di sano rock’n roll. La band proporrà il nuovo lavoro nella consueta, ma sempre diversa, atmosfera onirica sospesa tra performance teatrale e rito iniziatico.




CINEMATICA: La magia della musica per le immagini, dal cinema alle nuove arti visuali

Sabato 25 gennaio alle 21.00 sul palco del Teatro Studio all’Auditorium Parco della Musica di Roma (www.auditorium.com, intero €. 15,00 ridotto €. 12,00) in programma Cinematica, una serata prodotta da Helikonia e dedicata alla musica per il cinema: i compositori Marco Testoni, Michele Braga e Giancarlo Russo conducono il pubblico in un viaggio fra le sonorità di quel territorio creativo tra musica e arti visuali di cui l’Italia vanta nomi illustri, ma soprattutto una fertilissima scuola: tre musicisti, tutti accomunati da un percorso artistico legato alla musica per immagini con una forte componente evocativa. Elementi che si esprimono, vuoi nella ricerca ritmica e visionaria della musica di Marco Testoni; vuoi nell’intensità e dinamica della scrittura di Michele Braga; ma anche nell’eleganza onirica dei brani di Giancarlo Russo. In programma musiche originali, ma anche reinterpretazioni di brani di maestri della colonna sonora quali Ryuiki Sakamoto, Ennio Morricone, Piero Piccioni. Ospiti della serata due protagonisti del cinema italiano: il compositore Umberto Scipione (Benvenuti al Sud, Benvenuti al Nord, Un Boss in Salotto) ed il regista e compositore Stefano Reali (Caruso, Lo scandalo della Banca Romana). Sul palco con Michele Braga ci sarà anche The Niro che a febbraio rivedremo a Sanremo. La serata apre emblematicamente con Ce l’hai un minuto, un corto esilarante di Alessandro Bardani che ha all’attivo numerosissimi  premi. Presenterà la serata Maria Luisa Lafiandra direttrice artistica del Festival Internazionale Mompeo in Corto. Offriranno il proprio contributo anche gli organizzatori del MashRome Film Fest, primo festival italiano dedicato al mashup e al remix cinematografico. E Mauro Calevi dell’Accademia Studios, il centro realizzato presso gli Studi De Paolis e dedicato ai mestieri del cinema.




Magazzino 18 debutta a Roma, alla Sala Umberto

Disponibile il Libro “Magazzino 18”

Il libro, parte dei “Quaderni del Rossetti” contentente il CD con le musiche originali e tutti i testi, sarà disponibile da Dicembre presso la libreria del Teatro Rossetti di Trieste e in tutte le librerie convenzionate.

Il debutto dello spettacolo presso la Sala Umberto, Roma, dal 17 dicembre con repliche fino al 22. CON LO SPETTACOLO “MAGAZZINO 18″ CRISTICCHI RACCONTA IL DRAMMATICO ESODO DEGLI ITALIANI D’ISTRIA, FIUME E DALMAZIA ALL’INDOMANI DEL TRATTATO DI PACE DEL 19

Un successo travolgente quello di “MAGAZZINO 18”, spettacolo di e con Simone Cristicchi, che dopo un debutto strepitoso con sei serate al Politeama Rossetti di Trieste, si appresta ora a sbarcare nella capitale, alla Sala Umberto, per raccontare, da domani 17 dicembre a domenica 22, una delle pagine più drammatiche della storia d’Italia, quella dell’Esodo degli italiani in Istria.

Lo spettacolo capace di far commuovere, riflettere, ma anche discutere su quella che per molti è ancora una ferita aperta della nostra storia, arriverà a grande richiesta al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il prossimo 7 aprile 2014, con inizio alle 21:00. I biglietti (prezzi da 17 a 28 euro più diritti di prevendita) per questo importante appuntamento sono già disponibili online su Ticketone.it, nei punti vendita Azalea Promotion e direttamente alla biglietteria del teatro. “Magazzino 18”, assieme agli altri spettacoli e concerti del calendario organizzato dal Teatrone e Azalea Promotion, in collaborazione con il comune di Udine, è inserito nel pacchetto “Music&Live” dell’Agenzia TurismoFVG, che permette a chi soggiorna in regione di poter ricevere in omaggio il biglietto per lo spettacolo (per informazioni www.musicandlive.it).

 

Al Porto Vecchio di Trieste c’è un “luogo della memoria” particolarmente toccante: il Magazzino 18. Racconta di una pagina dolorosa della storia d’Italia, di una vicenda del nostro Novecento complessa e mai abbastanza conosciuta. Ed è ancor più straziante perché la “memoria” è affidata non a un imponente monumento, ma a tante piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità. Sono perciò ancora più vive, emozionanti. Una sedia, accatastata assieme a molte altre porta un nome, una sigla, un numero e la scritta “Servizio Esodo”. Beni comuni nello scorrere di tante vite: interrotto dalla Storia, dall’esodo. Con il trattato di pace del 1947 l’Italia perdette vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e circa 300 mila persone scelsero di lasciare le loro terre natali destinate a non essere più italiane. Non è difficile immaginare quale fosse il loro stato d’animo, con quale sofferenza intere famiglie impacchettarono tutte le loro cose e si lasciarono alle spalle le loro città, le case, le radici. Davanti a loro difficoltà, povertà, insicurezza, spesso sospetto e tanta nostalgia: quella che pervade la canzone di Simone Cristicchi. Coadiuvato nella scrittura da Jan Bernas e diretto dalla mano esperta di Antonio Calenda, Cristicchi partirà proprio da quegli oggetti privati, ancora conservati al Porto di Trieste, per riportare alla luce ogni vita che vi si nasconde. Lo spettacolo di Udine sarà inoltre impreziosito dalla partecipazione della FVG Mitteleuropa Orchestra, diretta dal Maestro Valter Sivilotti.

Fra i prossimi appuntamenti del calendario di concerti e spettacoli del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e Azalea Promotion, l’unica data italiana del “Colors in the Road Tour”, tournée mondiale della soprana lirica Tarja Turunen, ex voce solista dei Nightwish, in programma domenica 16 febbraio 2014.