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“I Canti di Eurasia”, la mostra experience Cappella Orsini – ROMA dal 4 novembre 2021 al 30 marzo 2022

Viaggiare con l’idea di trovarsi su una sorta di tappeto volante pronti ad attraversare l’Asia attraverso le sue meraviglie, tra sculture, maschere, manoscritti, strumenti musicali, bassorilievi costumi. Un vero e proprio tour experience quello previsto dalla mostra “I Canti di Eurasia”,  promossa da Fondazione Maitreya, Istituto di Cultura Buddhista, in collaborazione con  Cappella Orsini Lab, ed esposta dal 4 novembre al 30 marzo presso la suggestiva Cappella Orsini, situata in via di Grotta Pinta 21, che permetterà ai visitatori di potersi calare davvero nei panni di “viaggiatori” grazie ad una speciale App immersiva e adattata alle specifiche esigenze in grado di animare e far suonare gli strumenti. Ben 250 le opere che, partendo dall’Oceano Pacifico, riportano fino al Mediterraneo facendo capire quanto la musica sia il denominatore comune che riunisce i Papua della Nuova Guinea con i pastori dell’Etna. Un confronto tra le diverse culture, in un’ambientazione sospesa tra spazio e tempo, nella quale sarà possibile assistere a vari appuntamenti ed affascinanti performance che avranno per protagonisti, nelle varie giornate, numerosi personaggi:
Pejman, uno dei massimi esperti di musica persiana e sufi in Italia; Oscar Bonelli, collezionista di strumenti musicali che suonerà uno a uno regalando l’impressione di trovarsi di fronte ad una vera orchestra; Barbad Project,  i fratelli Mohssenipour rappresentano un nucleo artistico e anche spirituale della loro terra d’origine che mettono sapientemente in scena; Evelina Meghnagi con le sue melodie sefardite e yemenite che hanno conquistato da Liliana Cavani a Giuseppe Bertolucci; Marta Bifano, con la sua storia di un personaggio leggendario della prima donna arrivata illegalmente in Tibet Alexandra David Neel; Cafè Loti, storie nell’antico Cafè Loti di Istanbul dove i viaggiatori si fermavano a parlare, si conoscevano; Shuluq, ovvero Calogero Giallanza che reinterpreta suoni e ritmi del Mediterraneo; Nadia Slimani e Amjed Rifaie, l’incontro tra l’arte della calligrafia araba e il corpo femminile che attraverso la danza esprime la sua prorompente forza interiore. Nella giornata inaugurale prevista in anteprima ad inviti il 3 novembre, ore 18.30, sarà tra l’altro presentato l’omonimo libro “I Canti di Eurasia”, scritto da Roberto Lucifero, direttore artistico dello spazio culturale, per una riflessione collettiva sulle culture di Roma come città del dialogo.
Cappella Orsini  Via di Grotta Pinta,21 –  Roma Infoline 347 485 6302



XIV Festa del cinema bulgaro: fra commedia, storia e grande teatroLa quattordicesima edizione dal 9 all’11 luglio alla Casa del Cinema di Roma

Torna alla Casa del Cinema (Largo Marcello Mastroianni) la Festa del Cinema Bulgaro che firma la sua quattordicesima edizione con l’ormai tradizionale rassegna promossa dall’Istituto bulgaro di cultura. Un appuntamento con il meglio della produzione cinematografica bulgara che anche quest’anno ha voluto proporci i mille colori di una cultura dell’audiovisuale che sa spaziare con disinvoltura dalla commedia al documentario storico, dal dramma alla grande tradizione e sperimentazione del teatro contemporaneo.

Si apre il 9 luglio (ore 21.00), alla presenza del regista Victor Bojinov e degli attori Mihail Bilalov, Irini Zhambonas,  Lilia Maraviglia, Dimitar Rachkov, Gerasim Georgiev-Gero, Paraskeva Djukelova, Maya Bezhanska, con Tutta la verità sulla rock band Žiguli, una commedia dei dialoghi serrati, piena di colpi di scena ma soprattutto con un incredibile cast che trascina gli spettatori nella storia di una rock band che si è separata alla fine degli anni ‘80. Sabato 10 luglio (ore 18.00) in programma Fisica della malinconia: il nuovo film d’animazione firmato dal candidato Oscar Theodore Ushev basato sull’omonimo romanzo di Georgi Gospodinov. Il film segue la vita di un uomo sconosciuto mentre passa al setaccio i ricordi della sua giovinezza in Bulgaria fino alla contemporaneità di una vita sempre più sradicata e malinconica in Canada. Sempre sabato 10 luglio (ore 19), in collaborazione con Trieste Film Festival / Alpe Adria Cinema, la proiezione de Il Padre di Kristina Grozeva e Petar Valchanov, già conosciuti in Italia per Glory – non c’è tempo per gli onesti e The lesson – scuola di vita.  A seguire (ore 21), il nuovo film del regista Viktor Chouchkov, tratto dal celebre romanzo di Zachary Karabashliev, Grigio 18%: la drammatica storia d’amore tra Zachary e Stella, “un film sull’amore, i sogni, la perdita, la sopravvivenza e le speranze, e ancora sull’amore”, come ci racconta il suo autore. Domenica 11 luglio, spazio ai documentari: alle 17.30, La formula di Theo: storia del fisico Theodosiy Theodosiev, il creatore di un metodo unico al mondo per la formazione e lo sviluppo della forza intelletto. Alle 19.00 invece il nuovo documentario di Nayo Titzin La furia Medea che segue il processo creativo di Medea, uno degli spettacoli teatrali bulgari più coinvolgenti e significativi per la storia teatrale contemporanea di questo paese, firmato dalla felice accoppiata di Snezhina Petrova e di Desislava Shpatova.  Si chiude alle 21 con la versione digitalmente restaurata di uno dei film classici bulgari più amati: Il Khan e l’Impero, basato sulla trilogia del regista Lyudmil Staykov del 1981 Khan Asparuh.
La rassegna è organizzata dall’Istituto bulgaro di cultura a Roma con il patrocinio dell’Ambasciata bulgara in Italia. Ma anche grazie al prezioso contributo dell’Associazione italo-bulgara La Fenice e Lev Ins.

L’ingresso alla Casa del Cinema è soggetto al rispetto del regolamento per la prevenzione del virus COVID 19. Sarà necessaria la prenotazione che dovrà avvenire a partire non oltre un’ora prima delle proiezioni con registrazione in portineria. Non è prevista la prenotazione telefonica o in rete. Si può accedere al teatro un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Per ulteriori informazioni chiamare la portineria della Casa del Cinema 06423601.

Tutti i film verranno proiettati in lingua originale con i sottotitoli in italiano. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
www.festacinemabulgaro.com




Federica Pento e le nuove ospitate nella Capitale  

La ripresa degli eventi, i nuovi festival, conferenze stampa, musica, spettacolo e la riapertura di attività a più non posso. Con l’estate arrivano nuovi appuntamenti per la cantante che diventa ogni giorno più popolare: Federica Pento.

Benvenuta Federica, l’estate è arrivata. I nostri lettori sono curiosi di sapere come trascorrerai la stagione..?
Mi auguro che questa estate sarà colma di musica.
Abbiamo degli eventi pazzeschi nei prossimi mesi, se siete curiosi restate sintonizzati su tutti i miei social.
Per il resto credo di godermi un po’ le bellezze della mia regione, mare, montagna.. e continuerò a studiare per i progetti futuri, spero di potervi svelare tutto a settembre.

Federica Pento

Volto ormai particolarmente noto: in primavera ti abbiamo visto sul Messaggero in riferimento ad un film girato nella Capitale e qualche giorno fa nuovamente in edicola sul medesimo quotidiano in qualità di madrina di un nuovo evento nella zona più lussuosa della città. Tra meno di una settimana sarai nuovamente a Roma, esatto?

Sì sarò ospite a Palazzo Velli Expo e l’occasione è quella di una presentazione di un libro: Fila 37 sabato 26 giugno presenta infatti “Morte a Sant’Andrea” di Donatella Paradisi. È sempre bello prendere parte a questi eventi culturali. In questo nello specifico avrò modo di conoscere personalità di spicco del mondo romano come il Professor Paolo Martellotti e Fabrizio Peronaci del Corriere della Sera.
Quali saranno i prossimi appuntamenti dove ti vedremo?
Ho ricevuto proprio ieri una proposta per la prima metà di luglio e devo dire che sono molto entusiasta per le molte opportunità nuove che si stanno palesando e che mi danno modo di confrontarmi e conoscere persone anche leggermente fuori dal mio settore musicale.
intervista a cura di Roberta Nardi



Da L’Eredità alla musica: Claudio Rocker Sorrentino, sogni che prendono vita nella realtà e si disegnano sulla pelle

Dopo l’approdo su Repubblica.it, esce anche su Youtube Su questa pelle mia, il videoclip del singolo Claudio Rocker Sorrentino prodotto da  Artis Records che segna il lancio discografico di questo artista, scoperto dagli schermi televisivi Rai nel programma L’Eredità, ed ora approdato finalmente sul palcoscenico della musica a lui tanto cara. Due i singoli di questo primo lancio, che prelude l’album in programma per l’autunno: lato B di Su questa pelle mia, infatti, è Senza disturbare. Entrambe le tracce si avvalgono della direzione artistica e della batteria e percussioni di Tony Esposito che ha curato anche gli arrangiamenti con Sasà Flauto. Una particolarità: domani Claudio sarà nuovamente a L’Eredità per una serie di puntate straordinarie di beneficenza per la Comunità di Sant’Egidio.

Claudio Rocker Sorrentino, all’anagrafe Claudio Sorrentino: la grande passione per la musica che lo tiene vivo da sempre e poi lo strabiliante successo a L’Eredità che lo ha reso famoso al grande pubblico. Da qui l’incontro con Alfredo Tisocco, musicista e fondatore con Donella Del Monaco di Opus Avantra, imprenditore musicale visionario oggi alla guida di Artis Records.

Cinquant’anni alle porte, una vita complicata, anzi complicatissima alle spalle, una solida famiglia a scaldare il suo presente: Claudio Sorrentino, per gli amici Claudio Rock Sorrentino, è un’anima di poeta con il battito cardiaco di un rockman cresciuto a musica, rock e blues, tanti libri, film e una passione particolare per le parole e per i quiz. Dopo una vita spesa con passione nel lavoro – dividendosi fra edilizia e musica, seppur a tempo perso – approda a Natale 2020 a L’Eredità quasi per scherzo. Ed è grande successo: 30 puntate, 7 volte campione, 6 Ghigliottine, 3 vinte. E’ lì che il mondo lo scopre anche come musicista e arriva il primo contratto discografico.

La sua musica è intrisa dei suoi ascolti, che vanno dai padri del rock (Elvis, Jerry Lee Lewis), a quelli del grande blues, quello di BB King o John Lee Hooker. Il suo impianto ritmico si è nutrito del rock energico degli AC Dc, di Bon Jovi, dei Guns & Roses, dei Metallica. Senza mai dimenticare il Boss e quel rock più alternativo e di ricerca dei mitici Pink Floyd o di Bowie. Ma anche gli U2, Nirvana, Pearl Jam. I suoi testi si sono inevitabilmente nutriti dei versi della grande canzone d’autore italiana, primo fra tutti De Gregori. Senza dimenticare il rock italiano: i Nomadi, i Tazenda, Piero Pelù, Vasco….




Nuova produzione di a.ArtistiAssociati ‘The collector’ con Giorgio Lupano al Festival TREND a Roma Lo spettacolo sarà in streaming dal 10 al 13 dicembre

I luoghi della cultura sono chiusi, ma il teatro continua a vivere provando in molti modi a raggiungere il suo affezionato pubblico e a catturare nuovi e curiosi spettatori. E così il Festival Trend-Nuove frontiere della scena Britannica, promosso dal teatro Belli di Roma, ha deciso di andare ‘in scena’ in streaming e lo fa mettendo on line gli spettacoli selezionati per la diciannovesima edizione che terminerà il prossimo 21 dicembre. a.ArtistiAssociati sarà presente, dal 10 al 13 dicembre, alle 21, con ‘The collector’ di Mark Healy dal romanzo di John Fowles, traduzione di Giorgio Lupano, con lo stesso Giorgio Lupano e Beatrice Arnera (video Andrea Canepari, luci e fonica Patrick Vitali) regia e impianto scenico di Francesco Bonomo. Per prenotare lo spettacolo sarà possibile seguire le istruzioni su https://www.teatrobelli.it/index.php?page=inscena&idc=809.

Beatrice Arnera

Si tratta di un progetto voluto da a.ArtistiAssociati per la sua profonda valenza di denuncia sociale. Il tema che affronta il testo, per la prima volta rappresentato in Italia, è quello della violenza di genere, purtroppo di grande attualità.

‘La necessità di mettere in scena questo testo – spiega il regista Bonomo – risiede nella sua capacità di risuonare dentro di noi come un fatto di cronaca. La violenza del rapporto tra carnefice e vittima è tutta psicologica e, per metafora, rappresenta la guerra di genere che in ambiente domestico è causa di morte o maltrattamenti perpetrati dagli uomini sulle donne. Abbiamo voluto, dunque, evidenziare quello che l’autore già suggerisce nel presentare il personaggio del rapitore come un uomo comune, qualcuno che potrebbe essere il nostro vicino, qualcuno a cui riconoscere in qualche modo le ragioni del suo gesto insensato, tanto da farci dubitare della nostra stessa integrità etica. Il protagonista, Frederick Clegg, non percepisce se stesso come un criminale o un mostro: egli agisce, a suo dire, per amore e decide di segregare Miranda poiché non ha altri strumenti per avvicinarla; è un uomo che sembra non avere interessi al di fuori della sua collezione; isolato e in una sorta di cattività è “semplicemente” incapace di relazionarsi con il prossimo. Miranda al contrario, è un personaggio multiforme, capace di adottare le strategie più diverse per salvarsi la vita. In questo senso abbiamo inteso sintetizzare in lei le molte forme di resistenza che le donne attuano quotidianamente in ambiente domestico e in generale nella società’.

Giorgio Lupano

Giorgio Lupano ha poi voluto integrare l’esperienza teatrale on line a una vera e propria condivisione del progetto istituendo un crowdfunding dedicato a ‘Il Collezionista – The collector’ : gli spettatori potranno infatti interagire direttamente con l’attore e nello stesso tempo contribuiranno al sostegno dello spettacolo (https://www.produzionidalbasso.com/project/il-collezionista-quasi-una-storia-d-amore/) godendo di approfondimenti o incontri dedicati.




Il jazz torna al Pigneto: giovedì 8 ottobre all’Ellington Club di Roma Luca Filastro dal vivo giovedì sera

Il jazz torna al Pigneto: giovedì 8 ottobre all’Ellington Club di Roma (via Anassimandro 15) parte “Jazzville”, uno degli appuntamenti capitolini che segnano il ritorno dello spettacolo dal vivo post lockdown. Alle 21.30 Luca Filastro Jazz Trio aprirà il ciclo di appuntamenti dedicati alla musica nata all’inizio del secolo scorso negli Stati Uniti e rimasta nella memoria del mondo come uno dei generi più conosciuti. Luca Filastro, classe ’92, pianista e compositore affermato dentro e fuori i confini nazionali, si è formato ascoltando miti indiscussi del jazz come Louis Armstrong, Fats Waller, Jelly Roll Morton, Sidney Bechet. Le sue performance artistiche, infatti, spaziano dalla Swing Era al Bebop, proponendo al pubblico un jazz a 360 gradi. Doti artistiche e capacità di improvvisazione: Filastro, dopo aessersi esibito in tutto il mondo suonando con Aldo Zunino (il contrabbassista preferito dagli americani) ed Emanuele Zappia (alla batteria), ora sbarca all’Ellington Club di Roma, in una prima serata dedicata al jazz e tutti i suoi appassionati.

TUTTI GLI APPUNTAMENTI ALL’ELLINGTON CLUB FINO AL 14 OTTOBRE. Venerdì 9 “Midnight in Rome”, il burlesque show di Candy Rose, accompagnata sul palco dalla Botta Band Jazz Orchestra; a seguire lo spettacolo Late Show a cura di dj Mister Stereotto, primo ospite de “Il Club dei 78 giri”. Sabato 10 sarà la volta del “Velvet Cabaret”, che vedrà sul palco Vera Dragone, protagonista di un “Jazz Show”, insieme al maestro Riccardo Balsamo; con loro anche la burlesque performer Ginevra Joyce. Domenica 11 apertura mattutina per il “Bohemienne Brunch”, dalle 11.30 alle 15.30, durante il quale ci saranno l’artista di disegno dal vero Davide Dormino accompagnato da una selezione musicale di 78 giri curata da Mister Stereotto. Mercoledì 14 parte la stand up comedy, novità della stagione 2020-21 dell’Ellington: sul palco del Club al Pigneto andrà in scena “J’am Stand Up – Ladies Edition”, con on stage le autrici Giulia Maulucci, Gabriella Indolfi e Michela Fontana; a seguire il late show “Non Sparate sul Pianista”.




25 – 30 SETTEMBRE GALLERIA AREA CONTESA ARTE ROMA MARIO RUSSO  E IL SUO AMORE PER IL MARE DELLA SARDEGNA.

Mario Russo e il suo grande amore per la Sardegna  saranno al centro di una mostra, “L’estate sta finendo”, ideata dalla figlia Adriana, in memoria dell’artista di chiara fama mondiale che ha dedicato la sua vita all’arte, in programma dal 25 al 30 settembre presso la Galleria Internazionale Area Contesa Arte in via Margutta a Roma (Via Margutta 90). Per  anni protagonista della scena contemporanea il pittore, nato a Napoli, nel quartiere  Fuorigrotta, amava molto la città che gli ha dato i natali  e che ha avuto una forte influenza sulle sue opere, ma tra le sue passioni vi era anche la Sardegna con quel mare limpido e trasparente, i paesaggi mozzafiato ed i profumi tipici della macchia mediterranea. Nel 1970, incantato da tale bellezza, l’artista decise di trasferirsi sull’isola per un lungo periodo di tempo ed iniziò a dipingere paesaggi marini, la maggior parte dei quali aventi per oggetto proprio le coste della Sardegna, regione recentemente colpita dalla nuova ondata dei contagi per il Covid.  A ricordarlo sarà l’attrice Adriana Russo, ideatrice della mostra insieme al critico Alfio Borghese e alle galleriste Tina e Teresa Zurlo, con una madrina speciale, l’attrice Raffaella Di Caprio, che inaugurerà l’evento il 26 settembre ore 18.00 alla presenza di personaggi della cultura, dell’arte e dello spettacolo (nel rispetto delle misure di sicurezza per il Covid). Nel corso della sua carriera Mario Russo ha espresso il suo stile inconfondibile anche attraverso numerose tele raffiguranti le figure femminili, con la loro grazia ed eleganza, e quelle ispirate ai celebri personaggi del cinema, provenienti da uno studio attento e accurato effettuato sui personaggi Felliniani, esposti anche al Palazzo Ducale di Mantova. Nel 2011 anche il Vittoriano ha dedicato una grande mostra all’artista. In occasione della tappa romana della mostra una parte del ricavato sarà devoluto in favore  dei giovani pittori dell’Accademia Arte Arzachena (località in provincia di Sassari), nello specifico alla sezione arte figurativa, che si occupa di fornire un valido punto di riferimento ai giovani interessati a seguire le orme dell’arte.




SCUDERIE DEL QUIRINALE | “RAFFAELLO 1520 – 1483”: riapre dal 2 giugno

PROROGA LA SUA DURATA FINO AL 30 AGOSTO 2020

 

Grande disponibilità dai prestatori per il prolungamento del periodo di esposizione

 

Orario di apertura ampliato tutti i giorni dalle 9:00 alle 22:00 e 

misure sanitarie straordinarie per la sicurezza di visitatori e personale

 

Roma, 18 maggio 2020– Il pubblico potrà tornare presto ad ammirare lo splendore delle opere di Raffaello, riunite eccezionalmente alle Scuderie del Quirinale in occasione della mostra “Raffaello 1520 – 1483”. Le porte dello spazio espositivo romano riapriranno dal 2 giugno, una data che avrebbe dovuto sancire la conclusione della rassegna e che invece – in coincidenza con le celebrazioni per la Festa della Repubblica – rappresenterà un nuovo inizio per il grande evento con cui l’Italia rende omaggio al sommo artista rinascimentale, nell’anno del cinquecentenario della sua morte.

 

La mostra, sospesa per circa tre mesi a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, resterà aperta fino al 30 agosto 2020, in virtù di una lunga proroga resa possibile grazie alla disponibilità e alla solidarietà delle istituzioni museali e dei collezionisti che hanno prestato le opere.

Allo scopo di assicurare la tutela della salute dei visitatori e dei dipendenti, in occasione della riapertura le Scuderie del Quirinale applicheranno misure di sicurezza straordinarie, delineate in uno specifico progetto tecnico-sanitario elaborato da un esperto del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università Sapienza e armonizzato con le linee guida del Comitato Tecnico Scientifico.

Ricominciamo. Riapriamo le porte delle Scuderie del Quirinale pronti ad accogliere i visitatori nelle più scrupolose condizioni di sicurezza, offrendo allo stesso tempo l’opportunità di fruire di tanta bellezza e ritrovare in essa la forza per ripartire. Siamo grati alle Gallerie degli Uffizi, al suo direttore Eike Schmidte a tutti i prestatori che hanno concesso con generosità l’opportunità di prolungare le date di un’esposizione così importante per il nostro Paese” ha dichiarato Mario De Simoni, Presidente e A.D. Ales – Scuderie del Quirinale.

 

“La mostra ‘Raffaello’ ha un valore inestimabile dal punto di vista artistico e offre la possibilità di ammirare una concentrazione di opere del Maestro urbinate nello stesso contesto come mai era stato possibile fino ad oggi – spiega il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – Ogni sforzo per garantire al maggior numero di persone possibile di godere di tale meraviglia è doveroso: le Gallerie sono dunque ben liete di prolungare il loro prestito di una cinquantina di capolavori a questa mostra unica ed epocale per tutto il tempo che sarà necessario”.

Con oltre 200 opere, tra le quali 120 dello stesso Raffaello, la mostra – realizzata dalle Scuderie del Quirinale insieme alle Gallerie degli Uffizi e curata da Marzia Faietti e da Matteo Lafranconi, Direttore di Scuderie del Quirinale – rappresenta la più grande rassegna mai tentata in precedenza, con capolavori provenienti dalle più importanti collezioni e realtà museali italiane e internazionali.




Riapre a Roma il 18 maggio la mostra Rinascimento Marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma

La mostra Rinascimento Marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma, inaugurata lo scorso febbraio e subito chiusa a causa dell’emergenza Covid-19, riapre i battenti lunedì 18 maggio 2020 e proroga la data di chiusura fino a domenica 26 luglio 2020.

 

Dopo l’esposizione di Ascoli Piceno la mostra Rinascimento Marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma ha continuato il suo tour ed è  arrivata a Roma al Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, sede della storica Fondazione Pio Sodalizio dei Piceni attiva in città fin dal 1600. In mostra 36 opere d’arte tra quelle restaurate a seguito del sisma del 2016, grazie al contributo di Anci Marche e Pio Sodalizio dei Piceni, insieme all’apporto scientifico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e alla collaborazione della Regione Marche.

 

Una mostra itinerante in tre tappe che ha preso il via proprio nella zona del cratere, ad Ascoli Piceno presso il Forte Malatesta, ora continua a Roma presso la sede del Pio Sodalizio dei Piceni e si concluderà a Senigallia, sulla riviera adriatica.

 

Grazie alla presenza di queste opere nella capitale, sarà possibile ammirare una parte del prezioso patrimonio disseminato nel territorio marchigiano che è stato danneggiato dal terremoto, recuperato, portato a nuova vita e con questa mostra reso di nuovo fruibile.

Va in scena a Roma al Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro sede del Pio Sodalizio dei Piceni la seconda tappa della mostra Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma a cura di Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, frutto della convenzione siglata da ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni nel 2017, che si sono impegnati in un importante lavoro di recupero delle opere d’arte danneggiate.

 

In collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, sono state individuate per il recupero e il restauro un nucleo di 51 opere marchigiane di proprietà di 17 differenti Enti pubblici ed ecclesiastici delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.

In mostra 36 opere che “vanno dal ‘400 al ‘700, alcune dall’alto valore devozionale e non storico-artistico ed altre invece dal grande valore storico-artistico”, come spiega il curatore Stefano Papetti. Tra queste crocifissi lignei e vesperbild di ambito tedesco, che ancora oggi si trovavano all’interno delle chiese come oggetti di culto da parte dei fedeli. Non mancano però nomi importanti come Jacobello del Fiore con la serie delle Scene della vita di Santa Lucia provenienti dal Palazzo dei Priori di Fermo, Vittore Crivelli con la Madonna orante, il Bambino e angeli musicanti di Sarnano, Cola dell’Amatrice di cui spicca la Natività con i santi Gerolamo, Francesco, Antonio da Padova e Giacomo della Marca dalla sacrestia della Chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno. E ancora da Roma Giovanni Baglione e Giovanni Serodine che dalla Svizzera seguì nella capitale l’esempio di Caravaggio. Tutti autori di indubbia fama che nelle Marche sono nati o che vi hanno soggiornato e che hanno contribuito a modificare la geografia della Storia dell’Arte.

 

Gli interventi di restauro sono stati eseguiti da tecnici tutti marchigiani, in collaborazione con l’Università di Camerino e l’Università di Urbino e la direzione scientifica della Soprintendenza, che con innovative analisi diagnostiche hanno valutato lo stato di conservazione di ciascuna opera. Questi interventi non soltanto hanno consentito di porre rimedio ai danni subiti dalle opere, ma hanno permesso di effettuare nuove attribuzioni e di acquisire nuove conoscenze relative alla tecnica pittorica ed ai materiali usati dai pittori, accrescendo le conoscenze che si avevano su questo patrimonio e aprendo la strada a molti studi scientifici. Per dare conto di queste nuove acquisizioni, il catalogo è stato realizzato affiancando alla scheda storico artistica dell’opera la relazione dell’intervento di restauro ed i risultati delle indagini diagnostiche che lo hanno preceduto.

 

La mostra Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma rappresenta un viaggio nella religiosità popolare marchigiana attraverso un affascinante percorso stilistico e iconografico che, partendo dal centro della regione arriva fino alla costa, era stato già definito da Federico Zeri e Pietro Zampetti cultura adriatica.

Proprio per questo la mostra è stata pensata come un evento espositivo itinerante che, dopo la prima tappa di Ascoli Piceno e questa a Roma presso il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni, che ha permesso il restauro delle opere insieme ad ANCI Marche, si concluderà a Palazzo del Duca di Senigallia.

 

L’obiettivo della mostra è anche quello di rendere fruibili le opere restaurate da qui in futuro, come spiega Pierluigi Moriconi della Soprintendenza dei Beni Architettonici delle Marche e curatore di dell’esposizione: “Terminate le mostre, le opere che non potranno essere ricollocate nelle loro sedi originali perché crollate o non ancora restaurate, saranno collocate in 8 depositi e lì saranno sempre a disposizione del pubblico”.

 




Scuderie del Quirinale: la visita virtuale della mostra “Raffaello.1520-1483” è da oggi online

LA MOSTRA “RAFFAELLO.1520-1483” SI SVELA ONLINE

 

Disponibile da oggi sul sito internet e sui canali social di Scuderie del Quirinale 

la video-passeggiata tra le sale 

con il racconto della più grande rassegna mai realizzata finora

 

Roma, 26 marzo 2020Le Scuderie del Quirinale svelano la mostra evento “Raffaello.1520-1483” e presentano il video-racconto dell’esposizione, disponibile da oggi sul sito internet e sugli account social dello spazio espositivo. 

La visita virtuale accompagnerà i partecipanti in una passeggiata tra le sale, custodi di oltre 200 capolavori provenienti da tutto il mondo. Un modo per consentire al pubblico di ammirare, anche a distanza, lo splendore dell’arte di Raffaello e la grandiosità del progetto espositivo, nell’intento di condividere cultura e bellezza con il maggior numero possibile di persone.

“In un momento così difficile, è importante che le istituzioni culturali facciano la propria parte e rendano accessibile a tutti l’arte di cui sono custodi. Le Scuderie del Quirinale rispondono a questa chiamata proponendo un palinsesto di attività online che, a partire dalla visita virtuale, permetterà di conoscere e di ammirare la maestria di Raffaello e le tante opere riunite eccezionalmente in questa grandiosa esposizione” ha dichiarato Mario De Simoni, Presidente Ales – Scuderie del Quirinale.

 

Il video è disponibile su: https://www.scuderiequirinale.it/media/una-passeggiata-in-mostra

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Twitter: @Scuderie

YouTube: Scuderie del Quirinale