Il sigillo di Zardo sulla 50^ Verzegnis Sella Chianzutan

Il pilota veneto della Norma M20 Fc vince per la seconda volta la prova friulana del Campionato Italiano Velocità Montagna che ha vissuto la speciale edizione, celebrata dalle autorità, nel segno delle emozioni. Podio completato dalle Osella di Fattorini e Vacca

Denny Zardo (ph Raineri)

Udine, 2 giugno 2019.La 50^ Verzegnis Sella Chianzutan dà spettacolo e celebra la speciale edizione con una girandola di emozionanti duelli che al termine di una sfida sul filo dei decimi in gara 1 e l’allungo in gara 2 ha premiato Denny Zardo e la Norma M20 Fc Zytek sul gradino più alto del podio, completato da Michele Fattorini (Osella Fa30 Zytek) e da Giuseppe Vacca (Osella Pa2000 Honda).

Michele Fattorini (ph Dario Furlan)

Giusepep Vacca (ph Dario Furlan)

Il pilota veneto ha vinto il quarto round del Campionato Italiano Velocità Montagna valido anche per il Trofeo Italiano zona Nord e il Campionato Austriaco, Sloveno e regionale aggiudicandosi entrambe le salite di gara disputate sui 5640 metri da Ponte Landaia a Sella Chianzutan e concludendo con il tempo totale di 5’02”45 (gara 1: 2’32”45; gara 2: 2’30”00). Avvincente fino alla fine la domenica dell’evento promosso dall’Asd E4Run, che, tra condizioni meteo perfette e il pubblico che merita una grande occasione, ha celebrato la 50esima edizione anche grazie a una cerimonia che ha coinvolto l’assessore regionale Barbara Zilli, il neo-eletto sindaco di Verzegnis Andrea Paschini e il vicequestore di Tolmezzo Alessandro Miconi insieme a Eleonora Rizzi, presidente del sodalizio organizzatore.

Cerimonia per l’edizione 50 con il vicequestore Miconi, l’assessore regionale Zilli, il presidente dell E4Run Eleonora Rizzi e il sindaco Paschini

Su un tracciato di gara tirato a lucido, Zardo, che a Verzegnis ha così bissato il successo ottenuto nel 2014 e che era stato di un soffio più veloce anche in prova sabato, ha preceduto Fattorini di 3”93. Il pilota umbro, sull’Osella Fa30 secondo assoluto e vincitore del gruppo delle monoposto E2SS, in gara 2 non è riuscito ad attaccare il rivale dopo che tra i due in gara 1 erano rimasti solo 29 centesimi e ha così confermato la piazza d’onore. Soddisfatto del podio assoluto conquistato (il secondo in stagione dopo quello colto a Sarnano), il giovane sardo Giuseppe Vacca è stato sicuro del terzo posto già conquistato in gara 1 quando nel “derby” fra Osella Pa2000 Honda il corregionale Sergio Farris si è ritirato per una “pizzicata” in gara 2. Ai piedi del podio ha quindi concluso Federico Liber sulla Gloria C8P Suzuki. Il driver veneto si è così aggiudicato la prova tricolore tra le Sportscar Motori Moto inseguito dal potentino Achille Lombardi, che con la prima delle Osella Pa21 JrB ha completato la top-5. Alle loro spalle, sono entrati nei primi dieci, l’esperto partenopeo Piero Nappi, sesto in rimonta con l’Osella Pa30 Judd, i giovanissimi Luigi Fazzino, Danny Molinaro e Giancarlo Maroni nell’ordine sulle altre Pa21 JrB e, decimo assoluto, Franco Caruso al volante della Radical Sr4. Quinto al termine di gara 1, non ha preso il via di gara 2 Omar Magliona, fin da sabato alle prese con le non perfette condizioni del propulsore dell’Osella Pa2000 con la quale si era imposto al Nevegal e resta leader assoluto del CIVM. Con il 23esimo posto assoluto, Marietto Nalon sulla Lola B99 di F.3000 è invece il miglior pilota friulano classificato al traguardo.

Omar Magliona (ph Dario Furlan)

Mentre Rosario Iaquinta ha compiuto la missione dell’assolo in gruppo CN sull’Osella Pa21 Evo, le ammirate Silhouettedel gruppoE2SH hanno esaltato gli spettatori grazie alla sfida di vertice tra i protagonisti del Tricolore, dove Alessandro Gabrielli ha rinsaldato la vetta della classifica sull’Alfa Romeo 4CPicchio. Il pilota ascolano ha auto la meglio sul bresciano Mauro Soretti, che sulla Subaru Impreza ha attaccato a fondo in gara 2 riuscendo a superare sul podio l’altra Silhouette dell’Alfa 4C, denominata Furore e motorizzata Zytek, del pluricampione teramano Marco Gramenzi. Domina il gruppo GT Luca Gaetani e con questo successoil pilota veneto balza in vetta al Tricolore al volante della Ferrari 458 GT3. In gruppo E1 Karl Schagerl conclude in trionfo l’ennesima partecipazione a Verzegnis, dove, dopo i problemi all’acceleratore riscontrati in prova, ha deliziato il pubblico al volante dell’estrema Volkswagen Golf Rallye Tfsi-R, con la quale ha preceduto lo sloveno Milan Bubnic (Lancia Delta Proto); settimo e primo degli italiani Daniele Pelorosso con la Renault Clio Proto. Nelle sfide fra Mitsubishi Lancer, in gruppo A l’altoatesino leader tricolore Rudi Bicciato regola l’austriaco Roland Hartl, mentre in gruppo N Lorenzo Mercati ha confermato con il successo il dominio che lo stesso driver aretino aveva mostrato nelle ricognizioni sabato.

Karl Schager (ph Dario Furlan)

Atmosphere

Con tutti i protagonisti su Mini Cooper, è stata avvincente fino all’ultimo la lotta per la “corona” di RS Plus, conquistata dal vincitore di gara 1 Vito Tagliente. Il pilota pugliese ha resistito in gara 2 al ritorno del catanese Salvo D’Amico, mentre l’aquilano Serafino Ghizzoni mantiene la vetta tricolore completando il podio davanti al pordenonese Fabrizio Martinis (4°) e Giacomo Liuzzi, autore del miglior tempo in prova sabato, è fermato dalla rottura del semiasse al via di gara 1. Sfida tra Mini anche in Racing Start con successo pieno del pugliese Oronzo Montanaro tra le turbo benzina davanti a Giovanni Loffredo sulla versione turbodiesel. Si parla veneto tra le scadute di omologazione con Marco Cappello vincitore in rimonta del gruppo delle vetture ProdS sulla Honda Civic e con Roberto Boscariol davanti a tutti in ProdE sulla Renault Clio Williams.

Giovanni Ambroso (ph Dario Furlan)

Infine, il pilota rodigino Giovanni Ambroso è stato il più veloce tra le auto storiche sull’Osella Pa9/90 con la quale si è imposto nel Quarto raggruppamento precedendo la Volkswagen Golf Rallye G60 dell’austriaco Reinhard Sonnleitner. Positiva prestazione per il friulano di Cividale Rino Muradore (Ford Escort Rs), autore del terzo tempo più veloce e vincitore nel Secondo raggruppamento, mentre gli austriaci Gerald Glinzner (Porsche 911 Carrera) e Andreas Gleissner (Nsu Bergspyder) si sono aggiudicati rispettivamente il Terzo e il Primo raggruppamento.

Giovanni Ambroso (ph MikesPhoto)

Reinhard Sonnleitner (ph Dario Furlan)

Rino Muradore (ph Dario Furlan)

Rino Muradore (ph Dario Furlan)

Gerald Glinzner (ph Dario Furlan)

Andreas Gleissner (ph Dario Furlan)

Classifica ufficiosa top-10 assoluta50^ Verzegnis-Sella Chianzutan: 1. Zardo (Norma M20 Fc Zytek) in 5’02”45; 2. Fattorini (Osella Fa30 Zytek) a 3”93; 3. Vacca (Osella Pa2000 Honda) a 8”57; 4. Liber (Gloria C8P Evo Suzuki) a 13”42; 5. Lombardi (Osella Pa21 Jrb Bmw) a 16”21; 6. Nappi (Osella Pa30 Judd) a 17”19; 7. Fazzino (Osella Pa21 Jrb Suzuki) a 17”79; 8. Molinaro (Osella Pa21 Jrb) a 21”52; 9. Maroni (Osella Pa21 Jrb) a 23”92; 10. Caruso (Radical Sr4) a 24”38.




LUKA ŠULIĆ (2CELLOS) tra una settimana esatta AL TEATRO VERDI DI TRIESTE: il 5 giugno la Prima Mondiale in Italia del suo progetto classico solista

Vigna PR e AND Production

in collaborazione con la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste

presentano

TRA UNA SETTIMANA ESATTA PARTE DALL’ITALIA IL NUOVO STRAORDINARIO PROGETTO MUSICALE DI LUKA ŠULIĆ DEI 2CELLOS

SARÀ IL PRIMO MUSICISTA NELLA STORIA A SUONARE INTEGRALMENTE “LE QUATTRO STAGIONI” DI VIVALDI TRASCRITTE PER VIOLONCELLO SOLISTA E ORCHESTRA D’ARCHI

NELLA SECONDA PARTE DELLA SERATA IL CONCERTO IN DO MAGGIORE DI HAYDN, L’INVIERNO PORTEÑO DI PIAZZOLLA, NESSUN DORMA DI PUCCINI E ALTRE GRANDI OPERE CLASSICHE

PRIMA MONDIALE

MERCOLEDÌ 5 GIUGNO 2019, ore 21:00

TRIESTE, TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI

Ultimi 50 biglietti in vendita online su Vivaticket.it,

nei punti vendita autorizzati Vivaticket e alle biglietterie del Teatro Verdi

Nato in Slovenia a Maribor il 25 agosto 1987, autentica icona per tutti i violoncellisti del mondo, Luka Šulić è uno dei più amati e apprezzati musicisti della scena internazionale per la tecnica, il virtuosismo e la passione che trasmette a ogni esibizione.

Credit Simone Di Luca

Formatosi da bambino all’Accademia Musicale di Zagabria e successivamente alla Royal Academy of Music di Londra, Luka è diventato una star mondiale assieme al collega e amico Stjepan Hauser con i 2Cellos, il duo che ha letteralmente rivoluzionato la scena strumentale internazionale grazie al loro sapiente mix tra classica e rock, che li ha visti dapprima conquistare il grande pubblico sul web e poi dal vivo nelle principale arene da concerti di tutto il mondo, dall’Arena di Verona alla Royal Albert Hall di Londra, passando per la Sydney Opera House, la Radio City Music Hall di New York, la Nippon Budokan a Tokyo e tantissime altre.

Contemporaneamente ai 2Cellos, Luka ha deciso di tornare alle origini e di avviare un nuovo progetto solista dedicato a una delle pagine più suggestive della storia della musica classica, “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi, capolavoro che ha sempre amato sin da bambino e che sta preparando meticolosamente da oltre 2 anni nell’inedita versione integrale per violoncello solista e orchestra d’archi.

Sarà il primo musicista nella storia a suonarle per violoncello e ha scelto l’Italia per la Prima Mondiale in programma mercoledì 5 giugno (ore 21:00) al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, uno dei teatri storici più belli della penisola.

Assieme all’Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, nella seconda parte del concerto suonerà anche “Nessun Dorma” di Puccini, “Czardas” di Vittorio Monti, il “Concerto in do maggiore” di Haydn e “Invierno Porteño” di Astor Piazzolla, che vedrà al suo fianco come special guest della serata la giovane violinista Eva Šulić, enfant prodige della scena musicale slovena.

Gli ultimi 50 biglietti disponibili per il concerto evento sono in vendita online su www.vivaticket.it, nei punti vendita autorizzati e alle biglietterie del Teatro Verdi di Trieste.

LUKA ŠULIĆ

LE QUATTRO STAGIONI DI VIVALDI

PRIMA MONDIALE

MERCOLEDÌ 5 GIUGNO 2019, ore 21:00

TRIESTE, Teatro Lirico Giuseppe Verdi

Prezzi dei biglietti:

Palchi centrali € 70,00 + dp

Platea € 67,00 + dp

Palchi laterali € 55,00 + dp

Barcacce platea € 45,00 + dp

Prima galleria € 50,00 + dp

Prima galleria laterale € 42,00 + dp

Palchi II ordine € 42,00 + dp

Seconda galleria € 32,00 + dp

Palchi III ordine € 25,00 + dp

Loggione € 20,00 + dp

Biglietti in vendita online su Vivaticket.it, nei punti vendita autorizzati Vivaticket e alle biglietterie del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste (dal martedì al venerdì dalle ore 8:30 alle ore 12:30 e dalle ore 15:30 alle ore 19:00 e il sabato dalle ore 9:00 alle ore 16:00).




Udinese dalla paura della serie B ad un ottimo dodicesimo posto.

Finisce benissimo male il campionato dell’Udinese e del tecnico Igor Tudor, 18 punti in 12 partite. I friulani  vincono a Cagliari (1-2) alla Sardegna Arena sotto una pioggia torrenziale  con un gran secondo tempo nel quale  i padroni di casa scompaiono. Ora si dovrà decidere se confermare il tecnico croato o rifare una pantomima come la scorsa stagione, quando a Tudor era stato dato il ben servito nonostante anche allora aveva salvato i friulani dalla retrocessione. L’Udinese chiude con una ciliegina sulla torta il decimo posto non arriva ma nonostante l’incessante  pioggia non ha mai smesso di cadere, l’Udinese non ha mai smesso di crederci. 

I TABELLINI:

CAGLIARI-UDINESE 1-2 (1-0)
CAGLIARI (4-3-1-2): Cragno; Srna (31′ s.t. Padoin), Pisacane, Klavan, Lykogiannis; Ionita, Bradaric (37′ s.t. Cerri), Barella; Castro (22′ s.t. Birsa); Joao Pedro, Pavoletti. All. Maran
UDINESE (3-5-2): Musso; De Maio, Ekong, Samir; Ter Avest, Badu (37′ s.t. Wilmot), Hallfredsson, Mandragora (43′ s.t. Micin), D’Alessandro; Pussetto (32′ s.t. Lasagna), Teodorczyk. All. Tudor
ARBITRO: Volpi di Arezzo
MARCATORI: 17′ p.t. Pavoletti (C), 14′ s.t. Hallfredsson (U), 24′ s.t. De Maio (U)
NOTE: Ammoniti: 19′ s.t. Srna (C), 38′ s.t. Musso (U), 39′ s.t. Klavan (C), 43′ s.t. Wilmot (U)

La redazione sportiva




La Ensemble Symphony Orchestra ha nuovamente affascinato il pubblico di Udine con i capolavori di Ennio Morricone

Le musiche eterne del grandissimo Ennio Morricone hanno pervaso l’aria del Teatro Nuovo Giovanni a Udine in un crescendo di note, emozioni e coinvolgimento del pubblico che è accorso in massa per la replica del Tributo a Ennio Morricone ed ha letteralmente riempito il Teatro Nuovo Giovanni da Udine per assistere al concerto dell’Ensemble Symphony Orchestra organizzato dall’Agenzia VignaPR.

La città friulana aveva già ospitato lo scorso mese di marzo il concerto dell’Ensemble Symphony Orchestra e il “tutto esaurito” di allora ha convinto la produzione a riproporre l’evento, scelta azzeccatissima che conferma quanta voglia di buona musica ci sia in regione.

L’ensemble Symphony Orchestra, composta per la maggior parte da musicisti giovanissimi, è stata impreziosita dalla presenza dall’attore Matteo Taranto, che ha prestato la voce all’introduzione dei brani eseguiti dall’orchestra, e dalla meravigliosa voce  della soprano Anna Delfino. L’apertura del concerto, con tutti i musicisti perfettamente schierati sul palco e il maestro Giacomo Loprieno a dare il “la” all’orchestra, è stata affidata ad uno dei classici di Morricone: Il Buono, il brutto e il cattivo, seguito da The ecstasy of gold e Per un pugno di dollari.

Matteo Taranto

Anna Delfino

Il maestro Loprieno e la sua Orchestra hanno trasportato il pubblico nei diversi scenari che i brani del grande Morricone evocano a seconda del tema interpretato, dal Western – uno dei generi più riusciti fra le sue composizioni – all’America del ‘900 o nella Sicilia del dopoguerra (questi dettagli dovrebbero far intuire facilmente a quali opere cinematografiche ci si riferisce).

Il Maestro Giacomo Loprieno

Da C’era una volta il west a Nuovo Cinema Paradiso, passando per Giù la testa e On earth as it is an heaven, una sequenza di capolavori che hanno contraddistino la lunghissima e proficua carriera di Ennio Morricone. Chi mai, il bellissimo tema del film “Maddalena”, ha colpito per la molteciplità del brano dove il violino diventa solista e i legni iniziano a dialogare fra loro con i tamburi che entrano a dare ritmo alla composizione ed il sound che si trasforma quasi in latino fino a che un colpo di gong riporta alla melodica tristezza del film di Jerzy Kawalerowicz, il tutto magnificamente introdotto da Matteo Taranto che ha riproposto e splendidamente interpretato la predica del parroco  accorata e infervorata quanto nel film.

Il concerto è stato caratterizzato dagli interventi vocali della soprano Anna Delfino, la cui voce cristallina non ha mai sovrastato gli strumenti ma bensì li ha accompagnati in un’unica composizione perfettamente amalgamata, e dal violino di Attila Simon (reputato fra i migliori violinisti al mondo) esibitosi in un assolo che ha incantato il pubblico. Citiamo anche il trombettista Stefano Benedetti e Fernando Vietti al violoncello, determninanti e applauditissimi nelle parti a loro assegnate ma senza dimenticare i “gregari” ovvero il resto dell’orchestra, anch’essi fondamentali nel contribuire a rendere magica la serata.

Da un brano all’altro, dicevamo, in un mix di stili e generi diversi ma accomunati dalla geniale vena creativa di Morricone che hanno portato il pubblico verso il finale con La Califfa e la trascinante Metti una sera a cena a chiudere il concerto, accompagnata dal pubblico che ne ha scandito il tempo con il battito delle mani mentre i componenti dell’Ensemble Symphony Orchestra abbandonavano il palco ad uno ad uno fino a lasciarlo vuoto, fra gli scoscianti applausi di tutto il teatro.

Nuovamente tutta sul palco, l’Orchestra ha salutato il pubblico ricambiata da un lungo ed entusiasta applauso a suggello di una serata indimenticabile.

La scaletta:

Il buono, il brutto e il cattivo

The ecstasy of gold

Per un pugno di dollari

Come una sentenza

C’era una volta il west

Giù la testa

Chi mai

I knew I loved you

Gabriel’s oboe

On earth as it is an heaven

Nuovo cinema paradiso

Love affair

Hateful height ouverture

L’ultima diligenza di Red Rock

Nocturne with no moon

900’ theme

Bis:

La Califfa

Metti una sera a cena

Servizio e foto: Dario Furlan

 

 

 

 




UDINESE QUASI SALVA 3 A 2 ALLA SPAL DOPO UN SOFFERTO SECONDO TEMPO

I friulani dominano la prima frazione di gioco, con de Paul protagonista: tre assist per lui che imbecca sia Samir al 5′ minuto che i successivi due passaggi ad Okaka che con una doppietta al 30° e al 33°  proiettano la squadra di Tudor a quota 40 punti, a un passo dalla salvezza. Ma non è tutto rose e fiori.  Nella ripresa Petagna al 53 e successivamente  Valoti  al 59 accorciano le distanze per la Spal, e alimentano il panico di giocatori e tifosi per i successivi trenta minuti, le zebrette bianconere peccano, di eccessiva sicurezza e consentono agli avversari di riportarsi così in partita nel secondo tempo. L’uno-due degli ospiti riaccendono il match che diventa una soffrenza per i friulani. Nonostante i timori  fino al fischio finale, l’Udinese conserva il successo e vola momentaneamente a + 4 sul Genoa e  +5 sull’ Empoli.

TABELLINO

UDINESE (3-5-2): Musso; De Maio, Troost-Ekong, Samir; Larsen, Mandragora, Sandro (16′ D’Alessandro), de Paul, Zeegelaar; Lasagna (61′ Pussetto), Okaka (90′ Teodorczyk). All. Tudor

SPAL (4-4-2): Gomis; Bonifazi, Cionek, Vicari (70′ Jankovic), Fares; Lazzari, Valoti (77′ Paloschi), Murgia, Kurtic; Floccari (63′ Antenucci), Petagna. All. Semplici

Ammoniti: Vicari (S), Zeegelaar (U), Fares (S), Samir (U), Mandragora (U), Kurtic (S), Jankovic (S), de Paul (U)

Enrico Liotti

enrico.liotti@ildiscorso.it

DIRITTI RISERVATI




UN PIANCAVALLO “UMIDO” HA VISTO TRIONFARE DAMIANO DE TOMMASO SU SKODA FABIA R5

Credit Francesco Brun Frisanchina

La pioggia è stata l’elemento caratterizzante di questo 33° Rally Piancavallo, la blasonata gara entrata quest’anno nel Campionato IRC disputatasi sabato 11 e domenica 12 maggio è vissuta infatti con la neanche tanto incognita meteo: le previsioni infatti non lasciavano sperare nulla di buono e Giove pluvio non ha lesinato la sua presenza condizionando non poco l’esito finale.

La Fiesta WRC di Manuel Sossella, favorito per la vittoria

Credit Francesco Brun Frisanchina

Manuel Sossella (Ford Fiesta WRC) poi ritiratosi causa il ritardo accumulato nella prima giornata

Le potenti vetture WRC iscritte al Piancavallo erano, ovviamente, le favorite ma hanno pagato dazio proprio per la loror potenza, difficile da gestire sulle viscide strade della pedemontana Pordenonese lasciando via libera alle più agili R5, ben 4 vetture di classe R5 hanno infatti monopolizzato le prime quattro posizioni della classifica finale che ha visto al primo posto Damiano De Tommaso, al quinto posto la prima delle WRC che hanno portato a termine la competizione, la Ford Fiesta WRC di Gentilini-Zanchetta.

Con l’asfalto reso viscido dalla pioggia non è mancato lo spettacolo al Piancavallo

Denis Babuin e Roberta Spinazzè alla loro prima gara su una WRC sono giuti ottavi assoluti

Vero mattatore della gara, ottimamente organizzata dalla Knife Racing di Maniago (sotto l’egida dell’Automobile Club di Pordenone) – costretta ad un super lavoro causa l’inclemenza del tempo – è stato il varesino Damiano De Tommaso, navigato dalla bella (ma anche brava) Giorgia Ascalone, che fin dal via ha fatto capire che non ce ne sarebbe stato per nessuno.

Damiano De Tommaso, a sinistra, e Giorgia Ascalone

Damiano De Tommaso impegnato sull’asfalto bagnato della “Poffabro”

Gli avversari hanno quindi battagliato per le posizioni di rincalzo ed alla fine “Fofò” di Benedetto, con Roberto Longo alle note, ha conquistato la seconda posizione assoluta ai danni di Alessandro Re (coadiuvato da Mauro Turati sul sedile di destra). Splendida quarta piazza assoluta per il  “meccanico volante” Stefano Zannier che, abbandonata la fida Renault Clio Williams A7, si  è cimentato  per la prima volta con una R5 centrando un risultato di tutto rilievo considerata la totale mancanza di esperienza con una vettura del genere.

Di Benedetto -Longo

Re – Turati

Zannier – Marcuzzi

Gentilini – Zanchetta

Piazza Italia a Maniago, centro nevralgico del rally, ha accolto sabato pomeriggio i concorrenti sotto un cielo plumbeo ma ancora senza precipitazioni di rilievo, forse proprio l’assenza di pioggia ha indotto qualcuno in errore nella scelta delle gomme che poi si è ritrovato in difficoltà già nella prima prova speciale della giornata, la “Poffabro”, completamente bagnata da una pioggia a tratti molto intensa. Maltempo continuato fino in serata e proseguito la notte, con Piancavallo – la località montana cara ai Pordenonesi e teatro di due prove speciali – che si presentava con notevoli cumuli di neve a bordo strada, caduta abbondantemente nei giorni precedenti la in questo a dir poco anomalo mese di maggiio.

Le “ombrelline”

La splendida Lancia Rally 037 di Finati-Codotto (credit Francesco Brun Frisanchina)

Credit Francesco Brun Frisanchina

La domenica mattina la ripartenza della gara, nuovamente con il tempo inclemente a farla da padrone, ha visto più di qualche defezione, vuoi per i pesanti ritardi accumulati nella giornata precedente che rendevano inutile proseguire o, secondo alcune male lingue, per il timore di danneggiare la vettura rimettendoci di conseguenza la cosidetta “franchigia”, più di qualcuno ha deciso di abbandonare la compagnia.

Tosi – De Barba, sesti asoluti

Prosdocimo – Zanet, noni assoluti

Rovatti – Cavicchi, decimi assoluti e primi di classe R2 con la Peugeot 208 R2B

Chi è rimasto in gara ha affrontato le mitiche prove “Pielungo” e “Campone”, ripetute due volte, e la finale  “Pradis grotte” che hanno sancito la supremazia di De Tommaso nella gara valida per l’IRC; il Piancavallo storico è andato invece a Maurizio Finati con la bellissima Lancia Rally 037 mentre Claudio Arzà, anch’egli su Skoda Fabia R5, si èaggiudicato la gara valida per il Rally Nazionale.

Zanutto – Buccino

La simpatica 126 di Flaviano Polato, applauditissimo in veste di apripista

Mattia Targon, quattordicesimo assoluto con la Civic N3

Pizzinato, sempre veloce con la sua Fiat 500

Finati – Codotto

Nel concludere la breve cronaca di questa edizione particolarmente “umida” del 33° Rally Piancavallo non si può non ricordare l’impegno e la dedizione di quanti si sono adoperati per la riuscita della manifestazionee, commissari di percorso in primis ma anche cronometristi, forze dell’ordine e addetti ai lavori che per due giorni hanno sopportato l’inclemenza del meteo consentendo il regolare svolgimento della gara.

Servizio: Dario Furlan

Foto: Dario Furlan e Francesco Brun Frisanchina




SUPREMAZIA DI ROK TURK AL RALLY VIPAVSKA DOLINA 2019: VITTORIA PIENA CON MERITO!

Rok Turk – Blanka Kacin

Neanche una foratura ha fermato la cavalcata vincente di Rok Turk (con Blanka Kacin alle note) su Hyundai i20 R5 Friulmotor al 9° Rally Vipavska Dolina!  Al secondo posto il friulano Claudio De Cecco, anch’egli su Hyundai i20 R5 Friulmotor e navigato da Alice De Marco, che nulla ha potuto contro l’avversario – ma anche amico – Rok Turk che si è ripreso immediatamente il primo posto in classifica dopo la foratura patita ed il tempo perso sulla quinta prova.

A onor del vero il compito di Turk è stato facilitato dal ritiro causa uscita di strada sulla prova successiva del velocissimo sloveno Aleks Humar che aveva fatto siglare il miglior tempo sulla prima e sulla quinta prova speciale. Al terzo posto si è piazzata la Skoda Fabia R5 di Janos Puskadi, con Barnabas Godor al suo fianco, sempre molto veloce su queste strade. Strepitosa doppietta quindi per il team Friulmotor che vede così i suoi due alfieri comandare la classifica generale di campionato. Da rilevare l’ottimo 7° posto assoluto di Bernd Zanon e Denis Piceno che, fra la nutrita pattuglia di italiani che hanno deciso di cimentarsi oltre confine, si sono fatti notare sulle strade slovene per la guida veloce e funambolica della loro Renault Clio S1600.

Claudio De Cecco – Alice De Marco

La gara, disputatasi a pochi chilometri dal confine italiano nella valle del Vipacco (Slovenia) il 26 e 27 aprile, ha visto al via un centinaio di equipaggi provenienti da diverse nazioni d’Europa dare lustro alla competizione che di anno in anno cresce come qualità e numero di partecipanti. Tantissimo il pubblico che siè riversato sul percorso creando un tifo da stadio al passaggio dei concorrenti nelle zone più spettacolari.

Il meteo ha condizionato non poco la competizione con pioggia e temporali sia al venerdì sera, quando è stata disputata la prova di Aidussina, che nelle prime ore del sabato mattina per poi lasciare il posto ad un caldo sole che ha asciugato buona parte del percorso, salvo poi rimescolare le carte nuovamente con della pioggia nel tardo pomeriggio.

Aleks Humar e Jaka Cevc

Questa la classifica delle prime dieci posizioni (le classifiche complete sul sito del Vipavska Dolina):

Di seguito alcune immagini della gara

Janos Puskadi – Barnabas Godor

Tim NOVAK – Uroš OCVIRK

Bratina

Zanon – Piceno

Stucin

V. Miklavcic

Grossi

Luigi Terpin e Luca Benossi (Gorizia Corse) alla fine al 43° posto con la datata Opel Kadett GTE

Il non più giovanissimo ma sempre veloce Darko Peljhan

Colonello – Sardella

Tinello De Caneva

Sfortunato Alessandro Prodorutti costretto al ritiro causa una violenta uscita di strada

Soravito – Solda. Notare la scritta sul paraurti

Flavio Miolo

Acco – Serena

R. Marchi -E Florean

Servizio e foto: Dario Furlan




Udinese-Sassuolo 1-1

33a di serie A al Friuli con l’Udinese che cerca la vittoria in casa contro il Sassuolo per mettere un altro tassello verso la salvezza.

Tudor, alla sua sesta panchina in questa stagione, schiera Musso in porta, De Maio, Troost-Ekong e Samir in difesa, Larsen, Fofana, Mandragora, De Paul e D’Alessandro a centrocampo con la coppia d’attacco Pussetto, Okaka. 3-5-2 anche per il Sassuolo con Consigli in porta, Demiral, Magnani e Ferrari in difesa, centrocampo con Lirola, Sensi, Mangnanelli, Bourabia e Rogerio con le due punte Berardi e Boga.

Al 3’ minuto primo tentativo bianconero con Fofana da fuori area, palla alta. Prima conclusione anche per gli ospiti all’11’ con Berardi, anche qui palla alta sopra la traversa. Ancora neroverdi, oggi in giallo, pericolosi poco dopo con la difesa che sventa la minaccia in corner. Cambio al 17’, esce Fofana ed entra Sandro. Pericolo in area bianconera al 21’ con il pallone che scorre pericolosamente dalla destra al centro con Musso che la lascia andare verso il fondo campo. Al 31’ palla persa di Troost-Ekong con Sensi che effettua un 1-2 perfetto con con Berardi e insacca alla sinistra di Musso. Reazione poco pericolosa dell’Udinese che prova qualche sortita offensiva ma con cross in area che non impensieriscono la difesa emiliana.

Inizio di ripresa sulla falsa riga del finale del primo tempo con i friulani che ci provano e il Sassuolo che si difende senza grosse ansie. Al 12’ secondo cambio per Tudor che prova la carta Lasagna per De Maio. Al 17’ tiro di Lasagna, para facilmente Consigli. Al 21’ conclusione di Pussetto da fuori area, palla fuori. Ci prova De Paul 7 minuti più tardi ma anche in questo caso tiro poco preciso. Udinese poco convinta e poco pericolosa. Al 31’ ancora De Paul dopo un’azione tambureggiante con tiro da pochi passi e Demiral che fa il miracolo deviando in angolo. Al 35’ calcio d’angolo per i bianconeri, con mischia in area e rete del pareggio bianconeri, con autorete di Lirola. Nel primo minuto di recupero occasionassima sul piede di Berardi che spreca l’1 a 2.

Mix di applausi e fischi alla fine del match per i giocatori bianconeri che comunque guadagnano un punto sulla terz’ultima, l’Empoli, ora a 4 punti di distanza. Udinese che perde una posizione ai danni del Bologna che nel prossimo match affronterà nel più classico degli scontri salvezza, appunto l’Empoli. 4 punti da difendere nelle prossimi 5 gare con un calendario che dirà Atalanta, Frosinone e Cagliari fuori casa e Inter e SPAL in terra friulana.

Complimenti ai ragazzi da parte di mister Tudor per un punto d’oro in una partita difficilissima risistemata con energia, voglia e personalità. Non si guardano gli altri risultati perché la salvezza non deve dipendere da altri, anche se dopo questa giornata si guarda con fiducia al resto del campionato.


Soddisfatto a metà dal canto suo mister De Zerbi su un campo difficile perché l’Udinese arrivava da una buona serie di risultati in casa. Un po’ di rammarico per non aver chiuso la partita con diverse occasioni nella ripresa quando comunque anche l’Udinese ha spinto per arrivare al pareggio.

Rudi Buset

rudibuet@live.it

@RIPRODUZIONE RISERVATA




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46a Edizione

Ravenna, 3-12 Maggio 2019

Ravenna Jazz 2019 sarà un festival dei contrasti: estetici (con la musica improvvisata chiamata a interagire con i suoni popolari e le musiche commerciali) e formali (si spazierà dai concerti in solo all’orchestra di 250 elementi). Il festival ravennate raggiunge la quarantaseiesima edizione, caratterizzata da una programmazione ad ampio raggio: ben dieci giorni di musica, dal 3 al 12 maggio, con concerti diffusi su tutto il territorio cittadino. Al Teatro Alighieri saranno riservati gli artisti di ampia notorietà (Massimo Ranieri, Paolo Fresu con Richard Galliano e Jan Lundgren, i New York Voices) oltre alla colossale produzione “Pazzi di Jazz” Young Project (con ben 250 baby musicisti sopra i quali svetterà la tromba solista di Enrico Rava).

New York Voices (di Chris Carroll)

Sotto il logo “Ravenna 46° Jazz Club” si ascolteranno proposte musicali ricercate e dalla forte caratterizzazione estetica, spesso di raro ascolto in Italia, ospitate in club e in piccoli teatri tra città e dintorni: Marc Ribot, Mark Lettieri, Yaron Herman, Rebekka Bakken, Yilian Cañizares, Lisa Manara. Tutti i pomeriggi, inoltre, i concerti ‘Aperitifs’ offriranno un ascolto ‘dissetante’ in attesa dei live serali. Ai chitarristi è invece rivolto il workshop di “Mister Jazz” tenuto da Mark Lettieri.

Ravenna Jazz è organizzato da Jazz Network con la collaborazione degli Assessorati alla Cultura del Comune di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Richard Galliano (di Dario Furlan)

Palcoscenico per le star

Sul palcoscenico del Teatro Alighieri, dove sfileranno i big del cartellone, il jazz affronterà le sfide lanciategli dalla musica pop, dal folclore di varie latitudini, dalla classica, oltre che dalle varie declinazioni della black music.

Il 5 maggio, Massimo Ranieri, col suo “Malìa napoletana”,rivisiterà in chiave jazz i grandi classici della canzone napoletana. La Napoli by night del secondo dopoguerra rivivrà in questo incontro al vertice tra una delle voci più iconiche del nostro pop e un supergruppo con alcuni dei nomi più prestigiosi del jazz nazionale:Enrico Rava, Stefano Di Battista, Rita Marcotulli, Riccardo Fioravanti, Stefano Bagnoli.

Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Lundgren fanno confluire nel progetto “Mare Nostrum” letradizioni musicali dei loro paesi d’origine: i suoni del Mediterraneo, la canzone francese, il folclore svedese. “Mare Nostrum” è un jazz al passo coi tempi, dagli ampi orizzonti stilistici e dallo spiccato contenuto emozionale: lo si ascolterà l’11 maggio.

Mare Nostrum: Paolo Fresu-Galliano-Lundgren Mare Nostrum (di Steven Haberland)

Il 12 maggio, con i New York Voices, Ravenna Jazz completa la sua panoramica sui gruppi vocali più celebri in attività (dopo le presenze dei Take Six e i Manhattan Transfer). L’amalgama degli stili è quanto mai enciclopedico: bop in versione vocalese, classici del jazz e del pop, musica brasiliana, classica e rhythm & blues trovano un comune denominatore nelle armonie canore elaborate e gli interventi solistici di grande effetto.

Ci sarà invece una colonna portante della storia del jazz, Duke Ellington, al centro del programma della produzione originale “Pazzi di Jazz” Young Project, uno spettacolo debordante che sfida ogni razionalità con la sua immensa massa corale e orchestrale di ben 250 giovanissimi esecutori. Il 6 maggio, i baby musicisti saranno affidati alle cure dei grandi artisti che li hanno preparati nel corso di mesi nell’ambito del progetto didattico “Pazzi di Jazz”: Enrico Rava (tromba solista), Mauro Ottolini (direzione e trombone solista), Alien Dee (direzione e beatboxing), Tommaso Vittorini (direzione).

Jazz club… ad alta gradazione

Si fa sempre più alta la temperatura dei concerti che si tengono nei club e nei piccoli teatri di Ravenna, tra città e circondario: la sezione “Ravenna 46° Jazz Club” riempie le serate lasciate libere dai grandi live all’Alighieri con una programmazione fatta di piccoli e spesso insoliti gioielli musicali.

Cosa evidente sin dal concerto che inaugurerà Ravenna Jazz 2019: il solo del chitarrista Marc Ribot, guru della scena avanguardistica downtown di New York grazie alle sue frequentazioni altolocate (Elvis Costello, Tom Waits…) e a una innata capacità di tenere l’ascoltatore col fiato sospeso in attesa del dipanarsi degli eventi sonori, tra mistero e sorpresa (3 maggio, Bronson di Madonna dell’Albero).

L’inizio del festival sarà scolpito a colpi di plettro: dopo Marc Ribot arriverà un altro chitarrista statunitense, Mark Lettieri. Proveniente dalla galassia degli Snarky Puppy, coi quali suona sin dal 2008, Lettieri sarà protagonista a tempo pieno il 4 maggio al Cisim di Lido Adriano: nel pomeriggio come docente dello storico workshop“Mister Jazz”, la sera in concerto col suo progetto “Things of That Nature”, un power trio tra funk e rock duro.

Con il quintetto della cantante norvegese Rebekka Bakken ci si sintonizza su ben diverse frequenze musicali: il jazz si tinge di folk e di pop, con una forte impronta cantautorale e una patina sonora che conferisce al tutto un’irresistibile atmosfera rétro (7 maggio, Teatro Socjale di Piangipane).

L’8 maggio si ritorna al Cisim con il trio del pianista franco-israeliano Yaron Herman: il suo “Songs of the Degrees” si preannuncia come il ritorno al jazz puro di un artista che ha catapultato il pianismo jazz basato sull’interplay in una dimensione futuristica, aggiornandone il linguaggio alle esperienze stilistiche dell’epoca interattiva del 2.0.

Yaron Herman

Il 9 maggio al Mama’s Club spazio alla musica a km 0: sul palco salirà il quartetto della cantante imolese Lisa Manara, con in più l’aggiunta solistica del sassofonista Alessandro Scala. Voce potente e graffiante, nutrita di blues e soul, con “L’urlo dell’africanità” la Manara aggiunge una nota afro al suo repertorio.

Uno spettacolo dalla forte valenza rituale, ricco di contrasti espressivi e sostenuto da una presenza scenica abbagliante, sarà quello che avrà come protagonista la violinista e cantante cubana Yilian Cañizares. Il 10 maggio al Teatro Socjale col suo “Invocación” la Cañizares porrà sullo stesso piano le pronunce della musica cubana, jazz e classica, dando vita a un raro equilibrio tra i generi colti e popolari.

Concerti ‘Aperitifs’

Nella dimensione informale dell’ora dell’aperitivo, nei locali di tendenza del centro cittadino ma anche al Museo d’Arte della Città di Ravenna, si terranno ogni giorno i concerti ‘Aperitifs’: dieci appuntamenti, tutti a ingresso gratuito e caratterizzati dalla formula dell’esibizione in solo.

Sarà proprio il MAR Museo d’Arte della Città di Ravenna a ospitare, il 3 maggio, l’Aperitif inaugurale con il sassofonista Fabio Petretti e il suo “Trip of Melody”,tour musicale attraverso canzoni di varia provenienza. Il 4 maggio si brinderà in musica alFresco Cocktails & Tapas con la cantante e multistrumentista Eloisa Atti e le canzoni pop underground del suo “Walking the Edges”. Il 5, il chitarrista e cantante Paul Venturi porterà la sua “Solo Blues Experience” al Cairoli, tra melodie del Mississippi e sonorità meticcie. Il repertorio degli standard sarà rivisitato in maniera originale in “Standards My Way”dal chitarrista Marco Bovi, il 6 all’Albergo Ristorante Cantina Cappello. Le “Note di viaggio” delfisarmonicista Massimo Tagliata sono un percorso dal tango al jazz, passando per altri generi che hanno influenzato il celebre ritmo da ballo argentino (il 7 al Caffè del Ponte Marino). Il chitarrista e cantante Massimiliano ‘Moro’ Morini col suo “Forlì, England” farà capire come ha fatto a conquistareun posto onorario nel pantheon degli eccentrici del pop inglese (l’8 al Fresco Cocktails & Tapas). L’iconoclasta, ironico, irriverente “Piano Punk Cabaret” del cantante e pianista Giacomo Toni è ormai una presenza immancabile agli ‘Aperitifs’ (il 9 al Cabiria wine bar). Alessandro Scala in “Sax for Porter” affronterà le immortali melodie di Cole Porter a tutto tenore (il 10 a Casa Spadoni). In “Make Me a Pallet on Your Floor”, il multistrumentista e cantante Enrico Farnedi si sofferma sulle canzoni della Grande Depressione statunitense degli anni successivi al 1929 (l’11 al Fellini Scalino Cinque). L’ultimo calice con musica sarà il 12 al Grand Italia lounge bar con “La voce oltre i confini”, un viaggio tra alcune hit del soul e del pop assieme alla cantante e multistrumentista Lisa Manara.

PROGRAMMA

Venerdì 3 maggio

Madonna dell’Albero (RA), Bronson, ore 21:30

“Ravenna 46° Jazz Club”

MARC RIBOT SOLO

Marc Ribot – chitarra

Sabato 4 maggio

Lido Adriano (RA), Cisim, ore 15:30-17:30

“Mister Jazz”

WORKSHOP di chitarra

con MARK LETTIERI (Snarky Puppy)

Sabato 4 maggio

Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30

“Ravenna 46° Jazz Club”

MARK LETTIERI

“Things of That Nature”

Mark Lettieri – chitarra; Wes Stephenson – basso elettrico; Jason ‘JT’ Thomas – batteria

Domenica 5 maggio

Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00

MASSIMO RANIERI

“Malìa napoletana”

Massimo Ranieri – voce;

Enrico Rava – tromba, flicorno;

Stefano Di Battista – sax alto, sax soprano; Rita Marcotulli – pianoforte;

Riccardo Fioravanti – contrabbasso; Stefano Bagnoli – batteria

Lunedì 6 maggio

Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00

 “Pazzi di Jazz” Young Project

ORCHESTRA DEI GIOVANI, ORCHESTRA DON MINZONI,

ORCHESTRA MONTANARI, CORO SWING KIDS & CORO TEEN VOICES

250 giovanissimi diretti da Tommaso Vittorini, Mauro Ottolini & Alien Dee

special guests ENRICO RAVA, MAURO OTTOLINI & ALIEN DEE

“Take the A Train”

Omaggio a Duke Ellington nei 120 anni dalla nascita

Serata finale del progetto “Pazzi di Jazz” dedicata a Carlo Bubani

Con il sostegno del Comune di Ravenna

Con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna – MIUR

produzione originale – ingresso libero

Martedì 7 maggio

Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30

“Ravenna 46° Jazz Club”

REBEKKA BAKKEN QUINTET

“Things You Leave Behind”

Rebekka Bakken – voce, pianoforte; Johan Lindström – chitarra;

Eirik Tovsrud Knutsen – tastiere; Jonny Sjo – basso elettrico; Rune Arnesen – batteria

Mercoledì 8 maggio

Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30

“Ravenna 46° Jazz Club”

YARON HERMAN

“Songs of the Degrees”

Yaron Herman – pianoforte; Sam Minaie – contrabbasso; Ziv Ravitz – batteria

 

Giovedì 9 maggio

Ravenna, Mama’s Club, ore 21:30

“Ravenna 46° Jazz Club”

LISA MANARA QUARTET + special guest ALESSANDRO SCALA

“L’urlo dell’africanità”

Lisa Manara – voce; Aldo Betto – chitarra;

Federico Squassabia – Fender Rhodes, synth bass; Youssef Ait Bouazza – batteria;

Alessandro Scala – sassofoni

Venerdì 10 maggio

Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30

“Ravenna 46° Jazz Club”

YILIAN CAÑIZARES

“Invocación”

Yilian Cañizares – violino, voce; Daniel Stawinski – pianoforte;

Childo Tomas – basso elettrico; Cyril Regamey – batteria, percussioni

Sabato 11 maggio

Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00

PAOLO FRESU / RICHARD GALLIANO / JAN LUNDGREN

“Mare Nostrum”

Paolo Fresu – tromba, flicorno, effetti;

Richard Galliano – fisarmonica, accordina; Jan Lundgren – pianoforte

Concerto dedicato a Franco Manzecchi, grande batterista jazz ravennate, a 40 anni dalla scomparsa

Domenica 12 maggio

Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00

NEW YORK VOICES

Peter Eldridge, Darmon Meader, Kim Nazarian, Lauren Kinhan – voci;

Christian von Kaphengst – contrabbasso; Claus-Dieter Bandorf – pianoforte;

Gabriel Hahn – batteria

RAVENNA JAZZ

APERITIFS

ingresso libero

Venerdì 3 maggio

MAR Museo d’Arte della città di Ravenna

Aperitif ore 18:30

Fabio Petretti

“Trip of Melody”

sax tenore, sax soprano

Sabato 4 maggio

Fresco Cocktails & Tapas

Aperitif ore 18:30

Eloisa Atti

“Walking the Edges”

voce, ukulele, concertina, tastiera

Domenica 5 maggio

Al Cairoli

Aperitif ore 18:30

Paul Venturi

“Solo Blues Experience”

chitarra, voce

Lunedì 6 maggio

Albergo Ristorante Cantina Cappello

Aperitif ore 18:30

Marco Bovi

“Standards My Way”

chitarra

Martedì 7 maggio

Caffè del Ponte Marino

Aperitif ore 18:30

Massimo Tagliata

“Note di viaggio: dal tango al jazz”

fisarmonica

Mercoledì 8 maggio

Fresco Cocktails & Tapas

Aperitif ore 18:30

Massimiliano ‘Moro’ Morini

Forlì, England

chitarra, voce

Giovedì 9 maggio

Cabiria wine bar

Aperitif ore 18:30

Giacomo Toni

“Piano Punk Cabaret”

piano, voce

Venerdì 10 maggio

Casa Spadoni

Aperitif ore 18:30

Alessandro Scala

“Sax for Porter”

sax tenore

Sabato 11 maggio

Fellini Scalino Cinque

Aperitif ore 18:30

Enrico Farnedi

“Make Me a Pallet on Your Floor”

Canzoni della Grande Depressione

ukulele, cornetta, voce

Domenica 12 maggio

Grand Italia lounge bar

Aperitif ore 18:30

Lisa Manara

“La voce oltre i confini”

voce, chitarra, tastiera

 

 

Informazioni

Jazz Network, tel. 0544 405666, fax 0544 405656,

email: info@jazznetwork.it

website: www.ravennajazz.org – www.crossroads-it.org – www.erjn.it

 




Hermann Neubauer su Ford Fiesta R5 si è aggiudicato il 43° Lavanttal – Rallye (Austria)

Anche alcuni equipaggi italiani al via, Rino Muradore il migliore dei nostri connazionali.

La valle del Lavanttal (Austria) ha ospitato anche quest’anno l’omonimo rally disputatosi il 5 e 6 marzo nei pressi della cittadina di Wolfsberg. La gara, giunta oramai alla 43^ edizione, ha visto ben 85 equipaggi provenienti da 7 nazioni sfidarsi lungo le strade della bellissima Carinzia orientale in due giornate caratterizzate da condizioni meteo non molto favorevoli, con pioggia nella prima giornata e con nuvolosità (anche fitta in altura) nella seconda; se questo ha complicato la vita ai concorrenti ha però regalato spettacolo al pubblico, stimato dagli organizzatori in circa 50.000 persone (!), che ha affollato le prove speciali nonostante le temperature non favorissero certo la permanenza all’aperto.

Hermann Neubauer -Berhard Ettel

Il rally ha visto primeggiare il salisburghese Hermann Neubauer che, in coppia con Berhard Ettel, si è aggiudicato quasi tutte le prove speciali della gara, favorito anche dalla foratura patita dal suo diretto inseguitore Niki Mayr-Melnhof  nella ripetizione della prova “Hammer – Prebl” (la settima in programma, di km 14,96), foratura che ha stoppato le sue velleità di raggiungere Hermann Neubauer fino a quel momento a soli 7 secondi di distanza in classifica. Ne ha beneficiato anche Julian Wagner (Skoda Fabia R5) che navigato da Anne Katharina Stein si è issato sul secondo gradino del podio sopravanzando alla fine Niki Mayr-Melnhof  (già vincitore lo scorso anno al Lavanttal ) per meno di 3 secondi.

Niki Mayr-Melnhof con l’anteriore sinistra forata

Julian Wagner – Anne Katharina Stein

Questa in sintesi la cronaca della gara per quanto riguarda le posizioni di vertice, lotta anche per le posizioni di rincalzo con Skoda Fabia e Ford Fiesta a monopolizzare le prime dieci posizioni della classifica assoluta, uniche eccezioni il sesto posto della Hyundai i20 dello sloveno Rok Turk e il nono della Mitsubishi EVO X R4 del veterano tedesco Hermann Gassner.

Rok Turk – Blanka Kacin

Come consuetudine il rally si è disputato su un percorso misto di asfalto e terra – 12 le prove speciali in programma – ed ha visto la partecipazione sia di vetture moderne che storiche (modalità difficilmente riscontrabili nelle gare organizzate in Italia), fattori questi che hanno reso molto spettacolare la gara valida per il Campionato Austriaco Rally e per la Mitropa Rally Cup, nonché per il FIA CEZ.

Kris Rosenberger, spettacolare con la Porsche 997 GT3

Sepp Haider apripista conl’Opel Manta ex Vatanen

Il funambolico apripista Christof Klausner ha entusiasmato il pubblico con i suoi numeri

Particolarmente sfortunato l’equipaggio Helmut Klösch -Kurt Huber che a causa dell’esplosione del cambio ha dovuto ritirarsi anzitempo.

Dei sei equipaggi italiani che hanno deciso di prendere il via oltralpe quattro hanno visto la pedana di arrivo, il miglior risultato è stato ottenuto dal cividalese Rino Muradore (Ford Escort RS2000 – Scuderia Red White),  navigato da Michael Visintini, che con una condotta di gara accorta si è piazzato al 38° posto della classifica assoluta. Poco più indietro in graduatoria troviamo i portacolori della Gorizia Corse Fabio Grendene e Marco Comar che su Opel Astra GSI hanno concluso in 43^ posizione; Volpato Elvio, con i colori del Team Bassano e Max Millivinti alle note, è riuscito a concludere al 59° posto a bordo dellaToyota Corolla GT 1600 mentre  Albert Sosol e Lorenzo Lamanda (Gorizia Corse) su Peugeot 106 Rallye hanno chiuso sessantacinquesimi.

Rino Muradore – Michael Visintini

Fabio Grendene – Marco Comar

Volpato Elvio – Max Millivinti

Gara sfortunata invece per Marco Guerra e Simone Paludetti (Peugeot 208 R2) costretti al ritiro nella penultima prova speciale per problemi tecnici, così come Guido Persello e Luciano Blasutto (Forum lulii Historic Club) anch’essi alle prese con dei  problemi tecnici sulla loro Opel Kadett GTE ritiratisi sulla settima prova.

Guido Persello – Luciano Blasutto

Foltissimo, come detto, il pubblico che ha seguito l’evento, merito anche di una gestione della gara che privilegia lo spettacolo come ad esempio la formula della prova “Runkurs Mosern-Eitwe”, un circuito nei pressi dello stadio servito anche da stand enogastronimici (fissi e mobili), di poco più di 10 km totali che i concorrenti devono percorrere 2 volte a beneficio, appunto, del divertimento e dello spettacolo per il pubblico accorso in massa; notate lungo le prove speciali a godersi lo spettacolo anche moltissime famiglie con numerosi bambini al seguito, bambini forse poco interessati al rally e più intenti nei loro giochi ma presenti a frotte un po’ dappertutto come oramai non è più usuale vedere in Italia, segno probabilmente di una politica sociale ben diversa da quella esistente nel nostro paese (ndr).

Anche molti italiani, soprattutto friulani considerata la relativa vicinanza della gara austriaca, hanno voluto essere presenti all’appuntamento con la competizione valida per la Mitropa Rally Cup, Wolfsberg è infatti raggiungibile in circa un’ora e mezza dal confine Italia-Austria.

 

Spuntino friulano

Si è chiusa quindi anche questa edizione del Lavanttal Rallye, nel segno di una perfetta organizzazione e del richiamo di un foltissimo pubblico sulle strede della Carinzia.

Servizio e foto: Dario Furlan