Teatro Ruffo di Sacile alle 17.00  Roberto Fabbriciani, flautista

Nato nel 2007 come evento biennale in alternanza al Concorso pianistico, il Festival pianistico internazionale Piano FVG, ideato e firmato dalla direzione artistica di Davide Fregona, prosegue il suo cartellone concertistico itinerante con una delle performance più attese di questa edizione.

Domani, domenica 24 novembre, sale sul palco del Teatro Ruffo di Sacile alle 17.00 uno degli ospiti di punta del cartellone 2019, il grande musicista Roberto Fabbricianiflautista e compositore aretino che, fin da giovanissimo, ha fatto parte delle orchestre del Maggio Musicale Fiorentino e della Scala di Milano. Riconosciuto internazionalmente tra i migliori interpreti dello strumento, Fabbriciani ha innovato la tecnica flautistica e ha collaborato con i maggiori compositori del nostro tempo, basti citare Luciano Berio, John Cage, György Kurtág, György Ligeti, Bruno Maderna, Ennio Morricone, Luigi Nono, Salvatore Sciarrino, Karlheinz Stockhausen e Isang Yun.

Roberto Febbriciani

A Sacile si esibirà nel concerto “InCanto” – realizzato in collaborazione con la rassegna “Un fiume di note” degli Amici della Musica A. Romagnoli di Sacile sotto la Direzione di Dory Deriu Frasson – accompagnato da Cristiano Manzoni, su “grancoda” Fazioli e dalla pianista russa Gala Chistiakova, secondo premio al Concorso Piano FVG nel 2014. Il programma musicale presenta celebri brani di Beethoven e Sergej Rachmaninov.

Al termine del concerto ad ingresso libero sarà presentata al pubblico in sala Ilaria Moretto la studentessa selezionata come protagonista del cortometraggio musicale “Goldberg serpentine love” di imminente realizzazione a Sacile grazie alla collaborazione tra l’amministrazione comunale e un importante gruppo di partners istituzionali e privati dell’intero territorio. Un progetto ambizioso e innovativo, di particolare valenza turistica e culturale.




VICINO/LONTANO 2020: LA 16^ EDIZIONE DEL FESTIVAL DAL 21 AL 24 MAGGIO A UDINE SUL TEMA “PASSIONE”

È “passione” la parola-chiave scelta dall’associazione vicino/lontano per la 16^ edizione del festival, in programma a Udine dal 21 al 24 maggio 2020, con la consueta anteprima musicale a cura della Fondazione Luigi Bon. «Passione – spiegano i promotori è – un termine polivalente e speculare nel suo duplice aspetto, attivo e passivo, si presta a molte articolazioni, che interessano tutte le discipline e le competenze presenti nel comitato scientifico di vicino/lontano. Non esiste infatti attività umana o possibile speculazione “di spessore” che non richieda di affiancare il cuore alla ragione se si vuole trovare la forza e il coraggio di uscire da rassicuranti luoghi comuni, per approdare a una comprensione più profonda e articolata di ciò che accade intorno a noi, accettando la sfida più impegnativa del nostro tempo: trovare nuovi modi di vivere, e convivere, sul pianeta Terra».

Coordinato dal professor Nicola Gasbarro, il comitato scientifico di vicino/lontano – di cui farà parte da quest’anno anche il giurista Guglielmo Cevolin – è già al lavoro per declinare la parola chiave nel programma di eventi che per quattro intense giornate occuperanno la città di Udine. Lo stesso dicasi per la Giuria del Premio Terzani, impegnata a individuare i candidati all’edizione 2020 del Premio, che verrà consegnato al vincitore sabato 23 maggio, come sempre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. A conferma del forte legame tra il Premio e la città, Angela Terzani ha voluto che nella giuria entrasse anche un rappresentante dei librai udinesi. Per questa edizione sarà Remo Politeo, presidente dell’associazione “Librerie in Comune”. L’annuncio della cinquina dei finalisti 2020 è atteso per febbraio.

Nell’economia del festival – continuano gli organizzatori – rimarrà importante il coinvolgimento delle giovani generazioni, invitate a partecipare al Concorso Scuole Tiziano Terzani, che quest’anno avrà per tema una delle riflessioni, sempre attuali, del giornalista e scrittore fiorentino: “La testa non basta. Bisogna metterci il cuore”. Inoltre, un migliaio di ragazzi parteciperanno al progetto legalità, promosso dalla rete di dieci istituti scolastici superiori di Udine, che li vedrà impegnati per l’intero anno scolastico in un’attività formativa i cui risultati verranno presentati all’interno del festival, come sempre nella mattinata del venerdì, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Foto © 2017 Elia Falaschi / Phocus Agency

Vicino/lontano 2020 affronta la nuova edizione nel segno del rinnovamento degli organi associativi. Guido Nassimbeni lascia la presidenza a Paola Colombo, Franca Rigoni la vicepresidenza a Paolo Ermano. Hanno inoltre accettato di entrare a far parte del rinnovato consiglio direttivo Maddalena Bosio, Alberto Cervesato, Luca Pavan, Andrea Schincariol e Andrea Zannini.

Foto Luca d’Agostino/Phocus Agency © 2012

«A Guido Nassimbeni va il mio e nostro grazie – afferma la neo-presidente Paola Colombo – per aver guidato l’associazione con autorevolezza, visione ed equilibrio. È per me un grande onore e una grande responsabilità accettare questo incarico. L’intento è quello di proseguire, tutti insieme, nel solco che abbiamo tracciato fino ad oggi. Ed è con la “passione” di sempre che proveremo, ancora una volta, a tenere aperto questo spazio di riflessione pubblica sui temi cruciali del nostro tempo».




REMO ANZOVINO esce oggi l’album FRIDA VIVA LA VIDA con la canzone originale del film scritta dallo stesso compositore e viene annunciato il cofanetto celebrativo ART FILM MUSIC

REMO ANZOVINO
esce oggi in tutto il mondo la colonna sonora del film 
FRIDA. VIVA LA VIDA
(Nexo Digital/Sony Masterworks)

 

Da oggi disponibile anche il video della canzone originale del film
“YO TE CIELO (CANCION PARA FRIDA)”
testo e musica di Remo Anzovino
interpretato da Yasemin Sannino (voce) e Flavio Boltro (tromba)

http://bit.ly/2KIz8D1

la pubblicazione anticipa l’uscita del cofanetto celebrativo di 5 cd con tutte le colonne sonore composte per La Grande Arte al Cinema

ART FILM MUSIC

prevista per il prossimo 13 dicembre e già disponibile in preorder: http://smarturl.it/anzonvinobox

“Remo Anzovino è un compositore che ha il suo suono, il suo stile e il suo modo davvero unico di creare musica magistrale e melodie memorabili. È senza dubbio un autentico maestro nella sua arte.”

John Mansell (Movie Music International)

Reduce dalla prima straordinaria tournée americana che ha toccato Washington, Chicago e si è conclusa a New York al leggendario The Cutting Room, esce oggi in tutto il mondo il nuovo lavoro del compositore e pianista Remo Anzovino, la colonna sonora del docufilm FRIDA. VIVA LA VIDAdedicato a Frida Kahlo – prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital e diretto da Giovanni Troilo.

Oltre ad uno straordinario mix tra sontuosi temi orchestrali e musiche elettroniche di grande impatto, capace di rendere la sua musica perfetta per le immagini e assolutamente emozionante nell’ascolto svincolato dallo schermo, la colonna sonora è impreziosita dalla canzone originale del film firmata da Anzovino, “Yo te cielo (Cancion para Frida)”.

La lunga collaborazione con Nexo Digital e Sony Masterworks si arricchisce così di un nuovo entusiasmante capitolo dedicato ad un’icona assoluta dell’arte novecentesca, simbolo di una femminilità contemporanea e estranea ai cliché. Una sfida importante che ha fatto nascere la prima vera e propria canzone di Remo Anzovino, che ne firma oltre alla musica anche interamente il testo, riuscendo nell’impresa di costruire i suoi versi in spagnolo attorno alla citazione di un frammento di una lettera che Frida Kahlo indirizzò al poeta messicano Carlos Pellicer: Yo te cielo, así mis alasse extíenden enormespara amarte sin medida” (Io ti cielo, affinché le mie ali si aprano a dismisura per amarti senza confini).

Una canzone struggente per la sua bruciante passione e la nostalgia della vita che se ne va nell’atto di Frida di dipingere il suo ultimo quadro, con la consapevolezza di essere già un mito.

La voce di Frida è stata affidata ai colori caldi e bruniti della cantante e attrice turca Yasemin Sannino, già nota per Birdenbire e And Never Tell ne Le Fate Ignoranti di Ferzan Özpetek, nonché dall’intervento lirico e poetico del grande trombettista jazz Flavio Boltro.

Oggi “Yo Te Cielo (Cancion Para Frida)” è anche un videoclip, intimo e raccolto nella sua semplicità espressiva, diretto da Giacomo Citro: http://bit.ly/2KIz8D1

Il docufilm FRIDA. VIVA LA VIDA, presentato in anteprima al 37° Torino Film Festival – Sezione Festa Mobile, sarà nelle sale italiane soltanto per tre giorni, i prossimi 25, 26 e 27 novembre.

Nuovo e unico, vero erede della grande tradizione italiana nella musica da film, Remo Anzovino ha già pubblicato in tutto il mondo con Sony Masterworks le colonne sonore originali dei film “Hitler contro Picasso e gli altri”, “Van Gogh tra il grano e il cielo”, “Le Ninfee di Monet” e “Gauguin a Tahiti”, celebrate in Italia dal Nastro D’Argento 2019 – Menzione Speciale Musica dell’Arte e accolte trionfalmente dalla stampa internazionale che nell’unicità del linguaggio del compositore italiano ha riconosciuto l’importanza dell’aspetto musicale del racconto, la sua forza narrativa, il talento per la melodia e l’intelligenza compositiva, a tutti gli effetti co-protagonisti del successo planetario del progetto.

L’uscita di FRIDA. VIVA LA VIDA completa il progetto e anticipa a sua volta la pubblicazione internazionale, prevista per il 13 dicembre prossimo, di ART FILM MUSIC, il box set celebrativo che contiene in 5 CD l’intera collezione delle sue colonne sonore per i film d’arte, arricchito dalle note introduttive del critico inglese John Mansell. Il cofanetto speciale è già disponibile in preorder a questo link: http://smarturl.it/anzonvinobox

 ART FILM MUSIC

Di Remo Anzovino

Le mie colonne sonore per il cinema non nascono mai insieme alle immagini. Passo molto tempo, piuttosto, a leggere la sceneggiatura e a guardare il film, quasi disinteressandomi di quale musica proporrò. Cerco, cioè, di assorbire il più possibile la storia e lo stile visivo.

Remo Anzovino (credit Gianluca Moro)

Solo poi, ricordando le emozioni che il racconto ha suscitato in me, e con lo schermo rigorosamente spento, compongo la musica principale. In qualche modo questo permette anche a me di sentirmi spettatore del film e, soprattutto, mi rende – dal punto di vista creativo – libero e non limitato dai tempi delle scene, che rispetterò – ovviamente – realizzando numerose versioni di quella musica.

Ottengo così due risultati: una musica non didascalica e ispirata, che possa aggiungere valore alle immagini e, insieme, una musica capace di avere un arco narrativo completamente autonomo dal film e che il pubblico godrà nell’album della colonna musicale.

Nel caso di un film che racconta la storia e le opere di un grande Artista, si aggiunge un elemento potente: i quadri.

Entro così, parallelamente, in profonda relazione con i dipinti su cui il film è basato, tenendo sempre aperto sul mio tavolo di lavoro un catalogo di grandi dimensioni, come fosse un talismano.

È una esperienza ipnotica: quadri, immagini in movimento, suoni. La somma è, appunto: ART FILM MUSIC.

YO TE CIELO

La canzone originale del film

Di Remo Anzovino

La canzone che chiude il film sulla scena del funerale di Frida Kahlo è nata casualmente in studio, durante le registrazioni dello score. In una pausa, ero al piano e tutta intera è sgorgata la melodia. Ho riconosciuto un segno in questa spontaneità, ho sentito che poteva diventare una canzone. Mancavano però le parole.

Mi sono ricordato di una lettera che Frida scrive nel 1947 al poeta Carlos Pellicier, dove a un certo punto inventa un verbo e lo dedica a Carlos: “Yo te cielo, asi mis alas si extienden enormes para amarte sin medida”.

Questo frammento calzava perfettamente sulle note del chorus: un segno fortissimo. Dovevo però scrivere tutte le strofe. Inventarmi cioè una scena dove immergere la citazione dalla lettera di Frida.

Alla mente mi è venuta una foto in cui Frida, nel suo letto, poco prima di morire, dipinge il suo ultimo quadro. Lei in quella foto ha un delicato sorriso, di chi sa di morire, di chi sa di essere già un mito.

Ho immaginato allora che da quel letto, attraverso una grande finestra di Casa Azul, Frida potesse vedere il cielo, mentre la vita se ne andava.

E in meno di un’ora sono venute tutte le parole. Ora che ci ripenso mi commuovo, per un istante, ancora. Come quando si accarezza un regalo prezioso. Ringrazio Yasemin Sannino per l’interpretazione magistrale e Flavio Boltro per la magia della sua tromba.

Yo Te Cielo (Canción Para Frida)

Lyrics and music: Remo Anzovino

Voice: Yasemin Sannino

Trumpet: Flavio Boltro

Miro al cielo

Mientras la vida se va

Mientras feliz

Pinto por ultima vez

Pero tu has sido todo el cielo

Frida es mi nombre que todo el mundo sabrà

Te quiero màs

Que en aquel entonces

No hay màs nubes

Solo la realidad

La vida no es nada y no se repite

Este cielo es un nuevo verbo para ti

Yo te cielo *

así mis alas

se extíenden enormes

para amarte sin medida

 

Siempre elige

Quien te ve como magia

Saborea sin miedo la soledad

Un sueño no es nada y no se repite

Frida es mi nombre que todo el mundo sabrà

*“Yo te cielo, así mis alasse extíenden enormespara amarte sin medida” is a quote from the Frida Kahlo’s letter to the Mexican poet Carlos Pellicer, November 1947

 

 Yo Te Cielo (Canzone per Frida)

Testo e musica: Remo Anzovino

Voce: Yasemin Sannino

Tromba: Flavio Boltro

 

Guardo il cielo

Mentre la vita se ne va

Mentre felice

Dipingo per un’ultima volta

Però tu sei stato tutto il cielo

Frida è il mio nome che tutto il mondo saprà

Ti amo molto

di più di allora

Non ci sono più le nuvole

Solo la realtà

La vita non è niente e non si ripete

Questo cielo è un nuovo verbo che ho inventato per te

Io ti cielo*

affinché le mie ali

si aprano a dismisura per amarti senza confini

Scegli sempre

Chi ti guarda come fossi una magia

E assapora senza paura la solitudine

Un sogno non è niente e non si ripete

Frida è il mio nome che tutto il mondo saprà

*”Io ti cielo, affinchè le mie ali si aprano a dismisura per amarti senza confini”

è una citazione dalla lettera di Frida Kahlo al poeta messicano Carlos Pellicer, novembre 1947

 




L’onore perduto di Katharina Blum per tre serate nel Circuito ERT

TOLMEZZO – TEATRO CANDONI

Martedì 26 novembre – ore 20.45

SACILE – TEATRO ZANCANARO

Mercoledì 27 novembre – ore 21

SAN VITO AL TAGLIAMENTO – AUDITORIUM CENTRO CIVICO

Venerdì 20 dicembre – ore 20.45

Dopo il debutto di fine ottobre al Politeama Rossetti, arriva anche nel Circuito ERT L’onore perduto di Katharina Blum, la nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. La pièce, tratta dall’omonimo romanzo di Heinrich Böll del 1974, è diretta Franco Però e ha per protagonisti Elena Radonicich e Peppino Mazzotta assieme agli attori della Compagnia del Teatro Stabile: Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos. Tre gli appuntamenti nei teatri regionali: martedì 26 novembre alle 20.45 al Candoni di Tolmezzo e mercoledì 27 novembre alle 21 allo Zancanaro di Sacile, mentre l’ultima replica è in programma venerdì 20 dicembre alle 20.45 all’Auditorium Centro Civico di San Vito al Tagliamento.

© Simone Di Luca

Nell’azione scenica l’irreprensibile e prude segretaria Katharina Blum incontra a un ballo di carnevale Ludwig Götten, un piccolo criminale, sospetto terrorista. Trascorre la notte con lui e l’indomani, non del tutto consapevole della situazione, ne facilita la fuga. Katharina viene brutalmente interrogata dalla polizia con la quale collabora solo in parte. Nel frattempo la stampa scandalistica, attraverso lo spietato giornalista Werner Tötges, violando ripetutamente la privacy di Katharina e manipolando le informazioni raccolte, ne fa prima una complice del bandito e poi una vera e propria estremista.

 

Il tema è drammatico, ma la struttura costruita da Böll è lieve, piena di simpatia per il personaggio, ed ironica. Lo scrittore, con straordinaria abilità, per tutto il racconto, non fa che parodiare il linguaggio della stampa scandalistica, con i suoi luoghi comuni, le moralizzazioni spicciole, le espressioni alla moda, la sua piattezza intrinseca.

La forma del romanzo è quella del giallo: ma dove si parte dall’atto già avvenuto, andando avanti e a ritroso, permettendoci così di vedere quell’incubo mediatico che avvolge la protagonista, con le sue menzogne che ne distruggono le relazioni sociali ed intime, portandola al gesto estremo.

Nonostante siano trascorsi più di quarant’anni dall’uscita del romanzo, si rimane colpiti

dall’attualità di alcune problematiche emerse nel secondo dopoguerra e sviscerate da Böll nei primi anni ’70: tra queste vi sono senza dubbio quelle riguardanti l’uso dei mezzi di comunicazione di massa e le forme di violenza intrinseche al linguaggio mediatico.

 

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it o chiamando l’Ufficio Cultura di Tolmezzo (0433 487961) e il Teatro Zancanaro di Sacile (0434 780623).




TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE 26, 27 nov.2019 – 28 nov. 2019 – ore 19.30 MADRE COURAGE E I SUOI FIGLI

Opera leggendaria del ventesimo secolo, Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht arriva sul palcoscenico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine da martedì 26 a giovedì 28 novembre 2019 nel nuovo allestimento della Società per Attori e Teatro Metastasio di Prato in collaborazione con la Fondazione Campania Festival – Napoli Teatro Festival.

foto di Sabrina Cirillo

In scena, una strepitosa Maria Paiato nel ruolo della protagonista si muove in un tempo distopico dove parola, corpo e musica ritraggono un’agghiacciante umanità che somiglia molto al nostro presente, affiancata da Mauro Marino, Giovanni Ludeno, Andrea Paolotti, Anna Rita Vitolo, Roberto Pappalardo, Tito Vittori, Mario Autore, Ludovica D’Auria, Francesco Del Gaudio.  La drammaturgia musicale e la regia sono firmate da Paolo Coletta, che a quest’opera è stretto da un legame profondo risalente al 1991 quando, in veste di giovane attore, partecipò alla versione storica di Antonio Calenda interpretata da Piera Degli Esposti.

Mercoledì 27 novembre 2019 alle 17.30, nel foyer, Maria Paiato e la Compagnia dello spettacolo incontreranno il pubblico in un nuovo appuntamento di Casa Teatro condotto da Paola Colombo, curatrice del Festival vicino/lontano. Interverrà Andrea Zannini, professore ordinario di Storia moderna, direttore del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale (Università di Udine).

Ricordiamo che la replica di giovedì 28 novembre avrà inizio alle ore 19.30. Martedì 26 e mercoledì 27 novembre il sipario si alzerà invece alle 20.45.

Scritto da Bertolt Brecht fra il 1938 e il 1939, Madre Courage e i suoi figli vede la luce quando l’artista di origini ebree era già in esilio. La Polonia stava per essere invasa dalle truppe di naziste di Hitler e la guerra civile imperversava in Spagna: due eventi tragici che si aggiungevano, con la loro scia di dolore, morte e distruzione, alle rovine del primo conflitto mondiale ancora drammaticamente vivide.E la guerra – quella seicentesca dei Trent’anni, fra cattolici e protestanti – è anche lo scenario che incombe su Anna Fierling e i suoi tre figli. Figura ambigua, inselvatichita, spesso sospesa sulla soglia tra bene e male, Anna si guadagna da vivere seguendo gli eserciti e vendendo ai soldati merce di tutti i generi. Odia la pace perché la guerra è il suo business ed è l’unica via di fuga dalla miseria che le è consentita, ma questa allo stesso tempo sarà la sua rovina. Madre Courage e i suoi figli è uno spettacolo visionario scolpito dalla musica di Paul Dessau e ancorato a un tema antico come il mondo qual è quello della vita e della morte al tempo dei conflitti; è un alternarsi continuo di contraddizioni e antinomie a partire da quella principale, secondo cui Anna si sforza di proteggere i propri figli dalla guerra ma li perde inesorabilmente uno dopo l’altro; è, ancora, una riflessione sul capitalismo che mette in luce nella figura della protagonista il tema della libertà femminile. «Se Madre Courage non ricava nessun insegnamento da ciò che le succede, penso che il pubblico, invece, possa imparare qualcosa» annotava Brecht nel 1949, alla vigilia della storica messinscena a Berlino. Da allora, quest’opera epica è diventataun grido contro l’orrore della guerra, un monito bagnato nel sangue per tutti coloro che alla vita si affacciano e si affacceranno nei secoli.

“Si tratta di un’opera dal respiro profondo e ormai storicizzato del classico, la cui forza risiede nella capacità di colpirci con una densità raramente tanto alta di conflitti e paradossi – sottolinea Paolo Coletta nelle note di regia -. Seppur, come detto, Brecht scrisse il testo nel 1938, l’opera ha assunto il suo vero significato forse solo dopo la guerra, sottolineando implicitamente che l’umanità non riuscirà mai a imparare dai propri errori. Anna Fierling si chiama Courage: ma è davvero una donna coraggiosa o, piuttosto, una codarda? Le risposte possibili in questo testo riguardano chi ha e chi non ha, chi prende le decisioni e chi deve eseguirle. È innegabile che l’azione di Madre Courage – il suo andirivieni sul corpo di una Europa schiacciata, gli assassinii, i saccheggi, gli incendi – abbia prefigurato quanto stava realmente per accadere. In una nota del 1949 Brecht precisa i punti essenziali che una rappresentazione di Madre Courage deve mettere in luce: ‘Che in una guerra non sono i piccoli che fanno i grossi affari. Che la guerra – che non è altro che un tipo di commercio ma con altri mezzi – trasforma tutte le virtù umane in una forza di morte anche in chi le possiede. Che nessun sacrificio è tropo grande per combatterla comunque’. Oggi, nel 2019, la dichiarazione di Brecht è ancora attuale. Lo stato di guerra è uno dei pilastri su cui il Potere, dalla notte dei tempi, fonda la sua stessa ragion d’essere. E al mantenimento di questa eterna macchina da guerra partecipiamo tutti, volenti o nolenti”.

Gli sportelli della biglietteria di via Trento 4 saranno aperti dalle 16.00 alle 19.00 (chiuso la domenica, il lunedì e i giorni festivi). L’acquisto dei biglietti è possibile anche nei punti vivaticket e alla Libreria Feltrinelli di Udine (Via Canciani), il venerdì mattina dalle 9.30 alle 13.00. Online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it. Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it




ATTESISSIMO A IL VOLO DEL JAZZ CHRIS POTTER CIRCUITS TRIO SABATO 23 NOVEMBRE 2019 NEL TEATRO ZANCANARO DI SACILE

Continua il weekend all’insegna della musica con la rassegna Il volo del jazz, organizzata da Circolo Controtempo con il sostegno del Comune di Sacile e della Regione, cartellone che proseguirà fino a fine novembre e che anche questa settimana porta in regione uno dei grandi protagonisti del jazz mondiale; sabato 23 novembre alle 21 l’appuntamento è al Teatro Zancanaro di Sacile con l‘attesissimo concerto di Chris Potter. Polistrumentista e compositore, è spesso citato da critici e musicisti come il migliore sassofonista del suo tempo, tutti concordi nel definirlo uno dei rari personaggi in grado di segnare un’epoca con il proprio passaggio, di indicare, per intero, il modo con cui il jazz riesce a leggere e interpretare il mondo di cui è contemporaneo. Sul palco con James Francies alle tastiere e pianoforte ed Eric Harland alla batteria, porterà al pubblico il suo “Circuits”, un lavoro in cui melodie inconsuete si muovono su fraseggi pieni zeppi delle più disparate influenze, sostenute da un tappeto elettronico in cui i tre riescono a districarsi con grande eleganza e sicurezza.

 

Sassofonista, certo, ma talentuoso anche con altri fiati come il flauto e il clarinetto basso, impeccabile stilista, capace di una veemenza incontenibile come di eleganti tecnicismi, Chris Potter definito da Down Beat “uno degli artisti più studiati (e copiati) del pianeta”, ha percorso come pochi altri le strade attuali del post-bop, aprendole verso nuovi varchi espressivi. Per questo viene ascoltato con uguale ammirazione tanto dai cultori della tradizione quanto dagli amanti delle ricerche contemporanee. James Francies, nato a Huston e residente a New York, pianista, tastierista, compositore, è definito dal New York Times “un pianista il cui tocco è dinamismo liquido” e ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di 4 anni. Dotato di una tonalità e una sinestesia perfette, ha partecipato al suo primo concerto jazz, all’età di 6 anni, e ha iniziato a studiare jazz alle medie. Eric Harland, alla batteria, è in grado di sintetizzare alla perfezione lungimiranza, tecnica, creatività e soprattutto sensibilità e nello stesso tempo mostra di saper guidare dei gruppi assai sofisticati fungendo da nave-scuola per le giovani generazioni.

 

In scaletta innanzitutto il recentissimo disco “Circuits”, un lavoro i cui “circuiti” si muovono in bilico tra il gusto per la libertà improvvisativa e un’intensità ritmica che paga un forte tributo all’Africa. Dedicato a tutti coloro che si chiedono in che direzione stia andando il jazz del futuro. “La pulsazione con cui viene scandito ogni passaggio è il suono ciclico di una generazione di musicisti. Sembra contenere tutto il jazz degli ultimi trent’anni e pure tutte le sue contaminazioni, una sintesi sincretica nella quale si sono persi i referenti ma della quale è impossibile non riconoscere l’origine, musicale e fisica”.

 

Il Volo del Jazz è promosso da Controtempo con Città di Sacile – Assessorato alla Cultura, con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Fondazione Friuli, special partner Fazioli e Cinemazero con la rassegna Gli occhi dell’Africa, in collaborazione con la Diocesi di Concordia Pordenone.

 

BIGLIETTI E PREVENDITE

Biglietti 

Info +39 3474421717 / ticket@controtempo

I biglietti dei concerti nel Teatro Zancanaro sono acquistabili anche la sera stessa dei concerti dalle 18.30

IL PROGRAMMA COMPLETO DE IL VOLO DEL JAZZ È SU CONTROTEMPO.ORG

 




PIANO FVG: CONCLUSO A SACILE IL CASTING PER LA PROTAGONISTA DEL CORTOMETRAGGIO MUSICALE “GOLDBERG SERPENTINE LOVE”. 

SACILE- Promuovere il valore turistico di Sacile e lo strumento musicale che meglio lo rappresenta, il pianoforte, così come coinvolgere concretamente il territorio  attraverso i suoi giovani studenti e dare rilievo a uno dei suoi fiori all’occhiello in ambito culturale, il Festival pianistico internazionale Piano FVG: sono questi gli elementi al centro del progetto cinematografico “Goldberg serpentine love”, il cortometraggio musicale che sarà girato tra il 29 novembre e il 3 dicembre sulle sponde del Livenza per poi essere presentato il prossimo maggio 2020, in occasione del Concorso pianistico internazionale.

Si tratta di un progetto ambizioso – che vede il coinvolgimento del Comune di Sacile con l’assessore al commercio, attività produttive e sviluppo turistico Roberta Lot, l’Associazione Piano Fvg diretta da Davide Fregona, Isis Sacile di Brugnera, Itc Ipsc Marchesini, il Liceo Pujati assieme a ITAS Mutua assicurazione, presieduta da Fabrizio Lorenz, Fazioli Pianoforti e la BCC Pordenonese rappresentata da Giamberto Caretta – che ha già mobilitato decine e decine di studenti degli Istituti Marchesini e Pujati di Sacile e della scuola danza ML danza che si sono iscritti ai casting per la selezione della protagonista femminile del cortometraggio.

A seguito di una serie di provini, la troupe capitanata dal regista Luca Coassin, il producer e sceneggiatore Pasqualino Suppa ed Elettra Del Mistro, responsabile di scene e costumi, hanno scelto la giovane interprete che affiancherà il talento pianistico polacco Timoteus Bies  vincitore all’ultima edizione del concorso Piano FVG – nel cast del cortometraggio. La scelta, annunciata pubblicamente nel pomeriggio di giovedì 21 novembre davanti alla platea degli studenti coinvolti, è caduta sulla sedicenne Ilaria Moretto, studentessa del Pujati di Sacile e residente a Porcia, selezionata per il suo debutto cinematografico tra oltre 80 candidate. Tutti gli studenti coinvolti dal casting saranno comunque a vario titolo impegnati sul set nel ruolo di comparse. Ad arricchire il cast un altro, importante protagonista di fama internazionale, il giovane e talentuoso danzatore franco-marocchino Amine Messaoudi, già componente del corpo di ballo della star Madonna nel suo ultimo lavoro, che farà un sentito omaggio al cinema delle origini dei fratelli Lumière.

L’intenso cortometraggio a sfondo musicale si apre su una storia d’amore tra giovani, mentre Sacile con la sua bellezza e i suoi scorci magici diventa vera co-protagonista visiva del racconto: al centro sua maestà il Pianoforte. Su tutto, quindi, la cultura e la manifattura del pianoforte assieme alla valorizzazione del territorio con le sue eccellenze paesaggistiche, architettoniche e culturali.

Il plot racconta di un pianista che sta facendo le prove negli spazi della fabbrica Fazioli per prepararsi all’accompagnamento di un film dei fratelli Lumiere (Danse Serpentine). Una giovane ragazza a scuola di danza sta guardando sul suo telefonino lo stesso film. Forse si stanno innamorando. La scena si sposta in un cinema e una sorta di cortocircuito “d’amore” spingerà il “Danseuse Serpentine” fuori dallo schermo a fare da Cupido, e forse farà innamorare i due protagonisti conducendoli attraverso i luoghi più belli e suggestivi di Sacile.

“Una vera e propria danza visiva sulle note del pianoforte che esegue le celebri “Variazioni di Goldberg” di Bach – spiegano il regista e il produttore – una danza “serpentina” che rende omaggio a uno dei più celebri frammenti di cinema delle origini: la “Danse Serpentine” dei fratelli Lumière del 1897. Sono questi i due elementi portanti della narrazione. Una danza all’inseguimento dell’Amore, un delicato amore giovanile, un amore intellettuale per il cinema, uno sconfinato e maturo amore per il pianoforte e la sua musica, e, gioia per gli occhi, tanto amore per i paesaggi e per le deliziose atmosfere sacilesi”.

 

Le riprese del cortometraggio inizieranno venerdì 29 novembre per protrarsi fino al 3 dicembre prossimo sulle sponde del Livenza. Il 2 di dicembre la troupe si sposterà per le riprese dentro FAZIOLI: è la prima volta che la celeberrima fabbrica di pianoforti apre le porte del suo comparto produttivo, un gesto di fiducia in questo progetto che riempie di soddisfazione tutto il team impegnato nella produzione.

 




TEATRO VERDI PORDENONE: MUSICA E INCONTRI PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE. LUNEDÌ 25 NOV

Teatro Verdi di Pordenone aderisce anche quest’anno alla Settimana contro la violenza sulle donne promossa dal Comune, col coordinamento dell’assessorato alle Pari Opportunità, in partnership con enti e associazioni: un impegno che trova nella Giornata internazionale di lunedì 25 novembre il suo culmine, ma che suggella un impegno che per il Verdi dura tutto l’anno.

In programma lunedì un doppio appuntamento sul tema delle differenze di genere che culminerà nel concerto intitolato Concierto de Aranjuez (ore 20.30), organizzato in collaborazione con l’Associazione Farandola, in quanto evento di chiusura del Pordenone Music Festival, e che vedrà protagonista il chitarrista cubano Marco Tamayo insieme all’Orchestra Roma Tre diretta dal M° Marcello Bufalini. Considerato uno dei maggiori chitarristi del nostro tempo, leggenda vivente della chitarra classica, Tamayo si misurerà con due tra i maggiori capolavori che il Novecento dedicò al repertorio per chitarra solista e orchestra: il Concerto d’Aranjuez, l’opera più nota del compositore spagnolo Joaquín Rodrigo, e il Concerto in Re maggiore op. 99, scritto dal fiorentino Mario Castelnuovo-Tedesco.

L’evento prende il nome dal capolavoro di Rodrigo, a 80 anni dalla sua composizione e a 20 anni dalla scomparsa del compositore e pianista spagnolo: un’opera subito accolta da un successo planetario e trasversale, al punto da essere oggetto delle contaminazioni rock di Carlos Santana o riproposto nelle declinazioni jazz, da Miles Davis a Chick Corea. Il programma della serata proporrà anche la Suite orchestrale tratta dall’opera Jeanne e Dedò della compositrice e pianista italo-americana Delilah Gutman, dedicata alla figura della pittrice Jeanne Hébuterne, Verranno, inoltre, eseguite Pavane op. 50 di Gabriel Fauré e la Terza Suites di Antiche arie e danze nella raffinata veste strumentale immaginata da Ottorino Respighi.

A precedere il concerto, atteso alle 18.30 l’appuntamento La musica è donna, per esplorare le figure femminili che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica, a partire dall’esperienza artistica della giovane direttrice Mimma Campanale. Una conversazione a cura del musicologo Alberto Massarotto che si animerà tra passato e presente, in un itinerario musicale che toccherà la figura di Clara Wieck Schumann, della quale ricorrono i duecento anni della nascita, passando per la straripante personalità di Alma Schindler Mahler. Seguirà la premiazione del concorso In Prima Persona con Stefano, rivolto agli studenti delle scuole superiori, a cura dell’Associazione In Prima Persona Uomini contro la violenza.

 

Aperto dalle 19 il Caffè Licinio con smart food, drink e cocktail per condividere insieme una pausa piena di gusto prima del concerto.

Informazioni, prenotazioni e biglietti: Biglietteria del Teatro tel 0434 247624 aperta dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. www.comunalegiuseppeverdi.it




DI QUI NON SI PASSA La storia degli Alpini di e con Luca Piana

 

Con la partecipazione del CORO ALPINI PASSONS diretto dal Maestro Marius Bartoccini

sabato 23 novembre

ore 20.30

Chiesa di Branco (Ud)

Sabato 23 novembre, a partire dalle 20.30, si svolgerà l’intenso e sorprendente spettacolo “Di qui non si passa – La storia degli Alpini”. Lo spettacolo andrà in scena nella chiesa di Branco (Ud)

Dopo un’accurata lettura di documenti e testimonianze, ispirandosi ad una forma di monologo teatrale, il giovane regista Luca Piana si presenta al pubblico per raccontare ed esporre “Di qui non si passa – La storia degli Alpini”, una rappresentazione nata dall’esigenza di offrire un intenso momento di riflessione in occasione del 40° anniversario del gruppo Alpini di Primulacco. L’opera mette in scena, attraverso un racconto storico-narrativo, il percorso del corpo degli Alpini dalla loro nascita all’evoluzione, valorizzando l’enorme contributo storico e umano dato al nostro Paese e alla nostra regione in tante occasioni, dalle guerre alle calamità naturali. Il viaggio narrativo, che ha il compito di mettere in luce le piccole e grandi vittorie umane e storiche care al gruppo degli Alpini, sarà nella sua stesura unica e originale il punto di partenza per sviluppare l’idea di un vero e proprio spettacolo. Il pubblico assisterà a un monologo teatrale che ripercorrerà la storia del corpo degli Alpini dal 1872 ad oggi, passando per le tappe fondamentali che l’hanno portato a diventare uno tra i più amati dalla popolazione civile.

Dalla fondazione alla prima guerra mondiale, dall’affondamento del piroscafo Galilea fino al terremoto in Friuli del 1976, lo spettacolo mette in scena la storia vista dal punto di vista di questi uomini in un crescendo di tensione. La parte narrativa sarà supportata dall’emozionante contributo corale del coro Alpino Passons, diretto dal Maestro Marius Bartoccini, che eseguirà dal vivo una vera e propria colonna sonora per i momenti salienti della narrazione.  

Il progetto teatrale è ideato da Luca Piana, autore e interprete della parte narrativa, con la produzione dell’Associazione Espressione Est. Il Coro Alpino Passons è, invece, composto da 30 elementi, alpini in congedo e simpatizzanti guidati dall’amore per il canto popolare di montagna, diretti e coordinati dal Maestro Marius Bartoccini e uniti nell’obiettivo di arricchire con passione e professionalità il patrimonio culturale alpino.




Alpe Adria Tour: il circuito elegante e sobrio che premia la passione per il ciclismo

Si è svolta nella sede della Autotrasporti Chiarcosso la cerimonia di premiazione dei protagonisti dell’edizione 2019 e la presentazione delle sette gare che costituiscono il calendario gare del circuito 2020.

Udine – Eleganzasobrietàpassione e impegno. Quattro sostantivi che riassumono l’essenza del circuito Alpe Adria Tour.

L’eleganza è cortesia, non è appariscente. È rispetto per gli altri, attenzione al modo in cui ciò che viene detto, fatto o mostrato può essere percepito. Non un formale galateo, non un cerimoniale ipocrita, non un banale e passivo adeguarsi al convenzionale, ma un più profondo sentimento di civiltà.

La sobrietà non è sacrificio, rinuncia, pauperismo. È la capacità di scegliere ciò che serve e ciò che invece non solo è inutile, ma spesso è ingombrante e fastidioso.

Valori fondamentali che i fondatori del circuito Sante Chiarcosso e Paolo Giberna insieme all’inossidabile Eraldo Scipioni, coordinatore regionale Acsi Ciclismo, trasmettono ai giovani appassionati che li sostengono e a cui affidano gradualmente il compito di continuare la loro preziosa opera organizzativa.

Sante Chiarcosso proprietario dell’azienda Autotrasporti Chiarcosso, che ha ospitato nella sala Haiti la cerimonia di premiazione del circuito 2019 e presentazione della nuova edizione, sottolinea con decisione questi valori:

“Il circuito Alpe Adria Tour è un challenge sobrio ed elegante. Nonostante non riesca ad esprimere grandi numeri in termini di abbonati. Le cause sono molteplici e non è possibile affrontarle in poco tempo e soprattutto in questo che è un momento di festa per celebrare i protagonisti e organizzatori delle diverse prove. Mi preme comunque sottolineare che tra le sette manifestazioni che costituiscono il calendario gare della diciannovesima edizione del circuito ci sono ben due eventi validi quali prove di qualificazione per l’UCI Gran Fondo Series (Marathon Franja e Leggendaria Charly Gaul). Due eventi che insieme alle altre manifestazioni in programma rappresentano il nostro vestito griffato. Un vestito che non ostentiamo, ma usiamo con eleganza e sobrietà in queste occasioni per far comprendere l’importanza del circuito”

Chiarcosso ha inoltre ricordato l’impegno del gruppo nel sostegno ai progetti promossi dalla Onlus Pane Condiviso e il progetto “KAY: insieme nella gioia” voluto dalla società ciclistica Asd Chiarcosso Help Haiti.

Eraldo Scipioni evidenzia l’anima passionale di quanti organizzano le gare, dei corridori partecipanti e di un ente come Acsi Ciclismo: “che grazie agli oltre 52000 tesserati e all’impegno del responsabile nazionale Emiliano Borgna contribuisce a scrivere alcuni entusiasmanti capitoli della storia delle due ruote amatoriali nella nostra regione e nel resto della penisola”.

Sante Chiarcosso proprietario dell’azienda Autotrasporti Chiarcosso, che ha ospitato nella sala Haiti la cerimonia di premiazione del circuito 2019 e presentazione della nuova edizione, sottolinea con decisione questi valori:

“Il circuito Alpe Adria Tour è un challenge sobrio ed elegante. Nonostante non riesca ad esprimere grandi numeri in termini di abbonati. Le cause sono molteplici e non è possibile affrontarle in poco tempo e soprattutto in questo che è un momento di festa per celebrare i protagonisti e organizzatori delle diverse prove. Mi preme comunque sottolineare che tra le sette manifestazioni che costituiscono il calendario gare della diciannovesima edizione del circuito ci sono ben due eventi validi quali prove di qualificazione per l’UCI Gran Fondo Series (Marathon Franja e Leggendaria Charly Gaul). Due eventi che insieme alle altre manifestazioni in programma rappresentano il nostro vestito griffato. Un vestito che non ostentiamo, ma usiamo con eleganza e sobrietà in queste occasioni per far comprendere l’importanza del circuito”

Chiarcosso ha inoltre ricordato l’impegno del gruppo nel sostegno ai progetti promossi dalla Onlus Pane Condiviso e il progetto “KAY: insieme nella gioia” voluto dalla società ciclistica Asd Chiarcosso Help Haiti.

Eraldo Scipioni evidenzia l’anima passionale di quanti organizzano le gare, dei corridori partecipanti e di un ente come Acsi Ciclismo: “che grazie agli oltre 52000 tesserati e all’impegno del responsabile nazionale Emiliano Borgna contribuisce a scrivere alcuni entusiasmanti capitoli della storia delle due ruote amatoriali nella nostra regione e nel resto della penisola”.

La Sala Haiti della Chiarcosso Autotrasporti che ha ospitato la premiazione del circuito Alpe Adria Tour

Alpe Adria Tour 2020. Tra le novità più importanti della nuova edizione il ritorno della Kartnen ARBO Rad Marathon che per tre anni non si è svolta, mentre la Granfondo d’Europa ultima prova del circuito, sarà sostituita dalla Cronocarsica. Mentre a breve verranno presentate tutte le novità che interessano le manifestazioni.

Queste le sette prove dell’Alpe Adria Tour 2020

17 Maggio – Corsa per Haiti nelle Valli del Torre e del Natisone – Cividale del Friuli (UD)

07 Giugno – Kartnen ARBO Rad Marathon – Bad Kleinkirchhein (A)

14 Giugno – Marathon Franja BTC City – Ljubljana (SLO)

12 Luglio – La Leggendaria Charly Gaul – Trento (TN)

26 Luglio – Carnia Classic – Fuji – Zoncolan – Tolmezzo (UD)

30 Agosto – Gran Fondo dei Templari – Pordenone (PN)

13 Settembre – 19° Gran Fondo d’Europa – Cronocarsica Camp Reg Crono – Trieste (TS)

Le quattro prove valide per il circuito Alpe Adria Tour Friuli Venezia Giulia 2020

17 Maggio – Corsa per Haiti nelle Valli del Torre e del Natisone – Cividale del Friuli (UD)

26 Luglio – Carnia Classic – Fuji – Zoncolan – Tolmezzo (UD)

30 Agosto – Gran Fondo dei Templari – Pordenone (PN)

13 Settembre – 19° Gran Fondo d’Europa – Cronocarsica Camp Reg Crono – Trieste (TS)