“Profumo di Memoria” _ “Grande successo per l’eventodedicato alla storia e alla memoria di Udine attraverso”

Grande successo e partecipazione a “Profumo di memoria”, l’evento che ha aperto ufficialmente la stagione del Teatro Palamostre di Udine dopo il lungo periodo di chiusura causa covid19.

La serata, dedicata al viaggio nella storia e nella memoria della nostra città, è stata apprezzata da un folto pubblico, che ha ripercorso cinque secoli di storia grazie alla preziosa presenza di ospiti eccezionali, affiancati dalla vera anima dell’evento: la professoressa Mariella Ciani, Presidente di Brainery Academy APS.

Gli spettatori, attraverso la straordinaria narrazione del Maestro profumiere Lorenzo Dante Ferro, hanno potuto conoscere l’origine della prima ricetta moderna di composizione di un profumo scritta da Eustachio Cerebrino a metà 1500 proprio a Udine, e a cui è stata anche intitolata una via – poco nota ai più – in città.

E che dire di Giovanni Geotti che ha raccontato con simpatici aneddoti come è riuscito a trovare e quindi coltivare la preziosa Viola di Udine, estremamente profumata e dall’inconfondibile color zaffiro?

Un’altra eccellenza che ha espresso tutto il suo amore per il suo lavoro e che ha presentato gli amaretti di Udine è stato il Maestro pasticcere Danilo D’Olivo.

L’intermezzo è stato dedicato alla Danza contemporanea con il coreografo e ballerino Tommaso Serratore che ha presentato una performance non semplice da comprendere, ma che è stata magistralmente spiegata dal prof. Pontremoli, docente dell’Università di Torino.

Una serata esperienziale come questa non poteva che concludersi con un inno al “senso della memoria” (l’olfatto, ndr) con una spruzzata in tutto il Teatro del profumo di Udine. Un profumo d’ambiente dalle inconfondibili note vellutate come solo la viola può comunicare, creato per l’occasione e che si può acquistare presso il laboratorio “Casa del dolce” di Danilo D’Olivo e nel Villaggio dei Pecile presso “Robe di Casa” insieme alla pubblicazione sulla Storia del Profumo.

Si ringraziano infine il Comune di Udine, per aver concesso l’utilizzo del Teatro Palamostre, la Fondazione Friuli e la BCC di Udine per il fondamentale contributo.




Mare e Miniere prosegue il 3 luglio a Sarroch con il recital Luxìa Contus de fèminas e maìa e il 5 a Nora con lo spettacolo Il Divino Cammino

Domenica 5 luglio torna Muidas, in collaborazione con L’Officina delle Idee, nell’area archeologica di Nora con “Il Cammino Divino”. La Divina Commedia narrata ed interpretata da Alessandro Anderloni con la sonorizzazione dal vivo di Mauro Palmas.

5 luglio ore 18,30
Nora, Zona Archeologica
MUIDAS
Il Divino Cammino
La Divina Commedia narrata e interpretata da Alessandro Anderloni
con la musica e le sonorità di Mauro Palmas

Dopo il successo del concerto per piano solo di Rita Marcotulli che ha aperto la tredicesima edizione di Mare e Miniere, la rassegna proseguirà venerdì 3 luglio alle ore 21,00 a Sarroch nei Giardini di Villa Siotto con lo spettacolo, in collaborazione con L’Officina delle Idee, “LUXÌA Contus de fèminas e maìa” con Elena LeddaSimonetta SoroMauro Palmas Silvano Lobina.
La vita quotidiana, la fatica, gli affanni, la gioia, gli amori, la straordinarietà delle nostre donne. Intense figure femminili raccontate con indulgente ironia attraverso i racconti in lingua sarda di Maria Gabriela Ledda. La narrazione, affidata a Elena Ledda e Simonetta Soro, dipinge, come in una tela, vicende e luoghi che catturano l’ascoltatore e lo avvolgono in una dimensione familiare, nella quale sono riconoscibili personaggi del passato e del presente, con la loro unica e universale bellezza.  Il racconto sarà sapientemente accompagnato e arricchito dai musicisti in scena. Un lavoro scritto interamente in lingua sarda, che si propone ancora una volta di vincere la sfida della capacità della nostra lingua di essere altamente espressiva, nobile e poetica.
Altro appuntamento da non perdere, sarà quello di domenica 5 luglio ore 18.30 con Muidas nell’area archeologica di Nora con “Il Cammino Divino”. La Divina Commedia narrata ed interpretata dall’attore e regista teatrale Alessandro Anderloni con la sonorizzazione dal vivo di Mauro Palmas, produzione originale del festival realizzata come anteprima delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. La suggestiva location sull’incantevole promontorio di Pula, dove nacque la città fenicia e dove sorge l’antico teatro del I Secolo a.C., farà da cornice ad un inedito intinerario poetico-musicale che si snoderà attraverso le tre Cantiche Dantesche: Inferno, Purgatorio e Paradiso. L’evento è in collaborazione con L’Officina delle Idee.
In conformità con le norme di sicurezza anti-Covid, per partecipare è necessario inviare richiesta all’indirizzo mareminiere@gmail.com indicando nome, cognome, recapiti telefonici e di posta elettronica. Nella risposta di avvenuta prenotazione saranno specificati in dettaglio luogo e orari.
Press Kit
LA RASSEGNA
La rassegna: Mare e Miniere 2020 è organizzato da Elenaleddavox con il contributo di Fondazione di Sardegna, della Regione Autonoma di Sardegna – Assessorato della Pubblica IstruzioneBeni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport – dei comuni coinvolti, la collaborazione di Sardinia FerriesA.F. MotorsItaltelcoSarasNuova Gamma e Cemis e con la media partnership di Blogfoolk e del Giornale della Musica.
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TERESA MANNINO – Lo spettacolo di Pordenone verrà recuperato il 9 novembre

TERESA MANNINO

“Sento la Terra girare”

9 novembre 2020 – Ore 21.00

PORDENONE, Teatro Verdi

 

I biglietti già acquistati rimangono validi per la nuova data. Biglietti nuovamente in vendita dalle 12.00 di mercoledì 1° luglio

 

Lo spettacolo “Sento la Terra girare”, di Teresa Mannino, originariamente previsto per il 13 marzo al Teatro Verdi di Pordenone, e già riprogrammato per la nuova data del 15 maggio, in seguito protrarsi dell’emergenza Coronavirus viene rimviato al prossimo 9 novembre, sempre con inizio alle 21.00, sempre al Teatro Verdi. I biglietti già acquistati saranno validi per la nuova data, mentre una nuova disponibilità di biglietti sarà in vendita a partire dalle 12.00 di mercoledì 1° luglio online su Ticketone.it e in tutti i punti autorizzati del circuito. Per informazioni www.scoppiospettacoli.it e www.azalea.it .

Teresa vive chiusa in un armadio da mesi e anni. Un giorno decide di uscire, ma scopre che il mondo sta cambiando in modo radicale e velocissimo e che addirittura l’asse terrestre sta variando. Nel mare ci sono più bottiglie di plastica che pesci, sulle spiagge più tamarri che paguri. Fuori dall’armadio il mondo va a rotoli, rotoli di carta igienica, e le possibili soluzioni non sembrano risolvere il problema, ma anzi complicano solo la vita. Teresa allora decide di ritornare nell’armadio, ma ormai neppure quello è più lo stesso.

Teresa Mannino (Palermo, 1970), è una cabarettista, attrice e conduttrice televisiva e radiofonica. Dopo gli studi in filosofia si avvicina alla recitazione trasferendosi a Milano. Qui partecipa ad alcuni film e commedie e comincia lavorare in radio, conducendo una puntata della trasmissione “Due di notte” su Radio 2, e nel famoso locale milanese Zelig. L’approdo in televisione arriva prima nel programma notturno Zelig Off, poi in prima serata con Zelig Circus dalla stagione 2007-2008. Nel 2012 viene trasmesso in prima serata il suo spettacolo “Terrybilmente Divagante”, show che Teresa porterà in tour nei principali teatri italiani, riscuotendo moltissimo successo. Nel 2013 conduce la nuova edizione di Zelig Circus con Michele Foresta, subentrando a Claudio Bisio e Paola Cortellesi, per poi tornarvi nel 2016 nelle vesti di comica. Dopo il grande successo del suo primo tour teatrale, nel 2015 e nel 2018 la comica siciliana ritorna nei teatri dello stivale con rispettivamente “Sono nata il ventitré”, terzo spettacolo comico più visto della stagione dopo Fiorello ed Enrico Brignano, e “Sento la Terra girare”.

 

PER INFORMAZIONI:

Scoppio Spettacoli tel. 0437 948874 – www.scoppiospettacoli.it – info@scoppiospettacoli.it

Teatro Verdi tel. +39 0434 247624 – www.comunalegiuseppeverdi.it – biglietteria@comunalegiuseppeverdi.it




Doppio Sogno XX – Remote Control Oltre la delimitazione Villa Pignatelli NAPOLI 25 giugno – 6 luglio 2020

Cosa accade nel secondo millennio? In che direzione si muove il flusso dell’umanità? Se passaggi di secolo comprendono sempre delle grandi trasformazioni storiche e di costume, scavalcare la linea di mille anni è cosa di molte misure più metamorfica. Immersi nel basso medio evo di questa neonata era digitale, ci accorgiamo che siamo fatti di sangue e silicio, che siamo interdipendenti gli uni dagli altri, come stazioni radio che ricevono e trasmettono; e con stupore diveniamo consapevoli del fatto che non è possibile fare a meno degli altri. In questa stagione abbiamo comunicato a più non posso in modalità remota e con tutti i mezzi possibili. Così è successo che, durante il lock-down di questo fatidico anno 2020, ci siamo resi conto del valore della vita e abbiamo sofferto per il distanziamento e il confinamento; in molti hanno pianto la perdita – dello spazio, del tempo, di persone care – ed è divenuto chiaro che il bilancio umano non potrà mai essere comparabile a un bilancio economico. Ora, avendo chiesto all’oracolo, il sessantesimo esagramma del Libro dei Mutamenti, I King, descrive La Delimitazione come un lago prossimo a straripare e dunque, quando il contenimento è necessario, occorre stare fermi, stabilire limitazioni e misure da adottare con coscienza, e, affinché ciò si concluda con buon esito, occorre agire nel pieno disinteresse e in buona fede. L’aspetto positivo è che le barriere, così come vengono poste possono essere spostate, è questa la mossa strategica che richiede l’adeguarsi a una condizione inevitabile senza patire in eccesso. Possibilità illimitate non sono fatte per l’uomo. La pazienza si. Molto è stato detto, sulle cause e le ragioni, ma l’istinto di sopravvivenza indica che è conveniente far quadrare il cerchio per non esondare. Il Pianeta muore! Il Re muore! L’esempio dell’acqua si presta bene a ritrarre l’immagine dell’umanità di tutti i tempi, pervasiva massa vivente che si muove in reticoli di relazioni, giunge ovunque, è mutevole nel mostrarsi, eppure, limpida o torbida che sia, non smentisce la natura che l’accomuna dall’inizio dei tempi. Per fortuna, se la coscienza è viva, l’amore dovrebbe vincere su tutto il resto. Viene da domandarsi quanto fossimo più liberi “prima”, quando correvamo tutto il giorno dietro al vento della società dei consumi. O forse, dopo aver vissuto un’esperienza collettiva col nemico invisibile sulla porta di casa, avendo assieme fatto tesoro del comune bene, sarebbe opportuno trovare tempo per cercare di capire le ragioni sottili di quello che accade oggi, qui e ora. Occorre ripensare il modello di società in cui viviamo riempiendo il vuoto dell’incomunicabilità digitalizzata tra noi e gli altri, iniziando a ricucire anche il rapporto con noi stessi, noi, noi tutti, quegli stessi che finora accettavano l’inaccettabile come plausibile. Tutto questo non è giunto a caso. La pandemia è un monito a cambiare direzione. Come dicevano i Sex Pistols “no one is innocent”. Nessuno è innocente. È giunto il momento di porre nuove basi, uscendo dall’antropismo sciagurato di quest’era, restando uniti e umani, richiedendo con forza una nuova formulazione di società che abbia una visione ampia e generosa, che sia pluralistica e che equamente ripartisca quanto finora è stato sottratto, in cui siano protetti gli animali e l’ambiente al pari della specie umana.Remote Control 2020/Oltre La Delimitazione – è l’edizione 2020 di Doppio Sogno, ventennale rassegna cinematografica, con cui il teatro Galleria Toledo riapre alle attività di spettacolo nei giardini di Villa Pignatelli dal 25 giugno al 6 luglio 2020

Ogni proiezione sarà anticipata da AZIONI!, interventi performativi a cura degli attori Alessandra D’EliaLuciano Dell’AglioAntonio Marfella, Stefano Jotti, con richiamo all’opera letteraria che del film in programma fu materia d’ispirazione, attraverso brevi mise en espace. Toccherà poi allo spettatore definire i limiti del tradimento che certo dovette compiersi nella necessaria traslazione dalla parola alla narrazione filmica, nella suggestione di un’autorialità riacquisita.
Con fiducia si attende il pubblico delle nostre estati, tra mascherine e inevitabile distanziamento sociale, per dare segno di continuità all’impegno di Galleria Toledo, che è assieme esercizio culturale e pratica collettiva.
Di seguito il programma, dettagliato, delle ultime cinque serate della rassegna.

  • Mercoledì 1 luglio 2020, ore 20.30
 
AZIONI!
Dal romanzo “Dracula” di Bram Stoker
interpretazione Alessandra D’Elia e Stefano Jotti
NOSFERATU, IL PRINCIPE DELLA NOTTE (Nosferatu: Phantom der Nacht)
regia Werner Herzog
con Klaus Kinskij, Bruno Ganz, Isabelle Adjani
1979 Germania Ovest/Francia Colore 107 min.

 

Nel 1979 l’eccellente Werner Herzog porta sugli schermi Nosferatu, in principe della notte, per il quale si affida a un cast di protagonisti drammaticamente perfetto, composto da tre attori di assoluto talento: l’incantevole Isabelle Adjani, l’incomparabile Bruno Ganz e il discusso e istrionico Klaus Kinskij, nel ruolo del conte Dracula. Tra letteratura e leggenda, evidente l’omaggio alla versione del 1922 di Murnau, da cui Kinskij attinge apertamente per interpretare la sofferenza degli immortali. In effetti il vampiro, è un prigioniero del tempo, più vulnerabile degli stessi mortali ai difetti e alle passioni della carne. Pertanto, il rimedio, come spiega il dottor Van Helsing, è un paletto conficcato nel cuore. L’”Inestinto” si sposta nella notte del tempo guidato dalla legge del desiderio, quello del sangue umano che è assieme una forma di dominio sull’altro da sé, e una pulsione diabolica tanto esplicitamente sessuata da farlo muovere dalla Transilvania fino alla città degli uomini, pur di possedere il suo oggetto bramato, in questo caso la diafana eroina Lucy. Con lui sopraggiunge anche la peste, il morbo per antonomasia, dipinta nella memorabile sequenza in cui è evidente il richiamo alla Nave dei Folli del pittore visionario Hieronymus Bosch. Verso quali lidi di insensatezza volge l’umanità stolta e cieca? Il corpo del vampirizzato è invaso attraverso le arterie e, una volta svuotato, diviene immortale, il che non determina affatto una condizione di eterna felicità ma rassomiglia piuttosto al tormento di una condanna perpetua, vera e propria maledizione ab æterno. In Azioni! gli attori Alessandra D’Elia e Stefano Jotti ci condurranno tra le iconiche pagine del romanzo di Bram Stoker.
giovedì 2 luglio, ore 21.00

PAESE MIO BELLO
l’Italia che cantava e canta

Concerto per quattro voci e due chitarre
con
Lello GiulivoGianni LamagnaAnna SpagnuoloPatrizia Spinosi
Michele Boné e Paolo Propoli

 

Un concerto a quattro voci per cantare Napoli, l’Italia, e non solo, con lo sguardo rivolto al mondo, alle passioni e le esperienze dei protagonisti. Quattro giovanissimi quando, nel 1979, si sono incontrati per la prima volta in uno spettacolo con la regia di colui che è stato il loro maestro fino alla fine degli anni ’90: Roberto De Simone. Alla sua scuola si sono formati partecipando alla gran parte degli spettacoli e delle composizioni musicali messe in scena. Poi ognuno ha percorso la sua strada con scelte personali tra musica, teatro e cinema. Il titolo “Paese Mio Bello” è ispirato da una raccolta di canzoni popolari registrate da immigrati italiani negli Stati Uniti d’America tra il 1911 e il 1939.Nel programma sono presenti tutte le note, le epoche, i generi cantati e vissuti in quarant’anni e più di attività dai quattro solisti. Un “ri-passo” di storie, emozioni, successi e delusioni condivise. Con la stessa consapevolezza cantano il ‘700 napoletano e le canzoni degli anni ’40/’50, la musica leggera, la tradizione popolare e loro composizioni.
Un concerto che sorprende ad ogni brano. Sempre in bilico tra il ricordo struggente e la voglia di innovazione, di quel nuovo che è linfa vitale per continuare a studiare e ricercare il “magico accordo” nell’armonia di quattro voci.

  • Venerdì 3 luglio 2020 | ore 20.30
AZIONI!
da “Satyricon” di Gaio Petronio Arbitro
interpretazione Alessandra D’Elia e Stefano Jotti

 

LA GRANDE ABBUFFATA (La grande bouffe)
regia Marco Ferreri
con Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Philip Noiret, Andrea Ferreol
1973 Francia/Italia Colore 132 min.

 Presentato nel 1973 alla 26° edizione del Festival di Cannes, La Grande Bouffe suscitò uno scandalo immenso, eguagliato solo da Pasolini, due anni dopo, con Salò o le 120 giornate di Sodoma. Di certo non si può raccontare il cinema dissacrante di Marco Ferreri senza una menzione particolare a Rafael Azcona, suo sceneggiatore fin dalle opere giovanili, e agli attori prediletti Mastroianni, Noiret, Piccoli e Tognazzi, qui assolutamente superlativi. Ne La grande abbuffata, autoreclusi interno di una grande villa di Parigi, quattro amici scelgono il proprio destino e decidono di privarsi della vita, in accordo al principio dell’autodeterminazione. Per farlo scelgono la via dell’epicureismo estremo e infatti il film ci immerge in una vanitas crapulenta e abnorme, in cui i protagonisti finiscono col divenire essi stessi parte del macellato esposto, macabra cacciagione umana. La Gola è il peccato capitale di cui qui si narra: nel film si gozzoviglia cibo crudele, tra lame di coltelli, interiora e grasso animale, intingoli e unto; si copula sesso orgiastico consumato smodatamente da uomini senza qualità, esponenti della “falsa coscienza del loro tempo”. L’esercizio dell’arte di morire, in attesa della propria apocalisse personale, diviene epica sadomasochistica della digestione sacrificale, dove la performance del desiderio di morte si compie per dissacrazione violenta, scoppiando letteralmente di cibo, al pari dell’oca che è torturata per produrre foie gras. D’altronde qui non si mangia per vivere, ma per morire. Per il bene del genere umano, l’intelligenza di Ferreri dissemina il film di elementi simbolici che spettacolarizzano la decadenza della società, facendo satira antropologica su un osceno senso della vita, e – tra uova fatali e frattaglie, amoralità sistemica ed eccesso di consumi – ci descrive l’edonismo materialistico di un atroce gourmet sociale che è ancora adesso servito alla mensa della nostra collettività. L’opera letteraria associata al film è Satyricon di Petronio, su interpretazione degli attori Stefano Jotti e Alessandra D’Elia.

Sabato 4 luglio 2020 | ore 20.30

Introduce Patrizia Fusella
docente Letteratura inglese
FILM
cortometraggio 1967 USA B/N 22 min.
regia Alan Schneider/script Samuel Beckett
con Buster Keaton
a seguire
KOYAANISQATSI: LIFE OUT OF BALANCE
regia Godfrey Reggio,
documentario 1982 Colore USA 83 min.
FILM
La maschera attoriale di Buster Keaton, con l’inseparabile pork pie hat, è patrimonio riconosciuto della storia del cinema mondiale. Samuel Beckett è probabilmente il maggiore commediografo del XX secolo. Due icone della drammaturgia si associano in questo lavoro, e l’assurdo finisce sugli schermi, in un atto teatrale non replicabile in quanto, per sua dichiarata natura, filmico. Nel cortometraggio Film, il cui titolo è già di per sé emblematico, il teatro scavalca lo spazio scenico e si insinua nelle strade; si aggira nella città e la fotografa come archeologia industriale. L’occhio della macchina da presa diviene protagonista, quale presenza di un Dio persecutore, onnipresente e terrorizzante, dove si scopre che non è null’altro che il simulacro dell’Io e il suo Doppio. Viene da pensare che il drammaturgo irlandese ci abbia voluto dare l’illusione di scorgere infine Godot in persona, trovando nelle apparenze e nella natura inoffensiva e drammatica dell’anziano Keaton, miracolosamente sopravvissuto al cinema muto, l’unico interprete possibile per raccontare l’Assenza per antonomasia. Dettagli dei costumi ci rivelano che non si è in un ambito di contemporaneità, ma nel primo ‘900 dei silentmovies, dove un passante spaventato ha una fisionomia che rassembra vagamente il volto di Marcel Proust. In pochi sanno dell’ammirazione di un giovane e modernista Samuel Beckett per i linguaggi di Sergej Ėjzenštejn; non è dunque un caso che scelga di affidarsi per la sua prima e unica realizzazione cinematografica al fratello di Dziga Vertov, Boris Kaufman, per la fotografia e all’egregio regista teatrale di origine russa Alan Schneider – affiancati ai densi silenzi del protagonista – nella messa in scena di questo breve e preziosissimo gioiello in motion. Inevitabile anche il parallelo con Totò e Pasolini, a riscattare la dignità dell’attore comico per i posteri e per l’eternità. Un approfondimento critico alla visione sarà curato da Patrizia Fusella, specialista della drammaturgia beckettiana, autrice e docente di Letteratura Inglese, che analizzerà il cortometraggio per il pubblico di Doppio Sogno XX/Remote Control.
KOYAANISQATSI: LIFE OUT OF BALANCE
Koyanisqaatsi è un documentario del 1982 che scatta l’istantanea dello stato del pianeta Terra in un preciso momento temporale – storico, geologico, tecnologico e spirituale –, secondo una formula narrativa che fu accolta come novità assoluta. Con un frenetico ritmo di montaggio, completamente diverso dal taglio dei documentari visti fino a quel momento – fra i quali quelli di Cousteau e Quilici erano certamente tra i più significativi – e il commento sonoro di Philip Glass, il documentario è una ricerca filosofica sulla condizione umana che indaga nel significato dell’esistenza, in relazione all’impatto che la dittatura antropica della scimmia umana ha sui territori dell’ecosistema e sulle altre specie viventi di questo “nostro” pianeta. Questo lungometraggio dal respiro universale, primo capitolo di una trilogia che il regista Godfrey Reggio dedica alla questione ambientale, è uno squarcio post-moderno sulla realtà dell’intero globo terrestre, quando appena si iniziava a parlare di riscaldamento globale, e certamente ha concorso a dare una scossa determinante alla successiva discussione sul clima, che determinò nel 1997 la ratifica del Trattato di Kyoto dove si intendeva operare per ridurre drasticamente le emissioni di CO2 nei successivi cinquant’anni. Sappiamo, col senno di poi, che il Trattato, al pari della voce di Cassandra, è stato largamente ignorato dalle potenze industriali mondiali e molto poco è stato fatto per la salvaguardia dei ghiacciai eterni: con l’attuale risorsa di Google Earth ciascuno può verificare lo stato reale della geofisica terrestre dove, assieme con sensibile riduzione delle aree verdi delle foreste, è sconvolgente osservare la completa scomparsa delle superfici ghiacciate del Polo Nord, ridotte alla sola Groenlandia, e quel che resta dei ghiacciai dell’Antartico e delle principali vette montuose di tutti gli altri continenti. Ciò è probabilmente da milioni di anni a questa parte la più catastrofica delle perdite per l’umanità e non può più essere ignorata. Come nei film di fantascienza hollywoodiani, siamo prossimi a essere protagonisti della prossima emergenza del pianeta azzurro – tra l’incombere dell’innalzamento dei mari e la desertificazione delle terre – a cui sarà difficile, per le generazioni a venire, trovare rimedio. Così, per questa ragione il film che conclude la sezione cinematografica della rassegna DoppioSognoXX/Remote Control – dedicata a una riflessione sulle ragioni e le conseguenze della pandemia causata dal Covid19 – è un invito ad aprire gli occhi sulla nostra realtà contingente, poco rosea, alle cui emergenze è necessario porre immediato rimedio fin da ora, per il bene di tutti i viventi, presenti e futuri. Koyaanisqatsi significa “condizione che richiede un altro stile di vita”.
  • Lunedì 6 luglio 2020| ore 21.00
Enrico Pieranunzi piano solo
plays MovieMusic
in collaborazione con SYNTH jazzin’zone
 Concerto davvero speciale quello che Pieranunzi darà a Villa Pignatelli:
il noto pianista interpreterà infatti alla sua maniera brani famosi da film altrettanto celebri.
Qual è il rapporto profondo tra i suoni e le immagini? Perché a volte di un film ricordiamo più la musica che il film stesso? Cosa aggiunge, o toglie, a ciò che vediamo su uno schermo, il commento musicale del compositore? Domande dalle risposte difficili generate dal connubio affascinante tra musica e “Settima Arte”, un’unione che spesso per il regista e il musicista si tramuta in una grande sfida ma che per nostra fortuna ha dato origine a memorabili sodalizi artistici (Fellini-Rota, Hitchcock-Herrmann, Morricone-Leone). Il Maestro Pieranunzi interpreterà temi scritti da compositori come Michel Legrand , Johnny Mandel, Charlie Chaplin (sì, il geniale uomo di cinema anglo-americano fu autore anche della musica di molti suoi film), Henry Mancini. Una parte cospicua della performance di Pieranunzi sarà naturalmente dedicata alle meravigliose musiche dei nostri Armando Trovajoli, Nino Rota, Ennio Morricone, le cui note evocheranno le immagini di quei film amati da tutti che hanno contribuito a formare il nostro immaginario collettivo. Per tutti gli eventi in programma saranno applicate le misure nazionali di sicurezza e prevenzione rischio contagio da COVID-19, pertanto è consigliato l’acquisto online sui portali: www.azzurroservice.net già disponibile per il concerto Paese mio bello e www.go2.it per Enrico Pieranunzi.
 Doppio Sogno un progetto a cura di Rosario Squillace, Lavinia D’Elia, Lorenza Pensato
in collaborazione con la Direzione regionale Musei Campania, diretta da Marta Ragozzino e con Villa Pignatelli, diretta da Fernanda Capobianco
direzione artistica Laura Angiulli
segreteria Roberta Tamburrelli Anna Fiorile Roberto Alvino
comunicazione Lorenza Pensato
ufficio stampa Simona Martino e Sarah Manocchio
grafica Solimena di Francesco Armitti
si ringrazia Rosanna Naclerio
biglietteria

AZIONI! + cinema: posto unico 5 euro
concerto PAESE MIO BELLO: 15 euro su Azzurro Service
concerto ENRICO PIERANUNZI: 20 euro su GO2
PRENOTAZIONE CONSIGLIATA!
contatti
t.+39 081425037
t.+39 081425824

 




Venica&Venica – Ripartite le degustazioni e le visite in cantina

Dolegna del Collio (Gorizia), 1 luglio 2020 – La natura non si è fermata. Anzi, i suoi colori quest’anno sono straordinari, «i vigneti sono rigogliosi, bellissimi». Proprio per questo è ora di «tornare a gioire di questa bellezza e di tornare a condividere libertà e qualità della vita».

Venica&Venica di Dolegna del Collio quest’anno celebra un importante anniversario, i 90 anni di vitivinicoltura a presidiare un territorio di confine, il Collio, e Ornella Venica presenta con entusiasmo la riapertura della Cantina alle degustazioni, dopo lo stop imposto dal virus. Si è ripartiti dal 27 giugno su prenotazione, un assaggio di una ripartenza completa a partire da luglio, anche con il Wine Resort.

Per un’azienda che ha la sua forza nei vini bianchi – l’85% della produzione – la perdita della stagione primaverile per il fermo del canale Horeca e la chiusura delle frontiere che non ha consentito l’arrivo degli ospiti stranieri nelle tradizionali feste di maggio e giugno è ormai un capitolo doloroso ma alle spalle, perché occorre guardare all’estate. L’altra stagione che invita a mescere un buon bianco. «Nelle ultime settimane c’è un po’ più di movimento, i ristoranti stanno ripartendo e confidiamo che con la riapertura dei confini i turisti d’oltre frontiera riprendano la via del Friuli», afferma la vignaiola.

La ripresa non è facile, sui ristoratori pesano per esempio i mancati incassi e i tempi per i saldi delle fatture rischiano di essere più lunghi, ma Venica&Venica sta guardando oltre ciò che è stato. Perciò è pronta a ridare a tutti il benvenuto pur con un’accoglienza rivisitata, per rispettare i protocolli anti-Covid e garantire all’ospite ogni sicurezza. «Cercheremo di confermare la degustazione come esperienza d’emozioni, nonostante la distanza sociale e le altre regole che oggi s’impongono», sottolinea Ornella, che agli ospiti continuerà a mettere in evidenza la biodiversità di cui le vigne di proprietà sono espressione e il trascorrere del tempo in una famiglia quasi centenaria, raccontato soffermandosi su alcuni particolari lungo il percorso in Cantina.

«In questo momento è fondamentale che tutti, aziende e istituzioni, facciano squadra per riaffermare la qualità e la sicurezza del nostro territorio e dei nostri prodotti – sottolinea l’imprenditrice -. Dobbiamo fare sistema perché, soprattutto all’estero, si rendano conto che il Friuli Venezia Giulia e l’Italia sono belli, sicuri e con una grande attenzione all’ambiente». Un aspetto, quest’ultimo, particolarmente caro al turismo verde e ai giovani che, sempre di più «sono interessati a un vino buono da bere e bello da pensare».




TEATRO VERDI GORIZIA : Dal 9 luglio il Teatro riparte con la rassegna Verdid’estate

Sei spettacoli teatrali musicali, per fare un viaggio tra i vari generi della musica, e quattro per i bambini, che più hanno sofferto durante il lock down: è quanto proporrà da giovedì 9 luglio l’edizione 2020 di Verdid’estate, la rassegna estiva del Teatro Verdi di Gorizia. Un’edizione particolare sotto tanti punti di vista, a cominciare dalla location scelta: a ospitare le dieci serate sarà infatti il Teatro stesso, per una precisa scelta del Comune, quella di consentire al pubblico di riappropriarsene. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 20.30, con un biglietto unico di ingresso a 3 euro, che potrà essere prenotato tramite l’apposito link sul sito del Teatro (http://www1.comune.gorizia.it/teatro/) o acquistato a partire da due giorni prima dello spettacolo in biglietteria dalle 17 alle 19, oltre che dalle 19 alle 20 la sera stessa della rappresentazione. Per consentire lo svolgimento della rassegna in sicurezza, gli spettatori avranno a disposizione 80 posti, tutti in Platea, in modo da consentire il distanziamento. Sarà obbligatoria la mascherina fino al momento in cui gli spettatori saranno seduti al loro posto e saranno forniti gel disinfettanti per le mani.

Il cartellone estivo, allestito dal direttore artistico, Walter Mramor, si aprirà giovedì 9 luglio con l’ensemble di prestigiosi artisti regionali #Voltalacarta, che proporrà Quello che non ho, spettacolo che nasce dal desiderio di raccontare Fabrizio De Andrè, a 20 anni dalla sua scomparsa, non solo dal punto di vista musicale, ma dell’artista a tutto tondo. Gli appuntamenti teatral musicali continueranno mercoledì 15 luglio con Swing all around del Gorni Kramer Quartet, che propone da quindici anni un repertorio di rilettura di brani del grande musicista e fisarmonicista scomparso nel 1995, oltre che di musiche legate all’età d’oro dello swing. I grandi classici dello swing italiano e americano saranno interpretati martedì 28 luglio dal trio vocale triestino tutto al femminile Les Babettes, in Cheek to cheek. Giovedì 6 agosto sarà la volta di Mirage del Baretè quartet, composto da musicisti con background musicali diversi che uniscono le loro personalità per elaborare composizioni originali, dove i suoni arcaici incontrano quelli moderni e i ritmi popolari si fondono con le armonie del jazz contemporaneo. Venerdì 28 agosto il mezzosoprano goriziano Romina Basso interpreterà Se la musica fosse il cibo dell’amore, un viaggio sentimentale nella musica delle corti seicentesche dall’Inghilterra all’Italia attraversando la Spagna. Martedì 8 settembre, nell’ambito della rassegna Nei suoni dei luoghi, la Camerata Laibach, ensemble cameristico sloveno composto da strumenti ad arco, porterà al Verdi Romantiche risonanze e colori europei.

Gli spettacoli del filone Young, per i più piccoli, saranno inaugurati martedì 21 luglio da Le quattro stagioni, di cui è protagonista un piccolo seme che aspetta di germogliare e che racconta i sempre sorprendenti avvenimenti che in ogni istante la natura offre. Lunedì 3 agosto Aladino e la lampada magica nella versione di Anà-Thema e Teatro della Corte di Udine affascinerà i mini spettatori. Martedì 25 agosto ne Il giardino del gigante il celebre racconto di Oscar Wilde farà riflettere sui temi della relazione, dell’amicizia e della necessità di aprirsi all’altro per conoscere e scoprire la bellezza della condivisione. La Contrada di Trieste racconterà martedì 1 settembre l’avventura di una ballerina di carillon che scende dal suo piedistallo in Sisì, Ottone e la cantina musicale.

Lo spirito di Verdid’estate è spiegato dal direttore artistico, Walter Mramor: “Ho pensato per Verdid’estate 2020 a un percorso tra i generi musicali: le sei serate che compongono il programma teatral-musicale spaziano dalla musica barocca alla musica romantica, dal jazz allo swing fino al cantautorato, con protagonisti artisti di spicco del nostro territorio – il mezzosoprano Romina Basso, il fisarmonicista Sebastiano Zorza, il trio femminile Les Babettes, il cantante Simone Bertogna, il Bareté Quartet – oltre a un’ospite dalla vicina Slovenia, l’ensemble d’archi Camerata Laibach, organizzato in collaborazione con Nei suoni dei luoghi. Sei eventi originali che ci immergono ognuno in una diversa atmosfera. Completano il programma quattro serate per i più piccoli, che hanno sofferto la chiusura imposta dalle misure di prevenzione, e possono ora rivivere la gioia del teatro dal vivo. Verdid’estate quest’anno si svolge in Teatro per una precisa scelta: offrire alla città e al pubblico la possibilità di riappropriarsi di questo meraviglioso spazio, ricominciare già quest’estate, a frequentare il teatro – in sicurezza e potendo godere del raffrescamento della sala. Vorrei terminare con un ringraziamento: questa rassegna è stata possibile grazie alla disponibilità e alla collaborazione degli artisti che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa. Il settore dello spettacolo è stato profondamente penalizzato dal lock down ed ora c’è bisogno di essere tutti uniti – artisti, pubblico, istituzioni – nella ripartenza”.

Il Teatro è uno dei luoghi simbolo di una comunità e il Verdi per Gorizia lo è a pieno titolo. Per questo lo riapriremo per gli spettacoli estivi, per permettere ai cittadini di riappropriarsene, godendo degli appuntamenti che abbiamo preparato in piena sicurezza. L’ amore per il teatro e la cultura è forte nella nostra città, come dimostrano anche i dati entusiastici ottenuti dalle stagioni artistiche degli ultimi anni, ed è quanto mai importante in momenti come quello che stiamo vivendo”, rimarca il sindaco, Rodolfo Ziberna. L’assessore comunale alla Cultura, Fabrizio Oreti, invita il pubblico a vivere la rassegna: “Nel rispetto delle norme in vigore, Gorizia è ripartita anche in ambito culturale. Dopo la riapertura del Castello, riparte anche con il teatro d’estate. Abbiamo pensato alla musica, alle famiglie e ai bambini che, assieme agli anziani, hanno sofferto maggiormente il blocco sociale dovuto dal covid-19. Presentare il cartellone estivo del Verdi è stata una corsa contro il tempo e la scelta di riaprire il Teatro va soprattutto nella direzione di riappropriarci degli spazi che siamo abituati a frequentare. Prima dello stop, il Verdi aveva registrato numeri, consensi e presenze che mai aveva avuto in precedenza e con gradualità vogliamo tornare a quei livelli perché, tra l’altro, il teatro produce prezioso indotto a favore del territorio. Ringrazio l’ottimo direttore artistico, Walter Mramor, che ancora una volta ha prodotto il miracolo. In questo senso il mio invito di “vivere” il Verdid’estate è rivolto a tutti i cittadini della città e del territorio”.




AL VIA “MONFALCONE ESTATE” Musica e teatro per un fine settimana ricco di appuntamenti

La rassegna “Monfalcone Estate”, promossa dall’Assessorato alla cultura del Comune di Monfalcone, si apre nelle piazze della città venerdì 3 luglio con il “Moca – Festival musicale internazionale”, la cui direzione artistica è firmata da Simone D’Eusanio. Si prosegue sabato 4 luglio con lo spettacolo teatrale di Tullio Solenghi “Dio è morto e neanch’io mi sento tanto bene. Le parole del genio Woody Allen immerse nella sua musica”. Domenica 5 luglio è la volta del “RockRevolution Summer live feat. RockHistory” a cura della scuola CAM Arte&Musica in collaborazione del Comune di Monfalcone, Caffè Municipio e la gioielleria Lo Scrigno.

Un inizio dedicato alla musica e al teatro – sottolinea l’Assessore alla Cultura, Luca Fasan – “che vuol essere solo un’anticipazione dell’intensa programmazione predisposta dall’Amministrazione in collaborazione alle tante Associazioni culturali che operano sul territorio monfalconese, puntando sulla qualità dell’offerta, la valorizzazione degli artisti locali e la garanzia della sicurezza per tutti i partecipanti”.

Il “Moca Festival”, giunto quest’anno alla sua terza edizione, nasce nel 2018 con l’intento di promuovere la musica emergente, dando contemporaneamente spazio ad artisti già affermati e di spessore nel panorama europeo. Una sua peculiarità è la varietà dei generi musicali tra cui si muovono le diverse formazioni: dal jazz al rock, passando per il blues, il reggae, il post-punk e il prog. Sotto la direzione artistica di Simone D’Eusanio e con la viva collaborazione dell’associazione Acsreos, il Moca vuole portare per le strade e i locali di Monfalcone musica di qualità, proponendo al pubblico brani esclusivamente inediti, valorizzando così il lavoro dei musicisti del nostro territorio, di tutta Italia e non solo. Il primo appuntamento a Monfalcone è fissato venerdì 3 luglio, con il seguente programma: ore 18.30, in Viale San Marco, FIORE (folk pop); ore 19.30 in Piazza Cavour, BENCAZZADADISCOPARTY2 (rock); ore 20.30 in Piazza Unità d’Italia, QUINTETO PORTEŇO (tango jazz).

Lo spettacolo teatrale di TULLIO SOLENGHI “Dio è morto e neanch’io mi sento tanto bene. Le parole del genio Woody Allen immerse nella sua musica” va in scena sabato 4 luglio, alle ore 21.30, in Piazza della Repubblica. Tullio Solenghi ci diletta con la lettura di alcuni esilaranti brani tratti dai libri di Woody Allen, coniugandoli con le musiche che hanno caratterizzato i suoi film più significativi, eseguite dal maestro Alessandro Nidi e dal suo Ensemble.

Si passerà così dai “Racconti Hassidici” alla parodia delle Sacre Scritture tratti da “Saperla Lunga” allo spassoso “Bestiario” tratto da “Citarsi Addosso”, intervallati da brani di George Gershwin, Tommy Dorsey, Dave Brubeck, con uno speciale omaggio al mentore di Woody, il sommo “Graucho Marx”, evocato dalla musica Klezmer.

Una serata in cui, in rapida carrellata, si alterneranno suoni e voci, musica e racconto in un’alternanza di primi piani a comporre un “montaggio” divertente e ipnotico.

RockRevolution, la trasmissione condotta da Gabriele Medeot su RaiRadioUno viene proposta in versione estiva e dal vivo ogni domenica di luglio sul palco di Monfalcone allestito in Piazzetta Unità d’Italia, con un ospite speciale da scoprire e ascoltare ogni volta. Domenica 5 luglio, alle 21.00, arriva CORTELLINO, cantautore premiato da Mogol, che in un’atmosfera psichedelica compone una poetica borderline tutta da scoprire.

f.z.




UDINE: Dal Rotary nuove tecnologie anti-contagio per l’Ospedale di Udine

Martedì 30  giugno alle ore 11.00, presso la sala riunioni del IV piano dell’Ospedale S. Maria Misericordia di Udine, si è tenuto l’incontro per la consegna, da parte dei Rotary Club della provincia di Udine, di due ecografi polmonari e di una barella ad alto bio-contenimento. La donazione rientra nell’ambito di un più ampio progetto, finanziato sempre dal Rotary, e volto a dotare la struttura ospedaliera udinese di una serie di tecnologie anti-contagio all’insegna della prevenzione dei pazienti e della sicurezza degli operatori sanitari, sia dentro che fuori dall’ospedale.

Presenti alla cerimonia Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASU FC), dott. Massimo Braganti, il Vicepresidente e Assessore alla salute, politiche sociali e disabilità, cooperazione sociale e terzo settore, delegato alla protezione civile, Riccardo Riccardi, e gli assistenti del Governatore Rotary della provincia di Udine, avv. Anna Fabbro e Otello Quaino, oltre ad alcuni delegati dei Club coinvolti nella donazione.

Investiamo oggi per affrontare le incognite future e per essere pronti a nuove eventuali sfide – ha dichiarato l’assistente del Governatore Rotary della provincia di Udine, avv. Anna Fabbro. – Nell’anno che, quasi profeticamente, era stato definito dal nostro Presidente internazionale quello ‘delle connessioni’, il Rotary ha voluto unire i suoi sforzi per arrivare ad agire con progetti d’impatto. La pandemia ci ha colto di sorpresa ma, dopo un primo momento di incredulità e sconforto, i 13 distretti regionali italiani che raccolgono oltre 900 Club, si sono uniti per moltiplicare il valore dei propri sforzi e predisporre a tempo di record un progetto volto a far fronte alla terribile emergenza sanitaria che il nostro Paese andava affrontando, ragionando sulla necessità di favorire la prevenzione e l’interruzione della catena dei contagi”.




MICHELE MANCIN: RIPARTENZA CON IL SORRISO PER MANCIN A MAGIONE

L’Individual Races Attack vede il pilota polesano, sulla Ferrari 458 Evo di Gaetani Racing, chiudere terzo di classe GT Cup e quattordicesimo assoluto.

Rivà (RO), 30 Giugno 2020 – Il mondo della velocità in salita si è finalmente rimesso in moto, seppur in un contesto del tutto anomalo, come la pista, e senza il calore del proprio pubblico.

I segni lasciati dal Coronavirus sono ancora ben presenti ma, nonostante questo, l’Individual Races Attack, andato in scena Domenica scorsa sul circuito di Magione, ha dato buoni riscontri, con una cinquantina di iscritti che si sono dati appuntamento sul tracciato perugino.

Una festa che, oltre ad essere stata strozzata dalle prescrizioni sanitarie, è stata funestata dalla scomparsa, per un malore quando si trovava nel paddock, di Pasqualino Amodeo.

Le mie più sentite condoglianze per la scomparsa di Pasqualino Amodeo” – racconta Mancin – “così come da tutta Gaetani Racing. Un pilota, un collega, che ci ha salutato vivendo sino all’ultimo momento la propria passione, quella per il mondo dei motori. Ciao Pasqualino.”

Michele Mancin, presentatosi ai nastri di partenza con la Ferrari 458 Evo di Gaetani Racing, si ritrovava a lottare in una classe ridotta a soli tre partenti ma con due termini di paragone importanti: Roberto Ragazzi e Maurizio Pitorri, entrambi sulle più evolute Ferrari Challenge 488.

Ecco quindi che il terzo gradino del podio in classe GT Cup, contornato dal quattordicesimo posto nella classifica generale, sono da considerarsi un risultato più che positivo, in virtù della progressione messa in campo dal pilota di Rivà, al debutto assoluto in quel di Magione.

Una prima sessione di prove libere, nella giornata di Sabato per prendere confidenza con il tracciato, veniva seguita dall’unica manche di libere, complice il malore accusato da Amodeo, ed il polesano iniziava a trovare le giuste misure con staccate e traiettorie di percorrenza.

In gara 1 Mancin cambiava decisamente ritmo, migliorando il proprio parziale di una decina di secondi, pur restando a debita distanza dal duo di testa.

Nella successiva tornata il portacolori della scuderia patavina migliorava ulteriormente, abbassando di due secondi il proprio score, confermando che la strada presa è quella giusta.

Non avevo mai corso in pista con la Ferrari 458 Evo” – sottolinea Mancin – “e non avevo mai visto prima il circuito di Magione. Era tutto nuovo quindi l’obiettivo era quello di togliersi la ruggine con la rossa e cercare di migliorare, con costanza, ma senza rischiare più del dovuto. Siamo scesi qui perchè il desiderio di ripartire era davvero tanto. Il risultato che abbiamo ottenuto ci appaga perchè siamo consapevoli di non poter competere oggi con nomi del calibro di Ragazzi e Pitorri, sia dal lato tecnico ma soprattutto per la differenza di esperienza di guida. La Ferrari 458 Evo è stata perfetta così come tutto il team, da Luca Gaetani a tutto lo staff di meccanici. L’unico neo riguarda il lato emotivo. Correre senza pubblico, quando siamo abituati a centinaia di appassionati che fanno il tifo per noi, è davvero triste. Diventa tutto più freddo. Anche le premiazioni, con un pilota alla volta che saliva a ritirare la coppa, lasciano molto amaro in bocca. Purtroppo dobbiamo portare pazienza ed affrontare questa situazione. Almeno ci siamo ritrovati, tra piloti ed addetti ai lavori, e questa è stata un’emozione indescrivibile.”




FEFF 22 – Il programma di mercoledì 1 luglio

Il FEFF 22 rende affettuosamente omaggio al grande Obayashi Nobuhiko con il suo eccentrico, mistico, psichedelico testamento spirituale: Labyrinth of cinema. Un’esperienza unica!

Labyrinth of Cinema

 

La sesta giornata del Far East Film Festival 22, oltre a proporre un incredibile viaggio nelle ombre dell’adolescenza (il filippino Edward) e un originalissimo dramma romantico (il sudcoreano Vertigo), ci riporta al 1979. Ci riporta, cioè, all’assassinio del presidente sudcoreano Park con due titoli: la versione restaurata della controversa commedia nera The President’s Last Bang, di Im Sang-soo, e la spy-story mozzafiato The Man Standing Next, di WOO Min-ho. Stesso tema, sguardi completamente diversi: un modo per approfondire una pagina della storia recente…

Il grande protagonista di oggi, tuttavia, è uno e uno soltanto: stiamo parlando di Obayashi Nobuhiko, Obi per gli amici e gli ammiratori, volato via lo scorso aprile e premiato a Udine con il Gelso d’oro alla carriera nel 2016. Il FEFF 22 gli rende omaggio presentando (fuori concorso) il suo ultimo, eccentrico, capolavoro: Labyrinth of Cinema, un vero e proprio testamento artistico di 180 minuti. Un film psichedelico, sperimentale, mistico, super bizzarro. Un’esperienza davvero unica, teorica e spirituale, per uno dei maggiori maestri del cinema giapponese contemporaneo di cui sentiremo fortemente la mancanza.

Potremmo dire, per intenderci, che Obayashi costruisce Labyrinth of Cinema un po’ come Dante aveva costruito la Divina Commedia: un’opera d’arte totale e finale, in cui riversare (affinandole artisticamente, per quanto possibile) tutte le idee e tutte le suggestioni formali di un’intera vita… «Immaginare la luna – diceva Obi – è meglio che fare una passeggiata sulla sua superficie. I film sono un mezzo per ricordare, non per registrare. Mi piacciono i documentari perché cercano di rivelare la verità su un argomento senza riuscirci appieno e penso che l’ironia di questo fatto sia molto interessante. I documentari hanno qualcosa dell’amore non corrisposto, mentre i film sono l’innamoramento puro, che non chiede nulla in cambio. È un amore unilaterale». Già questa è una meravigliosa lezione di cinema.

Tutta la giornata minuto per minuto

Ore 10.30 – Diretta streaming

Introduzione live alla sesta giornata. Il consulente del FEFF Darcy Paquet dialogherà con Jeon Gye-soo , regista di Vertigo.

Ore 11.00

Vertigo

Regia di JEON Gye-soo
(Corea del Sud, 2019)
La vertigine che attanaglia Seo Young non è solo una patologia. È essere intrappolata in una società sessista e arrivista. Le cose cambiano quando incontra il lavavetri Kwon-Woo.

Ore 14.40 – Diretta streaming

FEFF Talk

Una chiacchierata live sul cinema orientale.

Ore 15.00

Labyrinth of Cinema

Regia di OBAYASHI Nobuhiko
(Giappone, 2019)
Un cinema si trasforma in una macchina del tempo per tre giovani attori… Dal genio surrealista di Obayashi, una travolgente esperienza visiva e sensoriale. Un film psichedelico, eccentrico, mistico.

Ore 18.00 – Con breve introduzione live

Edward

Regia di Thop NAZARENO
(Filippine, 2019)
La vita grottesca di Edward, un ragazzo che vive in ospedale al capezzale del padre. Un viaggio nelle ombre nere dell’adolescenza e nell’incubo di un intero paese.

Ore 18.30 – Diretta Instragram

MasterFEFF – L’Asia in una ricetta
Sul canale del FEFF (@fareastfilm) un cuoco al giorno, un piatto al giorno. Per viaggiare dentro i segreti dell’Oriente gastronomico.

Ore 20.45 – Diretta streaming

Red carpet

Introduzione live alla serata.

Ore 21.00

The President’s Last Bang

Regia di IM Sang-soo
(Corea del Sud, 2005/restored version, 2019)
Nel 1979 il presidente sudcoreano Park viene ucciso da un’improvvisata congiura di palazzo. Una controversa commedia nera che mescola fatti veri e finzione.

Ore 23.00 – Con breve introduzione live

The Man Standing Next

Regia di WOO Min-ho
(Corea del Sud, 2020)
Una ragnatela di intrighi per un’avvincente spy story: una catena di eventi porterà all’omicidio del presidente Park il 26 ottobre 1979.