PREMIO HEMINGWAY 2020, DOMANI 26 GIUGNO STREAMING ORE 18 E 21 SU PREMIOHEMINGWAY.IT

Entra nel vivo il Premio Hemingway 2020 con due grandi dialoghi che festeggiano lo scrittore israeliano David Grossman, vincitore per la Letteratura, e l’astronauta ESA Samantha Cristoforetti, vincitrice nella categoria “Testimone del nostro tempo”. Appuntamento domani, venerdì 26 giugno, alle 18 sul sito premiohemingway.it con lo streaming del dialogo che vedrà protagonista Grossman, intervistato dal presidente di Giuria Alberto Garlini. Sarà l’occasione per ritrovare, in una dimensione confidenziale e coinvolgente, una delle voci più rappresentative della letteratura mondiale contemporanea: per approfondire il suo pensiero, e il suo sentire, all’indomani della tragica pandemia che ha colpito il pianeta. L’incontro sarà liberamente accessibile, e lo streaming sarà attivo anche sui social del Premio Hemingway, e inoltre sui siti pordenonelegge.it e lignano.org di Fondazione Pordenonelegge e Comune di Lignano, e social collegati. La cerimonia di premiazione si svolgerà, sempre online sui siti elencati, sabato 27 giugno dalle 18.30. Il Premio Hemingway 2020 è promosso dal Comune di Lignano Sabbiadoro con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso la consolidata collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge. INFO: premiohemingway.it

Alle 21, i riflettori si sposteranno su un altro dialogo che si preannuncia imperdibile: quello con l’astronauta ESA Samantha Cristoforetti, premiata «per averci fatto guardare la Terra da un’altra prospettiva, che non è solo quella dello spazio, ma soprattutto quella dei sogni. Per averci insegnato che le imprese spaziali non appartengono solo a chi le vive in prima persona, ma sono il frutto della collaborazione da parte di tanti Paesi che mettono insieme una sapienza scientifica, industriale e anche artigianale, e che l’avventura del singolo è anche l’avventura del genere umano». Samantha Cristoforetti devolverà il Premio in acquisto copie del suo libro “Diario di un’apprendista astronauta” (La nave di Teseo), che verranno donate alle scuole di Lignano. Importante segnalare che i diritti del libro sono interamente devoluti all’Unicef.  Per quasi sette mesi, dal 23 novembre 2014 all’11 giugno 2015, Samantha Cristoforetti è stata in orbita attorno alla Terra sulla Stazione Spaziale Internazionale. Per arrivare alla rampa di lancio ci sono voluti anni di coraggio, di preparazione tecnica e scientifica, passati con le valigie in mano fra continenti, lingue e culture. Nel 2009 è entrata a far parte del Corpo Astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea e nel 2012 è stata assegnata alla Spedizione 42/43, la missione Futura dell’ASI, sulla Stazione Spaziale Internazionale. I suoi 200 giorni nello spazio e l’esperienza condivisa anche attraverso i social sono ripercorsi nel Diario di un’apprendista astronauta, edito La nave di Teseo. Un racconto che sarà al centro del dialogo in programma il domani, insieme alle anticipazioni sui progetti futuri: «ci auguriamo che il successo del lancio del veicolo spaziale SpaceX favorisca una più regolare pianificazione dei voli anche per gli astronauti europei – spiega l’astronauta – Il mio prossimo lancio dovrebbe essere calendarizzato nel giro di un paio d’anni e pur avendo molto apprezzato il veicolo russo Soyuz sarei lieta di poter volare su un’ astronave diversa per il mio secondo volo. Per raggiungere la stazione spaziale utilizzerò probabilmente anch’io lo SpaceX Dragon, o forse in alternativa lo Starliner di Boeing che è attualmente in fase test in volo. Dopo una lunga attesa che dura dal 2015, finalmente potrà tornare nello spazio: il luogo di cui ho avuto forse più nostalgia nella mia vita, proprio perché lasciandolo sappiamo che potrebbe non essere più accessibile». Nel frattempo sono numerosi i progetti che impegnano attualmente Samantha Cristoforetti: «nell’ambito di una collaborazione internazionale stiamo lavorando alacremente alla costruzione di una piccola stazione spaziale che orbiterà intorno alla luna, il Gateway: il modulo abitativo principale di questa stazione orbitante sarà a guida europea. Gli Stati Uniti, in merito, hanno una timeline piuttosto ambiziosa, l’obiettivo è riatterrare sulla luna entro il 2024. Volare su Marte è un traguardo invece meno attuale per le missioni umane, ma stiamo lavorando parecchio alle missioni robotiche: in sinergia con la NASA, progettiamo di portare a terra per la prima volta, intorno al 2028 – 2030, alcuni campioni di suolo marziano».

David Grossman (Gerusalemme, 1954), noto per il suo impegno in favore di una soluzione pacifica della questione palestinese, è uno dei più grandi narratori contemporanei. È diventato un caso letterario nel 1988 con Vedi alla voce: amore, seguito da Il libro della grammatica interioreCi sono bambini a zigzagChe tu sia per me il coltelloQualcuno con cui correreCol corpo capiscoA un cerbiatto somiglia il mio amoreCaduto fuori dal tempo e Applausi a scena vuota, vincitore del prestigioso Man Booker International Prize nel 2017, infine La vita gioca con me. Suoi sono anche alcuni celebri libri inchiesta dedicati alla questione palestinese: Il vento gialloUn popolo invisibileCon gli occhi del nemicoLa guerra che non si può vincere. Nata a Milano nel 1977 e cresciuta a Malé (TN), Samantha Cristoforetti ha conseguito una laurea magistrale in Ingegneria meccanica con indirizzo aerospaziale all’Università Tecnica di Monaco di Baviera, dopo un periodo di studio Erasmus a Tolosa e un anno di ricerca per la tesi a Mosca. Dal 2001 ha frequentato l’Accademia Aeronautica, conseguendo una laurea di primo livello in Scienze aeronautiche. Ha ottenuto il Brevetto di Pilota Militare negli Stati Uniti ed è poi stata assegnata al 51° Stormo di Istrana su velivolo AM-X.




GELSO BIANCO PER LA MIGLIOR OPERA PRIMA Ecco i nomi dei tre giurati e i titoli dei 13 film in concorso!

Nuovi autori, nuovi registi e, ovviamente, nuova giuria: la sezione del Far East Film Festival dedicata alla miglior opera prima rappresenta un viaggio nel viaggio. Il dato è prezioso davvero: 13 dei 38 film in concorso, su 46 titoli complessivi, sono debutti. Un autentico tesoro! Un autentico vivaio di cineasti asiatici del futuro che hanno fatto di tutto per approdare a Udine e che Udine ha fatto di tutto per arruolare.

Ai tradizionali Audience Awards per il miglior film, il Gelso d’oro assegnato dal pubblico e il Gelso nero assegnato dagli accreditati Shogun (il corrispettivo internettiano dei gloriosi Black Dragon!), si aggiunge quindi anche quest’anno il Gelso bianco assegnato da tre giurati. Una “sognatrice” e due “sognatori” che hanno deciso, affettuosamente e coraggiosamente, di prendere parte alla rivoluzione digitale del FEFF 22: lei da New York, loro da Roma e da Londra! Ma andiamo a conoscerli da vicino…

 La Frances Hui è curatrice del Dipartimento Cinema del Museum of Modern Art (MoMA) di New York, in cui è entrata nel 2015. Al MoMA ha organizzato retrospettive sui registi Lee Chang-dong, Andrey Zvyagintsev, Pedro Almodóvar, Tsai Ming-Liang, Lau Kar-leung, Tomu Uchida e sui direttori della fotografia Mark Lee Ping-Bing e Mahmoud Kalari. Ha curato anche rassegne sul cinema latinoamericano e filippino. Dal 2016  Hui fa parte del comitato di selezione per il festival New Directors / New Films, organizzato dal MoMA e da Film at Lincoln Center, ed è co-presidentessa dell’edizione 2020 del festival.

 Leopoldo Santovincenzo, in Rai dai primi anni ‘90, coordina dal 2008 l’area programmazione editoriale di Rai 4 (per cui ha anche ideato il magazine Wonderland). È autore e regista di numerose produzioni televisive tra cui FellinianaHeimat. La macchina del tempo di Edgar ReitzPasolini 1975, Federico e gli Spiriti. Ha pubblicato saggi nei volumi Guida alla letteratura noir (2019), La cura Shakespeare (2016), Riscritture. La traduzione nelle arti e nelle lettere (2013), Storie del Cinema Italiano (2005-2007), Dizionario critico dei film (Enciclopedia Treccani/Cineteca di Bologna, 2002-2003).

 Mark Adams è scrittore e consulente di festival cinematografici. Dal 2015 al 2019  è stato direttore artistico dell’Edinburgh International Film Festival. È stato per quattro anni redattore e critico cinematografico responsabile per la rivista cinematografica Screen International e critico cinematografico per Variety, The Hollywood Reporter e Moving Pictures International. Saltuariamente scrive ancora di cinema per i giornali britannici e ha lavorato a lungo nell’industria cinematografica. E’ stato inoltre direttore del settore Cinema all’Institute of Contemporary Arts (ICA) di Londra e prima ancora responsabile della programmazione al prestigioso National Film Theatre, sempre a Londra, per sei anni.

 

Ideato da IdeaPrototipi, il Gelso Bianco per la miglior opera prima – ricordiamo – sarà annunciato in diretta streaming alle 23.00 del 4 luglio, assieme a tutti gli altri vincitori della ventiduesima edizione. 

LE OPERE IN CONCORSO PER IL GELSO BIANCO:

 

An Insignificant Affair di NING Yuanyuan (Cina)

 

My Prince Edward di Norris WONG (Hong Kong)

 

colorless di KOYAMA Takashi (Giappone)

 

Soul di Emir EZWAN (Malaysia)

 

Victim(s) di Layla JI (Malaysia)

 

Beasts Clawing at Straws di KIM Young-hoon (Corea del Sud)

 

The Closet di KIM Kwang-bin (Corea del Sud)

 

Crazy Romance di KIM Han-kyul (Corea del Sud)

 

Exit di LEE Sang-geun (Corea del Sud)

 

Kim Ji-young, Born 1982 di KIM Do-young (Corea del Sud)

 

Lucky Chan-sil di KIM Cho-hee (Corea del Sud)

 

Detention di John HSU (Taiwan)

 

I WeirDO di LIAO Ming-yi (Taiwan)

 

 E.L.




GLI EVENTI TORNANO IN CASTELLO A UDINE CON UDINE VOLA

Grande musica e teatro in un calendario di ben otto eventi live nell’estate di Udine con la rassegna Udine Vola 2020, giunta alla sesta edizione, contenitore di eventi che animerà lo splendido contesto del Castello di Udine fra luglio e agosto.

 

Annunciato oggi il calendario della rassegna, che partirà ufficialmente con il concerto di Massimo Ranieri artista italiano fra i più amati di sempre, capace di vendere oltre 14 milioni di dischi nel mondo, che porterà in Castello il suo pluripremiato one man show “Sogno e Son Desto”. L’evento, originariamente previsto per il 17 marzo al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, si terrà invece nella nuova data di venerdì 31 luglio nella nuova venue del Castello. I biglietti già acquistati rimangono validi per la nuova data. Il 4 agostosarà la volta de I Musici di Francesco Guccini, la band di super musicisti che ha guidato Francesco Guccini lungo tutta la sua carriera, e che continua ora a portarne avanti l’opera e il messaggio. Terzo appuntamento con un’altra icona della musica italiana, Peppino Di Capri, live a Udine l’8 agosto, un’occasione per ammirare un personaggio strepitoso – fu l’unico italiano a salire sul palco dei The Beatles nella storica tournée italiana – e ascoltare successi come “Roberta”, “Champagne”, “Let’s twist again”, “St. Tropez twist”, “Nun è peccato”, tra gli altri. Serata interamente dedicata al mito dei Pink Floyd sarà poi quella del 19 agosto, con il concerto dei Pink Sonic, fra le più quotate tribute band europee, capaci di ridare vita alle sonorità e atmosfere dei mostri sacri Gilmour e Waters.  Il 22 agosto sarà la volta del maestro del trasformismo internazionale Arturo Brachetti, protagonista a Udine di un particolarissimo incontro dal titolo “Arturo racconta Brachetti”, dove l’artista si racconta in una serata speciale fatta di confidenze, ricordi e viaggi fantastici e le mille fantasie di un ragazzo che voleva diventare regista o papa, che prendono vita in un’intervista frizzante al confine tra vita privata e palcoscenico. Sarà come entrare nel dietro le quinte della vita di Arturo Brachetti, parlando dei suoi debutti, dei viaggi intorno al mondo, della vita quotidiana, delle “mille arti” in cui eccelle e altro ancora. Il sesto appuntamento del calendario vedrà sul palco Morgan, polistrumentista e cantautore che, assieme alla band #Voltalacarta, proporrà lo spettacolo “Dentro e fuori Faber”. L’evento, originariamente previsto per il 5 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, si terrà invece nella nuova data di giovedì 27 agosto in Castello. I biglietti già acquistati rimangono validi per la nuova data. Il migliore alternative rock italiano sarà invece di scena il 28 agostocon il ritorno in regione dei Marlene Kuntz, storica formazione guidata da Cristiano Godano, che si esibirà sul palco presentando una scaletta fatta di tutti i grandi classici della band rivisitati in chiave acustica. A chiudere la rassegna, il 29 agosto, sarà il concerto in piano solo di un altro artista molto amato dal pubblico italiano,Marco Masini, che proprio nel 2020 festeggia i 30 di carriera con un concerto in piano solo dove il pubblico potrà ascoltare tutti i suoi più grandi successi, da “T’innamorerai” a “Bella Stronza”, da “Ci vorrebbe il mare”, a “L’uomo volante”.

Il ritorno della musica dal vivo nella bellissima cornice del Castello di Udine, la cui facciata rivolta sul piazzale è da poco tornata allo splendore originario, è una vittoria per tutti i friulani e una rivincita per i professionisti che lavorano nel mondo della cultura e dello spettacolo, che in questi mesi hanno dovuto annullare decine di eventi –  ha commentato il sindaco di Udine Pietro Fontanini –  Il Castello è poi il simbolo della friulanità, alla quale dobbiamo guardare soprattutto in questa fase, ricordando sempre chi siamo e ciò di cui siamo capaci. Un grazie va alla Zenit Srl, ad Azalea, alla Regione e a PromoTurismoFVG per avere saputo fare squadra assieme al Comune di Udine rendendo possibile questo straordinario programma che saprà attirare anche quest’anno turisti e appassionati di musica e di arte da oltre confine”.

Il nostro impegno – dichiarano l’assessore alla cultura, Fabrizio Cigolot, e il collega assessore al turismo, Maurizio Franzè quello di rendere la città sempre più attrattiva e ricca di eventi, per i nostri concittadini, per i visitatori e per i turisti. “Udine sotto le stelle” sta procedendo con grande successo ed ora si arricchisce di eventi musicali di prestigio e di sicuro richiamo, che valorizzano, giustamente, gli artisti italiani. Le difficoltà organizzative sono aumentate, per la necessità di rispettare le misure di prevenzione e protezione dal Coronavirus, ancor più encomiabile risulta, perciò, lo sforzo compiuto degli organizzatori nel portare sul Castello di Udine, cuore della città e simbolo del Friuli, un così rilevante numero di spettacoli di qualità“.

I biglietti per tutti gli spettacoli saranno in vendita online su Ticketone.it e in tutti i punti vendita del circuito a partire dalle 12.00di venerdì 26 giugno. Info, prezzi e punti autorizzati su www.azalea.it. La rassegna “Udine Vola 2020” è organizzata da Zenit srl, in collaborazione con Comune di Udine, Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG e inclusa nel calendario eventi di Udine Estate 2020.

UDINE, Castello – Inizio spettacoli 21.30

UDINE VOLA 2020

MASSIMO RANIERI – 31 luglio

I MUSICI DI FRANCESCO GUCCINI – 4 agosto

PEPPINO DI CAPRI – 8 agosto

PINK SONIC – 19 agosto

ARTURO racconta BRACHETTI – 22 agosto

MORGAN e #VOLTALACARTA – 27 agosto

MARLENE KUNTZ – 28 agosto

MARCO MASINI – 29 agosto




PREMIO HEMINGWAY 2020 A DAVID GROSSMAN: “ISRAELIANI E PAESTINESI DEVONO PARLARSI.

Permetterci di essere più indulgenti e più affettuosi. Più umani”: è l’auspicio dello scrittore israeliano David Grossman, Premio Hemingway 2020 per la Letteratura, in vista di una società umana post pandemica. Le sue dichiarazioni sono un’anticipazione tratta dal dialogo che terrà venerdì 26 giugno, alle 18, in streaming sul sito premiohemingway.it: un’intervista condotta dallo scrittore Alberto Garlini, presidente di Giuria del Premio. «Dopo avere vissuto un’esperienza così traumatica, che ha distrutto tutto ciò che davamo per scontato, dovremmo essere un po’ più modesti riguardo alle nostre aspettative, più comprensivi gli uni con gli altri – osserva ancora Grossman – Per un po’ potremmo mettere da parte la nostra naturale aggressività, l’ostilità e la diffidenza. Quanto a me: durante il coronavirus volevo fare due cose: scrivere libri per bambini, per essere infuso di speranza e di gioia di vita. E ne ho scritti due. E volevo leggere libri, ma solo libri che fossero più vecchi di me». Grossman sarà premiato sabato 27 giugno alle 18.30: la cerimonia si svolgerà sempre online, sul sito premiohemingway.it e inoltre sui social del Premio Hemingway, sul sito e i social di pordenonelegge (pordenonelegge.it) e del Comune di Lignano Sabbiadoro (lignano.org). Il Premio Hemingway 2020 si apre domani, giovedì 25 giugno alle 18 su premiohemingway.it, con l’intervista a Guido Guidi condotta dallo storico della fotografia Italo Zannier, ed è promosso dal Comune di Lignano Sabbiadoro con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso la consolidata collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge.

«Devo ammettere: di solito le persone ritornano alle loro vecchie modalità, ai luoghi che conoscono, ai vecchi comportamenti – spiega ancora Grossman –  Forse, però, dopo questo choc, dopo avere provato quanto siamo fragili, quanto sia breve la vita e limitato ogni tipo di potere, dopo esserci resi conto che eravamo più attaccati al denaro che al nostro tempo, spero che alla fine un po’ di questo ci resterà, almeno ancora per qualche mese. E che quando torneremo alla nostra vita abituale, alla nostra routine, ci ricorderemo ciò che abbiamo passato, il buio che ha gravato su di noi, e forse questo, voglio sperare, influirà sul nostro comportamento, sul rapporto con gli altri».

Dallo scrittore israeliano arriva anche una dichiarazione appassionata di solidarietà e di affetto per l’Italia: «sin dall’inizio dell’esplosione del virus – racconta Grossman – chi ama l’Italia ha seguito con grande apprensione e con dolore gli sviluppi della pandemia. Per me l’Italia ha un legame così profondo con le cose belle, con le belle persone che ho conosciuto, col calore della gente, con la generosità e la bellezza di ogni singolo paesaggio. E il pensiero che ora, su tutto questo, grava la pesante nube della pandemia, che tante persone ancora muoiono, tante perdono il lavoro e soffrono, è davvero molto doloroso, e lo seguiamo come se stesse accadendo da noi, nel nostro Paese. Spero davvero che il nostro prossimo incontro sarà più normale, più umano, da persone reali: che potrò vedervi negli occhi, stringervi la mano e potremo sorridere insieme, che potremo comportarci come la gente dovrebbe comportarsi».

 

Il premio Hemingway 2020 è stato assegnato a David Grossman “per i romanzi carichi di sensibilità e ricchi di un’immaginazione che si dispiega pagina dopo pagina in architetture romanzesche perfette e innovative, fino alle pieghe più nascoste, sofferte e vive dell’animo umano. I suoi personaggi ci sorprendono perché sanno andare oltre i propri limiti e le proprie inibizioni, sanno soffrire, parare i colpi che arrivano dal passato, rinnovarsi, rinascere e imparare a far proprio un linguaggio affettivo nuovo per guardare l’altro – e se stessi – sotto una luce diversa”. Del suo ultimo libro, “La vita gioca con me” (Mondadori) Grossman ricorda: «Tutto è iniziato un giorno, quando è squillato il telefono di casa e c’era questa donna, con una voce molto decisa, e ha detto “David”, mi ha chiamato così, con l’accento di Ben Gurion, il nostro leggendario primo ministro, e poi ha iniziato a parlarmi e a raccontarmi di lei. E la storia della sua vita era una delle storie più incredibili che avessi mai sentito. Ho scritto questa storia ispirandomi alla vera storia di una donna straordinaria, Eva Panic Nahir, che viveva in un kibbutz in Israele. Se il libro che scrivo non mi trasforma, per me non ha scopo scriverlo. Non accade con ogni libro, purtroppo, ma con molti libri è successo: li scrivo e poi, d’improvviso, capisco qualcosa. Solo attraverso la scrittura lo capisco».

 

E sull’eterna questione legata al suo Paese, Grossman commenta: «Si parla sempre di come Israele e la Palestina, di come le narrative dei due popoli si scontrino tra loro, e io odio questa parola, “narrativa”, penso che la narrativa sia una storia umana che si è congelata, che è morta. Il mio desiderio di scrittore è quello di riuscire ad ammorbidirla, a massaggiarla per renderla meno rigida, meno legnosa, per darle movimento. Senza movimento non c’è vita. Ed è questo che mi auguro che la mia scrittura riesca sempre a fare.  Da anni in Israele non abbiamo più un dialogo interno, abbiamo solo accuse reciproche, violenza reciproca e sospetto, tra israeliani e israeliani, tra parti diverse, tra destra e sinistra, tra sfera religiosa e secolare, tra vecchi arrivati e nuovi arrivati. Il dialogo è morto tra questi gruppi. Se non c’è dialogo, non c’è ideologia. Qualcuno potrebbe dire che, tutto sommato, nel 2020 non abbiamo bisogno di ideologie. Invece io credo che ne abbiamo un grande bisogno, forse più di prima, perché ci sentiamo così sradicati e fragili, talmente soli. Dobbiamo parlare con i palestinesi, dobbiamo avviare delle trattative, dobbiamo cambiare la situazione, altrimenti rimarremo intrappolati in questa guerra infinita per sempre. Ma ci sono sempre più agenti di violenza e di ostilità tra i due popoli e ogni giorno sempre meno agenti di pace. E quegli agenti di guerra non faranno che generare sempre più guerra. Perché conoscono solo quella, questo è il loro DNA, il DNA della guerra, dell’odio e del sospetto. La forza che mi ha attratto mentre scrivevo è il potere del dialogo: il dialogo che con molta prudenza e con dolore rivela segreti, segreti che sono oscuri, dolorosi e terribili, ma che d’un tratto, una volta eliminati dai polmoni, ti fanno tornare a respirare».  La Giuria della 36^ edizione del Premio Hemingway è composta dagli scrittori Alberto Garlini (Presidente) e Gian Mario Villalta, con lo storico della fotografia Italo Zannier, il sindaco del Comune di Lignano Sabbiadoro Luca Fanotto e il presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, ed è operativa in sinergia con l’Assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia Tiziana Gibelli e l’Assessore alla Cultura del Comune di Lignano Ada Iuri.  Insieme a David Grossman sono stati premiati quest’anno l’astronauta dell’ESA Samantha Cristoforetti, lo storico Alessandro Barbero e il Maestro della fotografia Guido Guidi.

David Grossman (Gerusalemme, 1954), noto per il suo impegno in favore di una soluzione pacifica della questione palestinese, è uno dei più grandi narratori contemporanei. È diventato un caso letterario nel 1988 con Vedi alla voce: amore, seguito da Il libro della grammatica interioreCi sono bambini a zigzagChe tu sia per me il coltelloQualcuno con cui correreCol corpo capiscoA un cerbiatto somiglia il mio amoreCaduto fuori dal tempo e Applausi a scena vuota, vincitore del prestigioso Man Booker International Prize nel 2017, infine La vita gioca con me. Suoi sono anche alcuni celebri libri inchiesta dedicati alla questione palestinese: Il vento gialloUn popolo invisibileCon gli occhi del nemicoLa guerra che non si può vincere.




TEATRO MIELA : MUSICA, NEL SEGNO DEI GRANDI FRANCESI CHIUDE IL FESTIVAL “PLAYING BEETHOVEN A TRIESTE

ALL’INGRESSO TERMOSCANNER, SANIFICANTI E MASCHERINE PER
TUTTI. IN PLATEA LE MISURE PER IL DISTANZIAMENTO.

TRIESTE – Gran finale per il festival “Playing Beethoven” di Chamber Music Trieste, di scena
al Teatro Miela di Trieste: giovedì 25 giugno, con doppia replica alle 18 e alle 20.30,
l’appuntamento è con il Trio Sossai – Dalsass – Bolla, in un programma dedicato a Francis
Poulenc, con la Sonata per violino e pianoforte, e a Claude Debussy, con la Sonata per
violoncello e pianoforte Trio in sol maggiore. Tre grandi musicisti sono riuniti nell’Ensemble
noto per rileggere suggestivamente i grandi compositori classici: sono il violinista Dino Sossai, il
violoncellista Marco Dalsass e il pianista Michele Bolla. Anche in questo caso il concerto troverà un
valore aggiunto nella preziosa Camera Acustica che Chamber Music ha realizzato, con Suono
Vivo, per racchiudere in un piacevole colpo d’occhio i musicisti in scena, e valorizzare l’acustica di
ogni performance. Curato dalla musicologa Fedra Florit, direttore artistico di Chamber Music, il
Festival prevede termoscanner all’ingresso del teatro, gel disinfettante e mascherine da utilizzare
durante il concerto, disposizione dei posti secondo le misure di distanziamento. “Playing
Beethoven” è sostenuto dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e da Mibact, Comune di
Trieste, Iniziativa Centro – Europea, Banca Mediolanum, Itas Assicurazioni, Suono Vivo – Padova
e Zoogami. Dettagli e aggiornamenti sul sito www.acmtrioditrieste.it
La Sonata per violino e pianoforte di Poulenc, completata nel 1942, proietterà il pubblico,
attraverso l’asprezza tragica del primo e dell’ultimo movimento, nelle atmosfere della Francia
occupata e della memoria di Federico Garcia Lorca, assassinato dai franchisti nel 1936, e
attraverso il profilo ritmico tagliente accompagnerà verso l’Intermezzo spagnoleggiante. Il Trio in
Sol maggiore di Debussy si articola in quattro movimenti: si tratta di una composizione scoperta
solo di recente, nel 1986, denota una poetica ed un’espressività lontane dall’iconografia
“impressionista” di Debussy, che d’altra parte aveva solo 18 anni quando, nel 1880, compose
questa partitura in pieno Tardo Romanticismo, dunque assai prima che il Novecento iniziasse a
frantumare i linguaggi dell’arte. Sempre di Debussy sarà eseguita la Sonata in re minore, fra i
capolavori dell’ultimo periodo del compositore: un modo per apprezzare l’evoluzione del suo stile
dagli albori alla piena maturità.
Dino Sossai, violinista del Quartetto “Quadro Veneto”, ha collaborato in qualità di prima parte o
solista con importanti compagini orchestrali italiane ed estere, al Teatro alla Scala di Milano, al
Teatro La Fenice di Venezia, al Teatro Lirico di Cagliari, al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste,
all’Orchestra della Fondazione “Arturo Toscanini” di Parma, alla Mahler Chamber Orchestra,
all’Orchestra di Stato di Sumen (Bulgaria). Marco Dalsass ha partecipato a prestigiosi festival
quali Toulone, Scheveningen, Festival Pucciniano di Torre del Lago e altri. La collaborazione con
prestigiose formazioni cameristiche lo ha portato ad esibirsi anche al Festival di Salisburgo, Salle
Pleyel di Parigi, Avery Fisher Hall (Lincoln Center) di New York, Ravinia Festival di Chicago,
Tanglewood – Boston, Teatro Teresa Carreno di Caracas, Scala di Milano. Dal 1991 suona con il
Trio d’Archi di Venezia. Michele Bolla con il Quartetto “Quadro Veneto” ha vinto importanti premi
in concorsi internazionali di musica da camera (Osaka Chamber Music Competition, Premio Trio di
Trieste, Concorso Internazionale Città di Pinerolo) e si è esibito in Italia e all’estero. Ha collaborato
con solisti e cantanti di fama internazionale, prime parti soliste dei maggiori Teatri italiani e
importanti direttori d’orchestra.

E.L.




Da sabato 27 giugno AL VIA A ROMANS D’ISONZO “MUSICA D’ESTATE 2O2O”, IL FESTIVAL DELLA RIPARTENZA

ROMANS D’ISONZO – Un festival musicale come segno di ripartenza e di buon auspicio. Il mondo della cultura si rimette in moto, a Romans d’Isonzo: coordinato dall’assessorato comunale alla cultura, finanziato dalla Regione e promosso dalle associazioni Leggermente e Simularte, con la preziosa collaborazione di Liberatorio d’arte e Centro Giovani MeetYou, il ciclo “Musica d’estate 2020” si aprirà questo sabato, 27 giugno, e offrirà poi due ulteriori appuntamenti, tutti di alto livello e tutti all’aperto, per garantire il massimo rispetto delle disposizioni anti-contagioL’ingresso sarà gratuito, per offrire alla cittadinanza un momento di leggerezza dopo un periodo di estrema difficoltà. «Una ritrovata occasione di socialità e di intrattenimento di qualità – dichiara l’assessore comunale alla cultura Alessia Tortolo – dopo una lunga fase forzatamente priva di eventi: ora possiamo finalmente riassaporare, pur con la cautela che il frangente impone, lo spirito di comunità».

Il debutto della rassegna sarà accolto, alle 21 di sabato 27 appunto, dallo spazio sul retro del palasport comunale, in via Atleti Azzurri d’Italia: “Maldalsabida“, questo il titolo della performance, sarà “inno” a un Friuli pronto a esplodere in un canto anarchico e liberatorio.

Aida Talliente

In scena un gruppo di noti e qualificati musicisti, Federico Tavan, Novella Cantarutti, Leo Zannier (voci), Aida Talliente, voce e giocattoli sonori, Leo Virgili, chitarra e theremin, Roberto Amadeo, al basso, Marco D’Orlando, alla batteria, e Flavio Passon alle tastiere.

Il secondo appuntamento è in calendario per il sabato successivo, 4 luglio, nuovamente alle 21, orario valido anche per l’ultima data:  il Loris Vescovo Quartet si esibirà nell’incantevole cornice della Corte di Casa Versa, a Versa di Romans d’Isonzo, in via Gorizia. Con l’occhio nostalgico dei geografi dell’Ottocento, il quartetto esplorerà “luoghi di suoni e parole, a cavallo fra tradizione e tradimento”. A Vescovo (voce, chitarra e ukulele) si affiancheranno Leo Virgili, chitarra elettronica e cori, Massimo Silverio (violoncello, basso elettrico, cori) e Nicholas Remondino, alla batteria.

Tappa conclusiva di “Musica d’estate 2020” sabato 11 luglio, nel parco di Villa del Torre, in via Latina: protagonista sarà un ensemble di particolare raffinatezza e valore, il Brassevonde, che si propone di diffondere e dunque di valorizzare la conoscenza della musica per gruppi di ottoni, patrimonio estremamente ricco, variegato e interessante, eppure ancora poco noto al grande pubblico. I performers saranno  Andrea Picogna, Enrico Tavano, Gianni Dordolo, Massimo Degano (trombe), Alessandra Rodaro e Nicola Fattori (corni), Gianpietro Zanini, Marco Maiero e Federico Marazzi (tromboni), Aldo Martinuzzi e Massimo Tomadini (tube).

La prenotazione è obbligatoria, in quanto i posti a sedere sono limitati, nel rispetto delle misure di sicurezza volte a contenere la pandemia: gli interessati possono inviare una mail all’indirizzo bibliotecaromans@gmail.com o chiamare il numero 0481 90555. In caso di pioggia i concerti saranno annullati.




Jazz & Wine in Montalcino: nel segno della speranza e della fiducia. Dal 30 luglio al 2 agosto

Il Festival Jazz & Wine, la rassegna musicale fortemente voluta dall’azienda Banfi e dal Comune di Montalcino (SI) con la storica collaborazione della famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma, è pronto per celebrare la sua XXIII edizione consecutiva ponendosi così, di diritto, nel ristretto novero dei festival musicali più interessanti e longevi d’Europa.

Il festival, nato nel 1998 con l’intento di unire e far vivere insieme due delle passioni più intime ed intense, la musica jazz ed il vino di qualità, porterà nel territorio di Montalcino alcuni tra i più apprezzati interpreti della musica italiana ed internazionale e lo farà, stavolta, con un progetto itinerante, toccando alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio ilcinese, complice la temporanea indisponibilità della Fortezza di Montalcino, storico palcoscenico del Jazz & Wine.

 

Si inizia giovedì 30 luglio, nella suggestiva cornice del Castello Banfi, con di NICK THE NIGHTFLY. La storica voce di Radio Monte Carlo presenterà il progetto “Be yourself” assieme suo quintetto, per una notte che si annuncia trascinante e di grande atmosfera.

Venerdì 31 luglio, sempre a Castello Banfi, la tromba di FABRIZIO BOSSO e il pianoforte di JULIAN OLIVER MAZZARIELLO offriranno “Tandem”, un incontro perfetto tra due musicisti che trascende le regole delle classiche collaborazioni. In 17 anni il loro rapporto di fraterna amicizia e l’approccio con la musica, totalmente libero dagli schemi, accrescono il loro sodalizio, fino a farli diventare una sola voce.

Nell’incredibile scenario dell’Abbazia di Sant’Antimo, sabato 1 agosto il trio italo-argentino, composto da PEPPE SERVILLO, JAVIER GIROTTO e NATALIO MANGALAVITE, presenta “PARIENTES” un viaggio nei ricordi, nelle persone, nell’immaginario di un popolo migrante che ha dato vita ad un’altra cultura e, nel contempo, ha preservato la propria portandovi nuova linfa. Uno spettacolo trascinante, fatto di intense musiche, di storie e di esperienze di vita, per una notte da non perdere, impreziosita da un palcoscenico allestito in un luogo unico ed irripetibile.

Gran finale all’insegna della voce domenica 2 agosto quando sul palco di Jazz & Wine, predisposto per l’occasione nella suggestiva Piazza del Popolo di Montalcino, arrivano le sonorità latine di ROSALIA DE SOUZA e del suo quintetto. Voce internazionale, la cantante brasiliana presenterà “Il Brasile che mi piace”, uno spettacolo in cui propone i brani che l’hanno resa apprezzatissima interprete nei suoi tre lustri di carriera.

La direzione artistica, come ormai da anni, è firmata da Paolo Rubei (Alexanderplatz di Roma) che, con passione e competenza, prosegue nel percorso musicale tracciato dal compianto padre Giampiero, ispiratore e ideatore di questo unico festival musicale.

 

Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45.

Informazioni  Banfi 0577 840111 – marketing@banfi.it (anche prenotazioni per i concerti di Castello Banfi)

 




ESTATE TEATRALE VERONESE Verona, dal 18 luglio al 21 settembre 2020 LXXII° edizione

La settantaduesima edizione dell’Estate Teatrale Veronese presenta, dal 18 luglio al 21 settembre, un ricco programma di teatro, danza e musica che confermano Verona un punto di riferimento nel panorama culturale nazionale.

Nata nel 1948 per volontà del Comune di Verona per rendere omaggio a William Shakespeare e sottolinearne il legame con la città scaligera, presente in Romeo e Giulietta, ne La Bisbetica domata e ne I due gentiluomini di Verona, Estate Teatrale Veronese, realizzata dal Comune di VeronaAssessorato alla Cultura con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Veneto con la collaborazione di Arteven, si conferma appuntamento imprescindibile nel panorama culturale nazionale. Al Teatro Romano, sede storica del festival che accoglierà 9 prime nazionali e 5 coproduzioni, si aggiungono quest’anno il Chiostro di Santa Eufemia e Forte Gisella, due suggestive location che ospiteranno progetti legati ai giovani e agli spettatori più piccoli.

Il programma della settantaduesima edizione, a cura del nuovo direttore artistico, Carlo Mangolini, propone, dal 18 luglio al 21 settembre, un cartellone ricco e variegato, che annovera, fra gli ospiti, Claudio Bisio, Paolo Rossi, Chiara Francini, Isabella Ferrari, Sergio Rubini, Chiara Lagani, Melania Mazzucco, Babilonia Teatri con Paola Gassman e Ugo Pagliai, Alessio Boni e Michela Cescon, Marco Tullio Giordana, Vinicio Capossela, Vasco Brondi, Raphael Gualazzi, Paolo Fresu, Musica Nuda e per la danza Cristiana Morganti, Silvia Gribaudi e Chiara Frigo.

E’ con grande gioia che mi trovo a presentare questa nuova stagione – afferma l’Assessore alla Cultura Francesca Briani – e i motivi sono molteplici. In primo luogo è il segno tangibile di un ritorno alla normalità di cui tutti noi sentiamo gran bisogno dopo i mesi di difficoltà che abbiamo dovuto affrontare. Riuscire a presentare un cartellone nel contesto attuale non era scontato e il fatto che Verona si presenti con un programma di 38 appuntamenti diversi, distribuiti lungo l’arco di due mesi, dimostra ancora una volta la centralità che la nostra città occupa in ambito culturale, non solo a livello regionale ma anche nazionale. Abbiamo, inoltre, voluto valorizzare e sostenere i professionisti del territorio perché dopo mesi di blocco delle attività era necessario dare un segnale concreto di aiuto. Il progetto Professione Spettacolo Verona ha consentito a 19 realtà professionali veronesi tra prosa, danza e teatro di venire inserite nel programma del festival. Riprendere il filo della socialità, dello stare insieme per godere della bellezza dei luoghi e della passione degli artisti è una priorità alla quale non possiamo e non vogliamo rinunciare”.

Aggiunge il direttore artistico Carlo Mangolini Mai avrei pensato di dover immaginare la mia prima stagione da direttore artistico in una situazione “extraordinaria” come quella che stiamo vivendo da quando questo nemico invisibile ha stravolto completamente, le nostre vite. L’eccezionalità del momento fa del cartellone 2020 un “unicum”, un programma che non potrà essere paragonato a nient’altro, per la determinazione con cui abbiamo voluto farlo ma anche per le condizioni senza precedenti nelle quali siamo chiamati a realizzarlo. Ci siamo dovuti adeguare a nuove disposizioni, a un diverso rapporto tra palco e platea, ma per farlo non abbiamo abdicato alla qualità, anzi abbiamo chiesto ai diversi artisti coinvolti, attori, danzatori e musicisti, di essere nostri sodali e compagni di strada, accettando la sfida di trasformare i limiti in opportunità.”

La programmazione dedicata al TEATRO si suddivide in due sezioni, CLASSICHE PAROLE, nella doppia accezione di antiche e quotidiane, e il FESTIVAL SHAKESPEARIANO, nucleo centrale del festival, con progetti inediti nei contenuti, centrati sulla riscrittura drammaturgica e, ovviamente, adeguati nei formati al post Covid.

Tre spettacoli saranno presentati nel Teatro Romano, nell’anteprima festival nel mese di luglio.

Per la sezione CLASSICHE PAROLE inaugura il festival, in prima nazionale, (sabato 18 luglio, ore 21), Claudio Bisio con un progetto realizzato assieme a Gigio Alberti a partire dal libro di Federico Baccomo “Ma tu sei felice?”, nato durante il lockdown come format a metà tra la lettura teatrale e la serie web. Isabella Ferrari sarà in scena con Fedra, venerdì 24 luglio, di Ghiannis Ritsos, uno dei più importanti poeti ellenici del XX secolo. Un monologo di grande intensità che trova nell’interpretazione di Isabella Ferrari una preziosa e appassionata dimensione di sogno poetico. Ultimo appuntamento prima della ripresa a settembre, un’altra grande prima nazionale. Venerdì 31 luglio Paolo Rossi apre il FESTIVAL SHAKESPEARIANO con Stand up Shakespeare, stravolgendo il genio di Stratford per divertirsi e divertirci con quella vena di lucida follia che rende ogni sua incursione sul palco un autentico happening dagli esiti imprevedibili.

Attesissima prima nazionale, venerdì 11 settembre, per Ugo Pagliai, Paola Gassman e i Babilonia Teatri che portano in scena un “Romeo e Giulietta” che dal testo shakespeariano distilla i soli dialoghi tra i due innamorati, sovrapponendoli ad una sorta di autobiografia essenziale e quotidiana di due mostri sacri del teatro italiano come Paola Gassman e Ugo Pagliai. Ultimo spettacolo della sezione CLASSICHE PAROLE, sabato 12 settembre, Fuga a tre voci. Marco Tullio Giordana, acclamato regista e scrittore, porta in scena l’appassionante carteggio fra la poetessa Ingeborg Bachmann e il musicista tedesco Hans Werner Henz. A dare corpo e anima ai due artisti ci saranno Alessio Boni e Michela Cescon. Martedì 15 settembre la scrittrice Melania Mazzucco affida a Vanessa Scalera, la celebre “Imma Tataranni” televisiva, la sua versione della “Storia di re Lear” per rintracciare le radici di quella vicenda fino al momento in cui si incrocia con William Shakespeare. Prima nazionale, mercoledì 16 settembre per Chiara Francini e Andrea Argentieri, premio UBU 2019, diretti da Chiara Lagani in L’amore segreto di Ofelia. Steven Berkoff compone una folgorante versione in forma epistolare del mito di Amleto, 39 lettere d’amore, brevi monologhi che esplorano i meandri della relazione fra Amleto e Ofelia appena suggeriti da Shakespeare. Chiara Lagani, regista della compagnia di ricerca Fanny&Alexander, usa l’innata comicità di Chiara Francini per esaltare prima l’impaccio e poi l’ardire nello scrivere all’amato, lasciando affiorare le diverse temperature emotive di un testo che, dietro l’apparenza aulica, cela trappole di crudo realismo. E’ infine un monologo originale, Macbeth solo, creato da Sergio Rubini a partire dai passi più significativi del celebre dramma quello che sarà in scena martedì 15 settembre. L’autore sceglie di trasformare tutti i personaggi dell’opera in proiezioni del protagonista, sue voci interiori, interpretazioni dei più diversi stati d’animo.

Completano il programma del teatro un fitto calendario realizzato dalle compagnie teatrali veronesi per P.S.V. Professione Spettacolo Verona che inaugura lunedì 20 luglio con La Bancarotta di Goldoni realizzata da Cantieri Invisibili per la regia di Matteo Spiazzi e Love Death Match, il mondo poetico dei sonetti shakespeariani ambientato nel Chiostro di Santa Eufemia dal regista Giorgio Sangati per il Teatro Stabile del Veneto, entrambi in prima nazionale.

La sezione musicale del festival realizzata in collaborazione con IMARTS International Music and Arts definisce un ricco reticolato di suoni e suggestioni. Il cartellone 2020 offre una panoramica di artisti italiani, originali interpreti della scena pop, folk, indie e jazz articolati in 3 rassegne che si alternano e susseguono sul palco del Teatro Romano.

Il programma di RUMORS ILLAZIONI VOCALI, curato da Elisabetta Fadini, porta a Verona i suoni del presente con alcuni dei musicisti più interessanti del panorama musicale da Raphael Gualazzi (venerdì 4 settembre) voce elegante, musicista poliedrico che sa catturare il pubblico e portarlo nel suo mondo musicale raffinato e pop, a Vasco Brondi che, archiviata l’esperienza con “Le luci della centrale elettrica”, prosegue il suo percorso cantautorale che lo ha reso un’autentica star della scena indipendente italiana (sabato 5 settembre), fino a Vinicio Capossela che porta in città, lunedì 7 settembre, “Pandemonium” spettacolo ispirato a“Bestiario D’Amore”, piccola opera composta di 4 brani di ambientazione trobadorica che conclude il viaggio nel medioevo fantastico di “Ballate per uomini e bestie” affrontando l’ultimo e il più grande dei misteri della natura umana: l’amore. VERONA JAZZ, al Teatro Romano, presenta invece tre serate omaggio. Martedì 1 settembre il trombonista Mauro Ottolini, assieme alla cantante Vanessa Tagliabue Yorke, propone un programma dedicato allo swing italiano. Mercoledì 2 settembre Paolo Fresu, il più importante trombettista italiano, omaggia Chet Baker, mentre il pianista Enrico Pieranunzi domenica 6 settembre costruisce una serata in musica per celebrare il genio di Federico Fellini. L’ultima sezione s’intitola VENERAZIONI ed è dedicata invece ai temi del femminile. In programma il raffinato minimalismo di Musica nuda, Il tributo a Mia Martini a 25 anni dalla scomparsa.

La DANZA porta in scena IL CORPO DISTILLATO, magari in dialogo con lo spazio, con la musica, spesso eseguita dal vivo, con i limiti che il distanziamento sociale impone, costringendo il danzatore a condividere con gli spettatori l’esperienza vivificante della solitudine scenica. Un programma di soli che riunisce alcune artiste italiane capaci di raccontarsi sul palco per quello che sono, in una sorta di diario a cuore aperto offerto al pubblico.

Martedì 8 settembre, in prima nazionale, Laura Corradi riflette sulla straordinarietà di questo momento in Andrà tutto bene, nuova produzione di Ersilia Danza creata per il festival. Un progetto coreografico nato durante il lockdown con il quale Laura Corradi evoca l’eccezionalità che siamo stati costretti a vivere. Mercoledì 9 sarà il momento di un focus sul percorso artistico di Camilla Monga e sull’indagine che sta portando avanti rispetto al rapporto tra coreografia e composizioni originali. In questo caso il dialogo è con il produttore, sound designer e videoartista LSKA per il primo lavoro “Dire” e con la musicista e sound designer Federica Furlani per il secondo “Habitus”. Giovedì 10 sarà invece il momento per presentare, in un’unica serata, due lavori che sintetizzano al meglio il percorso dell’Associazione Zebra, struttura orizzontale che riunisce attorno alle coreografe Chiara Frigo e Silvia Gribaudi alcuni artisti della danza contemporanea. Sarà l’occasione per mettere in dialogo “Himalaya Drumming” e “R.osa”, due diverse visioni poetiche che alternano il rigore delle simmetrie coreografiche e la leggerezza di una danza che trova nell’ironia un’insolita profondità. Sabato 19 Cristiana Morganti, con l’accordo e il sostegno della Pina Bausch Foundation Wuppertal, in Moving with Pina, ripercorre la sua straordinaria esperienza a fianco di Pina Bausch a 11 anni dalla scomparsa della coreografa.

Oltre al Teatro Romano la danza sceglie anche le suggestioni del Chiostro di Sant’Eufemia grazie a progetti ambientati che vedono protagoniste per P.S.V. alcune realtà veronesi, con un’attenzione in più anche al tema della “diversità”, fisica e generazionale.

Per informazioni e approfondimenti www.estateteatraleveronese.it




Parasite: la versione in bianco e nero in anteprima speciale per il FEFF 22!

La proiezione farà da apripista al Far East Film Festival, giovedì 25 giugno, all’Arena Loris Fortuna di Udine, a Milano, a Monza, a Pordenone e a Trieste.

Parasite

Parasite, una commedia nera che diventa una commedia… in bianco e nero? Magie del cinema. Se poi la commedia di cui stiamo parlando è anche uno dei film più famosi e più premiati degli ultimi anni, allora la magia raddoppia!

Giovedì 25 giugno un gradito evento cinematografico farà da apripista al Far East Film Festival 22, atteso online dal 26 giugno al 4 luglio: il ritorno in sala di Parasite, nella versione in bianco e nero, voluta personalmente da Bong Joon-ho.

Il film, grazie alla stretta collaborazione tra il FEFF, il Comune di Udine e l’Academy Two, inaugurerà ufficialmente la stagione estiva dell’Arena “Loris Fortuna” a Udine, con una proiezione speciale alle 21.30 (in caso di pioggia, ci si sposta al Visionario). A questa anteprima italiana si uniranno, come omaggio al FEFF, anche l’Anteo Palazzo del cinema di Milano, il Capitol Anteo spazioCinema di Monza, il Cinemazero di Pordenone e l’Ariston di Trieste.

«Sarà molto affascinante – commenta lo stesso Bong Joon-ho – osservare come cambia l’esperienza visiva degli spettatori. Io ho guardato due volte la versione in bianco e nero e mi ha fatto pensare a una favola. A una storia di altri tempi». E ancora: «Tutti i registi sperano, con un pizzico di vanità, che i propri film diventino dei classici. E noi, cioè io e i registi della mia generazione, quando pensiamo a un classico… lo pensiamo sempre in bianco e nero!».

Con quattro Oscar e la Palma d’Oro vinta a Cannes nel cassetto, il thriller sociale con cui Bong ha reso popolarissimo il nuovo cinema coreano si è guadagnato lo status di cult movie a velocità supersonica. Quanto ci metterà a guadagnare lo status di classico?

L’edizione digitale del FEFF avrà www.mymovies.it come base operativa e un line-up di 46 film provenienti da 8 paesi (Cina, Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud, Giappone, Filippine, Indonesia e Malesia). Alcuni titoli saranno disponibili worldwide, alcuni solo per il territorio europeo e alcuni solo per l’Italia. Le prime mondiali saranno 4, le prime internazionali saranno 10, quelle europee saranno 11 e quelle italiane saranno 17. La campagna accrediti è in pieno svolgimento.

 




Cinema in collina: proiezioni gratuite a cura del Reggio Film Festival

In attesa della nuova edizione, in programma a novembre, al via un ciclo di quattro serate di presentazione di cortometraggi presso la Cooperativa Agricola Biodinamica La Collina, luogo ricco di bellezza e di senso etico.

Dal 4 all’8 novembre è in programma il diciannovesimo Reggio Film Festival: un’edizione che verrà realizzata con la precisa volontà di offrire, in un anno difficile per tutti, un evento al contempo piacevole e di qualità superando le molte Barriere che tutti ci troviamo a vivere quotidianamente e che la Direzione Artistica ha individuato come titolo-tema del 2020. Nella stessa precisa direzione si muove Cinema in collina, ciclo di quattro serate ad ingresso libero e gratuito di presentazione di cortometraggi internazionali proposti nelle passate edizioni del Festival, in programma presso la Cooperativa Agricola Biodinamica La Collina a Codemondo, a pochi chilometri da Reggio Emilia, a partire da venerdì 26 giugno alle ore 21.30.

La serata di apertura, dedicata alle Storie dalla Terra, prevede anche la presentazione di All inclusive, cortometraggio vincitore di numerosi premi internazionali e della 18a edizione del Reggio Film Festival nonché l’incontro con Alice Rotiroti, regista del cortometraggio Mezzagiornata -che verrà presentato in anteprima- dedicato a Carola Rackete e alle vicende della Sea Watch 3, occorse esattamente un anno fa. Dopo il dialogo con la regista, sarà proiettato il corto.

La Cooperativa Agricola Biodinamica La Collina si propone di occuparsi di chiunque si trovi in situazione di disagio con particolare attenzione alle tossicodipendenze, nella convinzione che attraverso il lavoro e le attività educative sia possibile il superamento dell’emarginazione. La Cooperativa si propone di promuovere sviluppare una tecnica agricola rispettosa dell’ambiente e della terra, coscienti che la terra con i minerali, le piante e gli animali è un grande organismo vivente della cui vita l’uomo è responsabile.

«La Collina è un’esperienza straordinaria che mette in relazione l’armonia del lavoro con l’ascolto della terra e dei suoi frutti» racconta Alessandro Scillitani, Direttore Artistico del Reggio Film Festival

Alessandro Scillitani

«Per questo la rassegna di cortometraggi sarà incentrata soprattutto su opere legate ai temi ambientali, all’antropocene e alla salvaguardia del pianeta. In questo periodo così difficile per tutti è davvero una rinascita pensare di poter finalmente, nel rispetto delle regole per la sicurezza, presentare il cinema dal vivo. Sarà bello farlo in un luogo-simbolo del rispetto della natura e dell’ascolto della Terra».

Prima e dopo la proiezione sarà possibile degustare i prodotti tipici della Collina, prenotandosi al numero 377 0274967.

Prossimi appuntamenti: venerdì 3, 10 e 17 luglio.

La Cooperativa Agricola Biodinamica La Collina si trova in via Teggi 38 a Codemondo (RE).

Info sul Reggio Film Festival: http://www.reggiofilmfestival.it/.

Info su La Collina: https://www.cooplacollina.it/.