Scade il bando del Premio Andrea Parodi, l’unico in Europa per la world music

ULTIMI GIORNI PER IL BANDO DEL PREMIO ANDREA PARODI, L’UNICO IN EUROPA PER LA WORLD MUSIC

APERTO AD ARTISTI DI TUTTO IL MONDO, SCADENZA 31 MAGGIO

Andrea Parodi

Ultimi giorni per iscriversi al “Premio Andrea Parodi”, l’unico contest in Europa dedicato alla world music. Il bando di concorso, disponibile su www.fondazioneandreaparodi.it , scadrà infatti il 31 maggio. È aperto come sempre ad artisti di tutto il mondo e l’iscrizione è gratuita. Per partecipare occorre inviare due brani, non strumentali, che siano identificativi di un intero progetto artistico che rientri nell’ambito della world music. I brani possono essere già stati pubblicati.

Le finali della 13a edizione, con la direzione artistica di Elena Ledda, sono programmate dall’8 al 10 ottobre, come sempre a Cagliari.

La manifestazione è nata per omaggiare un grande artista come Andrea Parodi, passato dal pop d’autore con i Tazenda a un percorso solistico di grande valore e di rielaborazione delle radici, grazie al quale è diventato un riferimento internazionale della world music, collaborando anche con artisti come Al Di Meola e Noa. Fra l’altro i finalisti del contest dovranno eseguire un suo brano, scelto insieme all’organizzazione.

Nei giorni scorsi intanto è stato pubblicato il video di “Ruzaju” interpretato dai vincitori del Premio Andrea Parodi nel 2016, i Pupi di Surfaro, e realizzato col patrocinio della Fondazione Parodi. Il video è disponibile all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=Enb5utzukG4&feature=youtu.be

Il brano, uno dei più significativi del repertorio di Andrea Parodi (che lo aveva scritto con Michele Pio Ledda e Gianluca Corona), compare in origine nell’album inciso con Elena Ledda, “Rosaresolza”.

IL CONTEST

Le domande di iscrizione al Premio Andrea Parodi devono essere inviate, appunto entro il 31 maggio 2020, tramite il format presente su www.fondazioneandreaparodi.it (per informazioni: fondazione.andreaparodi@gmail.com ).

Dovranno contenere:

– 2 brani (2 file mp3, provini o registrazioni live o realizzazioni definitive, anche già pubblicate; indicare con quale dei due brani si intende gareggiare);

– testi ed eventuali traduzioni in italiano dei due brani;

– curriculum artistico del concorrente (singolo o gruppo);

Tra tutte le iscrizioni una Commissione artistica istituita dalla Fondazione selezionerà, in maniera anonima, da otto a dodici finalisti, che si esibiranno a Cagliari in ottobre davanti a una Giuria Tecnica (formata da addetti ai lavori, autori, musicisti, poeti, scrittori e cantautori) e a una Giuria Critica (giornalisti). Entrambe le giurie, come negli scorsi anni, saranno composte da autorevoli esponenti del settore.

Di grande interesse i bonus per il vincitore, fra cui una serie di concerti e di partecipazioni ad alcuni dei più importanti festival italiani di musica di qualità nelle edizioni del 2021: dall’“European jazz expo” in Sardegna a Folkest in Friuli, dal Negro Festival di Pertosa (SA) e allo stesso Premio Parodi, ma anche in altri eventi che saranno man mano annunciati. Oltre a questo, avrà diritto a una borsa di studio di 2.500 euro. Al vincitore del premio della critica andrà invece la realizzazione professionale del videoclip del brano in concorso, a spese della Fondazione Andrea Parodi.

Inoltre negli ultimi anni, grazie ad un bando del NUOVOIMAIE vinto dal Premio Parodi (progetto realizzato con i fondi dell’art.7 L. 93/92), il vincitore o uno dei finalisti del contest ha avuto la possibilità di realizzare un tour di 8 date in tutta Italia.

Le precedenti edizioni sono state vinte nel 2019 dalla Fanfara Station (Tunisia, Usa, Italia), nel 2018 da La Maschera (Campania), nel 2017 da Daniela Pes (Sardegna), nel 2016 dai Pupi di Surfaro (Sicilia), nel 2015 da Giuliano Gabriele Ensemble (Lazio), nel 2014 da Flo (Campania), nel 2013 da Unavantaluna (Sicilia), nel 2012 da Elsa Martin (Friuli), nel 2011 da Elva Lutza (Sardegna), nel 2010 dalla Compagnia Triskele (Sicilia), nel 2009 da Francesco Sossio (Puglia).

Partner della manifestazione sono, oltre ai festival succitati: Jazzino, Premio Bianca d’Aponte, Premio Loano per la Musica Tradizionale Italiana, Mare e Miniere, Mo’l’estate Spirit Festival, Fondazione Barùmini, Labimus (Laboratorio Interdisciplinare sulla musica dell’Università degli studi di Cagliari, Dipartimento di lettere, lingue e beni culturali), Consorzio Cagliari Centro Storico, Boxofficesardegna, Peugeot Mario Seruis Automobili.

Media partner sono Rai Radio Tutta Italiana, Rai Sardegna, Tiscali, Radio Popolare, Unica Radio, Sardegna Uno, Televisione Ejatv, Sardegnaeventi24.it, Il giornale della musica. Blogfoolk, Folk Bulletin, Mundofonías (Spagna), Petr Dorůžka (Rep. Ceca), Concertzender Nederland (Olanda).

Il Premio Andrea Parodi è realizzato dall’omonima Fondazione grazie a: Regione autonoma della Sardegna (Fondatore), Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Assessorato del turismo, artigianato e commercio; Fondazione di Sardegna; Comune di Cagliari (patrocinio e contributo); NUOVOIMAIE; SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori; Federazione degli Autori.

Per maggiori informazioni:

fondazione.andreaparodi@gmail.com

ufficio stampa: Monferr’Autore




REMO ANZOVINO per FRIDA KAHLO mercoledì 27 maggio in streaming alle ore 21:30 il viaggio nella canzone Yo Te Cielo

REMO ANZOVINO

YO TE CIELO – VIAGGIO NELLA CANZONE PER FRIDA

IL DIARIO SONORO – PAGINA SPECIALE

MERCOLEDÌ 27 MAGGIO 2020, ore 21:30

IN STREAMING SU FACEBOOK https://www.facebook.com/remoanzovino

© Simone Di Luca

Con 500.000 visualizzazioni e più di 12.000 emozionanti commenti del pubblico, il “Diario Sonoro” di Remo Anzovino si è affermato come un format davvero originale, ideato durante il lockdown dal compositore e pianista che attraverso la fantasia, la musica e i suoi racconti, ha guidato migliaia di persone in viaggi immaginifici nei luoghi che non abbiamo potuto vivere in quelle settimane.

Conclusosi lo scorso 2 maggio, a ridosso della “fase 2”, a grande richiesta Anzovino ha realizzato una puntata speciale, unica ed esclusiva, del Diario Sonoro che andrà in streaming alle ore 21:30 di mercoledì 27 maggio sulla sua pagina Facebook ufficiale (https://www.facebook.com/remoanzovino): “Yo Te Cielo – Viaggio nella canzone per Frida Kahlo”.

Il viaggio della fantasia, questa volta ci porterà in Messico, nella casa di Frida, che seppe trasformare il dolore nel capolavoro che è stato la sua vita, per scoprire da vicino la favola della canzone “Yo Te Cielo”, la dichiarazione d’amore in musica e parole del compositore per Frida Kahlo (videoclip https://www.youtube.com/watch?v=xsqWpd8VsBs)

Sarà un viaggio emozionale a bordo del mio pianoforte – racconta Anzovino – ricco di sorprese e documenti inediti, che farò assieme al mio pubblico e alla cantante Yasemin Sannino e il trombettista Flavio Boltro, due grandi artisti, ospiti speciali di questo viaggio, che hanno reso unico il brano, tema portante della colonna sonora scritta da Anzovino per il docufilm “Frida. Viva La Vida”, diretto da Giovanni Troilo e prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital. L’album della colonna sonora fa parte di “Art Film Music”, il box set celebrativo pubblicato da Sony Masterworks in tutto il mondo con i 5 CD delle colonne sonore di Anzovino per “La Grande Arte al Cinema” (http://smarturl.it/anzovinobox)

Nel weekend appena trascorso Anzovino è stato tra i protagonisti di “Piano City Milano Preludio 2020”, l’anteprima del più importante festival di pianoforte in Italia, esibendosi in live streaming dal Volvo Studio a Milano per il suo primo evento non da casa. Ora il compositore e pianista, già Nastro D’Argento 2019, è pronto a continuare il viaggio dell’immaginazione dal vivo, assieme al suo pubblico che potrà farlo con lui dal vero, nei suoi concerti che saranno una esperienza emozionale irripetibile e mai come ora capace di rendersi collettiva.

Contatti Remo Anzovino:

Booking Concerti Italia: International Music and Arts – Elisa Sitta – elisa.sitta@internationalmusic.it

Booking Concerti Worldwide and Co-management: New Age Productions – Claudio Angeli – info@newageproductions.it

Management: VignaPR srl – Luigi Vignando – luigi.vignando@gmail.comtel.: (+39) 340 3731626

Puntate precedenti del Diario Sonoro (format audiovisivo originale ideato e scritto da Remo Anzovino, senza alcuna finalità commerciale):

 




TEATRO GIOVANNI DA UDINE RIMBORSO BIGLIETTI SPETTACOLI ANNULLATI

Udine, 25 maggio 2020 – Novità per quanto riguarda i titoli d’ingresso relativi agli spettacoli della Stagione 2019/20 del Teatro Nuovo Giovanni da Udine annullati a causa dell’emergenza Coronavirus.

Secondo le nuove disposizioni di legge, infatti, possono ora essere rimborsati tramite voucher anche i biglietti e gli abbonamenti riferiti ai seguenti appuntamenti:

  • Opera lirica Le nozze di Figaro (programmata per il 19/05/2020);
  • Concerto del Monteverdi Choir e dell’Orchestre Révolutionnaire et Romantique diretti da Sir John Gardiner (programmato per il 29/05/2020).
  • Spettacolo di Prosa Arsenico e vecchi merletti con Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini (riprogrammato per il 3, 4, 5 giugno 2020);
  • Lezione di Storia Donne: la maternità rubata – a partire da Cenere di Grazia Deledda con la professoressa Valeria Palumbo (7 giugno)
  • Concerto dell’Akademie Für Alte Musik Berlin con Isabelle Faust al violino e il maestro di concerto Bernhard Forck (16 giugno).

Sono inoltre rimborsabili i ratei residui di tutti gli abbonamenti liberi “Album”.

I voucher potranno essere richiesti entro la data del 18 giugno 2020 sempre e soltanto accedendo al portale www.vivaticket.it.

Si completa così l’avvio alle procedure di rimborso di tutti gli spettacoli di prosa, musica e danza della stagione 2019/20 annullati a causa dell’emergenza Coronavirus, il cui elenco completo è disponibile sul sito www.teatroudine.it/sezione/biglietteria.

Ricordiamo che, come stabilito dal Decreto Legge 17/03/2020 (art. 88), i voucher rimangono l’unica forma di rimborso possibile e dovranno essere utilizzati esclusivamente per gli eventi organizzati dalla Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Saranno inviati ai richiedenti entro 30 giorni dalla data della presentazione della domanda, avranno valore pari a quello dei biglietti o dei ratei d’abbonamento non utilizzati e riporteranno la data entro la quale saranno spendibili sia presso la biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine (via Trento, 4) che tramite il portalewww.vivaticket.it.

Il gentile pubblico è invitato a conservare con cura i tagliandi d’ingresso di tutti gli spettacoli annullati che siano stati rimborsati con relativo voucher poiché questi dovranno essere riconsegnati alla biglietteria del Teatro quando sarà possibile.

Gli uffici e la biglietteria sono chiusi al pubblico fino a nuova comunicazione. Per informazioni è possibile scrivere a biglietteria@teatroudine.it  o telefonare al numero 0432 248418 dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30.

Per tutti gli aggiornamenti sugli spettacoli ospitati al Giovanni da Udine ma che non fanno parte della stagione di prosa, musica e danza, si rimanda ai siti e alle pagine Facebook dei relativi organizzatori.

 




TV – RAI3: VENERDI’ 29 MAGGIO LA PRIMA DI “QUELLO CHE SERVE”

 QUEL CHE SERVE. UN VIAGGIO NELLE RADICI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

IN ONDA: Rai 3, venerdì 29 maggio ore 23.15

di Chiara D’Ambros e Massimo Cirri, regia di Chiara D’Ambros, con Massimo Cirri

e con Gino Strada, Milena Gabanelli, Umberto Galimberti, l’epidemiologo inglese Sir Micheal Marmot e moti operatori del Servizio Sanitario nazionale.

La salute è (ancora) un diritto? Tutti ce lo siamo chiesti nelle settimane della crisi pandemica covid 19.  Mentre le terapie intensive erano sull’orlo del collasso, e gli italiani in lockdown sull’orlo di una crisi di nervi, migliaia di medici e infermieri che abbiamo applaudito dai balconi e definito eroi con il loro coraggio e la loro tenacia hanno contribuito, anche a costo della vita, a farci pensare che sì, la salute in Italia sia effettivamente un diritto, tutelato dalla carta costituzionale e, nei fatti, dal Servizio Sanitario Nazionale istituito per legge il 23 dicembre 1978.

Da tempo un cittadino qualunque, Massimo Cirri – nella vita psicologo ma anche ideatore e conduttore di un programma cult della radio italiana, Caterpillar in onda su Rai Radio2 – aveva iniziato ad interrogarsi su questa straordinaria macchina, il Servizio Sanitario Nazionale, che fornisce cure, assistenza, accertamenti, medicine a tutti e senza chiedere denaro. Una malattia grave, di quelle che interrogano sulla vita e sulla morte, ha attraversato Massimo. È stato curato bene, è guarito. È tornato a fare il suo lavoro di conduttore radiofonico. Nell’aprile 2020 Massimo Cirri, come tutti ha trascorso gli scorsi mesi chiuso in casa, mentre medici e infermieri si spendevano senza sosta per salvare vite. Offrendo, così come prima del virus, prestazioni completamente gratuite a cittadini che non devono esibire coperture assicurative o bancomat per vedere riconosciuto il loro diritto alla salute e alle cure. Da dove arriva questa visione del mondo? Ce lo racconta il documentario “Quello che serve. Un viaggio nelle radici del Servizio Sanitario Nazionale”, in onda su Rai3 venerdì 29 maggio alle 23.15, scritto da Massimo Cirri con Chiara D’Ambros che firma la regia, condotto da Massimo Cirriattraverso dialoghi e visite in molte sedi della sanità pubblica, da Milano a Ravenna a Padova, Vicenza, Recoaro e Schio, attraversando un appassionato nord-est che prima del covid scendeva in piazza per difendere il Servizio Sanitario dalle politiche di esternalizzazione e privatizzazione.  Interrogandosi sulla natura, sui presupposti e sulla portata del Servizio Sanitario Nazionale, Massimo Cirri incontra Gino Strada, Milena Gabanelli, Umberto Galimberti, l’epidemiologo inglese Sir Michael Marmot, Giacomo Grasselli, anestesista rianimatore e coordinatore delle terapie intensive della Lombardi. E intervista gli operatori dell’elisoccorso di Ravenna, che ti vengono a prendere in 8 minuti al costo di 3 euro e mezzo all’anno a cittadino. Visita il Centro cardiochirurgico d’eccellenza di Padova, ritrova le due oncologhe dell’Istituto Tumori che lo hanno curato – per dir loro della gratitudine – conversa con due infermiere, un’ostetrica e una mamma che si ricorda com’era prima, quando il Servizio Sanitario Nazionale non c’era: figure che definiremmo “ordinarie” della sanità di ieri e di oggi, e che subito ci sembrano straordinarie per impegno e umanità.  Alla ricerca delle radici profonde del SSN, Cirri ritrova poi una donna coraggiosa, Tina Anselmi, ritrova Aldo Aniasi e una Repubblica Partigiana, ci permette di scoprire piccoli grandi esempi dello straordinario Capitale Umano che incarna il valore profondo di questa risorsa pubblica. Ci porta così a ragionare su un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini, nessuno escluso: un SSN a lungo dimenticato, dato per scontato, minacciato ma anche difeso strenuamente quando attaccato nelle sue prerogative di servizio pubblico. Riscoperto nel difficile periodo di pandemia.  Ma riusciremo a ricordarcelo, dopo?

Il viaggio nel Servizio Sanitario Nazionale è scandito dalle musiche di Stefano BollaniAltan firma l’immagine portante del documentario e la compagnia di danza Arearea le coreografie.

 Massimo Cirri

Psicologo, conduttore radiofonico, scrittore e autore teatrale. È nato il 27 dicembre 1958 a Carmignano, in Toscana. Inizia la sua attività radiofonica negli anni ’80 a Radio Popolare, parallelamente a quella di psicologo. Dal 1997 lavora a Radio2, dove crea Caterpillar, il programma che ha lanciato “M’illumino di meno”, e di cui è ancora conduttore. Nel 2007 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro della Città di Milano.

 

Chiara D’Ambros

Film Maker, collabora con Report Rai3, dal 2017. Autrice e regista teatrale e radifonica per Rai Radio2 e Radio3, dal 2010. Nata il 22 aprile 1978 a Valdagno, consegue nel 2009 un dottorato in Sociologia presso l’Università di Padova. Collabora dal 2014 con la testata online Globalist. Co-autrice di AAV storia di una B.rava R.agazza”, spettacolo vincitore della prima edizione del Premio Dante Cappelletti, nel 2004. Autrice e regista del documentario “Deai, Incontri. Un viaggio in Giappone”, 2016.




SIENA TEATRO : Proclamati i vincitori di In-Box 2020

Proclamati i vincitori di In-Box 2020

 

Si è conclusa oggi, sabato 23 maggio, la XII edizione di In-Box, progetto unico in Italia, nato a Siena nel 2009 da un’idea di Straligut Teatro, e arrivato oggi a riunire in due reti nazionali 79 partner fra festival prestigiosi, spazi off, teatri pubblici e privati e circuiti regionali.

Il progetto, sostenuto dal Comune di Siena, dalla Regione Toscana, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e dalla Fondazione Toscana Spettacolo ONLUS, ha la peculiarità di lavorare, tramite il bando In-Box, dedicato al teatro e alle sue contaminazioni, e il bando In-Box Verde, riservato al teatro per le nuove generazioni, sulla distribuzione e circuitazione degli spettacoli, carenza cronica del sistema italiano.

I 12 finalisti, selezionati con un attento lavoro portato avanti sulla piattaforma Il Sonar fra le 469 candidaturepervenute, si sono spartiti 87 repliche messe in palio dai partner della rete, suddivise in 37 per In-Box Verde e 50 In-Box.

Il vincitore di In-Box, a cui sono state assegnate 21 repliche, è Stay Hungry – indagine di un affamato un potente racconto autobiografico di Angelo Campolo, attore e regista messinese, direttore artistico di DAF Teatro dell’Esatta Fantasia, finalista ai premi UBU 2016 nella sezione “Miglior attore under 35”, che porta in scena il suo percorso di ricerca teatrale nei centri di accoglienza in riva allo stretto. La conoscenza e l’ascolto sono la chiave di un monologo ironico e drammatico, in cui la fame dei migranti e quella dei teatranti camminano a braccetto insieme.

Al secondo posto, con 8 repliche, Futuro anteriore: al centro dello spettacolo di Ferrara Off una vecchiaia diversa, con anziani fuori dalle case di riposo, non più ai margini della società. È quest’urgenza di riformulare il rapporto tra società e popolazione di anziani, l’assunto iniziale dello spettacolo, dove un gruppo di giovani attori esplora nuovi possibili scenari d’invecchiamento. Uno spaccato di vita quotidiana quanto mai attuale.

Si aggiudica il terzo posto, con 7 repliche, Tropicana, di Frigoproduzioni, giovane compagnia che compara il proprio processo artistico a quello del Gruppo Italiano, ensemble musicale che agli inizi degli anni Ottanta sbancò il mercato con una hit ancora oggi trasmessa dalle radio italiane ma che sancì, di fatto, lo scioglimento del gruppo, incapace di sostenere quel successo e di replicarlo oltre. Lo spettacolo che apre una riflessionesull’identità dell’arte a contatto con una realtà che immagina prodotti e non processi è interpretato, fra gli altri, da Claudia Marsicano, vincitrice del premio Ubu 2017 come miglior attrice under 35.

A seguire, con 5 repliche a testa, due spettacoli si dividono il 4° posto parimerito. LIBYA. Back home, lavoro di teatro documentario che segue il viaggio di Miriam Selima Fieno verso la Libia, nel tentativo di mettersi sulle tracce delle sue origini nordafricane, messo in scena da La Ballata dei Lenna, e Non plus ultras, centrato sul giovane Ciro che, per amore, decide di aderire alla filosofia di vita degli ultras, prodotto da Coop Argot ARL e interpretato da Adriano Pantaleo, da poco diretto da Mario Martone nel film Il sindaco di rione Sanità.

Infine Polvere, vicenda dai contorni amari su una famiglia tarantina che vive all’ombra della grande industria siderurgica, scritta con grande sapienza drammaturgica dalla compagnia teatrale Cesare Giulio Viola, si aggiudica 4 repliche. 

Da segnalare che Capotrave/Kilowatt, Murmuris, La Piccionaia e Teatro San Teodoro hanno scelto gli spettacoli da programmare avvalendosi del contributo dei loro gruppi di spettatori attivi (Visionari, Casa Teatro, Astronauti, Scuola Teatro e Danza Teatro San Teodoro).

Per quanto riguarda InBox Verde, il podio, con 12 repliche, va a Che forma hanno le nuvole? un viaggio incantato, tra poesia e momenti rocamboleschi, messo in scena da Elea Teatro, compagnia che opera dal 2008 sui territori di Brescia e Milano. Che succede quando un bambino si rende conto di non esistere se non nella mente della propria sorella, di essere, insomma, un amico immaginario? Nemo, il piccolo protagonista, scoprirà che la cosa più importante non è il nostro aspetto, ma le azioni che compiamo e che si è invisibili solo se si vuole esserlo.

Al secondo posto, con 11 repliche, Opera Minima della compagnia Can Bagnato, composta da Eugenio Di Vito e Valentina Musolino. La magia dell’opera lirica è al centro di questo lavoro dove due personaggi immaginari, clown contemporanei, creano scenari onirici e danno vita a trasformazioni immaginifiche.

E poi a seguire: Volumi, viaggio per adulti e bambini dai 5 anni attraverso le storie e i luoghi dell’immaginario infantile in cui una danzatrice e un musicista giocano con l’universo dei libri messo in scena da QB Quanto Basta ottiene 6 repliche mentre 4 sono attribuite a La fabbrica dei baci, di Intrecciteatrali, che racconta le avventure del piccolo Pennino, alla ricerca del regalo per la festa della mamma.

Infine Paolo dei lupi, che trae ispirazione dalla vita di Paolo Barrasso, biologo e poeta che partecipò, negli anni ’70, al primo progetto del WWF per la salvaguardia del Lupo Appenninico in Italia. Un lavoro di Bradamante Teatro, che si aggiudica 3 repliche. E poi ancora Orto degli Ananassi che in Dislessi – che? restituisce, con un linguaggio caratterizzato da una vivace tessitura musicale, libri pop-up e teatro delle ombre, il ritratto di un bambino affetto da dislessia, che si aggiudica una replica.

Le tournèe degli spettacoli vincitori e finalisti partiranno al riapre dei teatri e saranno programmate dai partnernell’arco dei prossimi 24 mesi. Nascerà a breve una nuova azione collaterale, promossa da alcuni partner della rete In-Box, che andrà a sostenere compagnie scelte tra quelle che hanno partecipato al bando con tema il ripensamento del rapporto fra azione teatrale e linguaggi digitali e tecnologici.

Straligut, capofila del progetto In-Box, è un residenza artistica e culturale riconosciuta dalla Regione Toscana e sostenuta da Comune di Siena e dal Comune di Monteroni d’Arbia. Fa parte di R.A.T., coordinamento delle residenze toscane.




Giulio Ciccone vince il torneo degli scalatori di The Challenge of Stars!

Il corridore italiano, già vincitore della classifica Gran Premio della Montagna al Giro d’Italia 2019, ha battuto in finale Thomas De Gendt e si è aggiudicato la prima edizione del torneo ad eliminazione diretta dedicato agli scalatori sulla piattaforma BKOOL. 

Milano, 24 maggio 2020 – La sfida tra gli scalatori di The Challenge of Stars si è conclusa con il successo di Giulio Ciccone (Trek – Segafredo). Il corridore italiano ha preceduto il belga Thomas De Gendt (Lotto Soudal) nella sfida finale, lungo un tratto di 2,9 km della salita dello Stelvio, con pendenza media del 8.69% e punte fino al 12.75%. Lo scalatore abruzzese della Trek – Segafredo ha chiuso con un tempo di  7’44”. 8’03” per Thomas De Gendt che proprio sul Passo dello Stelvio ha vinto una delle tappe più belle della sua carriera, trionfando nella 20esima frazione del Giro d’Italia 2012.

Il torneo si era aperto con i quarti di finale: Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) ha battuto Jakob Fuglsang (Astana Pro Team), Simon Geschke (CCC Team) ha sconfitto Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo), Thomas De Gendt (Lotto Soudal) si è imposto su Rafał Majka (BORA-Hansgrohe). Nell’ultimo quarto di finale, Warren Barguil (Team Arkéa Samsic) ha battuto Chris Froome (Team Ineos).

Nelle semifinali Giulio Ciccone ha sconfitto Simon Geschke mentre Thomas De Gendt ha battuto Warren Barguil, prima dell’epilogo finale con il successo dello scalatore abruzzese della Trek – Segafredo sul belga della Lotto Soudal.

Giulio Ciccone, vincitore del torneo degli scalatori di The Challenge of Stars ha detto: “È stata una bella competizione con tanti corridori importanti, anche se si tratta di un torneo virtuale è stato molto difficile raggiungere la vittoria. Thomas è partito fortissimo, è un corridore capace di esprimere una grande potenza in queste prove. Avevo calcolato quanta potenza poter sprigionare su questa salita quindi sono salito forte ma con il mio passo senza fare fuori soglia, sperando che lui rallentasse un po’: per fortuna è andata bene. Mi è piaciuta tanto questa esperienza di The Challenge of Stars, è un format unico ed è una sfida vera, mi sono divertito, adesso mi godo un po’ di relax”.

Il secondo classificato Thomas De Gendt ha detto: “Mi è mancato poco per vincere oggi. Ad un certo punto avevo 7 secondi di vantaggio su Giulio ma nel finale non sono riuscito a spingere gli stessi watt come nella prima parte. Quando ho visto Giulio raggiungermi e poi superarmi ho capito che il mio sogno era finito. Conosco il modo in cui corre e di cosa è capace: sapevo che avrei dovuto iniziare a tutta e accumulare quanto più vantaggio sin dai primi metri. Ho provato a fare così, andando a tutta e cercando di rimanere davanti: stavo spingendo più di 500 watt ma non sono riuscito a mantenerli fino alla fine. Ho perso contro un ottimo scalatore, un ciclista emergente che oggi è stato più forte di me”.

Le immagini del The Challenge of Stars saranno trasmesse in differita su Sky Sport Arena, lunedì 25 maggio alle 21:45.

Nella giornata di ieri successo per il corridore olandese Fabio Jakobsen che ha vinto il torneo dei velocisti di The Challenge of Stars, battendo in finale Filippo Ganna.

The Challenge of Stars è il primo torneo virtuale tra corridori professionisti ad eliminazione diretta organizzato da RCS Sport in collaborazione con BKOOL e con i partner Tissot, Enel e Vizual.

Scaricando l’app Vizual si potrà vivere un’esperienza di realtà aumentata inquadrando il logo di The Challenge of Stars, su qualsiasi piattaforma, anche attraverso la TV.




Fabio Jakobsen vince il torneo dei velocisti di The Challenge of Stars!

Il corridore olandese ha battuto in finale Filippo Ganna e si è aggiudicato la prima edizione del primo torneo ad eliminazione diretta sulla piattaforma BKOOL. Domani la sfida tra gli scalatori. 

Milano, 23 maggio 2020 – La sfida tra i velocisti di The Challenge of Stars si è conclusa con il successo di Fabio Jakobsen (Deceuninck – Quick Step). Il campione olandese su strada ha preceduto nella volata finale il campione italiano a cronometro Filippo Ganna, lungo i 1200 metri con una pendenza media dello 0.97% e massima del 2.53%, ambientati nella campagna toscana ricreata dal software BKOOL.

Il torneo si era aperto con i quarti di finale: Pascal Ackermann (BORA-Hansgrohe) ha battuto Nacer Bouhanni (Team Arkéa Samsic); Fabio Jakobsen (Deceuninck – Quick Step) ha sconfitto il campione del mondo in carica Mads Pedersen (Trek – Segafredo) mentre Jasper De Buyst (Lotto Soudal) si è imposto su Tim Merlier (Alpecin-Fenix). Nell’ultimo quarto di finale Filippo Ganna (Team Ineos) ha battuto il connazionale Matteo Trentin (CCC Team).

Nelle semifinali il campione olandese Fabio Jakobsen ha sconfitto Pascal Ackermann mentre Filippo Ganna ha battuto Jasper De Buyst, prima dell’epilogo finale con il successo del campione olandese Fabio Jakobsen sul campione italiano a cronometro Filippo Ganna.

Fabio Jakobsen, vincitore del torneo dei velocisti di The Challenge of Stars ha detto: “Sono molto felice per questo successo. Una volata di 1200 metri richiede uno sforzo più prolungato di un normale sprint di gruppo, le mie gambe mi fanno veramente male adesso! Ho cercato di controllare spesso lo schermo per restare vicino ai miei avversari nella prima parte della prova per poi aprire il gas e dare tutto negli ultimi 500 metri.
È divertente correre un nuovo formato di gara come questo, soprattutto in questo momento in cui non possiamo gareggiare per strada: mi manca il Giro d’Italia. The Challenge of Stars è qualcosa di diverso rispetto alle gare a cui siamo abituati ma devo ammettere che sentivo la tensione prima di affrontare ogni sfida”. 

Il secondo classificato Filippo Ganna ha detto: “È stata una bella giornata, sono stato un po’ sfortunato nel finale, ho avuto un piccolo problema meccanico e Jakobsen è andato veramente forte! Le mie gambe stavano bene, questo formato con volate brevi ed esplosive si adatta bene alle mie caratteristiche, devo ammettere che lo sforzo si fa sentire, anche se sono solo 1200m. Sicuramente gareggiare così è qualcosa di nuovo e differente; in una gara normale sai meglio cosa sta succedendo intorno a te, qui devi controllare costantemente il tuo schermo ma alla fine ciò che le accomuna è il mal di gambe dopo il traguardo”.

DOMANI GLI SCALATORI
Domani, domenica 24 maggio, prenderà il via la sfida tra gli scalatori (quarti di finale, semifinali e finale): un tratto di 2,9 km della salita dello Stelvio, con pendenza media del 8.69% e punte fino al 12.75%. Questi gli accoppiamenti dei quarti di finale:

  • Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) vs Giulio Ciccone (Trek-Segafredo)
  • Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo) vs Simon Geschke (CCC Team)
  • Rafał Majka (BORA-Hansgrohe) vs Thomas De Gendt (Lotto Soudal)
  • Chris Froome (Team Ineos) vs  Warren Barguil (Team Arkéa Samsic)

In Italia copertura TV dell’evento su Eleven Sports e Olympic Channel, domenica 24 maggio, alle 16:30.
Sarà possibile seguire le sfide sul profilo Facebook di The Challenge of Stars con le immagini anche sui siti web di Gazzetta dello Sport, Marca e Il Corriere della Sera.

Le immagini di The Challenge of Stars saranno inoltre trasmesse in differita su Sky Sport Arena, lunedì 25 maggio alle 21:45.

8 Scalatori, 1 Vincitore. Clicca per vedere il video

The Challenge of Stars è il primo torneo virtuale tra corridori professionisti ad eliminazione diretta organizzato da RCS Sport in collaborazione con BKOOL e con i partner Tissot, Enel e Vizual.
Scaricando l’app Vizual si potrà vivere un’esperienza di realtà aumentata inquadrando il logo di The Challenge of Stars durante il live, su qualsiasi piattaforma, anche attraverso la TV.




FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE – IL MINISTRO FRANCESCHINI NOMINA STEFANO PACE SOVRINTENDENTE

Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini ha nominato
Stefano Pace Sovrintendente della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste a
partire dal 20 maggio 2020, ratificando la proposta unanime presentata dal Consiglio
d’Indirizzo della Fondazione, insediatosi il 18 maggio scorso, presieduto dal Sindaco
Roberto Dipiazza ,e del quale fanno parte l’Avv. Andrea Melon (vicepresidente), la
Dott.ssa Rosaria Marchese, il Dott. Gianfranco Nobile e il Dott, Massimiliano Ciarrrocchi.
Per Stefano Pace è il secondo mandato da Sovrintendente del Teatro Verdi, incarico che
ha già ricoperto dall’Aprile 2015, dopo una lunga carriera in diversi ruoli di direzione nei
maggiori teatri d’opera in Europa.




La città del vento

Camminando nelle vie strette che poi vanno ad aprirsi in grandi piazze, a Trieste ci sentiamo avvolti da questo vento deciso che ci lascia trasportare con delicatezza perfino nelle strade più ripide. Guardando verso il mare, si è immersi da un blu potente e ci è difficile pensare come tutta questa bellezza per poco non fu Italia.

Luca Fasano




Quando il coronavirus diventa arte

G.W.F. Hegel nella raccolta titolata “Estetica” (Aesthetik, 1820) spiegava: “L’arte dal lato della sua suprema destinazione è e rimane per noi un passato. Con ciò essa ha perduto pure per noi ogni genuina verità e vitalità, ed è relegata nella nostra rappresentazione più di quanto non faccia valere nella realtà la sua necessità di una volta e non assuma il suo posto superiore. Ciò che in noi ora è suscito dalle opere d’arte è, oltre il godimento immediato, anche il nostro giudizio, poiché noi sottoponiamo alla nostra meditazione il contenuto, i mazzi di manifestazione dell’opera d’arte e l’appropriatezza o meno, di entrambi…L’arte ci invia alla meditazione…La spiegazione sta nell’urgenza di un’arte come cultura e dell’adesione dell’arte alla vita.” [1]

Se possiamo dire che l’arte è l’esperienza della bellezza, questa constatazione conduce alle seguenti domante. Qual è il fattore cioè l’elemento che traduce determinate informazioni dei sensi in esperienza della bellezza? E poi, qual è l’elemento comune che rende esperienza della bellezza una determinata visione, una determinata sensazione del tatto, dell’odorato, del gusto? Ed infine, quale elemento conferisce bellezza? Quale criterio ci permette di distinguere l’arte alta dai primi e immaturi tentativi, l’artista dotato da chi è semplicemente privo di talento? Oggi non c’è nessun elemento o criterio esperienziale.

Molti dicono che nell’arte non c’è niente da vedere. E questo perché l’arte diventa iconoclastica. Un’iconoclastia moderna che non consiste più nel distruggere le immagini, ma nel fabbricare immagini, una profusione d’immagini in cui non c’è niente da vedere come disse Jean Baudrillard. «Tutto il dilemma sta in questo: o la simulazione è irreversibile, non vi è un al di là della simulazione, non è neanche più un evento, è la nostra banalità assoluta, una oscenità di tutti i giorni, siamo nel nichilismo definitivo e ci prepariamo a una ripetizione insensata di tutte le forme della nostra cultura in attesa di un altro evento imprevedibile – ma da dove potrebbe venire? Oppure vi è comunque un’arte della simulazione, una qualità ironica che risuscita ogni volta le apparenze del mondo per distruggerle. Altrimenti l’arte si limiterebbe ormai, come fa spesso oggi, ad accanirsi sul proprio cadavere. Non bisogna aggiungere la stessa cosa alla stessa cosa, e cosi via en abîme: questa è la simulazione povera. Bisogna che ogni immagine tolga qualcosa alla realtà del mondo che in ogni immagine qualcosa sparisca, ma senza cedere alla tentazione dell’annientamento, dell’ entropia definitiva, bisogna che la sparizione resti viva – è questo il segreto dell’ arte e della seduzione. Vi è nell’arte – nell’arte contemporanea come pure probabilmente, nell’arte classica – un duplice postulato, dunque una duplice strategia. Una pulsione di annientamento, di cancellazione di tutte le tracce del mondo e della realtà, e una resistenza contraria a tale pulsione. Stando alle parole di Michaux, l’artista è “colui che resiste con tutte le sue forze alla pulsione fondamentale a non lasciare tracce”…» (vedi: Jean Baudrillard Illusione, disillusione, estetiche. Edizione Sintomi, traduzione di Laura Guarino).

La domanda è: viviamo la fine dell’arte? o viviamo la morte della fantasia? Il passaggio in una società dello spettacolo e in una società dell’informazione, ha portato la morte della fantasia, la morte dell’immaginario. La morte (la morte della fantasia) non è un destino oggettivo, ma un appuntamento. Neppure lei può recarvisi, perché è lei questo appuntamento, ossia la congiunzione allusiva dei segni e delle regole che fanno il gioco. La morte è solo un elemento innocente, e questa è l’ironia segreta del racconto, che lo rende diverso da un apologo moralistico o da una banale storia di pulsione di morte, e fa si che lo si consideri un motto di spirito, nella sublimità del piacere”.

Eppure, questi ultimi mesi che viviamo l’ esperienza della pandemia di coronavirus, l’ arte trova la  tematica che collega atre e vita. La pandemia ha dato una nuova ispirazione agli artisti. Cosi gli artisti si avvicinano la nuova realtà, scalpellano i drammatici eventi della pandemia, le crepe della morte, la volontà che sorge lentamente per la vita che vincerà. Scalpellano il desiderio la necessità, e la vera perdita.

E gli artisti al tempo del coronavirus che cosa possono fare? Gli artisti vengono ispirati da icone delle ultime esperienze. L’arte – con gli artisti che descrivono la nuova realtà del virus -, non diventa uno slogan per il coronavirus ma il motto per una speranza che possiamo vivere, nonostante il virus. L’arte non è il miglior sonnifero, e questo perché l’arte è una preparazione.

L’arte non vuole la vita come un’argomentazione, non vuole una vita gravata dalla paura e una vita piena d’inevitabile disperazione, cioè una vita che scivolava sul telaio nero. L’arte non s’identifica come l’angoscia ma si autodefinisce come domanda, perché chiama la vita.

Così artisti come Duyi Han, che vive tra Shanghai e Los Angeles, ha dipinto un affresco in una cappella in campagna dello Hubei, che presenta medici con mascherine specifiche e guanti, che si chiama “Gli angeli vestono di bianco”.

La pittrice Matsuyama Miyaabi ha dipinto l’imposizione della paura con il coronavirus.

Anche il caricaturista He Kun disegna un padre (con mascherina) che tiene il suo bimbo sulla schiena, l’opera si chiama “Save the Child”. L’arte è tutta qui e cerca trovare un tempo della realtà.

Nell’Europa molti artisti vedono il coronavirus come uno shock della vita. L’artista Fake (Pittore olandese) ha dipinto la “Super infermiera” come un inno a tutti gli operatori sanitari di tutto il mondo.

A Barcellona, in Spagna, artista con nome Tvboy dipinte due dottori un uomo e una donna con ali d’angelo. Gli artisti di oggi descrivono la pandemia di coronavirus ildolore, la paura, ma anche la speranza.

 

Anche lo street artist lucchese Random Guy non poteva rimanere inerte di fronte a questa situazione. Ha fatto una metafora del  celebre quadro che Degas dipinse tra il 1875 e ‘76, rielaborato in chiave quanto mai moderna e attuale. Sul tavolo, al posto del bicchiere dell’assenzio, si trova adesso una bottiglia di amuchina mentre la donna seduta al tavolo porta sulla bocca una mascherina. Il suo sguardo, attento e disperato, andava bene allora come va bene oggi. Amuchina e mascherina, il kit perfetto per cercare di difendersi dal coronavirus.

Di Apostolos Apostolou

Scrittore e Prof. di Filosofia

Note:
1. G.W.F.Heggel , 
Estetica
, Feltrinelli, Milano, pag, 889.