LUCIO FONTANA E I MONDI OLTRE LA TELA Tra Oggetto e Pittura

A cura di Giovanni Granzotto e Leonardo Conti 8 dicembre 2019-2 marzo 2020
Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone La mostra Lucio Fontana e i mondi oltre la tela. Tra Oggetto e Pittura, a cura di Giovanni Granzotto e Leonardo Conti, si terrà dall’8 dicembre 2019 al 2 marzo 2020, nella Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, promossa dall’Amministrazione del Comune di Monfalcone per innalzare ulteriormente la sua offerta espositiva e culturale. Partendo da un corpus rilevante di più di trenta opere di Lucio Fontana, tra tele, ceramiche e carte, la mostra cerca di evidenziare, in un periodo compreso tra la fine degli anni quaranta e il 1968, quelle tematiche che hanno rappresentato un nuovo modo di concepire l’arte e che hanno ispirato alcuni tra i linguaggi artistici più importanti, dagli anni cinquanta del secolo scorso sino al presente.  Nei celebri Concetti spaziali di Lucio Fontana, in cui materia, dinamismo e artificio si coniugano alla fede nelle nuove scoperte della scienza e della tecnica, prende forma lo Spazialismo, in grado di coinvolgere e influenzare generazioni di artisti. Tra questi anche alcuni futuri maestri, capaci di approfondire e innovare le sue intuizioni nella creazione di nuovi linguaggi. La ricerca di Fontana si mostra, per molti aspetti, come un vero proprio incipit dell’arte contemporanea. È in quest’ottica che i curatori hanno identificato alcuni artisti (da Piero Manzoni a Agostino Bonalumi e Enrico Castellani, da Alberto Biasi a Gianni Colombo, da Mario Deluigi a Tancredi e Morandis, da Roberto Crippa a Gianni Dova, sino a Giuseppe Santomaso, Ettore Spalletti, Nunzio, Ben Ormenese, Sandro Martini, Riccardo Licata, Gastone Biggi e molti altri) attraverso i quali hanno costruito un percorso espositivo di circa ottanta opere in grado di approfondire le linee di ricerca in cui si possono riconoscere i mondi di Fontana.  Ecco allora che il titolo della mostra Lucio Fontana e i mondi oltre la tela. Tra Oggetto e Pittura può così divenire uno strumento per comprendere alcuni aspetti fondamentali dell’arte sino ai nostri giorni, cercando di indicare una pista di studi aperta persino sul futuro.  La mostra è corredata da un catalogo bilingue italiano-inglese contenente i testi critici di Giovanni Granzotto, Leonardo Conti, Stefano Cecchetto, Dino Marangon, Mattia Pivato e Livia Sartori di Borgoricco, edito da De Bastiani Editore, posto in vendita in mostra al prezzo di 30 euro. La mostra è una nuova versione, con alcune aggiunte e alcune rivisitazioni, dell’esposizione tenutasi in estate al Museo Archeologico Regionale di Aosta, Lucio Fontana, la sua ombra lunga. Quelle tracce mai cancellate, che ha ottenuto grande successo di critica e di pubblico. 

 

Inaugurazione:

7 dicembre 2019 ore 18.00

Data:

 8 dicembre 2019 – 2 marzo 2020

Sede espositiva:

Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone

Piazza Cavour 44  

Orario: 

da giovedì a lunedì 10.00-13.00 e 15.00-18.00

 

Costo biglietto: € 5,00

Entrata libera per i residenti a Monfalcone, per i giovani al di sotto dei 25 anni e per gli over 75 indipendentemente da dove provengano oltreché per i giornalisti

 

Per informazioni:

Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone




Teatro Nest Napoli 9 e 10 nov. : Un ora di niente

sabato e domenica  9 e 10 novembre h 21.00/18.00

“UN’ORA DI NIENTE   

spettacolo teatrale di e con Paolo Faroni

Assistente alla regia Alessia Stefanini 

Supervisione ai testi Massimo Canepa

Lo spettacolo “Un’ora di niente”, in scena al Nest – Napoli Est Teatro, il 9 e 10 novembre, è un monologo comico sul conflitto tra natura e spirito, tra eccezionalità e quotidianità, tra bisogni e sogni e di come tutti questi conflitti trovino nell’amore il loro campo di battaglia. L’amore come l’ atto creativo e gratuito per eccellenza, l’amore che ispira la poesia e che domina su tutto e allo stesso tempo su niente. L’unica vera rivoluzione, come scrisse Majakovskij, che pure aveva cantato ben altra rivoluzione: “L’amore è il cuore di tutte le cose. Se cessa di funzionare tutto si atrofizza, diventa superfluo, inutile”. Mescolando narrazione e stand up comedy, cabaret e prosa, Paolo Faroni si avventura in un flusso di coscienza potentemente comico e poetico che non fa sconti a nessuno, in primis a se stesso: dagli amori platonici alle perversioni sessuali, il monologo racconta il continuo sballottamento tra desiderio di elevarsi e istinto animale dell’autore, all’insegna di un’esistenza che è insieme “paradiso e schifezze”. Un monologo à la Pazienza, che passa da uno stile a un altro, usando come unico collante l’ironia e la sua regola aurea: una gravità velata di leggerezza. Un monologo recitato da un Mercuzio vestito a festa a cui il pubblico può rispondere come Romeo: “Taci, ti prego, tu parli di niente”.

Programmazione:

9 novembre  ore 21.00

10 novembre ore 18.00

COSTO BIGLIETTO: 12 EURO | ridotto 10 EURO

Prenotazioni:

whatsapp e mobile: +39 3208681011
whatsapp e mobile: +393333223780




Rassegna teatrale autunnale 2019 a Blessano (UD)

Quattro appuntamenti nell’ex asilo di Blessano, la sala polifunzionale recentemente ristrutturata che può ospitare fino a 140 persone sedute

Tutti gli spettacoli inizieranno alle 20.45 per un costo di 5 euro a biglietto

lì Al via la prima rassegna teatrale autunnale nella ristrutturata sala della Pro Loco Blessano, nell’ex asilo, il primo appuntamento è per sabato 9 novembre, con la compagnia del “Teatro Incerto”, che metterà in scena lo spettacolo “Blanc”. A salire sul palco di Blessano saranno gli attori Fabiano Fantini, Claudio Moretti ed Elvio Scruzzi. I tre interpretano degli amici che si ritrovano a discutere animatamente del bizzarro acquisto fatto da uno di loro: un quadro completamente bianco. Il costo dell’opera è esorbitante e gli altri due amici interpellati dal terzo – che si considera un intenditore d’arte contemporanea – non riescono invece a comprendere la spesa da lui sostenuta e, ancor meno, il valore artistico di una tela bianca. Blanc è un testo divertente e lucido sulla crisi del nostro tempo, dove la lingua friulana disegna personaggi a un momento di svolta, sospesi in un Friuli pieno di contrasti.

Secondo appuntamento previsto per sabato 16 novembre, quando la compagnia teatrale “El Tendon”, di Corno di Rosazzo, porterà a Blessano la rappresentazione “Il Miedi par fuarce”, un esilarante meccanismo teatrale in cui la comicità sgorga spontaneamente dalle situazioni e dalle azioni dei personaggi. Lo spettacolo si svolge in due atti densi di umorismo a cui contribuisce l’uso del friulano che esalta la vivacità dei dialoghi.

Sabato 23 novembre sarà la volta della compagnia “Sot la Nape” di Varmo che metterà in scena, per la regia di Claudio Moretti, lo spettacolo “News in the Gnot”, tratto da ‘Feu la mère del Madame’ di G. Feydeau, questo spettacolo è un giallo che si ispira all’ingegnosità ed alla scrittura comica dell’autore. Il protagonista maschile vive tranquillamente le sue giornate fatte di lavoro, passioni artistiche e lunghe serate con gli amici. La moglie invece, esasperata dal marito assente, instaura una complice amicizia con la cameriera: questa quotidianità passa improvvisamente in secondo piano quando, inaspettatamente, si sente bussare alla porta nel buio della notte. Un giovane messaggero è infatti incaricato di portare una notizia scioccante; inaspettato, però, sarà l’epilogo.

Ultimo appuntamento sabato 30 novembre: la compagnia “Il Tomàt, formatasi a Udine nel 1996, presenta per la prima volta al pubblico “L’om, la bestie, la virtùt”, una commedia dai toni farseschi di Luigi Pirandello, portata in scena con la traduzione friulana a cura di Fausto Zof.

Appuntamento extra, venerdì 20 dicembre. Nella sala della Pro Loco Blessano, in via Pantianicco 2 nella frazione di Basiliano, sarà proiettato il film “Missus L’ultima battaglia”, un film di Massimo Garlatti-Costa girato interamente in Friuli.

Nel marzo 1965, nella chiesa di Ognissanti di Roma, presieduta allora da Papa Paolo VI, venne celebrata la prima messa, della storia, in lingua italiana. Fu un cambiamento radicale, emanazione diretta del Concilio Vaticano II, che aveva stabilito la possibilità di recitar messa nella lingua viva invece che nel latino ufficiale. Nove anni dopo, il 28 agosto 1974, nel cuore della Carnia, dentro la splendida chiesa di San Pietro di Zuglio, la pieve delle pievi, un gruppo di preti friulani sottoposero ufficialmente ai propri vescovi la richiesta di poter celebrare la messa, per i propri fedeli, in lingua friulana, proprio in virtù delle rivoluzionarie indicazioni scaturite dal Concilio Vaticano II. La richiesta non venne accolta e dopo oltre quarant’anni sono ancora in attesa di una risposta ufficiale da parte del Vaticano, ma una frangia resistente di quei preti continua a portare avanti una battaglia per l’affermazione di un diritto ancora non riconosciuto ufficialmente.

Per informazioni: info@problessano.it




Il libro è già in vendita ed il varo ufficiale il 16 nov. Al teatrino di Cristo RE di Imperia.

Diario di bordo” è un cambio di passo: vi si narra la vita di un comandante della marina mercantile, il genovese Michele Casella, conosciuto, nel corso di un “imbarco insieme in ospedale”. Il nostro “scrittore ponentino” osa, lui alpino, imbarcarsi come scrivano di bordo al seguito del comandante Casella, ne segue la vita nei vicoli del porto di Genova prima e i quasi quarant’anni di navigazione poi su decine di navi e sui mari del mondo…. Ne scaturisce un racconto appassionato tra aneddoti e pagine intrise di felicità e nostalgia in cui si dipana la vita intensa di un amante del mare. Un vissuto tra la meraviglia delle scoperte e la sensibilità di un animo da esploratore e navigatore che ha dedicato buona parte della sua vita al mare che tanto chiede, ma tanto dona a chi sa rispettarlo ed amarlo. Un libro ameno e allo stesso tempo profondo per la vita raccontata, da leggere con semplicità ed un pizzico di invidia …

Il varo ufficiale alla presenza dell’autore Giovanni Gandolfo,   il 16 novembre presso Parrocchia di Cristo Re di Imperia e per l’occasione sarà allestita una mostra di modellini navali e velieri.




15.000 all’assalto delle Fabbriche del Gusto

Tutto esaurito nel fine settimana dedicato alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche delle Venezie. Registrate presenze per il 25% in più rispetto alla scorsa edizione. Grande successo anche all’evento celebrativo per i 10 anni di Venezie a Tavola. I promotori: “Un format che racconta un territorio e che è destinato a svilupparsi in altre regioni italiane”.
Un weekend da tutto esaurito, con laboratori artigiani e aziende prese d’assalto per scoprire i segreti delle produzioni enogastronomiche di eccellenza di Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Al termine del fine settimana dedicato al buono e al ben fatto, sono state 15.000 le presenze (il 25% in più dello scorso anno) registrate all’ingresso delle 30 Fabbriche del Gusto dove si sono svolti showcooking, convegni, laboratori e visite guidate.

Dal cioccolato alla farina, dal vino alla birra, dai formaggi ai liquori senza dimenticare il mondo delle cucine professionali, la manifestazione, promossa dalla guida Venezie a Tavola e da ItalyPost, curata da Goodnet Territori in Rete e realizzata grazie alle partnership con Berto’s, Lattebusche e Rigoni di Asiago, per la sua terza edizione si è mossa alla scoperta delle tipicità di tre regioni ricchissime di prodotti e materie prime di qualità, ma anche di un’industria agroalimentare tra le più produttive d’Europa.
Per la prima volta, la manifestazione ha coinvolto anche le aziende del Trentino, ampliando il territorio da scoprire e aumentando il numero delle Fabbriche del Gusto che hanno aperto le loro porte. Ma questa edizione di We-Food è speciale anche perché coincide con un importante traguardo raggiunto dalla guida Venezie a Tavola, che quest’anno ha compiuto 10 anni e che ha festeggiato il suo primo anniversario a due cifre lunedì 28 ottobre in compagnia di 10 chef stellati e dei più importanti imprenditori del settore food&wine delle Venezie, tra cui Giorgio Polegato, presidente Astoria Vini, Riccardo Agugiaro, amministratore delegato Agugiaro e Figna Molini, Giannola Nonino, presidente di Nonino Distillatori, Andrea Rigoni, presidente e amministratore delegato Rigoni di Asiago, e Marco Schiavo, amministratore Distilleria Schiavo.
Dopo l’evento celebrativo di inizio settimana, la manifestazione è proseguita tra sabato 2 e domenica 3 novembre, tra visite guidate, degustazioni e laboratori che hanno attirato centinaia di famiglie e cittadini, curiosi e appassionati, alla scoperta delle 30 Fabbriche del Gusto che quest’anno hanno deciso di aprire le proprie porte e di raccontarsi con il loro bagaglio di storia e di tradizione. In alcuni casi, la richiesta di visitare le eccellenze del territorio è stata così forte che è stato necessario aggiungere dei turni di visita.
Grande interesse anche per gli showcooking, che hanno visto alternarsi i migliori chef della guida Venezie a Tavola 2020. Sono andati infatti ben presto esauriti i biglietti per i quattro showcooking ospitati nella sede di Curtarolo di Agugiaro & Figna, tra sabato 2 e domenica 3 novembre: Silvia Moro, chef del Ristorante “Aldo Moro – La Cuisine” di Montagnana, ha cucinato la pasta ripiena, Davide Tangari, chef del Ristorante “Valbruna” di Limena, si è cimentato con il fritto, Federico Zordan, della Pizzeria “San Martin” di Cornedo, ha mostrato le sue qualità di pizzaiolo, mentre Andrea Valentinetti, chef del Ristorante “Radici Terra e Gusto” di Padova, ha preparato dei favolosi dessert. Grande partecipazione di pubblico anche allo showcooking di Andrea Bozzato, chef del Ristorante “La Posa degli Agri” di Polverara, ospitato alla Tecnoeka di Borgoricco, come pure a quello di Antonio Chemello, chef della Trattoria “Palmerino” di Sandrigo, ospitato sabato pomeriggio da ioMazzuccato. La domenica, poi, Distilleria Schiavo si è riempita per lo showcooking di Enzo Gianello, chef del Ristorante “L’Altro Penacio” di Altavilla Vicentina.
Stessa situazione di overbooking alla Gastronomia Il Ceppo di Vicenza, che sabato 2 novembre ha offerto due presentazioni con degustazioni incentrate sul baccalà, ma anche nel locale padovano Ytheca di Fiorital, con showcooking a base di pesce, e nel locale “La Doga” a Fiera di Primiero, dove Luca Simoni, chef del ristorante, ha insegnato come cucinare con la birra del Birrificio Bionoc’.
Grande soddisfazione è stata espressa dai promotori, che sottolineano come We-Food non solo si sia consolidata rispetto agli scorsi anni, ma si confermi un format di promozione delle eccellenze enogastronomiche valido non solo per il territorio delle Venezie, ma utilizzabile anche per altri territori italiani. Un ringraziamento particolare è stato infine espresso dagli organizzatori ai partner Berto’s, Lattebusche e Rigoni di Asiago, nonché alle 30 aziende partecipanti.

 

 




UN SUCCESSO LA PRIMA EDIZIONE DI “SCOPEL DAY” IN MEMORIA DEL PILOTA LINO VARDANEGA

SCOPEL DAY, UN SUCCESSO ALLA PRIMA EDIZIONE

Il primo capitolo dell’evento benefico, ideato da Roberto Scopel, conferma le attese della vigilia con oltre una cinquantina di fortunati navigatori per una giornata.

Possagno (TV) – Baciata da un caloroso sole, che ha illuminato la splendida cornice del Tempio Canoviano di Possagno, la prima edizione di Scopel Day entra negli annali.

L’evento, primo Memorial Lino Vardanega, andato in scena lo scorso 28 ottobre, ha centrato e superato gli obiettivi prefissati dallo staff organizzativo, con oltre cinquecento persone che hanno fatto tappa nella cittadina trevigiana per sostenere la causa benefica dell’iniziativa.

Raggiante l’ideatore Roberto Scopel, chiamato a fare gli straordinari per soddisfare la notevole richiesta di appassionati, ansiosi di poter salire a bordo della Skoda Fabia R5 e della Peugeot 106 Maxi Kit Car, contribuendo ad arricchire un significativo contributo ricavato, il quale è stato interamente devoluto all’Associazione Via di Natale, Centro Oncologico di Aviano.

Sto vivendo una felicità che è indescrivibile” – racconta Scopel – “ed il cuore mi scoppia di gioia per il risultato che abbiamo ottenuto. Sessanta, settanta persone si sono alternate al mio fianco. Ho male alla spalla da quanti freni a mano ho tirato ma sono troppo felice. Ci fosse stato il tempo sarei stato li a girare ancora e non per il piacere della guida ma perchè avrei voluto incassare ancora di più per aumentare quanto abbiamo devoluto in beneficenza. Abbiamo rotto il ghiaccio nel migliore dei modi. Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile questa splendida giornata di sport e volontariato. Grazie al Sindaco, Valerio Favero, e tutta l’Amministrazione Comunale di Possagno. Grazie alla Pro Loco, all’Associazione Nazionale Alpini e all’Opera Dotazione del Tempio Canoviano di Possagno per la disponibilità e la collaborazione. Grazie a Xmotors, Lorenzon Racing e Galiazzo per le vetture utilizzate.”

Gli fanno eco il Sindaco di Possagno, Valerio Favero, ed il presidente della Pro Loco di Possagno, Celestino Ferrari.

da sinistra verso destra: il Sindaco di Possagno, Valerio Favero, Barbara Vardanega, Valeria Vardanega, due delle tre figlie di Lino Vardanega, e Roberto Scopel (immagine a cura di Paolo Giomo)

La giornata di ieri è stata davvero speciale” – racconta Favero – “piena di emozioni e voglia di stare assieme. Tutto è andato nel migliore dei modi. Grande affluenza di persone, di tutte le età, a testimoniare che, quando le cose vengono fatte con il cuore e da persone di cuore, la gente lo sente e partecipa, sempre. Il grazie più grande va all’amico Roberto Scopel che, in modo maniacale, ha organizzato e diretto la giornata, frutto di mesi di lavoro. Eccezionale lo spettacolo a cui abbiamo assistito ieri. Un pensiero speciale va a Lino Vardanega che, come ha detto sua figlia, sicuramente ci ha guardati da lassù ed avrà gioito con noi per l’ottimo risultato.”

Un evento grande per un grande uomo quale è Roberto Scopel” – aggiunge Ferrari – “perchè si è preso un testimone non indifferente. Lino è stato con noi, lo sentivamo unito a noi, in un grande abbraccio, e siamo sicuri che sia rimasto soddisfatto del lavoro che abbiamo svolto. Una grande magia, quante emozioni. Meglio di così non si poteva fare. Giornata splendida. Roby è strepitoso quando si tratta di donare verso gli altri. L’organizzazione è stata impeccabile, in ogni aspetto. Questo evento avrà un glorioso futuro e noi saremo sempre qui.”




Lunedì 4 novembre a Ronchi la mostra “4×8. Cent’anni di vittime dimenticate”.

All’Auditorium di Ronchi dei Legionari (GO) la mostra di fotografie inaugura lunedì 4 novembre; giovedì 21 novembre va in scena la performance di musica e teatro

Il progetto “4X8. Cent’anni di vittime dimenticate”, ideato e prodotto dall’Associazione Nuovo Corso di Monfalcone, torna nell’Isontino: nell’Auditorium di Ronchi dei Legionari, per la stagione “Autunno da sfogliare, autunno da ascoltare”, organizzata dal Comune di Ronchi dei Legionari – Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Comunale “Sandro Pertini”, “4 x 8. Cent’anni di vittime dimenticate” si presenta come mostra fotografica e come performance.

Entrambi gli eventi sono a ingresso libero.

Lunedì 4 novembre, alle ore 18.30 verrà inaugurata all’Auditorium la mostra fotografica “4X8. Cent’anni di vittime dimenticate” (32 preziose immagini), alla presenza dell’autore degli scatti, Luca Alfonso d’Agostino, del curatore grafico del progetto, Roberto Duse.

Sarà l’occasione per percorrere assieme all’artista il percorso fotografico e per presentare il volume (4 i racconti contenuti) che raccoglie il progetto e ne porta il titolo. Il volume (che verrà raccontato dal responsabile dei testi, Gianni Spizzo, anch’egli presente all’inaugurazione) è stato inserito, grazie alla sua veste grafica, nel prestigioso ADI Design Index 2019. Al termine dell’incontro seguirà una degustazione con i vini dell’Azienda Agricola Castello di Rubbia. La mostra rimarrà aperta fino al 6 dicembre 2019.

Mercoledì 21 novembre, alle ore 20.30, l’Auditorium ospita la performance “4X8. Cent’anni di vittime dimenticate”un reading di parole e musica che vede sul palcoscenico il quintetto del contrabbassista Giovanni Maier (con Francesco Ivone alla tromba, Flavio Brumat a sax tenore, sax contralto e flauto, Giancarlo Schiaffini al trombone e Urban Kušar alla batteria) insieme all’attrice Luisa Vermiglio, impegnata nella lettura scenica di alcuni brani degli scritti di Gianni Spizzo, Sara Stulle, Giovanni Fierro e Francesco Tomada, contenuti nel volume che porta il titolo del progetto.

IL PROGETTO

“4X8” trae il suo nome da un percorso storico attraverso i segni della Prima Guerra mondiale (1918), delle persecuzioni razziali (1938) e dell’esodo (1948) che trovano corrispondenza nelle migrazioni e nelle guerre degli anni in corso (2018): i quattro momenti storici (tutti segnati dall’otto finale) sono rivissuti attraverso la potenza delle arti, della libera espressione e della bellezza. “4X8” restituisce le emozioni e i ricordi che la sofferta terra del Nordest e le sue genti portano nei paesaggi e nelle espressioni.

“4X8” non è dunque “solo” un libro, una mostra, una performance: è un progetto nel quale dialogano improvvisazione jazz, racconti inediti, espressione teatrale e fotografia artistica. Tutto è contestualmente raccolto in un volume (Gossmann Edizioni), curato da una veste grafica di grande pregio e con allegato il cd con le musiche originali, suonate dal Quintetto.

La cura del progetto “4X8” nel suo complesso è dell’Associazione Nuovo Corso di Monfalcone, e a dare espressione ad esso sono Giovanni Maier per la parte musicale, Luca A. d’Agostino per la parte fotografica, Gianni Spizzo per la parte testuale, Luisa Vermiglio per la lettura teatrale, Roberto Duse per la parte grafica.

LA MOSTRA (inaugurazione lunedì 4 novembre 2019, ore 18.30)
Gli scatti di Luca A. d’Agostino (illustre firma della fotografia di spettacolo) ritraggono il territorio e i volti dei protagonisti con una visione scarna, appassionata e tagliente, dalla quale traspare il grande affetto dell’artista per la mission del progetto. Luca “trasforma in arte la relazione tra figura e sfondo, mettendo in relazione il legame dell’uomo con il significato delle cose e dei luoghi che lo circondano”. Trentadue delle immagini di d’Agostino vivono nella mostra e sono anche riprodotte nel volume edito da Gossmann.

IL READING MUSICALE (giovedì 21 novembre 2019, ore 20.30)
Il reading musicale porta in scena i quattro racconti appositamente concepiti da Gianni Spizzo (anche curatore della parte testuale complessiva del progetto) e da Sara Stulle, Giovanni Fierro e Francesco Tomada. Quattro stili e quattro testi diversissimi che insieme toccano le corde ancora scoperte dei drammatici momenti storici citati dal titolo.
Alcuni stralci degli scritti sono portati in scena e tradotti dalla recitazione di Luisa Vermiglio (monfalconese attrice, regista e operatrice culturale di grande esperienza) che – restituisce un affresco di emozioni e di storie attraverso un intenso dialogo in scena con il Quintetto di Giovanni Maier, impegnato con le musiche composte per “4X8”.
“Ho assemblato la Suite – spiega Maier – con alcuni brani musicali che […] hanno un collegamento con gli avvenimenti storici commemorati e anche con la storia della mia famiglia”: nelle musiche originali e nei nuovi arrangiamenti del contrabbassista e compositore scorre grande precisione tecnica, fedeltà alla storia della musica e del jazz in particolare e – insieme – le emozioni e la gratitudine di forti legami famigliari.

“4 x 8. Cent’anni di vittime dimenticate” nasce dall’idea di Manlio Comar – socio fondatore dell’Associazione Nuovo Corso – che crede e vuole profondamente dare una forma artistica quanto più completa ed efficace alla propria idea di memoria, sofferenza e umanità.

 Le foto allegate sono di Luca A. d’Agostino per il progetto “4X8”




Dottor Sleep: il seguito di Shining è un film piacevole, ma rimane lontano dalle vette raggiunte da Kubrick

Preceduto da Shining Extended Edition, l’atteso sequel del capolavoro di Stanley Kubrick è uscito nelle sale cinematografiche il 31 ottobre. Il protagonista è Dan Torrance, ormai diventato un adulto, che non è mai riuscito a riprendersi dai traumi subiti all’Overlook Hotel quarant’anni prima. Analogamente a suo padre, ha problemi con l’alcol e conduce una vita ai margini della società, ma riesce a redimersi frequentando un club di ex alcolisti e lavorando in un ospizio, dove sfrutta i suoi poteri paranormali, la luccicanza, per aiutare gli anziani in punto di morte. Da questa meritoria attività deriva il suo soprannome, Dottor Sleep.

La prima parte del film racconta due storie parallele: quella di Dan Torrance e quella di una setta di individui votati al male, una specie di vampiri che si nutrono di luccicanza, tra i quali emerge la personalità e la sensualità della conturbante Rose Cilindro. Questo gruppo si sposta continuamente alla ricerca di giovani dotati di poteri paranormali, che vengono uccisi tra atroci sofferenze per estrarre la luccicanza, nutrimento che permette agli accoliti della setta di sopravvivere per un tempo indefinito.

Le due storie si uniscono quando Dan Torrence viene contattato dalla giovane Abra Stone, che grazie ai suoi eccezionali poteri paranormali è riuscita a individuare il posto dove i vampiri hanno ucciso e seppellito la loro ultima vittima. Inizialmente restìo a gettarsi nella mischia, Dan viene convinto dal vecchio Dick Halloran, e assieme ad Abra prima elimina i membri della setta e poi attira la loro leader, Rose Cilindro, nel vecchio e abbandonato Overlook Hotel, dove avviene la resa dei conti finale.

Il regista Mike Flanagan ha accettato una sfida improba

Va detto che mettere in scena la continuazione di Shining è un impresa che richiede coraggio, visto che è impossibile non confrontarsi con il mito di un capolavoro di Kubrick, diventato negli anni una pietra miliare del cinema in generale e del genere horror in particolare. Sfida resa ancora più impegnativa dal fatto che l’autore del libro dal quale è stato tratto Shining, Stephen King, non ha mai nascosto la sua delusione per quanto realizzato da Kubrick, a detta dello scrittore troppo autoriale e distante dal suo romanzo.

Analogamente al suo illustre predecessore, anche il film di Flanagan è stato tratto da un omonimo libro di Stephen King, che per la prima volta nella sua pluridecennale carriera ha scritto il seguito di un suo romanzo, probabilmente anche per la pressione che ha subito dal suo pubblico, che voleva sapere come il piccolo Dan Torrance se l’era cavata, dopo i tragici fatti accaduti all’Overlook Hotel. Il regista si è quindi trovato a doversi confrontare con due mostri sacri, uno del cinema, Stanley Kubrick, e uno della narrativa horror, Stephen King. E probabilmente Flanagan si è preoccupato più di soddisfare lo scrittore, piuttosto che rendere omaggio al leggendario regista.

Dottor Sleep forse vuole spiegare troppo nel dettaglio Shining

Shining è un film cerebrale, curato nei minimi dettagli da Kubrick, che non si è mai preoccupato di dare spiegazioni dettagliate di quanto effettivamente successo nell’Overlook Hotel, tanto che allo spettatore può rimanere il dubbio che le entità presenti nell’edificio siano in realtà il frutto della fantasia dei protagonisti. L’omonimo libro di King racconta invece una storia ambientata in un albergo effettivamente infestato dai fantasmi, descrivendo una situazione convenzionale nel genere horror. Probabilmente da questa differenza si è originato il pessimo giudizio sul film che King ha espresso quando è uscito, nel 1980, che non è mai mutato negli anni.

Ma è proprio il non detto quello che conferisce a Shining un fascino irresistibile, contribuendo a creare un crescendo di tensione, che si nutre del fatto che lo spettatore non è in grado di comprendere razionalmente quanto sta accadendo nei meandri tortuosi dell’albergo, metafora di quelli delle menti dei personaggi che si muovono al suo interno.

Questa componente è invece assente in Dottor Sleep, che non solo rivela i meccanismi del mondo paranormale che governa l’Overlook Hotel e i suoi ospiti, ma non crea reali situazioni di suspence, in quanto lo spettatore è quasi sempre bene informato su quanto accadrà nella scena successiva.

Più che un horror in senso stretto, insomma, questa pellicola potrebbe essere classificata come un film di intrattenimento, che si guarda bene dal volere veramente spaventare il pubblico, che può trascorrere piacevolmente due ore e mezzo del suo tempo assorbito nella sua visione, comodamente seduto nella sua poltrona. Sulla quale non farà molti sussulti, vista l’assenza di veri colpi di scena e l’estrema moderazione con la quale sono state rappresentate le situazioni potenzialmente più raccapriccianti.

Dottor Sleep: un film che si lascia guardare con piacere

La storia raccontata da Mike Flanagan è indubbiamente accattivante, anche se all’inizio forse scorre un po’ troppo lentamente. Merito anche dell’ottima recitazione del cast, a cominciare dal convincente Ewan McGregor, che interpreta Dan Torrance, a dall’affascinante Rebecca Ferguson, che impersona una ammaliante Rose Cilindro.

Probabilmente molti cultori di Shining non hanno apprezzato che i personaggi presenti anche nel cult movie abbiano cambiato volto. Forse in questo caso sarebbe stato meglio fare uso di effetti speciali per resuscitare gli originali. Oppure non citarli affatto.

Così come gli amanti del capolavoro di Kubrick probabilmente non hanno gradito neanche che troppi dettagli del mondo dell’Outlook Hotel siano stati rivelati, rovinando la magia e la fascinazione che il mistero sempre porta con sé. Dottor Sleep è forse anche troppo ricco di citazioni di Shining, concentrati nella parte finale della pellicola, probabilmente studiati proprio per fare un regalo agli appassionati del cult movie.

In definitiva un film che vale la pena vedere, anche per apprezzare come il cinema sia cambiato nei quarant’anni che separano le due pellicole. Dottor Sleep segue i canoni dei film d’intrattenimento contemporaneo, rinuncia a stupire, ma regala comunque oltre due ore di piacevole visione. Ma forse sarebbe stato meglio che Dan Torrance non fosse tornato sulle cime delle montagne del Colorado, dove riposa tranquillo il mito dell’immaginario Overlook Hotel. Forse sarebbe stato meglio che la storia si fosse svolta altrove. Perché è difficile, e forse pretestuoso, pensare di raggiungere di nuovo le vette toccate da Kubrick. E forse non ha molto senso cercare di dare spiegazioni razionali a ciò che ormai è diventato un mito del cinema.




TEATRO VERDI PORDENONE: MARTEDÌ 5 NOVEMBRE (ORE 20.30) IN ESCLUSIVA “QUESTO È IL TEMPO IN CUI ATTENDO LA GRAZIA”

Una biografia onirica e poetica di Pasolini attraverso le sue sceneggiature

PORDENONE – Un nuovo appuntamento al Teatro Verdi di Pordenone nell’ambito della rassegna “Tra Letteratura e Teatro”, il percorso ideato dal Verdi, con la sua consulente artistica per la prosa Natalia Di Iorio, in collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge che si avvale della media partnership di Radio Rai3 e la fondamentale collaborazione di Fondazione Friuli. La rassegna si compone di quattro spettacoli che spaziano dalla rilettura di alcuni romanzi cult all’esplorazione della musicalità della poesia incarnate nel corpo degli attori.

Tra le produzioni originali appositamente commissionate dal Verdi, spicca “Questo è il tempo in cui attendo la grazia”, in programma martedì 5 novembre (ore 20.30), una biografia onirica e poetica di Pier Paolo Pasolini attraverso le sue sceneggiature, fortemente voluto dal Teatro Verdi e affidata a quattro giovani e affermati artisti – Gabriele Portoghese, interprete della pièce e drammaturgo insieme a Fabio Condemi, anche regista, con l’udinese Fabio Cherstich alla drammaturgia dell’immagine e Igor Renzetti per i filmati – proposto in esclusiva a Pordenone e realizzato in collaborazione con il Teatro di Roma e il Centro Studi Pasolini di Casarsa.

Il lavoro – che rinnova l’annuale omaggio che il Verdi dedica ogni inizio novembre al poeta – crea un simbolico collegamento tra i due luoghi che hanno segnato la sua esistenza, in un viaggio a ritroso in tre tappe: da Ostia, terra della sua tragica morte – in un doppio passaggio tra Idroscalo e il Teatro del Lido – per finire a Pordenone, in Friuli, la regione della sua infanzia passando per Roma (al Teatro India), protagonista indiscussa del suo immaginario poetico.

Uno spettacolo originale costruito a partire dalle sceneggiature di Pasolini, per riflettere sul tema del vedere noi stessi e la realtà. In un periodo nel quale la capacità di osservare le cose si è atrofizzata, è stato scelto un materiale letterario dove la capacità di ‘guardare’ raggiunge livelli di chiarezza e di bellezza letteraria.

«Si è lavorato a una biografia poetica di Pasolini attraverso le sue sceneggiature – spiega il regista Condemi – ripercorrendo i momenti segnanti della sua vita utilizzando come materiale d’indagine i suoi soggetti cinematografici e le sue sceneggiature: è stato questo, secondo noi, il modo più immediato per entrare nell’universo pasoliniano, nella sua officina poetica. Lo sguardo su un mondo (quello contadino e preindustriale) che sta scomparendo, le periferie come luoghi di disperata e ultima ricerca della “grazia”, le folgorazioni figurative dei pittori medievali e manieristi scoperti a Bologna con Roberto Longhi. Ci confronteremo dunque con questo materiale, non con il suo cinema (cioè il prodotto definitivo delle sceneggiature). Uno sguardo, il suo, sempre in continuo movimento, pieno di echi antichissimi. Uno sguardo che ci riguarda, sempre».

«Con il progetto “Tra letteratura e teatro” abbiamo avviato una sperimentazione inedita e importante, spiega il Presidente del Verdi Giovanni Lessio: collaborando a produzioni originali e realizzando lavori commissionati ad hoc, il Verdi percorre a tutti gli effetti una nuova vena produttiva, diventando una sorta di teatro di produzione multiprogettuale». «Il percorso “Tra Letteratura e Teatro” è l’esempio concreto di ciò che Pordenone riesce a creare quando percorre sinergie di intenti fra realtà culturali d’eccellenza del territorio», fa eco il presidente di Fondazione Pordenonelegge Giovanni Pavan – «istituzioni che privilegiano l’intreccio di comuni percorsi caratterizzanti, come per le iniziative già intraprese sulla poesia: rinnovare e consolidare questa partnership con il Verdi è un impegno per noi prezioso per la valorizzazione culturale della città».

«Una gran parte della scena italiana, negli ultimi tempi, sembra trarre sempre maggiore ispirazione dal rapporto tra letteratura e teatro, conclude Natalia Di Iorio: un’urgenza creativa a cui valeva la pena dare spazio e che è stata premiata già nella passata Stagione dalla risposta degli spettatori».

informazioni e Biglietti: tel 0434247624 – biglietteria@comunalegiuseppeverdi.it

Caffè Licinio aperto dalle 19: caffè, drink e gusto.




IL 18° RALLYLEGEND 2020 SI SVOLGERA’ DALL’8 ALL’11 OTTOBRE DEL PROSSIMO ANNO

RALLYLEGEND 2020 A CALENDARIO DALL’8 ALL’11 OTTOBRE.

GIA’ FISSATA LA DATA DELLA EDIZIONE N. 18 DELLA FESTA DEI RALLY

(credit Dario Furlan)

Repubblica di San Marino. Non si sono ancora spenti gli echi della edizione di grande successo, andata in scena meno di un mese fa, che lo staff di Rallylegend è già all’opera per predisporre la prossima. Intanto è già stata decisa la data di svolgimento di Rallylegend 2020 edizione numero 18, fissata dall’8 all’11 ottobre del prossimo anno, in quello che ormai è il tradizionale week-end “allungato” dell’evento.

(credit Dario Furlan)

(credit Dario Furlan)

(credit Dario Furlan)

Scenario sarà, come sempre, la Repubblica di San Marino. Esclusivi e sorprendenti, come solo a Rallylegend, saranno contenuti, macchine e campioni presenti.

17° RALLYLEGEND 2019 : I CONTATTI

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