I.BI.S., dal 7 marzo a Udine plurilinguismo con successo

pluril1Non tutte le risorse preziose devono essere conservate e risparmiate. Ce ne sono alcune, tanto utili e preziose, che acquistano ulteriori forza e valore proprio in virtù del loro continuo e rinnovato utilizzo. Appartengono senza dubbio a questa seconda categoria le lingue, che nel contempo costituiscono una ricchezza, un diritto e una risorsa, da più punti di vista, come è stato ricordato anche recentemente, in occasione della Giornata internazionale della lingua madre, proclamata dall’Unesco a partire dal 2000.

Proprio la promozione della diversità linguistica, nelle sue diverse dimensioni, tra identità, dialogo interculturale, comunicazione e opportunità educativa, formativi, civica, economica e sociale, è il tema affrontato da I.BI.S. (Integrazione e Bilinguismo con Successo), percorso educativo elaborato dall’associazione Polonik, con il sostegno della Regione e con il patrocinio dell’ARLeF e dei Comuni di Udine e Martignacco.radosna-szkoła

L’iniziativa, organizzata dal sodalizio di promozione sociale che aggrega i polacchi residenti in Friuli-V.G. e che si propone di sviluppare le relazioni tra la comunità regionale e la Polonia e più in generale di promuovere la cultura polacca e il confronto tra questa e le altre espressioni culturali del territorio, comprende laboratori ludici e didattici per bambini su cultura e tradizioni polacche, momenti di aggregazione interculturale, una conferenza conclusiva ed una serie di incontri formativi per genitori ed insegnanti.

Il primo appuntamento è fissato per sabato 7 marzo, con inizio alle 16, presso la Fondazione Collegio della Provvidenza, in via Scrosoppi 2 a Udine, con Siria Rizzi e Massimiliano Godeassi che parlerano di Introduzione al bilinguismo e al modello della comunicazione bilingue’. Stesso, luogo, stessa ora e stessi relatori per l’incontro in programma il 21 marzo, in cui si affronteranno i pregiudizi contrari al bilinguismo, mentre il titolo della lezione in programma l’11 aprile, a cura di Marco Stolfo, è ‘Le lingue sono come le ciliegie: una tira l’altra’. La prima fase del progetto comprende altri due incontri con Siria Rizzi e Massimiliano Godeassi, il 9 e il 23 maggio, dedicati al linguaggio del corpo e alla trasmissione dei valori culturali.

I.BI.S. è organizzato da Polonik anche con la collaborazione del Modulo Jean Monnet MuMuCEI (Multilinguismo Cittadinanza multiculturale e Integrazione europea) e dei Dipartimenti di Scienze umane e Lingue e civiltà dell’Europa Centro-orientale dell’Università di Udine, nonché grazie alla partnership con Fondazione Collegio della Provvidenza, Parrocchie Santa Margherita del Gruagno e Buon Pastore di Udine, Associazione Mediatori di Comunità Onlus, Associazione La Tela, Associazione Lidrîs e Butui, Radio Onde Friulane, Istituto di Antropologia Comparata ONLUS, Centro per lo sviluppo transnazionale tra l’Italia e la Russia e Circolo Culturale Ceco.

La partecipazione a I.BI.S. è gratuita, ma è necessario iscriversi. Per saperne di più:  377-2746991, www.polonik.org e info@polonik.it.




NAPOLI : 7 marzo “Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia” – Nuovo format di NarteA

La Locandina dello spettacolo

La Locandina dello spettacolo

Non esistono doveri morali se non come vuoti termini coniati dalla società. Era il 4 marzo 1958 quando sulla Gazzetta Ufficiale fu pubblicata la legge Merlin per: “l’abolizione immediata della regolamentazione della prostituzione, norme più severe contro lo sfruttamento della prostituzione stessa, nonché la chiusura su tutto il territorio dei postriboli entro sei mesi“. Dal 1948 ad oggi, le “case chiuse” restano una tematica su cui l’opinione comune si divide, ma com’era la vita di queste veneri vaganti dell’epoca? Negli anni ’50 Napoli contava circa 900 case di piacere: tra le umili lupanare dei Quartieri Spagnoli ai bordelli lussuosi di via Toledo non si trovavano solo donne di postriboli o meretrici tesserate, ma le storie di Napoli…perché la storia di un popolo passa anche attraverso le lenzuola

Marianita Carfora

Marianita Carfora

stropicciate di alcuni letti.   Prima della Merlin, nel 1860, il governo Cavour pubblicò un regolamento sulla prostituzione che fu esteso a tutte le province annesse al Regno. Emanato per prevenire la riacutizzazione della sifilide nell’esercito piemontese in guerra, questa norma non fu applicata solo a scopi sanitari. Tale regolamento rappresentava infatti uno strumento di controllo sulle donne da parte della società. In particolare, si autorizzava l’apertura di postriboli di Stato divisi in categorie, tassando il meretricio con imposte da versare nelle casse statali. Mille ruffiani aprirono, in pratica, i cancelli dell’ “Apocalisse”, nascondendosi tra le pieghe dell’ipocrisia.  Oltre la casa del famosissimo Domenico Mondragone, esistono altri antichi luoghi napoletani dove l’arte della seduzione nasconde in seno la storia partenopea: per la prima volta assoluta, sabato 7 marzo 2015 (dalle ore 19:00) l’Associazione Culturale NarteA alza il sipario al n°55 di via Toledo con “Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia“, un nuovo format teatralizzato che, seguendo le impronte del tempo, indaga la storia del mestiere più antico del mondo per svelare pagine di storie occultate. In scena gli attori professionisti Marianita Carfora, Annalisa Direttore, Peppe Romano, Katia Tannoia, con musica del Maestro Andrea Avagliano. Testi e regia di Febo Quercia, art director dell’Associazione Culturale NarteA.

 

Per partecipare all’evento, è obbligatoria la prenotazione ai numeri 339.7020849 – 334.6227785. La quota di partecipazione è di €12,00 a persona.

 




“La favola di Orfeo” al Teatro Bobbio per il Teatro Ragazzi.Domenica 8 marzo alle ore 11

La favola di Orfeo” parte proprio dal mito Greco. Orfeo, con la sua musica è capace di incantare tutti e di ammansire le fiere, ma la ninfa Euridice lo fa innamorare. Per lei, avendola persa, Orfeo è deciso ad affrontare ogni sfida. Buio, paura o il regno delle ombre non lo fermeranno dal suo scopo. Con la sua musica riuscirà a non avere paura di Caronte o di Cerbero, il cane a tre teste, e con il suo Favola 3 3_1canto muoverà a pieta anche Ade e Apollo che lo trasformerà in una costellazione. Orfeo stella ed Euridice aria si ritrovano quindi abbracciati per l’eternità, e basta alzare lo sguardo, di sera, per poterli vedere.

Raccontare un mito ai più piccoli diventa quindi un gioco di musica e parole, amplificate dagli elementi scenici di Marcello Chiarenza. Daniela Nicosia firma la regia dello spettacolo interpretato da Silvia Nanni e Solimano Pontarollo.

Per “La favola di Orfeo”, inserito nella Rassegna Ti racconto una fiaba, il biglietto unico è di 7 euro; “Card Teatro Bobbio” per 5 ingressi a 25 euro; “Card Teatro Bobbio” per 8 ingressi a 36 euro. Gli ingressi delle due Card sono non nominali e usufruibili per tutti i titoli di TI RACCONTO UNA FIABA.

Informazioni: 040.390613; teatroragazzi@contrada.it; www.contradateatroragazzi.it.




Giovedì 12 marzo alle 21.30 Ritorna finalmente al teatro Miela BOB LOG III.

Ritorna finalmente al teatro Miela. Dopo quasi 7 anni dalla scorsa pirotecnica esibizione. Si, proprio lui… Quel pazzo, maniaco, misogino, pervertito e buffone di BOB LOG III.

Eccolo… Sale su un palco un tizio vestito da uomo-proiettile e con un bizzarro casco da motociclista in testa con una cornetta telefonica incastonata nella visiera. La faccia non si vede, nessuno sa chi sia (ma si, noi si, lo sappiamo). Attaccata alla visiera del casco, c’è una cornetta telefonica con cui comunica al pubblico e canta. Si piazza al centro del palco seduto su uno sgabello con una chitarra acustica elettrificata appesa al collo e con i piedi comincia ad azionare i pedali di alcuni pezzi di batteria e varie altre bizzarre percussioni. E poi comincia a suonare la chitarra come un demone, quasi sempre con la tecnica blues dello slide o con un fingerpicking imbizzarrito. Mentre suona, comunica con il pubblico e canta attraverso la cornetta telefonica incastonata nel casco.

Stravaganza, si, ma allo stesso tempo grande musica. La sua è una combinazione incendiaria di blues marcio, boogie-rock suonato alla velocità della luce e garage-blues ossuto e martellante. La sua tuta aderente da pattinatore è un tutt’uno con la sua pelle, attaccata dal sudore di esibizioni forsennate. Bizzarria e talento sono un mix esplosivo che fa di lui una one-man band tra le più richieste del pianeta con una media di circa 150 esibizioni l’anno.

Narra la leggenda che abbia perso la mano sinistra quando era bambino, e adesso si ritrova al suo posto una zampa di scimmia che gli consente di suonare la sua amata vecchia Silvertone Archtop a velocità forsennate e dimostra di avere anche ottime capacità ritmiche (“Bump Pow!”), di saper utilizzare con folle originalità le pause blues e di mantenere desta l’attenzione anche quando il ritmo vorticoso delle note concede una pausa.

Folle, sporco e divertentissimo. Garage ‘n’ roll a base di alcol e sesso. Busker-blues dalle periferie dell’America. Perché poi scopri che in America Bob Log III è una specie di leggenda vivente: l’inventore del “Tit clapping” e del “Boob Scotch” (“Put your boob in my scotch/Come on get your tit in my drink”, da “Boob Scotch”, brano dell’album “Bomb Log” del 2003), elogiato da Tom Waits che l’ha definito “the loudest strangest stuff you’ve ever heard” e punto focale di un piccolo culto che vede protagonista l’etichetta Fat Possum e molti vecchi e giovani bluesman (T-Model Ford, Junior Kimbrough, R. L. Burnside).

Originario di Tucson, Arizona, è cresciuto ascoltando Chuck Berry, Bo Diddley e gli AC/DC. Entrato in possesso di una chitarra all’età di 11 anni, a 16 anni si innamora del Delta Blues, modellando il suo stile chitarristico su quello del chitarrista ‘Mississippi’ Fred McDowell. Inizia la sua carriera con i Mondo Guano, una band metal blues di quattro elementi. Al termine di questa esperienza, Log diventa metà del duo Delta blues Doo Rag con Thermos Malling. Un bel giorno Malling abbandona la band proprio nel mezzo di un tour. Rimasto solo sulla strada per Chicago, Log decide di continuare il tour come one-man band “Ho comprato un elmetto in un negozio d’armi a Lawrence e ho pensato: indosso quell’elmetto, prendo a calci il case della mia chitarra e vediamo cosa succede”. Più tardi acquista una cassa e un cembalo, corredati di un pedale customizzato. Questi nuovi strumenti, combinati con il suo stile di chitarra slide, la voce distorta dal microfono del telefono e un accompagnamento ritmico latineggiante, costituiranno la cornice compositiva delle canzoni di Log.

Opening acts: FRANCO TORO LONESOME PICKER  BEAT ON ROTTEN WOODS

organizzazione: Bonawentura  Prevendita c/o biglietteria del teatro tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00; www.vivaticket.it   Info:www@miela.it

Luca Monna




Mostra fotografica “Cibus – Quando il cibo diventa arte”, dal 7 al 22 marzo gratuitamente al Centro della Fotografia in via Plinio 85, TARANTO

Giochi e abbinamenti di forme e colori con cibi di varia natura. Dieta mediterranea, tradizioni culinarie, diritto alla nutrizione. Ma anche temi sociali e culturali legati all’alimentazione. Il tutto visto attraverso la lente di una fotocamera. Questo e molto altro sarà “Cibus – Quando il cibo diventa arte”, la nuova mostra fotografica realizzata dalla collettiva “Donne senza volto”, sezione femminile del circolo fotografico “Il Castello” di Taranto.

L’esposizione, giunta alla sua ottava edizione, sarà visitabile gratuitamente al Centro della Fotografia in via Plinio 85, sede dell’associazione, dal 7 al 22 marzo. Gli orari d’apertura saranno dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 20.30. La sera dell’inaugurazione, sabato 7 marzo alle 19.30, ci sarà un intervento critico da parte di Federica Cerami, curatrice di mostre, docente di fotografia e ideatrice di concorsi e manifestazioni, già ospite dell’ultima edizione di FotoArte Puglia.

Le immagini realizzate dalle fotografe della collettiva, quest’anno 22, sono liberamente ispirate ai temi dell’Expo 2015, la grande fiera internazionale che sarà dedicata, come evidenziato dal sottotitolo “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, a tutto ciò che ruota intorno all’alimentazione e al cibo. L’evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Taranto, della Provincia di Taranto e della Consigliera di Parità Barbara Gambillara, e con quello della Fiaf – Federazione italiana associazioni fotografiche –, riferimento S11/2015.

Per ulteriori informazioni:  Numero telefonico: 392.5000997 – Presidenza circolo fotografico “Il Castello”

Indirizzo: Centro della Fotografia – via Plinio, 85 – 74123 Taranto    E-mail: presidenza@cfilcastello.it, rosa.cambara@libero.it, maria.putignano2@tin.it




Da venerdì 6 a domenica 8 marzo. Andrà in scena I vicini spettacolo scritto e diretto da Fausto Paravidino AL TEATRO ROSSETTI DI TRIESTE

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI ©«È un incubo, ma finisce bene. Parla di paura, della paura dei vicini e di un fantasma…» A Fausto Paravidino – uno degli autori del panorama italiano più accreditati e amati, anche a livello internazionale (nel 2011 ha diretto un proprio testo alla Comedie Française di Parigi, una delle istituzioni più prestigiose d’Europa) – sono sufficienti poche parole per introdurci nel suo nuovo lavoro, I vicini, di cui è anche regista e uno dei protagonisti. La pièce, che si incentra appunto sulla paura – in un momento come quello che stiamo vivendo, in cui improvvisamente tutto sembra poterci minacciare – sta incontrando ovunque il favore del pubblico e della critica.I VICINI5
I vicini di Fausto Paravidino, sarà in scena al Politeama Rossetti da venerdì 6 a domenica 8 marzo, ospite del cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
«Lui sente dei rumori provenire dal pianerottolo – racconta Paravidino – (…) Quando Greta torna a casa glielo dice, mentre lei non c’era lui ha visto i vicini. Com’erano? Lui non sa dire, vedere non è capire, però ne ha paura. Perché? E chi lo sa, se sapessimo esattamente di cosa abbiamo paura, probabilmente paura non ne avremmo. Lui ha paura dei vicini… E Greta? Greta no. Anzi, non vede l’ora di farne la conoscenza, © TUTTI I DIRITTI RISERVATI ©lei ha paura della vecchia. Che vecchia? La vecchia che vede di notte. La vicina che c’era prima che arrivassero i nuovi vicini. È un sogno? No. È un fantasma? (…) Lui, come la maggior parte delle persone che non li vedono, non crede ai fantasmi, Greta, come la maggior parte delle persone che li vedono, sì, un po’ ci crede. I vicini, ovvero Chiara e suo marito, non sembrano affatto pericolosi. Una sera si incontrano persino, tutti e quattro. Quella sera succedono cose strane, però non spiacevoli, bene. Solo che la notte la vecchia ricompare (…) Una pièce su noi stessi, sugli altri, su noi stessi e gli altri, sui vicini lontani, sulla guerra, su quello che è reale, su quello che è immaginato, su quello che è reale perché è immaginato. Un po’ come certi fantasmi, un po’ come certo teatro».
I vicini è scritto e diretto da Fausto Paravidino che ne è anche protagonista, nel ruolo di “Lui”. Iris Fusetti interpreta Greta, la sua compagna, Sara Putignano è Chiara, la I VICINI, di Fausto Paravidinonuova vicina, Savide Lorino è Mario, suo marito. Monica Samassa è la misteriosa Vecchia. Le scene sono di Laura Benzi, i costumi sono di Sandra Cardini, le luci sono create da Lorenzo Carlucci e le musiche da Enrico Melozzi.Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano.
Repliche da venerdì 6 a domenica 8 marzo; le prime due recite sono serali con inizio alle 20.30 e quella di domenica 8 marzo si tiene come di consueto la pomeridiana alle ore 16. I posti ancora disponibili si possono acquistare presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti e accedendo attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.
 



La grande Trieste negli incontri con storici e studiosi

Al via il ciclo di “Incontri su La grande Trieste” organizzati dal Comune di Trieste quali momenti di approfondimento tematico e dal taglio storico-divulgativo, collaterali alla mostra promossa con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, delle Assicurazioni Generali e della Fondazione CRTrieste. Il primo degli appuntamenti – che si terranno tutti, dalle 17.30 alle 19.00, nell’Auditorium del Salone degli Incanti – Ex Pescheria – già questo venerdì 6 marzo: sarà dedicato a “25 anni d’arte. Una nuova e diversa scintillazione” grazie agli interventi di Maria Masau Dan, Susanna Gregorat e Francesca Nodari.   Si proseguirà martedì 10 marzo con Nicola Bressi sul tema “Dalla scienza al turismo: grande Trieste e grandi Scoperte” per concludere poi la prima settimana di incontri venerdì 13 con la relazione di Claudia Morgan su “La grande Trieste vista dai fotografi dilettanti e di strada”. Organizzati in collaborazione con l’Archivio di Stato di Trieste, la Deputazione di Storia Patria per la Venezia Giulia, l’IRSML – Istituto regionale per la storia del Movimento di Liberazione nel Friuli Venezia Giulia, la Narodna in študijska knjižnica / Biblioteca Nazionale Slovena e l’Università degli Studi di Trieste, proseguiranno fino a fine aprile, con ingresso libero (fino ad esaurimento posti).  Tra i relatori invitati a partecipare dal Comune di Trieste storici e studiosi impegnati nella ricostruzione di un periodo ancora poco conosciuto – quello della mostra, dal 1891 al 1914 – e anche per questo ricco di contenuti inediti sulla vita culturale, economica e sociale della città.




Sabato 7 marzo. Al Teatro Nuovo un appuntamento irrinunciabile con l’energia e il talento dei ballerini del Bayerisches Staatsballett II

Sabato 7 marzo, alle ore 20.45, l’ultimo appuntamento del Cartellone di Danza 2014/15 del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, vedrà esibirsi in palcoscenico il BAYERISCHES STAATSBALLETT II del direttore artistico Ivan Liška.

Per energia e pura gioia di danzare il Bayerisches Staatsballett II è stato definito “un gioiello” dalla critica internazionale durante la recente tournée europea. I 16 ballerini di formazione classica, selezionati dalle accademie di tutto il mondo, hanno la possibilità di crescere costantemente grazie al continuo confronto con coreografi e artisti di fama mondiale. È grazie a questi incontri che, anno dopo anno, si accresce l’originale repertorio del Bayerisches Staatsballett II, che riflette sia le correnti estetiche contemporanee che i capolavori della storia del balletto, attraverso grandi nomi quali Marius Petipa, George Balanchine, Hans van Manen, Jiři Kylián e Nacho Duato.

Il programma per il Teatro di Udine  permetterà un vertiginoso viaggio negli stili e nel tempo, proponendo due coreografie di Balanchine di metà Novecento (che disse definendole: “Allegro Brillante contiene in 13 minuti tutto ciò che conosco sul balletto classico”), una coreografia dello spagnolo Nacho Duato che si appoggia alla voce folk della catalana Maria del Mar Bonet e ancora uno stupefacente dialogo di forme ed energie di corpi danzanti sui ritmi di  Harry Belafonte e Benny Goodman nella coreografia di Richard Siegal.

Concludono il programma le eleganti tensioni dell’animo della creazione del 1999 del maestro olandese van Manen sulla insolita Petite Symphonie concertante del compositore svizzero Frank Martin.




NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO ‘Qualcosa rimane’ Monica Guerritore in prima regionale Giovedì 5 marzo,

Guerritore MonicaPrima regionale, giovedì 5 marzo, alle 21, al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isozno che ospiterà Monica Guerritore e Lucilla Mininno in ‘Qualcosa rimane’ commedia drammatica di Donald Margulies (Premio Pulitzer 2000). Tratta il tema dello scontro generazionale tra una scrittrice di grande talento e fama (Ruth Steiner interpretata da Monica Guerritore), che alterna la pubblicazione di romanzi di successo all’insegnamento a pochi giovani allievi dotati e una giovane scrittrice (Lisa Morrison interpretata da Lucilla Mininno), affamata di tutto. La donna ha un vissuto misterioso, che è allo stesso tempo dolore e nascita del suo diventare ‘scrittrice’ e che rivelerà alla sua allieva/amica solo a seguito dell’intimità che si verrà a creare tra loro: la complessa relazione affettiva, quando era una giovanissima aspirante scrittrice, con Delmore Schwartz, poeta, filosofo, scrittore, mentore tra l’altro di Lou Reed all’Università di Syracuse e protagonista del Dono di Humboldt di Saul Bellow e l’esperienza nel mondo rivoluzionario della Beat Generation (Ginsberg, Kerouac, William Borroughs…). La giovanissima Lisa

Lucilla Mininno

Lucilla Mininno

percepisce la potenza di quel mondo, fatto di esperienze, ma la fretta, dominus della gioventù, le fa sembrare impossibile arrivare a tanta ricchezza creativa. Lei che ha tempo non vuole sprecarlo: vuole scrivere, vuole produrre, vuole pubblicare anche a costo di tradire… Sono i tempi e le dinamiche che viviamo: il tempo fa si che le esperienze (quali che siano) sviluppino in noi via via radici salde e profonde. Ciò che emerge nel mondo di fuori è nutrito, alimentato da quel tessuto radicolare, che essendo però invisibile, non ha valore per chi invece vive la sua giovane età non prendendo in considerazione le fessure (squarci della coscienza) interiori (anche del pensiero). «Questi sono i temi, tanti e fluidi, così come la vita insegna, che scruto con la mia regia – spiega Monica Guerritore -, la mia visione del testo che come spesso mi accade travalicherà il testo scritto, per andare a cercare…capire… Per me il teatro è innanzitutto il “cosa”…e poi c’è il “come”…Lou Reed, Patti Smith, Leonard Cohen, allievi di quegli artisti saranno in scena con le loro stupende ballate. Ho fortemente voluto Lucilla Mininno, per interpretare il complesso ruolo della giovane Lisa Morrison e a confrontarsi con me nel ruolo di Ruth Steiner. Rivedo in lei me giovane donna nei miei primi grandi ruoli e la grinta e il talento dei miei anni: sarà una dura lotta. Lunga. Che non si esaurisce in una sera in palcoscenico… Il teatro è anche questo. É faticoso ed emozionante. Al cielo si sale con le mani. Non ci sono ali (o aiutini, scorciatoie). Ci sono le mani… le nostre operose mani. Ci vediamo in palcoscenico».

Biglietteria aperta un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.




Azzano Decimo: Rossella Brescia è “Carmen” sabato 7 marzo

Azzano Decimo – Prosegue con un appuntamento dedicato alla danza la stagione del Circuito Multidisciplinare del FVG. La sinergia tra ERT, a.ArtistiAssociati e Comune di Azzano Decimo permetterà al pubblico del Teatro Marcello Mascherini di assistere a Carmen, balletto tra i più apprezzati nell’intero panorama nazionale (premi Danza & Danza e Ginestra d’Oro). Il balletto in due atti firmato da Luciano Cannito e interpretato da Rossella Brescia ha già fatto segnare il tutto esaurito nelle due date ospitate in Friuli in dicembre e torna a grande richiesta sabato 7 Carmen 4_lightmarzo alle 21 ad Azzano Decimo. Con Rossella Brescia sul palco un talentuoso corpo di ballo dal quale spicca per tecnica e fisicità Josè Perez.

Luciano Cannito in questa rielaborazione dell’opera di Bizet, ha spostato l’azione dalla Spagna del Ottocento alla Lampedusa di oggi dove un gruppo di profughi sbarca dopo un viaggio disperato. Sfruttati dallo scafista Escamillo, i migranti sono braccati dalle forze dell’ordine comandate dal severo carabiniere Don Josè. L’amore travolgente tra Carmen e Don Josè porterà quest’ultimo a tentare di piegare il fiero spirito ribelle della sua amata ad una vita perbene, fatta di routine, belle passeggiate e tanta televisione. La passione si trasforma in noia, solitudine, angoscia.
Carmen, non sa e non può vivere in una gabbia di mediocrità. Fugge e torna dai suoi amici al campo profughi. Fugge tra le braccia di Escamillo, ben consapevole di quello che l’aspetta…
La potenza della musica di Bizet è riuscita a far diventare
Carmen un archetipo universale della passione estrema, della voluttà, della forza e dell’istinto. Carmen è il sole dei Sud, la felice disperazione di possedere solo se stessi e la propria libertà.
“Carmen – spiega Cannito – può essere oggi una sudanese, una kurda, un’afghana, una kosovara, una pakistana, e non ha paura di rischiare tutto per la propria libertà. È una giovane donna che, come una leonessa, sa di possedere forza, bellezza, potenza e libertà”.

Maggiori informazioni al sito www.teatromascherini.it o contattando l’Ufficio Cultura del Comune di Azzano Decimo (0434.636720/21 –cultura@comune.azzanodecimo.pn.it).