Audiodrammi in Teatro: “E Johnny prese il fucile” a Monfalcone

LOCANDINA-JOHNNY-MONFALCONE-GIUSTA-LIGHTEntri in teatro… Indossi la cuffia… Ascolti la radio…               Ti avvolge la storia.

“Io sono un morto ancora vivo.   Io sono un vivo già morto”

Continua il tour nei teatri di “E Johnny prese il fucile”, l’ultimo audiodramma prodotto da Fonderia Mercury. Il 29 gennaio, ore 20,45, sarà allestito al Teatro Comunale di Monfalcone (Go), con adattamento e regia di Sergio Ferrentino, con Marco Baliani, Deborah Morese e Roberto Recchia.

Il palco si trasformerà in uno studio radiofonico: agli spettatori verranno distribuite delle radiocuffie per assistere all’allestimento che avverrà attraverso un microfono binaurale, che permette di recuperare i suoni a 360°.

TestaUna mente che non si arrende: …- – -… (SOS). Il dramma della guerra è affrontato attraverso i pensieri del soldato Johnny, che passa dalla trincea della Grande Guerra al confino nel proprio corpo, trovando il modo di scandire il tempo, combattendo tra incubi e ricordi, in un flusso di ragionamenti sulla vita, la guerra, Dio, fino al momento in cui riesce a comunicare con l’esterno della sua prigione di carne, lanciando un ultimo disperato SOS al mondo che lo circonda.

Il romanzo nasce dalla penna di Dalton Trumbo nel 1938 e nel 1971 lo trasformerà in un film. Fonderia Mercury lo ripropone come audiodramma che ha debuttato via etere nel maggio 2014 sulla Rete Due della Radio Svizzera e in teatro all’ultima edizione del  Festivaletteratura di Mantova di settembre.

Dalton Trumbo è stato uno sceneggiatore, regista e scrittore statunitense. Nel 1938 scrive E Johnny prese il fucile. Durante il maccartismo, E Johnny prese il fucile a Torino 1viene inserito nella lista nera di Hollywood e nel 1950 sconta 11 mesi di prigione. Sotto falso nome, vince due Oscar. Denuncia contro la guerra, grido di indignazione, attacco alla scienza e all’esercito, interrogazione sull’esistenza di Dio, il romanzo E Johnny prese il fucile vince il National Book Award nel 1939, anno della pubblicazione, ma dopo l’episodio di Pearl Harbour, viene ritirato dalle librerie. Dal 1945 ricompare al pubblico e diventa un monito contro la guerra ogni volta che l’America entra in conflitto. Nel 1971, non senza difficoltà, Trumbo esordisce alla regia all’età di 66 anni e dirige l’adattamento cinematografico del romanzo.

INFO E PRENOTAZIONI: Teatro Comunale, Corso del Popolo, 20, Monfalcone (Go), 0481/494 369, 0481/494 664 e teatromonfalcone.it




Da martedì 27 gennaio in prevendita gli irrinunciabili appuntamenti di Febbraio del Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Martedì 27 gennaio prenderà il via la prevendita per gli appuntamenti di febbraio del cartellone 2014/15 del Teatro Nuovo Giovanni da Udine. La programmazione del mese di febbraio inizierà con una coppia di attori di conclamata fama: Pamela Villoresi e Claudio Casadio per il testo di Massimo Carlotto, Il mondo non mi deve nulla, regia di Francesco Zecca, in scena dal 3 al 5 febbraio. Sabato 7 febbraio un appuntamento sinfonico di grande prestigio con l’eccellente Konzerthausochester Berlin diretta da Michael Sanderling, solista Martin Helmchen, in un programma dedicato ai grandi compositori russi del ‘900: la Suite n. 1 da Cenerentola e il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra, di Sergej Prokof’ev e la monumentale Sinfonia n. 5 di Dmitrij Šostakovich. Domenica 8 febbraio andrà in scena un nuovo appuntamento della rassegna Teatro Bambino con l’imperdibile Cenerentola, mentre il sabato 14 febbraio è in programma un imperdibile Avaro di Moliere realizzato dalla Compagnia Quelli di Grock con la regia di Valeria Cavalli e Claudio Intropido. Un appuntamento di grande richiamo sarà la danza verticale della compagnia di Emiliano Pellisari che rifacendosi alla tradizione italiana del “teatro della meraviglia” di epoca barocca, propone una originalissima lettura in forma di danza visiva della Divina Commedia di Dante. Lo spettacolo, intitolato Dall’Inferno al Paradiso andrà in scena dal 17 al 19 febbraio. Domenica 22 febbraio prestigiose coppie di solisti internazionali, si esibiranno in una selezione di coreografie tra le più amate del repertorio del balletto classico e tra le più rappresentative del repertorio contemporaneo intitolata: Variations sur pas de deux. Protagonisti Venus Villa e Rolando Sarabia, Anbeta Toromani e Alessandro Macario, Stefania Figliossi e Hektor Budlla, Adelina Pastor e Davit Jeyranyan. Si passera quindi ad Antigone 1939 (in scena il 28 febbraio), opera tratta da Sofocle da Ippogrifo Produzioni, giovane compagnia di Verona che con la regia di Alberto Rizzi cura meticolosamente ogni aspetto dello spettacolo. Si ricorda inoltre che sono sempre disponibili i biglietti per gli spettacoli organizzati in collaborazione con Azalea Promotion e quelli per le proposte della rassegna “In Arte Comici”, organizzata in collaborazione con CSS Teatro stabile del FVG: Father and Son con Claudio Bisio (25 e 26 febbraio) e per l’ospitalità internazionale “Open for Everything“, spettacolo di Constanza Macras (17 e 18 aprile).

La Biglietteria è attiva da martedì a sabato (dalle 16.00 alle 19.00), martedì 27 gennaio sarà aperta anche la mattina, dalle 9.30 alle 12.30. Il servizio di prevendita è disponibile anche online. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.teatroudine.it




“FRANCESCO E I BURATTINI” VENERDI’ 13 FEB. 2015 DALLE ORE 19:00 FONDAZIONE “LUIGI BON” – COLUGNA TAVAGNACCO (UD)

 IN SCENA LO SPETTACOLO TEATRALE CON CONFERENZA DI IGOR SIBALDI

“Francesco e i Burattini” è uno spettacolo teatrale tratto dall’omonimo libro, scritto e diretto da IGOR SIBALDI. Una tournèe già ospitata in precedenza a Milano, Torino, Bologna e Firenze dove ha riscosso un grande successo e che toccherà, nei prossimi mesi, molte altre città italiane. Venerdì 13 Febbraio dalle ore 19:00 presso la fondazione “Luigi Bon”, Via Patrioti 9 – Colugna Tavagnacco (Udine) si susseguiranno due eventi dal forte sapore artistico e culturale:

 Ore 19:00 conferenza su Francesco d’Assisi tenuta dal Prof. Igor Sibaldi

 Ore 20:30 spettacolo teatrale “Francesco e i burattini”

“Francesco e i Burattini” è uno spettacolo liberamente tratto dal testo “Francesco e i Burattini” di Igor Sibaldi e interpretato da Silvia Pernarella, Roberto Brancati. Sulla scena anche i burattini scolpiti dal Maestro piemontese Natale Panaro. La regia dello spettacolo teatrale è di Igor Sibaldi noto scrittore, filosofo, studioso di teologia e conferenziere in Italia e nel mondo. I costumi dell’Atelier Brancato di Milano e le musiche sono eseguite dal vivo dal musicista compositore Mauro Marenghi .                                                                                                                “Francesco e i Burattini” è uno spettacolo intimo e delicato che accarezza lo spirito dello spettatore invitandolo in un viaggio alle origini dell’Umanesimo. La vita del Poeta di Assisi è raccontata, con affetto e trasporto da alcuni testimoni del suo passaggio terreno in una lettura appassionata e disillusa delle impronte indelebili lasciate dai gesti del Francesco uomo-filosofo-attore. Sulla scena, insieme agli attori, anche i burattini: entità manovrate da sentimenti contrastanti, tra interessi sociali e personali, che rappresentano altrettanti soggetti coinvolti, più o meno occultamente, nella direzione del destino, tragico infine, di Francesco da Assisi. Un lavoro che tende a spronare l’uomo contemporaneo all’identificazione e alla scoperta delle forze che “intridono” le masse e gli individui, ponendo l’accento sulla fragilità e sul coraggio dell’essere autentici oggi, usando e criticando la Storia come si fa con una saggia maestra di vita”. Roberto Brancati: “Io sono La Burattinaia, la

Silvia Pernarella, Roberto Brancati.

Silvia Pernarella, Roberto Brancati.

morte che rende possibile la vita, l’affettuosa e implacabile compagna di viaggio del Frate che spera e s’illude che l’uomo Francesco non soffra e che viva per sempre. Una grande meravigliosa responsabilità che accolgo con gratitudine. Lo spettacolo racconta di un Francesco inedito e profondamente vero, accorcia la distanza tra santità (ideale) e coraggio (viscerale) e riavvicina ognuno alla parte più grande e luminosa di sé. È una carezza amorevole e un monito a vivere davvero. Acqua nel deserto. Mi sa che ci vado, a teatro.”
Silvia Pernarella: “Il mio ruolo è quello di una donna che crede nei miracoli, che anche quando tutto è perduto continua a pensare che tutto sia possibile. L’ammiro molto. Dallo spettacolo la gente deve aspettarsi di vedere la storia in un modo completamente nuovo, ma noi vorremmo che si aspettassero di vedere il teatro in un modo completamente nuovo e travolgente.

Durata 80 minuti– con un intervallo di 15

Alla realizzazione dell’evento ha collaborato l’Associazione Culturale asd “tra cielo e terra” di Udine
Per informazioni e prenotazioni: Monica info.cieloterra@gmail.com – Mobile 349 8901350




TRIESTE FILM FESTIVAL I VINCITORI

Un’edizione del festival che ha confernato il trend positivo dello scorso anno, registrando un leggero aumento degli spettatori e il sold out della Sala Tripcovich nei suoi 1000 posti sia per la serata inaugurale che per Tigers del premio Oscar Danis Tanovic.
Tra il TsFF e la sezione Industry When East meets West sono arrivati in città quasi 500 ospiti, alloggiati in 7 strutture alberghiere.
A WEMW sono arrivati 285 i progetti per la selezione. Sono 30 i Paesi rappresentati, oltre 150 i decision makers internazionali presenti a Trieste, più di 400 gli incontri one-to-one.

 
Ecco i vincitori della ventiseiesima edizione del Trieste Film Festival e di When East Meets West:

 

 Il pubblico ha decretato i seguenti vincitori:

CONCORSO LUNGOMETRAGGI :

Il PREMIO TRIESTE al Miglior lungometraggio in concorso (€ 5.000) va a:

SIMINDIS KUNDZULI (L’isola del granturco / Corn Island) di / by George Ovashvili,

Georgia – Germania – Francia – Rep.Ceca – Kazakistan – Ungheria 2014

Corn Island

Corn Island

CONCORSO DOCUMENTARI :

Something Better to Come. Priority Still

Something Better to Come. Priority Still

Il PREMIO ALPE ADRIA CINEMA al Miglior documentario in concorso (€ 2.500) va a:

SOMETHING BETTER TO COME (Qualcosa di meglio verrà) di / by Hanna Polak,

Danimarca – Polonia / Denmark – Poland 2014

 CONCORSO CORTOMETRAGGI :

Il PREMIO TFF CORTI al Miglior cortometraggio in concorso (€ 2.000) va a:

DAVAY NE SYOGODNI (Facciamo la prossima volta / Not Today) di / by Christina Syvolap, Ucraina / Ukraine 2014

 Il PREMIO InCE (Iniziativa Centro Europea) 2015 (€ 3.000) viene assegnato a

Tiha K. Gudac per il film GOLI (Isola nuda, Croazia 2014 ) perché denuncia come il passato di una nazione possa avere ancora conseguenze sul presente.

 Il PREMIO CORSO SALANI 2015 (€ 2.000), assegnato dalla giuria composta da Manuela Buono, Lorenzo Esposito e Alessandro Raja, al miglior film della sezione ITALIAN SCREENINGS offerto dall’Associazione Corso Salani va a:

 FRASTUONO (Uproar) di / by Davide Maldi, Italia / Italy 2014

Frastuono

Frastuono

 con la seguente motivazione: “Per la ricerca visiva e sonora, per la geometria inesatta delle composizioni e per l’idea filmica di uno spazio interiore vulnerabile e dissonante.”

Il PREMIO SKYARTE assegnato dal canale Sky Arte HD attraverso l’acquisizione e la diffusione di uno dei film della sezione TRIESTE FF ART & SOUND va a:

 ROCKS IN MY POCKETS (Sassi nelle mie tasche) di / by Signe Baumane,

USA – Lettonia / USA – Latvia, 2014

 Il Premio MATTADOR per il Miglior soggetto di 1.500 euro, offerto dalla Provincia di Trieste va a:

THE VILLAGE (Il villaggio) di / by Marcello Bisogno e / and Mirko Ingrassia (Italia / Italy)

 

 




Teatro In Fabula presenta Le 95 tesi Una storia di Lutero 27 gennaio al Teatro Piccolo Bellini di Napoli, ore 21

Martedì 27 gennaio alle ore 21 al Teatro Piccolo Bellini di Napoli, Teatro in Fabula in collaborazione con il Teatro Bellini di Napoli presenta Le 95 tesi – Una storia di Lutero, progetto e regia a cura di Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo, con Raffaele Ausiello, Sergio Del Prete, Aniello Mallardo, Alessandro Paschitto e Antonio Piccolo.Le 95 tesi

Teatro in Fabula è un collettivo di giovani attori che lavora insieme dal 2010 ottenendo da subito un buon riscontro da parte della critica teatrale e donando un teatro di parola e di azioni agli spettatori. Per continuare a seguire tale intento, il progetto prevede il coinvolgimento diretto del pubblico attraverso forme alternative e all’utilizzo dei social network.

Inoltre alla realizzazione dello spettacolo hanno partecipato attivamente circa 20 giovani professionisti, alcuni dei quali appartenenti alla fascia di età degli under 30 che lavorano in campo teatrale.

Lo spettacolo vuole offrire un punto di vista originale sull’uomo comune e sulle sue imperfezioni, sviluppando in particolare uno dei temi più cari all’uomo, ovvero quello dei sogni.

Il Lutero di questo lavoro non è solo il noto riformatore religioso. Non è tanto il personaggio storico del suo tempo. Questa storia di Lutero prende a pretesto gli avvenimenti storici, pur rispettandone la cronologia e i ruoli, e cala la sua parabola nella solitudine dell’uomo moderno, nella complessa psicologia del novecento, nella timorosa ricerca di riferimenti dei nostri giorni. Il Lutero di questo lavoro è prima di tutto Martino, un uomo, che pretende da coloro che impongono le regole di rispettarle e di dimostrarne la giustezza. Martino é un uomo che non teme di squarciare un mondo che si da per scontato debba essere com’e.

Le 95 tesi non è ne un’apologia di Lutero, né una condanna. È piuttosto un elogio del dubbio e del pensiero critico. È il Novecento e il post-moderno che si interrogano su se stessi attraverso l’uso emblematico di una figura (suo malgrado?) di rottura, di spaccatura, di rivoluzione, da intendersi più che mai nel suo senso etimologico: revolutio,-onis < revolvere = ritornare indietro, al punto di partenza, attraverso un percorso, un tragitto compiuto.

Locandina - Le 95 tesiLutero si è impegnato con tutto se stesso per un’altra Chiesa, un altro Cristo, un altro Dio. Avrebbe forse potuto lottare efficacemente per una società più giusta? Non lo crediamo. È come se l’essenza che incarnava gli impedisse strutturalmente di passare dal teologico al politico. È come se il suo genio conoscesse perfettamente il suo raggio d’azione, le sue competenze, i suoi limiti. [Senza ammettere deroghe a riguardo]

Ecco, la biografia di Lutero è una biografia del limite. Il limite è la soglia che non va oltrepassata, pena la vita. La soglia è il mistero che il teatro racconta.

Le 95 tesi si basa principalmente su “Lutero”, un testo di John Osborne, che affida ad un linguaggio novecentesco l’onere di raccontare la storia del noto riformatore religioso. A partire da questa scoperta, per niente involontaria, la ricerca stilistica nella recitazione degli attori e nelle relazioni fra i personaggi ha il requisito della contemporaneità. In questo senso, sono evitati gli accostamenti didattici: non costumi d’epoca, non segni di storicizzazione, non musiche datate.

Le 95 tesi è uno spettacolo recitato da attori del 2015, che ci raccontano una storia possibile di Martino Lutero. Che, guarda caso, si è svolta 500 anni fa. Ma, a vederla, non si direbbe.

La realizzazione dello spettacolo, che verrà presentato al Teatro Piccolo Bellini, rientra nel progetto “Napoli Città Giovane: i giovani costruiscono il futuro della Città“, promosso dall’Assessorato ai Giovani e Politiche Giovanili, Creatività e Innovazione e realizzato nell’ambito dei Piani Locali Giovani – Città Metropolitane, promossi e sostenuti dal Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Le 95 tesi. Una storia di Lutero verrà rappresentato al Teatro Piccolo Bellini di Napoli, nella sua versione completa e la serata, a cui parteciperà il sindaco Luigi De Magistris e l’Assessore Clemente, è ad ingresso gratuito ma sarà possibile accedere solo su invito. Infine, alcuni rappresentanti di Teatro in Fabula illustreranno i motivi del loro progetto al pubblico presente in sala. Per prenotazione  allo spettacolo: info@teatroinfabula.it




DAL 6 ALL’8 FEBBRAIO non andrà in scena PEGGY GUGGENHEIM e al suo posto, nelle STESSE DATE sarà in programma CI VEDIAMO POCO FA di e con PEPPE BARRA.

Lo spettacolo Peggy Guggenheim – donna allo specchio originariamente programmato alla Sala Bartoli dal 6 all’8 febbraio per il cartellone altripercorsi dello Stabile regionale, è stato sospeso dalla stessa compagnia di produzione.
Verrà sostituito nelle medesime date – dal 6 all’8 febbraio – da uno spettacolo del medesimo produttore, Compagnia Enfi Teatro, Ci vediamo poco fa di e con Peppe Barra.
Per il nuovo spettacolo rimarranno validi i biglietti e le prenotazioni già emessi per Peggy Guggenheim, e dunque la sostituzione non comporterà al pubblico alcun imprevista operazione di biglietteria.
Naturalmente, chi non desiderasse vedere il nuovo spettacolo proposto, potrà invece chiedere di cambiare il tagliando d’abbonamento o di farsi rimborsare il biglietto, rivolgendosi al punto vendita presso cui il biglietto è stato acquistato, entro il 6 febbraio prossimo.
Con Ci vediamo poco fa arriva per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Stabile un artista di notevole nome, e dalle singolari corde espressive. Peppe Barra segue un proprio affascinante percorso in grado di accordare sulla medesima tastiera vocale, ritmo e giocosità. E contamina felicemente suoni e stili con energia travolgente affidandosi alla raffinata scrittura musicale e poetica di vari autori.
In questo spettacolo – un recital/concerto che porta in tournée con successo da due anni – la forza della parola negli accenti sospesi del dialetto diventano materia viva e palpitante. Dal Cafè Concerto al Varietà, dalle canzoni classiche a quelle di oggi, con tutto il repertorio comico e grottesco dei monologhi e delle parodie fino all’esplosione della febbre primitiva e dionisiaca di un finale dove la voce e il pianoforte fanno irrompere l’immagine prepotente ed orgiastica di una napoletanità sconosciuta e sofferta. Ci vediamo poco fa è lo spettacolo che racchiude il nocciolo delle qualità di attore e cantante di Peppe Barra. È qui che le sue doti di animale di palcoscenico e maestro della comunicazione raggiungono la più completa ed ineguagliabile forza di attrazione. Tutta la dirompente esplosività della tradizione napoletana è stata da Peppe trasformata in una forma che è solo sua e di nessun altro. Un mondo artistico fatto di follia, poesia, malinconia, ironia graffiante, estro e divertimento, popolato dalle canzoni degli autori che più ha amato. Da Giorgio Gaber a Bruno Lauzi, da Raffaele Viviani a Bertolt Brecht e Kurt Weill.
Ulteriori informazioni su internet attraverso il sito www.ilrossetti.it e al tel 040-3593511.

 

 




Il 29 gennaio, alle 20.15 La stagione lirica continua con una diretta via satellite da Londra proposta da The Space Extra

Roma –  gennaio 2015 – Nel 1888 la casa editrice Sonzogno promosse una competizione tra le opere di un atto. Il più giovane tra i 73 candidati era Umberto Giordano che ottenne uno straordinario successo, ma fu sconfitto dalla Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni. Per risposta  Giordano compose Mala vita, ispirata alle scene popolari napoletane, una delle migliori espressioni del nascente verismo operistico che conquistò successi a Vienna, Berlino e Praga. Il musicista decise di trasferirsi a Milano e qui compose l’Andrea Chenier (1896), la sua opera più conosciuta dal grande pubblico,  basata sulla vita dell’omonimo poeta francese.

L’opera è il racconto degli ultimi anni di vita  del poeta Andrè Chenier, morto sulla ghigliottina  nel 1794. E’ indubbiamente la migliore opera di Giordano, temuto dai grandi dell’ epoca, a cominciare da Giacomo Puccini.

Ad interpretare Chenier è Jonas Kaufmann. Nel ruolo di Maddalena  la soprano olandese Eva-Maria  Westbroek. Di grande livello artistico l’aria “La mamma morta” una delle migliori cantate dalla Callas, affiancata all’epoca da Mario Del Monaco.

La regia della produzione della Royal Opera House  è di David McVicar che ripropone l’Andrea Chenier per la prima volta dopo il 1985..

Opera in quattro atti, cantata in italiano,  dura 2 ore e 30 minuti. Inizio della diretta via satellite alle 20.15 nei The Space Cinemas,  giovedì 29 gennaio.

 




Standing ovation e grande entusiasmo per Jesus Christ Superstar , spettacolo dell’anno per TRIESTE ed il ROSSETTI

jesus-christ-superstarStanding ovation e grande entusiasmo tra il pubblico che ha assistito ieri sera alla prima del musical Jesus Christ Superstar al Teatro ROSSETTI di Trieste, con la regia di Massimo Romeo Piparo. Recitato in inglese, ma di produzione italiana, il capolavoro di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice quest’anno compie 20 anni dalla prima rappresentazione italiana e 40 dall’omonimo film. Il  protagonista indiscusso ieri sul palco del  teatro è stato il Gesù originale, l’attore americano Ted Neeley, che recitò nel film diretto da Norman Jewison con il quale guadagnò una candidatura al Golden Globes nel 1974. L’attore, oggi è un settantunenne in gran forma, che ha fatto pure scattare l’ovazione quando ha interpretato uno dei brani clou dell’opera, I only want to say (Gethsemane), mostrando una forma e una perfezione vocale ancora intatta. Jesus Christ Superstar, narra gli ultimi sette giorni della vita di Gesù, rappresentato però come una figura che ha molto di umano e poco o nulla di divino, secondo noi il segreto del successo resta la fusione  tra il rock, il musical e una grande storia, dove il vero protagonista è Giuda –  interpretato dal bravissimo Jesus-Christ-Superstar5esordiente Feysal Bonciani ( di origini fiorentini nato nel 1990 e scelto dallo stesso Piparo e da Ted Neeley tra oltre 500 audizioni) – il ruolo di Giuda nel musical non è quello del traditore, ma vittima suo malgrado, come il suo maestro, di un disegno del destino più grande di lui. Cosa raccontare ancora di un colossal che perpetua il suo successo da ormai quaranta anni? Oltre alla meraviglia di ascoltare un Neeley ancora con la voce ed il carisma di un ventenne possiamo solo definire ottime le musiche e le scenografie eseguite da un ensemble  di giovani ballerini e acrobati, trampolieri e mangiafuoco. L’orchestra di 12 elementi è presente, in scena, anche se defilata, molto  versatile : durante lo show si passa dal funky al rock e alla psichedelia con gran disinvoltura ed è diretta dal maestro Emanuele Friello. Si sa l’opera rock costruita su temi del vangelo è nata dal genio di Andrew Lloyd Webber e da Tim Rice e nonostante l’età sembra appena scritta.

L’ evento eccezionale per l’Italia è stato proprio la presenza di Ted Neeley – una vera icona nonché un cantante rock di primo livello – che TEATRO: JESUS CHRIST SUPERSTAR, TED NEELEY PER I 20 ANNIinterpreta Gesù con la stessa carica e la stessa voce del debutto. Sul palco ci sono anche Francesco Mastroianni , che  interpreta il ruolo di Caifa, mentre la brava Simona Distefano è Maria Maddalena, la donna investita da un amore che però non sa comprendere. E poi Paride Acacia recita nei panni di Hannas, Claudio Compagno  in quelli di Simone e Salvador Axel Torrisi nei panni del goffo Erode. Il ruolo di Pilano è interpretato da Emiliano Geppetti. Emozionante la scena della flagellazione di Gesù, accompagnata dalle immagini di altrettanti orrori commessi dall’umanità che scorrevano su un maxi-schermo sullo sfondo: da Auschwitz alla tragedia delle Twin Towers, dagli orrori della mafia a quelli del fenomeno del femminicidio, ogni fotogramma rappresenta il dolore del Cristo, reso “vivo” dai colpi di frusta. Tutto si conclude con un’apparizione di Gesù in sala che attraversa il parterre fino a salutare il pubblico entusiasta sul palco con tutti gli interpreti.

Enrico Liotti

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Maratona Man Ray domenica 25 gennaio ULTIMI APPUNTAMJENTI A VILLA MANIN FINO AL 1° FEBBRAIO

Ultimi giorni di mostra e, domenica 25 gennaio, “Maratona Man Ray” con gli inediti “home movies” delle vacanze con Picasso.

man rayUltimi giorni per visitare l’esposizione dedicata al grande artista francese e, domenica 25 gennaio, nel quadro delle iniziative collaterali alla mostra, a partire dalle 17.00 la sala convegni ospiterà la riproposta di un appuntamento molto gradito dal pubblico della mostra ospitata nelle sale della villa: la “Maratona Man Ray: directeur du mauvais movies“, che sarà presentata dal curatore della rassegna cinematografica collaterale all’esposizione, Carlo Montanaro, storico e studioso di cinema, già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Saranno infatti presentati, senza soluzione di continuità, tutti i film firmati da questo eclettico e innovatore personaggio dell’arte moderna, che ha intuito da subito le possibilità espressive che il nuovo mezzo del cinematografo poteva offrire agli artisti che intendevano sperimentare nuove forme di linguaggio al passo coi tempi e con le prime invenzioni tecnologiche.

Autoritratto, 1943,MAN RAY

Autoritratto, 1943,MAN RAY

Il pubblico potrà così apprezzare non soltanto titoli ormai entrati nella storia del cinema come Le retour à la raison (1923), Emak Bakia (1926), L’étoile de mer (1928) o Les mystères du chateau du dé (1929), ma anche tutti i cosiddetti « home movies », per la prima volta presentati al pubblico in Italia proprio a Villa Manin, dopo il restauro realizzato a cura del Centre Pompidou di Parigi.

I dieci film “corti”, la cui durata varia da meno di un minuto ai 10 minuti, sono girati spesso soltanto per gioco da Man Ray come Autoportrait ou ce qui manque à nous tous (1930 circa) con Lee Miller, Poison (1933-1935 circa) assieme a Meret Oppenheim, La garoupe (1937 circa), quasi un classico “filmino delle vacanze” in Costa Azzurra, con personaggi però del calibro di Pablo Picasso, Paul Eluard e Roland Penrose, o Juliet (1940 circa) girato nella sua casa di Hollywood assieme all’ultima compagna, la bellissima Juliet. Da ultimo l’episodio Ruth, Roses and Revolvers, pensato da Man Ray e realizzato materialmente da Hans Richter per il film surrealista Dreams that money can buy (1947), che vide la collaborazione, tra gli altri, di Max Ernst, Paul Bowles, John Cage, Fernand Léger e Marcel Duchamp.




domenica 25 gennaio, ore 10.30 al Civico Museo del Mare TRIESTE : CAPITANI CORAGGIOSI Dalla zattera ai galeoni

CAPITANI CORAGGIOSI
Dalla zattera ai galeoni: scopri come i capitani e le loro ciurme
giravano i 7 mari muniti di bussola e del proprio coraggio!
La missione da compiere? Una caccia al tesoro per scoprire le
meraviglie custodite nel Museo del Mare. 
Attività per tutta la famiglia (a partire dai 6 anni)

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
trieste@assodidatticamuseale.it  3420071678