The Tiger’s Coat (Pelle di Tigre) – film del 1920 con Tina Modotti

Tina Modotti in Pelle di tigre - The Tiger's coat

Tina Modotti interpeta Jean Ogilvie (alias Maria della Guarda) in The Tiger’s coat (Pelle di tigre)

La Cineteca del Friuli ha messo gratuitamente a disposizione del pubblico la versione restaurata di questo melodramma, uscito nelle sale cinematografiche esattamente cento anni fa.

The Tiger’s Coat (Pelle di Tigre) è una pellicola resa famosa dal fatto che la protagonista femminile è interpretata da Tina Modotti, ed è l’unico film, dei tre nei quali ha recitato leclettica artista friulana, che è sopravvissuto fino ai nostri giorni. Niente è purtroppo rimasto degli altri due, Riding with Death, del 1921, e I Can Explain, del 1922.

La storia comincia in una piovosa serata, nella sontuosa villa di Alexander MacAllister, in una ricca cittadina della California meridionale, La Classe. Dopo un alterco con il suo acerrimo nemico, il commerciante Andrew Hyde, il padrone di casa riceve la visita di una giovane donna (interpretata da Tina Modotti), che sostiene di essere Jean Ogilvie, figlia di un suo vecchio amico scozzese. Nonostante sia uno scapolo impenitente, Alexander rimane folgorato dalla bellezza e dalla sensualità della nuova venuta, superando l’iniziale perplessità per la sua carnagione, troppo scura per una giovane donna scozzese. In realtà la ragazza è messicana, si chiama Maria della Guarda, ed era la serva della figlia dell’amico di Alexander, morta a causa di un’epidemia di febbre gialla, in un villaggio sulla costa messicana.

MacAllister di invaghisce di Jean Olgivie interpretata da Tina Modotti

Alexander MacAllister di invaghisce di Jean Olgivie, interpretata da Tina Modotti

Maria non è un’avventuriera, ed è combattuta interiormente tra il desiderio di dire la verità ad Alexander, e la paura delle conseguenza che la sua rivelazione potrebbe provocare. Questo suo dramma emerge con forza quando viene ospitata nella casa di campagna dei coniugi Mendall. Carl, pittore in crisi creativa, la accoglie su richiesta di Alexander, che è un suo mecenate. L’artista viene a sua volta colpito dalla provocante bellezza di Maria, che diviene la sua musa ispiratrice. Ed è proprio una delle caratteristiche fisiche che il pittore le attribuisce (“Siete così: capelli corvini, labbra rosso sangue, occhi scuri e pelle di tigre”) che dà il nome alla pellicola.

Jean Ogilvie, interpretata da Tina Modotti, si guarda allo specchio

Jean Ogilvie, interpretata da Tina Modotti, si guarda allo specchio, tormentata dai suoi dubbi interiori

Ma l’acerrimo nemico di Alexander, Andrew Hyde, trama nell’ombra, e invia un investigatore nel villaggio di Tehuana, sulla costa del Messico, da dove proviene Maria. La verità viene a galla, e viene vigliaccamente rivelata ad Alexander alla vigilia del matrimonio.

Alexander lascia Maria, che scappa dalla casa dei Mendall. Dopo qualche settimana, per ironia del destino, Maria ritorna a La Classe, dove si esibisce come danzatrice in uno spettacolo nel Teatro dell’Opera. Alexander, che si è pentito di averla lasciata, chiede invano di essere ricevuto da lei nel suo camerino. Ma è proprio Maria a tornare a casa del suo amato, gettandosi tra le sue braccia, in una notte tempestosa simile a quella nella quale la storia era cominciata, nell’inevitabile lieto fine con il quale si conclude questa semplice storia, dalla struttura circolare.

Idillio tra Alexander MacAllister e Jean Ogilvie - Maria della Guarda

Idillio finale tra Alexander MacAllister e Jean Ogilvie (alias Maria della Guarda)

The Tiger’s Coat (Pelle di Tigre) – un film che dimostra tutti i suoi cent’anni, ma che proprio per questo merita di essere visto

Questa pellicola è un tipico prodotto del suo tempo. Un film senza macchia e senza lode, che visto ai nostri giorni può fare sorridere per l’ingenuità di alcuni passaggi, a cominciare dal colore della pelle di Maria, secondo Alexander troppo scuro per una ragazza scozzese, ma in realtà reso cereo dal trucco di scena.

Quello che forse lascia basiti è il linguaggio usato dai personaggi, leggibile nelle didascalie di questo film muto, che ai nostri giorni verrebbe percepito come profondamente razzista. Basti pensare a quanto affermato da Alexander quando rivela a Maria di avere scoperto la sua vera identità: Credevo di avere dato il mio amore a una dal sangue puro come il mio. Invece mi trovo legato a una peona di basse origini, che appartiene a una razza odiata e disprezzata!”. Atteggiamento mentale che conferma quando confida alla moglie di Carl Mendall di essere ancora innamorato della ragazza messicana, che aveva appena lasciato: L’amore ha vinto sull’orgoglio della razza”. Ma ogni film è anche uno specchio della società nella quale è stato girato, e da questo punto di vista può essere considerato un documento storico, che getta uno sguardo sulla cultura dominante del suo tempo.

Gli anni Venti sono il periodo in cui si assiste all’ascesa di Hollywood, durante il quale si stabilizza il sistema dei generi, nasce lo studio system e lo star system. Tina Modotti aveva ricevuto un’ottima accoglienza dalla stampa del tempo, e probabilmente sarebbe potuta diventare una stella del cinema, se non avesse deciso di abbandonare la sua esperienza nel mondo dorato della celluloide dopo avere recitato in solo tre pellicole. In questo film è possibile apprezzare la sua recitazione, che appare contenuta nei movimenti e maggiormente focalizzata nell’espressività del volto, se paragonata con le grandi dive del cinema muto a lei contemporanee.

Il suo ruolo è quello di impersonare una bellezza esotica, incarnando una delle due polarità che si incontrano e scontrano nel film: quella creativa e artistica. Dall’altra parte c’è il mondo raffinato, ma asettico, dell’alta borghesia del mondo WASP (White Anglo-Saxon Protestant), personificato nella sua versione benigna da Alexander MacAllister, in quella maligna dal suo bieco arcinemico, il viscido Andrew Hyde.  Un dicotomia rimarcata dalla differenza di razza e di estrazione sociale dei due protagonisti. Nel finale i due mondi si fonderanno nell’immancabile trionfo dell’amore, capace di travolgere ogni avversità. Del resto il genere melodrammatico era già stato codificato nei primi anni Venti: un altro finale era impensabile, per il tempo.

Un plauso va alla Cineteca del Friuli, che ci ha regalato la versione digitalizzata di questa pellicola, proposta con le musiche di Bruno Cesselli. Da vedere.




Monfalcone Eventi_ALJOSA GERGOLET Testimonianze online per ridare fiducia alla cittadinanza

Testimonianze online per ridare fiducia alla cittadinanza

ALJOSA GERGOLET, musicista, organizzatore di eventi e produttore
IN DIRETTA sulla pagina Facebook “Monfalcone Eventi” del Comune di Monfalcone

Lunedì 15 giugno alle ore 18.00

La musica ritorna protagonista della rassegna online sulla pagina Facebook “Monfalcone Eventi” del Comune di Monfalcone, con l’intervista ad Aljosa Gergolet, musicista, organizzatore di eventi e produttore, conosciuto anche per la gestione della scuola di musica del Centro Giovani di Monfalcone. L’appuntamento è in programma lunedì 15 giugno, alle 18.00.

Originario di Doberdò del Lago, Aljosa Gergolet ha iniziato a suonare il flauto a sei anni, per poi passare alla tromba un paio di anni dopo. All’età di undici anni ha scritto i suoi primi spartiti/brani e fino ad oggi non ha mai smesso di scrivere e studiare musica. Da adolescente si è innamorato del rock, iniziando a studiare chitarra e poi canto. Con tutte le formazioni in cui ha suonato ha raggiunto dei traguardi piuttosto importanti, si è esibito su centinaia di palchi e venduto molti dischi (e cassette negli anni ‘90). Consapevole che con la musica d’autore non si può sopravvivere, a meno che non si lavori nel main-stream, ha dovuto lavorare come sviluppatore software. Dopo più di 10 anni di lavoro nelle aziende di ricerca e aerospaziali, ha deciso che tutto quello che aveva vissuto e imparato negli anni di concerti e registrazioni, lo doveva mettere a disposizione dei giovani, nella speranza che avessero maggiori opportunità.

Ha iniziato a lavorare con la musica organizzando eventi durante i quali gli artisti che suonano musica propria potevano esibirsi in contesti dove solo le cover-band suonavano di solito. Ha creato un circuito di band che si chiamava Rock Buzz che piaceva ai gestori dei locali e delle sagre, continuando così per alcuni anni. Quando il mercato si è aperto all’idea che non esistono solo le cover-band, ha lasciato il suo lavoro da programmatore per iniziare una carriera di tecnico e produttore.

Adesso produce brani, organizza eventi con band e cantautori, fa il fonico ai concerti, gestisce la scuola di musica del Centro Giovani di Monfalcone e collabora con alcune delle maggiori realtà della zona, come ad esempio la Sagra de le raze, della quale quest’anno avrebbe dovuto essere il direttore musicale.




UFFICIALIZZATE LE DATE DELLE CLASSICHE ORGANIZZATE DA RCS SPORT

Le corse di un giorno si svolgeranno tutte nel mese di agosto: Strade Bianche aprirà il calendario il 1º, la Milano-Sanremo sarà la prima Classica Monumento l’8 mentre Il Lombardia chiuderà il 15. Confermate le date del Giro d’Italia (3-25 ottobre) e della Tirreno-Adriatico (7-14 settembre). 

Un’immagine di una precedente edizione del Lombardia (foto Dario Furlan)

Milano, 12 giugno 2020 – Il calendario completo delle corse per la stagione 2020 è stato ufficializzato dall’Unione Ciclistica Internazionale (UCI), comprese le classiche di un giorno di RCS Sport.

Si parte il primo agosto con “la classica del Nord più a Sud d’Europa” che si svolgerà nello scenario unico delle crete senesi. Lo scorso anno Julian Alaphilippe e Annemiek Van Vleuten si imposero nella bellissima Piazza del Campo a Siena rispettivamente nella gara maschile e femminile. La Milano-Torino di mercoledì 5 agosto (nel 2019 vittoria di Michael Woods a Superga su Alejandro Valverde e Adam Yates) sarà il trampolino di lancio per la prima Classica Monumento della stagione, la Milano-Sanremo di sabato 8, quando si aprirà la caccia al titolo conquistato da Julian Alaphilippe nel 2019. Mercoledì 12 agosto il GranPiemonte (nel 2019 vittoria di Egan Bernal al Santuario di Oropa) farà da antipasto a Il Lombardia di sabato 15. La Classica delle foglie morte, che storicamente chiude la stagione del grande ciclismo internazionale, quest’anno verrà corsa nel giorno di Ferragosto. Nel 2019 vinse l’olandese Bauke Mollema, davanti ad Alejandro Valverde ed Egan Bernal.

RCS Sport ha commentato: “Prendiamo atto del calendario pubblicato oggi dall’UCI. Come da tradizione le Strade Bianche apriranno la stagione delle corse di un giorno, la Milano-Sanremo sarà la prima Classica Monumento mentre Il Lombardia prenderà il via il giorno di Ferragosto. A questo punto pensiamo a ripartire in sicurezza e ad organizzare le corse nel miglior modo possibile. Queste date in calendario possono essere una nuova sfida per entrare nella storia del ciclismo, dal momento che queste corse non si sono mai disputate in questo periodo, e possono diventare simbolo di ripartenza del nostro paese e del nostro sport.”

Queste le date delle corse di un giorno di RCS Sport:

  • Strade Bianche e Strade Bianche Women Elite: 1 agosto
  • Milano-Torino: 5 agosto
  • Milano-Sanremo: 8 agosto
  • GranPiemonte: 12 agosto
  • Il Lombardia: 15 agosto



Presentato oggi il festival GradoJazz by Udin&Jazz, 30esima edizione

Si è molto detto dei tanti ostacoli che chi opera nella cultura e nello spettacolo ha incontrato e incontra tuttora a causa delle restrizioni indotte dalla pandemia che ha coinvolto il pianeta. Già con l’iniziativa JazzAid, Euritmica ha voluto dare il primo segnale di vicinanza agli artisti, per rinnovare anche la consapevolezza che… #JazzWillSaveUs, e che la cultura è un bene necessario e vitale.

Con il lancio della nuova edizione di Grado Jazz – che rientra all’interno della 30° edizione di Udin&Jazz – il segnale è ancora più chiaro e forte: il festival si fa, con le energie misurate sullo speciale momento storico e soprattutto si fa dal vivo, in presenza e in sicurezza.

Cinque serate di concerti – da martedì 28 luglio a sabato 1 agosto per una platea gestita in assoluta sicurezza (distanze, sanificazioni, provvedimenti anti assembramento) costituiscono il corpus di questa edizione “speciale”, che vuole restituire al pubblico il diritto a fruire di nuovo della cura, della ricchezza, della bellezza della musica.

Il contesto sarà il rinnovato Parco delle Rose a Grado, allestito con uno spazioso palco e centinaia di poltroncine distanziate, e arricchito di un angolo food&drinks con prodotti enogastronomici del territorio che consentiranno di poter cenare ascoltando comodamente i concerti dal tavolo.

L’apertura è affidata (martedì 28 luglio, alle 20) ai Quintorigo, con il progetto “Between the Lines”. La storica band romagnola, piena d’energia, sin dagli anni Novanta esplora le più diverse contaminazioni stilistiche, attraverso infinite declinazioni musicali (Valentino Bianchi, sax; Andrea Costa, violino; Gionata Costa, violoncello; Stefano Ricci, contrabbasso; Alessio Velliscig, voce; Simone Cavia, batteria).

La serata continua alle 22 con lo straordinario duo di Michael League & Bill Laurance (contrabbasso e pianoforte), anime del collettivo degli Snarky Puppy (ospiti applauditissimi nella passata edizione), vincitori di diversi Grammy, e firme tra le più geniali dell’avanguardia musicale contemporanea, protagonisti delle più innovative esplorazioni musicali degli ultimi anni.

Mercoledì 29 luglio tocca ad Alex Britti, protagonista della scena musicale italiana da molti anni con successi quali “Solo una volta”, “Settemila caffè”, “Mi piaci”. Vent’anni di carriera che a Grado, in quartetto, restituirà al pubblico grazie ai suoi virtuosismi chitarristici intrisi di sonorità jazz e blues.

Giovedì 30 luglio alle 20 sale sul palcoscenico il duo Musica Nuda: dopo diciassette anni di attività concertistica, 1500 concerti in tutta Europa, 11 cd, Petra Magoni (voce) e Ferruccio Spinetti (contrabbasso) continuano a incantare con i loro sofisticati arrangiamenti ed evoluzioni vocali di alto livello.

Alle 22 una prima assoluta: due grandi donne del jazz italiano per la prima volta insieme. La pianista Rita Marcotulli e Chiara Civello (voce e chitarra) fondono con intensità il loro sguardo interpretativo del jazz. Due grandi personalità a confronto, supportate dal violoncello di Marco Decimo.

Venerdì 31 luglio l’immagine più rappresentativa del jazz italiano e grande amico di Udin&Jazz, Paolo Fresu, porta a Grado “Re-wanderlust”, progetto composto da vecchie e nuove composizioni dello storico Quintetto, nato nel 1984 per volontà di Fresu e Roberto Cipelli, che oggi fa parte, a pieno diritto, della storia del moderno jazz italiano. Con il quintetto (Paolo Fresu, tromba e flicorno; Tino Tracanna, sax tenore e soprano; Roberto Cipelli, pianoforte e Fender Rhodes electric piano; Attilio Zanchi, contrabbasso; Ettore Fioravanti, batteria) anche il giovane trombonista Filippo Vignato.

Finale in grande stile, sabato 1 agosto con un doppio concerto di vere stelle nazionali: alle 20 il quintetto di Francesco Cafiso (sassofonista siciliano, già enfant prodige del jazz italiano e oggi riconosciuto tra i più grandi talenti internazionali) rende omaggio al genio di Charlie Parker nel centenario dalla nascita, con il progetto “Confirmation” (Francesco Cafiso, sax; Stefano Bagnoli, batteria; Alessandro Presti, tromba; Andrea Pozza, pianoforte; Aldo Zunino, contrabbasso). Scoperto da Wynton Marsalis, Cafiso ha suonato con i più grandi musicisti, da Dave Brubeck, a Joe Lovano a Kenny Wheeler e ha avuto l’onore di suonare con la Charlie Parker Legacy Band.

A chiudere GradoJazz è il piano solo di Stefano Bollani (ore 22) con il suo nuovo progetto “Piano Variations on Jesus Christ Superstar”: una versione totalmente inedita e interamente strumentale dell’opera rock di Andrew Lloyd Webber che custodisce, come un tesoro, l’originale: “Ho scelto la forma del pianoforte solo perché la storia d’amore è tra l’opera rock e me” – spiega Bollani – “E una storia d’amore cresce in bellezza se resta intima.” Stefano si è liberamente, ma rispettosamente, avvicinato al capolavoro, andato in scena per la prima volta 50 anni fa, improvvisando sui motivi originali e sulle notissime canzoni seguendo il suo guizzo giocoso e il suo spirito musicale, formato dalle tante tradizioni, dai tanti generi musicali e dagli incontri che hanno influenzato, forgiato e consolidato quello che è considerato il suo incomparabile linguaggio musicale.

***

Le serate musicali gradesi si terranno presso il Parco delle Rose, rinnovato per l’occasione nelle sue aree ricettive, dove sarà anche allestito un accogliente food&drinks corner con stand enogastronomici che consentiranno una piacevole partecipazione alle serate e ai concerti comodamente seduti al proprio tavolo (con necessaria prenotazione).

PROGRAMMA:

Grado – Parco delle Rose Jazz Village

martedì 28 luglio 2020 ore 20.00

QUINTORIGO “BETWEEN THE LINES”

Valentino Bianchi, sax / Andrea Costa, violino / Gionata Costa, violoncello / Stefano Ricci, contrabbasso / Alessio Velliscig, voce / Simone Cavia, batteria

La band romagnola ha nel suo DNA la musica intesa come contaminazione e fusione di generi ed è un gruppo che non ha eguali quanto a creatività. Il percorso dei Quintorigo, iniziato già nel 1992, è una continua ricerca che li porta a sperimentare infinite declinazioni musicali, senza mai disconoscere la propria identità, in un raffinato crossover che rilegge dialogicamente i classici, alternandoli a brani originali all’insegna sempre della massima libertà espressiva. La loro musica è un miscuglio esplosivo e inedito, una rete di suoni e note per viaggiare in poco tempo nella storia della musica!

MICHAEL LEAGUE & BILL LAURANCE

ore 22.00  MICHAEL LEAGUE & BILL LAURANCE

Michael League, contrabbasso / Bill Laurance, pianoforte

Michael e Bill, da tutti conosciuti come le menti che hanno dato vita al famosissimo collettivo degli Snarky Puppy, con i quali hanno vinto anche alcuni Grammy, sono partner musicali e grandi amici da oltre 15 anni.

Michael League (Snarky Puppy, Bokanté, GroundUp Music) e Bill Laurance (Solo artist, Snarky Puppy, Flint Music) sono uniti da un legame fortissimo. Per la prima volta, presenteranno brani dai loro reciproci repertori attraverso un’intima formazione in duo. Con al centro il pianoforte e il contrabbasso ma arricchita di inaspettate incursioni di altri strumenti, questa performance offre la rara opportunità di vedere due dei più importanti geni musicali contemporanei, profondamente legati, esplorare come non hanno mai fatto prima.

Grado – Parco delle Rose Jazz Village

mercoledì 29 luglio 2020 ore 21.30

ALEX BRITTI IN CONCERTO

Alex Britti

Chi non conosce Alex Britti, chitarrista, cantante, autore di canzoni che ci hanno fatto sognare (“Solo una volta”, “Oggi Sono Io”, “Settemila caffè”, “Mi piaci”… )? La sua chitarra, dalla profonda anima blues, continua ad affascinare e a svelare suoni ed emozioni sempre nuove. Nei suoi concerti ama sperimentare sonorità fondendo il suo stile pop con blues e jazz. Oltre vent’anni di carriera, tante canzoni di successo, che riproporrà sul palco gradese in quartetto, e due nuovi singoli nel 2020: “Brittish” prodotto da Salmo e, ad aprile, “Una Parola Differente”.

Grado – Parco delle Rose Jazz Village

giovedì 30 luglio 2020 ore 20.00

MUSICA NUDA

Petra Magoni, voce / Ferruccio Spinetti, contrabbasso

In diciassette anni di intensa attività concertistica, Petra e Ferruccio hanno portato il loro progetto Musica Nuda in giro per il mondo, esibendosi in location prestigiose tra cui l’Olympia di Parigi e l’Hermitage di San Pietroburgo o in Germania, dove aprirono i concerti di Al Jarreau. Le loro performance arrivano all’incredibile numero di 1500, hanno prodotto otto dischi in studio, tre dischi live e un dvd. A Gennaio 2020 è uscito il singolo “Il Viaggio Straordinario”, un inedito. Eppure, dopo tanti anni Petra e Ferruccio continuano ad incantare e arrivano al cuore di chi li ascolta: sia che propongano pezzi originali sia riletture di brani famosi, i loro arrangiamenti non sono mai banali, la voce si fa strumento e lo strumento si fa voce, sempre in una magica e perfetta simbiosi.

ore 22.00

CHIARA CIVELLO/RITA MARCOTULLI TRIO

Per la prima volta insieme sul palco

Chiara Civello, voce, chitarra / Rita Marcotulli, pianoforte / Marco Decimo, violoncello

La voce di Chiara Civello e il pianoforte di Rita Marcotulli, riferimenti entrambe del nostro più raffinato jazz al femminile, finalmente si incontrano in un inedito trio dove il terzo protagonista è il violoncellista Marco Decimo.

Il jazz; la canzone d’autore di Chiara, cui Rita è tutt’altro che estranea; la sperimentazione musicale di Rita, che trova in Chiara un partner perfetto; il virtuosismo ai rispettivi strumenti, voce e pianoforte: questi gli ingredienti di un concerto che non mancherà di emozionare, stupire, commuovere, divertire.

Grado – Parco delle Rose Jazz Village

venerdì 31 luglio 2020 ore 21.30

Paolo fresu 5th ©foto Roberto Cifarelli

PAOLO FRESU QUINTET “Re-Wanderlust” – special guest Filippo Vignato

Paolo Fresu, tromba e flicorno / Tino Tracanna, sax tenore e soprano / Roberto Cipelli, pianoforte e Fender Rhodes electric piano / Attilio Zanchi, contrabbasso / Ettore Fioravanti, batteria / special guest Filippo Vignato, trombone

Il repertorio di Re-Wanderlust è composto da vecchie e nuove composizioni dello storico Quintetto, nato nel 1984 per volontà di Paolo Fresu e Roberto Cipelli, che oggi fa parte, a pieno diritto, della storia del moderno jazz italiano, per l’occasione arrangiate per sestetto, che riprendono il mood di album come “Ossi di Seppia” e “Ensalada mistica” (Splasc(h) Record). A questi si aggiungono il brano di Erwin Vann “Children of 10000 Years”, lo standard di Mal Waldron “Soul Eyes”, l’intenso tema cinematografico di William Walton “Touch Her Soft Lips and Part” oltre ad un omaggio al sassofonista e flautista belga Bobby Jaspar. “Wanderlust” (termine inglese di origine tedesca che si riferisce al desiderio di viaggiare o esplorare il mondo) rappresenta l’identità del progetto, inteso come viaggio possibile nell’anima, viaggio che oggi continua grazie alla ripubblicazione del disco per la Tǔk Reloaded di Fresu e che arriva a Grado con il giovane trombonista Filippo Vignato.

Grado – Parco delle Rose Jazz Village

Sabato 01 agosto 2020 ore 20.00

FRANCESCO CAFISO – “CONFIRMATION” celebrando Charlie Parker (1920 – 2020)

Francesco Cafiso, sax / Stefano Bagnoli, batteria / Alessandro Presti, tromba / Andrea Pozza, pianoforte / Aldo Zunino, contrabbasso

Un gigante del jazz. Questo è stato Parker, assieme a Louis Armstrong e Miles Davis il più influente jazzista di sempre, l’inventore del bebop, un sassofonista impareggiabile che ha imposto uno stile e un modo di suonare a generazioni di musicisti. Quest’anno ricorre il centenario della nascita di “Bird” e a celebrarlo, a GradoJazz, ci sarà lo stellare quintetto di Francesco Cafiso, tra i talenti più precoci nella storia del jazz, scoperto da Wynton Marsalis. Da quel momento, il sassofonista siciliano ne ha fatta di strada… ha suonato con grandissimi musicisti quali: Hank Jones, Dave Brubeck, Cedar Walton, Mulgrew Miller, Jimmy Cobb, Joe Lovano, Christian McBride, George Mraz, Kenny Wheeler, Gonzalo Rubalcaba, Enrico Rava, Stefano Bollani e molti altri. A Washington, nel 2009, è stato invitato dall’allora Presidente Obama ad esibirsi in occasione del Martin Luther King Jr. Day e a New Orleans, dove ha vissuto per allargare i suoi orizzonti musicali, ha collaborato con Ellis Marsalis. Considerato tra i pù brillanti saxofonisti postparkeriani, ha avuto l’onore di esibirsi con la Charlie Parker Legacy Band.

ore 22.00

Stefano Bollani foto VALENTINA CENNI

STEFANO BOLLANI “PIANO VARIATIONS ON JESUS CHRIST SUPERSTAR”

Nel cinquantesimo anniversario dell’album originale, la versione inedita di Bollani del capolavoro di Lloyd Webber e Rice! “Piano Variations on Jesus Christ Superstar” è una versione totalmente inedita e interamente strumentale per pianoforte solo, ma che custodisce, come un tesoro, l’originale: “Ho scelto la forma del pianoforte solo perché la storia d’amore è tra l’opera rock e me” – spiega Bollani – “E una storia d’amore cresce in bellezza se resta intima.” Stefano si è liberamente, ma rispettosamente, avvicinato al capolavoro improvvisando sui motivi originali e sulle canzoni seguendo il suo guizzo giocoso e il suo spirito musicale, formato dalle tante tradizioni musicali, dai tanti generi e incontri che hanno influenzato, forgiato e consolidato quello che è considerato il suo linguaggio musicale.

E ancora, per omaggiare e per far sì che la sua musica trasmettesse il calore e la profondità dei personaggi meravigliosamente forti del film di Lloyd Webber & Rice, Bollani nel suo “Piano Variations on Jesus Christ Superstar” ha deciso di suonare il pianoforte intonato a 432 Hz, una scelta inusuale che permette di restituire un suono caldo, suadente, profondo e al tempo stesso un suono limpido.

Enrico Liotti

GradoJazz by Udin&Jazz  direttore artistico: Giancarlo Velliscig

Prezzi d’ingresso alle serate e abbonamenti

SMART TICKET: chi acquista on line o in prevendita paga meno che la sera del concerto

28 luglio – Parco delle Rose – Grado

Ore 20 Quintorigo / Ore 22 Michael League & Bill Laurance

Smart Ticket int. € 25 – rid. stud. e convenz. € 17,50 / all’ingresso int. € 30 – rid stud. e convenz. € 22

29 luglio – Parco delle Rose Village – Grado

Ore 21.30 Alex Britti

Smart Ticket int. € 30 – rid. stud. e convenz. € 22,00 / all’ingresso int. € 35 – rid stud. e convenz. € 27

30 luglio – Parco delle Rose Jazz Village – Grado

Ore 20 Musica Nuda / Ore 22 Chiara Civello&Rita Marcotulli

Smart Ticket int. € 25 – rid. stud. e convenz. € 17,50 / all’ingresso int. € 30 – rid stud. e convenz. € 22

31 luglio – Parco delle Rose Village – Grado

Ore 21.30 Paolo Fresu 5et feat Filippo Vignato

Smart Ticket int. € 25 – rid. stud. e convenz. € 17,50 / all’ingresso int. € 30 – rid stud. e convenz. € 22

1 agosto – Parco delle Rose Jazz Village – Grado

Ore 20 Francesco Cafiso / Ore 22 Stefano Bollani

Smart Ticket int. € 30 – rid. stud. e convenz. € 22,00 / all’ingresso int. € 35 – rid stud. e convenz. € 27

Abbonamento

Full Festival (5 serate – 8 concerti)

Int. € 100 – rid. stud. e conv. € 75




OCCIT’AMO I Dall’11 luglio al 15 agosto 2020, dal vivo, la sesta edizione del festival

Conto alla rovescia partito per Occit’amo 2020, la sesta edizione del festival che segna l’estate nelle Terre del Monviso, porta orientale dell’Occitania, il “paese che non c’è” che dal Piemonte si estende fino alla Spagna riunendo in un unico abbraccio culturale le persone che si riconoscono per caratteri, origini e passioni comuni.
Un patrimonio ricco di musica, tradizioni e cultura riletti in una chiave contemporanea, che sotto la direzione di Sergio Berardo, anima dei Lou Dalfin, diventa un percorso lungo 5 settimane (dall’11 luglio al 15 agosto) di concerti, appuntamenti, antiche chiese, camminate, rifugi, castelli, scoperte dei borghi alpini, anche in orari inconsueti che rendono le esperienze ancora più uniche. Protagoniste assolute sono le valli alpine ai piedi del “Re di Pietra”, il Monviso, riunite in un unico progetto di promozione territoriale che va sotto il nome di Terres Monviso: Valle Stura, Valle Maira, Val Varaita, Valli Po Bronda e Infernotto, Valle Grana e tutta la pianura che si estende intorno a Saluzzo, capitale dell’antico marchesato.

Nonostante il lockdown imposto dal Covid-19, Occit’amo 2020 si farà, dal vivo e senza “grandi” cambiamenti.
La formula del festival, rispettosa dei luoghi e della loro identità, porta già con sé quelle necessarie misure precauzionali che le disposizioni governative e il buon senso impongono. Non è stato necessario dunque cambiare rotta o individuare nuove soluzioni: Occit’amo è un festival radicato, già presente nelle abitudini del territorio e dei numerosi appassionati, sostenibile dal punto di vista del territorio e della formula. Palcoscenico del festival sono le valli montane, ampie e accessibili: distanziamento e sicurezza sono garantiti.

Per aumentare l’attesa del Festival, Occit’amo ha pensato a tre appuntamenti di avvicinamento che in diverse modalità, prepareranno il pubblico all’appuntamento estivo.


Il primo si terrà sabato 20 giugno, per festeggiare il Solstizio d’estate al Parco Roccerè. Sullo spartiacque tra Val Maira e Val Varaita, Occit’amo propone una facile passeggiata che porta sulla vetta del Monte Roccerè, importante punto archeologico in quanto rappresenta una delle aree più interessanti del territorio, dove antiche e misteriose coppelle scolpite nella roccia testimoniano i primi insediamenti umani reperibili nella regione. A rendere il momento ancora più speciale è La Bandia, duo occitano di musiche rituali composto da Sergio Berardo (bodega, cornamusa occitana) e Riccardo Serra (tamborn, tamburo occitano). L’appuntamento è su prenotazione (info e modalità di prenotazione su www.occitamo.it).

Il secondo avvicinamento sarà dedicato alla danza: la maestra di danze occitane Daniela Mandrile propone dal 17 giugno, ogni settimana sul profilo Facebook di Occit’amo, un ballo della tradizione occitana presentato letteralmente “passo a passo”. La matellotte bearnese, il rigodon del delfinato, la borreia (burrée) a 2 e a 3 tempi, la santiera sono alcune delle proposte selezionate da Daniela Mandrile in collaborazione con Sergio Berardo. Si tratta di balli della tradizione occitana che non prevedono il contatto fisico e potranno essere ballati in occasione dei concerti estivi del festival.

Una terza occasione di scoperta è il Passa Charriera, I Passa Strada dei Mercati cittadini, che dal 29 giugno racconteranno Occit’amo in una maniera al tempo stesso innovativa e tradizionale, nei principali mercati cittadini. Come gli antichi trovatori che nel basso medioevo mescolavano melodie delle valli e poesie in lingua d’oc per raccontare l’amore per le dame insieme a storie, leggende e fatti dei luoghi che attraversavano. I Passa Charriera aiuteranno il pubblico a immergersi nell’atmosfera del festival, presentando anche il programma in vero stile occitano.

 

Per garantire la partecipazione nel rispetto delle normative vigenti, una parte degli appuntamenti saranno su prenotazione. Tutte le informazioni si troveranno sempre aggiornate sul sito www.occitamo.it e sui profili social.

Occit’amo è promosso da Terres Monviso e organizzato dalla Fondazione Amleto Bertoni.
È stato realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito dell’edizione 2020 del bando “Performing Arts”. Con questo festival il Comune di Saluzzo è entrato a far parte di PERFORMING +, un progetto per il triennio 2018-2020 lanciato dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Piemonte dal Vivo con la collaborazione dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, che ha l’obiettivo di rafforzare le competenze della comunità di soggetti non profit operanti nello spettacolo dal vivo in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

 

www.occitamofestival.it

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Instagram: @occitamofestival




Il 15 giugno riaprirà al pubblico l’Oratorio di San Filippo Neri grazie al sostegno di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Lunedì 15 giugno, dopo quasi quattro mesi di chiusura, riaprono al pubblico i teatri italiani. Nello stesso giorno, alle ore 20.30 la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, insieme a Mismaonda, apre le porte dell’Oratorio di San Filippo Neri, il centro di attività culturali di proprietà della Fondazione da anni messo a disposizione della città di Bologna, con una serata speciale.

Gli ospiti della serata saranno il drammaturgo e regista Edoardo Erba, i cui testi teatrali sono stati rappresentati anche all’estero, e la moglie, l’attrice Maria Amelia Monti. Prima di una chiacchierata con il pubblico sul futuro che ci aspetta, daranno una lettura scenica di Vaiolo, un racconto scritto dallo stesso Erba vent’anni fa, che per il tema sembra ben inserirsi nel contesto attuale. La storia, infatti, racconta della riscoperta di un teatro in un futuro in cui se n’è persa memoria. Si tratta di un’occasione inedita e irripetibile per tornare a teatro dopo la chiusura per l’emergenza sanitaria. L’Oratorio riprenderà poi la programmazione dall’1 settembre.

«Siamo felici di riaprire l’Oratorio, ormai luogo simbolo della cultura della città, interamente sostenuto dalla Fondazione del Monte e aperto a tutti i pubblici, senza costi per la città». dichiara la Presidente Giusella Finocchiaro. «La Fondazione, anche in questo periodo emergenziale, mantiene e rinnova il suo impegno a sostegno della cultura e del ‘sistema teatri’: musica, danza, prosa e spettacolo. Più che mai in un periodo come questo cultura e socialità sono strettamente collegate e tutti abbiamo bisogno di recuperarle in una nuova dimensione».

Mariangela Pitturru, direttrice di Mismaonda, spiega la scelta di accogliere per tutto il 2020 solo i lavoratori dello spettacolo dal vivo, attori e musicisti: «sono loro infatti ad aver subito, molto più di altri dello stesso settore, il danno causato dal lockdown. Migliaia gli spettacoli e i concerti annullati, riprogrammazioni incerte e cachet svalutati a causa del ridimensionamento delle capienze consentite. Questo gesto di solidarietà ci è sembrato doveroso. Se il teatro è un luogo di cura ripartiamo da loro, da chi il teatro lo fa».

Di seguito le prime anticipazioni del programma: la stagione aprirà con il Festival PERFORMAZIONI degli Instabili Vaganti e Francesca Fini, i quali ripenseranno alle proprie performance in dialogo a distanza con il pubblico. Si prosegue con la poetessa Mariangela Gualtieri per il festival MENS-A; Anna Amadori con La forma dell’incandescenza; Elena Bucci e Marco Sgrosso che metteranno in scena per la prima volta in Italia Caduto fuori dal tempo di David Grossman. Torneranno gli spettacoli annullati nel periodo di chiusura, come il progetto La mappa del cuore di Ateliersi; Donna non rieducabile di Ottavia Piccolo; Gli adulti non esistono di Enrica Tesio e Mao; Questo spettacolo si chiama Emilia di Kepler 452, ai quali si uniranno gli interventi di attori e musicisti del territorio, tra cui Gabriele Duma, in un omaggio a Gianni Rodari in occasione del centenario, Francesca Mazza, Maurizio Cardillo, e artisti di fama nazionale come Dario Vergassola e David Riondino con uno spettacolo su Raffaello. Giobbe Covatta parlerà di bullismo e discriminazioni attraverso Celestino, il protagonista dell’omonimo libro di Paola Catella. Riconfermati gli appuntamenti della casa editrice IL MULINO e le rassegne musicali dei festival Musica Insieme e Bologna Festival. Per rispettare le norme di sicurezza sanitaria, si è scelto di mettere in scena solamente monologhi, dialoghi e piccoli ensemble musicali.

L’Oratorio di San Filippo Neri riaprirà con capienza ridotta, 85 posti al posto degli abituali 230, con panche e sedute distanziate. All’ingresso sarà misurata la temperatura e sarà possibile accedere solo su prenotazione via mail all’indirizzo oratoriosanfilipponeri@mismaonda.eu, indossando una mascherina e igienizzando le mani.




Il realismo politico di Tucidide La politica come arte

Di solito il realismo politico si caratterizza per il principio di privilegiare l’interesse e la sicurezza nazionale rispetto ad ideologie e problematiche morali e sociali. Tucidide vede il realismo politico con un senso più ampio, cioè come realtà storica attraverso un approccio empirico. Ma anche come l’esperienza del contatto che include le esperienze di posizione, di equilibrio e di supporto.

Il realismo politico secondo Tucidide è il comune (koinon B35). La democrazia è il regime esplicitamente fondato sull’opinione, sul confronto tra le opinioni, sulla formazione di un’opinione comune. La confutazione delle opinioni altrui è ben più che permessa e legittima, essa è addirittura l’ossigeno della vita pubblica (Peri homonoias H 93).

La vita è esperienza, cioè improvvisazione, utilizzazione delle occasioni, tentativi in tutte le direzioni. E il cittadino ha dignità solo quando può scegliere il suo modo d’essere. Perciò il termine polis indica l’ipotetico patto fondato sul reciproco interesse dei politai (cioè cittadini) della città. (Γ 82). Perché come dirà il poeta K. Kavafis: “…. Ti verrà dietro la città. Per le vie girerai: le stesse. E negli stessi quartieri invecchierai, ti farai bianco nelle stesse mura. Perenne approdo, questa città….”

Con altre parole secondo Tucidide il rapporto tra polis e polites (cittadini) non è lo stesso con quello di civis-civitas. Perché nella democrazia ateniese, il potere è nelle mani del popolo: nei tribunali tutti i cittadini sono eguali, e nell’esercito (i cittadini sono anche oplite, cioè soldati) delle cariche la capacità e il merito hanno annullato ogni differenza tra ricchi e poveri. La philotimia (Tucidide III, 82,8) è la virtù dei cittadini. (Nietzsche nella philotimia di Tucidide cerca il concetto dell’uomo superiore.) Euripide ha disegnato nei suoi versi un ritratto lusinghiero della polis democratica, dove regnano libertà e uguaglianza, amicizia e unione.

Libertà, amicizia, eguaglianza è la concordia. Questa ultima è l’unità del sentire e del pensare (homonoia) raggiunta dai cittadini nella determinazione dei fini comuni e delle scelte necessarie per conseguirli. Se non c’è frattura tra l’individuo e la comunità, tra la sua vita privata e quella pubblica, la connessione è una dialettica della pluralità del diverso su cui la dialettica non avrebbe più alcun potere (Tucidide H 97. Sygrasis – Mescolanza. O come dice Aristotele ex anomoion he polis, Politica 3,1277° 5-6, cioè, la città è ineguale). Poiché nella città secondo Tucidide esiste sempre l’antinomia, discorso doppio (Dissoi logoi, cioè discorsi doppi) e l’idea della mutua paura (antipalon deos) necessaria al mantenimento dell’equilibrio. Così la mutua paura (antipalon deos) diventa (isopalo sevas) bilanciato rispetto.

Nella guerra civile esiste la techne politiche, (Protagora 322 b-c) cioè la formazione del cittadino e dei dirigenti, il compito di un processo indicativo che riguarda almeno in teoria, tutti gli uomini. E con questa techne politiche, si può risalire ad una concezione del rapporto di individuo e comunità, di cittadino e stato.

Anche questa è la concezione che Platone in un passo delle Leggi riproduce dicendo che un’educazione rettamente intesa è quella che sa far nascere negli animi fin degli anni dell’infanzia, il desiderio di diventare un perfetto cittadino, capace ad un tempo di obbedire e di comandare secondo giustizia. Socrate accetta il giudizio del tribunale formato dai propri concittadini. Possiamo vedere nel Critone il suo discorso, scambiato tanto spesso per un’arringa moralistica, e uno sviluppo magnifico della fondamentale idea greca della formazione dell’individuo attraverso la propria città. Simodide scriveva: polis andra didaskei, cioè la città educa l’uomo.

Qui posiamo vedere anche la differenza tra Tucidide e Machiavelli. Il realismo politico di Machiavelli è il successo. E il successo per un principe nuovo si misura dalla sua capacità di conservare lo stato. L’introduzione del criterio del successo come unico metro di giudizio politico permette al Machiavelli di distinguere anche all’interno della categoria del tiranno. Il tiranno Agatocle e il tiranno Liverotto da Fermo sono i modelli di realismo politico secondo Machiavelli. Agatocle, e Liverotto da Fermo avevano conquistato lo stato con delitti e efferati. (Principe, cap. XVIII).

Tucidide si differenzia anche dalla dottrina spinoziana dello Stato, esposta nel Trattato politico e nel Trattato teologico- politico. Però quello di Spinoza è un realismo politico condensato sul principio della tolleranza (che significa aggiustamenti e riforme senza rivolgimenti rivoluzionari) e sul dogma come diceva Caillois Roland che sostiene: “il sistema rimane l’uomo muore”.

Il realismo politico di Tucidide non esprime una speranza, perché secondo Tucidide la speranza è una condizione umana molto complessa e articolata fatta di pieni e vuoti, di esplosioni e di ripiegamenti e non è mai un sentire identico (Tucidide E 84-116). Anche l’idea di “ necessità”, considera in maniera troppo compatta situazioni che, invece sono molto differenziate (A,22,1-2). Possiamo dunque dire che il realismo politico di Tucidide diventa una riforma della politica per mezzo della molteplicità delle esperienze vitali.

Apostolos Apostolou

Scrittore e Prof. di Filosofia




Teatro Olimpico, Vicenza JAZZ IS BACK!

Lunedì 15 giugno 2020, ore 21

Teatro Olimpico, Vicenza

JAZZ IS BACK!

Il Teatro Olimpico per gli operatori sanitari

Il primo importante spettacolo dal vivo in Italia dopo il lockdown

nel teatro coperto più antico del mondo

concerto live con

Gianluigi Trovesi & Umberto Petrin

Luca Aquino, Giovanni Guidi & Flo

Claudio Fasoli & Paolo Birro

Paolo Fresu & Daniele di Bonaventura

Paolo Fresu con Lundgren Galliano @ Teatro Olimpico – Vicenza Jazz (di Francesco Dalla Pozza)

Jazz is Back! è il primo spettacolo dal vivo davvero significativo in Italia in un teatro e il primo concerto jazz dal vivo di una certa importanza in Italia e in Europa dopo il lockdown. Tant’è che I-Jazz, l’associazione dei festival jazz nazionali, annuncerà la ripresa dei concerti di jazz in Italia partendo da questo evento, che si terrà nel più antico teatro coperto al mondo, il Teatro Olimpico di Vicenza, con entrata “fisica” esclusiva e gratuita riservata agli operatori sanitari.

Lunedì 15 giugno sarà una data simbolica: in tutta Italia potrà riprende la vita nei teatri e nei luoghi dello spettacolo dal vivo, dopo oltre tre mesi di chiusura per l’emergenza sanitaria.

In questa occasione di grande significato, il Teatro Olimpico di Vicenza sarà tra i primi in Italia a riaprire i battenti al pubblico e ai lavoratori dello spettacolo. Lo farà con un evento straordinario, il concerto Jazz is Back!, che segnerà il ritorno di grandi musicisti sul palco dell’Olimpico a un mese dall’annullamento del festival Vicenza Jazz, avvenuto in conseguenza delle misure di contenimento della pandemia.

Concerto per gli operatori sanitari

Il concerto avrà la forma di una piccola maratona, con ben quattro formazioni che si succederanno sul palco, coinvolgendo alcuni dei massimi protagonisti del jazz italiano, raccolti in tre duetti (Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura, Claudio Fasoli e Paolo Birro, Gianluigi Trovesi e Umberto Petrin) e un trio (Luca Aquino, Giovanni Guidi e Flo).

Tutto il pubblico presente in sala sarà costituito esclusivamente da operatori sanitari (medici, infermieri e amministrativi che in questi ultimi mesi hanno lavorato per l’emergenza del Covid-19). Il concerto sarà a loro dedicato dal Comune di Vicenza e da Trivellato Spa (che lo organizzano con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza) L’accesso al Teatro Olimpico sarà quindi strettamente su invito, con ingresso gratuito. Il concerto si svolgerà nel più rigoroso rispetto delle normative e ordinanze per gli spettacoli dal vivo, compresa l’applicazione della distanza di sicurezza tra gli spettatori, in seguito alla quale i posti disponibili saranno limitati a un centinaio. Gli strumentisti “a fiato” staranno ad almeno due metri di distanza sia dal pubblico che fra di loro.

Diretta streaming

Il concerto sarà comunque fruibile anche da chi non potrà essere in teatro: sarà infatti trasmesso in diretta streaming sulle pagine social di Vicenza Jazz (www.facebook.com/vicenzajazz/) e in diretta televisiva su TVA (canale 10 del digitale terrestre per il Veneto, canale 273 per le province di Trento e Bolzano; canale 832 su satellite Sky e Tivù Sat a livello nazionale), oltre che sul web tramite le app di TVA per Ios e Android.

Gli artisti

Tutti gli artisti, assolutamente rappresentativi del jazz made in Italy, sia per stili che per differenze generazionali, sono a vario titolo molto legati a Vicenza e al Teatro Olimpico in particolare. Tutti sono comunque molto noti internazionalmente tanto da poter dire che questo è certamente il più importante dei primi eventi in ambito jazzistico, post-lockdown in Europa.

Paolo Fresu @ Teatro Olimpico – Vicenza Jazz 2019 (di Roberto De Biasio)

Il duetto di Paolo Fresu con il bandoneonista marchigiano Daniele di Bonaventura è sinonimo di lirismo venato di mistero: siamo di fronte a una versione dark ed essenziale dell’universo sonoro di Fresu, la tromba più amata del jazz italiano. Tra tempi sospesi e linee fluttuanti, l’intersezione dei mood davisiano-mediterranei di Fresu con gli ingredienti sudamericani introdotti dallo strumento a mantice produce una struggente tensione melodica.

Il sassofonista e clarinettista Gianluigi Trovesi e il pianista Umberto Petrin hanno scritto pagine importanti del jazz italiano sia individualmente che con il loro duo, documentato su dischi che esaltano la capacità di lavorare con la massima fantasia sulle formule del jazz ma anche della musica colta e popolare. È significativo che Trovesi provenga dal paese bergamasco di Nembro, uno dei simboli del Covid-19, nel momento più tragico.

Il pianista Giovanni Guidi, che tra i giovani (ormai adulti) jazzisti italiani è quello che sta riscuotendo i più ampi consensi, anche in virtù della collaborazione con Enrico Rava sin da quando era adolescente, è il trait d’union tra il trombettista Luca Aquino e la cantante Flo, suonando con entrambi in altri organici. Riuniti assieme, i tre faranno con ancor più intensità quel che è per loro spontaneo: guardare oltre i confini del jazz mainstream.

Il duo formato da Claudio Fasoli (sax) e Paolo Birro (pianoforte) pone uno di fronte all’altro due solisti impeccabili e profondi: il veneziano (ma trapiantato a Milano) Fasoli è passato dai fasti dei Perigeo negli anni Settanta ai vertici del jazz europeo nei decenni a seguire; Birro, che a Vicenza è letteralmente di casa, è tra le voci più autorevoli, raffinati e stilisticamente pertinenti del piano jazz italiano.

Direzione artistica: Riccardo Brazzale

Ufficio Stampa: Daniele Cecchini

cell. 348 2350217 – e-mail: dancecchini@hotmail.com

Informazioni

Teatro Comunale di Vicenza – Ufficio Festival

Viale Mazzini, 39 – Vicenza

tel: 0444 324442

vicenzajazz@tcvi.it – biglietteria@tcvi.it

www.vicenzajazz.org; www.tcvi.it




Si correrà il 10 e l’11 ottobre il Dolomiti Rally!

DE CECCO -CAMPEIS, secondi assoluti nell’edizione 2019 del Dolomiti Rally (Foto Plume Sport)

Voltago (Belluno) – ACI Sport ha ufficializzato la nuova data del Dolomiti Rally. La competizione, organizzata dal Dolomiti Racing Motorsport del presidente Mauro Riva, si disputerà sabato 10 e domenica 11 ottobre prossimi con partenza ed arrivo ad Agordo. Immutata la validità della corsa, seconda ed ultima prova della Coppa Rally 4^ zona, che comprende il Friuli Venezia Giulia e le province venete di Venezia e Belluno. Immutato anche il format della gara, identico a quello della fortunata edizione 2019, che segnò il record di equipaggi iscritti, ben 82. I concorrenti si cimenteranno sui tracciati di tre prove speciali ormai divenute classiche: “Oltach”, “San Tomas” e “Valada”, tutte da affrontare tre volte. Grandissima e gradita novità dell’edizione 2020 sarà lo svolgimento, in abbinata alla quinta edizione del Dolomiti Rally, della prima edizione del Dolomiti Rally storico.

TABARELLI – MARCHIORI Mitsubishi Evo IX (Foto Plume Sport)

GHEGIN – PASSERI Renault Clio (Foto Plume Sport)

Se il via dell’edizione 2019 rappresentò un momento solenne, non solo dal punto di vista sportivo, dopo le devastazioni causate al territorio Agordino dall’uragano Vaia dell’ottobre 2018, la conferma della disputa del 4° Dolomiti Rally e del 1° Dolomiti Rally storico, dopo la pandemia Covid-19, non è assolutamente meno significativo ed importante. Non lo è per il sodalizio organizzatore di Voltago Agordino, composto da uomini fieri e mai domi; non lo è per il motorsport in Agordino e per tutto il territorio Agordino che, con la tenacia che contraddistingue i montanari, sta provando a ripartire. Un piccolo miracolo di caparbietà, determinazione e amore per lo sport dei motori che merita di cogliere nel segno.

MARTINELLI – CALLIGARO Peugeot 207 Sport (Foto Plume Sport)

Quella che è alle porte sarà una estate di duro lavoro per tutti gli uomini del Dolomiti Racing Motorsport, che saranno chiamati a moltiplicare i loro sforzi per proporre una manifestazione di livello in perfetta linea con le precedenti che hanno visto il Dolomiti Rally acquisire popolarità e riscuotere unanimi consensi. Anche quest’anno sarà data agli equipaggi l’opportunità di effettuare lo shakedown, il test pre-gara utile a verificare assetto ed affidabilità dei mezzi che si svolgerà lungo un tratto di strada di 2,650 km, ricavato nel senso di marcia opposto a quello della ps “Oltach”.

5° Dolomiti Rally – Ufficio Stampa  (Foto Plume Sport)                                    media@dolomitiracingmotorsport.it




Esposte alla Galleria Spazzapan le sette opere del comodato Corgnati

Tornano a essere esposte le sette opere di Luigi Spazzapan appartenenti al comodato Corgnati. Dopo il recente rinnovo del comodato da parte di Erpac FVG, i dipinti saranno allestiti dall’11 giugno al 6 settembre al pianoterra della Galleria regionale d’arte contemporanea dedicata al noto artista a Gradisca d’Isonzo.  Si tratta del “Santone nella losanga festonata” (tempera su carta intelata), in cui la nuova iconografia a cui giunge Spazzapan, quella dei santoni appunto, viene valorizzata da un pigmento rosa di eccezionale modernità. Accanto ci saranno i Cavallini azzurri (tempera su carta) e lo Studio di donna con gatto, con linee guizzanti che definiscono i soggetti, infondendo loro energia e dinamismo. Nella sala attigua, in posizione centrale alla bellissima “Vanitas – fiori con insetti” (tempera su carta) di alta drammaticità, farà da contrappunto la composizione “Dalie e zinnie in composizione”, dotata di una altrettanto forte componente espressiva. Chiuderanno questo prezioso insieme due opere: una piccola, fluttuante e ipnotica china colorata su carta intelata intitolata “Isole di colore” e Il Paesaggio incorniciato di rosso (olio su masonite) di esteso formato orizzontale, in cui la composizione è strutturata esclusivamente dal colore, sempre acceso e carico di esuberanza. La sette opere, che costituiranno l’inizio del percorso permanente dedicato al maestro gradiscano, coprono un arco di tempo che va dal 1948 al 1955 e appartengono alla fase conclusiva di Spazzapan: un momento di intensa ricerca, in cui la consueta forte carica espressiva dell’artista va a sommarsi a componenti geometriche, per poi sciogliersi nell’eccezionale pittura liquida dell’ultimo periodo, quello informale, a cui Spazzapan si rivolge con la sua inesauribile curiosità nell’affrontare sempre nuovi territori.

Galleria Regionale d’Arte Contemporanea Luigi Spazzapan
via Ciotti 51 – Gradisca d’Isonzo

11.6.2020 – 6.9.2020

dal mercoledì alla domenica / 10-13 – 15-19
t. 0481 960816
email: galleriaspazzapan@regione.fvg.it