Una toccante testimonianza in ricordo di Pierluigi Mattioli recentemente scomparso mentre disputava una gara in moto.

Pubblichiamo volentieri questa testimonianza del nostro collaboratore Piercarlo Donda in ricordo dell’amico Pierluigi Mattioli  scomparso lo scorso 14 novembre a causa di un arresto cardiocircolatorio mentre stava affrontando la “Sei giorni” di enduro in Portogallo; Mattioli aveva 57 anni e da  diversi anni ormai correva in moto nella regolarità/enduro per moto d’epoca, dopo aver gareggiato in più di 200 rally a partire dagli anni ’80.

La cronaca locale ha dato il dovuto risalto all’accaduto ma quanto scritto da Piercarlo Donda, ex giornalista ed amico del compianto Pierluigi Mattioli delinea meglio quello che era Pierluigi sia dal punto di vista sportivo che da quello umano:

È la seconda volta che mi trovo a scrivere un articolo su di te, la prima fu nel 2011 quando scrivevo per Tuttorally+ e decisi, come conclusione di un ciclo di interviste programmate, di intervistarti. Un’intervista per me molto speciale, una raccolta di tutte le chiacchierate che avevamo fatto dal 1995, anno in cui ti conobbi e cominciai a frequentare la tua carrozzeria. Tu, tutto orgoglioso, mi aspettavi nel tuo ufficio e sulla scrivania, sopra le innumerevoli scartoffie, spiccava il tuo curriculum sportivo che aggiornavi con fierezza dopo ogni gara.

Visto che da quel maledetto 14 novembre che ti ha portato via mentre stavi facendo la cosa che più amavi si è parlato – purtroppo – molto di te, volevo farlo anch’io, però in maniera diversa: ripubblicando quell’intervista, facendo finta che tu sia ancora qui, tra di noi. Con quella tua gentilezza e disponibilità che ti contraddistingueva, con la passione che trasmettevi quando raccontavi le tue avventure motoristiche, quando per l’ennesima volta ti chiedevo di raccontarmi qualcosa di cui conoscevo già ogni particolare, o di quando ci confrontavamo e ti chiedevo consigli sulle gare che andavo ad affrontare. Si perché è solo grazie a te che mi sono appassionato a questo sport, il rally. Quando venni da te le prime volte e trovavo la tua Sierra Cosworth parcheggiata fuori, dietro la siepe, ancora con la fanaliera reduce dall’ultima gara, rimasi affascinato da questo mondo e ti feci la promessa che un giorno anch’io ce l’avrei fatta. Mi ricordo quel rally della Sedia a Manzano, quando correvi con l’Escort Wrc di Rossi, era il 1999 avevo da poco fatto la patente e venni anch’io a “fare” assistenza, oppure l’anno successivo quando venni assieme ad Andrea e Daniel e fare assistenza al Rally della Carnia. Mi ricordo anche del rally della Sedia del 2000, con la Escort gruppo N quando le sere prima della gara, mentre stavi preparando la macchina dicesti scherzando che “se non va come deve, la metto di tetto”, e cosi andò. Mi ricordo anche il giorno dopo la mia prima gara, nel 2002, quando venni a raccontarti com’era andata. E mi ricordo ancora la tua faccia quando al rally di Gorizia 2003 dove correvamo entrambi, mi trovasti li all’assistenza dopo il primo giro di prove e mi chiedesti: “cosa fai già qua?!?” e io ti risposi che avevamo rotto il cambio sulla prima prova. Potrei andare avanti per giorni raccontando i ricordi bellissimi che porto dentro di me di quella persona speciale che eri e resterai sempre. Ultima cosa, mi avevi promesso che prima o poi una gara assieme l’avremmo fatta… non è andata così, purtroppo.

Grazie Gigi, grazie per essermi stato vicino e di supporto quando venivo a confidarmi da te su qualsiasi problema avessi, per il supporto anche se a distanza nelle gare, grazie per avermi talvolta sgridato, grazie di tutto, veramente. Di cuore.

Piercarlo Donda

Di seguito l’intervista:

11 febbraio 2011 intervista per Tuttorally+

Pierluigi Mattioli

01/01/1962

imprenditore

convive con Roberta, 2 figlie Giorgia e Marta

all’attivo oltre 200 gare

esordio come pilota Rally Colli Goriziani 1984 su Ford Escort Rs2000 Mk2

1^ vittoria assoluta, Rally Valli del Torre 1988 su Opel Manta gruppo A

vincitore campionato Triveneto 1984

vittoria Coppa Italia Quarta Zona 1987 – Opel Manta Gte gruppo A con accesso alla Finale al Rally del Gargano (rit. Rottura guarnizione di testa)

navigatori : Bruno Cotic, Monica Malisan, Luciano Blasutto

ha corso con varie vetture : A112 trofeo, Ford Escort Rs 2000 Mk2, Opel Ascona gruppo A, Opel Manta Gte gruppo A, Renault 5Gt turbo gruppo N, Fiat Ritmo 75 gruppo 2, Fiat Ritmo 130 gruppo A, Ford Sierra Cosworth gr.N/A, Ford Escort Cosworth gruppo N e WRC, Toyota Celica gruppo N, Mazda 323 gruppo A, Delta Integrale gruppo N, BMW M3 E30 gruppo A, Peugeot 306 gruppo A, Mitsubishi Lancer Evo 9, Peugeot 207 S2000.

Hai cominciato a correre come navigatore nel 1980, appena compiuti i 18 anni, per poi subito dopo passare sul sedile di sinistra, come mai questa scelta?

Dopo un po’ di gare da naviga ho voluto capire a che livello sarei potuto essere come pilota, ed ho visto che poi così tanto male non ero. Da qui in avanti ho scelto di continuare come pilota. Dalla gara di esordio mi sono subito difeso bene riuscendo ad insediarmi nelle parti alte della classifica assoluta.

Dall’esordio ad oggi ha partecipato ad oltre 200 gare, quale rappresenta il tuo più bel ricordo?

Sicuramente tutte le gare che ho corso con la M3 gruppo A mi hanno lasciato un gran bel ricordo, ma ricordo con particolare piacere il Città di Modena, del 1994 dove nettamente in debito di cavalli rispetto alle vetture turbo 4×4, dopo una gara tutta d’attacco, sono riuscito a finire 3° assoluto a ridosso di una Toyota Celica del vincitore e di una Escort Cosworth gr. A del secondo classificato. Purtroppo però per una dimenticanza da parte del team nel dichiarare e farsi punzonare in fase di verifica le zavorre per l’ottenimento del peso regolamentare, che, pur essendo rimaste sempre al loro posto, venni squalificato. A Modena, però, lungo il percorso, c’era uno spettatore d’eccezione, ovvero l’ing. Forghieri, famoso progettista della Ferrari ai tempi di Lauda, e responsabile della Oral Engineering che seguiva per conto di BMW Italia il programma rally con le 318 is che mi chiamò per sondare la possibilità di gareggiare nel Campionato Italiano Rally come compagno di squadra di Alex Fiorio, invito purtroppo declinato per la mancanza del budget necessario.

In tutti questi anni di gare qual è la macchina che più ti è piaciuta?

Fino a prima di aver provato le moderne S2000 avrei risposto la M3 e30 di gruppo A, era la massima espressione delle autovetture a trazione posteriore. Ora invece rispondo la Peugeot 207 s2000 che sicuramente è la migliore nella sua categoria e tra le vetture moderne.

Cosa prevede il 2011?

Sicuramente parteciperò al Campionato Italiano di Enduro d’Epoca, e poi, budget permettendo, dovrei partecipare alla seconda edizione del Ronde dell’Isontino sempre con una Peugeot 207 S2000 cercando di arrivare alla vittoria assoluta nel rally di casa. E poi in calendario c’è anche un nuovo rally nella nostra zona, il Rally della Venezia Giulia a cui vorrei partecipare.

Alcune immagini della carriera rallystica di Pierluigi:

Con la pubblicazione di questa intervista l’amico Piercarlo Donda (ma anche la redazione di questa testata) ha voluto rendere omaggio a quella straordinaria persona che era Pierluigi Mattioli.




Pordenone: . Il 19 e 20 febbraio ritornano AquaFarm e NovelFarm

. Il 19 e 20 febbraio ritornano AquaFarm e NovelFarm, i due eventi in contemporanea sulle tendenze attuali e future delle produzioni alimentari, dedicati all’allevamento di specie acquatiche e alla coltivazione di alghe, alle colture indoor e al vertical farming.

L’edizione 2020 sarà totalmente all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità ambientale.

AquaFarm, giunta alla quarta edizione, è l’appuntamento annuale per gli operatori dell’intera filiera dell’acquacoltura. Fin dal suo debutto, è realizzata in collaborazione con API e AMA, le due associazioni italiane di riferimento del settore.

La manifestazione riflette il ruolo crescente dell’acquacoltura a livello mondiale. Secondo i dati più recenti pubblicati della FAO, il 53% delle specie acquatiche destinato all’alimentazione umana a livello mondiale proviene da allevamenti, a cui si devono aggiungere circa 30 milioni di tonnellate di vegetali acquatici e di macro e microalghe. Il consumo complessivo viene stimato a 20,5 Kg a testa, con un incremento medio del 3,2% ogni anno dal 1961 ad oggi, superando sia la crescita della popolazione sia l’assunzione di proteine provenienti da specie terrestri. Con il totale dei prodotti della pesca sostanzialmente fermo ai livelli della fine degli anni ’80, la crescita è sostenuta, e lo sarà anche di più in futuro, dall’acquacoltura.

Un dato interessante che emerge dalle rilevazioni FAO è che metà della produzione da allevamenti è relativo a specie acquatiche che vengono definite “estrattive”. Sono quelle che ricavano dall’ambiente il proprio nutrimento, filtrando l’acqua; in questo modo utilizzano anche gli scarti prodotti da quelle specie che invece devono essere nutrite dall’uomo, realizzando così una produzione integrata e riducendo l’impatto ambientale. La FAO e i produttori puntano molto su questi allevamenti per coniugare sostenibilità e aumento della produzione di cibo con l’acquacoltura.

Il programma 2020 punta su tre tematiche. La sostenibilità ambientale, intesa sia come riduzione dell’impatto dell’allevamento sull’ecosistema sia come resilienza della produzione in presenza di cambiamenti ambientali, non solo climatici ma anche dovuti a inquinamento chimico e microplastiche. La ricerca e l’innovazione in tutti i comparti della filiera con una particolare attenzione ai progetti cooperativi a livello europeo. Il prodotto finito da acquacoltura, raccontato anche attraverso degustazioni rivolte alla distribuzione e alla ristorazione individuale e collettiva.

NovelFarm, alla seconda edizione, è la mostra-convegno internazionale dedicata all’innovazione nell’agritech, con approfondimenti su colture fuori suolo, economia circolare delle nuove coltivazioni e urban farming.

Il programma conferenze di NovelFarm 2020 analizzerà alcune sfide per il nostro pianeta nei prossimi anni, alle quali proprio l’innovazione agricola del fuori suolo cerca di dare delle risposte. Nutrire la crescente popolazione riducendo lo spreco alimentare e gli impatti della logistica e dei trasporti portando la produzione primaria di cibo il più possibile vicino ai luoghi di consumo; adottando metodi di coltura che moltiplichino le rese e garantiscano massima qualità e stabilità delle caratteristiche organolettiche e nutritive.

Nell’area espositiva, le aziende proporranno impianti per coltivazioni fuori suolo e vertical farming, LED, biostimolanti, biotecnologie, sensori, robot e sistemi di automazione.

Maggiori informazioni su AquaFarm e NovelFarm sono disponibili sui siti web delle due manifestazioni: www.aquafarmexpo.it e www.novelfarmexpo.it.

 




Un autunno di fuoco: in scena Milena Vukotic e Maximilian Nisi 

La pièce dello statunitense Eric Coble è prodotta da La Contada di Trieste

 

Commedia dolce e graffiante sui delicati e spesso esplosivi rapporti tra madri e figli


ARTEGNA – NUOVO TEATRO MONS. LAVARONI
giovedì 21 novembre – ore 20.45

ZOPPOLA – AUDITORIUM COMUNALE
venerdì 22 novembre – ore 20.45

LESTIZZA – AUIDITORIUM COMUNALE

Sabato 23 novembre – 

 


 Ritorna nel Circuito ERT, dopo le date della scorsa stagione, Un autunno di fuoco, la produzione de La Contrada di Trieste che ha per protagonisti, diretti da Marcello Cotugno, Milena Vukotic e Maximilian Nisi. Tre gli appuntamenti in programma: giovedì 21 novembre al Nuovo Teatro Monsignor Lavaroni di Artegna, venerdì 22 novembre all’Auditorium Comunale di Zoppola e sabato 23 novembre all’Auditorium Comunale di Lestizza. Tutte e tre le serate avranno inizio alle 20.45. 

Un autunno di fuoco, commedia dolce e graffiante sui delicati e spesso esplosivi rapporti tra madri e figli scritta dal drammaturgo statunitense Eric Coble, inizia con una donna anziana barricata in casa e con un intruso che si infila dalla finestra.
Alessandra, la protagonista, non è affatto una vecchietta indifesa, bensì un’artista quasi ottantenne alla resa dei conti con la sua famiglia per stabilire dove trascorrerà i suoi ultimi anni di vita. Con un’arguzia inaspettata in una donna dall’aspetto così gentile, una passione vulcanica e una pila di bombe Molotov, Alessandra si chiude in casa minacciando di dar fuoco a tutto piuttosto che finire in una casa di riposo.
L’intruso è Chris, il più giovane dei tre figli, quello che con la madre ha avuto il rapporto più problematico tanto da allontanarsi dalla famiglia per molti anni. Ed è sempre lui a dover convincere Alessandra a lasciare la sua casa, mentre le prime bombe emotive iniziano a detonare.




NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO ‘Otto donne e un mistero’ martedì 26 novembre

‘Otto donne e un mistero’ sarà il prossimo attesissimo spettacolo in programma al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo, martedì 26 novembre, alle 21. In scena Anna Galiena, Debora Caprioglio, Caterina Murino, con la partecipazione di Paola Gassman e con Antonella Piccolo, Claudia Campagnola, Giulia Fiume e Mariachiara Di Mitri: un ‘parterre des reines’ dirette da Guglielmo Ferro, che muove queste grandi attrici in questa macchina ad orologeria scritta da Robert Thomas (tradotto dalla Galiena e adattato da Micaela Milano).
È Natale, fuori nevica ed è perfetto così, i regali sono al loro posto sotto l’albero, le luci e le note festose hanno invaso le stanze e su tutto si è appeso violentemente un profumo da donna. Di quale donna, delle otto che sfarfalleggiano in casa? Forse quella che ha pugnalato Marcel, tagliato i fili del telefono, trasformando una bella dimora di campagna in una prigione di paura. E quando il fiato è sospeso, alla fine sotto quel profumo di donna si scopre un gran puzzo di morte. C’è un mistero e intorno a esso… otto donne. Adesso sì che è tutto perfetto. La struttura drammaturgica della commedia thriller di Robert Thomas è un ingranaggio perfetto per sedurre lo spettatore contemporaneo ormai abituato alla nuova generazione di criminologia psicologica. Thomas offre inoltre quel valore aggiunto dei grandi scrittori di dosare con maestria la comicità noir d’oltralpe, di fare emergere sfacciatamente la lamina sarcastica e comica della vita contro la morte. E lo fa attraverso la figura madre: la donna. Ne sceglie otto: le più diverse, perché non sono personaggi ma personificazioni distinte della stessa identità-matrice. Come una Grande Madre che si fa Natura, Madonna, Dea, Terra e Morte. Una prova d’attrice che con questa messinscena vogliamo fare emergere in chiave contemporanea, sia da un punto di vista recitativo che registico. Una compagnia di donne di talento che scuoteranno le viscere drammaturgiche del testo con i loro segreti, le loro ambizioni verminose, le perverse visioni interpersonali, la loro arcaica animalità. Nessuna complicità, nessuna affinità non battezzata come ipocrisia e invidia tra le donne, come è e come sempre sarà. Per loro solo un fine: famelica sopravvivenza.
Prevendite martedì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30 e un’ora prima dello spettacolo.
E. L.



TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE venerdì 22 nov. RUSSIAN NATIONAL ORCHESTRA

 Una compagine richiestissima in tutto il mondo, due fuoriclasse sul podio e al pianoforte, un programma dedicato a due immortali capolavori tardoromantici del repertorio russo: venerdì 22 novembre 2019, con inizio alle 20.45, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine accoglie per il terzo appuntamento della sua stagione sinfonica 2019/20, realizzata anche grazie al sostegno di Fondazione Friuli, la Russian National Orchestra, l’impareggiabile direttore Kirill Karabits e, nel ruolo di solista al pianoforte, il leggendario Mikhail Pletnev. Il concerto, in esclusiva per il Nordest, celebra il quarantesimo anniversario della fondazione dell’Accademia di studi pianistici “Antonio Ricci”, illustre istituzione udinese che richiama nei suoi prestigiosi appuntamenti i più grandi musicisti e musicologi del nostro tempo.

Fondata nel 1990 dallo stesso Mikhail Pletnev, protagonista di pluripremiate incisioni e dei più prestigiosi appuntamenti internazionali, la Russian National Orchestra è applaudita in tutto il mondo per la sua impeccabile perfezione tecnica e per il suo fascino travolgente. Di particolare appeal anche il programma proposto, che nella prima parte proporrà il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra (1874) di Pëtr Il’ič Čajkovskij, amato sia dal pubblico che dagli interpreti per l’inesauribile invenzione melodica e le spettacolari acrobazie di cui è costellato. A questo capolavoro di sgargiante virtuosismo, affidato al tocco inimitabile di Mikhail Pletnev per la prima volta nelle vesti di solista al pianoforte al Giovanni da Udine, seguiranno le meravigliose atmosfere orientaleggianti di Scheherazade (1888), la celebre suite sinfonica di Nikolaj Rimskij – Korsakov ispirata ai racconti delle Mille e una notte, uno dei brani più celebri e amati del repertorio russo.

Nato nel 1957 ad Arkhangelsk, Mikhail Pletnev ha vinto nel 1978 il primo premio e la medaglia d’oro alla sesta edizione del Concorso Internazionale Čajkovskij. Da allora si è esibito come solista con tutte le orchestre e i direttori più rinomati al mondo. Intensissimo e proficuo il legame con la Russian National Orchestra, che Pletnev dirige regolarmente nei principali teatri russi e del mondo e nelle fortunatissime e acclamate registrazioni discografiche, in particolar modo dedicate a Čajkovskij. Numerose le sue esibizioni accanto all’orchestra nel ruolo di solista, com’è il caso del concerto udinese. Mikhail Pletnev registra per Deutsche Grammophon dal 1993 e i suoi dischi sono stati più volte nominati ai Grammy Awards.

Di origine ucraina, anche Kirill Karabits vanta un legame speciale con la Russian National Orchestra, con cui di recente è tornato al Festival di Edimburgo ed è protagonista di tournée internazionali. Attualmente è direttore principale della Bournemouth Symphony Orchestra e della Deutsches Nationaltheater und Staatskapelle di Weimar, che ha diretto in molte registrazioni di successo. Nominato nel 2013 direttore dell’anno ai Royal Philharmonic Society Music Awards, Karabits ha collaborato con molti dei più prestigiosi ensemble europei, asiatici e nordamericani, fra cui le Orchestre sinfoniche di Cleveland, Philhadelphia, San Francisco e Chicago, con i Münchner Philharmoniker, l’Orchestre National de France, la Philharmonia Orchestra, la Filarmonica di Rotterdam, la Yomiuri Nippon Symphony Orchestra, l’Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice di Venezia e la BBC Symphony Orchestra.

Fondata nel 1990 da Mikhail Pletnëv, la RNO è la prima orchestra russa non governativa e finanziata privatamente. Richiestissima in tutto il mondo, ogni anno è impegnata in tournée in Europa, Stati Uniti ed Asia. La RNO è ospite regolare delle sale da concerto e dei festival internazionali più prestigiosi, ed è orchestra co-fondatrice del Festival del Sole, in California. I suoi concerti vengono regolarmente trasmessi dalle radio pubbliche nazionali di Stati Uniti ed Europa e dal canale Kultura in Russia. L’Orchestra promuove il RNO Grand Festival, che dal 2009 si tiene ogni anno a Mosca nel mese di settembre. L’Orchestra ha inciso più di ottanta dischi principalmente per le etichette discografiche Deutsche Grammophon e PentaTone Classics, collaborando con direttori che includono il suo fondatore e Direttore Artistico Pletnev, Jurowski, Nagano, Ponti, Rostropovich e Petrenko. Pubblicazioni di successo includono l’integrale delle Sinfonie e Concerti per pianoforte di Beethoven per Deutsche Grammophon e le Sei Sinfonie di Chaikovskij per PentaTone.  Le registrazioni a scopo di beneficenza di Pierino e il Lupo di Prokofiev e di Wolf Tracks di Beintus, diretti da Nagano e con le voci narranti di Sophia Loren, Bill Clinton e Mikhail Gorbaciov hanno ricevuto un Grammy® Award nel 2004. Sono state pubblicate anche versioni in spagnolo, russo e mandarino.

Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine aperta dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.00. L’acquisto dei biglietti è possibile anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it, nei punti vivaticket e, il venerdì mattina dalle 9.30 alle 13.00, alla Libreria Feltrinelli di Udine (Via Canciani). Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it. Previste speciali riduzioni per i possessori della G-Teatrocard.

 

 




TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE Martedì 19 novembre 2019 – ore 20.45 HERMANOS

Debutto nazionale al Giovanni da Udine per “Hermanos” di Giuliano Bonanni e Stefano Angelucci Marino

Arriva martedì 19 novembre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine per la sua prima rappresentazione lonazionale Hermanos di Giuliano Bonanni e Stefano Angelucci Marino.  Recitato in italiano, friulano, spagnolo e abruzzese e fresco di debutto in Argentina e  Uruguay, lo spettacolo centra il tema dell’integrazione sociale ma è anche un’occasione per riflettere sul fenomeno dell’emigrazione che ha coinvolto l’Italia in passato e che, per cause diverse e con modalità differenti, la coinvolge di nuovo.

Sempre martedì 19 novembre, alle 17.30 sul palcoscenico del Giovanni da Udine, i registi e gli attori di Hermanos incontreranno il pubblico in un nuovo appuntamento di Casa Teatro per raccontare la genesi del progetto e l’esperienza trascorsa in America Latina, dove lo spettacolo è andato in scena nei giorni scorsi con successo a Montevideo, Buenos Aires e in altre città argentine.

Protagonisti dello spettacolo sono due giovani emigranti che tra loro si chiamano fratelli, non perché siano consanguinei, ma perché sono entrambi orfani di una terra che era anche la loro madre. I due hermanos sono figli dell’Italia del dopoguerra che li ha abbandonati al proprio destino, vivono in un quartiere operaio di Buenos Aires e lottano ogni giorno per non dimenticare le proprie radici, per radicarsi in un nuovo orizzonte. Pur essendo molto diversi fra loro, hanno in comune la passione per la boxe e il desiderio di affermarsi. Ed è qui che il destino giocherà la sua parte, facendoli salire sullo stesso ring uno contro l’altro.

Hermanos è una storia epica e passionale che nasce dall’esperienza teatrale vissuta in America Latina da Giuliano Bonanni e Stefano Angelucci Marino grazie a due produzioni in collaborazione con il Teatro Stabile d’Abruzzo. I due artisti, dopo essere entrati in contatto diretto con i discendenti dei migranti friulani e abruzzesi, affrontano in questo spettacolo il tema del fenomeno migratorio non da una prospettiva nostalgica e poetica ma da una angolazione concreta e attualizzante, rafforzata dall’uso delle lingue e dei dialetti degli emigranti: italiano, friulano, spagnolo e abruzzese.

Spettacolo con pubblico in palco. Posti limitati.

Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine aperta dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.00. L’acquisto dei biglietti è possibile anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it, nei punti vivaticket e, il venerdì mattina dalle 9.30 alle 13.00, alla Libreria Feltrinelli di Udine (Via Canciani). Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it. Previste speciali riduzioni per i possessori della G-Teatrocard.

E. L.




ALLA VEDOVA IN JAZZ TORNA IL CONNUBIO TRA ALTA ENOGASTRONOMIA E ARTISTI

Apertura giovedì 21 novembre alle 20 con il ritorno a Udine della grande Rossana Casale accompagnata al piano da Carlo Morena

Nello storico ristorante udinese si esibiranno, per la direzione artistica di Ermanno Basso, grandi cantanti e musicisti del calibro di Omar Sosa, Caterina Bubbico, Federico Malaman e Francesco Bearzatti

   Una scommessa che, partita sette anni fa con coraggio e determinazione, ha saputo raccogliere col tempo consenso e apprezzamenti da parte di un pubblico sempre più numeroso a tal punto da diventare per molti un appuntamento irrinunciabile. Sta per partire la 7^ edizione de “Alla Vedova in Jazz”, la rassegna organizzata dallo storico ristorante udinese che ha deciso di abbinare alta enogastronomia con la musica jazz eseguita dal vivo da grandi artisti di fama internazionale.

 Per il calendario 2019 sono davvero tanti i cantanti e i musicisti chiamati a Udine dal direttore artistico Ermanno Basso, produttore discografico romano per l’etichetta Cam Jazz con ben sei nomination ai Grammy Awards. A cominciare da Rossana Casale, da tempo assente dalla scene udinesi, che sarà in città, accompagnata al piano da Carlo Morena, per l’apertura del festival, giovedì 21 novembre. Un ritorno, quella della Casale, nei jazz clubs e nei teatri con un prezioso concerto piano – voce, dove reinterpreta i brani presi dai suoi lavori più significativi dedicati al jazz, quello che lei chiama “la mia vera anima”.

   «Oltre a lei, che non ha certo bisogno di presentazioni – anticipa Basso – ci sarà ancora il grande Omar Sosa, un po’ il simbolo di questa rassegna, che suonerà con Marialy Pacheco e, per la prima volta due pianoforti entreranno in questa meravigliosa sala. Avremo poi una splendida voce, quella di Caterina Bubbico e, ancora, un artista emergente come Federico Malaman, che nel mondo del pop sta letteralmente spopolando, fino ad arrivare ai Licaones condotti da Mauro Ottolini e Francesco Bearzatti che ci rappresentano all’estero e che ci faranno gioire dal palco».                  Confermato il format, ormai rodato, dell’iniziativa che prevede alle 20 la cena nella storica sala al primo piano del ristorante in via Tavagnacco 9 e, alle 21.45 il concerto. Un modo per consentire di gustare appieno entrambi gli ingredienti della serata.      «Sfruttando questa bellissima sala – spiega Cristina Zamarian, con la sorella Sandra e mamma Ida anime della rassegna e custodi di questo angolo di tradizione e calore familiare – abbiamo voluto utilizzarla in altro modo, coniugando la musica con l’alta cucina. E questo è avvenuto grazie all’aiuto di molti nostri amici, come Stefano Amerio, che è il nostro angelo custode per quanto riguarda la parte tecnica, ed Ermanno Basso, che ci ha aiutato nella scelta degli artisti. Per quest’anno, così come nell’edizione passata, abbiamo voluto abbinare, oltre alla buona cucina, anche i migliori vini che il nostro Friuli produce. Un nuovo trait-d’union particolarmente apprezzato e che quindi riproporremo».

 E, infatti, ad ogni serata verrà abbinato ai piatti un vino prodotto dalle più prestigiose cantine regionali come, Le due terre, Livio Felluga, Jermann, Venica&Venica, oltre a quella delle sorelle Zamaria, l’azienda agricola San Rocco.    Tornando al programma della rassegna, dopo la Casale, a salire sul palco saranno il 23 gennaio 2020, gli straordinari pianisti cubani Omar Sosa e  Marialy Pacheco, il 20 febbraio Carolina Bubbico accompagnata al piano da Claudio Filippini, due dei più grandi talenti della scena musicale italiana che si esibiranno per la prima volta insieme in un concerto unico. Il 26 marzo il virtuoso Malafede Trio (Federico Malaman al basso, Riccardo Bertuzzi alla chitarra e Ricky Quagliato alla batteria) e, per finire, il 25 giugno i Licaones, quartetto ricco di verve e ironia formato da Francesco Bearzatti al sassofono, Mauro Ottolini al trombone, Oscar Marchioni all’organo e Paolo Mappa alla batteria.   La cena-concerto “Alla Vedova in Jazz” (su prenotazione allo 0432470291), oltre alla direzione  artistica di Ermanno Basso (SimulArte), vede come produttore esecutivo Federico Mansutti (Simularte), il supporto tecnico di Stefano Amerio e Lorenzo Crana (Artesuono), e Lorenzo Cerneaz come Tecnico Steinway.

 




ANCIUTI MUSIC FESTIVAL, GRAN FINALE CON UN INNOVATIVO PROGETTO RISERVATO ALLE SCUOLE

Debutta “Anciuti Educational”, ciclo di incontri con gli studenti: il 19 novembre a Forni di Sopra, il 20 a Lestizza e Talmassons
Battute conclusive per l’Anciuti Music Festival 2019, prestigioso evento internazionale imperniato sulla riscoperta della figura del liutaio Giovanni Maria Anciuti (1674-1744, Forni di Sopra), ineguagliato costruttore di strumenti a fiato. L’ultima sezione dell’articolata rassegna, che ha toccato pure Roma, Milano e l’Austria, è dedicata al mondo della scuola: con “Anciuti Educational”, infatti, nasce una promettente sinergia con la realtà dell’istruzione – sia pubblica che privata -, che beneficerà di eventi, lezioni-concerto, introduzioni all’ascolto, all’insegnamento e alla costruzione degli strumenti ad ancia doppia tramite l’intervento di esperti del settore e artisti. Finalità dell’iniziativa è allargare la platea degli ascoltatori e dei fruitori della musica, con un’attenzione particolare per gli strumenti ad ancia doppia appunto, campo in cui Giovanni Maria Anciuti fu sommo maestro. Dopo una lezione-concerto alla scuola primaria di Mossa, lo scorso 6 novembre, altri due appuntamenti attendono gli operatori di Anciuti Educational, che il 19 novembre farà tappa a Forni di Sopra, il 20 a Lestizza e a Talmassons. I tre incontri saranno incentrati sulla figura di Giovanni Maria Anciuti e sulla famiglia degli strumenti ad ancia doppia: prevista, fra l’altro, l’esecuzione di danze  e ballate dal Rinascimento ai giorni nostri. Il ciclo di appuntamenti inaugura un progetto di più ampio respiro, che nella primavera 2020 coinvolgerà la scuola primaria di Forni di Sopra con due ulteriori eventi, inseriti nella programmazione della prossima edizione di Anciuti Music Festival.



FIUME VIVA Granfiume, Fiume Veneto domenica 17 novembre, ore 17.30

FIUME VIVA. Granfiume, Fiume Veneto domenica 17 novembre, ore 17.30, laboratorio ludo-didattico Meraviglie Del Bosco: le Impronte!

Bambini e bambine protagoniste domenica 17 novembre nell’Area Libro “Fiume Viva” del Granfiume di Fiume Veneto. Alle 17.30 si terrà il laboratorio ludo-didattico Meraviglie Del Bosco: le Impronte! a cura de La Bottega Dei Sogni. I piccoli partecipanti potranno scoprire quali impronte si trovano nel bosco in questo periodo dell’anno, e a quali animali appartengano. Che animali troveranno, saranno minacciosi o innocui? E che impronte lasceranno sulla terra? Potranno inoltre divertirsi a realizzare la propria impronta personalizzata, con creatività e fantasia. L’attività è gratuita.




Gratuito, aggregativo, entusiasmante: è il Trofeo Santangiolino!

La partecipazione è gratuita, verranno premiate le prime cinque società che iscriveranno il maggior numero di tesserati alle tre granfondo in programma.

Pianello Valtidone, 15 novembre 2019 – Trofeo Santangiolino è il challenge che premia la passione e la condivisione! L’iniziativa di Vittorio Ferrante non ha alcun costo aggiuntivo ne per i corridori, ne per le società di appartenenza e al termine delle tre manifestazioni in programma Granfondo Valtidone, Granfondo del Penice e Granfondo di Casteggio, premierà le prime cinque società della speciale classifica che tiene conto del numero di iscritti alle Granfondo Santangioline.

Perché scegliere il Trofeo Santangiolino? È il challenge che non premia il rendimento ma la partecipazione (la classifica finale viene stilata sommando il numero dei tesserati di ciascun team alle tre gare in programma), rappresenta l’occasione ideale per condividere con i propri compagni di squadra la partecipazione alle tre granfondo santangioline e premia allo stesso modo i corridori che partecipano con l’intento di confrontarsi con se stessi (e gli altri) e coloro che applicano i principi dell’attività cicloturistica ad un evento agonistico.

Come si partecipa al Trofeo Santangiolino? Semplicemente iscrivendosi alle tre granfondo organizzate dalla ASD Sant’Angelo Edilferramenta e Pedale Santangiolino O.g.T.M.

Calendario 2020 Trofeo Santangiolino

Iscrizione combinata granfondo santangioline 2020

29 marzo 2020Granfondo Valtidone a Pianello Valtidone (Piacenza)

14 giugno 2020Granfondo del Penice a Varzi (Pavia)

06 settembre 2020Granfondo di Casteggio a Casteggio (Pavia)

Accendi le emozioni e condividile con i tuoi compagni di squadra.