IL CONCERTO CHE VORREI 4^ edizione – 2020 SABATO 5 SETTEMBRE SULLE FREQUENZE DI RADIO 1 FRIULI VENEZIA GIULIA

Prosegue sulle frequenze di Rai Radio1 Friuli Venezia Giulia, Il concerto che vorrei, il fortunato programma curato a quattro mani dal regista Rai Mario Mirasola con il musicologo e critico musicale Marco Maria Tosolini. Un format innovativo, capace di coinvolgere un nutrito gruppo di studenti del Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste nella ricerca e ritrovamento di tanti tesori musicali custoditi nell’archivio e nella nastroteca della sede RAI del Friuli Venezia Giulia.

Playing with…il gioco nella musica” titola la puntata di sabato 5 settembre, in onda alle 11.30 sulle frequenze di Radiouno a diffusione regionale oppure In streaming dal sito www.sedefvg.rai.it. Ospite la pianista friulana Agnese Toniutti, che presenta un nuovo CD dedicato a musiche di Giancarlo Cardini e Silvia Tarabocchia, per lungo tempo docente e vicedirettore al Conservatorio “Tartini”.Un inglese che intenda suonare uno strumento si riferirà a tale azione mediante il verbo “to play”, esattamente come uno spagnolo direbbe “jugar” o come un francese direbbe “jouer”. La principale traduzione italiana di questi verbi è “giocare”, e chissà che gli ascolti tratti dai tesori custoditi nella nastroteca della sede RAI del FVG, dalle composizioni elettroniche di Jessica Marra e dalle interpretazioni alla fisarmonica di Jacopo Cerpelloni (studenti del gruppo di ricerca Conservatorio “G. Tartini” di Trieste), guidati dal m° Marco Maria Tosolini, non ci dimostrino che suonare non è altro che “giocare” – in modo, però, molto serio – con il proprio strumento. Come si relazionano la musica e l’attività ludica? Che evoluzione ha avuto, nella storia, tale rapporto, e in quali forme? L’excursus di oggi, forse, ce lo rivelerà.

 




Attività Artistica Autunno 2020 Teatro Verdi Trieste

Adelante, con juicio. La frase manzoniana sembra indicare il modo corretto di programmare le attività artistiche in questi tempi così particolari e, come anche altre importanti realtà, anche la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste così intende procedere: con una responsabile cautela legata indissolubilmente alla perseveranza.

Il rispetto dei protocolli vigenti per la protezione dei lavoratori e del pubblico si unisce  infatti alla volontà di mantenere la direzione presa negli anni passati e se l’emergenza sanitaria ha frenato, assieme all’attività, un già ben solido percorso aperto alle collaborazioni internazionali limitrofe e lontane, non si può certo dire lo stesso per quanto riguarda la progettualità, risorsa fondamentale per affiancare oggi, accanto al recupero dei concerti e delle opere non andate in scena a partire dal febbraio scorso, titoli noti, opere contemporanee e prime esecuzioni.

 

Così, dopo i tredici appuntamenti della programmazione estiva Il Verdi in Concerto presentati da giugno ad agosto, la Fondazione proporrà al pubblico un modo di pensare alternativo alle tradizionali stagioni precedenti al Covid-19 attraverso un percorso che procederà per tappe successive, la prima delle quali si concluderà immediatamente dopo Capodanno.

Tutti i sei concerti verranno proposti in turno unico e senza intervallo; e tutti tranne il terzo, programmato di venerdì alle 20.30, si terranno la domenica alle ore 18.00.

Saranno invece sei, come in passato, le repliche dell’opera e del balletto.

 

 

Domenica 13 settembre, accanto all’Orchestra e al Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste (Maestro del Coro Francesca Tosi), il concerto d’apertura vedrà protagonisti, il soprano Maria José Siri (in questo Teatro fu Lucrezia Contarini nell’edizione 2011 de I due Foscari) e il tenore Marcelo Álvarez(a Trieste nel 1996 nel ruolo de Il Duca di Mantova in Rigoletto, nel 1999 Sir Edgardo di Ravenswood in Lucia di Lammermoor; qui debuttò con successo in Werther nel 2002). Saranno diretti dal M° Francesco Ivan Ciampa, artista emergente, per la prima volta al Verdi. Tutto lirico il programma che vedrà alternarsi arie e pagine sinfoniche tratte da opere di Giuseppe Verdi, Francesco Cilea, Jules Massenet, Umberto Giordano, e Giacomo Puccini.

 

Domenica 27 settembre, a coprire il doppio ruolo di Direttore e Konzertmeister, ci sarà Sergej Krylov. Dirigerà l’Orchestra della Fondazione in un programma che porterà il pubblico a spaziare fra i mondi descritti da Pëtr Il’ič Čajkovskij (Romeo e Giulietta, ouverture-fantasia in si minore), Felix Mendelssohn-Bartholdy (Concerto in mi minore per violino e orchestra op.64), Gioachino Rossini (Sinfonia da La Gazza ladra), Niccolò Paganini (“La Campanella” – 3° tempo dal Concerto n.2 in si minore per violino e orchestra op.7).

 

Venerdì 9 ottobre verrà ripreso il concerto che avrebbe dovuto essere eseguito in aprile. Protagonisti, per la prima volta al Verdi, la pluripremiata pianista Mariangela Vacatello e il M° Julius Kalmar, entrambi di fama internazionale, nell’esecuzione con l’Orchestra del Verdi del Capriccio italiano in la maggiore op. 45 di Pëtr Il’ičČajkovskij e, di Ludwig van Beethoven, del Quarto concerto in sol maggiore per pianoforte op.58 seguito dalla Terza Sinfonia in mi bemolle maggiore op.55 – “Eroica”, omaggio del Teatro al genio di Bonn nell’anno in cui si celebra il 250° dalla nascita.

 

Seguirà domenica 25 ottobre la seconda ripresa concertistica che recupera la programmazione sospesa in maggio. Il M° Fabrizio Maria Carminati, proporrà assieme all’Ars Trio di Roma (Laura Pietrocini, pianoforte; Marco Fiorentini, violino; Valeriano Taddeo, violoncello), vincitori nel 2001 del Concorso Internazionale Premio Trio di Trieste, un suggestivo programma: il Concerto in do maggiore op.56 per pianoforte, violino, violoncello e orchestra di Ludwig van Beethoven avrà per prologo Freddo per pianoforte, violino, violoncello e orchestra di Michele Dall’Ongaro e per epilogo le Antiche arie e danze per liuto, prima suite e le Impressioni brasiliane di Ottorino Respighi.

 

Il concerto verrà riproposto giovedì 29 ottobre, alle ore 21.00 presso il Teatro Giuseppe Verdi di Pordenone con un parziale cambio di programma dovuto alla necessità di rispettare le norme sanitarie: le opere di Ottorino Respighi saranno sostituite dalla Quarta sinfonia in si bemolle maggiore op.60 di Ludwig van Beethoven.

 

Domenica 15 novembre per la prima volta al Verdi, la giovanissima direttrice M° Nil Venditti, vincitrice del Premio Abbado nel 2015, proporrà un impegnativo programma assieme al grande violoncellista Mario Brunello, che ritorna a Trieste dopo molti anni: le Danze ungheresi n.5, 6 e 7 di Johannes Brahms, il Concerto per violoncello e orchestra in la minore, trascrizione di Gaspar Cassadò dalla Sonata Arpeggione D.821 di Franz Schubert e la Quinta Sinfonia in mi minore op.64 di PëtrIl’ič Čajkovskij.

 

Domenica 22 novembre il M° Gianluigi Gelmetti chiuderà il calendario concertistico con un programma che troverà al centro il meraviglioso Requiem di Gabriel Fauré. Con quest’opera l’intera Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi vuole testimoniare, attraverso l’interpretazione della sua Orchestra e del suo Coro (Maestro del Coro Francesca Tosi), il proprio omaggio a chi ha sofferto e a coloro che si sono adoperati per dare soccorso e sostegno alle persone colpite da questa terribile pandemia.

 

Come si è detto, l’Attività Artistica Autunno 2020 non si concluderà qui.

 

La traviata di Giuseppe Verdi sarà proposta dall’11 al 19 dicembre nell’allestimento della Fondazione che ha debuttato con grande successo a Nagoya nello scorso autunno, cui seguirà il balletto Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij dal 29 dicembre al 2 gennaio 2021 con solisti di rilievo internazionali quali Denis Nedak e Natalya Matsak.

 

Si tratta di due titoli particolarmente conosciuti e amati che, assieme ai concerti, vogliono rappresentare un invito accogliente, affettuoso e rasserenante a riprendere con prudenza, certo, e attenzione nel doveroso rispetto delle necessarie precauzioni, l’abitudine a frequentare il Teatro.

Lo stesso che in questi ultimi anni ha così tanto operato per avvicinare gli spettatori di tutte le età proponendo opere liriche e sinfoniche del repertorio classico, commissionandone di nuove, dando fiducia a tanti giovani interpreti.

In questi anni sono state create collaborazioni internazionali ad ampio raggio per far giungere anche molto lontano la professionalità delle proprie maestranze, occasione per lo scambio e il rafforzamento di un’esperienza ben consolidata.

Attraverso le attività all’estero, il Teatro Verdi di Trieste non ha rappresentato soltanto se stesso, ma l’intera città, storica cerniera tra Oriente e Occidente ed è fondamentale vivere ogni cambiamento, piccolo o grande non importa, come un’opportunità, senza negare o nascondere gli inevitabili problemi.

Il mondo dell’arte è da sempre avvezzo agli imprevisti e la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste è pronta a modificare, con l’Attività Artistica Autunno 2020, i canoni consolidati nei decenni facendo ricorso alla flessibilità quando serve, sempre mantenendo costante l’attenzione alla qualità e al livello di sviluppo.

 

La capienza della sala è ancora limitata a 550 spettatori, la stessa della programmazione estiva condizionata dalle norme anti Covid e tale situazione impedisce, al momento, di strutturare una campagna di abbonamento come di consueto per le ovvie difficoltà logistiche conseguenti, ma gli abbonati alla Stagione Sinfonica 2019/20 e alla Stagione Lirica e di Balletto 2019/20 hanno la possibilità di acquistare i biglietti per i prossimi eventi della Fondazione utilizzando i voucher abbonamenti. Si consiglia il gentile pubblico di effettuare questa operazione con anticipo sulla data dello spettacolo.

 

È stata inoltre istituita la casella di posta elettronica specifica dedicata agli abbonati; fin da ora per questo tramite si possono richiedere informazioni e chiarimenti.

L’indirizzo email è: abbonati@teatroverdi-trieste.com

 




Carniarmonie gran finale: gio 3 e dom 6 settembre: Coro Polifonico diRuda e Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni

A chiusura di una speciale 29° edizione che ha segnato il tutto esaurito a tutti i concerti, distinti dalla qualità degli interpreti, dall’eterogeneità dei programmi musicali, dai luoghi incantati e dalla sicurezza garantita nel rispetto delle norme anti contagio, il festival della montagna friulana Carniarmonie si prepara a salutare l’affezionatissimo pubblico con due appuntamenti ideali per il grande finale. Un arrivederci in alto stile con eccellenze friulane a quella che sarà nel 2021 la trentesima edizione.

Attesissimo il Coro Polifonico di Ruda diretto da Fabiana Noro, con la partecipazione del pianista Ferdinando Mussutto e del violoncellista Antonio Merici, protagonisti insieme del concerto di giovedì 3 Settembre alle ore 20.45 nella Chiesa di San Canciano Martire di Prato Carnico. La riconosciuta formazione corale friulana, con uno straordinario palmares di vittorie a concorsi internazionali e concerti in tutto il mondo, presenta per Carniarmonie un programma avvincente che si distingue per la grande varietà di stili, generi e forme, dal titolo “Contrasti sonori”. Un viaggio musicale che dal camerismo romantico raggiunge la musica da film e la canzone d’autore. Da Schubert a Piovani, attraverso Chesnokov, Fauré, Cohen, Whitacre, Sato, Anzovino e Da Rold.

busoni :Il-Polifonico

Domenica 6 settembre alle ore 20.45 nella Pieve di Santa Maria Annunziata a Castoia di Socchieve, la Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni diretta da Massimo Belli, con la partecipazione dei brillanti violinisti Stefano Furini e Giada Visentin, chiuderanno l’edizione 2020 di Carniarmonie con “Archi in Pieve”. Omaggio al compositore e violinista di Pirano Giuseppe Tartini nei 250 anni dalla sua scomparsa, insieme a pagine di Schubert, Bomporti, Mendelssohn, Puccini e Bartók. La Nuova orchestra da Camera Ferruccio Busoni, composta da riconosciuti professionisti e giovani di talento avviati a una carriera internazionale, quest’anno festeggia il 55° anniversario di attività artistica e lo fa condividendo questo affascinante e raffinato repertorio di autori di area mitteleuropea.

Le prenotazioni sono necessarie a tutti i concerti attraverso il sito www.carniarmonie.it.

Per ulteriori informazioni: www.carniarmonie.it, info@carniarmonie.it

C.L.




MONFALCONE ESTATE Gli appuntamenti da lunedì 31 agosto a martedì 1 settembre

Lunedì 31 agosto, alle 18.30, in piazzetta Unità d’Italia, appuntamento con i “Lunedì della musica”: il Maestro Dimitri Candoni si concentrerà su “Il salotto borghese: la musica nell’età romantica”. Nell’Ottocento la casa borghese ha il suo centro nel salotto, lo spazio dove si svolge la vita sociale e si accolgono gli invitati. È in questo vivace contesto che si incontrano artisti, letterati e si diffonde la musica romantica. Chopin, Liszt, Schumann e Mendelssohn sono gli autori più rilevanti di questo secolo.

 

Martedì 1 settembre, alle 21, in piazzetta Unità d’Italia, va in scena “Zeus, l’Aquila e Prometo”, drammaturgia e regia Claudio de Maglio, con gli allievi del III anno di corso della Civica Accademia D’Arte Drammatica Nico Pepe, in collaborazione coreografica a cura di Julie Anne Stanzak.

Lo spettacolo “Zeus l’Aquila e Prometeo”,  è frutto delle suggestioni di diversi testi, da Eschilo a Goethe, ma anche delle storie di scienziati che come Galileo Galilei hanno trasformato i destini degli uomini. Scienziati e artisti condividono l’obiettivo di spingersi oltre i confini per seguire la propria creatività, magica scintilla in grado di nutrire un pensiero nuovo. Queste visioni si scontrano con il potere, con la superstizione e i dogmatismi che cercano di opporsi allo slancio di innovazione ed evoluzione. Gli interrogativi non piacciono al potere: lo scienziato diventa colpevole di diffondere conoscenze che potrebbero minare le sue fondamenta. Così come Zeus punisce Prometeo per aver donato il fuoco della conoscenza agli uomini, allo stesso modo la storia della scienza è costellata di personaggi capaci di offrire visioni nuove. L’amore di Prometeo verso gli uomini e l’anelito alla conoscenza sono temi che non possono avere risposte certe, nel momento in cui ci interroghiamo sull’etica poiché troppo spesso la tecnologia si è trasformata nella nuova assoluta divinità. È Prometeo ad indicarci i valori e a farsi carico della nostra fragilità perché se Zeus è il potere, se Prometeo è la conoscenza, l’Aquila diventa il tormento e ciò che ci obbliga a interrogarci su quanto stiamo facendo pro o contro l’umanità.
E’ stato prezioso l’incontro di Julie Anne Stanzak danzatrice storica del Thanztheater di Pina Bausch: il lavoro da lei svolto ha permesso agli allievi di costruire un proprio personale vocabolario coreografico per veicolare emozioni e vissuto, sentimenti e sensazioni in un viaggio per esplorare la danza della vita, senza forme estetiche predefinite.




Arte e scienza: il teatro diventa virtuale

Arte e scienza: il teatro diventa virtuale! Un’esperienza in prima persona di visioni fantasy, sviluppate dal team udinese di VR artist Virtew, accompagna lo spettatore nella scoperta de I misteri della luce 1.0. Lo spettacolo, ideato per ESOF 2020, Trieste Capitale della Scienza 2020 e coprodotto dal CSS di Udine, debutta per la Stagione Teatro Contatto Blossoms / Fioriture lunedì 31 agosto ore 18.30 e replica 1 settembre ore 18.30 e ore 21, 2 settembre ore 21 e 3 settembre ore 18.30 e 21 nella Chiesa di San Francesco di Udine. L’evento verrà presentato giovedì 27 agosto ore 21 al Teatrino Basaglia a Trieste per ESOF. Attorno allo spettacolo e in collaborazione con Mittelfest il direttore artistico Haris Pasovic e il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti saranno i protagonisti il 1° settembre ore 20.30 al Teatro Ristori di Cividale della conferenza Empatia arte e scienza.
Attraverso un’esperienza ‘dal vivo e in realtà virtuale’, lo spettatore – dotato di visore VR – può osservare fenomeni ottici, compiere esperimenti scientifici e darne una interpretazione e, tramite il contributo dell’arte, comprendere che la conoscenza della natura della luce porta con sé la comprensione stessa del rapporto dell’uomo con ciò che lo circonda, nello spazio e nel tempo.
A seguire la performance Luce ideata da Lorenzo Bazzocchi della compagnia Masque Teatro che vede la danzatrice Eleonora Sedioli duettare con due Tesla Coil.




MARLENE KUNTZ – Le star dell’alternative rock italiano in concerto domani 28 agosto al Castello di Udine

Le star alternative rock dei Marlene Kuntz, gruppo che ha fatto la storia di questo genere musicale in Italia, saranno in concerto sul palco del Castello di Udine domani, venerdì 28 agosto, per il penultimo appuntamento della rassegna Udine Vola. La band di Cristiano Godano proporrà per l’occasione uno spettacolo elettroacustico con una scaletta che includerà tutti i loro più grandi successi. I biglietti sono ancora in vendita su Ticketone e lo saranno anche alla biglietteria di Piazza Libertà (che è anche l’unico ingresso allo spettacolo), domani dalle 18.30. Porte aperte al pubblico dalle 19.30 e inizio concerto previsto per le 21.30. Info, prezzi e punti autorizzati su www.azalea.it. La rassegna “Udine Vola 2020” è organizzata da Zenit srl, in collaborazione con Comune di Udine, Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG e inclusa nel calendario eventi di Udine Estate e Udine Sotto le Stelle.

I Marlene Kuntz <<non sono un gruppo di rock italiano, ma l’unico gruppo italiano di rock>>, così lo scrittore Enrico Brizzi ha definito la band alternative rock formatosi nel 1987 a Cuneo. Avvicinabili alle sonorità dei gruppi di noise rock, hanno da sempre mantenuto una forte vena cantautorale. Nel 1994 esce l’album di debutto Catartica, seguito nel 1999 dall’album Ho Ucciso Paranoia e da un tour che raggiunge più di ottanta date in giro per l’Italia. Nel quarto lavoro in studio, Che cosa vedi, c’è una collaborazione con Skin in “La canzone che scrivo per te”. L’album viene successivamente certificato disco d’oro. Negli anni i Marlene Kunz hanno pubblicato 10 album in studio, l’ultimo dei quali, Lunga Attesa (2016) è stato seguito per la prima volta da un tour di supporto nei club europei, che ha toccato Parigi, Bruxelles, Londra, Dublino e Amsterdam. Inoltre, in tutta la loro magnifica carriera, i Marlene Kuntz hanno pubblicato e riscosso un notevole successo con cover di importanti artisti italiani, tra le quali sono da ricordare “Impressioni di settembre”, della Premiata Forneria Marconi, “La libertà”, di Giorgio Gaber, “Non gioco più”, di Mina, “Monnalisa”, di Ivan Graziani e Alle prese con una verde milonga” di Paolo Conte.




UDINE CHIESA DI S. FRANCESCO dal 28 agosto Kepler-452 Lapsus urbano, il primo giorno possibile

UDINE | CHIESA DI S. FRANCESCO
28 agosto, ore 19.30
2, 11–12, 15–16–17–18–19 settembre, ore 19
Kepler-452 / Lapsus urbano, il primo giorno possibile

Arte e scienza: il teatro diventa virtuale! Un’esperienza in prima persona di visioni fantasy, sviluppate dal team udinese di VR artist Virtew, accompagna lo spettatore nella scoperta de I misteri della luce 1.0. Lo spettacolo, ideato per ESOF 2020, Trieste Capitale della Scienza 2020e coprodotto dal CSS di Udine, debutta per la Stagione Teatro Contatto Blossoms / Fioriture lunedì 31 agosto ore 18.30 e replica 1 settembreore 18.30 e ore 21, 2 settembre ore 21 e 3 settembre ore 18.30 e 21 nella Chiesa di San Francesco di Udine. L’evento verrà presentato giovedì 27 agosto ore 21 al Teatrino Basaglia a Trieste per ESOF. Attorno allo spettacolo e in collaborazione con Mittelfest il direttore artistico Haris Pasovic e il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti saranno i protagonisti il 1° settembre ore 20.30 al Teatro Ristori di Cividale della conferenza Empatia arte e scienza.
Attraverso un’esperienza ‘dal vivo e in realtà virtuale’, lo spettatore – dotato di visore VR – può osservare fenomeni ottici, compiere esperimenti scientifici e darne una interpretazione e, tramite il contributo dell’arte, comprendere che la conoscenza della natura della luce porta con sé la comprensione stessa del rapporto dell’uomo con ciò che lo circonda, nello spazio e nel tempo.
A seguire la performance Luce ideata da Lorenzo Bazzocchi della compagnia Masque Teatro che vede la danzatrice Eleonora Sedioliduettare con due Tesla Coil.

Scopri tutto il calendario Teatro Contatto Blossoms / Fioriture su cssudine.it e sfoglia il nuovo libretto




Settembre musicale nel segno della cameristica, a Trieste: appuntamento al Teatro Miela

Settembre musicale nel segno della cameristica, a Trieste: appuntamento al Teatro Miela per la ripresa di “Playing”, la Stagione 2020 Chamber Music che si era interrotta in primavera con il lockdown pandemico, ma riprende a fine estate a ritmi intensi, con due grandi concerti in recupero dal Festival Cameristico – affidati lunedì 7 settembre al Quartetto Savinio, integrato dal critico musicaleSandro Cappelletto, e lunedì 14 settembre al Quartetto Werther – e con le cinque serate del Festival Pianistico 2020, 19^ edizione della vetrina solistica “Giovani interpreti e grandi Maestri” che vedrà protagonisti molti interpreti fra i piu’ interessanti del panorama internazionale, come Severin Von Eckardstein, Luca Buratto, Antonio Valentino e Claudio Voghera – i pianisti rispettivamente del Trio Debussy e del Trio Johannes, Martina Filjak e Dénes Várjon.

Si parte, dunque. Lunedì 7 settembre con doppia replica alle 18 e alle 20.30, per quello che non sarà, “semplicemente”, un concerto, ma un prestigioso evento scenico: il Quartetto Savinio, infatti, formatosi alla Scuola di Fiesole e sin dal debutto emerso per le eccellenti capacità tecniche-quartettistiche ed interpretative, verrà affiancato in scena dal noto critico musicale Sandro Cappelletto, per un affascinante excursus fra musica e parole attraverso un programma interamente dedicato a Beethoven, con il Quartetto n.15 in la minore op.132. Lunedì 14 settembre si prosegue con un secondo “recupero” del Festival Cameristico di primavera, il concerto affidato alQuartetto Werther, 3° classificato al Premio Trio di Trieste 2019. Da Copland a Cosmi a Brahms, l’Ensemble che si è formatosi sotto la guida del Trio di Parma ci guiderà sapientemente in un repertorio  che spazia dai classici alle partiture di autori contemporanei.

Prevendite e biglietti presso TicketPoint Trieste – tel. 040 3498276. Dettagli e aggiornamenti sul sito www.acmtrioditrieste.itPlaying, Stagione 2020 dell’Associazione Chamber Music, è sostenuta dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e da Mibact, Comune di Trieste, Iniziativa Centro – Europea, Generali, Banca Mediolanum, Itas Assicurazioni, Suono Vivo – Padova e ZoogamiI concerti di fine estate targati Chamber Music Trieste ripartiranno mercoledì 23 settembre conil 19° Festival Pianistico “Giovani interpreti & Grandi Maestri”: appuntamento al Teatro Miela con cinque grandi interpreti, a cominciare da Luca Buratto, vincitore dell’edizione 2015 dell’Honens International Piano Competition di Calgary, noto per le interpretazioni “ricche di finezza e di una fortissima immaginazione” (Musical America). Di lui si è parlato come di “un nome da seguire” (The Guardian) e di “un virtuoso fuori del comune” (The Telegraph). A Trieste si esibirà su musiche di Robert Schumann (Nachtstücke op.23), Ludwig van Beethoven (Sonata per pianoforte n.31 in la bemolle maggiore op.110), Johann Sebastian Bach (Partita n.1 in si bemolle maggiore BWV 825) e Johannes Brahms (Variazioni e fuga in si bemolle maggiore op.24). Lunedì 28 settembre di scena Severin von Eckardstein, il pianista tedesco che ha consolidato una solida presenza sui palcoscenici della maggiori Sale da concerto del mondo, entusiasmando il pubblico con performance a Berlino, Monaco, Mosca, Parigi, Londra, New York, Amsterdam Hong Kong, Tokyo e Seul. Franz Schubert, Leopold Godowsky e Franz Liszt nel suo programma per una serata concertistica che si preannuncia imperdibile. Lunedì 5 ottobre spazio a una serata di pianoforte per Duo: Antonio Valentino e Claudio Voghera saranno protagonisti di una serata di pianoforte a 4 mani, su musiche di Mozart, Schumann,Brahms e Schubert. Valentino e Voghera sono i pianisti del Trio Debussy e del Trio Johannes: con queste formazioni hanno vinto importanti riconoscimenti, come il Primo Premio al Concorso Internazionale di Musica da Camera Premio Trio di Trieste e il Secondo  Premio al Concorso di musica da camera “Gui” di Firenze, il Secondo Premio al “3rd International Chamber Music Competition” di Osaka, il Primo Premio 2001 International Concert Artists Guild Competition di New York. Lunedì 12 ottobre al Teatro Miela tornerà la pianista Martina Filjak, fra i più entusiasmanti giovani artisti emersi negli ultimi anni, nota per la personalità carismatica e la magnetica presenza scenica. Primo Premio e Medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Cleveland nel 2009, Martina Filjak ha vinto il Primo Premio ai Concorsi “Maria Canals” di Barcellona e “Viotti” di Vercelli. A Trieste proporrà musiche di Ludwig van Beethoven (32 Variazioni in do minore WoO 80), Robert Schumann (Sonata n.2 in sol minore op.22 e Studi in forma di Variazione sopra un tema di Beethoven WoO 31), Sergej Prokof’ev (Sonata n.4 in do minore op.29). Lunedì 19 ottobre gran finale con Dénes Várjon, una delle figure più interessanti del panorama musicale internazionale. Musicista universale: solista eccellente, grande interprete di musica da camera, considerato uno dei più grandi cameristi, suona regolarmente con Steven Isserlis, Tabea Zimmermann, Kim Kashkashian, Jörg e Carolin Widmann, Leonidas Kavakos, András Schiff, Heinz Holliger, Miklós Perényi, Joshua Bell. Per il concerto di Trieste ha scelto musiche di  Robert Schumann (Kinderszenen op.15, Kreisleriana op.16), Béla Bartók (7 Sketches op.9b e Suite op.14 Sz.62), Ludwig van Beethoven (Sonata per pianoforte n.32 in do minore op.111).  




Presentata la nuova edizione di Suns Europe

Un mese di eventi e sei comuni coinvolti. Sono questi i numeri della sesta edizione del festival delle arti in lingua minorizzata, Suns Europe – organizzato annualmente dalla cooperativa Informazione Friulana con il sostegno finanziario della Regione Fvg e dell’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane (ARLeF) -. Forte della sua dimensione ideale (‘Diritto alla lingua, diritto alla diversità’) la kermesse torna, dopo l’emergenza Covid-19, con un programma corposo e una serie di novità, che sono state presentate oggi in occasione della conferenza stampa nella sede della Regione Fvg, a Udine, alla presenza di Barbara Zilli, assessore regionale alle Finanze; Fabrizio Cigolot, assessore alla cultura del Comune di Udine; Eros Cisilino, presidente di ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane; Carlo Puppo, presidente di cooperativa Informazione Friulana. Il fine di Suns Europe resta chiaro (“Promuovere le produzioni artistiche contemporanee nelle lingue minorizzate europee con l’obiettivo di sostenere la costruzione di un’Europa differente, unita nelle diversità, fondata sui diritti, sul pluralismo, sul rispetto e sulla collaborazione”) ma quest’anno sono inevitabili alcuni significativi cambiamenti nella formula del Festival. Cambiamenti che nulla toglieranno all’atmosfera unica di Suns Europe, ma che consentiranno all’organizzazione di rispettare le norme per il contenimento del Covid-19. Cambiano quindi le date, si parte il 22 agosto e si prosegue per quasi un mese fino al 19 settembre.

Magalì Sare, vincitrice della scorsa edizione di SUNS EUROPE (foto Dario Furlan)

Da parte degli assessori Zilli e Cigolot è arrivato un plauso per l’iniziativa, che prosegue il suo percorso anche quest’anno, nonostante il momento complesso. È emerso quanto sia importante proseguire nella trasmissione, nell’insegnamento e nella diffusione della lingua friulana e, più in generale, di tutte le minoranze linguistiche del territorio, anche attraverso iniziative come Suns Europe.«Quest’anno rinnovare l’appuntamento con Suns Europe, e farlo dal vivo, seppure in una modalità diversa dal solito, – ha affermato il presidente dell’ARLeF, Eros Cisilino – assume un significato estremamente importante. Ribadisce il valore della cultura come momento di incontro e di confronto, sottolinea la straordinaria carica di energia e di vitalità propria delle espressioni artistiche contemporanee di tutte le lingue minoritarie. Il Festival è cresciuto tantissimo dal 2009, quando come ARLeF siamo stati i primi a credere nella manifestazione. Se oggi è diventato il più importante Festival europeo del suo genere è perché ha saputo imporsi per la qualità e la ricchezza della proposta, continuando ad esplorare, in particolare, gli universi musicali degli artisti, molti giovanissimi, che fanno della lingua minoritaria il proprio strumento di espressione identitaria».

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LA NUOVA EDIZIONE A entrare più nel dettaglio del programma dell’evento è stato Carlo Puppo che, dopo aver ringraziato tutto lo staff e in particolare il direttore artistico Leo Virgili e il curatore di Suns Friûl Paolo Cantarutti, ha anche chiarito come «la pandemia ci ha obbligato a fare di necessità virtù, ciò nonostante questa versione estiva del festival ci offre l’opportunità di esplorare e proporre al nostro pubblico formule nuove e stimolanti – ha ricordato Puppo -. Quest’anno, per esempio, saremo più presenti sul territorio offrendo scenari suggestivi e, in alcuni casi, carichi di significati simbolici quali il Castello di Udine, la piazza del Comune a Moruzzo o il colle di S. Martino ad Artegna. Oltre alla ricca sezione musicale, l’edizione 2020 offrirà la possibilità di confrontarsi con ospiti di tutto riguardo – da Núria Cadenes a Angelo Floramo, da Joseba Asiron a Sergio Berardo – che ci accompagneranno lungo percorsi affascinanti che attraversano secoli e terre diverse proponendo elementi importanti per capire l’oggi e sognare il domani».

IL CONCERTONE DI SUNS EUROPE IN CASTELLO – In una corsa contro il tempo gli organizzatori hanno infatti deciso di anticipare l’evento di qualche mese. In questo modo sarà possibile per le band esibirsi all’esterno. I posti saranno però limitati, l’ingresso quest’anno sarà gratuito ma con prenotazione obbligatoria sul sito (https://www.sunseurope.com/it/prenotazione). L’organizzazione ha deciso anche di rimandare al 2021 la competizione di Suns Europe, ma sul palco di quello che il pubblico conosce come il “concerto finale” ci saranno sempre proposte musicali di alta qualità, elemento assolutamente imprescindibile. Avremo quindi il Martina Iori Quartet (Ladinia), le Adwaith (Galles), La Basu (Paese Basco), Laura Giavon e Drumlando (Friuli), e Bujumannu & Jumbo from Train To Roots (Sardegna). Tutti si esibiranno in Castello, il 30 agosto dalle 21. In caso di maltempo la carovana del Festival si trasferirà al Teatro Palamostre e purtroppo i posti saranno drasticamente ridotti, garantendo l’ingresso solo alle prime 200 persone che hanno prenotato. Presentatore della serata, per il secondo anno consecutivo, sarà Doro Gjat!. Inoltre, come di consueto, è in programma una diretta radiofonica della serata dalle 21 alle 23, a cura di Mauro Missana e Paolo Cantarutti, di Radio Onde Furlane.

SUNS FRIÛL Un’altra grande novità di questa edizione 2020 è Suns Friûl, vetrina dedicata alle nuove produzioni musicali friulane del momento! L’appuntamento è nel cuore di Udine. Sul palcoscenico in piazza Venerio, sabato 22 agosto, dalle 21, si alterneranno i Corte di Lunas con il loro suggestivo epic folk; i Brût & Madone, rappresentati del metal core friulano; Alvise Nodale, erede della canzone d’autore carnica; i Dissociative TV con un punk rock suonato con batteria e chitarra elettrica; e la band degli Ostajki che unisce Slavia friulana e alta valle dell’Isonzo. Padroni di casa saranno Raffaele Serafini e Serena Fogolini, animatori dell’Osteria letteraria in rete ConteCurte, cui spetterà presentare gli ospiti. Nel pieno rispetto delle regole per il contenimento del Covid i posti saranno limitati. L’ingresso è gratuito ma con prenotazione obbligatoria sul sito (https://www.sunseurope.com/it/prenotazione). Suns Friûl nasce per raccogliere l’eredità dello storico Premi Friûl di Radio Onde Furlane, una “farie” (fucina) che ha scoperto, promosso, prodotto decine di gruppi musicali e autori capaci di rinnovare profondamente la musica friulana dalla metà degli anni ‘90 a oggi. Mitili Flk, Lino Straulino, Arbe Garbe, Loris Vescovo, Carnicats e Doro Gjat, Luna e Un Quarto, Fabian Riz e dj Tubet sono solo alcuni degli artisti che attraverso il Premi Friûl e l’etichetta musicale Musiche Furlane Fuarte hanno dato un contributo importante alla musica, ma più in generale alla creatività artistica in lingua friulana e in definitiva all’intera cultura friulana, soprattutto nelle giovani generazioni. Dopo essersi dedicata negli ultimi anni principalmente all’organizzazione di Suns Europe, Informazione Friulana ha deciso di recuperare lo spirito del Premi Friûl inserendolo in questa nuova cornice. «Proprio la grande risonanza che il festival europeo ha ottenuto, rende quanto mai opportuno riproporre un evento a esso collegato (Suns Friûl), quale vetrina delle migliori produzioni musicali friulane attuali e preziosa riserva di proposte creative per Suns Europe», fanno sapere gli organizzatori.

CINEMA – Ma Suns Europe, si sa, non è solo musica, ma anche cinema e letteratura. Quest’anno in programma ci sarà la pellicola galiziana “O que arde” che sarà proiettata, grazie alla collaborazione con il CEC – Centro Espressioni Cinematografiche, sabato 29 agosto, alle 21.15 ai giardini “Loris Fortuna” (in caso di maltempo: cinema Visionario). Realizzato nel 2019 grazie a una coproduzione internazionale, O que arde (ciò che brucia) è un film drammatico del regista Oliver Laxe girato interamente in galiziano, con sottotitoli in italiano per l’occasione. Vincitore nel 2019 del premio della critica nella sezione “Un Certain Regard” del festival di Cannes e dell’Astor d’oro come miglior film al festival internazionale Mar del Plata, la più importante rassegna cinematografica del Sud America, quest’anno O que arde ha ottenuto riconoscimenti anche ai Premi Gaudí e Goya e in altri festival in giro per il mondo. È diventato il film in galiziano più visto nelle sale cinematografiche.

LETTERATURA – Lo stesso sabato 29 agosto, alle 18.15, alla Libreria Friuli di Udine, è in programma la prima presentazione nello stato italiano di “Guillem” della giornalista Núria Cadenes che dialogherà con Carlo Puppo. Il romanzo racconta la storia di Guillem Agulló i Salvador, assassinato da un gruppo di neofascisti l’11 aprile 1993 a Montanejos (Paese Valenziano). Era un atleta, un antifascista, un indipendentista. Aveva solo 18 anni. È una storia, la sua, che ha segnato una generazione e che ha fatto di Guillem Agulló un simbolo di libertà.

Il secondo appuntamento letterario di Suns Europe è invece in programma lunedì 31 agosto, alle 20.30 in piazza a Moruzzo (in caso di maltempo: Auditorium “Riedo Puppo”). Lo storico basco Joseba Asiron e l’intellettuale friulano Angelo Floramo daranno vita a “Conquista! Storiis resistentis tra Navare e Friûl”, una serata in cui si metteranno a confronto i 600 anni della caduta dello stato patriarchino aquileiese e quella del regno di Navarra nel 1512. Le due vicende non offrono solo la possibilità di ragionare su eventi storici con numerose affinità ma anche sulle conseguenze che hanno comportato per le comunità coinvolte, sul modo in cui la storiografia “ufficiale” ha cercato di depotenziare la natura stessa di quelle vicende e sulla riscoperta di simboli, fatti e protagonisti di quel periodo storico per risvegliare le coscienze. Un percorso attraverso la storia e la memoria per parlare della nostra attualità.

SUNS EUROPE PROSEGUE A SETTEMBRE In quanto agli appuntamenti di settembre si comincerà il 5 a Lavarianocon il concerto di Joana Gomila (Paesi Catalani) che il giorno seguente si sposterà ad Artegna. Il 12 settembre tutti a Pozzuolo del Friuli per un altro concerto, quello di Paxkal Irigoyen (Paese Basco) che il 13 si esibirà a Romans d’Isonzo; il 19 Suns Europe chiuderà a Trava con un evento a metà fra letteratura e musica che vedrà per protagonisti Angelo Floramo e Sergio Berardo (Occitania).

IL FESTIVAL SUNS EUROPE – organizzato annualmente dalla cooperativa Informazione Friulana con il contributo finanziario della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e dell’ARLeF, Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, e con il sostegno del Comune di Udine e dell’Etxepare Euskal Institutua (Paese Basco) – ha goduto fin dalla sua nascita del patrocinio del Consiglio d’Europa e del NPLD, Network to Promote Linguistic Diversity, la rete europea per la promozione della diversità linguistica. Inoltre si avvale della collaborazione di numerosi soggetti pubblici e privati fra cui i Comuni di Artegna, Mortegliano, Moruzzo e Pozzuolo del Friuli, il CEC, Centro Espressioni Cinematografiche, la Società Filarmonica di Pozzuolo del Friuli, e le associazioni Amici del teatro e Cocul. Suns Europe ha il merito di trasformare la città di Udine in un crocevia di culture, lingue e artisti, creando contaminazione e confronto, dando spazio a una produzione artistica di assoluto valore.

Tutto il programma e le info sono su www.sunseurope.com e sulla pagina Facebook | Instagram |




I giovani come portatori di un messaggio sul genio dell’uomo ne “Le biblioteche segrete del Magazzino 26″ TRIESTE

I giovani come portatori di un messaggio sul genio delluomo ne Le biblioteche segrete del Magazzino 26a cura di Franco Però, poi Le Eccellentiun progetto sulle donne ricercatrici e sulla discriminazione femminile firmato da Marcela Serli che ha meritato lattenzione della Ministra Elena Bonetti, presente al debutto il 4 settembre, la lettura di Alfa Romeo Jancovits, il FameLab ospitato al Politeama Rossetti, come pure la prestigiosa conferenza con Marica Branchesi, Mauro Giacca e Paolo GiordanoSono numerosi gli eventi che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia produce, ospita o sostiene nellambito di Science in The City Festival, a coronamento del lavoro svolto sulle intersecazioni fra linguaggi del Teatro e Scienza e della importante sinergia con ESOF 2020.

Con Le biblioteche segrete del Magazzino 26 il 22 agosto il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia apre la serie di iniziative in collaborazione con FIT per ESOF 2020, che prevede anche lo spettacolo Le eccellenti, la lettura Alfa Romeo Jankovits e infine nella sala del Politeama Rossetti FameLab Italia 2020 e unimportante conferenza di divulgazione scientifica…  

È notevole la presenza dello Stabile regionale nellambito del Science In The City Festival, come fin dallinizio è stata fervida la collaborazione con ESOF: lo hanno sottolineato nel corso della conferenza stampa di giovedì 20 agosto alla Centrale Idrodinamica del Porto Vecchio, lAssessore ai Teatri e ad ESOF2020 Serena Tonel, il Presidente del Teatro Stabile Francesco Granbassi, il Direttore Franco Però, assieme al professor Stefano Fantoni Champion di ESOF, a Paola Rodari, Programme Manager di Science in the City e Tiziana Benussi, Presidente della Fondazione CRTrieste, che ha assicurato il proprio sostegno a tutte le iniziative del Festival.

Alla conferenza hanno preso parte i partner e gli artisti che con il loro lavoro hanno reso possibili gli eventi in programma: Marcela Serli regista de Le eccellentiassieme alla  professoressa Saveria Capellari, Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Trieste e al Presidente del Cug della SISSA Andrea Romanino; il regista di Alfa Romeo Jankovits Tommaso Tuzzoli ed Aura Bernardi, Project manager dellImmaginario Scientifico e responsabile di FameLab Trieste.

Assieme hanno illustrato ai media i diversi momenti che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha creato e sostenuto, esprimendo così la sensibilità con cui tradizionalmente guarda al mondo della scienza. Unattenzione che ha addirittura anticipato il traguardo di ESOF: basti citare la produzione del 2017 La domanda della reginadi Giuseppe Manfridi e Guido Chiarotti o la presenza di Gabriella Greison con i suoi spettacoli divulgativi in diverse stagioni di ospitalità…

La candidatura di Trieste a sede dellEuro Science Open Forum 2020 ha rappresentato per loStabile uno stimolo a incrementare tale percorso nellintento di offrire ulteriori dimensioni di scambio e di sperimentazione fra scienza e palcoscenico.

Da tale intersecazione nascono dal 2018 produzioni – come (Tra parentesi) La vera storia di unimpensabile liberazionedi e con Massimo Cirri e Peppe DellAcqua sulla rivoluzione basagliana oLinfinito tra parentesidel giallista e chimico Marco Malvaldi, con Maddalena e Giovanni Crippa – ed altre sperimentazioni (menzioniamo Autobiographyche il coreografo inglese Wayne McGregor ha ispirato ad algoritmi e DNA).

Fino ad arrivare adesso agli eventi nellambito di Science in the City 2020, che saranno tutti gratuiti per il pubblico e si svolgeranno in diverse sedi fra il 22 agosto e il 5 settembre.

22 agosto – Magazzino 26 del Porto Vecchio Le biblioteche segrete del Magazzino 26

Si tratta di un evento itinerante che avrà luogo a partire dalle 19.30 negli spazi inediti e affascinanti del pianoterra del Magazzino 26 ed offrirà allo spettatore unesperienza immersiva e multidisciplinare che indicherà nel genio delluomo la radice di ogni progresso, accorciando la distanza fra la ricerca e la vita.

Negli spazi di questo Magazzino, alcuni ragazzi trovano dei libritesti antichi, moderni, reperti di epoche diverse, come se quegli spazi fossero stati abitati in un passato ormai lontano da delle biblioteche dimenticate. Quelle pagine emanano unattrazione misteriosa, ed i ragazzi iniziano a sfogliarle, facendo proprie e introiettando quelle testimonianze dirette di scienziati di ogni tempo, che raccontano fondamentali momenti della ricerca e delle scoperte scientifiche. Passi tratti da testi celebri, ma anche dai diari di lavoro di studiosi ritratti nel loro travaglio, nella loro passione, nellentusiasmo. Storie legate al genio delluomo, dal più lontano passato allultimo decennio: scoperte che vanno da Einstein al buco nero appena fotografato, dagli scrittori latini a Galileo, allintelligenza artificiale.

Il pubblico entra nelle immaginarie biblioteche dellantico magazzino, e si muove per ascoltare questi frammenti: improvvisamente uno shock blocca il fluire di quegli studi e delle parole. Che però riprendono immediatamente, in una sorta di moto perpetuo: è la ricerca che continua e permette alluomo di superare i propri limiti, di guardare al futuro. Ed è significativo che Franco Però abbia scelto degli studenti come protagonisti: i giovani, quei ricercatori, quegli studiosi cui affidiamo il nostro domani.

Le repliche si susseguiranno ogni 15 minuti a partire dalle 19.30.

Lo spettacolo è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria entro le ore 16 di venerdì 21 agosto: si prenota via mail allindirizzo info@ilrossetti.it specificando nome, cognome e numero di telefono per ogni partecipante (si riceverà mail di conferma) oppure telefonando al numero 040.3593537 fino a venerdì 21 agosto alle 15.

4 settembre – Politeama Rossetti

Le eccellenti

Le Eccellenti è uno spettacolo dove in scena si vedranno alcune donne, professioniste sia del teatro, sia della ricerca, selezionate attraverso un periodo di lavoro e di studio. La storia di discriminazione di scienziate come Rosalind Franklin, Lise Meitner, Cecilia Payne, Katherine Johnson e tante altre sarà una sorta di specchio in cui le protagoniste del progetto potranno ritrovarsi, con cui potranno confrontarsi e riflettere a loro volta sulle loro vite professionali e personali.

Così da far emergere quanto poco sia ascoltato e sostenuto ancora oggi il talento delle donne e per capire quanto forte sia la loro esclusione in ambito economico, sociale, politico.

Parlare di donne e di lavoro in un sistema patriarcale come quello in cui viviamo, rappresentando le aspettative, i sogni ed il rapporto con il quotidiano, per dare uno sguardo più articolato su ciò che viviamo ogni giorno.

Le Eccellentiproporrà il quotidiano vivere di queste ricercatrici e l’eccellenza delle loro materie, con uno stile comico e irriverente. Raccontando non solo i loro successi, ma anche le difficoltà che ogni giorno si trovano davanti.

Un impianto a scena vuota, con la proiezione di video interviste e molto altro, con la presenza in contemporanea di tutte le protagoniste. Dove la messa in scena si propone di sintetizzare, in modo poetico e al tempo stesso divulgativo”, il materiale raccolto, con un importante obiettivo: che questo percorso creativo abbia l’intensità e la profondità data dalla durata e dalla condivisione, e che la drammatizzazione rimanga sempre in bilico fra verità e finzione. Tra teatro e vita.

Il progetto nasce in un contesto particolare, spiega Marcela Serli: «I Comitati Unici di Garanzia dell’Università degli Studi di Trieste e della SISSA per dare risalto al tema delle pari opportunità, mi hanno proposto di lavorare, creando un monologo, sulla figura di Rosalind Franklin, scienziata nota, oltre che per il suo talento, per non aver avuto il riconoscimento meritato. Franklin, laureata in Chimica, diede inizio allo studio della struttura del DNA. I suoi dati, non ancora pubblicati, furono utilizzati da due scienziati, Watson e Crick, cosa che valse loro il premio Nobel nel 1953.

A quel punto, ho rilanciato. La storia di una discriminazione che accomuna le biografie di molte donne scienziate, allora come oggi. Lavorando da anni su temi che legano la repressione, il potere, il genere e le minoranze ho deciso di creare un altro tipo di progetto, tenendo i due concetti di base che uniscono queste donne ricercatrici, il talento e la discriminazione, ma coinvolgendo e mettendo in scena sia ricercatrici sia professioniste dello spettacolo dal vivo. In scena vedrete attrici, danzatrici, musiciste ma anche matematiche, neuroscienziate, astrofisiche, veterinarie…».

Si vuole affiancare l’intero progetto con alcuni incontri pubblici. Il giorno del debutto, il 4 settembre, sarà presente la Ministra Per le Pari Opportunità e la Famiglia, la Matematica Elena Bonetti.

Lincredibile la storia dei fratelli fiumani Oscar ed Eugenio (Gino) Jankovits, che nella seconda metà degli anni Trenta, progettarono e realizzarono unauto da corsa destinata ad entrare nella storia dellautomobilismo mondiale: lAlfa Romeo 6C 2300 Aerodinamica Spider, conosciuta anche come Alfa Jankovits o Alfa Aerospider. Una storia sconosciuta ma che unisce cultura, ricerca scientifica, storia del Friuli Venezia Giulia e delle aree contermini in uno spettacolo teatrale.

Lo spettacolo si basa sul lungo di lavoro di studio e ricerca condotto dallappassionato di storia fiumana Zoran Petrović e sulle testimonianze dirette del figlio di Eugenio, Enrico Jankovits.

La storia accomuna lAlfa Romeo alla vicenda umana cioè al fatto, che anche un’automobile, un oggetto inanimato, possa subire un destino simile a quello degli uomini e diventare esule. Tra le novità tecnologiche introdotte dai fratelli Jankovits che sono state poi adottate dai progettisti delle auto da corsa, figurano l’aver abbassato il telaio per ottenere un effetto “aerodinamico” e l’aver spostato il volante al centro della vettura. Particolarmente affascinante è il design di questa macchina. Lo spettacolo intende far riscoprire un pezzo di storia del territorio, fondamentale per le evoluzioni dellaereodinamica nelle vetture da corsa del secondo dopo guerra. 

Nellambito del Science in the City Festival il 31 agosto al Politeama Rossetti la giornata sarà dedicata a FameLab, con la finale italiana del talent show della comunicazione scientifica e con lo speciale show FameLab All Star.

Si parte già al mattino, alle 10.00 con le semifinali, che vedranno sfidarsi i vincitori delle selezioni locali, che si sono tenute in 15 città italiane. La sera, dalle 20.00, ci sarà la finalissima, per premiare chi meglio riuscirà a raccontare in 3 minuti un argomento scientifico, in modo chiaro, coinvolgente, preciso. Il vincitore italiano sfiderà ad ottobre i campioni provenienti da tutto il mondo nella finale internazionale di Cheltenham, in Inghilterra.

Nel corso della serata lo spettacolo FameLab All Star vedrà esibirsi alcuni dei migliori concorrenti delle passate edizioni. I Famelabber presenteranno argomenti di punta della ricerca scientifica, senza competizione e con modalità diverse da quelle dei concorrenti in gara, per il piacere di raccontare la scienza al pubblico più vasto possibile.

Levento si svolgerà in presenza rispettando tutte le norme di sicurezza vigenti. Lingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito http://famelab-italy.it/finale-nazionale-2020/

Rinchiusi in casa durante la crisi da coronavirus, molti di noi hanno riflettuto su o sperimentato un rapporto differente con la natura, per ridurre lo stress, migliorare la salute mentale, rimanere attivi fisicamente. Eppure, proprio l’interazione troppo stretta tra esseri umani ed ecosistemi è all’origine dell’attuale pandemia.

Cosa possiamo imparare da tutto questo riguardo al rapporto tra uomo e natura?

Occorre ripensare nuovi equilibri attraverso una riflessione ampia sui luoghi, gli spazi, le città del futuro, sulle evidenze scientifiche più aggiornate riguardo ai virus di origine animale, più in generale sul modo di fare scienza.

Tutte le informazioni sulla prenotazione obbligatoria dei biglietti e sullaccesso ai diversi eventi saranno disponibili sul sito del Teatro www.ilrossetti.it e al telefono 040.3593511.