Miela per asporto 28 GENNAIO DA BUCHENWALD A BELSEN diario della prigionia di Osiride Brovedani

Un esempio di docu-teatro on line sul canale youtube del Teatro Miela :  narrazione, musica e immagini d’archivio.

 

Con  Alessandro Mizzi e  l’accompagnamento musicale alla fisarmonica di  Stefano Bembi.   Drammaturgia di Stefano Dongetti e regia video di Sabrina Morena Antonio Giacomin.

Una produzione Bonawentura, in collaborazione con il museo “Casa di Osiride Brovedani” e la Fondazione Osiride Brovedani.

La narrazione di Alessandro Mizzi, sottolineata dalla fisarmonica di Stefano Bembi, e le immagini d’archivio dei campi di sterminio dove Brovedani è stato prigioniero, ci accompagneranno in un viaggio nell’interiorità del deportato.

Evento on-line visibile gratuitamente sul canale youtube del Teatro Miela da giovedì 28 gennaio alle 18.30.




ArtistiAssociati per la scuola Uno spettacolo in streaming per la Giornata della Memoria ‘Il popolo che si oppose all’orrore’ con Fantateatro

In occasione della Giornata Internazionale della Memoria ArtistiAssociati ha creato un momento teatrale, in streaming, per i ragazzi della terza media delle scuole di Cormons e di Gradisca d’Isonzo. Il collaborazione con la compagnia Fantateatro di Bologna presenterà ‘Il popolo che si oppose all’orrore’, uno spettacolo  ispirato ai fatti realmente accaduti in Danimarca durante l’occupazione nazista. Una vicenda poco conosciuta ma molto toccante che  trasmette un messaggio di fiducia e di consapevolezza. I fatti si svolgono in Danimarca, nel 1943. L’esercito nazista occupa il Paese da oltre due anni e la potenza politica e militare di Hitler sembra inarrestabile. Ma quando cominciano a trapelare notizie di un imminente rastrellamento dell’intera comunità ebraica, tutto il popolo danese sceglie di ribellarsi. Il re, i ministri e il Parlamento si stringono attorno ai loro concittadini e mentre il Governo utilizza le sue risorse diplomatiche per ostacolare i piani tedeschi, un allarme viene inviato alle famiglie in pericolo. Per quattordici giorni gli ebrei danesi sono assistiti, nascosti e protetti da persone comuni che, spontaneamente, aiutano i propri compatrioti, diventati improvvisamente dei rifugiati. Su 7.000 ebrei, 6.500 riescono a salvarsi dai campi di concentramento, raggiungendo la Svezia con ogni tipo di imbarcazione.

Nelle giornate del 26 e del 27 gennaio, alle ore 10, i ragazzi delle classi terze del Comprensivo Ulderico della Torre  di Gradisca d’Isonzo e Giovanni Pascoli di Cormons assisteranno gratuitamente allo spettacolo grazie ad un collegamento personalizzato su Facebook.

Il progetto rientra nell’ampio programma formativo di ArtistiAssociati e si è potuto realizzare  grazie alla collaborazione e alla sensibilità degli insegnanti che ringraziamo.




RIprende la rassegna Trieste Prima_sabato 23 gennaio “Grattacieli e Praterie”_Festival di musica contemporanea on-line

in streaming sabato 23 gennaio alle ore 18

L’associazione Chromas che da trentaquattro anni organizza la rassegna internazionale di musica contemporanea “Trieste Prima”, riprende la stagione interrotta nel novembre scorso causa pandemia, e inaugura l’anno nuovo con la ripresa delle attività e cinque importanti appuntamenti in cartellone. «La musica e l’arte non possono fermarsi, nonostante continuiamo a vivere in uno stato di profonda incertezza» ci rivela il direttore artistico, docente al Conservatorio Tartini di Trieste e fisarmonicista Corrado Rojac. «Al nostro pubblico, agli artisti, alla musica contemporanea, a tutti loro abbiamo pensato prima di prendere questa scelta coraggiosa, nella volontà di rimettere in atto la rassegna sospesa, con la ripresa dei concerti che si terranno senza pubblico e in diretta streaming dalla pagina Facebook della nostra associazione (www.facebook.com/chromasmusicacontemporanea).

Il primo appuntamento di quest’edizione rinnovata, votata a indagare “La musica nel tempo”, nell’intenzione di approfondire attraverso la creazione musicale contemporanea i rapporti di ordine estetico, antropologico, sociologico e psicologico tra l’arte dei suoni e la storia recente, tema mai tanto attuale come ora, è sabato 23

Amadeus Adriatic Orchestra

gennaio, on-line, con inizio alle ore 18. S’intitola “Grattacieli e praterie” e vede protagonista un ensemble variabile di solisti dell’Amadeus Adriatic Orchestra, composto da Uendi Reka al violino, Katja Panger al violoncello, Massimiliano Miani al clarinetto, Martina Donolato al corno, Luca Delle Donne al pianoforte e la partecipazione del soprano Laura Antonaz e del pianista Luca Sacher.

Verranno eseguiti, in un viaggio sonoro tra grandi megalopoli e distese incontaminate, di Stefano Sacher il quintetto “Contrasti”, “Four songs” di Leonard Bernstein, “Danzas argentinas” op. 2, “Cancion al arbol del olvido”, “Cinco canciones populare argentinas” di Alberto Ginastera e di Aaron Copland “Sonata for clarinet and piano”.

Il secondo appuntamento è il 13 febbraio con la conferenza e concerto “Il canto aquileiese prima e dopo la fine del Patriarcato”, con l’esperto relatore David Di Paoli Paulovich ed i musicisti Manuel Tomadin all’organo e l’“Airborne Extended Ensemble”.

Il 20 febbraio c’è “Lo spazio del tempo” con musiche di Coral, Piacentini, Cifariello Ciardi, Rebora, Magnan, Berberian, Morricone, interpretati dal “Duo Alterno” con la voce di Tiziana Scandaletti e Riccardo Piacentini al pianoforte. Il 27 febbraio “Mantra”, con una monografia dedicata a Karlheinz Stockhausen interpretata dai pianisti Maria Iaiza, Luca Chiandotto e in regia del suono Giorgio Klauer. Il 20 maggio infine “La musica nel tempo”, con musiche di Webern, Coral, Xenakis, Abate e ospiti l’Icarus Ensemble, la voce di Nicholas Isherwood e la direzione di Adriano Martinolli D’Arcy.

Trieste Prima si realizza con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, InCE – Iniziativa Centro Europea, Samer & Co. Shipping, Credito Cooperativo del Carso – Zadružna Kraška Banka, e la collaborazione di Pro Loco Trieste, Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste, l’associazione Mozart Italia, Comunità Evangelica di Confessione Elvetica e Forum Austriaco di Cultura di Milano.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sul sito chromas.it e la pagina facebook dell’associazione.




IL 16 GENNAIO ONLINE IN STREAMING SUI CANALI SOCIAL DELLA CONTRADA “IL CLACSON DI DANTE”

Secondo appuntamento in streaming con “Linguaggi Umani”, il bando indetto dal Teatro Stabile di Trieste La Contrada incentrato su Dante che ha raccolto tre progetti da ideare negli spazi della struttura. 

Il 16 gennaio alle 18 andrà online sui suoi canali social, Facebook Youtube, “Il clacson di Dante” con Corrado Premuda insieme a Francesco Facca, Valeria Gadaleta, Matilde Soliani e Francesco Amerise. Online la dimostrazione del loro lavoro negli spazi del Teatro dei Fabbri e in Sala Polacco, sanificati e praticabili con l’impegno del rispetto di tutte le norme igieniche anti Covid,  che si è svolto nelle settimane di dicembre 2020 e gennaio 2021.

Partendo dalla tradizione di suonare il clacson nella galleria naturale in costiera sotto al profilo di roccia di Dante, gli artisti hanno indagato sulla figura “scomoda” dell’artista, e non solo, mescolando i linguaggi: la drammaturgia, il teatro-danza, la musica e il video.

«Il politicamente scomodo – spiega lo scrittore Corrado Premuda  – è il fil rouge dell’iniziativa, partendo proprio da Dante, figura scomoda per eccellenza a partire dalla sua Divina Commedia in cui giudica diverse figure storiche posizionandole in specifiche aree di colpevolezza. Ma è politicamente scomodo è anche suonare il clacson, almeno oggi, e lo stesso profilo di Dante sulla roccia in costiera, che per alcuni  è Mussolini, essendo stata costruita quella strada nel 1928».

A creare un sottofondo musicale, una sorta di tappeto sonoro, ci pensa Francesco Amerise attraverso la sua voce e  alcuni strumenti insoliti come la sansula, il cajon, il flauto armonico e il tank drum, improvvisando, accompagnando i movimenti degli interpreti, e le loro coreografie, che non solo hanno mascherine e guanti ma devono tenere conto del distanziamento sociale, elementi che sono stati volutamente inseriti così come l’elemento dell’aldilà, il regno dei morti, con cui si è voluto giocare.

«Abbiamo voluto coinvolgere chi a teatro non può venire e abbiamo raccolto  – spiega Corrado – testimonianze di automobilisti, e non, di diverse età e diverse generazioni sull’uso di suonare il clacson sotto la galleria per capire cosa ne pensa la gente.» E la dimostrazione del loro lavoro inizia proprio inscenando un viaggio in auto,  un viaggio lontano che per ora è fantasia ed è solo virtuale.




Giornate del Cinema Muto di Pordenone: CASANOVA di Volkoff evento orchestrale e cofanetto dvd e blu-ray

A Pordenone, in un Teatro Comunale Giuseppe Verdi rigorosamente chiuso al pubblico, si avviano al termine le prove, iniziate lunedì, per 52 musicisti dell’Orchestra San Marco di Pordenone diretti da Günter Buchwald nell’accompagnamento di Casanova (1927), il film di Alexandre Volkoff con il divo Ivan Mosjoukine che avrebbe dovuto chiudere le Giornate del Cinema Muto 2020 e che invece sarà – situazione Covid permettendo – l’evento speciale di chiusura della 40a edizione delle Giornate del Cinema Muto, in programma dal 2 al 9 ottobre 2021.

Il progetto Casanova prevede anche la pubblicazione di un cofanetto dvd e blu-ray co-prodotto dalle Giornate del Cinema Muto con la Cinémathèque française. Ecco spiegato l’ampio anticipo delle prove rispetto all’appuntamento autunnale e la presenza in teatro di Stefano Amerio dello studio di registrazione ArteSuono. La musica, composta a partire dal 2018 da Günter Buchwald, è stata eseguita in pubblico una sola volta, nell’ottobre 2019 al Teatro di Friburgo, dalla locale Orchestra Filarmonica diretta dallo stesso Buchwald. All’evento delle Giornate, quasi una prima dopo le revisioni della partitura apportate dal compositore, seguirà la presentazione al Festival Lumière di Lione.

Sopravvissuto in frammenti, Casanova è stato magistralmente ricostruito per la Cinémathèque française da Renée Lichtig, un lungo lavoro completato nel 1985. Da quella copia, presentata anche alle Giornate nel 2003 a Sacile (nella stessa edizione fu assegnato a Renée Lichtig il premio Jean Mitry), la Cinémathèque ha recentemente realizzato un restauro digitale e scansionato in 4K le preziose scene colorate. Oltre all’interpretazione di Mosjoukine, una delle sue migliori performance come attore brillante, nel film emergono – come notava la stessa Lichtig – la maestosa regia di Volkoff, la scenografia barocca, la bellezza e la ricchezza dei costumi e i magnifici luoghi meravigliosamente fotografati. La sceneggiatura riprende gli elementi più vistosi della vita del grande seduttore veneziano, soprattutto gli amori (con palesi accenni erotici) e il desiderio di avventura, e si ripercorrono i suoi movimenti da Venezia, dove conduce una vita di piaceri ma da dove è costretto a fuggire, a Vienna, alla Russia zarista e di nuovo a Venezia, fino alla detenzione ai Piombi e alla rocambolesca evasione.




32. edizione del Trieste Film Festival 21/30 gennaio 2021 online su MYmovies

Appuntamento dal 21 al 30 gennaio con il 32. Trieste Film Festival: diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo, che pur in una nuova formula imposta dall’emergenza sanitaria Covid-19 (gli oltre 50 titoli in programma si potranno vedere online su MYmovies) non rinuncia alla sua storica “missione”: che è, sì, quello di portare in Italia il meglio del cinema dell’Europa centro orientale, ma anche – basti pensare alle recenti edizioni dedicate al Muro di Berlino e alla riunificazione della Germania – tenere viva, proprio attraverso il cinema, la memoria delle pagine più importanti della storia di questa parte di (vecchio) continente.

Non stupisce, dunque, che questa edizione avrebbe dovuto avere il proprio fulcro nel ricordo del trentennale delle guerre balcaniche (1991/2021): «Il focus sul trentennale delle guerre balcaniche (1991/2021) è un progetto a cui stavamo lavorando da anni – spiegano i direttori artistici. La pandemia ci ha costretti a posticiparlo, perché di molti dei film che avremmo voluto proporre esistono soltanto le copie in 35mm, impossibili da “proiettare” in un festival online. L’appuntamento è dunque rimandato (speriamo già in primavera), ma ci sembrava doveroso che a un anniversario così importante fossero dedicati due momenti “simbolici” come l’apertura e la chiusura».

Se ad aprire il festival sarà Underground, Palma d’oro a Cannes nel 1995, la favola anarchica e surreale con cui Emir Kusturica “reinventò” col suo stile debordante la dissoluzione della Jugoslavia, a chiuderlo ci sarà un altro grande film, Lo sguardo di Ulisse di Theo Angelopoulos, vincitore del Grand Prix in quella stessa edizione. Due film che non si potrebbero immaginare più diversi, “come dire – per usare un’espressione coniata all’epoca dal critico cinematografico Morando Morandini – l’Odissea e l’Iliade di questa fine di secolo”.

Alla proiezione di Underground sarà inoltre legato uno dei due tradizionali premi assegnati dal Trieste Film Festival, l’Eastern Star Award: nato per segnalare le personalità del mondo del cinema che con la loro carriera hanno gettato un ponte tra l’Est e l’Ovest (nell’albo d’oro Irène Jacob, Monica Bellucci, Milcho Manchevski, Rade Šerbedžija, Kasia Smutniak), il premio va quest’anno a Miki Manojlović,   un grande interprete che si è imposto grazie al sodalizio con Kusturica (oltre a Underground ricordiamo Papà… è in viaggio di affari e Gatto nero, gatto bianco) per poi superare i confini della Jugoslavia lavorando con registi come François Ozon (Amanti criminali), Giuliano Montaldo (I demoni di San Pietroburgo), Sam Garbarski (Irina Palm, che gli vale la candidatura all’European Film Award).

Il Cinema Warrior Award, istituito per premiare l’ostinazione, il sacrificio e la follia di chi “combatte” per il cinema, va invece all’Associazione U.N.I.T.A., per il suo impegno nella promozione del mestiere dell’attore nel panorama artistico, culturale e sociale italiano, con particolare attenzione alle questioni di genere e con un codice etico che ne garantisce serietà, professionalità e una centralità di temi quali l’etica del lavoro, la sostenibilità, l’accoglienza e l’inclusività.

Nucleo centrale del programma si confermano i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari.

 

Tredici i titoli del Concorso lungometraggi (in giuria la regista Adina Pintilie, la produttrice Ewa Puszczyńska, il programmer e critico cinematografico Paolo Bertolin).

Due storie di paternità messa a dura prova da un contesto che rende difficile (ma non impossibile) assolvere al proprio ruolo di genitore: se il protagonista di Father di Srdan Golubović (Premio del pubblico nella sezione Panorama dell’ultima Berlinale) si scontra con la corruzione dei servizi sociali nella Serbia di oggi, quello di Andromeda Galaxy di More Raça è disposto a tutto pur di lasciare il Kosovo per garantire alla figlia un futuro migliore in Germania. Tra Kosovo e Germania si muove anche Exil di Visar Morina, visto al Sundance, che attraverso la storia di un ingegnere farmaceutico discriminato per ragioni etniche si interroga – per dirla con il regista – su “un occidente arrogante nei confronti di chi proviene da Paesi economicamente deboli”. Tra Polonia e Irlanda è ambientato invece I Never Cry di Piotr Domalewski, sguardo realistico sulle difficoltà che affrontano le famiglie separate dall’emigrazione, e di immigrazione si parla anche nel bulgaro Fear di Ivaylo Hristov, dramma che vira in commedia (dell’assurdo) su una donna pronta a mettersi contro l’intero villaggio per ospitare un migrante. Dall’Europa di oggi a quella dell’immediato dopoguerra con A Frenchman di Andrej Smirnov, la Mosca del 1957 vista con gli occhi di un ragazzo francese, figlio di un ufficiale arrestato negli anni 30, e In the Dusk di Šarūnas Bartas, selezionato al Festival di Cannes e presentato in prima mondiale a San Sebastian: il romanzo di formazione di un diciannovenne sullo sfondo della Resistenza lituana contro l’occupazione sovietica dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Dalla Grecia arriva Pari di Siamak Etemadi, una madre iraniana per le strade di Atene alla ricerca del figlio studente, di cui non ha più notizie; tutt’altro tono, dalla Romania, nella commedia satirica The Campaign di Marian Crișan, un politico in odor di corruzione a caccia di voti per un seggio a Strasburgo, e nel serbo My Morning Laughter di Marko Đorđević prende le mosse da uno spunto autobiografico per raccontare il coming of age fuori tempo massimo di un trentenne. E ancora, due dei film più sorprendenti della scorsa stagione: il polacco Sweat di Magnus von Horn, anche questo selezionato a Cannes, tre giorni nella vita di una “fitness-influencer” che da star di instagram diventa vittima di uno stalker, e il georgiano Beginning di Dea Kulumbegashvili, selezionato a Cannes e vincitore a San Sebastian, storia di una donna, Yana, moglie del leader di una comunità di Testimoni di Geova attaccata da un gruppo estremista. Per finire, Faruk Lončarević, che in So She Doesn’t Live si ispira al più efferato caso di omicidio della Bosnia post-bellica per raccontare un mondo ancora brutale.

Evento speciale fuori concorso, dall’Azerbaigian, In Between Dying di Hilal Baydarov (presente anche nel concorso documentari col suo Nails in My Brain),  viaggio nella consapevolezza interiore che guarda al cinema di Bresson.

 

Dieci i titoli del Concorso documentari (in giuria la regista Eszter Hajdú, la direttrice del Biografilm Festival Leena Pasanen e la direttrice della scuola ZeLIG di Bolzano Heidi Gronauer).

Acasă, My Home di Radu Ciorniciuc, premiato al Sundance, è la storia di una famiglia che per decenni ha vissuto nell’area disabitata e incolta del Delta di Bucarest, un bacino idrico abbandonato alla periferia della metropoli, finché la trasformazione della zona in parco nazionale pubblico non la costringe a trasferirsi in città. E i “luoghi di famiglia” sono al centro anche di Nails in My Brain dell’azero Hilal Baydarov,  viaggio tra le rovine di una casa d’infanzia, dove ogni porta pericolante si apre sul passato, in una riflessione sulla memoria – e sul cinema – che è eterno ritorno sulle stesse domande, gli stessi ricordi, gli stessi chiodi fissi; e di Blockade di Hakob Melkonyan, che attraverso la storia di una famiglia del suo villaggio natale racconta il conflitto del Nagorno-Karabakh. Due film dalla Croazia: Landscape Zero di Bruno Pavić, che ci porta su una striscia di costa devastata da un insediamento industriale per riflettere sulla relazione tra uomo, natura e cultura; e Once Upon a Youth di Ivan Ramljak, ritratto di una generazione perduta, quella gioventù della fine degli anni Novanta in cerca di una (nuova) identità dopo la devastazione della guerra. Dalla Russia Town of Glory di Dmitrij Bogolyubov, girato nel corso di tre anni a El’nja, città-simbolo della propaganda di ieri e di oggi, e la Russia è al centro anche del tedesco Garage People di Natal’ja Jefimkina, il garage come (ultimo) rifugio dell’individualità. Dall’Austria, Please Hold the Line di Pavel Cuzuioc è uno sguardo feroce e pieno di humour che, attraverso il lavoro di alcuni tecnici delle comunicazioni in Moldavia, Romania, Ucraina e Bulgaria, riflette sulle contraddizioni di una società sempre più “connessa” in regioni lacerate dai nazionalismi. Il confronto tra un figlio che sta diventando padre – lo stesso regista Andrei Dăscălescu – e un padre che si è fatto monaco è al centro del rumeno Holy Father. In ultimo, il lituano Gentle Warriors di Marija Stonytė, dove l’indipendenza di tre giovani donne passa dal servizio di leva volontario e dall’addestramento in una base militare tra 600 commilitoni.

 

Sedici i titoli del Concorso cortometraggi (in giuria la direttrice artistica della Cinéfondation del Festival di Cannes Dimitra Karya, la produttrice Andrijana Sofranić Šućur e la giornalista Alessandra De Luca): l’Italia è rappresentata da Illusione di Lorenzo Quagliozzi e  La tecnica di Clemente De Muro e Davide Mardegan (CRIC).

 

Due nuove sezioni integrano l’impianto tradizionale dei concorsi: Fuori dagli sche(r)mi e Wild Roses: Registe in Europa.

 

«Con Fuori dagli sche(r)mi – spiegano i direttori artistici – abbiamo voluto creare una vetrina dedicata alle nuove prospettive e alle nuove forme cinematografiche. Film che manifestano un grado di “libertà” tanto nella durata quanto nella struttura narrativa, aperti a ibridazioni di generi e linguaggi». Una sezione aperta tanto ad autori affermati quanto a giovani talenti. Tra i primi, due tra i più importanti cineasti rumeni contemporanei: Cristi Puiu (anche protagonista di una masterclass online) con l’anteprima italiana di Malmkrog, già premiato alla scorsa Berlinale, che adattando “I tre dialoghi” di Vladimir Sergeevic Solov’ëv vince la sfida di un’indagine filosofica su cinema e memoria; e Radu Jude, che in Tipografic Majuscul parte da un testo teatrale per raccontare le vicende parallele di Ceaușescu e di Mugur Călinescu, un “Pasquino” adolescente nella Romania comunista che sfidò il regime scrivendo sui muri i propri messaggi di protesta. Gli stessi anni, ma in Polonia, tornano in An Ordinary Country di Tomasz Wolski, sorta di Le vite degli altri più vero del vero, un documentario di found footage fatto “solo” di film e nastri registrati da ufficiali dei servizi di sicurezza comunisti, tra gli anni ’60 e ’80. E ancora, l’ucraino Oleh Sencov con Numbers, fantascienza distopica girata a distanza, da un carcere di massima sicurezza in Siberia dove il regista stava scontando una pena di 20 anni, accusato di attività terroristica. Per finire, due registe: la serba Jelena Maksimović, che in Homelands riflette sulle patrie della famiglia scoprendo il villaggio da cui la nonna fuggì durante la guerra civile greca; e la russa Maria Ignatenko con In Deep Sleep, meditazione sul lutto e la perdita attraverso il sonno profondo in cui sembra sprofondare il mondo quando il protagonista Victor apprende la morte della moglie.

 

«Wild Roses: Registe in Europa – continuano Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo – è invece uno spazio che intendiamo dedicare alle donne registe dell’Europa centro orientale (tra l’altro sempre, e da sempre, molto presenti al festival), individuando ogni anno un Paese diverso cui dedicare il nostro focus. I dati dell’audiovisivo sottolineano a livello globale le difficoltà dei progetti firmati da donne ad accedere ai finanziamenti, a prescindere dal valore artistico, e dunque ci è sembrato doveroso fare la nostra parte per valorizzare le registe europee attraverso una sezione ad hoc. Per cominciare, non potevamo che scegliere la Polonia, dove più che in ogni altro luogo, negli scorsi mesi, le donne hanno fatto sentire la propria voce contro nuove leggi che vogliono limitarne le libertà fondamentali». Cinque le registe “presenti”, seppure in streaming, al festival (e che parteciperanno a un panel coordinato da Marina Fabbri), attraverso le cui opere riscopriremo nuove forme di rappresentazione femminile e sguardi maturi e disincantati sul proprio Paese: Hanna Polak con Something Better To Come, ritratto di Jula, che vive la propria adolescenza nella più grande discarica d’Europa, la Svalka, alle porte di Mosca; Agnieszka Smoczyńska con The Lure, l’amore tra due sirene e un bassista nella Varsavia degli anni 80, tra horror e musical; Anna Zamecka con Communion, storia di bambini che devono crescere (troppo) in fretta; Anna Jadowska con Wild Roses, la vita di una città nella Slesia meridionale, tra la chiesa e le coltivazioni di rose, uomini che lavorano all’estero e giovani si ritrovano di sera alla fermata dell’autobus; Jagoda Szelc con Tower. A Bright Day, una prima comunione come tante mentre la tv riporta notizie inquietanti.

 

Promossa in collaborazione con Sky Arte, che premierà uno dei film della sezione attraverso l’acquisizione e la diffusione sul canale, Art&Sound propone quest’anno cinque titoli in anteprima che esplorano i più diversi ambiti artistici: Antigone – How Dare We!  di Jani Sever, in cui l’eroina classica rivive nell’interpretazione che ne dà il filosofo sloveno Slavoj Žižek; Homecoming – Marina Abramović and Her Children di Boris Miljković, un autentico “ritorno a casa” – in questo caso Belgrado – che ripercorre la vita di una delle più influenti protagoniste dell’arte contemporanea; Paris Calligrammes di Ulrike Ottinger, immersione autobiografica nella Parigi letteraria e artistica degli anni 60; Le Regard de Charles di Marc Di Domenico e Charles Aznavour, quarant’anni di vita, amori, viaggi del mitico chansonnier e attore attraverso le riprese della sua prima, inseparabile cinepresa, dono di Edith Piaf; Accidental Luxuriance of the Translucent Watery Rebus di Dalibor Barić, sperimentale (sin dal titolo) esempio di animazione dalle influenze surrealiste.

 

Confermata anche quest’anno la formula del Premio Corso Salani 2021 (in giuria la produttrice Donatella Palermo, la critica cinematografica Grazia Paganelli e il filmmaker Carlo Michele Schirinzi), che presenta cinque film italiani completati nel corso del 2020 e ancora in attesa di distribuzione: la dotazione del Premio (2mila euro) va intesa quindi come incentivo alla diffusione nelle sale del film vincitore. Immutato il profilo della selezione: opere indipendenti, non inquadrabili facilmente in generi o formati e per questo innovative, nello spirito del cinema di Corso Salani. I titoli: Divinazioni di Leandro Picarella, Libro di Giona di Zlatolin Donchev, Samp di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, I Tuffatori di Daniele Babbo, Ultimina di Jacopo Quadri e Vera de verdad di Beniamino Catena

 

Giunto all’undicesima edizione, When East Meets West è organizzato dal Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia insieme con il Trieste Film Festival, EAVE, Creative Europe Desk Italy, con il sostegno di Europa Creativa – Media Programme, della Direzione Cinema del MiBACT, del Film Center Serbia e della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia e il patrocinio di EURIMAGES. L’edizione 2021 prevede quattro giorni dedicati a produttori, broadcaster, mercati, fondi regionali italiani, europei, e non solo. L’idea, anche in questa edizione, è quella di dare vita a un appuntamento capace di creare un forte legame tra le regioni e i paesi coinvolti. Attraverso tavole rotonde, masterclass e case-study, si incontrano professionisti di diversi paesi, rendendo così WEMW punto di riferimento per i produttori che vogliono avviare collaborazioni per realizzare i loro progetti. Saranno presenti broadcaster, distributori e rappresentanti di fondi e mercati, così da presentare l’intero panorama di possibilità produttive e distributive, nonché le risorse finanziarie disponibili. Siamo sicuri che anche l’edizione 2021 di WEMW confermerà la grande partecipazione e l’interesse degli addetti ai lavori, consolidando così un’occasione d’incontro indispensabile per lo sviluppo delle imprese audiovisive della Nuova Europa. Inoltre, WEMW prosegue il lavoro di ricerca e approfondimento su alcune specifiche realtà dell’Est e dell’Ovest, portando a Trieste, per la prima volta, una selezione accurata di progetti provenienti dai due Paesi in focus: Italia e Israele. Il cuore dell’evento continua a essere il forum di coproduzione dedicato a documentari e lungometraggi in sviluppo, mantenendo gli stessi ingredienti degli anni scorsi, ma arricchendosi di nuovi e importanti elementi. Giorno dopo giorno scoprirete le novità che faranno di WEMW 2021 un’occasione di dialogo e confronto per ripensare il presente e trovare nuove ispirazioni per il futuro. Senza però perdere quell’atmosfera informale e quegli aspetti ludici che hanno sempre caratterizzato l’appuntamento di Trieste.

 

Il Trieste Film Festival e When East Meets West presentano la settima edizione di Last Stop Trieste, una sezione work in progress dedicata ai documentari che seleziona progetti fine cut, precedentemente sviluppati/presentati in una delle piattaforme partner del progetto: Ex-Oriente Film Workshop, BDC Discoveries, Docu Rough Cut Boutique, Baltic Sea Docs, ZagrebDox PRO, When East Meets West. In questa edizione speciale sia del festival che del mercato, i documentari in fase di fine cut avranno la possibilità di essere presentati davanti a una platea esclusiva di 40 sales agents internazionali, programmatori di festival e commissioning editors televisivi con l’obiettivo di essere selezionati dai maggiori festival internazionali e aumentare le loro probabilità di venire distribuiti. Una giuria internazionale premierà il miglior progetto della sezione. “Last Stop Trieste” è organizzato da Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival e il Fondo regionale per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, col supporto di Europa Creativa, MIBACT – Direzione cinema e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa è coordinata da Rada Šešić, programmatrice del Sarajevo Film Festival.

 

When East Meets West e Trieste Film Festival presentano la quarta edizione di This is IT, sezione dedicata esclusivamente a lungometraggi di finzione e opere ibride con un forte approccio visivo e creativo prodotti o co-prodotti sia in quota maggioritaria che minoritaria da società di produzione italiane. I team selezionati avranno la possibilità di presentare il proprio progetto e mostrare dieci minuti del loro film virtualmente ad un esclusivo panel di sales agents, programmatori di festival e buyers internazionali.

Grazie alla partnership con Milano Film Network (MFN), tutti i progetti presentati a “This is IT” sono stati condivisi e presi in considerazione da entrambi i comitati di selezione. L’obiettivo è quello di offrire una duplice opportunità ai produttori italiani, aumentando le possibilità di individuare partner distributivi sia a livello nazionale che internazionale. Una giuria internazionale premierà il miglior progetto della sezione.




Slovensko stalno gledališče – Teatro Stabile Sloveno A TU PER TU DIALOGHI DAL BACKSTAGE Martedì 5 gennaio,

Il nuovo anno “A tu per tu” del Teatro Stabile Sloveno si è aperto sabato scorso con un’intervista al regista e autore Lino Marrazzo, per parlare del suo approccio alle vicende della pittrice Artemisia Gentileschi e del loro trattamento nello spettacolo omonimo. L’attenzione alla complessità dell’universo femminile caratterizzerà anche la seconda videointervista dell’anno, in programma martedì 5 gennaio dalle ore 18.00 sulla pagina facebook e sul canale youtube del teatro.

Nelle settimane scorse Maja Gal Štromar, autrice del testo Chi ha visto Coco? Moi, Gabrielle Chanel, ha presentato i contenuti di questa riflessione personale e autobiografica sul personaggio della celebre stilista. Un ulteriore passo avanti nella scoperta dei contenuti della nuova produzione del TSS sarà rappresentato dalla doppia intervista alle protagoniste dello spettacolo. Le attrici Maja Blagovič e Lara Jankovič (quest’ultima nota anche come apprezzata cantante) racconteranno del loro approccio all’interpretazione dei due volti, pubblico e privato, di questo personaggio, sulla base di numerose informazioni biografiche. La ricerca dell’amore, il contrasto tra la fragilità interiore e la forza esteriore, l’attesa della realizzazione dei desideri più profondi sono i temi di questo incontro che sarà sovratitolato in italiano. La clip rimarrà visibile anche nelle settimane successive, come tutte le videointerviste pubblicate finora e ancora disponibili sui social media TSS.

Testo alternativo

COME CI COLLEGHIAMO?

Direttamente sulla pagina fb del Teatro Stabile Sloveno martedì 5 gennaio dalle ore 18.00: https://www.facebook.com/teaterssg

 

NON AVETE FACEBOOK?

Cliccate sul collegamento indicato di seguito e che sarà attivo martedì 5 gennaio dalle ore 18.00 (non prima)!

https://www.youtube.com/watch?v=S6VM8hFFIjY&feature=youtu.be

www.teaterssg.com 

A TU PER TU

A tu per tu è un ciclo di conversazioni informali dietro le quinte con attori, registi, drammaturghi e musicisti. L’incontro con gli artisti fuori dal palcoscenico è sempre interessante e in questo caso non è solo l’occasione per conoscere artisti sloveni e del litorale “a luci spente”, bensì una vera introduzione agli spettacoli che il pubblico potrà vedere nella seconda parte della stagione. Si tratta di un progetto digitale originale prodotto dal Teatro Stabile Sloveno, che andrà in onda dall’8 dicembre al 12 gennaio e che accompagnerà le festività con appuntamenti bisettimanali, il martedì e il sabato alle ore 18.00.

dal 9 gennaio

Stefano Sacher, GREGOR E SILVIJA

Cosa significa scrivere musica per uno spettacolo teatrale? Come si farà interprete la musica originale di una storia che si svolge nella giungla dei giorni nostri? Ce ne parlerà Stefano Sacher, autore delle musiche di scena dello spettacolo per bambini Gregor e Silvija.

dal 12 gennaio

Yulia Roschina, CHI HA VISTO COCO?

La regista Yulia Roschina ha inserito la storia di Coco Chanel in una dimensione espressiva aperta, quella del coreodramma, all’interno del quale si riflette sul significato di questo personaggio e sulla poetica teatrale.

SUI CANALI FB E YOUTUBE DEL TSS

Intervista sovratitolata in italiano

 




PREMIO LETTERARIO CATERINA PERCOTO 2020, VINCE L’AUTORE PADOVANO MARIO ZANGRANDO

Va a Mario Zangrando, padovano classe 1982, laureato in Comunicazione e Storia contemporanea, impegnato con la ONG Medici con l’Africa Cuamm, nel tempo al fianco di narratori come Paolo Rumiz per il libro “Il bene ostinato e Alessandro Mari per il libro e reading “La strada per l’Africa”, l’8^ edizione del Premio letterario Caterina Percoto, promosso dal Comune di Manzano-Assessorato alla Cultura, dedicata a un tema estratto dalle parole della grande autrice friulana: “La noia, questa bava schifosa. Questo frigido serpente che paralizza tutti i moti del cuore” (Novelle scelte, 1880). La noia è appunto il filo rosso che permea il racconto vincitore “Come si muore da queste parti”, sul quale si è registrata piena convergenza da parte della Giuria del Percoto, guidata da Elisabetta Pozzetto e composta anche dall’Assessore alla Cultura del Comune di Manzano Silvia Parmiani, dal presidente Arlef William Cisilino e da Elisabetta Feruglio, Valter Peruzzi, Walter

Mario Zangrando

Tomada e Cristina Qualizza.  «Il racconto di Mario Zangrando ha convinto la Giuria del Premio – spiega la presidente, Elisabetta Pozzetto – per la sua capacità di restituire il tema con profondità e grazia, attraverso uno stile scorrevole e mai banale. La trattazione dell’argomento della noia che tutto paralizza tra le sue viscide spire, così come tramandata da Caterina Percoto, viene calata nell’esperienza di un protagonista anziano che attraverso un espediente amaro e leggero esorcizza la noia, la solitudine e la morte incombente, acuita dalla pandemia. Un fine vita dignitoso, un estremo saluto ai cari che ci lasciano, un distacco sereno sono beni di cui la pandemia ci ha spesso privato e che mai come ora ci paiono drammaticamente persi».

Al secondo posto in questa edizione 2020 del Premio Percoto si registra un ex aequo, con i racconti dell’autrice udinese Barbara Cimbaro, “L’ufficio 22 dell’ala verde al secondo piano”, e di Gianfranco Pellegrini che ha scelto la lingua friulana per dare voce al suo “Diauladis”: «un testo, quest’ultimo – spiega ancora Elisabetta Pozzetto – che utilizza il friulano per raccontare l’ambiente della politica regionale e la città di Trieste attraverso l’io narrante del protagonista, portavoce del Presidente della Regione, alle prese con le novità legate alla pandemia e ai nuovi stili di vita. La noia generata dal nuovo contesto potrebbe produrre pensieri creativi e spirito critico: esattamente quanto il protagonista teme e vuole evitare. La noia, quindi, come perno centrale del plot: come motore di strategie e contromosse che alimentano lo sviluppo della trama e ci portano a riflettere sulla comunicazione politica e le sue tecniche, così come sull’utilizzo dei media in rapporto agli “intrighi di palazzo”, contrapposti dall’autore al mondo della natura».  Ed è sempre la noia a guidare le dinamiche e le nuance fantasy del racconto di Barbara Cimbaro: una storia ambientata negli uffici pubblici e contestualizzata nel nostro tempo con adesione scrupolosa ai dettagli e alla descrizione dei personaggi, eppure capace di farci volare nel tempo e nello spazio, per raccontare il “sentimento” della noia visto e vissuto da una donna friulana che l’ha monitorata, aggirata e temuta come una “malattia nascosta”, per tutta la vita.

Numerosissimi i testi e gli autori in gara all’edizione 2020 del Premio Percoto: quarto posto per la pluripremiata autrice triestina Laura Daniele, già Premio Calvino, con “In vino veritas”, al quinto posto la livornese Anna Tancredi con “Bravi ragazzi”, quindi via via Chiara Magris (Manzano) con “Quotidianità” e dal Belgio Ilena Baldassini con “Marta”, quindi Sabrina Del Sal di Trieste con “Non saper che fare”, Renzo Brollo di Gemona con “L’accelerazionista” e l’autore udinese Luca Ponti con “Alchimie”. «Esprimo ampia soddisfazione sul risultato raggiunto e l’ampia partecipazione all’8^ edizione del Premio Percoto – spiega l’Assessore alla Cultura del Comune di Manzano, Silvia Parmiani – Ben il 40% degli autori in gara proviene da fuori regione, fino alla Sardegna con partecipanti anche all’estero (Belgio e Austria). La Regione FVG è rappresentata in ogni sua parte, dalla zona montana a Trieste. Sono dati sono piuttosto significativi circa la crescente importanza che sta acquisendo il Premio Percoto, non solo a livello regionale come ben dimostra il primo premio assegnato a un autore di Padova. Un modo per celebrare al meglio la grande Caterina Percoto, autrice alla quale abbiamo voluto dedicare il Premio Letterario Percoto, fiore all’occhiello del Comune di Manzano».

Ma il Premio Percoto, come sempre, si è rivolto anche ai più piccoli con le categorie rivolte a studenti giovani e giovanissimi. Per la sezione Scuola primaria e secondaria di primo grado vince Leonardo Bertolano di Corno di Rosazzo, con il racconto ‘ La zanzara pantera’, il secondo premio va a Noemi Toppano di Mereto di Tomba con ‘La noia’, Nella sezione scuola secondaria di secondo grado primo premio all’udinese Anna Chiara Pippan con ‘Lettera di dimissioni della noia’, secondo premio a Caterina Bertolano di Corno di Rosazzo per ‘The snake’.

È forte l’attesa per incontrare in presenza il vincitore, Mauro Zangrando, e tutti gli altri premiati e partecipanti: l’appuntamento è adesso con la primavera 2021, non appena lo stemperamento della pandemia in essere renderà possibile l’organizzazione della cerimonia di Premiazione, concepita come una grande “festa di approfondimento letterario”. Sarà anche l’occasione per il lancio della nuova call per la 9^ edizione del Premio Percoto. Aggiornamenti sul sito www.comune.manzano.ud.it

MARIO ZANGRANDO, VINCITORE PREMIO PERCOTO 2020

Mario Zangrando (1982) è laureato a in Comunicazione e Storia contemporanea, lavora presso l’ONG Medici con l’Africa Cuamm, ha studiato a Trieste e a Padova, attualmente vive a Conegliano (TV).

Nel marzo 2019 il suo soggetto “Parrocchie da incubo” è tra i vincitori della selezione Detour Pitch 2019 all’interno del Detour Film Festival presieduto da Francesco Bonsembiante e diretto da Marco Segato (https://www.detourfilmfestival.com/vincitori-detour-pitch-2019/). Il 31 maggio 2018 il suo soggetto “Costellazioni, Rivoluzioni, Cospirazioni” è stato premiato alla call for ideas 800 idee per l’Università di Padova dalla giuria presieduta da Anna Maria Testa (https://www.unipd.it/sites/unipd.it/files/20180531p.pdf)

Nel 2017 ha lavorato col narratore Alessandro Mari alla realizzazione del libro “La strada per l’Africa” e al reading “Dove comincia la strada per l’Africa?”, collaborando alla realizzazione dei testi portati in scena dalla compagnia AriaTeatro presso l’Aula magna dell’Università di Padova. In seguito ha lavorato assieme a Claudio Piersanti, ad AriaTeatro e a Medici con l’Africa Cuamm alla realizzazione di un altro recital sul tema delle diseguaglianze in salute presentato alle edizioni 2017 del Festival dell’Economia di Trento e della Fiera delle Parole di Padova. Nel 2016 ha partecipato come studente alla prima edizione del Master in Sceneggiatura Carlo Mazzacurati.

In precedenza ha collaborato alla realizzazione dei libri “Il bene ostinato” di Paolo Rumiz (Feltrinelli 2011), “La radice di un grande albero” di Luigi Accattoli (San Paolo 2013) ed alle ricerche d’archivio per il film-documentario “Medici con l’Africa” di Carlo Mazzacurati (Argonauti 2012).




Proclamati i vincitori di “Un libro da consigliare 2020”, nella cerimonia online ieri, 18 dicembre.

Un Libro da Consigliare è organizzato dal Sistema Bibliotecario BiblioGO! e capitanato dal Consorzio Culturale del Monfalconese, nell’ambito delle attività del progetto regionale di promozione della lettura LeggiAMO 0-18.

Da “Le avventure di Pinocchio” a “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mister Hyde”; da Lewis Carroll ad Agata Christie, da “Divisa in due” a “La macchina del tempo”, dalle fiabe ai fantasy, i consigli di lettura descritti nei 222 elaborati (dei quali 146 delle medie e 76 delle superiori) dei 286 i ragazzi partecipanti in tutto, sono stati tutti creativi, generosi, curati, entusiasti. E per questo dare dei premi (dal primo al terzo classificato, per ciascuna delle cinque categorie in gara) è stato difficilissimo per i giovani giurati (anch’essi dagli 11 ai 18 anni). I premi affidati sono stati apprezzatissimi buoni acquisto, naturalmente per dei libri ma anche per diverso materiale tecnologico (tablet, computer, …).

Alla fine i lavori – tutti meritevoli – hanno restituito il valore di un’iniziativa importante per i ragazzi, per le scuole, per gli insegnanti che hanno seguito il progetto e per le biblioteche che hanno collaborato: la valenza educativa, sociale, artistica della lettura, soprattutto in un’età così delicata come quella tra gli 11 e 18 anni, è uscita in tutta la sua potenzialità, confermando l’importanza di iniziative come questa (e le decine di altre che LeggiAMO 0-18 mette in campo quotidianamente) per lasciare campo libero all’espressione dei giovani lettori e per accompagnarli attraverso la condivisione della lettura e dei libri.

Un Libro Da Consigliare, organizzato nell’ambito di LeggiAMO 0-18 dal Sistema Bibliotecario BiblioGO! e capitanato dal Consorzio Culturale del Monfalconese, è un progetto nato nel 2008 da un’idea della Biblioteca di Monfalcone ed è arrivato, per la sua 13esima edizione a coinvolgere tutti i ragazzi (11-18 anni)  che risiedono in regione: i consigli di lettura che sono stati presentati potevano essere elaborati scritti, illustrazioni, video, composizioni musicali o fotografie.

Le scelte più numerose sono cadute sugli elaborati scritti (91) contro 55 disegni, 42 foto, 32 video e 2 canzoni; alcuni elaborati sono stati proposti da gruppi di più ragazzi, mentre altri da persone singole (solitamente i ragazzi più grandi); la tipologia del video è stata molto sfruttata dai più giovani tra i lettori (dagli 11 ai 14 anni) che hanno sviluppato in gruppo ben 24 video, mentre i ragazzi delle superiori ne hanno prodotti 8, tutti girati singolarmente. I lavori sono arrivati dalle scuole, da gruppi di ragazzi e ragazzi singoli di tutte le province: la più coinvolta quella di Gorizia (culla del progetto originario), seguita da quella di Udine.

Si conferma, dunque, la forza del concorso “Un libro da consigliare”, il cui scopo è proprio quello di creare relazione, rendendo i ragazzi parte attiva nei consigli di lettura: in questo modo ogni ragazzo – con l’aiuto dei suoi coetanei – può e potrà trovare lungo la sua strada i libri che fanno al caso suo, che possano coinvolgerlo, emozionarlo, arricchirlo.

Qui l’elenco dei primi classificati (le seconde e le terze posizioni sono disponibili sul sito www.unlibrodaconsigliare.it e nel video della premiazione), in allegato e ai link di seguito i lavori vincitori.

Elaborati scritti Scuole Secondarie di I° grado
Primi premi ex aequo
“Emporio delle meraviglie” di Ross Mac Kenzie, consigliato da Clarissa Piazza, Scuola Secondaria di Primo Grado, Divisione Julia Trieste
“Divisa in due” di Sharon Draper, consigliato da Camilla Catello, Scuola Secondaria di I° G. Brunner, Trieste

Elaborati scritti Scuole Secondarie di II° grado
“Lo Strano Caso Del Dottor Jekyll e Mister Hyde” di Robert Louis Stevenson, consigliato da Anna Badodi, del Liceo Scientifico Galileo Galilei, Trieste

Disegni Scuole Secondarie di I° grado
“Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie, consigliato da Luigi Cosulich de Pecine, Scuola Secondaria di I° F. U. Della Torre, Gradisca d’Isonzo (GO)

Disegni Scuole Secondarie di II° grado
“La macchina del tempo” di H. G. Wells, consigliato da Giulio Menk, Liceo Scientifico Galileo Galilei, Trieste

Video Scuole Secondarie di I° grado
“Cuore d’inchiostro” di Cornelia Funke, consigliato da Elisa Trangoni, Angela Antonial, Scuola Secondaria di I° A. Manzoni, Udine
https://unlibrodaconsigliare.it/i-vostri-consigli/cuore-dinchiostro-di-cornelia-funke/

Video Scuole Secondarie di II° grado
La casa dei cani fantasma di Allan Stratton, consigliato da Gionata Panigutti, ISIS Brignoli Einaudi Marconi, Staranzano
https://unlibrodaconsigliare.it/i-vostri-consigli/la-casa-dei-cani-fantasma-di-allan-stratton/

Fotografia
“Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carrol, consigliato da Agnese Furlan, Scuola Secondaria di I° T. Drusin, Pordenone

Canzone
“Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi, consigliato dalla Classe 2C, Scuola Secondaria di I° Ascoli, Gorizia.
https://unlibrodaconsigliare.it/i-vostri-consigli/2526/

Con l’auspicio che un prossimo allentarsi dell’epidemia del Covid 19 consentirà nuovamente ai ragazzi di potersi confrontare e di collaborare – pur sempre in sicurezza – a questi progetti (non solo a casa, ma anche a scuola e in biblioteca), “Un libro da consigliare” si conferma, con numeri importanti, come un valido strumento per creare, anche a distanza, un circolo virtuoso di scambio di consigli di lettura che coinvolge i giovani in un contagioso ed energico passaparola

INFO: www.unlibrodaconsigliare.it – info@unlibrodaconsigliare.it
FB: www.facebook.com/unlibrodaconsigliare/
IG: www.instagram.com/unlibrodaconsigliare2020/

C.G.




TAM TAM Digifest La selezione di film sul tema “Donne di Frontiera – rivoluzioni al femminile” in streaming su Keaton.eu dal 22 al 30 dic

Torna il Tam Tam Digifest che sfida il lockdown e termina il suo programma con una sessione che si svolgerà dal 22 al 30 dicembre 2020.

Le proiezioni si svolgeranno on line sulla piattaforma Keaton con un calendario che prevede 6 film e 2 cortometraggi sul tema Donne di Frontiera – rivoluzioni al femminile   

Con questi appuntamenti completiamo la 15esima edizione del nostro progetto che quest’anno è stato dedicato alle figure femminili che hanno lasciato il segno nella nostra vita.

 

I film saranno disponibili dalle ore 18:00 del 22 dicembre alle ore 24:00 del 30 dicembre nelle sale virtuali della piattaforma Keaton su link

https://www.keaton.eu/festival/tam-tam

Il programma completo:

Diva! è un film documentario del 2017 diretto da Francesco Patierno.

È un film basato sulla vita dell’attrice Valentina Cortese tratto dal libro autobiografico Quanti sono i domani passati scritto con Enrico Rot.

 

Grace JonesBloodlight and Bami – Un film di Sophie Fiennes.

Un grande biopic, un variegato ritratto stratiforme, adulto, anticonvenzionale della performer giamaicana.

AstroSamantha – di Fabio Cerasola

Documentario sulla vita di Samantha Cristoforetti, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, pilota dell’Aeronautica Militare, protagonista della seconda missione di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana.

La vita invisibile di Eurídice Gusmão (A vida invisível) è un film del 2019 diretto da Karim Aïnouz, premiato a Cannes nel 2019 come Miglior film per la sezione Un Certain Regard“Eurídice Gusmão che sognava la rivoluzione” è il romanzo di Martha Batalha che il brasiliano Karin Aïnouz sceglie di portare sullo schermo, per due ore e venti che passano in un lampo, tante sono le emozioni che riesce a regalare.

Marie Curie – regia di Marie Noelle 

(Polonia, 2016) Marie Curie è stata una delle prime donne a cui è stato riconosciuto l’appellativo di “genio”, solitamente affibbiato a uomini. Le sue scoperte hanno avuto un forte impatto sulla scienza del Novecento e di oggi, portando alla luce una delle cause principali del cancro, la radioattività. Unica donna vincitrice di due Nobel, Marie Curie è un esempio femminile della Francia del XX secolo, che ha dovuto superare a testa alta gli attacchi dei media, dimostrando alla storia che anche un grande scienziato può “portare la gonna”.

premiato per i migliori costumi al Polish Film Award 

 

Marie Heurtin – Dal buio alla luce

Francia – 2014 – regia di  Jean-Pierre Améris

La coraggiosa battaglia di una ragazza sordo cieca di inizio secolo per affermare il proprio diritto a una vita normale, in un’epoca molto più sorda di lei, e alle poche voci civiche che chiedevano di non emarginare i disabili.

Nomination Premio del pubblico al Festival di Locarno 2014

Nomination Giffoni Film Festival 2015

 

RITRATTI BREVI – 2 cortometraggi   – visione gratuita dal 22 al 30 dicembre

“Sirene” – di Giulio Gargia

Un pescatore e un’antica leggenda irrompono nell’apparente normalità di una coppia in crisi

“Cristallo” – di Manuela Tempesta

Storia di due donne e un drammatico segreto che le avvicina…

Vai al programma TAM TAM Digifest su https://www.keaton.eu/festival/tam-tam

Utilizza il codice coupon pubblicato per la visione dei film in streaming a Euro 2,50 cad. e per la prima visione di Marie Curie a Euro 3,50 (il pagamento è attivo con le principali Carte di Credito e PayPal).

In omaggio per tutti la visione gratuita dei 2 cortometraggi.

TAM TAM Digifest è in streaming dal 22 al 30 dicembre su keaton.eu e streaming.keaton.eu

 

Info: www.tamtamdigifest.it  – tamtamcoop@libero.it  FB tamtamdigifest

cell 366 3188501 (dal 22 dicembre)