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TRE ALBERGHI di JON ROBIN BAITZ dal  22 mar.al Politeama Rossetti in replica fino al 3 aprile

TRE ALBERGHI di JON ROBIN BAITZ dal 22 mar.al Politeama Rossetti in replica fino al 3 aprile

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Ken e Barbara. Un marito, una moglie. Un tempo, carichi di ideali sognavano di cambiare il mondo, militavano nei Peace corps. Poi si cresce, e Ken sogna di cambiare il Terzo Mondo lavorando in una multinazionale che sforna prodotti adatti a quei paesi. Ma una multinazionale fa affari, business, e Ken – interpretato da Francesco Migliaccio – senza quasi accorgersene, cambia pelle: ora è uno di quei tagliatori di teste, che la Ditta manda in giro per il mondo a licenziare chi non funziona più… o chi si è reso conto che la baby formula di un latte in polvere per le madri africane, forse non fa loro troppo bene! «L’uomo che ho sposato e l’uomo che vende la baby formula alle madri africane, non sono la stessa persona» confessa Barbara – cui dà vita Maria Grazia Plos – moglie di quel dirigente ormai lontano da lei. Due caratteri complessi, vite in evoluzione, in cui i due attori della Compagnia del Teatro Stabile, si addentrano guidati da Serena Sinigaglia, una delle più complete e interessanti registe del panorama contemporaneo. Per loro ha creato una partitura di intenzioni, sottotesti, interpretazioni, effetti scenici, che si condensano in uno spettacolo significativo, tagliente, emozionante. È Tre alberghi di Jon Robin Baitz, nuovaimageproduzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, che – dopo un’anteprima nel circuito regionale – debutta in prima nazionale a Trieste il 22 marzo alle 19.30 al Politeama Rossetti (Sala Bartoli), dove replicherà fino al 3 aprile; poi si vedrà in tournée italiana nella stagione 2016-2017. «Il testo interseca due piani, quello importantissimo del ragionamento politico anche estremo – commenta la regista – che si può sintetizzare nel concetto che anche il capitalismo ha “una sua cultura”… Siamo abituati a pensare che ne possegga una il comunismo, ma anche il capitalismo ce l’ha, eccome. E porta al suicidio della razza umana. È la cultura della produzione ad oltranza, mentre la terra ha un limite, l’acqua a disposizione è limitata, la nostra stessa vita ha un limite, quindi il concetto di moltiplicare continuamente il consumo è suicida. Si è riflettuto troppo poco su questo, perché siamo portati a intendere il progresso comunque in modo positivo… Se la caduta del muro di Berlino rappresenta nella macrostoria la vittoria del capitalismo proiettata a livello planetario, va ribadito che Baitz – avendo scritto il testo nel 1994 – ha avuto molta capacità d’intuizione. C’è poi l’altro piano, che fa sì che questo testo sia teatro. Il teatro è la rigenerazione di una vita nel “qui e ora” della rappresentazione: Tre alberghi rappresenta – attraverso la successione di tre monologhi – il disfacimento del protagonista Kenneth che vede il suo matrimonio crollare e la sua persona mostrificarsi. La scelta di Baitz di calare una profonda critica e analisi politicaeconomica sull’esistenza di due persone, te la rende immediatamente percepibile, vita concreta». In Tre alberghi, c’è dunque il dramma di una coppia in cui marito e moglie crescono in modo diverso. C’è un figlio e un dramma. C’è la critica a un mondo ormai tutto declinato – cinicamente – sul consumismo e il capitalismo, sempre meno umano e più reificato… E questa donna, moglie, madre, un certo giorno, guardando davanti a sé una platea di altre mogli di colleghi del marito, sente la necessità di vuotare il sacco e raccontare quella parte della sua vita, non propriamente luminosa, legata alla Ditta. Non è precisamente ciò che ci aspetterebbe dalla moglie di uno dei massimi capi di una multinazionale! Con questa nuova situazione, adesso, Ken deve fare i conti. Dalle stanze di tre alberghi – a questo allude il titolo – che la scenografa Maria Spazzi ha ricreato in un’ambientazione affascinante e metaforica, marito e moglie raccontano tre fasi della loro vita, che investono lo spettatore con la violenza del lampo di un flash: il successo di Ken, la denuncia di Barbara, la fuga di lui verso, forse, il ritorno a un’età dell’innocenza. Guarda con schiettezza e oggettività al nostro tempo Jon Robin Baitz, scrittore, sceneggiatore e produttore statunitense. Nato a Los Angeles nel 1961, Baitz è cresciuto fra gli Stati Uniti, il Brasile ed il Sud Africa: un’evoluzione e formazione composita, basata su una moltiplicazione di stimoli e riferimenti, che fa di lui un osservatore molto acuto. La penna, presto, diviene il suo strumento principe per analizzare le relazioni interpersonali ed i problemi del presente. La sua è una drammaturgia “del mondo”, che supera confini e appartenenze sociali o culturali per concentrarsi su argomenti di potente universalità, siano essi radicati nell’intimo di un rapporto privato e familiare o gli vengano ispirati da questioni che riguardano la collettività intera. Ciò assieme al suo stile secco ed essenziale, talvolta spietato nella sua sincerità, fa di lui un autore autorevole sia nell’ambito drammaturgico (che predilige) sia in quello della sceneggiatura, che gli ha donato la fama internazionale (sua, fra l’altro, la celebre serie tv Brothers & Sisters e la recente The Slap).

Tre alberghi di Jon Robin Baitz viene messo in scena nella traduzione di Masolino d’Amico, per la regia di Serena Sinigaglia. Ne sono interpreti gli attori della Compagna del Teatro Stabile Francesco Migliaccio e Maria Grazia Plos. Le scene sono di Maria Spazzi ed i costumi sono di Erika Carretta. Suoni e luci sono di Roberta Faiolo. Tre alberghi di Jon Robin Baitz debutta in prima nazionale a Trieste, alla Sala Bartoli martedì 22 marzo alle 19.30, le repliche proseguiranno fino al 3 aprile: di martedì e venerdì lo spettacolo si terrà alle 19.30, la domenica alle ore 17, nelle altre recite (mercoledì, giovedì e sabato) lo spettacolo inizierà alle ore 21. Per prenotazioni e per l’acquisto dei posti ancora disponibili ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

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