domenica , 24 Ottobre 2021
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“To play or to die ” per una cultura senza clown

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Il palcoscenico del Teatro San Giorgio di Udine è stato “occupato” pacificamente oggi a mezzogiorno, dagli attori della compagnia Babel di Palermo per la conferenza stampa di presentazione di “To Play or to die this is the question… today”, la nuova Eurovisione per la stagione di Teatro Contatto.

Un momento, quello dell’incontro con gli attori Giuseppe Provinzano (attore regista e produttore della piéce) e Chiara Muscato, con Alberto Bevilacqua (presidente del Css Teatro stabile di innovazione del Fvg), Claudio de Maglio (direttore dell’Accademia d’arte drammatica Nico Pepe) e  il sindaco di Udine Honsell sia per presentare lo spettacolo in anteprima nazionale che per parlare e riflettere del vero argomento: il teatro come casa della manifestazione della cultura nei suoi tanti aspetti. Perchè la cultura, nonostante i tagli economici che si sono operati dall’alto a cominciare dal 2008 continua a rinascere e vivere attraverso la voglia e l’entusiasmo di giovani appassionati che vengono sostenuti da organizzazioni quali appunto il Css nella voglia e desiderio di affermare il “nuovo”. Rinnovamento e sostegno sono dunque le parole d’ordine per far sì che un attore possa essere accompagnato nella crescita senza l’imposizione delle aspettative che verrebbero da prodotti di largo consumo.

Ed è proprio da questo contesto che si è potuto sviluppare lo spettacolo visto ieri sera: una chiave di lettura contemporanea per rivedere l’Amleto, un modo per raccontare le difficoltà di chi fa cultura e teatro. Sono proprio i due attori che si chiedono, all’inizio dello spettacolo se ce la possono fare, anche se solo in due a portare avanti la rappresentazione, perchè le esperienze di vita degli attori sono esse stesse storia.

Polonio diventa quindi la controfigura di un mai nominato Cavaliere, che mente sapendo di mentire per raccogliere il consenso delle masse. Gertrude la regina ha invece capito che le donne hanno una grossa arma nel proprio corpo e nel fingere. Il saggio Orazio sembra l’unico “normale”, tant’è che è costretto a scendere dal palco e a rifugiarsi nel ruolo dello spettatore. I temi trattati sono svariati: una lunga carrellata di denunce tenute assieme agevolmente con la scusa di Amleto. Il finale è così attuale che i due sopravvissuti indossano il naso del clown e fanno il verso a freschi giudizi politici pervenuti dall’estero che testimoniano, nonostante la “legittima”difesa del Presidente Napolitano, la deriva di una politica che fra vecchio e nuovo non riesce a trovare una via d’uscita.

Grazie al cielo la politica “locale” sembra invece avere le idee più chiare: secondo Honsell la cultura deve stare nelle mani degli uomini di cultura senza che ci siano strumentalizzazioni politiche. Il teatro deve essere considerato dagli spettatori non solo come posto in cui rilassarsi, ma come “casa” da arricchire con la propria presenza e partecipazione. Quindi stasera è d’obbligo esserci: si replica alle 21 sempre al Teatro San Giorgio.

Maria Teresa Ruotolo

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About Maria Teresa Ruotolo

Nata a Udine nel 1970 vive a Grado. Giornalista Pubblicista dal 2004; Laurea in Scienze Politiche indirizzo politico sociale collaborazione varie: con il Consorzio Agenti Immobiliari per la redazione dell’editoriale di Corriere Casa Nord Est; con Gruppo Sirio per la redazione di articoli pubblicati sul periodico Business Point e altre varie collaborazioni per la redazione di articoli di attualità e politica.

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