mercoledì , 21 Ottobre 2020
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Still life, un manifesto contro l’omofobia a Udine

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Una fila di lumini rossi, di quelli che si mettono sulle tombe e una lista di nomi con l’età vicino che scorrono su un pannello nero. Si apre così “Still Life”, ultima creazione di Ricci e Forte, atto di denuncia e manifesto contro l’omofobia in onore e dedicato all’adolescente romano che qualche mese fa si è tolto la vita impiccandosi con la sua sciarpa rosa. Quest’anno la stagione di Teatro Contatto si chiama “Differenze” e lo spettacolo portato in scena ieri sera al Palamostre di Udine sottolinea e valorizza la diversità come valore. E’ proprio nell’adolescenza, età di contraddizioni e di prima consapevolezza di sé, che le  differenze esplodono con tutta la loro forza e sono difficili da gestire per un essere ancora in erba.sldestra

E se ogni essere umano è unico e irripetibile, allora perchè qualcuno è schernito proprio la sua diversità, per il suo vedere le cose in un altro modo e la realtà con occhi nuovi, da chi invece è omologato in un contesto di pseudo normalità. Ma cosa vuol dire veramente essere normali… “Still Life” porta in scena frammenti di vita, come un ragazzo che viene calpestato nella sua nudità, corpi che si prendono e si lasciano e cuori che vengono fatti a pezzi. “Still Life” è la vita di ogni giorno, di ogni individuo che vive in questo mondo. A fare da supporto le citazioni del Presidente della Repubblica che condanna l’omofobia, anche se l’Italia continua a essere un paese omofobo, la poesia di Neruda che si conclude con “vorrei fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi” e l’essere umano si differenzia dagli altri animali perchè dà importanza all’individuo e non al genere.  Le voci degli attori raccontano di terre lontane e delle speranze di donne in attesa che sognano un mondo migliore per il loro bimbo che deve nascere. Sogni comuni alle madri, indipendentemente dal sesso del partner.

slsinistraLo spettacolo non dà respiro, tutto è un crescendo di emozioni. I fili rosa (rosa come la sciarpa del ragazzo che si è ucciso) che tengono legati gli attori sulla scena, ad un tratto legano idealmente anche gli spettatori che diventano attori a loro volta. Gli attori “veri” scendono dal palco e vanno a baciare chi uomo gli uomini, chi donna le donne. Baci rubati che tolgono il fiato, che colpiscono per la normalità del gesto, gli spettatori. Spettatori che rimangono protagonisti fino alla fine, quando sono chiamati a scrivere sulla lavagna bianca messa al centro del palco. Meritati i lunghi applausi alla compagnia.

Maria Teresa Ruotolo

About Maria Teresa Ruotolo

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Nata a Udine nel 1970 vive a Grado. Giornalista Pubblicista dal 2004; Laurea in Scienze Politiche indirizzo politico sociale collaborazione varie: con il Consorzio Agenti Immobiliari per la redazione dell’editoriale di Corriere Casa Nord Est; con Gruppo Sirio per la redazione di articoli pubblicati sul periodico Business Point e altre varie collaborazioni per la redazione di articoli di attualità e politica.

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