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SOTTO L’ALA DEL LEONE DI SAN MARCO  Venerdì 6 mag. alle 18.00 inaugura al Castello di Udine

SOTTO L’ALA DEL LEONE DI SAN MARCO Venerdì 6 mag. alle 18.00 inaugura al Castello di Udine

S ‘ Inaugura venerdì 6 maggio 2022 alle ore 18.00, nelle sale dei Civici Musei di Storia e Arte al Castello di Udine, la nuova mostra organizzata dalla Triennale Europea dell’Incisione, giunta alla sua 40ma edizione, dal titolo “Sotto l’ala del leone di San Marco. Gli incisori della Patria del Friuli 1420-1797”.

Si tratta della seconda tappa di un progetto pluriennale che La Triennale Europea dell’Incisione, associazione costituitasi nel 1981 e sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia con l’intento di diffondere e valorizzare il linguaggio dell’incisione, ha predisposto per il triennio 2020-2022 con l’obiettivo di diffondere fra il grande pubblico la conoscenza delle opere degli incisori friulani e veneti nel periodo in cui la “Patria del Friuli” è stata parte della Serenissima Repubblica di Venezia.

Dopo la prima esposizione presentata lo scorso anno e dedicata alla cartografia in cui erano state prese in esame, e fatte oggetto di un raffinato catalogo ampiamente illustrato a cura di Giuseppe Bergamini, oltre 50 fra piante e vedute del territorio e nostre città dalla metà del secolo XV a tutto il XVIII, è ora il momento di una nuova mostra dedicata in particolare agli incisori friulani in rapporto con l’editoria e la cultura artistica veneta.

Organizzata in collaborazione con il Comune di Udine, Civici Musei, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, La Fondazione Friuli e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine, la mostra raccoglie 40 opere di artisti con l’intento di portare all’attenzione del grande pubblico la storia delle tecniche incisorie e dell’illustrazione libraria in loco. Ma vi è anche la volontà di valorizzare le raccolte del Gabinetto delle stampe dei Civici Musei udinesi, ricco di raffinati esemplari in particolare per il Settecento, il “secol del rame” per eccellenza, integrando la sequenza storica con prestiti da collezioni pubbliche e private friulane che documentino la produzione dei secoli precedenti.

Sono esposte in particolare preziose edizioni illustrate da importanti artisti friulani, alcuni dei quali ancora poco conosciuti dal largo pubblico come incisori, ma ben noti come pittori, a partire dalla singolarissima e originale personalità di Eustachio Celebrino “da Udene”, attivo tra fine XV e inizi XVI secolo. Letterato, calligrafo e xilografo, molti dei suoi libri vennero stampati a Venezia. Altra personalità artistica di rilievo è quella di Genesio Liberale, anch’esso udinese, famoso per aver illustrato nel 1563 con centinaia di xilografie di carattere naturalistico il celebre volume del medico Pietro Mattioli, I discorsi nei sei libri di Pedacio Dioscoride Anazabeo, i cui preziosi acquerelli raffiguranti la fauna ittica sono oggi per la maggior parte conservati al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Sempre nel XVI secolo operò l’udinese Sebastiano De’ Valentinis, le cui acqueforti di forte impronta manieristica come il Prometeo sono conservate nei principali musei europei.

Nel secolo successivo operarono il sandanielese Giorgio Monsuro, che tradusse in pittura incisioni fiamminghe e illustrò una splendida carta del Friuli, oggi in collezione privata americana, e Giovanni Giuseppe Cosattini (1625-1699), canonico di Aquileia, pittore e incisore, che a Vienna fu anche pittore di corte e cappellano d’onore dell’imperatrice d’Austria Eleonora, documentato con le sue incisioni dedicate all’assedio di Vienna.

Inaugura il Settecento Luca Carlevarijs, trasferitosi giovanissimo da Udine, dove nacque nel 166,  a Venezia, le cui 103 splendide incisioni della raccolta Fabriche e vedute di Venetia rappresentano uno dei capolavori della grafica italiana e danno inizio alla grande tradizione vedutistica veneziana, mentre la pordenonese Felicita Sartori, dopo aver conosciuto a Gorizia Rosalba Carriera, la segue a Venezia imparando l’arte del ritratto in miniatura e a pastello, e praticando anche l’incisione, in particolare di riproduzione e a illustrazione di importanti imprese editoriali veneziane.

In mostra figura una significativa selezione di acqueforti del palmarino Giacomo Leonardis, che morì l’anno stesso della caduta della Repubblica di Venezia,  illustratore di libri famosi quali l’opera omnia di Dante, edita da Zatta a Venezia nel  1757/58, e ricercatissimo incisore di riproduzione dai maestri dell’arte veneziana, da  Tintoretto a Sebastiano Ricci ai Tiepolo, quindi a fine Settecento tocca all’udinese Francesco del Pedro, celebrare con le sue incisioni i Fasti della storia della Serenissima. A chiudere la sequenza è il tratto raffinato e arioso di alcuni preziosissimi fogli del cividalese Francesco Chiarottini cividalese, che in pittura si pone come l’ultimo seguace friulano del Tiepolo.

L’iniziativa dunque pone in evidenzia l’importanza dell’incisione nella circolazione e diffusione del gusto e della cultura artistica, che vide nel corso dei secoli importanti protagonisti originali della Patria del Friuli, analizzando in particolare i rapporti intercorsi all’interno del grande alveo dell’arte che fa capo a Venezia come centro di scambio di respiro internazionale e di irradiazione ed elaborazione di idee e novità, ma soprattutto, ombelico di un sistema di diffusione e grande piazza mercantile per tutta la produzione artistica.

La mostra “Sotto l’ala del leone di San Marco. Gli incisori della Patria del Friuli 1420-1797” è accompagnata da un catalogo illustrato, a cura di Giuseppe Bergamini e Isabella Reale con saggi di Marino De Grassi e Andrea Marcon, e da una serie di iniziative di carattere didattico.

F. F.

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