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Ritorna la classicissima di ciclismo, la Milano-Sanremo

Ritorna la classicissima di ciclismo, la Milano-Sanremo

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Andrà in scena domani, sabato 19 marzo, la gara di fascino e rilevanza mondiale che dà inizio alla stagione ciclistica: la Milano-Sanremo, classicissima che non ha bisogno di grandi presentazioni. E’ la più antica delle competizioni, la più lunga di tutte le classiche a livello mondiale (quest’anno con ben 291 km) ed una delle più importanti in assoluto; racchiude storia, tradizioni e anche incertezza e imprevedibilità, ed è un’importante vetrina per coloro che, al termine dell’estenuante percorso, salgono sul podio, “re” per un giorno. Una gara che fa scendere tutti nelle strade a cercare tra le magliette colorate i propri idoli, che fa rimanere attaccati al televisore, soprattutto nella parte finale, intere famiglie, che tiene tutti con il fiato sospeso per i colpi di scena, le volate e gli attacchi. Una corsa che, prima di essere tale, è considerata un simbolo, un mito, un rito.

Eppure la Milano-Sanremo è nata così, per caso, per trasformare e rimediare all’insuccesso di una gara automobilistica che fu a dir poco un vero fiasco. Erano i primi anni del 900, all’alba dello sviluppo industriale, e alcune ditte iniziavano a produrre auto di piccole dimensioni, le cosiddette utilitarie; come “strategia pubblicitaria”, l’Unione Sportiva Sanremese, in collaborazione con la Gazzetta dello Sport, pensò di organizzare una gara con queste auto, che inizialmente avrebbe dovuto toccare diverse regioni prima di arrivare al traguardo di Sanremo. Fortunatamente il percorso fu ridimensionato e venne deciso di percorrere il tragitto da Milano a Sanremo in due tappe, con sosta ad Acqui. classicissimaMa anche questo non riuscì a facilitare il percorso delle utilitarie: arrivarono al traguardo solo pochissime vetture, dopo ben due giorni, con la carrozzeria, le ruote e il motore in pessime condizioni. Nel 1907 così, i promotori di questa iniziativa, decisero di convertirla in una gara ciclistica, scegliendo la via più breve che collega questa due città, più affidabile e praticabile ma non certo più facile: basti pensare che dei 66 partecipanti solo 14 arrivarono alla fine, l’ultimo di questo gruppo con più di 3 ore di ritardo dal primo. A tagliare il traguardo e ad entrare per primo nel memorabile albo d’oro di questa classicissima fu il francese Mazan, che si fece chiamare Petit Breton per evitare che il padre, contrario ad una possibile carriera in questo sport, sapesse dei suoi successi, tra l’altro piuttosto immediati.

La prima vittoria tricolore, invece, è arrivata nel 1909 con il varesino Luigi Ganna, ma nel corso delle varie edizioni sono stati tanti gli italiani che hanno impresso il loro nome e la nostra bandiera nell’albo di questa competizione: in particolare, da non dimenticare, Coppi, Bartali e il grande Girardengo salito sul podio 11 volte, centrando ben 6 vittorie. L’ultimo “nostro” successo è stato nel 2006, con i primi posti tutti verdi, bianchi e rossi, firmati da Filippo Pozzato, Alessandro Petacchi e Luca Paolini. Ovviamente la speranza di un ritorno italiano va a questa edizione, la 107esima.

Saranno 163 i paesi di tutto il mondo che trasmetteranno in diretta la Milano-Sanremo di quest’anno, gara unica nel suo genere per l’ampio raggio di variabilità e la sua imprevedibilità: la morfologia del territorio, la lunghezza del percorso e anche il tempo atmosferico (più rigido inizialmente per cambiare poi una volta approdati nella Riviera Ligure) fanno sì che il podio sia aperto a tutti, ai campioni già affermati come agli “sconosciuti”, ai velocisti che tagliano il traguardo di Via Roma in volata come agli scalatori, che lo raggiungono in solitaria dopo aver staccato il gruppo in una delle tante salite. pic805384_600I tratti più duri e faticosi saranno sicuramente il Passo del Turchino, i tre Capi consecutivi (Capo Mele, Capo Mimosa-Cervo e Capo Berta), palcoscenico in passato di numerosi allunghi, alcuni vincenti e decisivi, altri solamente frutto di un insensato azzardo, seppur fatto con molto coraggio; infine ci sarà la salita del Poggio, che di per sé non è caratterizzata da una grande pendenza, ma il fatto che arrivi dopo 280 km e che si trova ad un passo dal traguardo (anche questo in leggera ascesa), rende il tutto più complicato e spesso determinante.

E’ l’unione di tutti i fattori evidenziati in questo articolo che rende la Milano-Sanremo tanto unica e speciale. E anche quest’anno, come in passato, gli occhi degli appassionati, e non solo, saranno puntati sulla spettacolare corsa e le mani saranno pronte ad applaudire colui che alzerà per primo le braccia al cielo, tagliando per la 107esima volta lo storico traguardo sanremese.

Sonia Bosio

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