giovedì , 6 Maggio 2021
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REFERENDUM : RAGGIUNTO IL QUORUM 57% IL SINDACO DI UDINE HONSELL DICHIARA:

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Come volevasi dimostrare quanto la gente è chiamata ad agire con la propria testa, prima o poi si stanca di subire passivamente. Un netto segnale di disgusto è stato mostrato dall’elettoraato che indipendente dall’ approvare o no i vari quesiti referendari per un buon 57% si è racato alle urne. Era ora di dire basta a chi da oltre 3 lustri cerca di fare il bello e cattivo tempo sulle nostre teste, forse è veramente ora che qualche nostro politico senta il dovere di manifestare le esigenze di chi vuol essere rappresentato più civilmente e degnamente.

Il sindaco di Udine Furio Honsell sul risultato dei referendum*

"Da cittadino sono molto sollevato pensando ai gravissimi danni che leggi
superficiali e sciagurate come queste potevano arrecare. Come sindaco sono
molto orgoglioso per questo autentico nuovo Risorgimento del popolo
italiano". Questo il commento del sindaco di Udine Furio Honsell sul
risultato dei referendum. "Una soddisfazione particolare è rappresentata dai
due quesiti sull’acqua, per i quali sono stato il primo firmatario in
regione il 25 aprile di un anno fa - sottolinea il primo cittadino -. Allora
eravamo in pochi a sostenere questa causa, ma sono lieto che via via nel
corso di questi mesi tantissimi cittadini e politici si siano uniti in
questa battaglia di civiltà".

                                                       Enrico Liotti
                                             direttoreresponsabile@ildiscorso.it

About Enrico Liotti

Enrico Liotti
Giornalista Pubblicista dal 1978, pensionato di banca, impegnato nel sociale e nel giornalismo, collabora con riviste Piemontesi e Liguri da decenni.

5 commenti

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    Premetto che non credo nel sistema referendario che, di fatto, ritengo limiti e non aumenti la facoltà del cittadino nell’intervento sulle cose pubbliche. Credo, invece, fermamente nella democrazia rappresentativa dove – ad esempio – lo strumento della proposta di legge popolare é nel concreto un vero e proprio intervento del cittadino (altrimenti cosa teniamo a fare circa mille rappresentanti in Camera e Senato, ma questo é un’altro discorso). Veniamo al punto, sono passati diversi giorni e si sono ora sopiti i trionfalismi del dopo voto (anche se si potrebbe correttamente affermare ‘tronfismi del giorno dopo’) e vorrei apportare una piccola nota polemica in disaccordo con tutta la massa salita ora sul carro dei vincitori. Il vero ‘trionfo’ é senza ombra di dubbio il raggiungimento del quorum, ma questo quorum é stato pari a poco più del 50% (quindi ha votato circa un cittadino su due) e ciò non mi sembra propriamente un risultato di cui esultare. Inoltre, entrando nel merito dei quesiti referendari siamo sicuri che coloro che hanno partecipato alla consultazione abbiano realmente capito la portata dei singoli quesiti? Ne dubito fortemente – in particolare – sui due stucchevoli quesiti sull’acqua (autentiche mistificazioni), di valore completamente diverso é il discorso sul cosiddetto ‘legittimo impedimento’ in quanto questo pseudo strumento di tutela é effettivamente una tale ‘porcata’ che qualunque cittadino, anche il più sprovveduto e non avvezzo ai linguaggi indecifrabili del politichese, era ed é in grado di capire che il SI avrebbe potuto avere più che una ragione. Ultima notazione polemica, ma siamo sicuri che fossero quesiti referendari su vari argomenti o invece solo una ennesima grande sorta di indirizzamento mediatico delle masse? Grazie dell’attenzione.

    • Enrico Liotti
      Enrico Liotti

      Siamo davvero convinti come te, che il referendum di fatto limiti l’intervento dei cittadini nella gestione della cosa pubblica. Ma l’unico vero sconfitto della tornata elettorale da poco conclusa è certamente il sistema “partito” così come vissuto e rappresentato in Italia. Non sono daccordo con te sul fatto che solo un italiano su due si è espresso sui quesiti referendari, ma purtroppo l’unico dato vero è che più della metà degli aventi diritto al voto si è forse stancata di essere rappresentata in questo modo barbaro di concepire il mandato politico da parte degli eletti. Mentre le opposizioni cavalcano l’entusiasmo della vittoria e la maggioranza si lecca le ferite l’unico perdente ancora una volta è il popolo italiano e la democrazia così bistrattata. Non sarebbe invece ora di unire gli sforzi di tutti per cancellare quella famosa legge”Porcellum” che ci ha portati a questo punto e a questo sfascio: Al punto in cui gli eletti non rappresentano nessuno e si sentono liberi di far quello che più gli aggrada, tanto alla fine non siamo noi che possiamo levargli quella delega che sbandierano continuamente come investita loro dagli elettori. Credo che sarebbe più giusto da cittadino che una volta eletto un mio rappresentante gli chieda di continuo il resoconto del proprio agire, altrimenti che “mio” rappresentante sarebbe? Non ritieni che forse sarebbe ora di riportare la politica al servizio della società e non del proprio tornaconto personale? Il direttore responsabile Enrico Liotti

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      Vorrei esporvi alcune mie riflessioni personali su questo referendum. Per prima cosa la quasi totale assenza di informazioni sui quattro quesiti (soprattutto quelli sull’acqua) hanno portato il cittadino ad agire per istinto. Il silenzio sui quesiti e la totale mancanza di spiegazioni ha avuto come effetto la ribellione del popolo, che si è sentito in qualche modo tradito, perchè qualcuno stava confabulando alle sue spalle. Io sono sicuro che più della metà delle persone che è andata a votare il 12 e il 13 non abbia certo chiaro cosa ha abolito e perchè. Le persone hanno votato più con il cuore che con la mente; la stanchezza di essere considerati l’ultima ruota del carro ha causato una sorta di risveglio sociale. Qui si spiega il perchè dopo pochi giorni tutto è già stato dimenticato, la gente dopo l’adrenalina in corpo, dopo aver dato il colpetto ai potenti si è placata, gongolandosi per la “vittoria”. I nostri politicanti hanno lasciato che la massa si sentisse importante per qualche ora, come il servo che per un giorno viene servito, e hanno minimizzato e archiviato subito la faccenda: risultato tutto come prima loro si “rappresentano” e noi di nuovo allo sbando! Ma questa volta è stato solo un grido disperato dei cittadini, che torneranno a fare il sonnellino oppure veramente il vaso è traboccato? E soprattutto quei partiti che si considerano vincitori, perchè hanno puntato sul sentimento delle persone, sul fomentare le masse, senza di fatto spiegare relamente punto per punto, con parole semplici cosa si sarebbe abrogato?! Sono sicuro anzi certo che se ci fosse stata più chiarezza il quorum sarebbe arrivato a quota 100% perchè tutti avrebbero espresso la prorpia idea sugli argomenti. La maggior parte del popolo italiano non si sente rappresentato da nessuno se non da se stesso, e se veramente non è solo fumo, allora i politicanti devono iniziare a lavorare sodo per gli italiani o tremare sul serio perchè abbiamo raggiunto il punto di non ritorno. Il sonnifero non fa più effetto, quindi occhio ai prossimi avvenimenti!!

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        Due sole notazioni, non necessariamente polemiche. Una in accordo (con il Direttore responsabile) e una in disaccordo (con Carlo). Il cosiddetto ‘porcellum’ é effettivamente l’ennesima porcheria a cui i cittadini italiani si sono ‘dovuti’ piegare. Per quanto riguarda invece la quasi assenza di informazione sui quesiti referendari sull’acqua, definirei invece autentica disinformazione quella svolta da alcuni organi di stampa (partiticamente schierati?), nel senso che i potenziali votanti sono stati plagiati in maniera demagogica e populista con proclami assolutamente infondati quali: ‘…l’acqua bene di tutti…’ oppure ‘…giù le mani dall’acqua…’. In questo caso sono convinto che gli italiani, ahimé, sono stati presi abbondantemente per il naso. Ancora grazie per lo spazio.

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          Caro Maurizio sono assolutamente d’accordo con te, infatti quando parlo di assenza di informazione intendo che nessuno si è degnato di spiegare esattamente cosa significassero i quesiti sull’acqua. Quello che dici è corretto, infatti la stampa schierata ha utilizzato slogan ad effetto per plagiare le persone, che si sono sentite sottrarre qualcosa di vitale. Sta però di fatto che sia chi si è schierato per fomentare le folle, sia chi professava il silenzio, non hanno in nessun modo chiarito il significato dei due punti referendari. Gli schierati perchè le frasi sortivano più rabbia nella gente, mentre coloro che puntavano all’astansione perchè il silenzio era l’arma per non far conoscere il referendum. Ecco quindi che la gente, titubante per l’inspiegabile silenzio considerato complotto, ha votato ascoltando chi professava ( con parole apocalittiche). Ma ripeto sono sicuro che più della metà delle persone che hanno votato non ha la più pallida idea di cosa abbia votato! E la colpa di questo è sia dei plagiatori, sia dei politici del sonnifero!

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