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Quanto bella era la Jugoslavia, riflessioni di una casalinga

“Diario di una casalinga serba” è in cartellone per Teatro Contatto fino al 22 novembre.  Tratto dall’omonimo romanzo di Mirjana Bobic Mojsilovic è portato in scena dall’attrice serba Ksenija Martinovic. In una saletta del Teatro San Giorgio di Udine una trentina di spettatori per volta ha la possibilità di assistere ad un monologo intimo, delicato, struggente che abbraccia un lungo periodo temporale, dalla fine degli anni sessanta agli anni novanta in quella che è la ex Jugoslavia.
Diario-di-una-casalinga-serba-2-300x168É la storia di un popolo a cui hanno rubato l’identitá, nel passaggio dalla Jugoslavia alla Serbia. E se ai tempi di Tito tutto ancora poteva essere, poteva essere la patria più bella del mondo, “l’unico paese comunista in jeans comprati a Trieste” alla sua morte tutto cambia. Non si può più viaggiare, non c’è cibo e si “pende dalle labbra” di Milosevic che sarà poi messo sotto accusa per crimini contro l’umanità. Angelka dà voce ai ricordi di una generazione che di colpo deve costruirsi un futuro nuovo senza potersi rifugiare nel passato e nella memoria. La storia di Angelka e della sua famiglia diventa la storia di un intero popolo.
L’attrice entra in scena preceduta dalla sua voce registrata su nastro. Sul palco alcune cassette che a seconda dei DiarioCasalingaSerba2momenti del racconto saranno culla, piedistallo, passerella, poi giornali sparsi per terra, un paio di scarpe. Frammenti di una vita rimasta in sospeso, dove i sogni sono rimasti tali. I passaggi temporali sono scanditi dai “cambi d’abito” di Angelka. Platea e palco sono un tutt’uno, quasi a significare che la storia di Angelka e del suo popolo é anche un po’ la nostra storia da conoscere e non dimenticare. La regista Fiona Sansone firma uno spettacolo intenso.
La giovane attrice diplomata alla Nico Pepe di Udine é da seguire con attenzione.
Maria Teresa Ruotolo