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PORDENONE ESTATE ( SE C’E’ ESTATE ECCO … IL PROGRAMMA DEL 30 LUGLIO … )

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Mercoledì 30 luglio il laboratorio creativo La mia potenzialità nascosta a cura di Julia Artico per l’Estate in città si sposta in largo Cervignano. L’appuntamento per i bambini e le loro famiglie, che vogliono mettersi alla prova creando da soli giocattoli meravigliosi e unici sotto l’esperta guida di Julia è alle 17. La partecipazione è libera. 

danza orientaleLa seconda giornata del Festival “Raccontare il deserto -Tinawen tenere“,  mercoledì 30 luglio, nell’ambito dell’Estate in città si articola in due momenti, entrambi nel convento di San Francesco. Alle 18.30 si parlerà di cultura araba e danza del ventre, anche se l’uso del velo non è esattamente aderente alla tradizione. L’attore Carlo Pontesilli traccerà una breve storia del teatro arabo contemporaneo e Costanza Brancolini danzerà danza del ventre con i veli ma anche altre due forme contaminate dalla cultura araba-andalusa. Quest’ultima, in effetti, è la cultura ospite quest’anno del festival, organizzato dall’Associazione “via Montereale” con l’ausilio de “Il mondo Tuareg”, Pnbox di Torre di Pordenone, Comune e Provincia di Pordenone, con la collaborazione della BCC Pordenonese. La sera, invece, alle ore 21,30 sarà la volta di un recital dell’opera ancora inedita del poeta tuareg Hawad che l’associazione organizzatrice sta editando. Protagoniste della serata Carla Manzon e Viviana Piccolo. Quest’ultima farà una dimostrazione di danza sufi cui il poeta Hawad è particolarmente legato. Non mancherà anche un’incursione nella poesia araba da parte dell’attore Carlo Pontesilli. Il festival si concluderà sabato 2 agosto sera con la cena tuareg al ristorante Pnbox di Torre, per la quale è consigliata la prenotazione allo 0434 551781.

 

A corredo della mostra Night ɘscape, in corso fino al 31 agosto per l’Estate in Città, il Museo di Storia naturale propone per mercoledì 30 luglio alle 21 Night ɘscape Visual, doppia conversazione con il fotografo Lorenzo Franco Santin autore degli scatti mozzafiato che incantano con la magie dei cieli stellati delle nostre montagne e con il fisico Marco Mercanti. Santin che parlerà delle Tecniche di ripresa del cielo notturno, illustrando gli strumenti, le tecniche di ripresa e di elaborazione, utilizzati per la realizzazione delle immagini esposte. Non mancheranno riferimenti e aneddoti relativi alle lunghe marce sulle montagne del Friuli Venezia Giulia e alle nottate passate sotto le stelle. Marco Mercanti spiegherà invece come capire e  interpretare ciò che ci mostrano le immagini astronomiche associando al fascino della loro intrinseca bellezza esteriore, la comprensione delle diverse scale cromatiche e del contesto spaziale in cui è stata effettuata la registrazione dell’immagine. Si potrà così cogliere ciò che particolari tecniche di ripresa nascondono e ciò che invece evidenziano. Ingresso libero.

 

PAPU: FRATELLI UNICI

PAPU: FRATELLI UNICI

Per la maratona di spettacoli per i 25 anni dei Papu, mercoledì 29 luglio alle 21.15 nell’arena verde del Castello di Torre va in scena l’ultima replica di “Fratelli unici” (regia di Mirko Artuso), che vede Ramiro Besa e Andrea Appi affrontare il tema della morte, nei panni di due fratelli molto diversi, per carattere e psicologia. Davanti alla tomba del padre faranno un viaggio sentimentale alla ricerca del senso delle cose, utilizzando gli strumenti più umani che abbiamo a disposizione: la memoria, gli affetti, l’ironia e la speranza. Il tutto al cospetto dell’unica uscita di scena con la quale prima o poi tutti ci dovremo confrontare. I biglietti sono in vendita, nei PnBox Studios di Torre e sul sito www.pointiticket.it. Infoline e biglietteria: 342.1345469. La vendita dei biglietti prima dello spettacolo ha inizio alle 19.30; all’interno del parco funziona inoltre un servizio di ristoro, dalle 19.30 alle 21, con prodotti tipici locali. In caso di maltempo ci si sposta in Bastia. Giovedì 31 luglio si terrà la grande festa finale, con tanti ospiti e sorprese.

 

Mercoledì 30 luglio alle 21.30 in piazza Calderari arriva con Visioni sonore,  cura di Cinemazero nell’ambito dell’Estate in città “A Hard Day’s Night”, lo straordinario documentario sui Beatles che il British Film Institute ha inserito tra le 100 pellicole più belle del secolo e restaurato a 50 anni dalla sua uscita. Il regista Richard Lester riuscì ad osservare e studiare quel momento irripetibile che ha trovato nei Fab Four la sua perfetta rappresentazione, il tutto attraverso una serie di esilaranti episodi rigorosamente british. Lo sguardo particolare sulla nascente e sfrenata passione dei fan per il maggior fenomeno musicale del XX secolo fa di “A Hard Day’s Night” uno dei più bei film musicali della storia del cinema e certamente una pietra miliare della generazione pop, grazie anche alla fotografia di Gilbert Taylor (che aveva già lavorato con Stanley Kubrick e che lavorerà poi con Roman Polanski, Alfred Hitchcock e George Lucas). Il regista Richard Lester lascia a briglie sciolte la sua sfrontata inventiva e si abbandona alla genuina libertà espressiva che l’ha reso famoso, sperimentando soluzioni formali inaspettate e regalando al cinema musicale un nuovo gioiello rock.A hard day's night

Ironico ed avvolgente, accompagnato dall’omonimo, incredibile album dei Fab Four, il film fu nominato agli Oscar, ai Grammy e ai Batfa, pur essendo nato come veicolo promozionale in piena Beatlemania per diffondere nel mondo volto, voce e carattere dei Beatles, dimostrando quanto la regia di Lester avesse saputo rendere questo documento un’opera con un carattere e una vita propri. Il montaggio sperimentale di Lester, l’uso anomalo della macchina da presa, il british humour di una sceneggiatura ricca di gag irriverenti – che costituiranno l’humus da cui nasceranno i Monty Python – permettono ai quattro di Liverpool, Lennon su tutti, di palesare la loro essenza. Sotto la coltre di leggerezza scanzonata si nasconde infatti una visione lucida e anticonformista sull’ipocrisia di una società bacchettona che i Beatles in primis contribuiranno a sgretolare, facendo traballare il muro del conformismo. L’immagine dei Beatles comincia da qui, da un film che codifica un linguaggio, un nuovo modo di filmare il rock. Anche solo la parentesi intimista con Ringo che si ribella ed esce dal gruppo, meditando su cosa ne sarebbe di lui al di fuori dai Beatles, sarebbe impensabile al di fuori da un universo come quello beatlesiano, che trae la propria forza dall’umanità e dalla semplicità di origini umili che non si dimenticano, persino di fronte al successo planetario.

In caso di pioggia la proiezione verrà annullata, per info chiamare dopo le 19.00 lo 0434 520527.

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