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NarteA – Domenica 27 settembre 2015 Spettacolo “Noi Vivi” in ricordo delle Quattro Giornate di Napoli

NarteA – Domenica 27 settembre 2015 Spettacolo “Noi Vivi” in ricordo delle Quattro Giornate di Napoli

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Domenica 27 settembre 2015 (ore 19:15 e ore 21:00) riflettori accesi per “Noi Vivi“, uno spettacolo itinerante ideato dall’Associazione Culturale 7T9A0474NarteA sul palcoscenico naturale del Tunnel Borbonico di Napoli, ingresso in Vico del Grottone n°4. La data non è stata scelta a caso: quest’anno la nuova stagione‪ ‎targata NarteA parte il 27 settembre, in memoria di quel giorno del 1943 in cui Napoli combatté per la Libertà, in quella che viene chiamata l’insurrezione delle Quattro Giornate di Napoli, ascrivibile tra i momenti storici più difficili vissuti dai napoletani. Dall’incisione storica ritrovata sulla parete del sottosuolo napoletano, prende vita “Noi Vivi“: una pièce teatrale, scritta da Febo Quercia per la regia dello stesso con Antimo Casertano, che promette di catapultare il pubblico nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, in particolar modo fino alla fine dei moti insurrezionali, rivivendo proprio i luoghi che furono i rifugi bellici dove milioni di persone riuscirono a salvarsi dai bombardamenti. Prenotazione obbligatoria 339.7020849 – 334.6227785. La quota di partecipazione per lo spettacolo è di €15,00 a persona, comprensiva di biglietto “percorso standard” per tornare a visitare il Tunnel accompagnati da una guida. Trailer presente su canale YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=NorqSmRGde8 7T9A0263
Tanti scalini da percorrere a perdifiato non appena suonavano le sirene: il boato delle fortezze volanti si avvicinava, le bombe sarebbero cadute di lì a breve. Correre, non pensare, arrivare nel cuore del monte Echia, nelle viscere della città, dove si appigliava la speranza della salvezza per i più rapidi, i più fortunati. L’inverno arrivava e la città partenopea rischiava di essere coperta più dalle bombe che dalla neve. Ogni giorno diventava difficile sopravvivere all’arida tragedia di quegli anni. Suonava la sirena, un’altra bomba stava cadendo dal cielo: l’affanno aumentava, le macerie ostacolavano ogni vicolo. Su una parete della gigantesca Cattedrale, scavata nel tufo della pancia di Napoli, esiste una grande scritta incisa con un carboncino: “Noi Vivi”, sembra un sospiro di gioia, un urlo liberatorio per essere riusciti a conquistare la salvezza. Finalmente liberi di continuare a vivere, ma imprigionati ancora nelle viscere della terra.
La luce fievole delle lampadine a 12 volt del Ricovero illuminano a malapena i volti degli sfollati napoletani, stanchi e infreddoliti, i rifugiati cercavano una coperta, un soccorso, uno sguardo o un volto familiare. Un attimo e la sirena poteva suonare di nuovo: la paura tornava, il giorno e la notte si confondevano. Per sopravvivere, bisognava crearsi una “nuova” quotidianità, capace di ricordare che si era ancora umani. Nel tempo i bombardamenti hanno cancellato ogni cosa, ma non la memoria e la speranza di coloro che risalivano in superficie per gridare al cielo e agli attori di quella assurda Guerra: “Noi Vivi”! “Bisogna fuggire, raccogliere velocemente in un lenzuolo le cose più “utili” e trovare rifugio nell’unico posto dove forse ci si può salvare – con queste parole Febo Quercia, ideato della pièce teatrale e direttore artistico di NarteA, introduce lo spettacolo – Questa rappresentazione è qualcosa di molto diverso dal ‘comune’, sono previsti sette attori in scena ed il fattore emotivo sarà il vero protagonista, grazie anche al supporto organizzativo prestatoci dal Tunnel Borbonico”.

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