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LE FRASI DI PAOLO VILLAGGIO-IL SINDACO OSSERVA:

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Devo confessare di non conoscere molto Paolo Villaggio, ma la sua uscita sui friulani mi sembra proprio *fantozziana*”. Il sindaco di Udine Furio Honsell interviene così sulla polemica scatenata dalle frasi contenute nel libro “Mi dichi” del comico genovese. “L’uscita di Villaggio – commenta Honsell – è maldestra e fuori luogo, perfettamente in linea con lo squallore che spesso caratterizza la figura di Fantozzi. Mi sembrano dei commenti razzisti – continua il primo cittadino – e indicano ancora una volta la brutta china che sta prendendo una parte della società e della politica italiana”.

 

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Un commento

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    Post tratto dal blog di Giulia_live (che ringrazio):

    Nella sua opera senile, “Mi dichi. Prontuario comico della lingua italiana”, si legge cosa il comico pensa e scrive riferendosi ai friulani “…e i friulani, che per motivi alcolici non sono mai riusciti a esprimersi in italiano, parlano ancora una lingua fossile impressionante, hanno un alito come se al mattino avessero bevuto una tazza di merda e l’abitudine di ruttare violentemente”.

    Sull’onda dell’indignazione e dello sconcerto del popolo friulano per aver ricevuto offese tanto pesanti e gratuite, forse perfino razziste, le istituzioni friulane nei giorni passati si sono unite contro il comico genovese, rilasciando comunicati ufficiali. Tondo, il governatore della Regione, parlando ai media ha fatto sapere che la Regione Friuli Venezia Giulia stava valutando l’ipotesi di querelare Paolo Villaggio. A questo punto, con una telefonata e un’ e-mail, sono giunte le sue scuse. Nell’e-mail Villaggio si ravvede: «Friulani, sono stato di cattivo gusto».

    Il presidente decide di non sporgere più querela: «Troveremo il modo perché venga in Friuli».

    E, pace all’anima sua – sempre che lui ce l’abbia – finisce così la polemica tra i friulani e il ragionier Fantozzi…

    “Il friulano (quello autentico) è nato in posti ripidi perciò ha molto equilibrio. Difficilmente si lascia andare a enfasi sonore o entusiasmi sboccati. Aspetta, studia, non si sbilancia. Pratica l’attesa del cacciatore alla posta. Il friulano è come la torre di Pisa, si piega ma non crolla. È difficile abbattere i friulani. Ci hanno provato guerre, miserie, terremoti, alluvioni, frane, e inverni da castigo. Niente da fare, il friulano non lo stendi. Fisicamente è vulnerabile come tutti, moralmente no. Moralmente il friulano è fatto di ghisa, e guarda al futuro con cautela. Sa che il futuro è un tempo nel quale dorme l’ignoto. Per questo fa progetti a breve termine. Nasce ogni mattina. E ogni mattina riparte da zero. O meglio, da quello che resta. Gran lavoratore ma pure irriducibile gaudente, il friulano gusta la vita ogni minuto libero. Amante della buona compagnia e del buon bicchiere, instancabile conversatore d’osteria, quando c’ è da por mano al lavoro si trasforma in caterpillar. E tace. Sul lavoro si rusca, niente ciacole. Il friulano ha senso dell’ amicizia. La generosità è il suo pane. Altruista fino al sacrifico, quando occorre è in prima linea. Affidabile e generoso, il friulano è un vero amico. Ma, ahimè, è pure orgoglioso. Il che non guasterebbe in misura giusta. Ma purtroppo il friulano non ha il senso della misura. Almeno nell’ orgoglio. Basta una frase per capire tutto: «E fasìn di bessói», dicono (facciamo da soli). Questo far da soli gli ha tirato addosso un sacco di stima da parte del mondo e pure una solida reputazione. E un sacco di fatiche inutili che poteva risparmiarsi. Ma il friulano non teme la fatica, anzi, più ne fa più si vanta. È un duro dal cuore buono. Nelle più tragiche disgrazie rimane di pietra. Trattiene il pianto come se piangere fosse uno sfogo da donnette. Ama la sua patria (la patrie dal Friûl) come nessuno. È convinto, e qui torna l’orgoglio, che sia la più bella, nobile, forte, onesta e unica patria al mondo. Gran gente i friulani. Hanno una nobiltà di spirito altera, accompagnata da una fierezza quasi ingenua. Per questo il loro smisurato orgoglio non risulta antipatico bensì qualcosa da ammirare. Sottoposto a un voto, il friulano piglierebbe nove.”
    MAURO CORONA

    Nient’altro da aggiungere. O forse sì… il friulano non si piange addosso. Non si inventa di essere uno sfigato come Fracchia, come Fantozzi, per guadagnarsi da vivere. Né crea polemiche, per vil pecunia. Il friulano ha una grande dignità… e c’è invece chi non potrà mai dire altrettanto.

    Mia considerazione, una volta tanto sono d’accordo con Mauro Corona……..
    A risentirci.

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