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Istituto Marinoni ad Aquileia:Confrontarsi Attivamente sul Territorio

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Dal 26 settembre al 1 ottobre prossimi una sessantina tra studenti delle scuole superiori e insegnanti, seguiti da un congruo numero di volontari della Società Friulana di Archeologia, soggiorneranno ad Aquileia e svolgeranno attività di tipo didattico e  ricreativo centrate soprattutto sul patrimonio archeologico. “Confrontarsi Attivamente sul Territorio”, è questo il titolo del progetto che, capofila l’ITG Marinoni di Udine, finanziato con i fondi INTERREG IV Italia-Austria, permette a studenti dell’istituto udinese, di due scuole venete (ISIS Palladio e OMC Fondazione Pio X di Treviso) e di una carinziana (HLM Klagenfurt, Wi’mo) di sperimentare insieme nuove modalità interattive di apprendimento nei siti archeologici di Aquileia e del Magdalensberg. Il progetto  intende offrire ai futuri geometri, alle aspiranti operatrici turistiche, agli studenti liceali, la possibiltà di imparare “sul campo” contenuti di carattere culturale, linguistico, letterario, scientifico, favorendo così lo sviluppo di competenze trasversali e la crescita della motivazione allo studio. Docenti, esperti e volontari delle tre regioni confinanti si sono confrontati, hanno progettato e infine condiviso un percorso didattico “attivo e outdoor” quale approccio formativo innovativo o quantomeno alternativo. Gli studenti potranno apprendere e contemporaneamente sperimentare una proposta di turismo consapevole ed eco-sostenibile. Percorso che potrebbe essere riproposto ad altri gruppi interessati e rappresentare così un ampliamento dell’offerta turistica in Regione. I ragazzi potranno “vedere e respirare” il territorio attraverso visite museali e ai siti archeologici, escursioni guidate e attività orientistiche, utilizzando anche la bicicletta nei trasferimenti più lunghi. Essi saranno inoltre impegnati in attività di tutoraggio e in lezioni. Un gruppo ristretto di giovani italiani e di studentesse austriache   parteciperà anche ad un laboratorio teatrale, attività che darà modo di aumentare ulteriormente l’aggregazione tra loro. Il progetto nasce dall’iniziativa, partita già nel 2010, in base a un protocollo d’intesa tra Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia e Società friulana di archeologia. Sulla  base di questo sono stati coinvolti fin dal 2010 studenti dell’Istituto Marinoni di Udine in attività  che prevedevano soggiorni periodici ad Aquileia di studenti e volontari al fine di prendersi cura della manutezione di una parte del grande sito archeologico. La scelta fin da allora è caduta sul tratto terminale, a occidente,  delle Mura a zigzag Bizantine, erette alla metà del VI sec. d. C.,  che costituiscono un monumento unico in Italia e attualmente non visitabile da parte del pubblico. L’area si trova a ridosso del tratto occidentale delle mura tardo-antiche di Aquileia, all’esterno delle quali, nel IV-V secolo, fu disposta anche una piccola necropoli di cui finora sono state individuate 41 sepolture. Il campus aquileiese si conclude sabato 1 ottobre con una visita alle 15.00 del sito archeologico delle stesse mura bizantine ad Aquileia.Uno degli intenti del progetto è  di promuovere la conoscenza e il confronto tra soggetti istituzionali diversi, come presupposto di maggiore e più significativa possibilità di integrazione tra scuola e territorio: “Confrontarsi Attivamente sul Territorio” appunto!
Nel corso della settimana avrà luogo una tre giorni di lezioni, dal pomeriggio del 27 fino al 30 settembre, organizzate dall’Università di Firenze, dedicate a laureati, ma aperte anche a chiunque fosse interessato, lezioni che verteranno sul restauro delle strutture archeologiche in elevato.  Come è ampiamente noto,  i restauri effettuati negli scorsi anni sono bisognosi di revisione e di integrazione anche alla luce dei nuovi metodi oggi praticati e dei risultati – non tutti positivi – che recenti interventi hanno prodotto. Anche questo corso, promosso dalla Soprintendenza ai Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia e diretto dal prof. Luigi Marino, si svolge grazie a un accordo tra Università di Firenze e Società friulana di archeologia. Il corso prevede anche esperimenti di relizzazione di malte sul campo secondo i metodi antichi e cercherà di proporre forme di valorizzazione dell’esistente che non intervengano, come si faceva usualmente in tutto il Novecento, sull’opera muraria, falsandone le caratteristiche.

La Redazione

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