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Intervista ai CELTIC PIXIE Noi Suoneremo@Folkest

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Come siete venuti a conoscenza del concorso “Suonare@Folkest” e per quale motivo, principalmente, avete deciso di partecipare?

Tramite Facebook e amici musicisti. In primis perché è una manifestazione dedicata alla musica folk e poi per la serietà e l’attenzione dimostrata da parte dell’organizzazione alla proposta e ricerca di nuovi gruppi nel corso di una ormai storica attività.

Parliamo di voi e della vostra musica: presentatevi specificando i singoli strumenti, il genere, perché lo avete scelto, da cosa traete ispirazione?

I Celtic Pixie sono Claudio “Pixie” Mucin (violino), Luca “Pixie” Pontel: (fisarmonica), Marco “Pixie” Quas (flauti, percussioni), Gigi  “Pixie” Vecchione (chitarra, bodhran), Andrea “Pixie” De Biasi: contrabbasso. Il  gruppo è nato dall’idea di ricreare le tipiche atmosfere da “pub”  proponendo principalmente  brani tradizionali provenienti dalla cosiddetta “area celtica” (Irlanda, Bretagna, Scozia etc.) il tutto eseguito in una situazione rigorosamente acustica per conservare al meglio la spontaneità  e la sonorità delle ballate folk così come erano proposte nelle feste e nelle ricorrenze popolari; da qui anche il nome riferito al tipo di musica (Celtic) abbinato a un dispettoso folletto del Devon (Pixie).

Da dove venite e com’è, dalle vostre parti, la situazione della musica dal vivo?

Siamo della provincia di Pordenone e la situazione non è delle più rosee. Pochi locali, gestori per lo più incompetenti, amministrazioni locali che puntano sempre sui soliti nomi (costosi) e poco interessate alle nuove proposte.

Qual è il vostro rapporto con la musica tradizionale e il territorio di provenienza?

Proponendo musica popolare dell’area celtica la principale fonte d’ispirazioni sono le musiche provenienti da quelle zone, ma prestiamo molta attenzione a quanto presente nel nostro territorio. Un nostro futuro progetto prevede l’inserimento di brani tradizionali della nostra regione nel corso dei nostri concerti con anche una breve spiegazione del contesto da cui provengono.

Torniamo a “Suonare@Folkest” : come vi siete trovati, cosa ricordate soprattutto di quella serata?

E’ stata una bella serata grazie all’affabilità degli organizzatori e alla possibilità di conoscere e scambiare pareri con gli altri musicisti presenti. Bello anche il teatro in cui si è tenuta la manifestazione, peccato solo per la scarsa affluenza di pubblico. Secondo il nostro modesto parere sarebbe più interessante proporre la rassegna proprio nell’ambito del programma estivo del Folkest con la possibilità, per i vincitori, di partecipare l’anno successivo alla manifestazione ufficiale.

Intervista a cura del FOLKEST Press

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