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Il punto di vista di Claudiu Stanasel su immigrazione, ius soli, voto ai minorenni e lavoro

Il punto di vista di Claudiu Stanasel su immigrazione, ius soli, voto ai minorenni e lavoro

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Prosegue l’intervista a Claudiu Stanasel, classe 1994, Vice Presidente del Consiglio Comunale di Prato, primo cittadino rumeno e in generale straniero a ricoprire una carica così rilevante nelle istituzioni italiane.

Quali soluzioni ritieni più efficaci nei seguenti ambiti che sicuramente hai vissuto e studiato:

a. Immigrazione
In Italia si parla spesso di immigrazione senza che i veri protagonisti di questo fenomeno vengano coinvolti o interpellati. Questo ha prodotto una discussione politica piena di errori e preconcetti basati sull’ignoranza e sul voler sfruttare questa tematica per puri scopi elettorali. Io ho vissuto questo percorso e l’ho fatto secondo le regole e col massimo rispetto di questo paese perciò so quali sono i problemi reali di questa tematica e credo di poter dire la mia fornendo valide soluzioni. Quanto sta accadendo negli ultimi anni in Italia fa emergere l’incapacità politica che è ormai palese in quella che ritengo una gestione a tratti imbarazzante del fenomeno migratorio che la penisola sta subendo da qualche anno tramite la via del mare che vedere in continuo arrivare migranti dall’Africa. Da una parte c’è una sinistra che si riempi la bocca di questo tema senza mai fornire valide soluzioni per gestirne il flusso ma limitandosi ad un finto buonismo che non porta benefici né ai cittadini italiani o stranieri che vivono qui da tempo né tantomeno a coloro che arrivano sui barconi della vergogna. Il tutto ovviamente non fa altro che alimentare la tratta degli schiavi che da anni incrementa le tasche delle organizzazioni mafiose oppure delle ONG, in vari modi, sia essi legali che non. Ancora una volta la sinistra non punta a risolvere il problema ma si limita a far si che questo permanga affinchè nulla cambi, creando danni pesanti all’economia di questo paese e alle realtà più colpite dai continui sbarchi a cui assistiamo giornalmente. Dall’altra parte la destra, nell’anno in cui la Lega è riuscita ad imporsi nel Governo Conte I ha tentato di bloccare questo flusso ottenendo risultati inaspettati e direi anche molto validi che di fatto hanno costretto l’Unione Europea a sottostare alle prese di posizione dell’Italia, paese lasciato solo da tutti in quello specifico periodo a gestire un fenomeno che nessun paese al mondo può gestire da solo. I problemi si risolvono alla fonte se l’intenzione è quella di risolverli ed è per questo che, a mio avviso, l’unica vera soluzione per mettere un argine a questi continui flussi è un lavoro complesso ma fattibile che deve vedere protagonisti i massimi esponenti delle istituzioni europee insieme ai leader dei principali paesi europei in un lavoro di squadra che punti a stabilire una serie di accordi coi paesi del nord africa, all’istituzione di una rete di progetti di aiuti umanitari che diano le risorse necessarie ai paesi in difficoltà affinché diventino autonomi, all’istituzioni di campi profughi direttamente sui territori del nord Africa nelle zone utilizzate maggiormente come punti di partenza verso l’Italia e l’Europa, ed un regolamento europeo in materia molto più ferreo che eviti tutti i problemi fra i vari Stati a cui abbiamo assistito in questi anni. L’Europa non deve più lavarsi le mani lasciando ai singoli stati la gestione di questi problematici flussi migratori bensì deve prendere posizione e mettere su un piano serio per dettare la linea e bloccare questi flussi in partenza creando le necessarie condizioni affinché questi fenomeni non si ripetano, visto che né l’Italia né tantomeno gli altri paesi più colpiti da questo fenomeno, potranno ancora resistere per molto nello stato attuale delle cose.

b. Ius soli
Sono da sempre contrario allo ius soli per vari motivi ma c’è un motivo in particolare che mi ha sempre visto contrario a questa proposta della sinistra e cioè quello che la proposta rappresenta: un tentativo puramente elettorale che non punta a risolvere il vero problema bensì prende la strada più facile puntando su emozioni e sentimenti, senza guardare la questione in maniera oggettiva. La cittadinanza è un atto che racchiude valori e ideali per cui i nostri predecessori si sono battuti e per questo merita rispetto. Non è solamente un foglio di carta né tantomeno uno strumento per un fine. Diventare cittadini di un Paese dev’essere una conquista, un merito e il giusto riconoscimento di un percorso di integrazione. L’attuale legge può essere migliorata se l’intento è quello di fare seriamente un lavoro che migliori il percorso dell’acquisizione della cittadinanza italiana. Il problema principale dell’attuale legge è legato alla burocrazia e ai tempi troppo lunghi che portano a diversi anni per l’ottenimento della cittadinanza. Su questo problema è possibile lavorare riducendo sia la burocrazia ma soprattutto i tempi per l’ottenimento della cittadinanza ed inoltre credo che sia giusto rendere questo percorso un servizio gratuito tagliando i costi dei richiedenti, se si vuol raggiungere una miglior equità sociale.

c. Voto ai minorenni
In questi ultimi anni ho avuto modo di confrontarmi con migliaia di giovani minori di 18 anni andando a parlare nelle scuole superiori di molte regioni d’Italia ed è proprio in virtù di questa importante esperienza che ho i miei motivi per dire NO a questa proposta. Ennesima proposta lanciata nel dibattito politico senza la dovuta attenzione, in fretta e furia, e senza la giusta valutazione che questo tema richiederebbe, a dimostrazione del poco rispetto che una certa parte politica ha verso i più giovani, utili soltanto in alcune occasioni. I giovani vanno trattati sempre con rispetto e prima di pretendere da loro bisogna dare. Ho sempre creduto nei giovani ma prima di chiedere loro un impegno simile bisogna far si che siano preparati per arrivare pronti all’esercizio del voto. Ad oggi molti giovani che hanno meno di 18 anni sono più maturi dei loro coetanei più grandi ma questo non significa che tutti i minorenni lo siano. La scuola italiana ad oggi ha programmi e strumenti talmente obsoleti che difficilmente riesce a preparare i 18enni davanti all’esercizio del voto, figuriamoci i loro compagni più giovani. Dunque considero questa proposta, per come è stata fatta e per come è stata discussa, l’ennesimo tentativo basato sulla propaganda e sulla retorica tipiche della sinistra nel futile tentativo di ottenere più voti dai giovani passando come coloro che concedono il diritto del voto e allo stesso tempo puntando al cuore dei genitori con l’unico scopo di ottenere qualche voto in più. I giovani meritano molto più rispetto di quanto PD e compagni stanno dimostrando di non essere capaci di dare loro, perché prima serve una seria riforma scolastica che dia ai giovani gli strumenti e le opportunità affinchè tutti, senza lasciare nessuno indietro, possano creare un pensiero critico ed un pensiero politico in modo da essere pronti all’esercizio del voto.

d. lavoro e imprese
Oggi in Italia fare impresa è sempre più complicato rispetto a molti altri paesi europei e ancor di più rispetto ad altre zone del mondo. La burocrazia troppo lenta e la pressione fiscale esagerata sono fondamentalmente i problemi principali da cui poi ne derivano molti altri. Sono un imprenditore e ho avuto modo di viaggiare e di vedere coi miei occhi le differenze tra il nostro paese e molti altri, cercando di osservarne sia gli aspetti positivi che gli aspetti negativi. Innanzitutto io credo l’Italia, adesso più che mai, abbia bisogno di una pesante riforma fiscale e considero che la proposta del centrodestra basata sul concetto della Flat Tax possa essere un valido inizio da cui partire per strutturare il tutto. Abbassare le tasse però non basta ma serve anche fornire maggiori incentivi alle imprese soprattutto se vogliamo affrontare il problema legato alla disoccupazione giovanile oppure se vogliamo realmente affrontare il tema dei pari diritti tra uomo e donna sul lavoro oppure se vogliamo fornire risposte concrete a tutti coloro che soffrono di disabilità ma che hanno allo stesso tempo il diritto di avere serie opportunità di lavoro e di carriera nel mondo del lavoro. Io credo che serva un serio lavoro di squadra che coinvolga non solo la politica e le istituzioni ma le associazioni di categoria, gli enti professionali, i sindacati e tutte
quelle realtà che in un modo o nell’altro vivono ogni giorno il mondo del lavoro e che possono fornire esperienze più o meno dirette che permettono di capire al meglio i problemi reali e fornire le giuste soluzioni. Il concetto del “pagare meno per pagare tutti” penso possa essere un cardine importante verso una riforma che punti ad abbassare le tasse ma allo stesso tempo che diminuisca l’evasione fiscale che in Italia è un grande problema, come tutti ben sappiamo. Allo stesso tempo penso che sia necessaria una seria riforma in merito ai contratti di lavoro e alle condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro per poter garantire stipendi maggiori e più rispettosi a molti settori che oggi sono totalmente umiliati e fornendo condizioni migliori affinchè diminuiscano le morti sul lavoro, anch’esso un grande problema sempre più attuale. Abbiamo la grande occasione derivante dai fondi europei in arrivo per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ed è qui che dovremo essere capaci di fare fronte comune e lavorare per il bene del paese.

Intervista di Federico Gangi

©Riproduzione riservata

About Federico Gangi

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Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013. Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, laureato in Legge alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Trieste. Ideatore della Fedarmax e di Brainery Academy, co-fondatore e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

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