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Il futuro per i giovani è il presente: intervista a Claudiu Stanasel, il più giovane politico straniero in Italia alla Vice Presidenza del Consiglio Comunale di Prato

Il futuro per i giovani è il presente: intervista a Claudiu Stanasel, il più giovane politico straniero in Italia alla Vice Presidenza del Consiglio Comunale di Prato

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Per aprire una nuova stagione, l’estate dell’anno 2021 e quella di rinascita dopo la pandemia, abbiamo deciso di raccontare i pensieri, le esperienze, le speranze di giovani che possono dare tanto in questo futuro che ci aspetta e per il quale abbiamo il desiderio di prepararci e di lavorare affinché davvero sia più sostenibile, inclusivo e migliore. L’approccio sarà di ascolto anche di giovani che militano in partiti politici nell’ottica di raccontare la loro storia e successivamente di dare spazio a opinioni su tematiche di grande importanza e confrontarle tra punti di vista diversi.

Come primo ospite abbiamo Claudiu Stanasel, classe 1994, Vice Presidente del Consiglio Comunale di Prato, primo cittadino rumeno e in generale straniero a ricoprire una carica così rilevante nelle istituzioni italiane.

Raccontaci in tre istantanee chi sei oggi: le tue radici, il tuo percorso degli ultimi anni, dove sei arrivato.
Sono Claudiu Stanasel, ho 26 anni e vivo in Europa, in Italia, a casa mia, a Prato. Sono nato a Craiova, in Romania, il 13 Luglio 1994 ma li ho vissuto soltanto fino all’età di 6 anni, quando insieme alla mia famiglia ci siamo trasferiti qui in Italia. Qui ho fatto tutto il mio percorso di studi ed ho aperto la mia azienda, Aston Service S.r.l., che tuttora gestisco e amministro. Ho iniziato a far politica in tenera età quando a 17 anni, venni eletto Rappresentante d’Istituto all’Istituto Tecnico Statale “Tullio Buzzi”. Poco dopo sono entrato in Forza Italia, partito col quale nel 2014 sono stato candidato per il ruolo di consigliere comunale alle elezioni amministrative di quell’anno, ottenendo 185 voti senza però riuscire ad entrare. Ho proseguito il mio percorso lavorando sodo e ottenendo vari successi grazie ai progetti che ho portato avanti, arrivando ad ottenere un ruolo regionale all’interno di Forza Italia, diventando il responsabile del settore scuole, primo cittadino romeno con un incarico regionale in un partito politico italiano. Il percorso è proseguito fino a Dicembre del 2018, momento in cui ho abbandonato Forza Italia per entrare nella Lega di Matteo Salvini, di cui sono diventato subito il responsabile del movimento giovanile locale per poi candidarmi alle elezioni amministrative del 2019, ottenendo 442 voti, entrando in Consiglio Comunale come il più votato all’interno della lista della Lega di Prato. In seguito al voto del primo Consiglio Comunale, sono stato eletto Vice Presidente del Consiglio Comunale di Prato, una carica istituzionale di rilievo e prestigio conferita per la prima volta a un così giovane eletto e per la prima volta ad un cittadino straniero. Sono il più giovane cittadino romeno eletto in un consiglio comunale in Italia, il primo in un comune di oltre 200.000 abitanti e l’unico a ricoprire un ruolo istituzionale come quello di Vice Presidente del Consiglio Comunale. Da allora sono a lavoro per la città che amo, portando in Consiglio Comunale la voce di tutti coloro che credono in me e che mi sostengono. Insieme alla mia squadra stiamo portando avanti un grande lavoro di cui sono fiero che ha portato ottimi risultati per la cittadinanza.

Cosa ti ha spinto ad aprire da giovane una tua azienda e dove la vedi nei prossimi cinque anni?
Ho avuto modo di fare qualche piccola esperienza nel mondo del lavoro prima di aprire la mia attività perlopiù nel settore della logistica e del facchinaggio ma anche in atri settori. Queste esperienze mi hanno fatto imparare molto e ho capito che posso dare tanto al mondo del lavoro fornendo la mia visione in merito a diventandone protagonista posizionandomi dalla parte di chi crea e gestisce il lavoro. Ho avuto modo di conoscere sulla mia pelle il lavoro e ne ho imparato le basi, quindi ho deciso di aprire una mia attività per poter portare la mia esperienza e le mie idee in una sfida ancor più grande: quella di costruire dal nulla una società tutta mia tramite cui poter esprimere le mie idee senza dover rendere conto ad altri e prendendomi le responsabilità e tutto ciò che ne consegue in prima persona. Ho dato vita ad Aston Service S.r.l. nel Novembre del 2015 e da allora ne sono l’Amministratore ed unico socio. Questa decisione mi ha letteralmente cambiato la vita e mi ha portato ad imparare il mestiere più complesso di tutti, quello dell’imprenditore. Ho dovuto studiare e lavorare tanto per imparare ed aggiornarmi continuamente su tutto ciò che a che fare col mondo dell’impresa e tutt’oggi lo faccio perché questo è un mestiere in cui non si smette mai di imparare. Mi ha responsabilizzato molto e ammetto che mi ha dato molte soddisfazioni e tante sfide che sono riuscito a vincere. Ogni giorno ci sono opportunità da cogliere o problemi da risolvere ma credo che sia un’esperienza davvero appagante e che tutt’oggi come all’inizio mi appassiona e mi dà la grinta per far sempre meglio. Negli anni abbiamo lavorato con molti clienti, sia pubblici che privati, sia nella nostra regione qui in Toscana sia fuori, e devo ammettere che questo, come tutto ciò che significa essere un imprenditore, mi ha permesso di ampliare le mie vedute e il mio modo di pensare in maniera esponenziale. Non è stato facile ricoprire il ruolo del titolare vista la mia giovane età e spesso ho avuto vari problemi sia con i dipendenti che con clienti e collaboratori ma col lavoro sodo e con la serietà sono riuscito a trasmettere fiducia e rispetto a coloro con cui mi sono relazionato in questo percorso di lavoro. La nostra attività è cresciuta parecchio in questi anni in maniera costante ma a piccoli passi perché credo che questo sia il sistema migliore soprattutto per una fase iniziale di una società così giovane in un mercato ed in un settore così strutturati come lo sono quelli della logistica e del facchinaggio. Mi auguro di poter crescere ancora nei prossimi anni ed espanderci sia in termini numeri che in termini geografici ed è per questo che stiamo lavorando sodo cercando di riprenderci dal difficile momento che noi, come tantissime imprese, abbiamo dovuto affrontare per via della crisi causata dal Coronavirus e ripartire più forti di prima. Ringrazio i miei collaboratori e tutti i dipendenti che oggi come all’inizio hanno avuto fiducia in me sostenendo le scelte ed il percorso preso in questi anni di lavoro.

Quali sono secondo te i nuovi paradigmi del mondo in cui viviamo?
La società è cambiata moltissimo negli ultimi anni e sicuramente viaggia ad una velocità decisamente maggiore rispetto a quanto accadeva 20, 30 o 40 anni fa. Viviamo nell’era della globalizzazione dove l’uomo non si pone più limiti o freni di qualsivoglia tipologia e questo, come tutto, del resto, ha effetti positivi e negativi. Da una parte la grande rivoluzione l’ha portata alla tecnologia da parte di un numero sempre maggiore di persone a livello mondiale ha portato ad una rapida alfabetizzazione e alla nascita di nuove tipologie di lavoro come per esempio il social media manager, lo youtuber, il data manager, l’influencer e molti altri ancora, così come al peggioramento di fenomeni comportamentali già ben presenti quali il bullismo che ha assunto varianti quali il cyberbullismo o la nascita di fenomeni quali il revenge porn e molti altri ancora.
Nell’era dei cosiddetti millennials, le nuove generazioni sono fortemente condizionate dalla comunicazione e dalla rete, ormai diventati unità di misura per dare più o meno valore al singolo individuo o al gruppo. Si parla sempre di più di lavoro mobile o smart working e non più di fenomeni ormai obsoleti come il posto fisso, a dimostrazione che questa era digitale sta trasformando ogni aspetto della nostra vita, accentuando in maniera esponenziale le nostre vite sia positivamente che negativamente. Valori e ideali di un tempo oggi sono stati del tutto ribaltati e nel caos dettato dal continuo cambiamento che viviamo ogni giorno osserviamo sempre più come idee e ideologie trasformano intere nazioni e popolazioni perché questa realtà di oggi è tutto in divenire ed è veramente difficile saper restare aggrappato ai propri valori ed ideali e allo stesso tempo tenersi aggrappato ai tempi che cambiano in maniera così rapida. Viviamo in un momento storico unico per l’umanità: una fucina straordinaria di idee, progetti, cambiamenti, tecnologie, scoperte e molto altro ancora si susseguono giornalmente e io non credo si possa neanche più discutere di paradigmi perché il concetto stesso ormai è diventato di fatto obsoleto, sostituito da mode o tendenze di ogni genere. Esistono sempre meno modelli di riferimento in qualsiasi settore proprio perché quasi non abbiamo più bisogno di questi modelli in una società in cui tutto sembra possibile e tutti possono essere e fare tutto, anche se poi nella realtà vi sono situazioni differenti per ognuno di noi. Io credo che abbiamo una grande responsabilità che grava sulle nostre spalle ed è quella di accogliere i cambiamenti cercando di distinguere il bene dal male e cercando di mantenere valori e ideali che a mio avviso sono eterni. Il rischio vero è che veniamo del tutto sopraffatti dal ritmo veloce dei cambiamenti perdendo così la nostra identità e ciò che siamo, la
nostra educazione e quello in cui crediamo. La vera resistenza di oggi è proprio quella di coloro che sanno attraversare questi cambiamenti restano se stessi e prendendo solo il buono da quanto accade ogni giorno.

Come vedi i giovani di oggi?
I giovani di oggi sono intelligenti, preparati e pieni di voglia di fare ma allo stesso tempo sono spesso incompresi, abbandonati e maltrattati da un sistema che non riesce a fornire loro le migliori opportunità o a sfruttarne al massimo il vero potenziale. Ho avuto modo di visitare oltre trecento scuole superiori in questi anni e varie università, viaggiando in tutta Italia per parlare ai giovani di molti argomenti di attualità e politica tramite il progetto che ho lanciato oltre cinque anni fa: “I Giovani incontrano la Politica”. Nei loro occhi ho visto curiosità e voglia di fare, tanto che spesso sono rimasto sorpreso nel vedere la preparazione e l’attenzione ai dettagli da parte di moltissimi, anche giovanissimi. Ho visto coi miei occhi la fame, l’ambizione e la grinta che hanno questi giovani e che anche io stesso ho sempre avuto ed è per questo che credo fortemente nei giovani.
Dobbiamo però risolvere alcuni problemi per così dire interni tra noi giovani che spesso ci vedono litigare e perdere tempo danneggiandoci fra noi quando potremmo invece fare squadra per lavorare insieme e vincere insieme. Credo fortemente che queste ultime nuove generazioni possano fare la differenza e costruire un futuro migliore per l’Italia ma per fare tutto questo dobbiamo diventare i protagonisti di questo cambiamento. Ho sempre detto ai giovani che hanno tutti gli strumenti necessari per diventare i leader di oggi e non di domani, in qualsiasi settore essi decidano di affrontare, con dedizione, costanza, impegno e duro lavoro. Credo fortemente in questo concetto applicato ad ogni settore ed anche alla politica perché sempre più giovani oggi sono protagonisti all’interno delle istituzioni ed io stesso nel mio piccolo e grazie alla mia squadra sono riuscito a ritagliarmi un ruolo molto importante in una grande città come Prato. Possiamo ottenere ruoli ed incarichi importanti ma dobbiamo sfruttare queste occasioni per dimostrare che giovane può essere sempre di più sinonimo di capacità, responsabilità, concretezza. Noi non dobbiamo chiedere spazi bensì ottenerli tramite il lavoro di squadra e i risultati e portare al centro di questo paese un concetto sempre più dimenticato: meritocrazia.

Quanto vedi distante la tua visione di politica rispetto alla realtà delle istituzioni?
L’esperienza istituzionale che ho vissuto dall’insediamento avvenuto nel 2019, in seguito al grande risultato ottenuto alle elezioni amministrative, è stata veramente complessa ma altrettanto emozionante. In passato avevo già avuto modo di relazionarmi spesso con varie realtà istituzionali, sia locali che regionali o nazionali, lavorando in terza persona attraverso colleghi o collaboratori sulla base di vari progetti ed iniziative ma nulla è stato in confronto a quanto ho avuto modo di vivere in prima persona in questi due anni di lavoro. Se da una parte molte mie attese in merito a come sarebbe stato questo percorso istituzionale sono state rispettate, molte altre sono state totalmente stravolte. Questo in parte perché vivendo dall’interno la realtà delle istituzioni si capiscono molto meglio le cose, si vedono da vicino sia gli aspetti positivi ma soprattutto quelli negativi, in particolar modo legati alla burocrazia. La crisi dovuta al coronavirus invece ha di fatto stravolto la mia prima esperienza amministrativa portandomi a svolgere il lavoro che il mio ruolo istituzionale richiede in una situazione che neanche i più esperti dei miei colleghi hanno mai avuto modo di vivere sulla loro pelle, con tutto ciò che ne concerne. Mi piacciono le sfide e ho sempre cercato di essere all’altezza lavorando sodo con grinta e dedizione, facendomi aiutare dalla squadra fantastica che si è costruita intorno a me in questi anni e che costituisce la mia vera forza. Io credo che un politico non debba assolutamente essere un tuttologo bensì debba farsi circondare da tecnici capaci coi quali collaborare giornalmente per poter costruire progetti, iniziative e soluzioni per risolvere problemi e sfruttare opportunità per fornire risultati concreti ai cittadini perché è
questo ciò che essi ci chiedono. Ho cercato di portare la mia visione basata sulla concretezza e sul lavoro continuo sul territorio e sono fiero di aver conseguito vari risultati in questi primi due anni, dando forma alle promesse fatte in campagna elettorale e facendo anche più di quanto avessi annunciato. Credo che oggi giorno le istituzioni siano ancor troppo isolate e lontane dai cittadini anche se bisogna ammettere che negli ultimi anni qualche passo in avanti è stato fatto ma non è assolutamente abbastanza. La burocrazia ha creato un vero e proprio muro tra le parti che non sempre si riesce ad abbattere e molti dei problemi dei cittadini restano irrisolti senza che sia colpa del tecnico o del politico in questione ma bensì di un sistema vecchio basato su regole obsolete e strumentazioni ormai antiquati. Adesso però l’Italia, e con essa i Comuni, le Province, le Regioni e i vari dipartimenti governativi e statali, hanno una grande occasione per fare la vera rivoluzione di cui abbiamo bisogno: la riforma della burocrazia italiana. L’occasione è quella dei fondi in arrivo dall’Unione Europea che forniscono, se ben implementati, gli strumenti necessari perché questa rivoluzione diventi finalmente realtà. Non ci sono più scuse, dobbiamo lavorare insieme con l’obiettivo di fare il bene dei cittadini. Idee e proposte differenti ma che ci sia la volontà e la capacità di fare squadra perché se perdiamo questa occasione sarà un danno per tutti noi, vista la difficile situazione che il nostro paese vive attualmente.

Partendo dalla tua esperienza come imprenditore e politico, come definiresti questi due ruoli?
Sicuramente sono due ruoli davvero complessi e difficili da portare avanti con buoni risultati ma altrettanto appassionanti e pieni di soddisfazioni. Due ruoli che possono combaciare e che sicuramente hanno da guadagnare entrambi l’uno dal lavoro dell’altro, e viceversa. Sono due ruoli che possono intersecarsi e che dovrebbero, a mio avviso, lavorare con una sinergia maggiore di quella che oggi li vede protagonisti in Italia. Spesso fare impresa o fare politica sono attività che vengono viste con una valenza negativa che io non condivido assolutamente perché dovrebbero invece essere viste con una valenza positiva e sostenute perché impresa e politica costituiscono le radici di ogni paese e se non ci si prende cura delle nostre radici, non possiamo avere un futuro degno di tale nome. In Italia fare impresa è sempre più difficile, come lo è anche fare politica visti i limiti imposti a questi due ruoli. Io ho sempre detto che e c’è un politico che non si comporta a dovere, significa che quello è un pessimo politico ma non che fare politica sia una cosa negativa ed è per questo che non bisogna generalizzare e mettere alla berlina una intera categoria. Questo discorso vale ovviamente anche per chi fa impresa anche se ovviamente vi sono sia molte similitudini che differenze fra questi due lavori. Io credo che alla base di entrambi vi debbano essere alcuni valori che per me sono fondamentali: ambizione, serietà, coerenza, rispetto, passione e dedizione. Il sistema dovrebbe incentivare sempre di più giovani a fare impresa o a fare politica perché se vogliamo un vero ricambio generazionale ma soprattutto un miglioramento di queste due categorie è questo ciò che dobbiamo fare. Serve soprattutto una vera riforma della scuola che
aggiorni il nostro attuale sistema ai livelli odierni, con programmi nuovi e strumenti adeguati, fornendo ai giovani sempre più esperienza pratiche che insegnino loro ciò che significa il lavoro, mettendo alla base valori come etica e rispetto. Allo stesso tempo è necessaria una riforma fiscale molto importante perché oggi fare impresa in Italia è un atto eroico vista la grandissima pressione fiscale che grava su chi crea posti di lavoro ed è per questo che se veramente vogliamo rivoluzionare questo paese serve un grande impegno su molti aspetti e non solo questi due citati in precedenza. Allo stesso tempo una vera riforma anche per quanto concerne la politica fornendo strumenti adeguati alle istituzioni, valorizzando le nostre eccellenze ed allo stesso tempo condannando ed isolando chi crede di poter utilizzare la politica per i propri scopi personale, a discapito di tutto e tutti. Politica e lavoro devono poter viaggiare in sincronia insieme per il bene del paese e possiamo farlo ma dev’esserci la vera volontà politica e un accordo che vada oltre le singole visioni dei partiti per mettere al centro questi due ruoli e lasciare da parte la retorica inutile che spesso sentiamo quando si parla di politica o lavoro.

Qual è il tuo sogno?
Io ho tanti sogni e sono sempre stato molto ambizioso ma sono anche realista e per questo al momento mi sto dedicando ad un obiettivo molto importante per me: diventare il primo parlamentare di origini romene del parlamento italiano. Un successo che da tanto tempo la comunità romena, prima comunità straniera in Italia, brama a coronamento di un percorso di integrazione che ormai ci ha visti entrare nella fase finale, quella della partecipazione a 360 gradi nella vita della società e del paese in cui viviamo ormai da oltre un paio di generazioni, stabilmente. In Italia ci sono diversi cittadini romeni che sono riusciti a farsi eleggere in vari consigli comunali della penisola e vi sono cittadini italiani di origine romena che hanno anche partecipato alle elezioni come candidati sindaci dei propri comuni di residenza, sebbene nessuno sia riuscito a vincere e diventare sindaco di un comune. Non ci sono sindaci o consiglieri regionali di origine romena come non ci sono parlamentari o membri di governo. Credo fortemente di avere un testimone importante e un’occasione unica per me e per gli oltre un milione e mezzo di cittadini romeni che sono residenti in Italia, che vivono e lavorano in questo paese secondo le regole e che vedono qui il proprio futuro e quello dei propri figli. Sono certo che un giorno riuscirò in questo obiettivo che di fatto è una vera impresa ma insieme alla mia squadra abbiamo già ottenuto vari primati nel mio percorso politico sino ad ora e sono certo che potremo continuare ad ottenerne finché questo traguardo storico non verrà raggiunto. Una volta raggiunto sarà un piacere ed un onore dimostrare anche a livello nazionale quale grande valore aggiunto la nostra comunità possa portare anche alla politica nazionale di questo paese, per il bene di tutta la popolazione italiana.

Intervista di Federico Gangi

©Riproduzione riservata

About Federico Gangi

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Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013. Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, laureato in Legge alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Trieste. Ideatore della Fedarmax e di Brainery Academy, co-fondatore e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

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