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Il Dalai Lama incontra gli studenti universitari e li invita a progettare il secolo della pace

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Ore 7.00 – Suona la sveglia, ma sono già in piedi, il richiamo dell’evento è molto forte e non c’ è tempo per il sonno. Alle 7.30 sono già in macchina, il motore è caldo e prima di partire controllo di non aver dimenticato niente. Il tempo non è proprio idilliaco, il cielo minaccia pioggia, le nuvole sono grige e cupe; per fortuna fino al mio ingresso nel palazzetto scendono solo una manciata di gocce. Alle 8.30 gli spalti dedicati agli studenti sono già affollati e l’attesa si fa più pressante. Cosa si aspettano tutti questi giovani da sua santità il Dalai Lama? Chi per curiosità, chi per riconoscenza, chi per fame di sapere, chi per crescita spirituale e non solo; i motivi della partecipazione sono custoditi in ognuno dei presenti.

Ore 9.45 – Sua santità arriva tra il silenzio globale; in sottofondo si ascoltano canti di monaci intenti alla meditazione. Dopo i primi ringraziamenti degli organizzatori del Centro Balducci – Centro Cian Ciub Cio Club di Udine, si decide per un momento di silenzio in ricordo di tutte le vittime della mafia, visto anche l’anniversario dell’attentato a Falcone e Borsellino. L’applauso finale è sincero e sentito e anche l’illustre monaco partecipa con gli inchini.

Segue l’intervento del Rettore dell’Università di Udine Cristiana Compagno, onorata della presenza del Dalai Lama e orgogliosa dell’opportunità di ringraziare sua santità a nome di tutti gli studenti e del corpo universitario. Prima di concludere il Rettore dona all’ospite d’onore un paio di Scarpèt friulane, tipiche della regione.

Il Dalai Lama è allegro, il sorriso non gli abbandona mai il viso e i suoi interventi sono profondi ma nello stesso tempo ironici e sereni. Nato nel 1935, questo importante uomo è pieno di vitalità, trasmette serenità e allegria. Le sue parole sono illuminanti ed esortative per ogni giovane. La sua principale preoccupazione e far capire agli ascoltatori che il XXI secolo deve essere ricordato come il secolo della pace e del rispetto. Queste parole risuoneranno più volte nel grande salone. I giovani sono la chiave per un mondo diverso, più giusto. Ricorda gli anni della sua vita, le guerre e le violenze del secolo scorso; molte città sono state distrutte, molto sangue è stato versato. Ci sono moltissime cose da apprendere, innovazioni tecnologiche e scientifiche, ma non bisogna mai dimenticare di conoscere la storia dell’uomo in quanto con la conoscenza si possono evitare gli errori del passato. Il Dalai Lama focalizza poi l’attenzione sull’inutilità delle guerre e delle violenze; non portano nessun beneficio e quindi sono inutili e deleterie. L’uomo al contrario degli animali è dotato di un’intelligenza tale da permettergli di affrontare i problemi attraverso il dialogo, il rispetto e la compassione. La definisce “Etica secolare”, ovvero l’interesse genuino per il prossimo, la risoluzione dei problemi con la parola e la fiducia reciproca. L’etica non è una materia relegata alle religioni, è un concetto fondamentale dell’uomo; l’educazione dell’etica può portare a una cultura di pace, un mondo demilitarizzato. Ricollegandosi agli attentati di mafia, sua santità ritiene che le organizzazioni criminali sono il sinonimo di errori del passato. La perdita dei valori secolari porta gli individui all’egoismo e all’avidità rendendoli ancora più infelici della prorpia condizione; la capacità di godere di quello che si ha, ossia il valore della semplicità, porta al legame con gli altri e alla pace con se stessi.

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L’illustre ospite concede poi qualche risposta ad alcune domande del pubblico, sempre in tono sereno e anche ironico. Non dimentica le sofferenze del popolo tibetano, crede fermamente che la Cina non sia dei despoti ma dei cinesi e prima o dopo il totalitarismo cadrà. Il comunismo derivante dal “Leninismo” è deleterio e sbagliato, mentre il concetto di marxismo è sposato a pieno dal Dalai Lama che simpaticamente si considera marxista.

Alla domanda della Rappresentante del consiglio degli studenti se il prossimo Dalai Lama potrà reincarnarsi in una donna, sua santità ha risposto che lo scopo della reincarnazione del Dalai Lama è quella di essere al servizio di tutti gli esseri e, se in questo preciso periodo della storia la funzione sarà più consona a una donna allora la reincarnazione avverrà senza problemi in una donna. “Una donna stratosferica!” a scherzosamente concluso il monaco tibetano.

Come ultimo intervento il Dalai Lama ha voluto chiarire l’importanza delle interazioni collettive, le relazioni sincere e il rispetto degli altri. La calma dipende dalla compassione e dal cuore; la paura legata all’avidità, all’invidia, alla crudeltà porta l’individuo all’isolamento e di conseguenza alla sofferenza. Allacciandosi a nuovi studi scientifici il Dalai Lama ha sottolineato che la paura mangia il sistema immunitario e quindi la sofferenza della mente porta alla sofferenza del corpo. Un uomo che gode di relazioni solide raggiunge serenità mentale e di conseguenza anche fisica.

Ore 12.00 – Dopo i molteplici ringraziamenti, la folla in piedi ha applaudito entusiasta al Dalai Lama che ha contraccambiato con nuovi inchini. L’evento è stato un’occasione di crescita morale e spirituale, gli argomenti toccati sono fondamentali per la vita di ogni uomo. Un uomo saggio e spirituale che trasmette serenità e saggezza. Forse è prorpio questo che cercavano i tanti partecipanti all’evento, serenità e crescita interiore.

Carlo Liotti
carlo.liotti@ildiscorso.it

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About Carlo Liotti

Carlo Liotti
Giornalista Pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti da Aprile 2013. Dottore in Scienze e Tecnologie Alimentari. Appassionato di fotografia e di viaggi, capo redattore de ildiscorso.it, reporter/collaboratore per altri canali di comunicazione.

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