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“Governiamo il cambiamento”, intervista all’Assessore Alessandro Venanzi

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Continua il percorso della redazione de “Il Discorso” all’interno dell’amministrazione del Comune di Udine. La parola passa ad Alessandro Venanzi, Assessore al commercio e attività produttive, centro commerciale naturale, marketing urbano, rapporti con associazioni di consumatori, mercato ed annona, attività turistiche ed eventi, a cui ci rivolgiamo per raccogliere sensazioni, aspettative e programmi in un settore molto importante per la città.

Alessandro Venanzi, come consideri i primi due anni da Assessore?

Il fatto di essere stato consigliere comunale mi ha molto aiutato anche se il ruolo in Giunta è diverso, essendo questo un organo esecutivo che impatta direttamente sull’amministrazione. Per dodici anni ho lavorato nel privato e devo ammettere che nel pubblico il fegato mi si è un po’ gonfiato: la macchina è davvero pesante e arrugginita. Il politico, infatti, ha l’indirizzo e il controllo ma è il dirigente che mette la firma, sempre il politico poi risponderà davanti ai cittadini Anche per questo motivo ho scelto di mantenere il mio ufficio in una sede “di vetro” vicina ai cittadini e ai loro problemi, qui nell’edificio che ospita la sede dei Vigili Urbani assieme agli uffici per le attività economiche e, a breve, del turismo. I dirigenti pubblici, a loro volta, dovrebbero avere contratti a tempo determinato per dare efficienza e competitività all’apparato amministrativo, un po’ come funziona per i manager nel privato.

La crisi economica strutturale che stiamo vivendo sta cambiando il tessuto imprenditoriale, qual è la situazione del commercio e delle attività a Udine?

La Giunta nel 2008 ha trovato una situazione molto diversa, oggi le stesse manifestazioni vengono realizzate con un terzo del budget e un impegno di progetto tre volte più gravoso, senza dimenticare che soldi prima “garantiti” e ora indisponibili creano malcontento. Udine sta reggendo abbastanza bene rispetto ad altre zone del Friuli Venezia Giulia ma stiamo vivendo un momento di cambiamento che vogliamo e dobbiamo governare invece che subire, questo è il messaggio che cerco di dare, in ogni occasione, ai commercianti della città. Per carattere giro il territorio e vado a cercarmi anche le critiche ma è importante far sentire al cittadino e all’imprenditore che il Comune è vicino ai problemi.

Tra tutte, qual è stata l’iniziativa che ti ha dato più soddisfazione?

Non parlerei di un’iniziativa ma di tutto un percorso in atto, specie per le mani legate dal patto di stabilità. Un percorso fatto assieme ad una Giunta giovane che cerca di riconquistare la credibilità della politica grazie ad una coscienza diversa rispetto agli anni passati. Se proprio devo citare un’evento, Friuli Doc sta tornando ad essere un evento che valorizza il territorio con un ritorno di 4 milioni di euro per Udine partendo da un investimento di 250.000 euro (di cui 50.000 euro da finanziamenti privati). Un evento unico che vive nell’ottica del progetto, secondo il presupposto che “se il mio vicino è contento, sono contento anch’io” specialmente in un territorio così piccolo come il Friuli Venezia Giulia.

Consideri la politica per una professione o una “missione”?

Per fare bene l’Assessore bisogna fare solo l’Assessore. Il mio lavoro l’ho lasciato con convinzione per rispettare al meglio il mio mandato e se i cittadini mi daranno ancora fiducia continuerò a lavorare per loro. Si consideri inoltre che fare l’Assessore ha delle conseguenze non sempre positive se si torna a casa quasi ogni giorno alle undici di sera. Un avvocato o un imprenditore part time non arriva a fine mese, per me l’Assessore deve avere lo stesso impegno a tempo pieno. L’entusiasmo poi spinge non poco e la passione è viva ogni giorno.

Un’ultima domanda: come vedi i prossimi anni che concluderanno il mandato?

I finanziamenti di 3 milioni di euro dell’ex PISUS ci consentiranno tre tipi di attività: opere pubbliche, marketing urbano e finanziamenti a fondo perso alle imprese nel centro storico. Molto importanti sono i regolamenti su cui abbiamo lavorato intensamente: uno sui “dehors” che andrà a disegnare lo sviluppo urbano e l’impatto visivo della città, l’altro sulla zonizzazione acustica che cerca di trovare un compromesso all’impossibile conflitto tra riposo e divertimento tramite nuovi parametri derivanti da una taratura reale fatte zona per zona. Cerchiamo di risolvere i problemi e valorizzare la nostra bella Udine.

f.g.

About Federico Gangi

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Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013 Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Agli studi universitari ha affiancato diverse attività lavorative nel Triveneto. Ideatore della Fedarmax, direttore della Calcetto Udine e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

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