giovedì , 23 Settembre 2021
Notizie più calde //
Home » Attualità » FATHER AND SON di MICHELE SERRA con CLAUDIO BISIO dal 6 al 10 gen al teatro ROSSETTI DI TRIESTE
FATHER AND SON di MICHELE SERRA con CLAUDIO BISIO dal 6 al 10 gen al teatro ROSSETTI DI TRIESTE

FATHER AND SON di MICHELE SERRA con CLAUDIO BISIO dal 6 al 10 gen al teatro ROSSETTI DI TRIESTE

image_pdfimage_print
Father and son N3 ph Bepi CaroliFather and Son dallo scorso anno affolla le platee e conquista i critici in tutti i teatri italiani: un successo che si deve all’ineccepibile intreccio di talenti da cui fiorisce. La scrittura acuta e satirica di Michele Serra, la sapienza teatrale di Giorgio Gallione, l’altissima professionalità che Claudio Bisio – al suo ritorno al palcoscenico – coniuga con travolgente simpatia e spiccato carisma. La musica, quella di due artisti dal vivo in scena e quella di Cat Stevens, appropriatissima colonna sonora… Ma non basta: il testo, ispirato al romanzo Gli sdraiati e al Breviario comico di Serra, coinvolge il pubblico per il tema – il rapporto poco idilliaco fra un padre e il figlio adolescente – e per la sincerità disarmata, spudorata con cui il padre lo racconta. Ne nasce una pièce dagli accenti tenerissimi e beffardi in cui ognuno troverà modo di identificarsi.
Lo spettacolo apre nel miglior modo possibile il 2016 sul palcoscenico del Teatro Stabile regionale, ospite dal 6 al 10 gennaio del cartellone Prosa.
Al centro dello spettacolo è dunque un adolescente che conosciamo attraverso le parole – spesso sconcertate – del padre. Il ragazzo incarna l’emblematico ritratto della generazione degli “sdraiati”. Bivacca sul divano, avvolto in una felpa informe, incurante dei cuscini scomposti e degli avanzi di cibo che ha lasciato qua e là. Se il padre, entrando, spera di attrarre la sua attenzione, è bene che Father and son N5 ph Bepi Carolisappia di dover combattere con la televisione a tutto volume, con la musica contemporaneamente sparata nelle cuffie, con l’amico con cui lo “sdraiato” sta chattando via I-Phone, con il computer che troneggia sulla sua pancia acceso e con un libro che tiene nell’altra mano… Che stia addirittura studiando filosofia? Il  padre è smarrito.
Le protesi tecnologiche sono davvero il solo interesse di questi giovani impermeabili ad ogni comunicazione diretta? O forse sono uno scudo, come una difesa possono essere anche le loro goffe felpe, il loro rimanere “sdraiati”, non coinvolti o peggio diffidenti rispetto a una società – quella dei padri – che di buono ha ben poco?
Claudio Bisio cerca una breccia nel muro dell’adolescente, vuol fargli apprezzare il “mondo fuori”, ma chissà perché ogni volta che lo evoca gli sorge il sospetto di offrire al figlio ulteriori alibi e motivi per la sua fuga. Ciononostante ci prova, parla e parla, convince nevroticamente, racconta il ragazzo e inevitabilmente dipinge sè stesso, educatore inconcludente, padre dall’autorevolezza blanda, che per primo non si crede fino in fondo. Può riuscire uno così a trascinare quell’adolescente tecnologico a passeggio sul Colle della Nasca? Può riuscire a farlo diventare uomo e finalmente a concedersi una serena vecchiaia?
Lo comprenderemo seguendo questo spettacolo vivo e attualissimo, dall’inventiva e dalla comicità irresistibili, trascolorando dall’ironia alle riflessioni sulla morale e attraverso una prova d’attore di assoluto pregio.
«È un ruolo non lontano dalla mia vita – ha spiegato Bisio – dato che ho due figli di 19 e 17 anni e quindi capisco – e sto vivendo – le cose che raccontiamo nello spettacolo. In scena il figlio non è presente ma viene costantemente “evocato” (peraltro i due eccellenti musicisti che mi accompagnano sul palco, il chitarrista Marco Bianchi e la violinista Laura Masotto, a livello subliminale lo evocano ulteriormente nella mente degli spettatori, vista la loro giovane età). Il risultato è una sorta di confessione allo specchio, catartica per questo padre così libertario, intelligente, curioso, disponibile, “diversamente giovane”, che pure non riesce a instaurare il dialogo che vorrebbe con il proprio figlio».
Cn questo spettacolo Bisio prosegue la sua collaborazione con un uomo di teatro di grande inventiva e sensibilità come Giorgio Gallione: «Io e Giorgio – scrive l’attore – condividiamo e perseguiamo un’idea di teatro non banale, che faccia riflettere, magari che crei anche un po’ di polemica (I bambini sono di sinistra nel 2003 aveva scatenato addirittura un’interpellanza parlamentare!), che sappia divertire e rivolgersi a un vasto pubblico. La prima volta che io e Gallione abbiamo collaborato è stato quando abbiamo messo in scena Monsieur Malaussène di Daniel Pennac; lì si parlava di figli che dovevano ancora nascere (iniziava con un’ecografia) e anche i nostri figli, che sono coetanei, stavano nascendo. Ora quei figli da bambini sono diventati adolescenti, in un certo senso stiamo seguendo la nostra biografia…»
«Leggere Gli sdraiati di Serra – autoironico ma al tempo stesso profondo – e innamorarcene è stato un tutt’uno» prosegue Bisio. «Ho pensato che aveva scritto esattamente ciò che io pensavo. Abbiamo quindi deciso di basarci su quel testo per lo spettacolo molto prima del clamoroso successo che ha avuto in libreria. E poiché sentivamo però il bisogno di legarci all’attualità lo abbiamo “contaminato” con alcuni estratti di Breviario comico». Father and son N4 ph Bepi Caroli
Diplomato alla Civica Scuola per Arte Drammatica del Piccolo di Milano, membro della Compagnia i Comedians con Gabriele Salvatores e Paolo Rossi, Claudio Bisio come attore nasce a teatro. Nel corso degli anni, nonostante i sempre più fitti impegni con il cinema e la televisione, ha continuato a calcare le tavole del palcoscenico con una certa continuità, collaborando dal 1997 in poi con il Teatro dell’Archivolto di Genova, che ha prodotto diversi spettacoli di cui è stato protagonista, tutti con la regia di Giorgio Gallione. Tra i vari titoli ricordiamo Monsieur Malaussène di Pennac (1997/2001), La buona novella (2000/2001), I bambini sono di sinistra di Michele Serra, e il reading spettacolo Io quella volta lì avevo 25 anni di Gaber e Luporini (2009/2010).

Father and son di Michele Serra ispirato a Gli Sdraiati e Breviario comico, con Claudio Bisio e con i musicisti Laura Masotto (violino) e Marco Bianchi (chitarra) si avvale delle scene e dei costumi di Guido Fiorato, delle musiche di Paolo Silvestri e delle luci di Aldo Mantovani. La regia è di Giorgio Gallione e la produzione è firmata dal Teatro dell’Archivolto.
Lo spettacolo è in abbonamento per il cartellone Prosa, da mercoledì 6 gennaio alle ore 20.30. Replica allo stesso orario giovedì 7, venerdì 8 e sabato 9 gennaio, mentre domenica 10 la recita è pomeridiana con inizio alle ore 16.
Per acquistare i posti ancora disponibili o per prenotazioni ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

 

About Andrea Forliano

Nato a Bari il 22/05/1978,vive a Trieste,di formazione umanistica sta completando il corso di laurea in Storia indirizzo contemporaneo,è da sempre appassionato di storia,viaggi,letteratura,politica internazionale e in costante ricerca di conoscere nuove culture.Inoltre segue l'attualità,il calcio,il cinema e il teatro

Commenti chiusi.

[fbcomments]
Scroll To Top