venerdì , 22 Novembre 2019
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ENDKADENZ VOL. I: SOLD OUT A TRIESTE PER I VERDENA

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L’energia dei Verdena ha inondato il Teatro Miela di Trieste. La band bergamasca, impegnata nella promozione della sua ultima fatica in studio, il 27 aprile ha fatto tappa anche nella città friulana con un concerto che ha registrato il tutto esaurito. Verso le 21:00 i cancelli si sono aperti alla lunga fila di persone che attendeva fuori dal locale e che ha presto affollato il salone davanti al palco. Intorno alle 22:00 i capelli platinati di Roberta Sammarelli hanno fatto capolino tra gli amplificatori e le luci si sono abbassate.20150427_221202 Da qui in poi lo spazio è stato occupato solo da distorsioni su distorsioni, urla deliranti e dagli ormai tipici falsetti di Alberto Ferrari. 20150427_221156Com’era prevedibile, il trio si è concentrato prevalentemente sui brani tratti da “Endkadenz Vol. I”. Il live ha ritratto in maniera fedele le sonorità compatte del nuovo album, alternando esplosioni di energia a melodie più complesse e stratificate. L’apertura è stata lasciata al rock cadenzato di “Ho una fissa” che ha lanciato la serata in un crescendo continuo, passando per il singolo “Un po’ esageri”  e la magmatica “Sci desertico”. Le atmosfere si sono fatte un più leggere con l’accoppiata “Vivere di conseguenza” e “Contro la ragione”, per poi riesplodere in uno dei momenti più alti del concerto con l’esecuzione della convincente “Derek”. Il muff si è mangiato poco a poco ogni centimetro della sala, fino a quando, verso metà scaletta, ha fatto la sua comparsa la chitarra acustica per la tripletta un po’ Beatles, un po’ shoegaze di “Nevischio”, “Trovami un modo semplice per uscirne” e “Razzi Arpia Inferno e Fiamme”.20150427_221207 L’esecuzione ha reso bene l’idea della solidità della nuova produzione firmata Henhouse Studio. Le ultime canzoni devono molto all’esperienza maturata durante la scrittura di “Wow” (salta subito all’orecchio la presenza del pianoforte e dei cori), ma nell’insieme “Endkadenz Vol. I” sembra forse un po’ meno dispersivo del precedente doppio cd. Chitarre pesanti, batterie dalle sonorità kraut e tastiere si addensano dal vivo come nel disco, lasciando quasi perso lo spettatore in mezzo a un’atmosfera fumosa e graffiante. Non è mancata qualche concessione ai fan più affezionati che devono aver versato qualche lacrima di sana nostalgia sulle note iniziali di canzoni memorabili come “Valvonauta”, “Starless” o “40 secondi di niente”. A concludere il concerto ci ha pensato una quaterna di tutto rispetto, che grazie alla classica “Luna” ha fatto sgolare il pubblico. Il cerchio si è chiuso dopo quasi due ore con la malinconica “Funeralus”. Tornate le luci il Miela si è svuotato lentamente, mentre fuori la bella notte di Trieste è rimasta ad accogliere le orecchie stanche ma felici di un fiume umano sempre più sottile.20150427_232455

SCALETTA: Ho una fissa, Un po’ esageri, Sci desertico, Loniterp, Vivere di conseguenza, Contro la ragione, Derek, Starless, Attonito, Lui gareggia, 40 secondi di niente, Nevischio, Trovami un modo semplice per uscirne, Razzi Arpia Inferno e Fiamme, Inno del perdersi, Valvonauta, Puzzle, Scegli me, Isacco Nucleare, Rilievo, Nel mio letto, Luna, Don Calisto, Funeralus.

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