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Domenica 17 aprile ore 20.00 Teatro Miela LA LINEA SOTTILE di Nina Mimica e Paola Sangiovanni; con Michele Patruno, Bakira Haseòić, Andrea Evangelisti. Produzione: Altreforme, DocLab, Kinematograf con Rai Cinema. Italia – Croazia, 2016, 80′

Domenica 17 alle ore 20, al teatro Miela, la seconda giornata della rassegna, Resistenze femminili, gli appuntamenti tutti scritti e interpretati da donne che raccontano storie di donne che lottano o hanno lottato per la propria libertà. Inserita in Primavera di donne 2016,  il programma di eventi organizzati dalla Provincia di Trieste in occasione della giornata Internazionale della Donna,  seguendo il filo dell’emancipazione femminile e dei diversi significati del resistere nella società. Il secondo appuntamento propone un documentario di forte impatto La linea sottile di Nina Mimica e Paola Sangiovanni, produzione Altreforme, DocLab, Kinematograf con Rai Cinema, Italia-Croazia, 2016. La proiezione verrà introdotta e commentata dalla sociologa Melita Richter  che dialogherà con la regista Paola Sangiovanni e con il pubblico.

Due storie che si intrecciano per indagare sullo stupro di guerra. Si narra di due vicende nelle due guerre dei primi anni Novanta da due diversi punti di vista: quello di Bakira, una donna bosniaca sopravvissuta alle violenze della guerra nella ex-Jugoslavia e quello di Michele, un ex soldato italiano di una missione internazionale di pace in Somalia, il cui contingente è stato responsabile di violenze contro la popolazione civile. Il film è la narrazione di un inesausto viaggio verso la consapevolezza del male e dell’umana capacità di generarlo. Oltre alle sequenze realizzate in fase di ripresa, il film si avvale di materiali d’archivio rari e in alcuni casi inediti, in grado di riportare lo spettatore al clima proprio dei conflitti che il film racconta. La  sceneggiatrice della storia  Augusta Eniti ci racconta come è nata l’idea del documentario. Nel mondo, da oriente a occidente, sono milioni le donne vittime di stupri e violenze. Non possiamo negare che questo non abbia a che fare con ciò che è inscritto nel discorso ideologico politico, nelle sue premesse, nei suoi postulati, nei suoi concetti e ricordi. La pratica dello stupro usata come arma di pulizia etnica nella ex Jugoslavia ci consente drammaticamente di riconoscere le superstizioni dell’ideologia intorno all’’idea di origine, identità e razza. Il controllo sulla società è il controllo, innanzitutto, sulla generazione. Sono partita da queste riflessioni per scrivere il soggetto e condividerlo con Nina Mimica e Paola Sangiovanni. Insieme abbiamo definito gli intenti e individuato gli elementi comuni delle due storie. Le registe hanno seguito il proprio personaggio ma sempre all’interno di un lavoro collettivo, di un reciproco scambio e confronto.

Un commento di  Paola Sangiovanni: ”Due cose mi hanno colpito di più nel viaggio impervio di questo film. Una ne è alla base, e cioè quanto Augusta (Altreforme), Nina ed io sentissimo forte l’urgenza di parlare della violenza – sopraffazione del più forte, guerra, violenza sessuale contro le donne – che ci ha portato a cercare di afferrare e cogliere i significati profondi che la sottendono al di là dei fatti, l’urgenza di mettere in moto una ricerca che fosse capace di connettere sistemi di (dis)valori in contesti diversi. L’altra è la dinamicità della vita interiore dei nostri protagonisti, Michele e Bakira, che si è svolta sotto i nostri occhi tra il primo incontro di ricerca e l’ultimo di realizzazione del film. Di come la violenza sia ancora, seppure in prospettive opposte, così potente e agente nelle loro vite, come un moto perpetuo, anche di mutamento. Li abbiamo costretti ad un ulteriore viaggio dentro se stessi, al processo attraverso il quale l’esperienza della violenza diventa dicibile. Dentro questo processo, cercando le parole cinematografiche per dirlo, mi si è rivelato in che misura quello che stavamo indagando mi fosse prossimo e tanti echi gli hanno risposto dalla cultura della mia società “in pace”.”

Nina Mimica la co-regista croata si sforza di illustrare come preparando il documentario e tentando di comprendere le cause ed effetti della violenza con la sua protagonista Bakira, credeva  che i nostri giri negli orrori della Bosnia post-bellica fossero un vero viaggio nel Cuore di Tenebra. “È stato però il viaggio di ritorno, quello verso la luce, il più duro: come continuare a vivere con gli orrori impressi nella memoria? Il coraggio, l’ostinazione, la testardaggine e le contraddizioni di Bakira sono stati per me una lezione di vita.» (Nina Mimica).

organizzazione: Bonawentura

Andrea Forliano