giovedì , 2 Dicembre 2021
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DEBUTTO CON IL BOOM DEL TEATRO CONTRADA

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Entusiasmo alle stelle, applausi a scena aperta e pubblico molto soddisfatto per la “prima”  della nuova stagione teatrale.Due paia di calze di seta di Vienna, fra i maggiori successi teatrali in lingua triestina degli ultimi decenni e vero e proprio cavallo di battaglia della compagnia de La Contrada, è tornata  a grande richiesta in una nuova edizione, dopo la fortunata tournèe  del 1993 in Australia che aveva seguito il felice  debutto del 1986 . Commedia in due atti scritta nel 1986 da Lino Carpinteri e Mariano Faraguna, si ispira al vaudeville di Alexandre Bisson e Mille Mars Le sorprese del divorzio, testo sul quale i due autori operano una radicale rivisitazione del linguaggio e della tipologia dei personaggi per ambientarli nella  Trieste, del 1919. Finita la Prima Guerra Mondiale, la buona borghesia cittadina sta facendo i conti con il crollo dell’Impero Austro-Ungarico e l’arrivo degli italiani. Mentre sullo sfondo ha luogo la celebre impresa di Gabriele D’Annunzio a Fiume, in città si sviluppa una divertente vicenda che ha per protagonisti Stefania Duda degli Ivanissevich,(interpretata magistralmente dalla inossidabile  Ariella Reggio) donna dal carattere autoritario,affiancata dal buon Nicoleto Nicolich,(nell’ interpretazione di Massimiliano Borghesi) da questa tiranneggiato,e contorno di altri personaggi tra cui  il capitano di Lussino Terdoslavich e il signor Brettauer(nella riuscita interpretazione di Gualtiero Giorgini),  e le due mogli del indifeso Nicoleto Nicolich. La bella regia di Francesco Macedonio . assente per motivi di salute  –   regala alla prima andata in scena ieri sera una frizzante dinamica leggerezza ed un susseguirsi della vicenda tra semi serio rimpianto del passato e nuove speranze per il futuro. Molto ben interpretata la caratteristica figura della cameriera in un perfetto dialetto friulano sempre interpretata storicamente da Maria Grazia Plos.   

Continui applausi a scena aperta hanno confermato l’ inossidibilità della piecé che continua ad ottenere l’entusiastico gradimento si una sala quasi al completo e dove i paradossi e le scene più magistralmente interpretate erano si sprono a spassose risate e compiacenti applausi. Possiamo ben affermare che ” chi ben incomincia è a metà dell’opera”  il nostro augurio per una pronta guarigione di Francesco Macedonio e un grosso “in bocca al lupo”  all’intero staff del Contrada dove anche quest’anno si spera di veder premiati gli sforzi dello stesso  Francesco Macedonio – direttore artistico della stagione e del direttore organizzativo Diego Matuchina .

-“Il teatro va amato e sostenuto”- come da invito espresso dallo stesso direttore artistico nel suo breve messaggio inviato agli spettatori a causa della sua imprevista assenza ( la prima volta dopo cinque anni sempre presente) a grido cui ci associamo specie in un periodo di crisi come l’ attuale  che vede scendere il nostro tenore di vita e colpire per primi il mondo della cultura e dello spettacolo.

A.  Dp.

©  Foto di scena di Marino Sterle

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