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Cosmic Sin: uno dei peggiori film di fantascienza degli ultimi anni

Cosmic Sin: uno dei peggiori film di fantascienza degli ultimi anni

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Cosmic Sin

 

Dopo il primo contatto con una specie aliena, ovviamente ostile, l’umanità per salvarsi deve richiamare in servizio un vecchio generale, James Ford (Bruce Willis), per comandare un improbabile gruppo di militari in una missione suicida.

Piccolo dettaglio: James è stato a suo tempo radiato dal sevizio perché in una guerra contro una colonia ribelle aveva sterminato 70 milioni di vite utilizzando la Q-bomb, ordigno di spaventosa potenza. Bazzecole. Si sa, in guerra non bisogna dare quartiere al nemico.

Recuperato in un bar dove pensosamente sbevazzava un bicchiere assieme a un fedele compagno d’armi, il prode generale accetta l’incarico con virile accondiscendenza, pensando di riutilizzare la sua amata Q-bomb per sterminare gli invasori, sorprendendoli a brache calate nel momento in cui varcano il loro bravo portale dimensionale.

Cosmic Sin: un pessimo B-movie

La storia, già di per sé banale e scontata, si trascina stancamente e confusamente, sorretta da una sceneggiatura risibile. Il regista Edward Drake è doppiamente responsabile di questa meno che mediocre prestazione, in quanto ha anche curato la sceneggiatura, assieme a Corey William Large.

I dialoghi e le situazioni sono spesso risibili e prevedibili, sfiorando a volte l’assurdo, a cominciare dalle scene iniziali, in cui i nerboruti miliziani a protezione di una munitissima base militare lasciano entrare dei commilitoni evidentemente contaminati dall’entità aliena.

Anche un infante cerebroleso con difficoltà visive se ne sarebbe accorto, ma loro no. Risultato: una cinquantina di vittime nei furiosi combattimenti nella base militare. Meno male che il prode James Ford, brandendo un enorme e ridicolo lanciarazzi, pone fine all’ultimo manipolo di irriducibili nemici con un singolo colpo. Clap clap.

Gli effetti speciali sono modestissimi, i costumi sono semplicemente ridicoli. In particolare gli odiati e feroci alieni indossano dei patetici costumi degni al massimo dei b-movies degli anni settanta. Anche gli esoscheletri da combattimento dei nostri eroi sono evidentemente raffazzonati alla meglio, e la loro componentistica potrebbe essere scambiata con i gadgets che si trovano nelle uova di Pasqua. Incredibile.

Il film è ambientato in un improbabile 2524, un futuro lontano ben 500 anni, un tempo distante in cui però la gente gira ancora in automobili dei nostri tempi, non disdegnando convenzionali motociclette cromate, veste come noi, usa i juke-box, i reparti di élite usano normali armi da fuoco e per vedere nella nebbia usano torce, ci sono i joystick per puntare i cannoni e normali pulsantiere per controllare le apparecchiature.

Riassumendo, un mediocre B-movie.

Cosmic Sin: probabilmente il punto più basso nella carriera di Bruce Willis

La recitazione è in generale pessima. Certo, vista la storia raffazzonata, le situazioni ridicole e i dialoghi risibili, anche impegnandosi un buon attore non avrebbe avuto la possibilità di dare il meglio di sé.

Ma Bruce Willis ha dato il peggio. Praticamente imbalsamato nel suo bel faccione pelato, paffuto e pensoso, ha esibito due modalità recitative: faccia meditabonda leggermente inclinata a destra e faccia meditabonda leggermente inclinata e sinistra.

Il suo personaggio del resto è del tutto assurdo. Praticamente un genocida dichiarato, gira per i bar sbevazzando tristi drink con il suo vecchio compagno d’armi. Certo, gli anni passano anche per lui. Infatti ci fa sapere che un suo grande cruccio è che vorrebbe trovare un anima sensibile assieme alla quale guardare le stelle. In fondo il prode guerriero è un romanticone, abbandonato dalla sua bella dopo che questa è venuta a sapere dello spaventoso massacro da lui perpetrato. Quanta insensibilità!

Il caso vuole che lei gli capiti di nuovo a tiro come scienziata della missione suicida. Ma i cattivi alieni la cattureranno, ponendo fine al sogno d’amore del prode Ford. Difficile trattenere le lacrime in questi toccanti momenti, in cui è persino possibile percepire un sorriso malinconico curvare le labbra del nerboruto guerriero, in una delle scene più emozionanti del film.

Viene spontaneo chiedersi se Bruce Willis si sia guardato le scene dove era protagonista, o si sia limitato a incassare il cachet, per andare a sbronzarsi in qualche bettola, in linea con il suo personaggio. Probabile la seconda. Che tristezza.

Cosmic Sin: un film così ridicolo che forse vale la pena vederlo per farsi quattro sane risate

Insomma questo film è penoso, sotto molteplici punti di vista. Così penoso che forse la pena di guardarlo. Perché – consapevoli di vedere una conclamata cialtronata – molti aspetti sono così insensati, penosi, mediocri, risibili, che a un certo punto è difficile non mettersi a ridere a crepapelle, se si resiste all’iniziale impulso di spegnere la televisione e di lanciarla dalla finestra.

Ricordiamoci che quello che venne definito “il peggior film di sempre”, il leggendario Plane 9 from Outer Space, del mitico Ed Wood, del 1959, è poi diventato un cult movie, anche proprio per il suo livello qualitativo infimo.

Certo, Ed Wood lavorava in condizioni impossibili ma amava il cinema, da molti viene considerato il padre dei B-movie ed è pure lui è diventato un leggenda della settima arte, anche grazie al film Ed Wood, del 1994 di Tim Burton, con Johnny Depp che impersonava il mitico regista, deceduto nel 1978.

Piccola nota a margine: il mitico Plane 9 from Outer Space fu l’ultimo film nel quale recitò una autentica leggenda del cinema, Bela Lugosi, passato a miglior vita durante le riprese. Auguro di cuore a Bruce Willis di campare mille anni, ma forse è meglio che si ritiri, se deve ridursi a comparire in pellicole così penose.

Magari potrebbe passare gli ultimi suoi anni in qualche bar a bere pensosamente alcolici assieme a un’altra stella cadente di Hollywood, il povero Sylvester Stallone, che dopo l’inguardabile Rambo: Last Blood, del 2019, sembra avere saggiamente deciso di eclissarsi dal grande schermo.

Pensaci, Bruce.

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