lunedì , 17 Maggio 2021
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ANCHE LA LEGA ORMAI CI PRENDE IN GIRO

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Ma possibile che con tutti i tragici problemi che assillano gli italiani, una chermesse come l’assemblea annuale della lega di Pontida non chiarisca niente se non la voglia di rimanere in un governo allo sfascio. In un periodo in cui la gente non riesce più ad arrivare a fine mese, in un Italia senza lavoro e con lo spettro di un rating internazionale ribassato. In un Italia dove la sanità costa sempre di più;  dove i giovani vivono di precariato e vengono definiti “la parte peggiore del paese” si pensi a tirare avanti alla men peggio e già annunciare che alle prossime elezioni si andrà senza il socio attuale. Mi sembra di assistere alle solite disquisizioni del gatto e la volpe di collodiana memoria. In un paese alla fame si pensa a chiedere il trasferimento di Ministeri da Roma al Nord. E che ministeri: quelli economici, quelli che la le lega ha sempre imputato a “Roma Ladrona”. Forse finalmente anche la Lega Nord ha capito che per “rubare bene” deve aver almeno la dislocazione dei ministeri chiave dell’economia nelle proprie mani. Ma possibile che il popolo leghista si lasci infinocchiare così? Possibile che l’unica espressione del malcontento di quindici o dieci anni fa si lasci imbrogliare così dai suoi rappresentanti? E questi leghisti che si proclamano “puri” che si battezzano nel fiume Po in una allegoria semiotica di  appartenenza ad una razza eletta, si lascino infinocchiare così dai loro rappresentanti. I vari Bossi, Maroni, Cqalderoli,  Cota ecc. ecc. ormai hanno necessità di poltrona più dei “ladroni romani” ormai sono talmente coesi con il sistema che pur di sopravvivere chiedono le cose più insulse e più folkloristiche pur di essere sempre in vista. E il lavoro, e la precarietà dei nostri giovani, e la fame del 13% delle famiglie italiane in odore di povertà? E la sanità sempre più costosa, gli studenti sempre più tartassati, e la scuola privata sempre più ricca? Ma dico siamo rincretiniti tutti, o siamo diventati tutti ” caporali” come ricordava Totò in un suo famoso film: ” Ma siamo uomini o caporali?” Ho purtroppo l’impressione che non siamo più ne uomini ne caporali ma come diceva Sciascia siamo diventati un popolo di “quaquaraqua” poveri noi. Anzi poveri i nostri figli e le generazioni che ci seguiranno. Dopo anni in cui ci hanno detto che la precarietà era un’opportunità per l’economia. Dopo che ci hanno detto che i giovani debbano essere sostenuti dalle famiglie e dai genitori fino alla loro sistemazione definitiva. Dopo che li hanno insultati e chiamati “bamboccioni” ora finalmente li chiamano l’Italia peggiore. Ma chi ci ha portato a questo livello, se non gli stessi governanti che oggi con proposte folkloristiche e con l’appoggio incondizionato al premier e al suo stato Bunga Bunga ci stanno spingendo oltre l’orlo del precipizio continuando a gestire l’Italia come un proprio gioco del “Monopoli” dove ognuno cerca di essere sempre più furbo e è più ricco senza minimamente pensare di rappresentare chi lo ha eletto, ma sperando di mungere ancora per tanto la mucca al cui seno è attaccato.  Spero che i nostri giovani si rendano conto di essere stati usati e presi in giro da oltre un trentennio e che trovino la forza morale ed intellettuale di capovolgere questo sistema con le buone o con le cattive.

About Enrico Liotti

Enrico Liotti
Giornalista Pubblicista dal 1978, pensionato di banca, impegnato nel sociale e nel giornalismo, collabora con riviste Piemontesi e Liguri da decenni.

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