DOMANI Suns Europe chiude con il concerto-evento al Giovanni da Udine

Il 30 novembre, dalle 21

Immerso in una babele di lingue e generi musicali, il pubblico potrà trascorrere una serata all’insegna di musica di qualità e tanto divertimento

UDINE – Al grido di “Diritto alla lingua, diritto alla diversità”, Suns Europe si avvia alla sua conclusione con il concerto-evento in programma il 30 novembre, alle 21, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (i biglietti saranno disponibili alla cassa del teatro la serata stessa, online > http://bit.ly/BilietsSunsEurope2019, o nei punti vendita autorizzati, qui l’elenco > www.sunseurope.com). L’evento – organizzato dalla cooperativa Informazione Friulana con il sostegno finanziario della Regione Fvg, dell’ARLeF, Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, e della Fondazione Friuli, con il patrocinio del Comune di Udine, del Consiglio d’Europa e del NPLD – sarà presentato quest’anno da due “vecchi amici” di Suns Europe: il rapper friulano Doro Gjat e la cantautrice ladina Martina Iori. A loro spetterà il compito di accogliere sul palco del Teatrone artisti provenienti da mezza Europa, precisamente da Sardegna (Malasorti),

Martina Iori (credits Dario Furlan)

Paese Basco (Mocker’s), Galles (Sybs), Cantone dei Grigioni (Mattiu Defuns), isole Faer Øer (Son of Fortune), ma anche galiziani (Ataque Escampe), occitani (Mauresca Fracas Dub), catalani (Magalí Sare), basso sassoni (Leon Moorman) e, naturalmente, friulani (Silvia Michelotti). Immerso in una babele di lingue e generi musicali (rock, punk, hard rock e psichedelia, ma anche ritmi pop&soul …), il pubblico potrà trascorrere una serata all’insegna di musica di qualità e tanto divertimento. Per chi non potrà essere presente al “Nuovo”, sarà disponibile uno streaming dell’evento sulla pagina Facebook di Suns Europe, coordinato dallo ‘Storytelling lab’ dell’Università degli studi di Udine, in collaborazione con l’emittente sarda Eja Tv.

Inoltre, come di consueto è in programma una diretta radiofonica dal teatro, nel pomeriggio dalle 16.15 alle 19.30, e poi della serata dalle 21 alle 23, a cura di Mauro Missana e Paolo Cantarutti, di Radio Onde Furlane, con vari ospiti (artisti, giurati, pubblico…).

(credits Andrea Tomasin)

IL PROGRAMMA DEL 30 NOVEMBREMa la giornata conclusiva di Suns Europe comincerà sin dal mattino, con “Scuele Europe / School Europe” l’appuntamento dedicato alle scuole (sempre al “Nuovo” alle 10.30). Nel pomeriggio tutti gli appuntamenti del festival si svolgeranno allo spazio Fantoni del “Giovanni da Udine”. Alle 15 sarà possibile vedere il cortometraggio più votato dagli studenti friulani per la sezione Italymbas del Babel Film Festival (Sardegna). Mezz’ora più tardi sarà proiettato un documentario dell’emittente frisona Omrop Fryslân sulla comunità aranese, minoranza occitana della Catalogna. Alle 16.30 si passerà alla musica con i galiziani Ataque Escampe. Alle 17.15 sarà proiettato “Il silenzio” di Ali Asgari e Farnoosh Samadi, corto che ha vinto in Babel Film Festival e che racconta la storia di una madre e una figlia curde che vivono in Italia. Alle 17.30 ancora musica con la catalana Magalí Sare. Ci farà fare un’escursione nella delicata situazione catalana lo storico, giornalista e attivista Xavi Milian che, alle 18.15, presenterà il suo “El poder del poble” (Sembra Llibres). A seguire una pausa gustosa al Mamm per il Suns Happy Hour, dalle 19.30, in attesa del concertone.

IL FESTIVAL – Suns Europe – organizzato annualmente dalla cooperativa Informazione Friulana con il sostegno finanziario della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’ARLeF, Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, e della Fondazione Friuli – gode del patrocinio del Comune di Udine, del Consiglio d’Europa e del NPLD, Network to Promote Linguistic Diversity, la rete europea per la promozione della diversità linguistica. Inoltre, si avvale della collaborazione di numerosi soggetti pubblici e privati, friulani e internazionali fra cui Etxepare Euskal Institutua (Paese Basco), Secretaría Xeral de Política Lingüística – Xunta de Galicia (Galizia), Babel Film Festival (Sardegna), RTR (Cantone dei Grigioni), Stichting REUR (Paesi Bassi) e CEC, Centro Espressioni Cinematografiche. Suns Europe ha il merito di trasformare la città di Udine in un crocevia di culture, lingue e artisti, creando contaminazione e confronto, dando spazio a una produzione artistica di assoluto valore.

Tutto il programma e le info sono su www.sunseurope.com e sulla pagina Facebook ‘SUNS Europe’.




Colugna di Tavagnacco 3 dicembre Lungs del britannico Duncan Macmillan in scena al Teatro Luigi Bon

Colugna di Tavagnacco Duncan Macmillan, classe 1986, è uno dei principali esponenti della nuova drammaturgia inglese. Nella sua ancora breve ma fulminante carriera ha già vinto numerosi premi (Best New Play agli Off West End Awards, the Big Ambition Award, Old Vic e il Pearson Prize) e ha scritto per teatro, radio, tv e cinema. Lungs è una delle sue pièce più conosciute e sarà ospite del Circuito ERT, per l’unica data prevista in regione, martedì 3 dicembre alle 20.45 al Teatro Luigi Bon di Colugna, nell’ambito della rassegna di prosa promossa da Fondazione Bon ed ERT. Sul palco saliranno Sara Putignano e Davide Gagliardini; l’allestimento, su traduzione di Matteo Colombo, è firmato dal Teatro Due di Parma per la regia di Massimiliano Farau. 

 

Lungs (“polmoni” in italiano) è una pièce all’apparenza semplice, proprio come il respiro, ma come il respiro ha un ritmo serrato di fiati, violento e delicato, struggente e divertente. Sul palco, in una scena essenziale che lascia spazio solo all’interpretazione dei due attori, si delinea un ritratto attuale e ironico di una storia d’amore qualunque, spiazzante e brutalmente onesta, divertente e tagliente, che dà voce a una generazione per la quale l’incertezza è un modo di vivere, un ambiente liquido in cui fluttuare.

I temi centrali dello spettacolo sono l’amore e l’ambiente – quest’ultimo è particolarmente caro all’autore che ha scritto assieme allo scienziato Chris Raplay 2071, un testo sugli effetti dei cambiamenti climatici – ma la scrittura di Macmillan li travalica utilizzandoli come strumenti utili ed efficaci per costruire una riflessione più ampia e complessa.

 

Per informazioni e prenotazioni contattare la Fondazione Luigi Bon allo 0432 543049.




CORSO-CONCORSO PREMIO CANDONI 2019

La proclamazione il 22 dicembre sul palco del Nuovoc on la lettura scenica del testo vincitore

Foto © 2016 Luca d’Agostino / Phocus Agency

  Promuovere e diffondere la lingua friulana nel settore della formazione drammaturgica. Sviluppare attività drammaturgico teatrali basate su un’ampia progettualità finalizzata alla promozione del friulano come lingua del teatro. Ma, soprattutto, proporre dei nuovi testi in marilenghe per la produzione di nuovi spettacoli teatrali professionali.

    Sono gli obiettivi della prima edizione del “Corso-concorso Premio Candoni, opere teatrali in lingua friulana”, il progetto organizzato dall’associazione culturale “Luigi Candoni” con il sostegno dell’Arlef, Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, e dell’assessorato alla Cultura del Comune di Udine e in collaborazione con MateâriuM Laboratorio di nuove drammaturgie e la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

    «Con questa iniziativa – spiega Giuliano Bonanni, direttore artistico dell’associazione organizzatrice, nonché presidente della giuria che valuterà i lavori proposti –, abbiamo voluto proseguire l’attività di promozione della drammaturgia contemporanea condotta da Luigi Candoni dagli anni ’50 agli anni ’70 del Novecento e continuata con il premio a lui intitolato, che ora abbiamo voluto riproporre nella veste non solo di concorso, ma indirizzandolo anche alla drammaturgia in lingua friulana. Abbiamo pensato infatti – prosegue Bonanni – a una sorta di tutoring composto da otto incontri durante i quali i partecipanti hanno sviluppato e direzionato la propria idea di testo teatrale in lingua friulana, prima di consegnarlo, completato, alla giuria».

Si è infatti appena concluso il ciclo di incontri e lezioni per i partecipanti. Dieci, in tutto gli iscritti al corso e che, come da regolamento, hanno consegnato il proprio progetto teatrale originale. Un numero rilevante che ha coinvolto persone di tutte le età, da giovani ventenni fino a, meno giovani, settantenni.

    Ora la parola passa alla giuria che valuterà gli elaborati e premierà, il 22 dicembre prossimo, i primi tre vincitori nel corso di una serata in cui, oltre alla proclamazione dei vincitori sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, verrà proposta la lettura scenica del primo testo primo classificato. A quest’ultimo, oltre alla presentazione del proprio originale lavoro al pubblico del teatro, andrà un premio in denaro di 1.500 euro, mentre al secondo e terzo testo premiati, andranno rispettivamente 300 e 200 euro. La giuria, composta da professionisti sia del mondo culturale e teatrale, ma anche da esperti di marilenghe, valuterà le opere in base alla loro valenza socio-culturale del materiale drammaturgico presentato, all’utilizzo della lingua friulana e alla fattibilità della messa in scena dell’opera stessa.

 




Teatro Miela giovedì 05 dicembre ore 19:30 OSIRIDE BROVEDANI

OSIRIDE BROVEDANI

di Stefano Dongetti

con Alessandro Mizzi 

alla fisarmonica Stefano Bembi

voci: Francesco Godina, Marco Puntin, Giustina Testa,  Maurizio Zacchigna. 

regia Sabrina Morena

produzione Bonawentura/ Teatro Miela per la Fondazione Osiride Brovedani. 

Osiride Brovedani è un esempio della capacità di resilienza dell’essere umano che,  pur avendo vissuto delle esperienze drammatiche,  riesce a riscattarsi e costruire per un nuovo destino prospero e creativo. Il racconto di una vita intensa, dagli esordi della Fissan a Trieste, la passione alpinistica di Brovedani e della moglie,  la deportazione, il ritorno a Trieste con le nuove iniziative imprenditoriali, la nascita della Fondazione dedicata ai bambini e agli anziani.

Brovedani era un vero benefattore che ha sempre aiutato i bambini bisognosi e gli orfani nel corso della sua esistenza. Proveniva da una famiglia modesta e fu costretto a interrompere gli studi e a iniziare a lavorare per necessità. Da galoppino tuttofare a “Il Piccolo”, a correttore di bozze e a critico d’arte nel giornale “Il lavoratore”. Grande fu il suo amore per la montagna, tanto che diceva sempre “lassù si è più che mai vicini a Dio”. Nel 1978 la sezione XXX Ottobre del C.A.I. gli ha dedicato un sentiero alpinistico di accesso al Bivacco Comici, nel gruppo del monte Sorapis. Fu anche molto aiutato dalla moglie, che lasciò l’impiego di commessa per stargli vicino e sostenerlo. In quarant’anni fece della sua piccola ditta, la Fissan, un’industria importante a livello nazionale nel campo dei prodotti per l’igiene dei bambini. Visse sempre modestamente, dedicandosi al lavoro e dedicandosi alla beneficenza. Fu anche deportato nei campi di concentramento di Auschwitz, Belsen e Buchenwald. Ritornato a casa, riprese a lavorare senza mai abbattersi di fronte alle avversità della vita.

Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00 o su vivaticket https://bit.ly/34rLiI9

 




LE GIORNATE DELLA LUCE. domani 30 novembre a Spilimbergo

Torna a Spilimbergo “Luce d’inverno” l’appuntamento che suggella idealmente Le Giornate della Luce, il festival curato da Gloria De Antoni e Donato Guerra che ogni estate celebra il ruolo degli Autori della Fotografia del nostro cinema.

Sabato 30 novembre alle 21 al Cinema Miotto di Spilimbergo il festival propone al suo pubblico la proiezione del film di Rolando Ravello “La prima pietra”, una commedia tragicomica natalizia, il ritratto perfetto di un’inarrestabile caduta libera nel disagio sociale. Attesi due ospiti d’eccezione: a dialogare con il pubblico, subito prima della proiezione, infatti, saranno l’autore della fotografia Stefano Salemme e la protagonista del film, l’attrice Lucia Mascino, che per questa interpretazione ha ricevuto la nomination per Miglior attrice commedia ai Nastri d’argento 2019.

La prima pietra” (che vede anche la presenza degli attori Corrado Guzzanti, Kasia Smutniak, Serra Yilmaz, Valerio Aprea, Iaia Forte – e la stessa Lucia Mascino nel ruolo di un’insegnante persa nel proprio universo vegan e new age) è ambientato in una scuola elementare, poco prima delle vacanze di Natale, mentre tutti sono in fermento per la recita imminente. Un bambino, intento a giocare con gli altri nel cortile della scuola, lancia una pietra rompendo una finestra e ferendo lievemente il bidello. Si tratta di un bimbo musulmano e l’accaduto darà vita ad un dibattito, ricco di colpi di scena, che vedrà protagonisti il preside (Corrado Guzzanti), la maestra (Lucia Mascino), il bidello e sua moglie (Valerio Aprea e Iaia Forte) e naturalmente la mamma del bambino, insieme a sua suocera (Kasia Smutniak e Serra Yılmaz). Una commedia corale in cui i personaggi dalle diverse sfaccettature si ritroveranno loro malgrado a risolvere un “piccolo” problema dal quale scaturiranno reazioni inaspettate. Riuscirà il preside a portare in scena la recita di Natale a cui tanto sembra tenere nonostante l’imprevisto sopraggiunto?

E.L.




ONE MAN SHOW DI LUCA ARGENTERO DOMENICA 1 dic. : Teatro Verdi di Gorizia

Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba, tre sportivi italiani che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere varie generazioni di italiani. La loro storia sarà raccontata da Luca Argentero in È questa la vita che sognavo da bambino, spettacolo che sarà proposto domenica 1 dicembre alle 20.45 al Teatro Verdi di Gorizia nell’ambito del cartellone di prosa della stagione artistica 2019/2020. Tre storie completamente diverse l’una dall’altra, tre personaggi accomunati da una sola caratteristica: essere diventati, ognuno a modo proprio, degli eroi. Il Botteghino del Teatro, in Corso Italia (tel. 0481/383602), è aperto da lunedì a venerdì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30, sempre con chiusura nei festivi. I biglietti sono in vendita anche sul circuito VivaTicket.

In “È questa la vita che sognavo da bambino?”, per la regia di Edoardo Leo e con le musiche di Davide Cavuti, l’attore e conduttore televisivo narra sia dal punto di vista sociale che da quello umano le storie di grandi personaggi dalle vite straordinarie che hanno inciso profondamente nella società, nella storia e nella loro disciplina. Luisin Malabrocca, “l’inventore” della Maglia Nera, è il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo, in una Italia devastata come quella del ‘46, faceva molta simpatia alla gente: riceveva salami, formaggi e olio come regali di solidarietà. Automaticamente attirò anche l’attenzione di alcuni sponsor, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria. In lui le persone hanno riconosciuto l’anti-eroe che è nel cuore di ogni italiano, ma, insieme alla popolarità, sono arrivati nuovi sfidanti in una incredibile corsa a chi arriva ultimo. Walter Bonatti, l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2, ha scoperto a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso. Eppure la grande delusione del K2 lo ha spinto ancora più in là, a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili, infine a viaggiare in tutto il mondo. Tutto ciò per trovare la cosa più importante della vita: se stesso. Infine Alberto Tomba, il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie: lo sciatore bolognese, con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista, è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci che ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana forse illusoria, ma sicuramente spensierata degli anni ‘80.

Carlo Liotti




L’infinito tra parentesi in scena a Cervignano e a Udine

Si può mettere l’infinito fra parentesi? Per quanto rimarranno distanti il pensiero scientifico e quello letterario, la tecnica e la poesia? Marco Malvaldi ci ha più volte rimostrato con la sua opera di romanziere, chimico e giallista (è l’autore della serie “I delitti del Barlume”) quanto la storia sia disseminata di punti di contatto fra la cultura umanistica e scientifica. Discutono di tutto questo, i due fratelli protagonisti di L’infinito tra parentesifratelli d’arte e nella vita, Maddalena e Giovanni Crippa. Il tema del rapporto tra due mondi, fra due tipi di conoscenze apparentemente lontane, ma che si intrecciano continuamente nelle nostre vite, è stato il punto di partenza di questo progetto diretto da Piero Maccarinelli.

L’infinito tra parentesi, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro della Toscana – Teatro Nazionale e con le scene realizzate da Maurizio Balo, vede in scena i due fratelli Francesca e Paolo: lei umanista e lui scienziato, entrambi hanno due belle carriere di docenti universitari. A un certo punto le loro strade si incrociano: quando Paolo lotta per diventare rettore dell’Università, e vi è lo scontro e l’incontro di due diverse concezioni della realtà. L’infinito tra parentesi, attraverso vicende apparentemente quotidiane ci sfida ad entrare nel complesso rapporto tra letteratura/poesia e scienza. Oppenheimer e la poesia, Star Trek e il teletrasporto quantistico, Maxwell, Lucrezio e la teoria cinetica dei fluidi.

«Non ne posso più di vedere l’Università dominata dalla scienza e dalla tecnica. Sono trent’anni che abbiamo solo rettori che vengono dalla scienza. Non avremo mai un Lucrezio, o un Maxwell, se continuiamo così – riflette Francesca – solo dei tecnici che stringono un pochino più forte una vite progettata da altri».

L’infinito tra parentesi è in scena venerdì 29 novembre ore 20.45 al Teatro Pasolini di Cervignano,

sabato 30 novembre ore 21 e domenica 1dicembre ore 19 al Teatro Palamostre per la Stagione Teatro Contatto

mtr




Roma : Al Teatro Tirso de Molina arriva “Qualcosa in comune” Dal 4 al 15 Dicembre 2019

Cosa hanno in comune Nadia Rinaldi e Milena Miconi? Sono grandi amiche nella vita reale, ma soprattutto sono due mamme sensibili ad ogni problematica legata al mondo femminile. Ed ecco che insieme tornano al Teatro Tirso de Molina in uno spettacolo, “Qualcosa in comune”, dal 4 al 15 dicembre, scritto e diretto da Mauro Graiani, prodotto da Francesco Bellomo, che vedrà sul palco anche la giovanissima Sofia Graiani (figlia della Miconi).

Nadia Rinaldi e Milena Miconi

Una commedia che fa sorridere ma dal sapore un pò dolce-amaro. Anna e Aria non potrebbero essere più diverse. Super tecnologica la prima e totalmente analogica la seconda. Due donne agli antipodi in ogni ambito della loro esistenza. Poteva essere diversamente in amore? Anna è regolarmente e tradizionalmente fidanzata, Aria ha una relazione di complicità decisamente più libera. E se la prima ama condividere e punta tutto sulla fiducia e sul rispetto reciproco, la seconda preferisce non coinvolgere troppo il fidanzato nel suo quotidiano. Anna è un tipo social, Aria non ha nemmeno uno smartphone. Non avrebbero mai avuto motivo di socializzare se non avessero scoperto di avere i fidanzati nello stesso palazzo. Proprio nel giorno in cui Aria decide di fare una sorpresa al suo compagno il destino si prepara a metterla di fronte ad una tremenda verità: lo stesso uomo per due donne. Una lo vede il lunedì, mercoledì, e venerdì. L’altra il martedì, giovedì e sabato. E la domenica? Decise a fargliela pagare entrambe gli piombano in casa nel settimo giorno della settimana. Ma le sorprese non sono finite. Ad arrivare è una bella ragazzina Sarà “quella della domenica”? La ragazzina svela poi in realtà di essere la figlia dell’uomo e alla fine le tre si alleano, tra colpi di scena e gag, in un finale tutto da scoprire. Diego ha tenuto il piede in tre scarpe per tutto questo tempo? Una domanda su tutte: perché le donne, le più diverse tra loro, riescono sempre a fare quadrato nel momento del bisogno?  Una storia che prende spunto dalle vicissitudini della vita, che troppo spesso pone al centro di eventi drammatici l’universo femminile. E proprio per sottolineare la gravità dei numerosi casi le attrici hanno deciso di sostenere con il loro spettacolo una campagna di sensibilizzazione in favore di Salvamamme, l’associazione che fornisce sostegno umano e psicologico alle mamme e ai bambini meno fortunati. Il teatro, quindi, abbraccia la solidarietà con l’iniziativa solidale “Qualcosa in comune…con Salvamamme” e, grazie alla disponibilità del Direttore Artistico Achille Mellini, per tutta la durata dello spettacolo il pubblico potrà esprimere la propria generosità donando scorte di pannolini e latte in polvere (che potranno essere lasciati al botteghino). Un gesto “in comune” da condividere con il cuore.




Mostra al Museo di Storia naturale di Pordenone: Le macchine di Leonardo da Vinci


La mostra ”Le macchine di Leonardo da Vinci” allestita nelle sale del Museo civico di Storia
naturale in via della Motta a Pordenone, sarà inaugurata venerdì 29 novembre alle 17.30 e sarà aperta al
pubblico con ingresso gratuito, da mercoledì a domenica dalle 15 alle 19 fino al 15 dicembre.
L’esposizione delle macchine che si potranno toccare, manovrare ed ammirare in azione così da
consentire ai visitatori di rapportarsi con il pensiero e l’operato di Leonardo da Vinci, è il frutto della
collaborazione tra Comune di Pordenone e la Compagnia di arti e mestieri.
Costruite dal prof. Girolamo Covolan che ha iniziato ad elaborare e riprodurle basandosi sui modelli
tratti dai codici Atlantico e di Madrid, sono la dimostrazione che i disegni di Leonardo rappresentano
l’esatto connubio tra lo studio tecnico e la possibilità di realizzazione, grazie alla precisione con cui il
Maestro li ha progettati.
Alle macchine sono affiancate anche fedeli riproduzioni su tela di alcuni quadri tra i più
significativi fra le opere dell’artista, creando così un contorno che coinvolge il visitatore e lo induce a
liberare la fantasia e le curiosità per esplorare il fascino delle opere esposte.
L’impareggiabile genialità di Leonardo che l’ha portato a elaborare progetti di macchine anche
complesse, costituiscono un esempio per i giovanissimi indotti così a riflettere su quanto sia importate la
fantasia, la curiosità e lo spirito di osservazione per inventare, creare e scoprire.
Per agevolare questi aspetti sono previste visite guidate per le scuole da martedì a venerdì dalle 9:30
alle 13:00 previa prenotazione a info@compagniadiartiemestieri.it. Ulteriori informazioni allo 0434
392950 e nella pagina web www. museo.storianaturale@comune.pordenone.it.
E. L.




TORNA A LIGNANO SABBIADORO IL GRANDE PRESEPE DI SABBIA

La 16° edizione del Presepe di Sabbia di Lignano sarà visitabile dal 30 novembre al 6 gennaio e per tutti i fine settimana fino al 2 febbraio. Per consultare le giornate e gli orari di apertura www.presepelignano.ito www.lignanosabbiadoro.com

Appuntamento fra i più attesi del Natale del Friuli Venezia Giulia e non solo, capace di attirare decine di migliaia di persone ogni anno, molte delle quali provenienti da fuori regione e dalle vicine Austria, Slovenia e Croazia, torna puntuale il grande Presepe di Sabbia di Lignano Sabbiadoro, giunto alla 16° edizione. Attrazione centrale del calendario di appuntamenti natalizi del centro balneare friulano, è organizzato dall’Associazione Dome Aghe e Savalon d’Aur con il sostegno della Città di Lignano, in collaborazione con Lignano in Fiore Onlus, Lignano Sabbiadoro Gestioni, Consorzio Spiaggia Viva, Consorzio Holiday Vacanze, Consorzio Marine Lignano, Consorzio 6 Parchi e con il fondamentale contributo delle associazioni lignanesi. La maestosa opera in sabbia vedrà la sua inaugurazione sabato 30 novembre alle 17.00 (per chiudersi il 6 gennaio, rimanendo visitabile tutti i fine settimana fino al 2 febbraio 2020) nella tensostruttura collocata a ridosso della Terrazza a Mare. Tutte le informazioni e gli orari su www.presepelignano.it, www.presepedisabbia.it, www.lignanosabbiadoro.com e sulla pagina Facebook Associazione Dome Aghe e Savalon d’Aur. con il sostegno della Città di Lignano, in collaborazione con Lignano in Fiore Onlus, Lignano Sabbiadoro Gestioni, Consorzio Spiaggia Viva, Consorzio Holiday Vacanze, Consorzio Marine Lignano, Consorzio 6 Parchi e con il fondamentale contributo delle associazioni lignanesi. La maestosa opera in sabbia vedrà la sua inaugurazione sabato 30 novembre alle 17.00 (per chiudersi il 6 gennaio, rimanendo visitabile tutti i fine settimana fino al 2 febbraio 2020) nella tensostruttura collocata a ridosso della Terrazza a Mare. Tutte le informazioni e gli orari su www.presepelignano.it, www.presepedisabbia.it, www.lignanosabbiadoro.com e sulla pagina Facebook Associazione Dome Aghe e Savalon d’Aur.

Foto Davide Carbone

La luce è l’elemento di continuità ideale che unisce il Presepe della passata edizione – il Cantico delle Creature di S. Francesco, visitata da oltre 70.000 visitatori – al tema di quest’anno “Genesi: all’origine dell’amore”. La luce, che gli occhi ormai ciechi di S. Francesco continuavano a scorgere nel miracolo del Creato, quest’anno sarà evocatrice della nascita mondo: un big bang che ha messo ordine luminoso nel disordine del “nulla”, squarciando il silenzio e la tenebra primordiali per far sbocciare l’universo e la vita. Il visitatore sarà condotto in un percorso mozzafiato che racconta le fasi della creazione del mondo e dell’umanità, fra decine di opere magnificamente scolpite nella sabbia.

La prima parte è dedicata alla Creazione della materia: partendo da una camera oscura-installazione virtuale allestita dallo Studio 4 Dodo di San Giorgio di Nogaro, il nulla assoluto del Caos primordiale sarà interrotto dalla comparsa dei protoni e dei fotoni. Da lì la creazione della luce e la separazione delle acque dalla terra: la scena dove avverrà la nascita al mondo delle creature viventi.

Il passo successivo è la Creazione di Adamo: le mani – simbolo del contatto tra di Dio e Uomo – costituiscono il continuum che accompagnerà il visitatore lungo il percorso del presepe, a partire dalla estrapolazione del particolare del tocco divino che infonde lo spirito vitale ad Adamo (dal celeberrimo affresco di  Michelangelonella Cappella Sistina), per passare alla mano omicida di Caino, culminando nell’abbraccio consolatore della Natività. Segue la Creazione degli animali, con la riproduzione dell’icona dell’artista russa

Foto Davide Carbone

contemporanea Lyuba Yatskiv. Un canguro con il suo cucciolo nel marsupio è immagine della creazione biologica nella Creazione divina. L’amore tra fiere e prede, possibile non solo nell’Eden, è descritto dalla tranquillità di un agnello accucciato tra le zampe di un imponente leone. La fedeltà trova corpo simbolico in un labrador, mentre i pesci che affiorano dalle acque e i pinguini che abitano uno scoglio riassumono la vita marina.

Dopo il mondo animale ecco la Creazione del mondo vegetale e degli uccelli, con uno scenografico albero carico di volatili. La scimmia Lucy, l’anello ritrovato dell’evoluzione dell’uomo, liaison tra mondo animale e umanità, guarda teneramente gli umani che sfileranno davanti alle scenografiche installazioni di sabbia.  Siamo quindi arrivati alla Creazione dell’umanità, con in primo piano, il gesto creatore di Dio raffigurato in una scultura a tutto tondo che dà tridimensionalità a un’icona di Lyuba Yatskiv. A destra, un totemfonde in un unico genere un’umanità che è contemporaneamente maschio e femmina, creata a immagine e somiglianza di Dio.

Il riposo di Dio, riferimento al settimo giorno della Genesi, vede scolpito su sabbia il quadro Notte stellata di Vincent Van Gogh. Ancora Michelangelo nella Cacciata dal Paradiso riprodotta nella quinta superiore, per passare in primo piano a una Eva dei giorni nostri che urla tutta la sua disperazione.

La scena successiva è quella che vede protagonisti Caino e Abele, in cui il fratricidio è condensato nella violenza di uno sguardo d’odio e in una gestualità accusatoria. Le figure si riflettono in un unico modello somatico: fratello contro fratello, uomo contro uomo, l’umanità contro sé stessa. Alle loro spalle il bassorilievo di una megalopoli contemporanea. La prospettiva dal basso verso l’alto con cui è resa, nega quasi totalmente la visione del cielo perché la città – opera dell’agricoltore stanziale Caino dopo l’uccisione del pastore nomade Abele, – è il luogo degli scontri e delle invidie degli uomini.

Altra splendida rappresentazione presente nel Presepe è quella del Diluvio, con l’immagine di un mare in tempesta e, tra le onde, l’Arca di Noè. In primo piano, su uno spuntone roccioso non ancora sommerso, un padre e una madre incuranti della propria vita, cercano di porre in salvo i loro figli. Con lo stesso amore una tigre protegge il suo cucciolo tenendolo tra le fauci. Il gruppo scultoreo a tutto tondo traduce un particolare dell’incisione di Gustave Doré del 1866, ma il riferimento ai drammatici episodi contemporanei è immediato.

Maestosa è poi la riproduzione della Torre di Babele, che rappresenta la difficoltà comunicativa dell’uomo e il suo arrogante desiderio di raggiungere Dio, senza comprendere che, al contrario, sarà Dio stesso a scendere sulla terra per abbracciare ogni uomo con amore incondizionato. La torre allora si fa abbraccio. La scultura in sabbia, nella citazione grafica di Pieter Bruegel, si fonde in ununicum a tutto tondo con l’abbraccio del padre al figliol prodigo di Rembrandt.

L’immagine classica dell’Annunciazione è stata poi sostituita dalla traduzione in bassorilievo dell’affresco Maria, nuova Eva della chiesa di Bevazzana, ora ricollocata a Lignano Sabbiadoro, dove le figure di Eva e di Maria sono graficamente e concettualmente speculari. Il visitatore raggiungerà così la grande scena della Natività con un’icona raffigurante Maria e Giuseppe come immagine della genitorialità umana di Gesù. In primo piano una mega-scultura a tutto tondo mostra mani accoglienti e protettive sulle quali è adagiato un gigantesco neonato.

Ad arricchire la scena, una Cometa che è guida per chi – pur avendo la possibilità, capacità e desiderio di aiutare e condividere – non sempre coglie la richiesta di aiuto dell’uomo che gli sta accanto. Parla quindi a tutti noi. In uno spazio adiacente alla tensostruttura è ospitato anche quest’anno l’Albero di Yule, sui cui rami grandi e piccini potranno appendere biglietti colorati con messaggi di augurio e buon auspicio per l’anno a venire.

La realizzazione 16° edizione del Presepe di Sabbia di Lignano Sabbiadoro (da un’idea dell’associazione Dome aghe e savalon d’aur) è stata curata dagli artisti dell’Accademia della Sabbia di Roma, capitanati da Antonio Molin e con la direzione artistica diPatrizia Comuzzi. Il lavoro di creazione ha richiesto diverse settimane per l’equipe composta anche da artisti internazionali, come Irina Sokolova (Russia), Charlotte Kostner (Olanda) e Eda Kaytan (Turchia). Questi grandi artisti hanno modellato ben 300 metri cubi di sabbia, all’interno di una tensostruttura di 400 metri quadrati. Ricordiamo che l’opera è creata senza l’ausilio di colle o altri additivi chimici, solo acqua, sabbia e l’abile lavoro degli scultori professionisti. Come da tradizione l’entrata al Presepe sarà a offerta libera

E.L.