Grande folla per la festa del formaggio di Gemona del friuli

Folla tra gli stand

Dopo un venerdì nero per il maltempo ed un sabato così così per il sole ballerino oggi si è conclusa un ottima edizione della Festa del Formaggio a Gemona 2019 Eventi a Udine, con grande affluenza di folla e ottimi incassi per gli espositori. Da venerdì 8 a domenica 10 novembre 2019 si è svolta la 20esima Festa del formaggio di Gemona del Friuli chiamata “Gemona, formaggio e dintorni”. L’evento nato per valorizzare la produzione casearia locale e regionale, con particolare attenzione alle latterie turnarie, ha visto purtroppo l’avversità del tempo venerdì e ieri sabato.

Un ospite della mostra cunicola

La festa come sempre dedicata a un’eccellenza locale, il formaggio appunto, che veniva prodotto, fino a un decennio fa, dalle latterie turnarie diffuse nel Gemonese, e che ora continua a essere un prodotto di punta della regione, tanto da essere diventato un presidio Slow Food.

Ancora folla tra le vie di Gemona

Ha vissuto durante il weekend nei diversi stand e con le molte  iniziative nel centro di Gemona, momenti alterni per colpa del tempo. Per fortuna nel capannone di piazza del ferro la mostra-mercato dei produttori lattiero-caseari regionali e italiani, il mercato delle tipicità enogastronomiche regionali sia del Friuli che di altre regioni e il mercato della terra e artigianale, con la partecipazione di aziende agricole del territorio non ha conosciuto interruzioni durante la manifestazione. Oggi con la bellissima giornata di sole sia il mercato di Campagna Amica,  che la mostra regionale bovino da latte e il concorso “Formaggio a latte crudo” a cura dell’Associazione Allevatori del Fvg ed Ersa hanno raccolto consensi e pubblico con grande piacere . Sono state molto seguite le   dimostrazioni della caseificazione del latte, le degustazioni guidate e show cooking, convegni e mostre tematiche. Non sono mancate  musica, animazione ed eventi pensati anche per i più piccoli.

la redazione




Cantine Aperte a San Martino: esperienze e visite in cantina hanno conquistato un vasto pubblico di appassionati

La stagione delle degustazioni autunnali si è aperta nel migliore dei modi: enoturisti e appassionati hanno approfittato di Cantine Aperte a San Martino per vivere esperienze indimenticabili nelle cantine e nei luoghi di produzione, assaporare rinomati prodotti tipici locali esaltati dai raffinati vini in abbinamento, conoscere appassionati vignaioli con i loro racconti sul vino e sull’indissolubile legame con il territorio.
La manifestazione, organizzata annualmente dal Movimento Turismo del Vino FVG con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, ha visto

ha visto la partecipazione di 37 aziende vitivinicole regionali che, tra sabato 9 e domenica 10, hanno accolto gli enoturisti facendo loro conoscere le nuove annate, le selezioni e le eccellenze della loro produzione.

Cantine Aperte a San Martino è stata l’occasione anche per celebrare il sempre apprezzato connubio tra vino e cibo con diverse modalità. Con l’iniziativa “A Tavola con il Vignaiolo”, i numerosi appassionati hanno apprezzato gli originali menù gourmet pensati per l’occasione, mentre con il Piatto Cantine Aperte a San Martinohanno assaporato delle pietanze create ad hoc per l’evento accompagnate sempre da un calice di vino.

Oltre alle visite guidate, sono state molto apprezzate anche le numerose esperienze organizzate nelle cantine – dedicate alla natura, all’arte, alla storia e alle tradizioni – che hanno registrato una partecipazione entusiastica anche da parte di molti giovani.

Cantine Aperte a San Martino è un evento che sta riscuotendo un crescente successo e sta diventando sempre di più un appuntamento autunnale di richiamo per il turismo da fuori regione, particolarmente dall’Austria, dal Veneto e dall’Emilia Romagna, attratti anche dai suggestivi scorci di questa stagione




Martedì 12 novembre al Reggio Film Festival si parla di bruttezza, danza e disabilità

Presentazione di un esilarante dizionario a fumetti e di una selezione di cortometraggi da tutto il mondo, proposti anche in collaborazione con la Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto: tutto a ingresso libero e gratuito.

«Non è bello ciò che è bello, figuriamoci i film brutti»: Davide La Rosa introduce il suo Dizionario dei film brutti a fumetti che presenterà, in dialogo con Nicola Guarino, martedì 12 novembre alle ore 18 alla Libreria Punto Einaudi di Reggio Emilia, nell’ambito della diciottesima edizione del Reggio Film Festival «È un libro che lancia il lettore in un abisso fatto di film senza trama, attori  incapaci  e registi che credono troppo in loro stessi».

Alle ore 19.30 ci si sposterà all’Auditorium Credem, per la presentazione di una selezione di corti internazionali dedicati al mondo della disabilità. L’appuntamento si colloca nell’ambito di Danza e Fragilità, progetto della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballettosostenuto da Gruppo Credem, in collaborazione e con il sostegno di Reggio Emilia Città senza Barriere e Consorzio Oscar Romero.

Alle ore 21 il Reggio Film Festival tornerà al Teatro San Prospero per una ricca selezione internazionale di cortometraggi, tra i quali vale ricordare almeno l’anteprima italiana di Off the Grid e di Tempus Fugit.

Il primo (Norvegia, 12’ 30”), diretto da Vegard Dahle, racconta la vicenda di Ola Ravn che, come spiega il Direttore Artistico del Festival Alessandro Scillitani, «sogna di vivere la vita a modo suo. Decide di costruire una piccola casa isolata da tutto, in grado di purificare l’acqua piovana e accumulare energia solare. Vuole provare che è possibile vivere una vita sobria ma agiata, economicamente indipendente e con uno stile di vita sostenibile. Suo padre, tuttavia, trova quest’idea sciocca ed egoista».

Tempus Fugit (Francia, 20’), diretto da Lorenzo Recio, narra di Jeanne e Paul, «due settuagenari, conducono una tranquilla e monotona vita da pensionati nel sud della Francia. Durante un’ondata di caldo, l’improvvisa comparsa di un fiume stravolgerà le loro vite».

Ingresso gratuito a tutti gli appuntamenti.

La Libreria Punto Einaudi si trova in Via Emilia San Pietro, 22 a Regio Emilia.

L’Auditorium Credem si trovi in via Emila San Pietro, 4 a Reggio Emilia.

Il Teatro San Prospero si trova in via Guidelli, 5 a Reggio Emilia.

Info e programma dettagliato: http://www.reggiofilmfestival.it/.

 

 

Michele Pascarella




IL VOLO DEL JAZZ INCROCIA GLI OCCHI DELL’AFRICA GLI ADRENALICI K.O.G. & ZONGO BRIGADE martedì 12 novembre a Cinemazero

Terzo appuntamento per la quindicesima edizione del Volo del Jazz, dopo i concerti del sassofonista Bill Evans, che ha presentato il suo nuovo progetto Spy Killers! e del batterista londinese Moses Boyd. Un’iniezione di carica ed energia che raggiunge il culmine martedì 12 novembre, alle 21, al Cinemazero di Pordenone, dove la rassegna di Controtempo incrocia le rotte de Gli Occhi dell’Africa, con il concerto di K.O.G. & Zongo Brigade, formazione di otto elementi capitanata dalla voce e dalle percussioni del ghanese Kweku Sackey, in arte K.O.G. Al suo fianco il rapper giamaicano Franz Von e altri sei musicisti: Matthew Aplin alle tastiere, Theo Gosse Owen Burns al basso, Matias Reed alla chitarra, Stuart Wilson alla tromba eHarry Fowler al sax.

La band, che ha portato il suo live show sui palchi più importanti di Europa tra cui il Glastonbury, il Reading e il Leeds Festival, sa stupire il pubblico a colpi di afrobeat, soul, funk, rock e reggae, per una musica meticcia, ricca di colori e sfumature timbriche. Le più importanti riviste di settore li acclamano come un progetto rivoluzionario che pone musica e tradizioni dell’Africa occidentale sotto la lente di ingrandimento. 

L’album uscito quest’anno, dal titolo “Wahala Wahala”, affonda le radici nelle storie d’Africa e parla di amore, pace, istanze sociali. Con uno sfondo di inconfondibili ritmi africani che includono ottoni elettrici, percussioni fragorose e chitarra tagliente, “Wahala Wahala” prende possesso del corpo mentre le parole eccitano la mente. Razzismo, rifiuto, disuguaglianza, esilio: l’argomento è sempre serio, ma la consegna è irresistibilmente ottimista e ritmata, garantita per far muovere i piedi, perché in ogni dolore c’è anche gioia. “Un album che mette in luce la forza e la resistenza di noi in quanto umani. Un viaggio personale e la testimonianza degli ostacoli che abbiamo affrontato quando ci siamo spostati da mondi diversi e di come abbiamo superato le difficoltà attraverso la libertà dell’arte e della musica, e una solida connessione con le nostre radici e cultura”, afferma K.O.G.

Il concerto è il primo degli appuntamenti con i quali Il Volo del Jazz intreccia Gli occhi dell’Africa, rassegna dedicata al cinema e alla cultura africana, condividendone gli obiettivi, ovvero valorizzare la ricchezza di cui sono portatori popoli e culture diverse.L’altro concerto nell’ambito de Gli occhi dell’Africa è quello del 30 novembre conl’afrobeat di Seun Kuti & Egypt 80.

 

Il Volo del Jazz è promosso da Controtempo con Città di Sacile – Assessorato alla Cultura, con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Fondazione Friuli, special partner Fazioli eCinemazero con la rassegna Gli occhi dell’Africa, in collaborazione con la Diocesi di Concordia Pordenone.

BIGLIETTI E PREVENDITE

Biglietti

Info +39 3474421717 / ticket@controtempo

I biglietti degli eventi a Cinemazero sono acquistabili su www.cinemazero.it e ticket@controtempo.org

IL PROGRAMMA COMPLETO DE IL VOLO DEL JAZZ È SU CONTROTEMPO.ORG




MUSICA, DOMANI A PORDENONE IN SCENA “THE VIRTUOSO SOLOIST” DI NEWYORK: “THEOS”

PORDENONE – La ricerca della spiritualità come esigenza primaria dell’uomo, declinata anche – e soprattutto – attraverso il linguaggio della musica: da queste premesse nasce ilprogetto Theós, una riflessione musicale ma anche la ricerca di un percorso, fra i tanti possibili, all’interno della spiritualità. Questo il tema, questa l’atmosfera della nuova serata in cartellone per la 28^edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra, promosso da PEC, Presenza e Cultura, e da CICP, Centro Iniziative Culturali Pordenone diretto dai Maestri Franco Calabretto e Eddi De Nadai. Appuntamento lunedì 11 novembre alle 20.45 nel Duomo Concattedrale di San Marco di Pordenone: in scena il pubblico troverà le due soprano Francesca Paola Geretto e Nataša Trček, insieme a un Ensemble vivacissimo di giovani “all stars”, The Virtuoso Soloists composto da Courtney Miller oboe, corno inglese e duduk, Samuel Brandão Marques clarinetto e clarinetto basso, Yoni Avi Battat viola e oud, Gracie Keith violoncello, Edoardo Carpenedo pianoforte, Inês Andrade sintetizzatore. Voce recitante l’attore Giulio Raffin, direttore e Maestro concertatore il compositore stesso Mario Pagotto. Il sound design è a cura di Elia Andrea Corazza. L’ingresso al concerto è aperto gratuitamente alla città, info www.centroculturapordenone.it/pec

Sarà proprio la musica, la più impalpabile tra le arti, a guidarci attraverso un dedalo di citazioni da opere di autori mistici di epoche diverse e differenti confessioni religiose. Un percorso che si compenetra ai testi originali di Mario Pagotto e ad altri estratti dal Paradiso di Dante Alighieri e dal libro di Qoelet (le bibliche Ecclesiaste), il cui Vanitas vanitatum ha tanto influenzato la coscienza culturale occidentale: un esempio per tutti arriva dal Canto a sé stesso di Giacomo Leopardi. Mario Pagotto, perfezionatosi all’Accademia Chigiana e all’Accademia di Santa Cecilia con Franco Donatoni, direttore della scuola di musica della Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro. è autore di numerose composizioni eseguite in prestigiose location come “Sonopoli” di Venezia, “Festival Internazionale di Venezia” della Pietà, “Soliste de l’atelier instrumental du XXe Siécle”di Lione, “Rive Gauche” di Torino, Festival di Musica contemporanea di Pechino, Nuovi Spazi Musicali Roma; Stagione Orchestra Sinfonica Verdi di Milano, Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena, Columbia University New York e radiodiffuse dalla RAI Radio 3, RAISAT e dal Canale Rai Radio Classica e da altre emittenti europee. Francesca Paola Geretto, diplomata al Conservatorio di Vicenza, si è perfezionata con Mirella Freni e Mariella Devia. Recentemente ha cantato Vedova Allegra, Suor Angelica, Nozze di Figaro e Così fan tutte, Traviata a Verona, Cagliari, Perugia, Bari; diretta da Alapont, Renzetti, Quatrini, Segal; con la regia di Landi, Martone, Bonajuto, Krief. Fonda e dirige l’Ensemble Vocalia, pluripremiata compagine femminile in ambito nazionale e internazionale, e il Gruppo Vocale Viriditas. É docente di Canto Lirico presso la Scuola di musica della Fondazione S. Cecilia di Portogruaro. Formatasi artisticamente dal 2012 all’Accademia Musicale di Lubiana, Nataša Trček come solista ha contribuito alla creazione delle operine Le Petit Café di Teja Merhar, Čas di Simon Penšek e Gaja di Matic Romih. Ha inoltre collaborato alla realizzazione della prima esecuzione slovena dell’opera Turn of the Screw di Britten interpretando il ruolo di Flora. L’ensemble Virtuoso Soloists si è formato a New York City nel 2014 e nasce dal desiderio di un gruppo di giovani musicisti di commissionare, eseguire e incidere musica classica e contemporanea su palcoscenici di livello internazionale. I Virtuoso Soloists creano programmi unici che valorizzano le connessioni tra noti capolavori del repertorio classico e brani contemporanei. I Virtuoso Soloists si sono esibiti negli Stati Uniti in festival prestigiosi a New York, Boston, New Haven, Rockland, e sono stati “Ensemble in Residenza” presso lo storico teatro The Cabot a Beverly (Massachusetts, USA).




ANATHEMA : Teatro della Corte Osoppo: La somma di due…un lavoro ben costruito ma che il pubblico accoglie tiepidamente.

Lo spettacolo, tratto dall’opera omonima di Lidia Ravera, racconta la storia del rapporto fra due sorelle, Angelica e Carlotta, separate come i genitori.  Due sorelle adolescenti, Angelica e Carlotta, vengono separate dal divorzio dei genitori.

Marina Massironi

Una con la madre, l’altra con il padre in un’altra città. Si mancano, si accusano, si scrivono, si rincorrono per non perdersi. Perché le sorelle sono quelle che ti aiutano a misurare la strada, a comunicare con il resto del mondo, sono un complice o un ostacolo per diventare quello che sei, sono ‘l’altro’ che ti spinge al confronto con te stesso e con la vita.
Lidia Ravera disegna con linguaggio fresco, ironico e fortemente critico, quel legame naturale eppure misterioso che unisce due esseri umani dalla nascita, collocandolo nella confusione esistenziale e sentimentale di un mondo sempre più segnato dalla mancanza di rapporti reali, e ci spinge a indagare il nostro profondo e umano bisogno di “sorellanza”.

Molto intimistico, scarno di colpi di scena e poca verve delle protagoniste  creano uno spettacolo abbastanza coerente con le problematiche proposte, ma a volte lento e stancante dal punto dei tempi scenici, meglio Nicoletta Fabbri che Marina Massironi, ma nel complesso un lavoro sopra la sufficienza dove a volte traspira il Pathos del legame forte ed indissolubile che unisce due sorelle anche se

Nicoletta Fabbri

costrette a separarsi per una causa non certo scelta da loro. Mi sono meravigliato  perché tutti, in sala, ridevano. Ridevo malinconicamente anche io,  delle fantasiose iperboli dietro cui la piccola Angelica occulta un dolore che non riesce a nominare.  Una buona trasposizione teatrale del testo di Lidia Ravera, ma forse rappresentato  con troppo intimismo dalle due attrici. Il pubblico segue ed applaude al calar del sipario ma ci appare con non grande calore, forse per il tema molto scevro da istanti di grande teatralità e la monotonia dei dialoghi attraverso lettere tra le due sorelle rende il parterre non completamente entusiasta.

tratto dal romanzo 𝑺𝒐𝒓𝒆𝒍𝒍𝒆 𝐝𝐢 𝐋𝐢𝐝𝐢𝐚 𝐑𝐚𝐯𝐞𝐫𝐚 (edizioni Bompiani)

adattamento di Marina Massironi e Nicoletta Fabbri
con Marina Massironi e Nicoletta Fabbri
regia di Elisabetta Ratti
scene Maria Spazzi
costumi Narguess Hatami
assistente alla regia Chiara Senesi
assistente scenografa Francesca Guarnone
tecnico di scena Martina Ciavatta
foto Marina Alessi
produzione Pickford – Nidodiragno/CMC

Enrico Liotti

enrico.liotti@ildiscorso.it

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