Il 30 e 31 agosto torna il Rally del Friuli, la presentazione al Città Fiera martedì 27 agosto.

Dopo due anni il Rally del Friuli Venezia Giulia ritorna nella massima serie.

Basso – Granai vincitori dell’ultima edizione del Rally del Friuli valida per il CIR (foto Dario Furlan)

Il 55° Rally del Friuli Venezia Giulia torna nel Campionato Italiano Rally (CIR) dopo due anni di permanenza nel CIWRC  (Campionato Italiano World Rally Car) per calcare nuovamente le meravigliose strade delle Valli del Torre e del Natisone nelle giornate di venerdì 30 e sabato 31 agosto. La gara, organizzata come di consueto dalla Scuderia Friuli ACU, avrà anche quest’anno il suo centro nevralgico  presso il Città Fiera di Torreano di Martignacco, dove oltre alla logistica della manifestazione (parco assistenza, partenza, direzione gara, sala stampa, ecc.) ci sarà anche la novità della prova-spettacolo “Martignacco Città Fiera Circuit”, ricavata negli ampi spazi adiacenti il centro commerciale.

Il Rally del Friuli torna così a fregiarsi della massima titolarità in Italia, dopo l’assenza forzata negli ultimi due anni a causa del principio di rotazione delle gare che  di anno in anno debbono far parte del Campionato Italiano Rally, con piena soddisfazione di Giorgio Croce, Presidente della Scuderia organizzatrice.

Gara nella gara: a fine agosto ci sarà anche l’oramai tradizionale abbinamento con il mondo delle auto storiche, nelle medesime giornate si correrà infatti anche il 24° Rally Alpi Orientali Historic riservato alle “vecchiette” dei rally, che forse proprio per la loro’età matura suscitano un interesse sempre maggiore ed hanno un seguito notevole di tifosi. L’appuntamento sarà valido per il  Campionato Europeo (FIA HSRC) e per l‘Italiano (CIRAS) della specialità,

Pur mantenendo lo schema tradizionale delle prove che caratterizzano il rally friulano (due prove nelle valli del Torre e tre in quelle del Natisone) le novità sul percorso non mancano, novità che daranno sicuramente più “pepe” alla manifestazione, con le due prove del venerdì che verranno disputate in senso contrario rispetto a quanto solitamente avveniva gli anni scorsi; la Prova  di “Valle” vedrà i concorrenti affrontare la salita dal lato di Colloredo di Soffumbergo e dopo aver scollinato a Valle tuffarsi nella lunga ed insidiosa discesa che porta a Canal di Grivò; poco dopo (e senza assistenza!) si ripartirà per effettuare la prova di “Porzus” – di fatto l’unione di due tratti di prove di precedenti edizioni del rally ma anche la riedizione in senso contrario di una prova storica del rally  – con la salita che porta all’abitato di Canebola ed al successivo quadrivio di Bocchetta di S. Antonio e, dopo essere transitati vicino alle malghe tristemente note per i fatti partigiani dell’ultima guerra, si affronterà la ripidissima discesa di Porzus con l’arrivo, freni permettendo, nei pressi di Attimis. Insomma, due prove molto selettive che metteranno a dura prova vetture ed equipaggi già nella prima giornata di gara.

Le prove speciali della seconda giornata di gara non presentano invece grosse novità in quanto saranno pressochè identiche a quelle degli anni precedenti ma non per questo saranno meno insidiose, a cominciare dalla lunga “Mersino” che con i suoi oltre 21 kilometri sulle pendici del Matajur darà del filo da torcere ai concorrenti che dopo aver “scalato” il Matajur dalla parte di Mersino dovranno affrontare la stretta discesa che da Montemaggiore, con una lunga serie di tornanti, arriva a Ieronizza  per poi risalire fino a Masseris, idem dicasi per la “Drenchia”,con la sua velocissima discesa finale; discorso un po’ diverso per la “Trivio” che non presenta discese impegnative come le altre ma che ha dei tratti indubbiamente tecnici da affrontare con la massima concentrazione,

In attesa del rombo dei motori, martedì 27 agosto si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’evento presso Città Fiera, cenrto nevralgico della manifestazione.

Tutte le informazioni sul 55° Rally del Friuli Venezia Giulia24° Rally Alpi Orientali Historic si posso reperire al link http://www.rallyalpiorientali.it/it/

Dario Furlan

 

 




DAY 2 ALL’OVERJAM FESTIVAL, OGGI QUEEN IFRICA, WARD 21 E MOLTI ALTRI – L’INTERVISTA DEL GIORNO: I R.ESISTENCE IN DUB

DAY 2

ISREAL VIBRATION

Tolmino, 16-08-2019  – Inizio di livello quello dell’ottava edizione del festival Overjam che ieri, nella serata di apertura, ha visto gli Israel Vibration far letteralmente saltare la folla assiepata al Maver Stage sulle loro note giamaicane. Il vecchio Old School che fa sempre bene sentire, che riporta al sano reggae delle sue origini, questo sono gli Israel Vibration che, nonostante i moltissimi anni di militanza sulle spalle, sono ancora una band con un energia strepitosa, pieni di vitalità e voglia di far divertire il pubblico sostenendo egregiamente le due ore di spettacolo puro.

Dopo gli special guest della serata, è stata la volta dei Wicked & Bonny ft.Berise seguiti dai Dubbing Sun, due band caratterizzate dalla passione per la Dub. Mentre i Wicked & Bonny ft. Berise hanno un loro repertorio specifico, i Dubbing Sun lavorano più sul mix in dub, con risultati di tutto rilievo per entrambi nonostante le differenze di approccio alla Dub.

Nel frattempo al Beach Stage hanno suonato in serata Serious Thing e l’immancabile Asher Selector, un veterano del palco dell’Overjam, due esibizioni che hanno creato un’atmosfera quasi mistica e ricca di pathos.

 

Per oggi sono attesi i padrini della dancehall Ward 21, Junior Kelly – grande rappresentante del reggae giamaicano, Cali P, Pierre Nanon, la giamaicana Queen Ifrica, figlia della leggenda dello ska Derick Morgan, i pordenonesi Wicked Dub Division & Michela Grena. Spazio anche a: Little Vex, One Dread, R.Esistence in Dub, Illbillly Hitec, Raphael.

 

 

Inoltre con oggi hanno preso il via Workshops e l’area Overjam 4 kids presso l’area del Beach Stage con diverse attività rivolte a tutti.

L’INTERVISTA DEL GIORNO:

I R.ESISTENCE IN DUB

Il progetto R.esistence in Dub nasce nel 2006 a Udine (Friuli Venezia Giulia) dall’unione di 4 musicisti: Toffo Selektah (dubmaster), Zen I (tromba & synths), Doctor P.E. (sax & melodica) e mc Tubet – attualmente integrato da Ste’Pit  (basso).
La band è caratterizzata da suoni della reggae music e soprattutto dalla dub culture, con l’obiettivo di diffondere il soundsystem style, con produzioni proprie e live show integrati di mixer board per il dub, fiati, sintetizzatori e che vantano un mc che ha cantato con loro nella lingua d’origine che li unisce: il Friulano.

  • Cosa ne pensate del Festival? C’è qualcosa che vi ha suggestionato? A quante edizione avete partecipato?

-Noi siamo molto legati a questo festival in quanto partecipavamo ancora quando si chiamava River Splash e quindi sono 20 anni che frequentiamo questo posto, da artisti e visitatori, e ce ne siamo affezionati molto. Abbiamo comunque un edizione che ci è rimasta più a cuore, ovvero quando abbiamo suonato alla Beach Yard, che ai tempi era un Dub Arena (Stage attualmente non presente al festival – diverso da quello dell’odierna edizione).

  • La vostra canzone “biglietto da visita”

-In realtà non ci abbiamo mai riflettuto però avremmo bisogno di almeno più di una scelta visto comunque le due fasi che hanno attraversato il gruppo, la prima è “Monolite” quando avevamo la collaborazione con Dj Tubet; nella seconda fase invece, quando è subbentrato il bassista, – attimo di consultazione generale – o Sound System, cantata con Sistah Awa, oppure Resistence

  • La cosa o il pensiero che vorreste rimanesse più impresso nelle persone che ascoltano la vostra musica

-L’idea o il concetto che più ci lega tra di noi è che siamo amici, prima di essere un gruppo di artisti, e questo da cui partiamo; il fatto che siamo degli amici che si sono messi in gioco, cosa che ci ha permesso di essere, oggi, ancora qui dopo 13 anni.

E salutando i R.esistence in Dub vi lasciamo al video della loro intervista  ed anche a quello dell’intervista di ieri al vocalist dei Maci’s Mobile.

Intervista Maci’s Mobile:

Ecco il video dell'intervista di ieri al vocalist dei Maci's Mobile Il Discorso

Pubblicato da Guendy Furlan su Venerdì 16 agosto 2019

Intervista R.esistence in Dub:

Pubblicato da Guendy Furlan su Venerdì 16 agosto 2019

Day one at Overjam festival gallery:

https://www.facebook.com/guendy.furlan/media_set?set=a.2500867123306373&type=3

Day two at Overjam festival gallery:

https://www.facebook.com/guendy.furlan/media_set?set=a.2500867123306373&type=3&uploaded=88

Servizi e foto Guendy Furlan e Damiano Podrecca




Banda Berimbau TRIESTE Piazza Verdi 17 agosto,

Il noto gruppo di percussioni Banda Berimbau compie vent’anni e nell’occasione propone 20 anni con la Banda Berimbau un viaggio attraverso la cultura e i ritmi del Brasile che partirà da Piazza Verdi di Trieste alle ore 21 di sabato 17 agosto, nell’ambito Trieste Estate, la rassegna di eventi e spettacoli di vario genere promossa e organizzata dal Comune di Trieste per animare le serate estive cittadine, giunta alla sua sedicesima edizione.

Lo spettacolo, a ingresso libero, con la direzione artistica di Davide Angiolini, inizierà con una parata in stile Bloco Afro di Salvador di Bahia da Piazza della Borsa e proseguirà con i generi più rappresentativi del panorama afro-brasiliano: maracatù, sambareggae, samba enredo, afoxè e funky. In occasione di questo speciale ventennale, saliranno sul palco di Piazza Verdi numerosi artisti che hanno collaborato con i Berimbau durante la loro carriera.

La Banda Berimbau, formatasi nel 1999, è composta da musicisti di varie regioni italiane e paesi stranieri, ha base a Trieste ed è il gruppo più importante in Italia nel genere delle percussioni brasiliane, con centinaia di esibizioni in situazioni di vario tipo in Europa, Sudamerica e Medio Oriente. Cinque le tipologie di esibizione che la Banda propone, variando il numero di componenti del gruppo: Banda Berimbau show – su palco amplificato, con cantante brasiliano, chitarra acustica e possibilita’ di aggiungere chitarra elettrica, basso, sax oltre ai percussionisti. Repertorio vario con musica allegra e ritmata: Caetano Veloso, Gilberto Gil, Ivete Sangalo, Jorge Ben, Olodum, Timbalada etc. oltre a canzoni proprie; Banda Berimbau canta l’Italia – cantante italiano, chitarra acustica e 6 percussioni, con arrangiamenti in chiave brasiliana ed in stile altamente percussivo di grandi classici della canzone italiana  (Battisti, Celentano, Modugno, De Andrè, Dalla, Fossati e molti altri), oltre a rivisitazioni di canzoni popolari provenienti da regioni di tutta l’Italia, in un viaggio dal sapore brasiliano lungo tutto lo stivale dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia; Batucada – su strada/piazza/palco non amplificato, in acustico, street band itinerante o da fermi, nel puro stile delle scuole di samba di Rio, dei blocos afro di Salvador de Bahia e delle Naçao di Maracatù di Recife, suonando ritmi provenienti da differenti  zone del Brasile e pezzi propri; Os batuqueiros spettacolo con strumenti a più basso impatto sonoro (adatto anche per locali più piccoli): 4-5 percussionisti + chitarra e voce, repertorio che spazia dalla bossanova all’mpb (musica popular brasileira) per serate più soft, ma anche musica molto animata per serate danzanti; AquaBrasilmolto più di un semplice corso di aquagym: unione tra attivitàsportiva in acqua (ma replicabile anche a secco) e musica dal vivo, con un’interazione costante tra istruttore, musicisti e partecipanti.




Una notte al Cotton Club La Trieste Early Jazz Orchestra al Castello di San Giusto 17 ago.

Saranno i maggiori successi americani degli anni ‘20 e ’30 i protagonisti della serata Una notte al Cotton Club in programma sabato 17 agosto al Cortile delle Milizie del Castello di San Giusto a partire dalle ore 21, nell’ambito Trieste Estate, la rassegna di eventi e spettacoli di vario genere promossa e organizzata dal Comune di Trieste per animare le serate estive cittadine, giunta alla sua sedicesima edizione. La serata, a cura dell’Associazione Culturale Multimusica, vede le performance musicali della Trieste Early Jazz Orchestra, diretta da Livio Laurenti, le voci di Paolo Venier e Ana Pilat e del quartetto vocale femminile Anakrousis, le danze dei ballerini Lindy Hop Eva Pocivavsek Janhar e Metod Javornik, il tip tap della scuola TocToc, il tutto guidato dalla regia di Elisabetta Gustini.
Livio Laurenti presenterà ogni brano, dando alcuni riferimenti storici e citando aneddoti, per aiutare il pubblico a immergersi nel contesto dell’epoca, che sarà ulteriormente evocato dalle immagini e dai filmati proiettati sullo schermo retrostante l’orchestra, dalle voci dei cantanti e dalle danze dei ballerini.
La Trieste Early Jazz Orchestra è una delle rarissime formazioni italiane che si dedica al glorioso repertorio del jazz orchestrale degli anni Venti e Trenta. Una musica su cui hanno ballato generazioni di appassionati, ma che è stata anche il laboratorio di nuove, geniali idee musicali che hanno cambiato il corso della storia della musica del XX secolo: si pensi al linguaggio per big band, ancor oggi presente in tanta musica classica, jazz e pop, o a Louis Armstrong. La Trieste Early Jazz Orchestra tiene viva quella tradizione con accuratezza filologica e piglio vitale contemporaneo, attraverso un percorso che dall’Ottocento arriva fino agli anni trenta: dal cd “Rag, Blues, Hot” con la Joplin Ragtime Orchestra del  2005, al live “Trieste Early Jazz Orchestra Live in Rimini” (2012) fino al recente  “Una Notte Al Cotton Club” (2018). L’orchestra non agisce con un’intenzione museale ma con lo scopo di riportare al pubblico una musica viva, eccitante, complessa e coinvolgente. In questo essa rappresenta un’esperienza rara per valore del progetto e qualità dei risultati.
Paolo Venier è la “voce” della Trieste Early Jazz Orchestra. Iniziati gli studi musicali all’età di 8 anni ha continuato ad occuparsi di musica pur alternando altre attività lavorative nel campo dello spettacolo. Per numerosi anni ha collaborato con l’orchestra “I Cameristi triestini” in qualità di tenore solista. Ha tenuto concerti in Europa, Stati Uniti, Argentina, Turchia, Grecia, Cipro, Singapore, Vietnam, Russia ed Egitto partecipando a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive, a spettacoli teatrali e all’incisione di un CD di arie d’operetta e uno di musica sacra. È direttore di coro e tuttora svolge un’intensa attività come organista.
Eva Pocivavsek e Metod Javornik ballano assieme da vari anni e insegnano il LindyHop allo Studio Dansa di Lubiana. Hanno partecipato e partecipano da vincitori a numerose competizioni internazionali
 
La scuola di tiptap “TocToc” è stata fondata da Michela Bianco a Trieste nel 2008 e ha visto la nascita di decine di ballerini. Tra questi, si distingue il giovane Matteo Lo Piccolo, l’allievo più anziano e più bravo, vincitore di varie borse di studio.
L’Anakrousis Quartet è la sezione femminile del coro giovanile Anakrousis, una formazione nata più di 10 anni fa che ha all’attivo decine di concerti in Italia e all’ estero. Le voci che lo compongono sono: Maria Sanja Viviani (soprano), Veronica Savi (soprano), Jasna Gornik (contralto) e Jasna Jug (contralto).
Ana Pilat è una cantante croata ventiseienne, che studia canto jazz al conservatorio Tartini di Trieste e cantoterapia a Zagabria. Ha già registrato 2 CD ed è molto attiva sulla scena regionale.
Spettacolo a pagamento: i biglietti sono disponibili in prevendita al Ticketpoint, Corso Italia 6 – Trieste e alla biglietteria del Castello di San Giusto prima dell’inizio della serata.

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Prossimi Appuntamenti di Trieste Estate 2019
Domenica 18 agosto 2019, ore 21, Castello di San Giusto / Cortile delle Milizie: Oscar
Trieste Estate 2019 è promossa e organizzata dal Comune di Trieste, con il contributo della Fondazione CRTrieste e il sostegno di Trieste Trasporti.