7 mila persone al concerto di Max Gazzè sul Monte Canin per la grande festa finale del No Borders Music Festival

MAX GAZZÈ IN ALTA QUOTA SUL MONTE CANIN CHIUDE IL NO BORDERS MUSIC FESTIVAL 2019

31 MILA PRESENZE AL CONFINE TRA ITALIA, SLOVENIA E AUSTRIA PER L’EDIZIONE DEI RECORD 

La Favola di Adamo ed Eva. La Favola di Max Gazzè sul Monte Canin. Oggi in 7 mila sono saliti a piedi e in cabinovia al Rifugio Gilberti a Sella Nevea per la grande festa finale del No Borders Music Festival, la celebre rassegna organizzata dal Consorizio di Promozione Turistica del Tarvisiano che attraverso la musica in mezzo alla natura ha promosso  in maniera estremamente sostenibile dal punto di vista ambientale alcuni dei luoghi più incontaminati e suggestivi del comprensorio del Tarvisiano, al confine tra Italia, Slovenia e Austria.

Accompagnato da una formazione “acustica” pensata ad hoc per il “concerto in alta quota”, Max Gazzè –  uno de gli artisti più poliedrici e amati del panorama musicale italiano –  ha proposto una scaletta speciale che ha riabbracciato idealmente tutta la sua strepitosa carriera, dagli esordi ai giorni nostri, guidando dunque il pubblico in uno straordinario viaggio tra le sue passioni mistiche, musicali ed esoteriche.

Manu Chao

Quella appena conclusasi, la 24esima edizione del No Borders Music Festival, passerà alla storia come l’edizione dei record con 31 mila presenze in due settimane e passerà alla storia come l’edizione del primo “Mystery Concert” (il concerto misterioso senza mai annunciare il protagonista), un evento storico davvero senza precedenti che ha portato una star mondiale come Manu Chao in alta quota, a quasi duemila metri, per il suo unico concerto in Europa negli ultimi due anni.

L’incontro tra musica e natura si è rivelato ancora una volta vincente.

VignaPR – Foto: Fabrice Gallina e Simone Di Luca




FESTIVAL DI MAJANO 2019 TUTTO PRONTO PER IL GRAN FINALE CON LO SPETTACOLO PIROTECNICO DI FERRAGOSTO

Quasi un mese di eventi, un calendario capace di unire grande musica internazionale, iniziative culturali, sportive, decine di eventi aperti a tutti e un’offerta gastronomica strepitosa: tutto questo e molto altro è stata la 59° edizione del Festival di Majano, fra le rassegne più amate dell’estate del Friuli Venezia Giulia, capace di superare anche quest’anno le 150 mila presenze, obiettivo straordinario per un piccolo centro collinare come quello di Majano. Questa fortunatissima edizione si concluderà ufficialmente domani, giovedì 15 agosto, quando, alle 23.55, il cielo di Majano sarà illuminato di mille luci e colori con il grande spettacolo pirotecnico, momento di saluto e di arrivederci al 2020 con l’edizione numero 60. A condurre il pubblico verso i fuochi di mezzanotte ci penseranno, dalle 21.00 in Piazza Italia, gli Exes, in concerto. Tutte le info su www.promajano.it .

The Darkness

Decine dunque gli eventi lungo le 17 giornate di festa con la grande musica a fare da filo conduttore lungo tutto il calendario. Spettacolari sono stati i concerti degli idoli rock inglesi The Darkness – serata resa poi indimenticabile dalla band che ha festeggiato fino a tarda notte con i fan nei chioschi del Festival – del re dell’indie pop Calcutta e delle leggende prog Jethro Tull. Ottime conferme sono arrivate anche dai Pink Sonic e dall’ 80 Festival, per non parlare delle moltissime proposte a ingresso libero divise fra il grande palco dell’area Concerti e il secondo stage di Piazza Italia. Moltissime le presenze di visitatori dall’estero, a maggioranza provenienti da Austria, Slovenia a Croazia, una dimostrazione di come il festival abbia saputo crescere negli anni e superare, anche in termini di promozione, i confini nazionali.

Di grande livello anche l’offerta culturale proposta, con ben due prestigiose mostre d’arte: quella dell’artista friulano Giordano Floreancig dal titolo “Siamo qui per bellezza” (alla Sala Ciro di Pers) e quella della Scuola Mosaicisti del Friuli dal titolo Mosaici Contemporanei” (Palazzo delle Esposizioni). Bellissimo appuntamento è stato poi quello della consegna del Premio Pro Majano, che ogni anno celebra un’eccellenza friulana nel mondo. Lo scorso 25 luglio, in una gremitissima Piazza Italia, il premio è andato a Don Alessio Geretti, già Delegato Episcopale alla Cultura e curatore delle mostre di San Floriano di Illegio. Grande novità della 59° edizione sono state anche le due gite, una nel cividalese e una nel pordenonese, di “A spasso con il Festival sulla Strada del Vino e dei Sapori”, per coprire paesaggi, ascoltare storie, assaggiare vini, birre e prodotti tipici del territorio su una strada che fa incrociare natura, cultura ed enogastronomia.

Apprezzatissima è stata poi l’offerta gastronomica della rassegna. Fra le pietanze più richieste c’è stato il Filetto del Festival, la costata di manzo, la wiener snitzel cucinata dagli “Amis di San Martin”, le specialità austriache e bavaresi del biergaten, il galletto allo spiedo, il prosciutto di Trieste e gli arrosticini. Un menù ampissimo che includeva anche i sapori di Carnia con il frico, i cjarcions e gli gnocchi. Cucina attenta a tutti quella del Festival, che ha visto anche quest’anno la presenza delle proposte healty food di Integraldo (www.integraldo.bio).

L’appuntamento con il Festival di Majano si rinnova al 2020, per raggiungere un altro grande obiettivo, quello della 60° edizione.




arte e musica per un dialogo nella bellezza sabato 17 agosto alla Terrazza a mare di Lignano

Sabato 17 agosto, ore 21 Terrazza a Mare, Lignano Sabbiadoro

Dialogo nella bellezza
Evento artistico musicale.

Conversazione condotta da Silvano Bertossi con l’artista Piero De Martin, l’architetto Oscar Rizzati, la critica d’arte Francesca Agostinelli, il giornalista Enea fabris
Recital piansitico delle sorelle Dallagnese dell’Accademia musicale di Imola

A suggello della mostra “40 anni: una vita nella luce preziosa” dell’orafo e scultore Piero De Martin alla Terrazza a mare di Lignano (in chiusura il 19 agosto), sabato 17 agosto alle 21 si terrà una serata, condotta dal giornalista Silvano Bertossi, dedicata alla bellezza. Alla conversazione sul significato dell’arte e della bellezza nella nostra vita e per l’umanità parteciperanno lo stesso De Martin, la critica d’arte Francesca Agostinelli, l’architetto Oscar Rizzati (che ha curato la ristrutturazione della Terrazza a mare) e il giornalista Enea Fabris, storico corrispondete da Lignano per il Gazzettino. In rappresentanza dell’amministrazione comunale, che festeggia i sessanta anni dell’autonomia amministrativa, l’assessora alla cultura Ada Iuri.
Ospiti d’eccezione saranno le sorelle Eleonora e Beatrice Dallagnese, che – in collaborazione con la Nam Lab di Azzano Decimo e il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito della manifestazione Musica nel territorio – offriranno al pubblico un prezioso concerto pianistico pieno di grazia e talento. Al centro del programma Chopin, uno dei grandi maestri della musica romantica definito “poeta del pianoforte”. In scaletta diversi suoi Studi, che raggiungono vette di virtuosissimo, perdendo ogni riferimento esteriore per trasformarsi in interiorità pura, la polacca “Eroica”, esempio di danza aristocratica impregnata dall’ardore di un fervido amor di patria. In programma anche Liszt (una delle personalità più brillanti di sempre nel panorama della musica classica) e Scriabin, la cui musica, come la sua vita, era l’emblema dell’eccesso e dell’anelito all’infinito. Conclusione a quattro mani con la Petite Suite di Debussy
Eleonora e Beatrice Dallagnese sono sorelle gemelle di 19 anni e vivono a Oderzo. Hanno iniziato lo studio della musica all’età di 4 anni e dal 2015 frequentano l’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola. Nel 2018 si sono diplomate con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore al Conservatorio “C. Pollini” di Padova. Pur essendo giovanissime hanno all’attivo numerosi concerti in Italia e all’estero e sono vincitrici, sia singolarmente che in duo idi prestigiosi premi nazionali e internazionali.




Ferragosto, Basilica di Aquileia, il Summer Tour 2019 della Gustav Mahler JugendOrchester,

Si apre nella serata di Ferragosto, domani alle 20.30 nella suggestiva cornice della Basilica di Aquileia, il Summer Tour 2019 della Gustav Mahler JugendOrchester, l’Orchestra giovanile più importante e conosciuta al mondo, fondata da Claudio Abbado, che per il terzo anno consecutivo realizza un progetto di residenza al Teatro Verdi di Pordenone, sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia – Promoturismo. Proprio attraverso questa residenza sarà costruita la produzione che prenderà il largo per le capitali europee della grande musica – da Salisburgo ad Amsterdam, Dresda, Essen, Francoforte, Lisbona – e tornerà poi al Verdi nelle serate del 3 e 4 settembre. Domani sera, ad Aquileia – con replica nella serata del 16 agosto, nella location Snaidero di Majano – sul podio ci sarà il direttore austriaco Tobias Wögerer. In programma due capolavori assoluti, il famoso Adagio e Fuga KV 546 di Wolfgang Amadeus Mozart e la Sinfonia No. 8 in Do maggiore (“Grande”) di Franz Schubert.

Successore del Maestro Lorenzo Viotti, Tobias Wögerer è reduce dal successo dei concerti GMJO a Lisbona. Dopo i concerti del 2017 (con due sinfonie di Mendelssohn e Schubert) e del 2018 (con opere di Schoenberg e Wagner), eseguiti per la direzione di Lorenzo Viotti, la Gustav Mahler JugendOrchester proporrà un programma di grande coinvolgimento, con ingresso libero e aperto a tutti, fino ad esaurimento dei posti. I musicisti 18 – 26enni della GMJO rileggeranno dunque due immortali capolavori di grandi Maestri, riproposti con l’energia, il vigore, il talento e l’entusiasmo di musicisti destinati a ruoli di primo piano sulla scena internazionale. Se l’Adagio e Fuga KV 546 di Mozart è noto per la sua straordinaria intensità espressiva, la “Grande” di Franz Shubert è l’ultimo lavoro portato a termine nel genere sinfonico dal grande compositore tedesco: ecco perché il concerto di Aquileia, e quello successivo di Majano, si preannunciano davvero imperdibili: sul podio il talento, la sensibilità e il carisma di Tobias Wögerer, chiamato a dirigere uno Shubert visionario e profetico, con la pagina sinfonica che più di ogni altra ha ispirato le epoche successive.