ECOLE DES MAITRES 2019 – XXVIII edizione Corso internazionale itinerante di perfezionamento teatrale 23 ago– 27 set

E’ Angélica Liddell, la performer catalana, poetessa, regista e autrice di un teatro radicale, bruciante, di dirompente forza espressiva, ospite dei maggiorifestival europei, la nuova la guida maieutica, la “maestra” dell’edizione 2019 dell’Ecole des Maîtres.

L’Ecole des Maîtres è il rinomato progetto di formazione teatrale avanzata che creato da Franco Quadri nel 1990, arrivato quest’anno alla XXVIIIedizione. L’Ecole è una straordinaria occasione formativa per attori europei di età compresa fra i 24 e i 35 anni, sotto la guida di affermati “maestri della scena internazionale” durante un corso di perfezionamento teatrale che attraversa, nel suo percorso itinerante, 4 Paesi europei.  
Obiettivo formativo dell’Ecole des Maîtres è dare vita a un’esperienza di lavoro fortemente finalizzata al confronto e allo scambio di competenze sui metodi e le pratiche di messinscena, partendo da testi, lingue e linguaggi artistici differenti.

Il partenariato europeo dell’Ecole impegna una direzione artistica condivisa da una rete di realtà teatrali di Italia, Belgio, Francia e Portogallo – CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia (Italia), CREPA – Centre de Recherche et d’Expérimentation en PédagogieArtistique (CFWB/Belgio), Teatro Nacional D. Maria II, TAGV – Teatro Académico de Gil Vicente (Portogallo), La Comédie de Reims – Centre Dramatique National, Comédie de Caen –  Centre Dramatique National de Normandie (Francia), con il sostegno di

MiBAC – Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, con la partecipazione  – per l’Italia – di Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico“, Short Theatre, Teatro di Roma, ERPAC – Ente Regionale Patrimonio Culturale Friuli Venezia Giulia e di molte altre realtà europee.

All’edizione 2019 sono stati ammessi 15 attori europei selezionati, Federico Benvenuto, Marco Ciccullo, Ksenija Martinovic, Nika Perrone (Italia); Delphine De Baere, Clément Papachristou, GawelSeigneuret, Chloé Winkel (Belgio); Guillaume Costanza, Olga Mouak, Gonzague Van Bervesseles (Francia); João Gaspar, Marina Leonardo, Rita Morais, Miguel Ponte (Portogallo).

Il corso diretto da Angélica Liddell si svilupperà a partire dal 23 agosto al 27 settembre, in 16 giorni di lavoro intensivo a Udine (nello spazio Residenze di Villa Manin, a Passariano), e proseguirà con fasi di lavoro e di presentazione pubblica nelle diverse sedi europee del progetto. Sarà a Roma dall’8 all’11 settembre, a Lisbona dal 12 al 15 settembre, a Coimbra dal 16 al 19 settembre, a Bruxelles dal 20 al 23 settembre e a Caen dal 24 al 27 settembre.

Le presentazioni pubbliche previste durante il percorso di lavoro itinerante saranno sei: a partire dal 7 settembre, a Villa Manin di Passariano (Udine), l’11 settembre al Teatro India di Roma, ospite di Short Theatre Festival, il 15 settembre al Teatro Nacional D. Maria II di Lisbona (Festival Entrada Livre), il 19 settembre al Teatro Académico de Gil Vicente  di Coimbra, il 23 settembre al Théâtre la Balsamine di Bruxelles e il 27 settembre alla Comédie de Caen, a Caen.

Angélica Liddell è nata in Catalogna, nello stesso paese di Salvador Dalì, a Figueres. Dopo studi in psicologia e arti drammatiche, fonda nel 1993 la compagnia Atra Bilis Teatro, con la quale mette in scena venticinque opere.

I suoi ultimi lavori El año de Ricardo, La casa della fuerza, Maldito sea elhombre que confía en el hombre e Todo el cielo sobre la tierra, Qué haré yocon esta espada, sono stati premiati al Festival d’Avignon, al WienerFestwochen e al Théâtre de l’Odéon a Parigi. La sua ultima pièce è The ScarletLetter, attualmente in tour mondiale.

E’ pluripremiata sia nel suo Paese che all’estero, con il premio Casa de América 2003 per l’innovazione drammatica, il SGAE Theater Award 2004, il Premio Ojo Crítico Segundo Milenio 2005 , il Premio Valle Inclán nel 2008, il Sebastiá Gasch Award nel 2011, fino ai riconoscimenti più recenti, il Premio Nazionale di Letteratura Drammatica 2012 assegnato dal Ministero della Cultura spagnolo, il Leone d’Argento del Teatro alla Biennale di Venezia 2013. Nel 2017 è stata nominata Cavaliere delle Arti e delle Lettere di Francia.

Mtr




THE OFFSPRING 15 agosto BEACH ARENA di Lignano Sabbiadoro

THE OFFSPRING

DEAD KENNEDYS

IGNITE

15 agosto – LIGNANO SABBIADORO, Beach Arena

LIGNANO SUNSET FESTIVAL

Gli orari della Giornata:

Ore 15.00 Apertura biglietterie

Ore 18.00 Apertura porte

Ore 19.30 IGNITE live

Ore 20.45 DEAD KENNEDYS live

A seguire THE OFFSPRING live

Il concerto dei The Offspring, grandi protagonisti del Lignano Sunset Festival, originariamente previsto allo Stadio Teghil, è spostato per ragioni tecnico logistiche alla Beach Arena, sempre a Lignano Sabbiadoro, sempre a Ferragosto, giovedì 15 agosto. La nuova venue, che ospiterà anche il concerto del rapper Salmo il 12 agosto, accoglierà così levento punk rock più atteso dellestate, che vedrà protagonisti, oltre ai The Offspring, anche altre due band di livello mondiale. Si comincia infatti già alle 19.30 con lesibizione degli Ignite, band punk hardcore Californiana, perproseguire alle 20.45 con lesibizione dei Dead Kennedys, fra i gruppi più amati al mondo di questo genere musicale. La serata vedrà poi il suo culmine con latteso live di Dexter Holland, Noodles e compagni, prima dei fuochi dartificio che illumineranno la magica notte di Ferragosto lignanese. I biglietti per levento sono ancora disponibili sui circuiti Ticketone, Oeticket e Eventim e lo saranno anche il giorno del concerto alle biglietterie a partire dalle 15.00. Le porte della Beach Arena apriranno al pubblico alle 18.00. Info e punti vendita su www.azalea.it .

I The Offspring, che tornano in Italia nella prossima estate, incarnano il punk rock stesso: generazioni intere di fan hanno cantato e continuano a intonare i ritornelli di pezzi storici come The Kids Aren’t Alright, Pretty Fly (For a White Guy), Original Prankster o Why Don’t You Get a Job. I loro successi vengono costantemente trasmessi in radio, in TV e durante ogni DJ set rock, a testimonianza del fatto che i The Offspring sono la band delle grandi occasioni.Dexter Holland (voce, chitarra), Noodles (chitarra), Greg K (basso) e Pete Parada (batteria) compongono la lineup della band, che dopo i primi passi mossi nel 1987 ha raggiunto il successo planetario con l’album Smash, il disco più venduto di sempre (14 milioni di copie) prodotto da un’etichetta indipendente, Epitaph Records. Da lì la band non si è più fermata: più di 1100 show sui palchi di tutto il mondo, più di 40 milioni di album venduti e numerose hit indelebili nella storia del rock tra cui “Self Esteem,Come Out And Play (Keep ‘Em Separated),The Kids Aren’t Alright” e “You’re Gonna Go Far, Kid. Fra gli album storici troviamo di certo ancheAmericana (1998) e Conspiracy of One (2000). Il gruppo sta ora lavorando in studio al suo prossimo disco, il primo da Days Go By del 2012, e l’attesa per i pezzi nuovi è letteralmente alle stelle. Fin dal primo album-studio lo stile musicale della band è stato chiaro e conservato intatto nel tempo: chitarre potenti, avvolte da occasionali riff surf ed un timbro vocale alto, tra l’urlato ed il cantato, con una base melodica, aspetti che rendono i The Offspring una band unica nel panorama mondiale.

Descritti come rivoluzionari, provocatori, e da alcuni persino come “la band più pericolosa dell’hardcore”, i Dead Kennedys calcano le scene di tutto il mondo dal 1978 e, proprio in celebrazione dei 40 anni di attività è recentemente uscito DK40, una compilation dal vivo che in ben 47 tracce ripercorre le canzoni più amate della band come Holiday in Cambodia, Nazi Punks Fuck Off o Police Truck, e anche alcuni “deep cuts” dalla loro discografia.

Conterranei dei The Offspring, sono anche gli Ignite, band che calca i palchi dell’hardcore punk dal 1993. La loro dedizione alla scena è paragonabile solo al loro impegno sociale: la band ha da sempre sostenuto con forza numerose associazioni quali Medici senza frontiere e Sea Shepherds. Maestri nell’arte di creare melodie memorabili senza per questo sacrificare la potenza e l’aggressività della propria musica, gli Ignite hanno pubblicato cinque album in studio, di cui l’ultimo, A War Against You, è uscito nel 2016. Tutte le info su www.azalea.it .




Acqua e sale Tribute Show Omaggio a Mina e Celentano Sabato 10 agosto, ore 21 Castello di San Giusto / Cortile delle Milizie

Acqua e sale Tribute Show. Omaggio a Mina e Celentano, con Flavio Furian e Ornella Serafini, è uno spettacolo proposto da Good Vibrations Entertainment con la direzione artistica di Trieste is Rock e si svolge nell’ambito di Trieste Estate 2019, rassegna di eventi e spettacoli di vario genere promossa e organizzata dal Comune di Trieste per animare le serate estive cittadine, giunta alla sua sedicesima edizione. Lo spettacolo va in scena nel Cortile delle Milizie del Castello di San Giusto, sabato 10 agosto alle ore 21, con ingresso a pagamento (Posto unico a sedere non numerato: 15,00 € + d.p.); i biglietti sono disponibili da TicketPoint in Corso Italia, nei punti vendita Ticketone e online su www.ticketone.it.

Acqua e sale Tribute Show propone un significativo estratto delle canzoni del repertorio di Mina e Celentano, dai tempi di Studio Uno (il celebre varietà in onda sulla RAI tra il 1961 e il 1966) ed ancor prima, fino alla storia recente con “Le Migliori”, album uscito nel 2016. I più bei duetti, le più belle canzoni e un po’ di aneddoti e notizie, conditi dalla peculiare verve comica di Flavio Furian (famosissimo a Trieste per i suoi personaggi di “Macete” e conosciuto anche a livello nazionale a Colorado su Italia 1), e dall’ispirata vena interpretativa di Ornella Serafini. Furian/Celentano e Serafini/Mina sono accompagnati da una band (gli F24) veramente eccezionale con musicisti già affermati nel corso di lunghe ed importanti carriere: Marco Ballaben al pianoforte, Amir Karalic alle chitarre, Alessandro Leonzini al basso, Paolo Muscovi alla batteria, Matteo E. Basta alla voce e chitarra e Giovanna Rados alla voce e al violino.

 

Adriano Celentano e Mina, «Hanno, insieme, rivoluzionato la canzone italiana alla fine degli anni 50, muovendosi sull’onda del nascente rock’n’roll, conquistando negli anni ’60 e ’70 i rispettivi scettri di re e regina del nostro pop» (scrive Ernesto Assante su La Repubblica).

“Il molleggiato” e “la tigre di Cremona” nelle loro carriere si sono incrociati e hanno collaborato spesso ma il primo disco assieme arriva solo nel 1998 e contiene una canzone destinata a diventare uno standard del pop italiano, “Acqua e sale” (disco d’oro nel 2017). Il successivo disco assieme è arrivato dopo ben diciotto anni, “Le migliori” del 2016, e ha ottenuto uno straordinario successo, con il record di vendite e l’assegnazione di cinque dischi di platino.

Avvicinarsi al repertorio di mostri sacri non è mai semplice, ma la formazione triestina lo fa con rispetto e grande passione, in uno spettacolo studiato nei minimi dettagli: nulla è lasciato al caso, dagli arrangiamenti curatissimi alle dinamiche e scenografie, fino alle videoproiezioni, ai costumi di scena e il trucco.

Il progetto nasce nel 2017 a Trieste quando Flavio Furian (abile imitatore che nei suoi show ha sempre inserito una personale versione del molleggiato) e la dotatissima cantante Ornella Serafini decidono di mettere in scena uno spettacolo che omaggi la coppia d’oro della musica italiana trovando la disponibilità e la competenza di musicisti già affermati in altri progetti, che possano garantire un livello qualitativo molto alto, come queste canzoni meritano. I primi due show di prova al Teatro di San Giovanni a Trieste vanno entrambi sold out, non sono da meno la prima ufficiale, tenutasi nella serata di ferragosto al Castello di San Giusto e a febbraio 2018 al Bobbio di Trieste. Dopo un mini tour in Montenegro, a dimostrare che la grande musica italiana può raccogliere entusiasti apprezzamenti anche fuori dai nostri confini, ha avvio il tour nei teatri italiani (Brescia, Padova, Ferrara …). Brani senza tempo come “Brava”, “L’emozione non ha voce”, “Azzurro”, “Acqua e Sale”, “Il Tuo bacio è come un rock”, “Il Ragazzo della Via Gluck” dimostrano di far parte del dna di tutti gli ascoltatori e non smettono mai di emozionare.

 

La produzione dello spettacolo è a cura di Good Vibrations che, tra gli altri progetti, sta portando con enorme successo nei teatri italiani anche lo spettacolo Canto Libero – omaggio a Battisti & Mogol, 6 Pence – Queen Tribute, 40 Fingers Guitar Quartet.

 

Prossimi Appuntamenti di Trieste Estate 2019

Domenica 11 agosto, ore 4.50, Molo Audace: Angelo Comisso, pianoforte solo
Domenica 11 agosto, ore 21, Piazza Verdi: I ’60 ruggenti and friends

Domenica 11 agosto, ore 21, Castello di San Giusto / Cortile delle Milizie: Dal Paese dei campanelli all’ombra del Campanon

Trieste Estate2019 è promossa e organizzata dal Comune di Trieste, con il contributo della Fondazione CRTrieste e il sostegno di Trieste Trasporti.




Vivian Maier, The Self-portrait and its Double”6 lug.22 set.Magazzino delle Idee

Dal 6 luglio al 22 settembre 2019 il Magazzino delle Idee a Trieste presenta, per la prima volta in Italia, la mostra Vivian Maier, The Self-Portrait and its Double, a cura di Anne Morin, realizzata e organizzata dall’Ente per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con diChroma photography, Madrid, John Maloof Collection e Howard Greenberg Gallery New York.

70 autoritratti, di cui 59 in bianco e nero e 11 a colori, questi ultimi mai esposti prima d’ora sul territorio italiano, raccontano la celebre fotografa attraverso i suoi autoritratti scattati quando ancora, da sconosciuta bambinaia, passava il tempo a fotografare senza la consapevolezza di essere destinata a diventare una vera e propria icona della storia della fotografia.

Nel suo lavoro ci sono temi ricorrenti: scene di strada, ritratti di sconosciuti, il mondo dei bambini – il suo universo per così tanto tempo – e anche una predilezione per gli autoritratti, che abbondano nella produzione di Vivian Maier attraverso una moltitudine di forme e variazioni, al punto da essere quasi un linguaggio all’interno del suo linguaggio. Un dualismo.

L’interesse di Vivian Maier per l’autoritratto era più che altro una disperata ricerca della sua identità. Ridotta all’invisibilità, ad una sorta di inesistenza a causa dello status sociale, si mise a produrre prove inconfutabili della sua presenza in un mondo che sembrava non avere un posto per lei. Il suo riflesso in uno specchio, la sua ombra che si estende a terra, o il contorno della sua figura: come in un lungo gioco a nascondino, tra ombre e riflessi, in mostra ogni autoritratto di Vivian Maier è un’affermazione della sua presenza in quel particolare luogo, in quel particolare momento. Caratteristica ricorrente è l’ombra, diventata una firma inconfondibile nei suoi autoritratti. La sua silhouette, la cui caratteristica principale è il suo attaccamento al corpo, quel duplicato del corpo in negativo “scolpito dalla realtà”, ha la capacità di rendere presente ciò che è assente. L’intenzione dell’esposizione – che ripercorre l’incredibile produzione di una fotografa che per tutta la vita non si è mai considerata tale, e che, anzi, nel mondo è sempre passata inosservata – è proprio quello di rendere omaggio a questa straordinaria artista, capace non solo di appropriarsi del linguaggio visivo della sua epoca, ma di farlo con uno sguardo sottile e un punto di vista acuto.

 

Una storia straordinaria. Vivian Maier (1926 – 2009) ha lavorato come bambinaia per 40 anni, a partire dai primi anni Cinquanta e per quattro decenni, a New York e a Chicago poi. Nel suo tempo libero, fotografava la strada, le persone, gli oggetti, i paesaggi; ritraeva tutto ciò che le destava sorpresa, che trovava inaspettato nel suo vivere quotidiano; catturando l’attimo raccontava la bellezza dell’ordinario, scovando le fratture impercettibili e le inflessioni sfuggenti della realtà nella quotidianità che la circondava. Ha trascorso tutta la sua vita nell’anonimato fino al 2007, quando il suo corpus fotografico è venuto alla luce. Un lavoro immenso, composto da più di 150.000 negativi, super 8 e 16mm film, diverse registrazioni audio, alcune fotografie e centinaia di rullini non sviluppati, scoperto da un giovane immobiliarista, John Maloof. Grazie a lui il lavoro di Vivian Maier è venuto allo scoperto lentamente, da bauli, cassetti, dai luoghi più impensati, e la sua opera fotografica è stata resa nota in tutto il mondo.  Scattare ritratti era per Vivian Maier una necessità: il modo con cui definiva la propria posizione nel mondo, e quello con cui provava a restituire l’ordine delle cose. Quando i protagonisti dei ritratti erano poveri, lasciava loro una legittima distanza; quando invece appartenevano all’alta società metteva in atto azioni di disturbo facendo in modo che nello scatto risultassero infastiditi. La Maier aveva due facce: quella che accettava la propria condizione, e quella che invece la combatteva cercando di essere qualcun altro.

Ciò che sorprende nella storia di Vivian Maier – afferma Anne Morin, curatrice della mostraè come questa donna da una parte accetti la sua condizione di bambinaia e, allo stesso tempo, trovi invece la sua libertà nell’essere qualcun altro, la fotografa di strada Vivian Maier; questo dualismo, generato dallo scontro tra le due anime, ha dato vita a una vicenda senza paragoni nella storia della fotografia, che in questa mostra viene raccontata per la prima volta in Italia attraverso i ritratti dell’autrice”.

 

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Vivian Maier, The Self-portrait and its Double_Magazzino delle Idee, Trieste, mostra realizzata da ERPAC 

(a sinistra) n.d._Image size: 12×12 inch (30,48 x 30,48 cm) Paper size: 20×16 inch (50,8 x 40,64 cm)

(a destra) Self-portrait on a beach in New York’s Staten Island, 1954_ Image size: 12×12 inch (30,48 x 30,48 cm) Paper size: 20×16 inch (50,8 x 40,64 cm) 

©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Il colore. Inedito nel percorso espositivo il nucleo di immagini a colori. Per Vivian Maier, il passaggio al colore è stato accompagnato da un cambiamento dovuto all’utilizzo di una Leica all’inizio degli anni settanta. La fotocamera è leggera, facile da portare: le foto sono riprese direttamente a livello dell’occhio, a differenza della Rolleiflex che usava prima. Vivian Maier è così in grado di raccogliere il contatto visivo con gli altri e fotografare il mondo nella sua realtà colorata. Il suo lavoro a colori rimane singolare, libero e anche giocoso. Esplora le caratteristiche specifiche del linguaggio cromatico con una certa casualità, elabora il proprio vocabolario, ma soprattutto si diverte con il reale: sottolineando stridenti dettagli di colore, mostrando le discrepanze multicolore della moda o giocando con brillanti contrappunti.

Filmati SUPER 8 mm. Accompagna gli scatti fotografici in mostra una serie di filmati in super 8mm realizzati dalla stessa Vivian Maier, che ci permettono di seguire il movimento dell’occhio dell’artista. Nel 1960 inizia infatti a filmare scene di strada, eventi e luoghi. Il suo approccio cinematografico è strettamente legato al suo linguaggio da fotografa: è una questione di esperienza visiva, di un’osservazione discreta e silenziosa del mondo che la circonda. Non c’è narrazione, nessun movimento della macchina (l’unico movimento cinematografico è quello della carrozza o della metropolitana in cui si trova). Vivian Maier filma quello che la porta all’immagine fotografica: osserva, si ferma intuitivamente su un soggetto e lo segue. Ingrandisce con la lente per avvicinarsi senza avvicinarsi e concentrarsi su un atteggiamento o un dettaglio (come le gambe e le mani di individui in mezzo alla folla). Il film è sia una documentazione (un uomo mentre viene arrestato dalla polizia, oppure i danni causati da un tornado) sia un oggetto di contemplazione (la strana processione di pecore ai mattatoi di Chicago).

Biografia. Vivian Maier nasce a New York il 1° febbraio del 1926 da padre di origine austro-ungarica e madre francese. Quattro anni più tardi il padre lascia la casa di famiglia. Vivian e sua madre condividono un appartamento con la fotografa Jeanne Bertrand. Dopo un periodo in Francia, nel 1938 tornano a vivere a New York. Ma nei primi anni ’50, la richiesta di un’eredità la conduce nuovamente in Francia, dove produce numerosi paesaggi e ritratti degli abitanti della valle di Champsaur utilizzando macchine fotografiche a scatola o pieghevoli, e le consente di viaggiare a Cuba, in Canada e in California. Inizia quindi a lavorare come governante per guadagnarsi da vivere. Nel 1952 compra la sua prima Rolleiflex. È interessata alla vita quotidiana per le strade di New York. Scatta ritratti ai i bambini di cui si prende cura, ma anche a sconosciuti e ad alcune celebrità che incontra. Nel 1955 comincia a lavorare a Los Angeles, poi l’anno successivo si trasferisce definitivamente a Chicago, dove inizia a lavorare per la famiglia Gensburg, con la quale resterà per 17 anni. Qui allestisce un laboratorio nel bagno privato messo a sua disposizione. Tra il 1959-1960 viaggia in tutto il mondo, soggiornando nelle Filippine, Asia, India, Yemen, Vicino Oriente, Europa meridionale, e torna poi in Francia per l’ultima volta. Nel decennio 1970-1980 scatta fotografie a colori con la sua Leica e filmati da 8 mm e 16 mm.  Nel 1990-2000 mette in un magazzino la sua consistente collezione di libri, ritagli di giornali, pellicole e stampe, sequestrati dopo alcuni anni per regolare l’affitto non pagato. È praticamente senza lavoro e le sue risorse sono scarse. La famiglia Gensburg affitta un appartamento per ospitarla. Muore a Chicago il 21 aprile 2009.

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Vivian Maier, The Self-portrait and its Double_Magazzino delle Idee, Trieste, mostra realizzata da ERPAC 

Untitled, Chicago, IL, 1974_Paper size: 11×14 inches

©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY




OCCIT’AMO appuntamento finale il 15 agosto a Castelmagno

 VALLE GRANA

Lunedì 12 agosto 2019 – dalle ore 7.30

Per i matinè di Occit’amo

Rifugio Fauniera

LHI DESTARTAVELÀ

 

Occit’amo, dopo la bellissima esperienza del concerto più alto d’Europa con una ghironda sul Monviso, ritorna in rifugio, in un luogo che guarda ad un crocevia di tre Valli. Rocca la Meja, colle della Bandia, Colle Valcavera: tre vallate occitane si incontrano in un pianoro dalla vista mozzafiato.

Appoggiandosi a rifugi alpini, il Festival Occit’amo farà suonare all’alba ghironda e cornamusa, portando gli appassionati di musica e di montagna ad incontrarsi davanti a un palco naturale incredibile. Passioni a confronto: la montagna e la musica, la bellezza del paesaggio e la curiosità verso un evento insolito. Un’esperienza unica.

Si chiamano Lhi Destartavelà, gli “scavezza collo”. Amano farsi trasportare dalla musica e non pensare ad altro! Lhi Destartavelà sono nati “ufficialmente” nel luglio 2008. Si sono conosciuti frequentando le lezioni ed i saggi organizzati da Sergio Berardo, Simonetta Baudino e Simone Lombardo. In comune hanno la voglia e il piacere di suonare la musica tradizionale occitana.

Suonano musica tradizionale occitana con qualche inserzione personale (alcuni pezzi sono di loro composizione) e usano gli strumenti della tradizione – organetto diatonico, ghironda, flauti, galobet, piva, cornamusa – miscelati con strumenti “moderni” come il basso elettrico e il cajon.

Martedì 13 e mercoledì 14 agosto 2019

Ex Centrale Gallina

Due giorni dedicati a ghironda, organetto, cornamusa e danza, due giorni per fare e insegnare musica a grandi e piccoli, tutto in modo gratuito.

Così Sergio Berardo, leader dei Lou Dalfin, ha immaginato di chiudere la lunga kermesse estiva, andando oltre la proposta di formazione musicale, offrendo partecipazione e condivisione a suon di note. Un approccio allo strumento attraverso il confronto con alcuni grandi artisti e giovani “maestri”.

Con Sergio Berardo, Rosella Pellerino, Direttore Scientifico di Espaci Occitan, che introdurrà le diverse sessioni di musica raccontando tanto la storia quanto l’attualità occitane.

E non mancherà un premio finale. Partecipare a un momento di musica nel grande concerto del Santuario di San Magno, un “concerto funambolico” con i componenti dei Lou Dalfin.

 

Gli Strumenti:

Ghironda – Davide Bagnis e Simonetta Baudino

Organetto – Luca De Clementi, Gabriele Arnaudo e Loris Giraudo

Galoubet – Jean-Paul Faraut

Cornamusa – Dino Tron

Fisarmonica – Roberto Avena

Flauto – Enrica Bruna

Bodega – Maxence Camelin

E chi suona un altro strumento potrà comunque unirsi al gruppo e partecipare alla due giorni!

·         Possibilità di praticare un primo approccio allo strumento

·         Lo stage è rivolto a suonatori a partire dai 6 anni

 

13 e 14 agosto / Ex Centrale Gallina – Pradleves (a seguire Monterosso Grana – Oratorio)

A LECION D’OCCITANIA! Incontri per conoscere l’Occitania

A cura di Espaci Occitan con Rosella Pellerino

 

13 agosto 2019

h 10 | Occitania e occitano

Le identità linguistiche e la ricchezza delle minoranze in Europa, Italia e Piemonte: storia, diffusione e origini della minoranza linguistica occitana.

h 11.00 – 12.30 Musica

 

h 14.30 | Mille anni di letteratura occitana

La lirica dei trovatori occitani, antenati dei giovani musicisti odierni, ha ispirato Dante, il Dolce Stilnovo, la scuola poetica siciliana e quella tedesca. L’occitano può vantare anche un premio Nobel per la Letteratura, attribuito a Mistral nel 1904.

h 15.30 – 18.30 | Musica

Giovedì 15 agosto 2019

Dalle ore 9.30 – FERRAGOSTO OCCITANO

 

Dalle 9 TREKKING NEGLI ALPEGGI DI CASTELMAGNO

In occasione del Festival Occit’Amo in valle Grana, Emotionalp organizza una serie di eventi collaterali per scoprire il territorio ed emozionarsi di fronte alle meraviglie e ai sapori unici della più piccola valle occitana del Piemonte.

Dove e come nasce il celeberrimo formaggio Castelmagno? Nella giornata in cui l’alta valle Grana risuonerà di melodie secolari grazie al concerto dei Lou Dalfin presso il Santuario di San Magno, EmotionAlp propone un itinerario che proprio intorno al Santuario, luogo sacro da secoli per i pastori e gli allevatori, tocca alcuni tra gli alpeggi più pregiati del territorio. Il trekking terminerà al Santuario per l’esibizione di Andrea Loreni, il funambolo, e il concerto dei Lou Dalfin alle 16.00 al Santuario di San Magno.

Pranzo al sacco a carico dei partecipanti.

 

Solo per l’escursione: info costi e prenotazione (obbligatoria), fino ad esaurimento posti, entro il 14/08/19: info.emotionalp@gmail.com oppure 334/1316196

ore 16.00  Castelmagno

Performance del funambolo Andrea Loreni

Un’ascesa lunga 60 metri, con partenza da terra e arrivo al campanile del Santuario di Castelmagno.

Una performance imperdibile a 1800 m di quota, resa ancora più suggestiva dalla musica che da sempre racconta queste terre: sarà infatti Sergio Berardo, con la sua ghironda, ad accompagnare i passi nel cielo di Andrea Loreni, che si esibirà in occasione di Mirabilia.

 

ore 16.30

Castelmagno

LOU DALFIN

 

Come gli antichi “trovatori” erano soliti esibirsi facendo da ambasciatori delle prime culture europee, i Lou Dalfin cantano nella tradizionale lingua “d’Oc” e portano la cultura occitana in giro per il mondo. I Lou Dalfin sono più che un semplice gruppo musicale nella parte Occitana del Piemonte: la band di Sergio Berardo è diventato un fenomeno di costume che ha reso la musica occitana contemporanea, facendola uscire dai ristretti circoli di appassionati perché divenisse fenomeno di massa. All’esterno dell’area occitana Lou Dalfin è stato un anello di congiunzione tra realtà diverse: la pianura piemontese e l’Italia da una parte, le vallate e l’area transalpina dall’altra. Con Lou Dalfin le valli d’Oc non sono più l’estremo lembo di una cultura asettica ma hanno riacquistato la loro funzione storica tradizionale: l’essere ponte.

 

 

 

 

 

 




OverJam 2019 – 1 WEEK TO GO

Mancano meno di sette giorni all’Overjam International Reggae Festival ed è già tutto pronto per questa ottava edizione, che si svolgerà dal 15 al 18 agosto a Tolmino (Slovenia), sulle rive del fiume Isonzo.

In line up più di 40 artisti internazionali, tra cui spiccano Alborosie & Shengen Clan, Israel Vibration, Queen Ifrica, Junior Kelly, Ward 21, Zion Train, Cali P, Lion D e Raphael. Il palcoscenico della spiaggia accoglierà molti sound system amici storici del festival, insieme a diverse novità e la ricca programmazione extramusicale vede confermati i consueti incontri della University, corsi e workshop e l’area per bambini Overjam4Kidz nelle giornate di venerdì 16. e sabato 17.; non mancheranno inoltre il mercatino e un’ampia offerta gastronomica.

Quest’anno, durante il giorno sarà possibile scegliere tra nove diversi workshop che si terranno sulla spiaggia fluviale dalle 11 alle 18, dallo slackline insieme a una crew di Malta, alla meditazione con campane tibetane, dalla pittura alle decorazioni con henné e la possibilità di essere guidati nella creazione di acchiappasogni. Inoltre sarà possibile partecipare a un laboratorio di musica africana molto speciale, organizzato dal gruppo sloveno Bokademia.

Due le sessioni della tradizionale Overjam University: venerdì 16 si parlerà di attività sostenibili ed ecologiche, con particolare attenzione all’utilizzo della canapa e dei suoi derivati, con la presenza di Ziggi Earthwide; mentre sabato 17 il tema centrale sarà la cultura dei sound system nel Regno Unito e il suo impatto sociale dagli anni ’50 nelle comunità di origine caraibica fino agli eventi e aree attualmente più massificati.

L’impegno con l’ambiente verrà messo in pratica in particolare con l’uso di materiali riciclabili e biodegradabili e un’ampia offerta di cibo vegano. Inoltre è stata aggiunta l’opzione di noleggiare una tenda ‘Kartent’, già assemblata e pronto all’uso, 100% riciclabile e completamente resistente al sole e alla pioggia.

Come sempre, il festival si svolgerà in una location spettacolare: la confluenza dei fiumi Isonzo e Tolminka, vicino al Parco Nazionale del Triglav, a pochi chilometri da Trieste e Lubiana. L’area campeggio e le biglietterie apriranno mercoledì 14 agosto.

Sia gli abbonamenti (? 100 più commissioni) che i biglietti giornalieri (? 39 più commissioni), incluso il campeggio, sono in vendita sul sito Web Mhshop. I bambini fino a 12 anni entrano gratuitamente, così come gli accompagnatori di persone disabili. Acquistando quattro abbonamenti è possibile risparmiare ?30 sull’importo totale. Ancora disponibili anche alcuni biglietti con accesso alla “Comfort Area”, un’area con WiFi potenziato, bar e servizi propri, con un proprio parcheggio e accesso diretto al palco principale.

Tutte le informazioni su www.overjamfestival.com

Guendy Furlan