MOTION: Transformation 35esimo Congresso Internazionale di Storia dell’Arte Firenze, 1-6 Settembre 2019

Firenze Fiera, Villa Vittoria
Palazzo Vecchio, Teatro dell’Opera

Dopo oltre quarant’anni, il Congresso Mondiale di Storia dell’Arte del CIHA (Comité International d’Histoire de l’Art) torna in Italia per svolgersi a Firenze nella settimana dal primo al 6 settembre 2019.

Botticelli Primavera

“MOTION: Transformation” costituisce la prima parte del 35esimo Congresso Internazionale del CIHA che per la prima volta si terrà in due paesi diversi a distanza di un anno. La seconda parte dal titolo “MOTION: Migrations” avrà luogo infatti a San Paolo del Brasile nel settembre 2020.

Il congresso MOTION intende dare avvio a uno straordinario dibattito trans-culturale riguardo a uno dei temi da sempre di maggior rilievo nella cultura globale: il Movimento, declinato su due dei suoi aspetti più importanti, Trasformazione e Migrazione.  

La prima parte del congresso, organizzato dal CIHA Italia in collaborazione con il Kunsthistorisches Institut in Florenz Max-Planck-Institut, si svolgerà a Firenze Fiera, nei saloni di villa Vittoria, in grado di ospitare i circa mille partecipanti attesi, e in alcuni dei più prestigiosi edifici storici della città, tra cui Palazzo Vecchio.

 

L’evento, realizzato grazie al contributo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e con il supporto della Getty Foundation di Los Angeles e del Kunsthistorisches Institut in Florenz Max-Planck-Institut, ha ottenuto i patrocini di: MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Comune di Firenze, Città Metropolitana, Università di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Regione Toscana.

 

Al ricco programma delle giornate di studio, che contemplano circa centoventi interventi di studiosi di ogni parte del mondo, si aggiungono eventi aperti al pubblico nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, tra cui una lectio magistralis che vedrà protagonista la storica dell’arte indiana Kavita Singh e una tavola rotonda cui parteciperanno direttori di musei e storici dell’arte contemporanea (Carolyn Christov-Bakargiev, Thierry Dufrêne e Peter Schneemann) alla presenza di un artista italiano di fama internazionale. Sono previste anche visite a musei e collezioni fiorentine noti e meno noti, secondo percorsi legati tematicamente al congresso, grazie alla speciale collaborazione delle direzioni dei diversi musei e istituzioni coinvolti.

 

In una prospettiva transculturale, interdisciplinare e innovativa, il congresso fiorentino prende avvio da una riflessione rivolta sia al ruolo dell’artista inteso come “colui che agisce e fa”, in quanto dotato della capacità divina di plasmare la materia e di creare forme nuove, sia alla natura dell’oggetto d’arte a sua volta dotato di “anima”.

 

Le nove sessioni del congresso

Tra le tematiche trattate nelle nove sessioni di studio, si parlerà della figura dell’artista come figura divina e misticamente ispirata, ma anche degli effetti del tempo sull’opera d’arte e del rapporto di quest’ultima con l’ambiente, del potere delle immagini in relazioni alle religioni, del ruolo esercitato dalle arti nei processi di trasformazione sociale anche in riferimento allo sviluppo tecnologico, fino ad arrivare al “Viaggio” tramite il quale viene favorita la circolazione costante di persone, idee e oggetti. Tra i relatori saranno presenti studiosi provenienti dalle più importanti università e istituzioni a livello mondiale, tra cui l’École des Hautes Études en Sciences Sociales (Parigi), il Courtauld Institute (Londra), la Humboldt-Universität zu Berlin, la Columbia University (New York), la Jawaharlal Nehru University (New Delhi), l’Universidade Federal de São Paulo, la Scuola Normale Superiore (Pisa), l’University of Hong Kong.

Sessione 1: L’arte come visione

La sessione si focalizza sulle relazioni fra arte e ispirazione divina, in una prospettiva comparata e transculturale. Prendendo in esame alcune figure di artisti e di mistici capaci di creare immagini mentali che dialogano con quelle reali, saranno indagati i rapporti fra realtà osservabile, spiritualità, visione e creatività e messi in luce i legami complessi che intercorrono fra vedere con gli occhi, immaginare e ricordare.

 

Sessione 2: L’arte e la materia nel corso del tempo

Argomento chiave della sessione è l’importanza della materia nell’arte, non solo in relazione alla scelta del materiale compiuta dall’artista nel momento in cui crea un’opera, ma anche rispetto ai modi in cui i materiali cambiano nel corso del tempo, mettendo a rischio di deperibilità gli oggetti d’arte, che non sono fatti di materia inerte ma viva.

 

Sessione 3: L’arte e la natura

La sessione affronta il tema dei rapporti multiformi fra arte e natura, concetti a cui ci si riferisce in maniera separata solo a partire dalla prima età moderna. In tempi più lontani, infatti, non esisteva separazione netta fra le due, essendo entrambe, Natura e Arte, frutto di un disegno di origine divina.  Nel corso degli interventi verranno messi a fuoco i momenti cruciali di questo processo di distinzione.

 

Sessione 4: L’arte e le religioni

In questa sessione si ragionerà, da un punto di vista storico-artistico e antropologico, sul potere delle immagini nelle religioni di culture diverse. Perché adoriamo le immagini? Cosa ci porta a fidarci di loro?

Si parlerà di oggetti dotati di anima, di idoli, avatar, apparizioni e di violenza contro le immagini religiose, in una prospettiva il più possibile transculturale.

 

Sessione 5: L’arte fra disegno e scrittura

La sessione propone una riflessione su affinità e divergenze tra disegno e scrittura. Come fanno le linee a produrre forme? Dritte o curve, spezzate o continue, le linee sono la prova tangibile del processo attraverso cui le opere d’arte vengono create e i testi vengono scritti. Muovendosi tra figura e linguaggio, esse sono al contempo traccia di un percorso creativo e mezzo di comunicazione.

 

Sessione 6: Iconicità e processo di produzione in architettura

Nella cultura contemporanea cresce la tendenza a trasformare anche i grandi capolavori dell’architettura in pure immagini, in icone. Questa visibilità, mai così grande, sta producendo cambiamenti sostanziali anche nel modo di guardare all’architettura come esperienza fisica, a più dimensioni. A partire da qui, la Sessione propone di adottare un approccio all’icona architettonica che sia orientato allo studio dei processi creativi e produttivi.

 

Sessione 7: Arte, potere e pubblico

Il lavoro di artisti e architetti è sempre stato utilizzato da singoli o da gruppi appartenenti ai più svariati contesti politici e religiosi per acquisire e mantenere potere. La sessione si concentra su alcuni momenti di crisi e cambiamento in cui le opere d’arte hanno contribuito a trasformare sistemi obsoleti, schemi tradizionali e relazioni di potere fra gruppi sociali diversi, mettendo la società di fronte a nuove idee o persino utopie.

 

Sessione 8: L’arte, i critici e gli spettatori

La storia dell’arte insegna come i percorsi degli artisti prendano forma anche in relazione al lavoro dei critici. La sessione mira a esaminare il ruolo degli artisti, dei critici e degli spettatori dal dopoguerra a oggi, osservando il tema dalla prospettiva della “scomparsa” (di limiti, di contenuti, di memoria) e discutendo di morte, censura e nuove tecnologie.

 

Sessione 9: Voyage

Concepita come sezione di raccordo tra le due parti del congresso che si svolgeranno a Firenze e a San Paolo del Brasile, la sessione intende invitare gli studiosi a scambiare idee sul tema del “Viaggio”. Saranno affrontati gli scambi artistici e culturali tra Brasile e Italia, ma non solo: il viaggio, infatti, può essere declinato secondo diverse prospettive, dalla migrazione di persone alla circolazione di oggetti e documenti. E ancora: il viaggio dell’artista, dell’uomo di cultura, dell’esploratore scientifico, del pellegrino, nonché i viaggi determinati da intenti coloniali, militari, diplomatici, o legati a scorribande piratesche e a fenomeni di banditismo. 




PIANO CITY PORDENONE Un vento di note si diffonde in città

Un’ottantina di concerti, e un centinaio di artisti attesi che arriveranno da tutta Italia e dall’estero. Venerdì 21 giugno alle 21 l’inaugurazione con la Piano Battle di Andreas Kern e Paul Cibis. Concerti già dalle 17, strade, albergo e una scuola primaria diventano un inedito spazio per concerti urbani. A Palazzo Gregoris il concerto del Duo Labelli, padre e figlio testimoniano il valore e la bellezza del passaggio generazionale in musica. Sparsi in città i pianoforti liberi adottati dai commercianti, iniziativa curata da Sviluppo e Territorio

 

PORDENONE – Nella giornata in cui si celebra la Festa della Musica, venerdì 21 giugno si alza il sipario su Piano City Pordenone, il festival che per tre giorni trasforma la città in un palcoscenico diffuso, con oltre un’ottantina di concerti, un centinaio di artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero (originari della Germania, Giappone, Austria, Armenia, Stati Uniti) e più di trenta spazi destinati a ospitare un’esibizione in giro per la città, nelle sale deputate al concertismo, così come nei palazzi storici e nelle abitazioni private. Sarà un vento di note e colori il festival nato da un’idea di Andreas Kern, che dopo Berlino, Milano, Napoli, Novi Sad approda a Pordenone, organizzato dal Comitato Piano City Pordenone in collaborazione con il Comune di Pordenone, con il sostegno di moltissimi partner istituzionali e privati tra cui il Teatro Verdi, i Conservatori di Trieste e Udine, le categorie economiche e imprese, e con la collaborazione di associazioni e delle scuole del territorio.

 

PIANOFORTI LIBERI

A dare il la alla festa saranno anche i tanti pordenonesi che hanno aperto le porte alla manifestazione, a iniziare dai commercianti, dagli esercenti e dai privati che hanno deciso di adottare i pianoforti liberi che saranno sparsi in città, disponibili a essere suonati da ciascuno, un’iniziativa curata nell’ambito del festival dall’associazione Sviluppo e Territorio. I pianoforti liberi saranno posizionati in più punti in Corso Garibaldi, in via Bertossi, in vicolo delle Acque e in via Cesare Battisti; e ancora nella filiale di Friulovest Banca in via dei Molini, al Best Western Park Hotel Pordenone, all’Osteria Monic e alla Taverna di Mr O.

 

UNA CITTA’ CHE FA RETE

«Ci ha sorpreso la fitta schiera di appassionati pordenonesi, le scuole di musica e i partner privati che generosamente hanno aperto le porte a Piano City. Le aziende sono state degli interlocutori di cultura e impresa. Per noi è un piacere essere riusciti ad arrivare a questa prima edizione, nata sull’onda di un grande entusiasmo che è cresciuto man mano» spiega Luigi Rosso, presidente del Comitato Piano City Pordenone.

«La storia di Pordenone e di tutta la Destra Tagliamento è intessuta nella storia della musica il cui valore è fondamentale proprio per la formazione dei giovani e per la condivisione» commenta Alessandro Ciriani, sindaco di Pordenone. «Sarà l’occasione per le nostre eccellenze e i nostri talenti e per dare un palcoscenico ai tanti musicisti che abitano la nostra terra» aggiunge Pietro Tropeano, assessore alla Cultura. «Dopo le grandi città come Berlino, Milano, Napoli, ad accogliere questo progetto è Pordenone, un territorio che ha l’occasione di mostrare quanto valga per la propria effervescenza e capacità di creare reti efficaci» ricorda Guglielmina Cucci assessora al Turismo e alle Attività Produttive.

 

MUSICA GIA’ DAL POMERIGGIO

A partire da venerdì e per tre giorni il pianoforte si fa strada nell’insolito: la festa prenderà avvio venerdì alle 17 con due appuntamenti concertistici. L’albergo Best Western Plus Park Hotel Pordenone, luogo del viaggio, si trasforma in una sala concerti urbana. Sarà la pianista e compositrice Fiamma Velo a esibirsi oggi alle 17 (il secondo appuntamento sempre alle 17 sabato con Jacopo Croci) proponendo propri brani originali. Alle 17 di venerdì ad aprire generosamente le porte alla musica sarà anche la scuola primaria A. Rosmini di Pordenone, che accoglierà classica e jazz. Mentre il pianoforte libero di vicolo delle Acque alle 19 farà risuonare il centro città di jazz e crossover. Appuntamento atteso quello di venerdì alle 18 a Palazzo Gregoris sede della Storica Società Operaia: due musicisti sul palco, un pianoforte, e una conversazione fatta di note, Father and Son è il progetto del duo composto dal maestro Daniele Labelli e dal figlio Christian, che spaziando tra i generi musicali, raccontano un passaggio generazionale nella musica, concerto sostenuto da Unindustria Pordenone.

Un crescendo, fino ad arrivare alla scenografica ed entusiasmante inaugurazione del festival venerdì alle 21 al Capitol di Pordenone con la Piano

Andreas Kern_

Battle di Andreas Kern e Paul Cibis. Bianco e nero, innovazione e tradizione, si sfideranno su un ring di note, con le magistrali interpretazioni di due pianisti di fama internazionale che col proprio temperamento fanno appassionare alla musica classica.

 

IL FESTIVAL

Piano City Pordenone è il festival pianistico organizzato dal Comitato Piano City Pordenone grazie alla collaborazione con i partner istituzionali Comune di Pordenone, Fondazione Friuli, Regione Friuli Venezia Giulia, Teatro Verdi di Pordenone, Unindustria Pordenone, Camera di Commercio di Pordenone Udine, Concentro, Sviluppo e Territorio, Promoturismo FVG, Pordenone Turismo, Consorzio Zona Industriale Ponterosso, Gsm, la Cifra, Storica Società Operaia di Pordenone. E con le partnership dei

Luisa di Gennaro

privati Dolomia, Friulovest Banca, Marcolin, Electrolux, Pmi, Salamon Immobiliare, Visotto, Park Hotel Pordenone, Neos, Mozzon, Primeballoons, Ferronato, Ordine degli architetti di Pordenone, Autopiù, Yamaha, Wasabit, Regìa Comunicazione, Mp Musica, Visivart, Tipolitografia Martin, Cartimballo, Paff, La taverna di Mister O, Monic, I Templari Centro Sportivo.




21-23 giugno: Italian Baja 2019, oltre 400 km di percorso lungo il Meduna, il Cosa ed il Tagliamento

Italian Baja 2019, impatto globale

Raggiunta quota 56 iscritti con gli equipaggi cinesi e l’argentino Terranova

Martin Prokop

L’ultimo tagliando l’ha mandato Paolo Mora, giusto per far segnare il suo record personale. Il driver parmense si faceva un punto d’onore nell’iscriversi ogni anno per primo all’Italian Baja, battendo regolarmente gli avversari nel “clic day” sulla procedura online. Stavolta ha fatto all’incontrario, chiudendo di fatto con il suo Mitsubishi L200 Evo una lista di 56 concorrenti che comprende i cinesi Xu Wei Tai e Wang Xiang su Volkswagen Off Road, gradito ritorno dopo l’apparizione dello scorso anno, e l’argentino Orlando Terranova su Mini John Cooper Works, conosciuto alle cronache della Dakar perché due volte quinto assoluto (2013 e 2014) e già questo basterebbe a farne un potenziale vincitore a Pordenone.

Tra i ritorni di fiamma all’Italian Baja anche quello del lituano Benediktas Vanagas su Toyota Hilux, prenotando posizioni di vertice in una cerchia ristretta di pretendenti al podio che deve pesare la caratura di Jakub Przygonski (Mini John Cooper Works), Vladimir Vasilyev (Toyota Hilux) e Martin Prokop (Ford Raptor). La terza tappa della Coppa del Mondo Fia Cross Country Bajas si annuncia così ricca di spunti a livello di T1.1 e T1.2, le sigle dei prototipi a benzina e diesel con quattro ruote motrici, che sulla carta dovrebbero dominare la scena. Incognita temibile i T3, cioè i veicoli migliorati come li chiama la declaratoria Fia, o meglio i Side by Side tubolari per capire di cosa si sta parlando. Mezzi potenti e leggeri, con limitazione di velocità altrimenti corrono il rischio di sfuggire a tutto e tutti, anche a sé stessi perché potrebbero diventare pericolosi.

Vladimir Vasilyev

Spettacolo garantito sui greti di Meduna, Cosa e Tagliamento, pronti ad accogliere i protagonisti con una piena d’acqua dopo settimane di pioggia a maggio e lo scioglimento delle abbondanti nevicate. Organizzatori all’erta per l’eventuale necessità di ridisegnare porzioni di tracciato. L’Italian Baja ha sempre risolto in extremis situazioni anche critiche e quindi la calma regna sovrana.

Presentata al centro commerciale Gran Fiume la corsa mondiale sui greti 

C’è da dire grazie al sole e al caldo. Perché sembra proprio che l’Italian Baja non perderà un metro di percorso cronometrato, nonostante le piogge abbondanti di maggio seguite allo scioglimento della neve in montagna. L’ingrossamento vistoso di Meduna, Cosa e Tagliamento, osservato nelle scorse settimane, sembra ormai rientrato nell’alveo della normalità. Il teatro naturale della corsa, valida per la Coppa del Mondo Fia Cross Country Bajas, si prepara a registrare un altro capitolo di storia da venerdì 21 a domenica 23 giugno.

GRAN FIUME. Presentata sabato 15 giugno al centro commerciale di Fiume Veneto, l’edizione n. 26 avrà uno sviluppo totale di oltre 400 km di tracciato, sommando il prologo di venerdì (“Murlis”) con i settori selettivi di sabato e domenica all’inverso (“Barbeano” e “Gradisca”). Iniziando da Zoppola a Cordenons, la sfida proseguirà da Spilimbergo a San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, Valvasone-Arzene, San Vito e Morsano al Tagliamento, per risalire sulla sponda sinistra da Codroipo a Sedegliano, Flaibano e Dignano.

PASSERELLE. Evento sportivo e di promozione del territorio, l’Italian Baja ha in programma la cerimonia di scelta dei numeri di partenza della prima tappa a Lignano Pineta (piazzale Bar tenda, venerdì ore 21:30), controllo timbro al centro commerciale di Fiume veneto (sabato 22 ore 19:10), sosta e presentazione dell’intera carovana a Brugnera in piazza del Mercato a Maron (sabato 22, ore 19:30). Infine domenica 23 le premiazioni in stile Formula 1 alla Fiera di Pordenone (dalle 14.30 alle 17).

Lorenzo Codecà

CODECA’. Nove scudetti e una fame ancora insaziabile per il campione italiano in carica, Lorenzo Codecà, che ieri ha omaggiato la presentazione dell’Italian Baja parcheggiando il Suzuki Grand Vitara proprio di fianco al tavolo delle autorità. “Sarà battaglia durissima con gli specialisti stranieri – così al microfono – ma noi faremo la nostra parte nella lotta tricolore”.

VENTURA. L’anno scorso nella gara iridata ce n’erano solo 2, quest’anno sono 16 i tubolari T3 pronti a dare battaglia. Garanzia di spettacolo, ma soprattutto una minaccia alla storica leadership dei prototipi T1. Questa la vigilia del giovane fenomeno Amerigo Ventura: “L’Italian Baja è gara dalle mille incognite, noi cercheremo di non commettere errori”.

REGIONE. Ospite d’onore al Gran Fiume, l’assessore regionale Tiziana Gibelli. “Sport e cultura, quando si esprimono attraverso manifestazioni di spessore, sono capaci non solo di suscitare emozioni, ma di contribuire al Pil del Friuli Venezia Giulia. Questo fa anche dell’Italian Baja una grande risorsa per la regione”.

Tutte le info su mappe, orari e iscritti al sito della manifestazione https://www.italianbaja.it/

Foto di repertorio: Dario Furlan




21 GIUGNO AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI CIVIDALE DEL FRIULI MUSICA CORTESE

Domani, 21 giugno, a partire dalle 18, ricco programma proposto

dal Festival Internazionale di Musica antica nei centri storici del Fvg

MUSICA CORTESE CELEBRA LA FESTA DELLA MUSICA AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI CIVIDALE

Si parte alle 18  con il concerto Beata Viscera, a cura della Schola Aquileiensis per proseguire alle 20 con una visita guidata al Museo Archeologico Nazionale di Cividale e alle 20.45 un concerto-conferenza con Massimo Baroffio, riconosciuto come il più grande esperto in Italia di canto gregoriano e liturgico Nel suo viaggio storico attraverso le varie forme espressive musicali, ha accompagnato in questi giorni alla Nico Pepe di Udine il folto pubblico che ha seguito le sue lezioni. Giacomo Baroffio, riconosciuto come il più grande esperto in Italia di canto gregoriano e liturgico, sarà anche al Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli per un articolato programma di grande suggestione, concepito in chiave di valorizzazione territoriale del patrimonio culturale.

E tutto questo non poteva che accadere domani, 21 giugno, data in cui in tutta Italia si celebra la Giornata nazionale della musica. Un appuntamento che circa 700 città in tutto il Paese, tra cui Cividale, si danno per rendere omaggio a tutti i tipi di musica e alle loro storie.

Musica Cortese, il festival internazionale di musica antica nei centri storici del Friuli Venezia Giulia per la direzione artistica di Valter Colle, propone dunque una serata densa di proposte. Si parte alle 18 con il concerto Beata Viscera, a cura della Schola Aquileiensis. Una musica vibrante e intensa a esprimere la devozione alla Vergine, così come ci è stata consegnata dal manoscritto Guarneriano 188. Qui I brani scorrono delicati ed espressivi attraverso ogni momento rituale, raccontando il miracolo del grande dono di sé che fece Maria: una devozione profonda, che si svela nota dopo nota.

Alle 20 seguirà una visita guidata, a cura di Angela Borzacconi, direttore del MAN all’area archeologica nei sotterranei del museo, che conserva i resti del palazzo dei Patriarchi (posti riservati con prenotazione obbligatoria al numero 0432 700700).

Alle ore 20.45, infine, torna protagonista Giacomo Baroffio, insieme a Eun Ju Kim, con una lezione concerto dedicata alla “ricerca del canto perduto. Da Milano a Benevento via Aquileia, Nonantola, Roma. Riflessioni sul canto gregoriano” con una lezione concerto a cura di Giacomo Baroffio. Al termine della serata sarà offerto per i saluti un brindisi conviviale.

Sabato 22 giugno alle 18, Baroffio tornerà di nuovo alla Nico Pepe a Udine per l’ultima delle sue lezioni, stavolta dedicata al “Canto romano-franco”.

Come per tutti gli altri eventi di Musica Cortese, tutti gli appuntamenti del seminario alla Nico Pepe e la conferenza-concerto di Cividale sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili (consigliata la prenotazione inviando una email all’indirizzo dramsamcgma@gmail.com. Per info: www.dramsam.org; email; tel +393381882364.




Teatro lirico Verdi di Trieste dal 21 al 29 giugno Carmen di Bizet

Grande attesa per la prima rappresentazione al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste della Carmen di Georges Bizet, Opéra-comique in quattro atti di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella omonima di Prosper Mérimée, in scena da venerdì 21 a sabato 29 giugno, con la regia di Carlo Antonio De Lucia, che firma anche le scene insieme ad Alessandra Polimeno. Maestro Concertatore e Direttore Oleg Caetani, Maestro del Coro Francesca Tosi, costumi Svetlana Kosilova e Coreografie Morena Barcone.

 

Un nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in coproduzione internazionale con la Kitakyūshū City Opera, che impegnerà i professori d’Orchestra, gli artisti del Coro e i tecnici della Fondazione, con la partecipazione del Coro “I Piccoli Cantori della Città di Trieste” diretti dal Maestro Cristina Semeraro, in un’opera sempre attuale nel raccontare vicende amare accompagnate dalla straordinaria musica di Bizet.

 

“Un’opera che si fa attuale” – per il regista Carlo Antonio De Lucia, che evidenzia  il tema del possesso esclusivo – “riportandoci alle tristi notizie giornaliere, laddove quasi ogni giorno muore una Carmen, magari in un appartamento del centro, invece che in una assolata piazza spagnola. Una storia che voglio raccontare – sottolinea De Lucia – “non facendo cronaca, bensì restando saldo fra le quinte dove il turbine della vita spazza il palcoscenico: si inseguono soldati, zingari, danze, banditi, sigaraie, e al centro sta lei, Carmen viva, vitale, amante e amata, la cui forza primigenia ci viene trasfusa grazie alla meravigliosa musica di Bizet, perché vivere sia sempre più forte di qualunque pauroso morire”.

 




ECM SCEGLIE UDINE COME PRIMA CITTÀ AL MONDO PER FESTEGGIARE I SUOI 50 ANNI

ECM, una delle etichette discografiche più prestigiose che ha letteralmente segnato la storia della musica internazionale, sceglie Udine, prima città al mondo, per festeggiare i suoi 50 anni. Lo farà, patrocinando la serata del 24 giugno al Teatro Palamostre, per l’apertura di “More Than Jazz”, il nuovo festivalche dal 24 al 28 giugno porterà in città i colori, le emozioni e le suggestioni non solo del jazz, ma di tutte quelle variegate sfaccettature che la musica in generale, anche quella improvvisata, è capace di regalare.  Il progetto, per la direzione artistica di Glauco Venier e il sostegno del Comune di Udine è organizzato da SimulArte e dal CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia. Una cinque giorni in cui a Udine approderà una trentina diartisti di fama internazionale provenienti dall’intera area dell’Alpe Adria e che prevede, tra le tante sorprese, jam session e diversi tributi a delle vere e proprie leggende della musica jazz.

Le novità non finiscono qui, perché per la prima volta in questa stagione, il Blubar della Sala Carmelo Bene del Palamostre, grazie al CSS, aprirà all’esterno così da ricreare, in un mix di musica e convivialità, quell’atmosfera che si respirava nei locali jazz di New Orleans.  Ma andiamo con ordine, perché gli appuntamenti che si preannunciano per la giornata di inaugurazione del festival sono davvero tanti. More Than Jazz alzerà ufficialmente il sipario lunedì 24 giugno alle 17.30 nel centro storico del capoluogo friulano, che sarà letteralmente “invaso” dall’energia dell’Alpe Adria Ensemble impegnata a suonare lungo le vie e le piazze della città. Una vera a propria marching band che, come si usava fare nella capitale mondiale del jazz per annunciare i grandi eventi, suonerà lungo le vie, le piazze e i luoghi più insoliti ricordando il grande Louis Armstrong. Alle 19 il gruppo degli allievi Jazz del Conservatorio Tomadini di Udine saranno impegnati poi in piazza San Giacomo nel coinvolgente concerto “Homenagem a Antonio Carlos Jobim”.

Davvero imperdibile, infine, la serata al Palamostre per la ECM Night a partire dalle 20.20. Qui si alterneranno sul palco tutti artisti legati all’etichetta discografica che vuole festeggiare i suoi 50 anni di storia con alcuni eventi sparsi per il mondo, tanto per citarne uno a New York, partendo proprio da Udine. E così sul palco del Palamostre salirà il grande chitarrista jazz di origine ungherese Ferenc Snetberger, la virtuosa violoncellista tedesca Anja Lechner in coppia con una delle leggende del bandoneon, l’argentino Dino Saluzzi e, a chiudere la serata, uno straordinario trio composto da Marko Churnchetz (piano), Joris Teepe (basso) e uno dei batteristi storici del jazz statunitense come Billy Hart.

Al termine, a partire dalle 23.30 nella Sala Carmelo Bene del Palamostre, la prima delle cinque nottate di Jam Session in cui il pubblico potrà ritrovarsi suonando e improvvisando all’insegna del divertimento e della grande musica jazz.

Per quanto riguarda la levatura degli ospiti che animeranno le altre giornate e serate udinesi, come ricordato, si tratta di nomi di spicco nel panorama jazzistico dell’intera Alpe Adria e che, grazie alla collaborazione con il CSS, che ospiterà anche i concerti serali e le “Jam Session Night” al Palamostre, saranno in residenza artistica per le prove (il 25, 26 e 27 tutte aperte al pubblico) a Villa Manin di Passariano, per poi partire alla volta di Udine ad esibirsi nei vari concerti in programma nelle varie formazioni.

Tutti gli eventi proposti nei vari luoghi della città sono a ingresso gratuito ad eccezione dei concerti al Teatro Palamostre. I biglietti, che comprendono la prima consumazione e con speciali offerte dedicate agli studenti o per l’abbonamento a tutti gli spettacoli, sono acquistabili in prevendita sul circuito Vivaticket o, un’ora prima dell’inizio dei concerti, direttamente alla biglietteria del Palamostre in piazzale Paolo Diacono 21.

Per informazioni è possibile inviare una email a morethanjazz@simularte.it, visitare il sito internet www.simularte.it/mtj o telefonare agli uffici del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG 0432 504765.

Il festival, lo ricordiamo, oltre che con il sostegno del Comune di Udine, è stato reso possibile grazie alla preziosa co-organizzazione del CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia che, tra l’altro, ospiterà in residenza artistica gli artisti per le prove aperte al pubblico a Villa Manin di Passariano. More Than Jazz gode del patrocinio di PromoTurismoFvg, dell’Università di Udine, del Conservatorio Statale “Jacopo Tomadini” di Udine e di Confcooperative Udine, grazie a Despar Triveneto ed Emilia Romagna, Icop spa, CrediFriuli, Idea Prototipi, Artesuono Recording Studios, Prontoauto, Goccia di Carnia, Friulprint,Grattoni1892, ensemble INSIÙM e Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe.




PREMIO CASANOVA 2019 APPUNTAMENTO 12 LUGLIO CASTELLO DI SPESSA

E’ conto alla rovescia per la 17^ edizione del Premio Giacomo Casanova, promosso dall’Associazione culturale Amici di Giacomo Casanova con l’Azienda Castello di Spessa e con Civibank, sin dalla prima edizione attento e sensibile partner di un’iniziativa culturale significativa per il territorio. L’appuntamento è in cartellone quest’anno venerdì 12 luglio, dalle ore 20: e come sempre il vincitore sarà un grande nome della “seduzione” della cultura e dello spettacolo. Anche quest’anno, dunque, la Serata Casanova si preannuncia imperdibile al Castello di Spessa. In attesa di conoscere il nome del vincitore, o della vincitrice – sarà ufficialmente annunciato mercoledì 26 giugno – ecco le prime anticipazioni sul programma, orientato in questa edizione alla promozione della cultura della sostenibilità: un impegno abbracciato dal Castello di Spessa che ha recentemente aderito al progetto “Ape in vigna” per il ripopolamento delle api nelle aree vitivinicole del Collio. Il consueto “talk” enoico al Castello di Spessa precederà l’ingresso in scena del Premio Casanova 2019 e sarà dedicato a “Vino e clima: la sfida e la seduzione della sostenibilità”: un tema caro ai due grandi esperti chiamati a conversare al premio Casanova: sono il Premio Nobel Filippo Giorgi,

FILIPPO GIORGI

climatologo di fama mondiale, impegnato nel pool di scienziati al fianco di Al Gore per le ricerche che nel 2007 furono insignite del Nobel per la Pace, autore di un volume chiave per il futuro del pianeta: “L’uomo e la farfalla – 6 domande su cui riflettere per comprendere i cambiamenti climatici” (Franco Angeli editore); e il docente e storico dell’enologia Attilio Scienza, uno dei maggiori esperti mondiali di viticoltura, autore di progetti di ricerca nazionali e del saggio Sperling&Kupfer “La stirpe del vino”, firmato con Serena Imazio.

I due illustri relatori converseranno con Mariella Trimboli, direttore di Top Taste, autrice di ricettari ed esperta di enograstronomia. Saranno coordinati da “Doctor Wine” Daniele Cernilli, personalità fra le più influenti in ambito enologico internazionale e nota firma dell’enogastronomia. Se Filippo Giorgi, operativo al Centro internazionale di Fisica Teorica di Trieste, si è già dedicato allo studio delle implicazioni fra le variazioni climatiche e in particolare i vini californiani, Attilio Scienza da tempo si dedica all’analisi genetica del vino, «che rivela – spiega –  insospettabili storie di incroci, scambi e migrazioni, perché la storia del vino è anche la storia dei territori in cui sono nati o hanno trovato casa, e la storia degli uomini che alla vite hanno dedicato la loro vita».

ATTILIO SCIENZA

Sarà quindi avvincente seguire un dialogo che affronta questioni cruciali per il nostro tempo, e inscrive la cultura del vino nell’attualità più viva e sentita dalle popolazioni di qualsiasi latitudine del pianeta.

Il Premio Casanova è stato istituito per ricordare lo storico passaggio di Giacomo Casanova al Castello di Spessa, dove soggiornò per un paio di mesi nell’autunno 1773, consegnando memoria di quell’esperienza nell’ “Histoire de ma vie”. L’ispirazione del Premio vuole riconoscere una personalità poliedrica e capace di seduzione, così come lo è stato Giacomo Casanova, talento di cultura enciclopedica. Il palmares dei premiati è

Daniele Cernilli

prestigioso: annovera autori come Antonia Arslan ad Andrea Vitali, il compianto Giorgio Pressburger e Andrea Segrè, musicologi come Quirino Principe e Mario Luzzatto Fegiz, personalità eccellenti come Ottavio Missoni e Giannola Nonino, artisti come Filippo Timi, Sebastiano Somma, Giuseppe Piccioni, Luca Barbareschi, Giuseppe Pambieri. L’attesa ora è per la proclamazione del vincitore 2019, che il pubblico potrà applaudire approfittando dei 20 inviti gratuiti che saranno disponibili per partecipare alla serata, sino ad esaurimento dei posti disponibili.

Dettagli a breve sul sitowww.premiocasanova.itartisti

C.L.

 




LIVE Musiche di Sconfine alla Festa della Musica 2019

L’edizione 2019 di LIVE Musiche di Sconfine, progetto transfrontaliero di Dobialab a favore dell’aggregazione e formazione giovanile in campo musicale porta da anni artisti musicali internazionali e locali in vari borghi del FVG.
Venerdì 21 e sabato 22 tocca quindi alla tradizionale Festa della Musica di San Canzian d’Isonzo ospitare la manifestazione. La data è realizzata in collaborazione con il Lab e l’associazione Arci Curiel.

Venerdì 21 l’Area ai Brechi aprirà con Dj-Jack dalle 20:00 si alterneranno delle giovani band della scena musicale regionale: Payn e Blocco 34, Nachos Party e The Groovement Project
Sabato 22 sarà invece tutto dedicato al dub e dalle 18:00 subito dopo la selezione di Dj Matthew si esibiranno i giovani Rebel Vibes e a seguire dalle 20:00 i Warrior Charge Soundsystem, i migliori rappresentanti del dub in regione, e infine DUBBING SUN dall’Austria.

Questa edizione viene realizzata grazie al contributo e sostegno dell’Assessorato alle politiche giovanili della Regione Friuli Venezia Giulia tramite GIOVANIFVG, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, del Comune di Staranzano, del Comune di San Canzian d’Isonzo, del Comune di Sagrado, del Comune di Cormons, del Comune di Torviscosa e in collaborazione con Hybrida, Lab, Circolo Arci Curiel, Circolo Eventualmente, Festival Contaminazioni Digitali di 47|04, Vivacomix, Kud Morgan e Radio Onde Furlane.




Il CRAF assegna a Giulia Iacolutti il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia 2019 per un autore regionale

Tre gli appuntamenti per il fine settimana a San Vito al Tagliamento (PN): venerdì 21 giugnoalle 18.30 la fotografa incontrerà il pubblico al Teatro Arrigoni in un dialogo con Chiara Bardelli Nonino, photo editor di Vogue. Sabato 22 giugno alle 18.00 inaugurazione della sua personale alle Antiche Carceri e consegna del premio. Domenica 23 giugno alle 11.30 visita guidata alla mostra.

 San Vito al Tagliamento (PN), giugno 2019 – Sembra difficile anche solo immaginare che nel cuore del Messico possa fiorire l’Islam, eppure è vero, è possibile. Di un mondo al limite e di un’esperienza di pacifica convivenza ci racconta la fotografa Giulia Iacolutti, cui il CRAF – il Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo (Pordenone) – conferirà sabato 22 giugno a San Vito al Tagliamento il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia 2019.  Il riconoscimento, che dal 1987 valorizza gli autori più significativi sulla scena nazionale e regionale, viene attributo a Giulia Iacolutti per “Jannah. Il Giardino Islamico del Chiapas”, un percorso che testimonia il tempo vissuto a stretto contatto con una piccola comunità isolata del Messico, dove la dottrina musulmana e le tradizioni indigene hanno trovato una forma di armonica convivenza. Il progetto è diventato una mostra, organizzata dal CRAF con il supporto del Comune di San Vito al Tagliamento, e sarà visibile per la prima volta in Italia nelle Antiche Carceri dal 22 giugno al 1 settembre 2019.

I primi semi dell’Islam in Chiapas germogliano nel 1995 con l’arrivo di un esiguo gruppo di musulmani Mirabitum originari di Granada in Spagna. Le foto di Giulia Iacolutti raccontano la conversione all’Islam di una piccola comunità tzotzil discendente dei Maya e testimoniano la convivenza serena delle anime della comunità, impegnate a preservare le loro tradizioni insieme alla nuova dottrina religiosa, scoprendo nel sincretismo il proprio “paradiso” (“Jannah” è appunto il paradiso islamico).  “Il tema della nostra rassegna Friuli Venezia Giulia Fotografia, intitolata quest’anno “Sguardi differenti”, trova nel lavoro di Giulia Iacolutti e nel suo particolare impegno sociale a difesa delle minoranze la migliore espressione – spiega Luca Giuliani, responsabile direzione del CRAF -. Auguriamo fortuna e successo a questo giovane talento friulano, capace nei suoi intensi lavori di raccontare, con spirito di indagine profonda, il nostro tempo e di manifestare attraverso l’arte della fotografia il suo costante anelito alla verità”.  Tre gli appuntamenti in programma nel fine settimana a San Vito al Tagliamento dedicati all’autrice nell’ambito della rassegna Friuli Venezia Giulia Fotografia, organizzata dal CRAFin collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il sostegno della Fondazione Friuli: si parte venerdì 21 giugno alle 18.30 al Teatro Arrigoni, dove Giulia Iacolutti incontrerà il pubblico in un dialogo con Chiara Bardelli Nonino, photo editor di Vogue. A seguire, sabato 22 giugno alle 18.00 alle Antiche Carceri l’autrice riceverà il premio dal CRAF nel corso della inaugurazione della sua mostra. Infine, per domenica 23 giugno alle 11.30 è organizzata una visita guidata della mostra con l’autrice.

Nata nel 1985, Giulia Iacolutti si dedica principalmente ai suoi progetti personali tra l’America Latina e l’Italia. Attraverso differenti linguaggi e supporti, esplora temi di natura socio-politica relazionati alle lotte di resistenza identitaria. Ha presentato i suoi lavori in Argentina, Bolivia, Colombia, Italia, Messico, Spagna e Stati Uniti e pubblicato su testate nazionali e internazionali tra cui National Geographic, La Repubblica, Al Jazeera, L’Espresso e Gatopardo.

 

Giulia Iacolutti                                                                             IANNAH. IL GIARDINO ISLAMICO DEL CHIAPAS

Antiche Carceri di San Vito al Tagliamento (PN)                                      

dal 22 giugno al 1 settembre 2019                                                           

sabato-domenica 10.30-12.30 / 15.30-19.00                                         

ingresso gratuito. Per info: info@craf-fvg.it; tel. 0427-91453