Internazionale a Ferrara: protagonisti i giornalisti di tutti il mondo

Tavole rotonde e dibattiti sui temi caldi, ma anche incontri con scrittori e proiezioni

Un week end con i giornalisti di tutto il mondo, dibattiti sui temi caldi dell’economia e della disoccupazione, finestre aperte su paesi distanti eppure legati a noi dal filo rosso della globalizzazione. Una tre giorni condita da presentazioni di libri e proiezioni di documentari. Da venerdì 5 a domenica 7 ottobre si è svolto, in collaborazione con il settimanale “Internazionale”, il Festival Internazionale a Ferrara, dedicato a coloro che ci tengono informati quotidianamente su carta o su blog – il mezzo non fa la differenza – da tutto il mondo.

Il festival è stato inaugurato venerdì mattina con la consegna della quarta edizione del Premio giornalistico Anna Politkovskaja a Carlos Dada, fondatore nel 1998 del giornale d’inchiesta online “El Faro”, blogger de “El Pais” e grande conoscitore delle realtà criminali latinoamericane. Come lui altri giornalisti hanno voluto dimostrare quanto sia difficile e pericolosa la vita del reporter. Bernardo Ruiz è un reporter della rivista “Zeta” che continua a pubblicare inchieste su narcotraffico e corruzione; come lui molti altri fotoreporter ci documentano sugli scenari cupi dell’America latina. Blogger che ci informano su cosa sta succedendo nei fronti caldi della Siria, della Corea del Nord e del Messico, che descrivono il genocidio in Ruanda, fotoreporter che raccontano la rivoluzione silenziosa delle donne in Medio Oriente al di là dei veli del regime. Condizioni analoghe sono quelle vissute dagli operatori umanitari che si trovano ad operare nelle zone di crisi. Molto spesso su queste crisi umanitarie cala la coltre di silenzio dei media. Le notizie corrono sul web, oggi grazie ai social network, grazie a Twitter si può essere aggiornati in tempo reale su ciò che accade nel mondo. Un post pubblicato diviene notizia, ma è davvero così labile il confine tra realtà e finzione? Venendo meno i filtri “editoriali” chiunque può essere definito un produttore di notizie? Si è parlato anche di accesso alle informazioni al tempo del capitalismo. È opinione condivisa che il web rapprsenta il terreno su cui si gioca una partita importante per diritti umani e democrazia. Ne è un esempio “Anonymus”, nato come forum sul web e divenuto poi un movimento globale che combatte per la libertà di espressione. Cosa dire poi del movimento “Occupy Wall Street”, sorto nella primavera del 2011 per opporsi alle mostruosità del capitalismo finanziario?

Si è parlato di crisi dell’identità europea. Una Europa lontana agli occhi dei cittadini appare sempre più lontana dalle intenzioni e dai nobili obiettivi dei padri fondatori. Al centro dell’attenzione non poteva non esserci l’Italia, alle prese con i suoi endemici problemi. Il linguista ed ex ministro della Pubblica Istruzione Tullio De Mauro ha cercato di rispondere ai quesiti riguardanti il futuro della scuola, in una società dominata dallo scontro tra il vecchio destinato a tramontare e il nuovo che inevitabilmente avanza. La segretaria confederale Cgil Susanna Camusso ha illustrato al pubblico, nel primo pomeriggio della domenica, i risultati dell’inchiesta sul precariato nel nostro Paese condotta in collaborazione con Internazionale e docenti e ricercatori della Sapienza di Roma. Al festival è stata protagonista anche un’Italia diversa, vista dall’esterno, con l’occhio dei Paesi che compongono l’Unione Europea. Punti di vista e prospettive che disegnano un mosaico composito e multiforme.

Un pubblico numeroso ha assistito anche agli incontri con gli autori che hanno caratterizzato il festival. Protagonisti sempre loro, i giornalisti, nella veste di scrittori pronti a svelare lati privati della propria esistenza. Massimo Gramellini, giornalista e vicedirettore de “La Stampa”, e David Rieff, giornalista e scrittore statunitense, hanno dialogato con la conduttrice di La7 Daria Bignardi. Di fronte ad un uditorio partecipe e attento, che ha affollato la platea del Teatro Comunale, tre giornalisti e narratori di vite ed esperienze altrui alle prese con la scrittura privata e con il dolore privato. “Fai bei sogni” di Gramellini è la storia di un bambino che impara ad affrontare il più grande dolore che possa capitare, la perdita della madre, e il mostro più insidioso che insidia l’esistenza umana, il timore di vivere. Nel libro “Senza consolazione” Rieff ripercorre gli ultimi giorni di vita della madre Susan Sontag, grande figura di intellettuale del secolo appena trascorso. “Non vi lascerò orfani” di Daria Bignardi scava dentro il dolore della perdita del genitore. Tre modi di narrare diversi, accomunati dal bisogno di raccontare un fatto personale gravido di significati e di interrogativi. La morte della madre, ma più in generale la morte, è il motivo di fondo con cui si sono trovati a fare i conti. Un evento che nel caso di Gramellini risulta ancora più tragico, visto che l’autore ha appreso dopo 40 anni la notizia del suicidio della madre. “Quando raccontiamo fatti di cronaca, sbattiamo l’orrore in prima pagina, senza preoccuparci di niente e nessuno” – ha commentato Gramellini – “mentre quando si narrano fatti privati e sentimenti, allora subentra il pudore”. L’autore ha voluto superare questa barriera della discrezione e della riservatezza, mettendo a nudo il proprio ego, il proprio essere in tutta la sua fragilità

di figlio rimasto orfano fin da piccolo, sottratto per sempre all’amore della figura materna e, per questo, bisognoso di sentire ed essere circondato continuamente da questo sentimento. “Dovremmo chiederci: cosa c’è oltre la morte? Dopo la morte c’è l’amore. Il momento della morte suggella un ciclo, ma ne dà in qualche modo il senso. Il successo del mio libro lo attribuisco anche al fatto che si è diffuso un grande bisogno di interrogarsi sul senso della vita e degli ultimi istanti della vita.” Un evento così doloroso ha posto il piccolo Massimo di fronte alla dura realtà della vita, alle sfide che continuamente l’esistenza ci sbarra davanti. E per una persona, abituata per professione a fare i conti con la verità dei fatti, degli accadimenti, non poteva non nascere un dubbio interiore: “Spesso mi sono chiesto quale fosse il senso di conoscere la verità, di apprendere ciò che sta nell’intimo dell’animo umano” – afferma – “e mi sono convinto del fatto che imparare la verità serve ad essere adulti, a farci crescere”. E prosegue: “Eventi come la morte servono a metterti in corsa per le sfide della vita, a farti capire che tu sei qui al mondo per un qualche motivo e devi dimostrare di essere vivo, devi dare un senso all’esistenza. Troppi ‘morti viventi’ affollano la nostra vita quotidiana e politica”.

Vito Digiorgio




35^ Cividale – Castelmonte 12 – 13 – 14 ottobre 2012

35^ Cividale – Castelmonte Corsa Automobilistica Internazionale Velocità in Salita  12 – 13 – 14 ott. 12

Fervono i preparativi per la 35^ Cividale – Castelmonte corsa automobilistica internazionale di velocità in salita, riconosciuta e approvata dalla F.I.A. (Federazione Internazionale Automobile), dalla C.S.A.I. (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) dall’ A.C.I. e dal C.O.N.I. La gara è prevista nelle giornate del 12, 13 e 14 ottobre 2012, sostanzialmente con le stesse validità nazionali e Internazionali del 2011 che prevedono, in campo internazionale, il Trofeo FIA dell’Europa Centrale, il Campionato Austriaco, il Campionato Sloveno ed in campo nazionale gli altrettanto importanti Trofeo e Coppa CSAI della Montagna per le Auto Storiche, Trofeo Italiano di Velocità e Coppa Italia della Montagna per le Auto Moderne. Il programma di massima della competizione sarà il seguente:

– Verifiche sportive e tecniche:  Venerdi` 12 Ottobre 2012.

– Prove ufficiali:  Sabato 13 Ottobre 2012.

– Svolgimento gara:  Domenica 14 Ottobre 2012.

– Premiazioni:  Domenica 14 Ottobre 2012.

Dario Furlan




“Il colpo di stato”, si presenta a Udine il libro di Cecchini e Liani

Fresca di stampa, una riflessione sul golpe come tecnica di lotta politica:

dal ruolo dell’informazione ai riflessi nel diritto internazionale

Il punto di partenza è la congiura di Catilina, quello di arrivo le recenti Primavere arabe. L’obiettivo, dimostrare come la tecnica mediatica utilizzata sia sempre la stessa. Questo è soltanto uno degli interessanti aspetti analizzati nel volume “Il colpo di stato”, scritto dal professore di diritto associato Gian Luigi Cecchini e dal giornalista Rai Giuseppe Liani e pubblicato dalla Amon edizioni di Padova, che sarà presentato, – fresco di stampa – per la prima volta a Udine, alla presenza del sindaco Furio Honsell, martedì 1° ottobre alle 18 nella sala Ajace di palazzo D’Aronco, in piazza Libertà.

Il volume di è diviso in due parti: la prima dedicata al ruolo dell’informazione e della comunicazione nella preparazione di un golpe; la seconda è riservata agli aspetti giusinternazionalistici del colpo di stato. Dalla congiura di Catilina al golpe cileno del 1973, per passare poi all’analisi delle varie Rivoluzioni colorate e delle recenti Primavere arabe: l’ambizione è quella di sottolineare gli aspetti comuni di eventi che, a ben guardare, poco hanno di popolare e spontaneo. Si tratta, per gli autori, di colpi di stato mascherati. In questo caso risulta evidente l’opera di disinformazione e la conseguente manipolazione dell’opinione pubblica. Infine, si analizza il ruolo della agenzie di rating che, con i loro giudizi – per gli autori vere e proprie azioni eversive –, condizionano pesantemente la vita di milioni di persone.

La seconda parte del libro è dedicata ai riflessi del colpo stato, specie nel diritto internazionale, settore in cui il tema vede annodarsi questioni strategiche, scelte politiche e i diritti umani. Insomma, il colpo di stato si può condividere, ma i limiti entro cui deve muoversi l’azione suggeriscono cautela e circospezione: la cosa deve essere attentamente studiata, preparata nella consapevolezza delle conseguenze cui si potrebbe incorrere e questo rende, ancora più necessario che in altri casi, soppesare attentamente i pro e i contro. D’altronde, il giudizio sulla serietà e bontà dell’azione è sempre ex post e nel “dopo”, opportunamente, costruito e spurgato dei “se” e dei “ma”, può diventare lecito ciò che all’apparenza o, ab origine, poteva sembrare non essere tale.

Gli autori vogliono mettere in evidenza come il colpo di stato sia una tecnica, non sempre cruenta, della lotta politica che merita d’essere analizzata evitando pregiudizi o considerazioni di circostanza. Il punto di partenza deve essere sempre quello di individuare la vera posta in gioco: gli interessi concreti, materiali che i golpisti intendono difendere e tutelare a scapito della collettività. Insomma, il colpo di stato non è un incidente di percorso, ma risponde a precise logiche di potere e il ferreo controllo dei mezzi di comunicazione è la prima condizione per il successo di questa tecnica di lotta politica.

GLI AUTORI

Giuseppe Liani è giornalista della sede RAI del Friuli-Venezia Giulia, redazione di Udine. Laureato in Filosofia e Scienze politiche all’Università di Trieste, vi ha tenuto – come cultore della materia – seminari sulla formazione dello Stato moderno nell’ambito dell’insegnamento di Filosofia del diritto e, come professore a contratto, corsi sulla Tecnica e teoria delle comunicazioni di massa. Ha organizzato ed è stato relatore in conferenze sul rapporto tra guerra ed informazione.

Gian Luigi Cecchini è professore associato di diritto internazionale e dell’Unione europea nell’Università degli Studi di Trieste e nella Scuola Superiore di Mediazione Linguistica (CIELS-Padova). Ha partecipato a gruppi di ricerca internazionali (REDUPRE, Europeaid), è stato relatore a Conferenze nazionali e internazionali (Novi Sad, Banja Luka), ha svolto attività internazionale di docenza presso ECPD-Università della pace ONU (Kosovo). È autore di vari articoli, saggi – alcuni dei quali dedicati al tema della tolleranza, della natura del diritto internazionale, del terrorismo – e di monografie, tra le quali si segnalano, per rimanere al tema in oggetto, Pace e guerra nel diritto delle relazioni internazionali, Angeli, Milano, 2000.




TOCATÌ. Festival Internazionale dei Giochi in Strada

21 – 23 settembre 2012

Verona – Centro Storico

Grande successo per l’A.S. Chej de’ Fionde di San Giovanni al Natisone e I Giovins Cjanterins di Cleules di Paluzza, Udine, che hanno partecipato alla 10^ Edizione di Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi Strada, che si è tenuta dal 21 al 23 settembre nel centro storico di Verona, con i giochi Fionde e Tîr de cidulis.

Prima che un gioco, la fionda fu un rudimentale arnese sia da guerra, utilizzato dalle fanterie almeno fino al XVI secolo, che da caccia, usato soprattutto dai pastori fino all’ 800, dalle origini lontanissime e dalla forma differente rispetto a quella che conosciamo oggi. Quella del Tîr de cidulis, invece, è un’antica tradizione della Carnia. Il lancio de las cidulas avviene solitamente nel periodo del solstizio d’inverno, una somiglianza con altri riti del fuoco nell’arco alpino che fa pensare all’origine celtica e pagana del gioco. Da un rilievo i ragazzi del luogo (i cidulârs prima dell’abolizione del servizio di leva obbligatorio erano i coscritti), lanciano le rotelle di legno infuocate accompagnandole con una filastrocca (raganizza) benaugurante o umoristica.

Nato nel 2003, il Festival Tocatì si propone come obiettivo la riscoperta, la valorizzazione e la salvaguardia dei giochi tradizionali che vengono praticati da piccole comunità di giocatori, in quanto ritenuti parte fondamentale della cultura di un territorio. In questa edizione più di 300.000 persone hanno partecipato ai circa 40 giochi tradizionali che hanno riempito di vita le strade e le piazze (circa 220 mila mq) del suggestivo centro storico di Verona, per l‘occasione senza auto posteggiate e senza traffico. Un’atmosfera di grande armonia ha caratterizzato e trasformato la città in un laboratorio a cielo aperto con un’altissima qualità di vita secondo i canoni della socialità e della sostenibilità. In questa decima edizione ai numerosi giochi tradizionali italiani si affiancavano quelli dei cinque Paesi Europei che hanno contribuito al successo del Festival in passato con un’edizione a loro dedicata: Spagna (2006), Croazia (2007), Scozia (2008), Grecia (2009), Svizzera (2010). Durante Tocatì sono state infinite le occasioni d’incontro, scambio e confronto tra le persone dei vari Paesi: un contributo concreto a rafforzare i legami che uniscono le varie genti e culture d’Europa. Ciascun territorio, italiano ed europeo, era rappresentato anche da gruppi musicali, che si sono esibiti anche nei due palcoscenici del festival, in piazza dei Signori e sul Lungadige San Giorgio.




Manifestazione internazionale contro la vivisezione “No Harlan No vivisection”

Udine sabato 29 settembre 2012

Dopo Green Hill, obiettivo della protesta animalista questa volta è la Harlan LaboratoriesInc., uno dei principali fornitori mondiali di animali allevati per essere venduti o direttamente utilizzati allo scopo di effettuare l’ “animal testing”,  vale a dire la sperimentazione medico-scientifica su cavie animali, detta anche vivisezione. Dei tre impianti presenti in Italia la sede centrale si trova a San Pietro al Natisone (UD). E sarà proprio Udine ad accogliere, il prossimo sabato 29 settembre, con una manifestazione dal respiro internazionale, denominata No Harlan, No vivisection, centinaia di manifestanti e di cittadini sensibili al tema della vivisezione, provenienti non solo da tutta Italia, ma anche da Austria, Slovenia e Croazia.

Il No Harlan Group Udinecomitato organizzatore dell’evento, si propone di diventare punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per la costituzione di una rete integrata di centri di protesta territoriali nei quattro continenti dove la Harlan è presente;il lavoro congiunto di associazioni e volontari di nazionalità diverse sarà indispensabile per continuare a chiedere,

anche attraverso la manifestazione del 29 settembre, di dare ascolto e credito a quell’ampia parte della comunità scientifica che reputa possibile il ricorso a metodi di sperimentazione alternativi all’uso di animali e necessario l’impegno della ricerca per incentivare ulteriormente tali metodiche.E’ ancora lecita una scienza che, in nome del progresso finalizzato al benessere umano, sacrifica, senza il minimo scrupolo, gli animali non umani? Esistono dei limiti di natura etica a ciò che l’uomo può permettersi di infliggere agli altri esseri senzienti? Il corteo di sabato prossimo, che percorrerà le strade del capoluogo friulano, vuole offrire ai cittadini un’occasione per esprimere liberamente il dissenso alla vivisezione e un’opinione al riguardo, che può derivare soltanto dalla conoscenza dei fatti e dalla riflessione collettiva.Non è più accettabile, infatti, che decisioni di natura etica siano affidate esclusivamente a coloro che sostengono l’inevitabile necessità della sperimentazione su cavie; è ora invece di sollecitare una seria e urgente discussione sulla questione, visto che ogni anno nel mondo gli animali sacrificati sarebbero oltre 150 milioni, dati peraltro in progressivo e costante aumento. Una vera e propria ecatombe.

In attesa di poter entrare nei laboratori e negli stabulari, dove la scienza sostiene di non avere nulla da nascondere, invitiamo tutti a partecipare a No Harlan, No vivisection, manifestazione internazionale per esprimere il dissenso e auspicare una società senza cavie, nè umane, nè animali.

 

No Harlan Group Udine 

Per ulteriori informazioni è possibile contattare la portavoce, Cristina Carignani, al seguente numero 340 1632527

http://noharlangroupudine.wordpress.com
https://www.facebook.com/pages/No-Harlan-Group-Udine/357867727616000

 

PROGRAMMA DELL’EVENTO 

 

Ore 14:00 Ritrovo manifestanti in piazza Primo Maggio.
Ore 15.00 Partenza del corteo che percorrerà le strade del centro di Udine.

Ore 16:30 Arrivo del corteo in piazza della Libertà e conferenza pressola Loggia del Lionello (adiacente a Piazza della Libertà) dal titolo :

 

“Harlan, multinazionale della vivisezione: le ragioni del NO” .

 

Interverranno Massimo Tettamanti, chimico ambientale e criminologo forense, coordinatore per l’Europa

dell’International Center for Alternatives in Research and Education,   responsabile nazionale riabilitazione animali da laboratorio e
il filosofo Leonardo Caffo.

Ore 18:30 Piazzale del Castello. Tavoli informativi e concerto di chiusura ad ingresso gratuito con la partecipazione di: Mig 29 Over DisneylandUnevenPNGBorderlineSkyline.

 




HONSELL INCONTRA SEBASTIAN DI BIN

Il sindaco Furio Honsell ha incontrato ieri venerdì 17 agosto a palazzo D’Aronco il pianista friulano Sebastian Di Bin.

Reduce dalla vittoria del concorso internazionale pianistico al 12° Unisa International Piano Competition in Sudafrica che lo ha visto piazzarsi quarto fra 250 dei migliori giovani pianisti del mondo. “Sono molto lieto di poter conoscere questa gloria nascente del pianismo italiano – ha detto il sindaco – ed è un privilegio per tutta la città che si tratti di un udinese, perché in questo modo porta nel mondo il nome del capoluogo friulano e dell’Italia intera che può mantenere alto il proprio prestigio nel settore dell’arte e della cultura”. Di Bin, classe 1981, ha cominciato a studiare pianoforte a sette anni e ha debuttato a 11 anni con l’orchestra Slovenicum di Lubjana in un concerto tenutosi nella sala del Parlamento del Castello di Udine. È stato nominato Ambasciatore dell’Unicef per meriti artistici e ha rappresentato l’Italia assieme a Luciano Pavarotti al Gala Mondiale dell’Unicef ad Amsterdam. Ha vinto numerosi premi in concorsi nazionali ed internazionali. Per citare soltanto gli ultimi in ordine di tempo, oltre al prestigioso piazzamento alla competizione internazionale in Sudafrica, nel 2011 ha vinto il primo premio assoluto della Nuova Coppa Pianisti di Osimo, si è piazzato al secondo posto nel concorso internazionale “Neue Sterne” Wernigerode in Germania e al Concorso Internazionale Pianistico Valsesia e infine ha vinto il premio speciale al 25° premio internazionale pianistico di Ferrol in Spagna

E.L.

 




Anà-Thema Teatro mette in scena “Shakespeare Hotel”

Udine: E’ giunto alla sua terza settimana il Campus Teatrale Internazionale e gli attori di Anà-Thema che affiancano i giovani attori della Compagnia del sesto Campus , si preparano per l’allestimento dei due prossimi spettacoli previsti dal cartellone estivo di Anà-Thema.

Da domenica 1 luglio fino al 30, Cjase di Catine, a Villalta di Fagagna (sede di Anà-Thema Teatro) ospita infatti il consueto Campus Teatrale internazionale “Progetto Shakespeare”.

Un Campus per creare un giovane gruppo di lavoro,  che vive e studia l’arte teatrale, ed  affronterà l’esperienza della “compagnia professionale” nella condivisione delle giornate. Il lavoro intensivo sta procedendo come di consueto e si articola in 3 settimane di studio sul “Teatro di Shakespeare” in particolare sui suoi personaggi, traendo ispirazione visiva anche  dai capolavori di Caravaggio. Seguirà poi una settimana facoltativa gratuita di perfezionamento durante la quale la “Compagnia del Campus” parteciperà alla realizzazione concreta, insieme agli attori di Anà-thema, di due nuovi spettacoli teatrali. La richiesta di partecipazione al Campus, che quest’anno ha toccato quota 100 richieste, ha consolidato infine un gruppo di sedici attori provenienti dalle scuole di teatro più prestigiose d’Italia che si stanno confrontando con i docenti a cui è affidato l’importante  lavoro di formazione mentre al regista e direttore di Anà-thema Luca Ferri è affidata la mise en éspace.

Sabato 21 e domenica 22 luglio, Anà-Thema Teatro con gli attori del Sesto Campus Internazionale metterà in scena “Shakespeare Hotel”. Uno spettacolo originalissimo allestito nelle stanze dell’Hotel Astoria, in Piazza XX Settembre a Udine. Ogni camera appositamente allestita diventerà micro palcoscenico nei quali i personaggi delle commedie e delle tragedia del grande Bardo rivivranno grazie agli attori, in un percorso molto suggestivo, per un contatto intimo, davvero esclusivo con le parole di un insuperato drammaturgo. Il pubblico verrà diviso in gruppi da 10 persone ed accompagnato in un percorso che lo porterà nelle stanze “private” dei personaggi e nei luoghi più caratteristici del prestigioso Hotel nel cuore della città di Udine. Spiega il regista Luca Ferri: “Lo spettacolo è un viaggio nella drammaturgia shakespeariana che tocca alcune fra le scene e i personaggi più conosciuti dal pubblico. Sui palchi,  si alterneranno gli interpreti impegnati in  monologhi che accompagneranno lo spettatore fra le righe di una creazione drammatica dove il corpo e la parola emergono in tutta la loro forza. Alle scene più famose  faranno seguito personaggi forse meno noti, ma ugualmente coinvolgenti e suggestivi, caratterizzati da un acuto e calibrato equilibrio comico legato, in particolar modo, al vorticoso gioco del teatro e della vita” Un susseguirsi di pulsioni, emozioni e divertimento rappresentato con entusiasmo e freschezza dalla neo nata compagnia del Sesto Campus Teatrale Internazionale composta da giovani attori provenienti da tutta Italia (dalla Sicilia al Trentino) che per un mese hanno studiato i personaggi Shakespeariani:  Amleto, Ofelia, Regina Gertrude, Desdemona, Otello, Iago, Romeo, Giulietta, Balia, Lady Macbeth, Titania, Puck, Re Lear, Cordelia, Regana, Gonerilla, Matto, Viola, Olivia, per un percorso nelle camere di Giulietta, Amleto, Re Lear, Lady Macbeth, Otello, Desdemona e molti altri, fino all’epilogo a sorpresa.

Shakespeare Hotel

Regia di Luca Ferri

Con gli attori della Compagnia del Sesto Campus Internazionale:

Luigi Cianciaruso, Emiliano Longo, Pierfrancesco Scannavino, Alessandro Costagliola, Federica Gumina, Roberta Giordano, Veronica Bitto, Ilaria Ripanti, Ruth Fiorella, Camilla Ribechi, Brigida Di Costanzo, Francesca Danese, Anna Rita Severini, Miriam Scalmana, Serena Facchini, Sara Meoni.

E gli attori della compagnia Anà-Thema Teatro: Luca Marchioro, Stefania Maffeis e Ilaria Di Maio.

Per info e prenotazioni tel 3453146797 / 04321740499 e-mail:info.anathema@gmail.com. www.anathemateatro.it




PORDENONE PROGRAMMA DEL 15 LUGLIO PER ESTATE IN CITTA’

 ore 11, PArCo Galleria d’arte moderna e contemporanea A. Pizzinato: concerti aperitivo, musiche di Debussy, suonano Margherita Bulfone, Ilaria Del Bon, Stefano Cimbaro, Francesca Bertoli, Mietta Prez, Margherita Cogoi, Ludovica Burtone, Sofia Brunello

 ore 17 Archeomuseo Castello di Torre: Investigatori di reperti, alla ricerca degli oggetti più curiosi del museo

 

ore 20.30 Duomo di san Marco: Festival internazionale Cori d’Europa, Chor Akademicki Camerata Iagellonica di Cracovia, Gruppo Polifonico Claudio Monteverdi di Ruda

 E interamente dedicato da Debussy il concerto concerto aperitivo dell’Estate in Città di domenica 15 luglio, alle 11 nell’auditorium di PArCo, la Galleria d’arte moderna e contemporanea, offrendo in particolare una panoramica sui primi due periodi della creatività musicale in ambito pianistico e cameristico del compositore, di cui quest’anno ricorre il 150° anniversario della nascita. Di particolare interesse l’esecuzione del Trio in sol maggiore, composto da un Debussy appena diciassettenne in onore del suo maestro Emile Durand e per lungo tempo rimasto inedito, affidato a Margherita Bulfone al violino, Ilaria Del Bon al violoncello, Stefano Cimbaro al pianoforte: l’editore tedesco Henle ne ha curato l’edizione critica soltanto pochi anni fa. Al periodo giovanile appartengono pure i celebri Deux arabesques (interpretato da Francesca Bertoli al pianoforte) e la Ballade, suonata da Mietta Prez al pianoforte. In questi lavori si intravede la carica rivoluzionaria che l’autore ha associato al suo linguaggio musicale e che troverà il suo naturale sbocco nelle opere della maturità, quali i due libri di Préludes per pianoforte (Margherita Cogoi), che rappresentano la più importante testimonianza del simbolismo musicale francese: un nuovo modo, più libero e sfumato nella sua dimensione temporale, di intendere i tradizionali legami sintattici dell’armonia e delle componenti timbriche, le quali associano, anche se il compositore ne era contrario, l’arte di Debussy all’impressionismo. Chiude il concerto l’unica Sonata per violino e pianoforte dedicata alla seconda moglie Emma (suonata Ludovica Burtone e Sofia Brunello), parte di un ciclo di Sei Sonate strumentali (alle quali appartengono anche la Sonata per violoncello e la Sonata per flauto, viola e arpa) nelle quali Debussy, già gravemente malato, intendeva anticipare il cosiddetto Neoclassicismo, ritorno agli equilibrati e trasparenti canoni formali del tardo-barocco francese e del classicismo viennese, che si imporrà in Europa successivamente alla sua scomparsa. L’ingresso è libero. Alle 17.30 per l’Estate in Città l’Archeomuseo nel Castello di Torre propone una visita gioco: investigatori di reperti: alla ricerca degli oggetti più curiosi del museo. A cura degli operatori di Eupolis. Alle 20.30 il duomo di san Marco, ospita, per l’Estate in Città il festival Internazionale Cori d’Europa. Ospite internazionale sarà il Chor Akademicki “Camerata Iagellonica” di Cracovia, diretto da Wloderzimierz Siedlik. A fare gli onori di casa sarà il gruppo Polifonico Claudio Monteverdi di Ruda diretto da Matjaž Šček. Ingresso libero




Su la maschera Tarcento 2012

Su la maschera. Le maschere lignee del carnevale popolare nelle alpi”  si terrà a Tarcento il 15, 16 e 17 giugno.
La manifestazione, giunta alla sua undicesima edizione, si presenta al pubblico con un programma molto ricco e dettagliato e si inserisce nel panorama delle attività che puntano alla valorizzazione delle attività di scultura lignea legata alla produzione di maschere, anche in occasione del carnevale, attività che da secoli caratterizza le Regioni dell’Arco alpino, accomunando popoli caratterizzati da consuetudini e culture diverse. Il programma dell’intera manifestazione sarà presentato domani alle 11.30 in Palazzo Giacomelli (Museo etnografico) e sarà il seguente:

Venerdì 15 Giugno 2012

Ore 10.00-12.00 – Arrivo dei mascherai e preparazione delle postazioni di lavoro

Ore 12.00 – Presentazione della manifestazione a Palazzo Frangipane e inaugurazione della grande mostra delle maschere carnevalesche alpine, accompagnata da cartelli illustrativi e video originali dei carnevali alpini.
Brindisi di benvenuto.

Ore 14.30-18.30 – Nelle piazze di Tarcento: Simposio internazionale dei mascherai: 25 scultori-mascherai realizzano le maschere tradizionali alpine. Pannelli illustrativi e maschere tipiche saranno esposti nelle postazioni degli scultori.

Ore 21.00 – Serata dedicata a maschere e teatro: conversazione sull’attualità della maschera nel teatro: “HELLEQUIN-HERLAKING-ARLECCHINO Percorso di una maschera demoniaca, dagli inferi alla ribalta del teatro” a cura di Donato Sartori, direttore del “Centro maschere e strutture gestuali” di Abano Terme, e Paola Piizzi, direttrice del “Museo internazionale della maschera Amleto e Donato Sartori” di Abano Terme.

Sabato 16 Giugno 2012

Ore 9.30-18.30 – Nelle piazze di Tarcento: Simposio internazionale dei mascherai: 25 scultori realizzano le maschere tradizionali alpine.    Realizzazione del “totem” delle maschere tradizionali alpine.
“Le mani sulla maschera”: laboratorio dedicato ai bambini
Con l’allegria di un gruppo di “Musica itinerante”!

Ore 12.00 Aperitivo con i mascherai e degustazione dei vini tipici della zona.

Ore 21.00 – Serata dei “cibi del carnevale”, con antiche e nuove ricette e… degustazioni per tutti .

Domenica 17 Giugno 2012

Ore 9.30 – 16.30 – Nelle piazze di Tarcento: Simposio internazionale dei mascherai: 25 scultori realizzano le maschere tradizionali alpine. Completamento dei “totem”.

“Le mani sulla maschera”: laboratorio dedicato ai bambini

Ore 12.00 Aperitivo con i mascherai e degustazione dei vini tipici della zona.

Ore 17.00 – Chiusura della manifestazione e riconoscimenti ai sostenitori e ai mascherai partecipanti.

Commiato in musica e balli con le maschere.




Francesco Macedonio insignito a Gorizia dell’alta onorificenza internazionale “Melvin Jones”.

Venerdì 4 maggio Francesco Macedonio, regista e autore teatrale, nonché fondatore e direttore artistico della Contrada-Teatro Stabile di Trieste, verrà insignito a Gorizia dell’alta onorificenza internazionale “Melvin Jones”.
Promotore dell’iniziativa è il Lions Club Gorizia “Maria Theresia”, che intende riconoscere in questo modo i meriti intellettuali e umanitari del regista goriziano. Il “Melvin Jones”, che prende il nome dal fondatore del Lions Club nel lontano 1917, è infatti la più alta onorificenza che le numerose sezioni dei Lions sparse in tutto il mondo conferiscono annualmente a chi si è distinto per il progresso e la crescita, anche intellettuale, della sua  omunità.
A Macedonio viene infatti riconosciuto il merito di aver contribuito con il suo lavoro a mantenere viva l’identità culturale di questi territori, spaziando anche oltre ai confini delle province di Gorizia e Trieste con opere teatrali rappresentate in tutta Italia e fuori dai confini nazionali. L’alta onorificenza internazionale “Melvin Jones” sarà conferita al regista goriziano dalla Presidente del Lions Club Gorizia “Maria Theresia”, la professoressa Angiola Maria Restaino, venerdì 4 maggio alle 18.00 presso la Sala della Torre della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia (Via Carducci 1, Gorizia).
La manifestazione, che sarà introdotta da una prolusione dell’Avvocato Nereo Battello, è ad ingresso libero. Informazioni: 040.390613; contrada@contrada.it; www.contrada.it.