FOLKEST: “ORCOLAT ’76″6 MAG. DI SIMONE CRISTICCHI IN SCENA AL TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE

ORCOLAT ’76 »: Simone Cristicchi racconta l’Orco che divora la terra. Ieri come oggi

UDINE – Dopo esattamente quarantun’anni da quel 6 maggio 1976 che vide il Friuli raso al suolo dal mostro, dall’orco che provoca quella che Simone Cristicchi chiama la tosse della terra (l’Orcolat), Folkest e Canzoni di Confine con la Provincia di Udine e la Città di Gemona ripropongono sabato 6 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (inizio ore 21) l’emozionante lavoro scritto a quattro mani dal Simone Cristicchi e Simona Orlando “Orcolat ‘76”, rappresentato la prima volta nel Duomo di Gemona nel settembre dello scorso anno e ripreso dalla telecamere della sede Rai del FVG, per la regia di Claudia Brugnetta.

Molte realtà artistiche di alto livello si trovano coinvolte sul palco in un significativo lavoro di squadra: dal Coro del Friuli Venezia Giulia,

Valter Sivilotti

preparato dal Maestro Cristiano Dell’Oste, alla Mitteleuropa Orchestra, entrambi diretti dal Maestro Valter Sivilotti, con gli interventi recitati di Maia Monzani – storica interprete dei nostri palcoscenici – fino agli autori di una serie di brani storici della canzone in friulano che saranno ripresi per l’occasione, come Dario Zampa, Giorgio Ferigo, Ennio Zampa. Di grande suggestione le musiche che sono state appositamente composte da Valter Sivilotti, con testi inediti del gemonese Renato Stroili e dello steso Simone Cristicchi.Perché “Dove è stato, il terremoto ritorna, e dove non è mai stato, viene”, scriveva Plinio il vecchio. A quarantun’anni di distanza da quel 6 maggio del ’76, quando la terra salì come un cavallone e si ritirò a riposare come niente fosse. “In quei momenti – chiosano Simone Cristicchi e Simona Orlando – puoi vedere i vitigni ascendere in paradiso e ricadere all’inferno. L’Orcolat è ancora vivo, una creatura veloce e famelica che ti rincorre e vuole a tutti i costi raggiungerti.” Un racconto dei fatti di quell’anno – che hanno lasciato ferite ancora aperte, cicatrici che non andranno mai via – momenti certo tragici, ma che sono stati presupposti di una rinascita che ebbe del miracoloso e pose all’attenzione dell’Italia su quello che venne chiamato il “modello

Simone Cristicchi

Friuli”. Un lavoro attento e documentato attraverso i ricordi e i racconti di chi visse quei momenti, un lavoro che ripercorre quei giorni, tra realtà, sogno e speranza per il futuro, in una sorta di ponte ideale con i nostri tempi, particolarmente attuale, viste le più recenti unghiate del mostro nel Centro Italia. Info e prevendita al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (0432.248418) e presso Folkest (0427.51230).

Orcolat ’76 segna, dopo il successo a Tolmezzo del concerto di Eugenio Finardi, la seconda, grande anticipazione al cartellone estivo di Folkest, il festival che ogni estate, ininterrottamente dal 1979, porta sui palcoscenici friulani, concerti e musicisti da ogni parte del globo. Nelle 24 piazze friulane raggiunte dal festival si alterneranno, tra il 22 giugno e il 10 luglio prossimi, le esibizioni pensate per valorizzare tutta quella musica che, al di là dall’essere definita folk, world, jazz o cantautorale, pura o contaminata, sappia dare voce alle radici culturali di qualsiasi parte del mondo. Atteso un focus incentrato sulla grande cultura musicale partenopea, con la presenza di Enzo Avitabile, accanto a grandi nomi delle scene mondiali come i Fairport Convention e la voce e front man dei Genesis Ray Wilson.




TEATRO CONTATTO: Antonio Rezza – Fratto X: “perché siamo sotto un fratto che uccide”

Recensione:

Bisogna stroncare la spensieratezza sul nascere”. Scoppia d’improvviso un palloncino: è una testa legata su una struttura telecomandata dalle forme antropomorfe, forse un epico guerriero senz’armi, nella sua perfetta semplificazione scheletrica cessa di respirare ascendenze Mirò; prima l’intervento carnale, violento di un altro uomo fatto di carne, non solo struttura ossea, elementare, prima dell’annientamento geneticamente alterato questo semi(dis)umano ruotava in un moto circolare uniforme, ma nel vuoto. Poi il silenzio. E la desolazione.frattoX1
Può esistere ancora la spensieratezza?”. Echeggia nell’epilogo la voce narrante di una storia che non trova conclusione, né plasma personaggi capaci di fuggire alla loro forma insoluta di esseri senza possibilità di rendersi immortali. E’ il canto finale di un aedo dalle vesti diaboliche, un cavaliere che irride tutta la platea, l’umanità tutta, e illumina con uno specchio rabdomantico gli astanti, figuranti umani per qualche istante nello spettacolo, lontani dalle quinte, dramatis personae anche nella vita.
Prestata per un’ora e mezza nel suo rendersi fugacemente palpabile e vista soltanto da lontano, perché dietro le quinte, questa spensieratezza si fa sostanza nelle risate di un pubblico che non può che ridere di sé: è di esistenza che si è fatto teatro ieri sera al Palamostre di Udine per “Contatto 32 Differenze”con gli equilibri scenici del funambolo Antonio Rezza, tra le trame delle tele di Flavia Mastrella, e le pose plastiche di Ivan Bellavista.
Un ciclo continuo di drammi umani in forma dialogica spingono al riso in una conclusione che circolarmente ci riporta a quel moto iniziale, quello del meccanico telecomandato, e così anche alla giustificazione dell’affermazione iniziale per cui non è possibile essere spensierati; una matematica razionalità cristallizza l’intera vita umana in una frazione ridotta ai minimi termini: “perché siamo sotto un fratto che uccide, si muore per eccesso di semplificazione“. Fratto X, un monito alla rinuncia della comprensione logica per l’accesso ad una metafisica senza limiti, una sinergia performativa in cui il teatro ritrova perfetta commistione tra il corpo e la sua forma, tra parola e azione, tra spazio ed elaborazione scenica. La coppia Rezza e Mastrella, in un’inscindibile presenza tra suggestione creativa e parola teatrale, comprime i personaggi in una frattoX2dimensione in cui è impossibile agire: un uomo che invoca aiuto, un uomo come tutti, Mario, una sorta di Everyman che non sa dire null’altro che il suo nome; il consueto gesto di un’altra richiesta quotidiana e un uomo che chiede un taxi senza poterlo mai prendere; Rocco e Rita, amanti che si imitano e nell’amore, ma che finiscono per annullarsi l’uno nell’altro, negata loro la comunicazione; un adulto e i suoi fantasmi del passato, e l’ansia del presente che è quella dell’infanzia; e poi uomini che si prestano la voce, in un interloquire dissociato; e sindoni e santi a confronto che beffardi ridono di sé. Ossessioni, voci dipanate in litanie, movimenti che riscoprono il corpo nel suo essere scenografico, teatralità quasi beckettiana nell’assurdità intessuta in una regolarità di forme ideogrammatiche, sdoppiate, triplicate, in tre dimensioni. Forma e sostanza, un’unica condensazione che appare fin troppo reale: è vita.

Ingrid Leschiutta




FRANCO BATTIATO IL 24 GENNAIO

Da gennaio 2013 in tour nelle principali città italiane: giovedì 24 gennaio a Udine l’unico appuntamento in Friuli Venezia Giulia

Da  ottobre  ormai  in radio e nei negozi digitali spopola  “Passacaglia”, il primo singolo estratto da “Apriti Sesamo” dell’attesissimo album di inediti del Maestro FRANCO BATTIATO . Composto dallo stesso Battiato su testo scritto a quattro mani con Manlio Sgalambro, il brano è un libero adattamento della composizione classica “Passacaglia della vita” del sacerdote e compositore seicentesco Stefano Landi, uno dei progenitori dell’opera e autore de “La morte d’Orfeo” considerata tra i primi importanti melodrammi italiani. Una breve curiosa anticipazione del primo singolo “Passacaglia” è già disponibile sul canale YouTube (francobattiatomusic) del Maestro siciliano con una clip della durata di un minuto e 44 secondi. FRANCO BATTIATO dal gennaio 2013 sarà in tour nelle principali città italiane: in Friuli Venezia Giulia è fissato per giovedì 24 gennaio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine l’unico atteso concerto, organizzato da Azalea Promotion in collaborazione con il Comune di Udine, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine e International Music. “Apriti Sesamo Live” sarà anche il primo tour italiano a poter utilizzare la nuova applicazione Passbook integrata nei telefonini o iPad con sistema operativo Apple di ultima generazione. I biglietti per la nuova tournee, già disponibili dal 10 ottobre scorso sono aquistaabili  per  il  CONCERTO DEL 24 GENNAIO 2013 A UDINE: presso  Azalea Promotion tel. +39 0431 510393 – www.azalea.itinfo@azalea.it  Teatro Nuovo Giovanni da Udine tel. +39 0432 248418 – www.teatroudine.itbiglietteria@teatroudine.it




Boreyko e Suwanai al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

L’artista che devastato da una passione infernale cerca la morte nell’oppio trovandovi una realtà allucinata in cui l’amata diviene melodia e il mondo dapprima visione, figurazione, infine delirio. Cos’è la Symphonie fantastique se non uno straordinario collage di ritagli di vita intriso di romanticismo fino all’ultima delle note, un lavoro di splendida incoerenza concettuale travestita di finti significati – o meglio, di fantasia – appiccicati l’uno con l’altro a formare un capolavoro, né più né meno, che se non è un unicum nella storia della musica, senz’altro è una chiave di volta, un punto di ripartenza. In un groviglio confuso di idee e fantasie, episodi di esistenza e sogni, il compositore francese fonde vita vissuta ed immaginata, realtà ed ideali in un racconto musicale più onirico che autobiografico. Se l’amore per l’attrice Harriett Smithson e la forzata aderenza al “programma” di vita d’artista restano ad oggi un tentativo poeticamente forse non memorabile di dare al materiale un senso di unicità e coerenza (dai contenuti di stampo forzosamente romantico), la musica invece è rivoluzionaria nel vero senso della parola. Lo è nell’utilizzo dell’alchimia, degli impasti strumentali, del timbro orchestrale, nella concezione coreografica del suono. Né va negata la strabiliante adesione al dettato musicale dell’immagine evocata, secondo quel concetto di musica a programma che è cifra basilare del poema sinfonico che con Berlioz nasce e che dominerà l’ideale artistico di musicisti tra i più importanti della seconda metà del secolo e del primo novecento.

Sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine l’Orchestre National de Belgique guidata da Andrey Boreyko offriva una prova del capolavoro di Berlioz che chi abbia avuto fortuna di ascoltare, non dimenticherà facilmente. La formazione belga ha dimostrato di possedere lo spessore tecnico delle compagini sinfoniche di primo livello assecondando al meglio il disegno interpretativo, dal gusto più russo che francese, del direttore. Una sinfonia fantastica in cui Boreyko ha potuto dare sfogo a tutto il suo temperamento in una lettura vibrante, energica, emozionante. Un profluvio di sapori e colori, di alchimie, perfettamente restituite da un’orchestra impeccabile, densa e brillante, capace di sostenere al meglio i cinque tempi dell’opera sia nei passi più elegiaci (un valzer di beethoveniana poesia) che nei momenti apertamente infuocati (un Sabba teso e delirante di diabolica furia).

Non solo Berlioz al GdU, tutt’altro. La prima parte di concerto ha visto la talentuosa Akiko Suwanai e il suo Stradivari impegnati nel concerto per violino e orchestra op.77 di Brahms. Virtuosismo ed ottimo gusto al servizio della musica del compositore tedesco, protagonista dei primi impegni stagionali del teatro udinese. Esecuzione di gran classe ed eleganza quella della violinista giapponese, tecnicamente ineccepibile e molto curata nel suono (aiutata dall’ampia cavata e dalla pienezza di suono dello strumento) pur senza pagare dazio all’espressività, anzi, cogliendo appieno il gusto romantico del concerto. Chi invece ha convinto meno in Brahms è stato il direttore che è parso ingessato, forse imbrigliato dall’obbligato rapporto con la solista, che non è riuscito a trovare quella coerenza di intenzioni e quella spontaneità che hanno caratterizzato il suo Berlioz. Se è vero che l’orchestra è suonata diafana e morbida nei passi più soffusi, Boreyko non è riuscito ad evitare un certo senso di pesantezza e rigidità, quasi metronomica, nei momenti di forte orchestrale, soprattutto nella prima parte di concerto.

Paolo Locatelli

paolo.locatelli@ildiscorso.it

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Fiorella Mannoia “Sud, il Tour”

A GRANDE RICHIESTA “SUD IL TOUR” DI FIORELLA MANNOIA

DAL 10 NOVEMBRE RITORNA NEI PRINCIPALI TEATRI ITALIANI:

A UDINE L’UNICA NUOVA ESIBIZIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA

 

Sabato 17 novembre l’elegante interprete romana torna nel capoluogo udinese

a più di tre anni di distanza dall’ultima trionfale apparizione proprio al Teatro Nuovo.

 

Biglietti in vendita da domani nei negozi autorizzati Azalea e online su Biglietto.it  

Dopo il grande successo nella prima parte dell’anno, a grande richiesta il 10 novembre prende il via la terza parte di “SUD, IL TOUR”, la tournee di Fiorella Mannoia a supporto del suo ultimo straordinario disco “Sud” che fino alla fine dell’anno riporterà l’amata interprete romana nei principali teatri italiani: da Genova a Milano passando per Torino, Lucca, Napoli, Roma, Bologna e Udine, dove sabato 17 novembre (inizio ore 21:00) è prevista l’unica nuova esibizione in Friuli Venezia Giulia, organizzata da Azalea Promotion in collaborazione con il Comune di Udine, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine e F&P Group.

La tournée, accolta in maniera trionfale dalla critica e dal pubblico anche nelle precedenti tappe regionali di Pordenone e Lignano, porta in scena uno spettacolo dall’enorme valore artistico che mescola con successo la straordinaria musica e i testi dei brani con l’elegante inconfondibile voce della Mannoia e varie forme d’arte. Molta è la curiosità per scoprire le inedite interpretazioni che la raffinata interprete romana riserverà in questa terza parte di tournee ai brani dell’ultimo disco “Sud” e ai capolavori del suo vastissimo repertorio.

Sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Fiorella Mannoia sarà accompagnata da un’eccezionale band, composta da Carlo Di Francesco (percussioni, produttore artistico e arrangiamenti), Davide Aru (chitarra e arrangiamenti), Fabio Valdemarin (pianoforte), Luca Visigalli (basso), Diego Corradin (batteria), Arnaldo Vacca (percussioni), Andrea Pistilli (chitarra), Natty Fred e Kaw Dialy Mady Sissoko (cori).

FIORELLA MANNOIA ha saputo costruirsi nella sua brillante carriera a partire dalla metà degli anni Ottanta una grandissima credibilità artistica che l’ha portata a diventare la voce e il controcanto femminile di un tipo di canzone d’autore storicamente declinata al maschile. Il 2012 è un anno molto importante per la carriera dell’artista: il 24 gennaio esce infatti il disco di inediti “SUD”, che vede per la prima volta Fiorella anche nelle vesti di cantautrice. Un vero e proprio concept album dedicato a tutto il sud del mondo, che include 12 brani inediti, tra cui il singolo di lancio “Io Non Ho Paura”. Da qui il lungo e apprezzato tour, che si arricchisce ora di nuove date teatrali, tra cui quella del 17 novembre a Udine.

Per la felicità dei suoi numerosissimi fan, lo spettacolo è stato anche racchiuso in due cd e un dvd, che raccolgono i momenti indimenticabili di questo nuovo intenso viaggio musicale dell’artista.

I biglietti per il nuovo appuntamento (prezzi a partire da 30 Euro) saranno acquistabili a partire da sabato 13 ottobre nei punti vendita autorizzati Azalea Promotion e sul circuito online Biglietto.it. Da martedì 16 ottobre saranno inoltre disponibili anche alle biglietterie del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e nei loro punti vendita.




Ivor Bolton dà il la alla Stagione del Giovanni da Udine

Per uno strano gioco di nomi è l’Ouverture del Don Giovanni di Mozart ad aprire la stagione del Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Mozarteumorchester sul palco, Ivor Bolton sul podio, teatro colmo o poco meno. Orchestra e direttore hanno la musica del genio salisburghese nel sangue e sanno suonarla con invidiabile disinvoltura e stile inappuntabile. Bolton opta per una lettura illuministica, dagli equilibri apollinei, in cui la dimensione melodrammatica del brano è deliberatamente accantonata in favore della leggerezza e della trasparenza di suono. L’ouverture mozartiana esce dalle mani del direttore come una splendida scultura canoviana in cui il marmo, pur lavorato nel sublime stile neoclassico, non riesce a scansare del tutto quel senso di rigidità e freddezza che ne sono cifra intrinseca. Non ci sono i colori tetri né la tragicità presagita nell’andante iniziale, non l’esuberante vortice dionisiaco dell’allegro ma un’eleganza sinfonica, più versata alla ricerca della qualità del suono che alla restituzione di un significato teatrale – che in simile contesto non avrebbe peraltro alcun senso ricercare.

Ancora Mozart con il concerto 23 per pianoforte e orchestra e sul palco del GdU sale il pianista Fazil Say, autore di una prova di grande spessore. Un Mozart estroverso e brillante quello del musicista turco. Non c’è quell’intimo raccoglimento a cui hanno abituato taluni grandi ma un’urgenza espressiva che si tramuta in immediatezza, freschezza d’animo. Il suono, di perlaceo splendore, si innalza spavaldo su quel cuscino di velluto che Bolton sa cavare dall’orchestra, il temperamento del pianista è convogliato in forza espressiva, mai in forzature o cadute di gusto. L’allegro è affrontato con esuberanza creando un piacevole effetto di contrasto sulle tinte pastello scelte da Bolton, l’adagio, teso ma raccolto, si stempera nella funambolica conclusione con un crescendo di tensione. Qualche minimo inciampo nell’allegro finale non rovina una prestazione maiuscola, applauditissima dal pubblico (a sua volta ricambiato con due preziosi bis).

Se già nella prima parte di concerto Bolton era piaciuto, con la terza di Brahms il direttore inglese conquista il pubblico. L’orchestra, rimpolpata nell’organico, trova una straordinaria compattezza di suono pur senza perdere di leggerezza e precisione. L’ispirazione compositiva del tedesco, che nella terza sinfonia raggiunge vertici assoluti sia nella costruzione e manipolazione della linea melodica ed armonica che nella caleidoscopica varietà di colori, è restituita dall’Orchestra Mozarteum fino all’ultima delle sfumature. Non è cosa di tutti i giorni un Brahms tanto sobrio nel gusto, liberato dalle incrostazioni post-romantiche di tradizione, eppure intenso, poetico ma garbato. Nella lettura di Bolton non c’è spazio per l’effetto facile né per ruffianerie di sorta, la musica è linguaggio comune, un discorso in divenire che il maestro sa rendere scorrevole forte di una sottile gestione del ritmo, evitando al pari dell’eccessiva rigidità l’utilizzo dozzinale del rubato che spesso affossa le esecuzioni della musica brahmsiana. Le sezioni orchestrali si inseguono ed abbracciano in un gioco ad incastro perfettamente calibrato in cui trovano posto le mille suggestioni della partitura con coerenza e straordinario senso di unità, senza cedimenti o cali di tensione.

 Paolo Locatelli

paolo.locatelli@ildiscorso.it

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UDINE: La stagione di prosa 2012-13 del Giovanni da Udine alza il sipario

Da giovedì 11 a sabato 13 ottobre 2012 alle 20:45, domenica 14 ottobre 2012 alle 16:00, da lunedì 15 a mercoledì 17 ottobre 2012 alle 20:45

 La stagione di prosa 2012-13 del Giovanni da Udine alza il sipario giovedì 11 ottobre con uno splendido spettacolo: “Non si uccidono così anche i cavalli?” di Horace McCoy, con l’incisiva regia di Gigi Dall’Aglio. Un talent/reality show teatrale, con musica dal vivo, in cui i partecipanti, ieri come oggi, inseguono l’illusorio, effimero sogno della fama e del denaro facili, rinunciando alla dignità della persona. Dall’incontro dei due nuclei artistici dell’Ensemble Attori Teatro Due con gli attori – danzatori del Balletto Civile (27 artisti che lasciano senza fiato lo spettatore con la loro bravura e la sfrenata energia) nasce la produzione di Fondazione Teatro Due tratta dall’omonimo romanzo di Horace McCoy. Uno spettacolo innovativo che, permette al pubblico di “entrare in scena” per vivere di persona uno spaccato del mondo odierno dove, nella speranza di un futuro dorato, si sacrificano sull’altare del successo i sentimenti veri, lasciando dietro di sé chi non tiene il passo e intralcia la “lunga danza” verso la fama e il successo. Gli spettatori saranno al massimo 350 per serata e si accomoderanno all’interno del palcoscenico del Teatro Nuovo munito di tribuna, venendo coinvolti nella rappresentazione scenica potendo incitare e applaudire gli attori e ballerini partecipanti alla gara di ballo che diventa in questo modo un evento coinvolgente veramente imperdibile. Ci si troverà immersi nella California, anni ’30 del secolo scorso in piena grande depressione economica e contestuale crisi sociale. Schiere di persone si ritrovano in situazioni di povertà e disagio fra prospettive talmente limitate da spingere allo sconforto. Di questo tratta anche il romanzo “Non si uccidono così anche i cavalli?” di Horace McCoy, trasposto mirabilmente sulla scena teatrale dalla regia di Gigi Dall’Aglio, in cui si parla di una inesorabile maratona di ballo a cui partecipa una folta schiera di persone in difficoltà che, presentandosi in coppia, devono ballare fino allo sfinimento per giorni e notti finché vincerà chi sarà in grado di resistere più a lungo. Oltre all’ingente somma in palio, il concorso permette ai partecipanti di rifugiarsi temporaneamente dalla fame e dalle strade, strappando una serie di rapidissimi pasti da consumarsi sulla pista e un alloggio dove poter cogliere dieci minuti di riposo, tra un’estenuante sessione di ballo e l’altra. Inoltre, c’è la possibilità di farsi notare dai produttori cinematografici o teatrali seduti in platea, dai quali poter sperare di ottenere un lavoro e forse la notorietà. Un esempio emblematico, molto attuale, di che cosa può riservare la crisi economica che oltre a far riflettere lo spettatore gli trasmette, attraverso la vitalità della scena e l’energia degli attori, una nuova forza che lo spinge a resistere con rinnovata speranza. Si ricorda che da questa stagione Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, in convenzione con la Fondazione Filippo Renati, attiva un servizio di baby-sitting per accogliere i bambini degli spettatori, la domenica pomeriggio, partendo da domenica 14 ottobre, in occasione dello spettacolo pomeridiano delle ore 16.00 di “Non si uccidono così anche i cavalli?”,  servizio attivo dalle ore 15.00 a mezz’ora dopo la fine dello spettacolo. Il servizio sarà gratuito e ai bambini sarà offerta una piccola merenda, sarà aperto a bambini dai 3 ai 13 anni, fino a un massimo di 16 bambini, che verranno accolti negli spazi della Fondazione Renati e giocheranno con animatori specializzati. Le prenotazioni si effettuano in Biglietteria, al momento dell’acquisto del biglietto per lo spettacolo scelto o in abbonamento, indicando, oltre ai dati dei bambini, anche un cellulare dei genitori, il posto occupato in sala e semplici segnalazioni sulla merenda (eventuali allergie). Le prenotazioni saranno possibili fino alle ore 19.00 del sabato precedente lo spettacolo. Una sinergia importante per garantire sempre maggiore qualità e servizi agli spettatori del Teatro Nuovo Giovanni da Udine che da questa stagione è sempre più presente anche online, attivo sui social networke sul suo sito internet fornendo ai suoi internauti più affezionati sempre maggiori servizi, dalla diretta streaming in occasione della presentazione della stagione 2012/13 all’aggiornamento giornaliero dei propri profili Facebook, Twitter, Pinterest e Instagram. E proprio grazie al gruppo Igerspordenone, è stato ideato il challenge “Insta-theatre”, un’iniziativa avvincente dedicata proprio agli utilizzatori di questo social network conosciutissimo dagli appassionati di fotografia. Fino alle 18:00 del 18 ottobre 2012 si potranno caricare le foto su Instagram utlizzando l’hashtag #theatreudine o #Gdudalvivo , il tema sarà il logo del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, o solo lo slogan della nuova stagione teatrale, o altri dettagli legati al mondo del teatro. Per ulteriori informazioni sul challenge, regolamento e premi si può consultare il sito www.teatroudine.it e il profilo Facebook del teatro.

 




Intervista a Marco Feruglio, Direttore Artistico del Giovanni da Udine

Parte lunedì 8 ottobre con un concerto dell’Orchestra Mozarteum di Salisburgo diretta da Ivor Bolton la stagione 2012-13 del teatro Giovanni da Udine. Cartellone fitto e ricchissimo, denso di appuntamenti di grande interesse sia per quanto riguarda la stagione di prosa, curata dal sovrintendente Cesare Lievi, che per la stagione di musica e danza allestita dal direttore artistico Marco Feruglio che è riuscito a portare in Friuli artisti del calibro di Antonio Pappano, Esa-Pekka Salonen, Lorin Maazel, solo per citarne alcuni, in una stagione che si annuncia memorabile.

Mo. Feruglio, il cartellone del Giovanni da Udine offre nomi di respiro internazionale che proiettano il teatro udinese ai primi posti nel panorama italiano per qualità. Com’è stato possibile organizzare una stagione musicale di così forte richiamo?

Sono partito proprio da questi presupposti: la ricerca di nomi di prestigio, artisti che frequentano normalmente le principali capitali culturali europee. Confrontando la stagione udinese con quella di città quali Parigi, Berlino, Vienna, Milano, fatte salve le debite proporzioni di numeri, si noterà che gli artisti impegnati sono gli stessi. Ci sono poi altre linee guida che mi hanno portato a scegliere determinati titoli o compositori: quest’anno ad esempio ricorrono i cento anni dalla prima esecuzione della Sagra della Primavera di Stravinsky o anniversari di musicisti importanti come Berio e Britten.

Parlando di anniversari, nel 2013 verranno celebrati in tutto il mondo i 200 anni dalla nascita di Verdi e Wagner. Ci sono progetti per inserire uno o più titoli operistici nella stagione in corso?

Naturalmente Wagner e Verdi sono figure fondamentali del teatro lirico quindi per celebrarli bisognerebbe avere la possibilità di affrontare questo repertorio che al momento, per questioni economiche, non ha avuto modo di trovare posto nel nostro cartellone. Non dispero che almeno qualcosa in questo ambito si possa fare ma al momento in stagione non ci sono appuntamenti definiti.

Come si riesce a conciliare in tempi di restrizioni economiche l’eccellenza dell’offerta con la solidità del bilancio?

Il lavoro del direttore artistico, oltre alle scelte dei titoli e dei personaggi, deve considerare il mercato musicale, bisogna essere accorti nelle spese. Potremmo dire che il mestiere del direttore artistico non è diverso da quello di un commerciante: bisogna conoscere il mercato, l’offerta musicale e saper impiegare al meglio le risorse economiche. Inoltre mi sono impegnato nella ricerca di sponsor e fondi aggiuntivi da aggiungere al budget messo a disposizione dal teatro che quest’anno era ridotto di oltre il 33% rispetto alla stagione precedente.

C’è un artista, magari un grande direttore, che vorrebbe portare a Udine?

Ci sono direttori che ho già cercato di contattare negli ultimi due anni e che non dispero di riuscire a portare a Udine ma per scaramanzia preferisco non sbilanciarmi. Nelle scorse stagioni il pubblico udinese ha potuto ascoltare artisti del calibro di Mehta, Temirkanov, Pappano, i grandi nomi che si sono avvicendati sul palco del nostro teatro sono stati molti.
Devo però ammettere che ci sono alcuni direttori della generazione di Maazel che mi piacerebbe riuscire a contattare ed anche qualche giovane di talento.

C’è un repertorio che non è ancora riuscito ad approfondire come avrebbe desiderato e che vorrebbe poter offrire al pubblico udinese con maggiore frequenza?

Mi piacerebbe approfondire l’opera barocca. È un repertorio che potrebbe apparire di difficile ascolto, anche in ragione del fatto che il pubblico è poco abituato a frequentarlo, ma negli ultimi anni sta vivendo un’eccezionale riscoperta. Inoltre in questo ambito ci sono molti artisti di altissimo livello che non farebbero altro che aumentare l’interesse per un repertorio che annovera capolavori di musicisti come Handel, Vivaldi e molti altri, celebri ma poco conosciuti come compositori per il Teatro d’opera.

Crede che tra le responsabilità di un direttore artistico, oltre allo sviluppo della stagione, ci sia anche quella di educare il pubblico alla “musica colta” studiando un’offerta e percorsi mirati in questo senso?

L’offerta che il teatro propone pesca nel cosiddetto grande repertorio, una serie di titoli selezionati dal filtro del tempo universalmente considerati capolavori. È importante che le generazioni più giovani imparino a conoscere queste opere ed in tal senso il nostro è già un lavoro di divulgazione. Poi, come per il caso dell’opera barocca, della musica contemporanea ed altri generi meno diffusi, c’è moltissimo da far conoscere e il nostro obiettivo è quello di riuscire a mescolare appunto il grande repertorio con titoli meno frequentati.
Bisogna però anche fare i conti con la capienza del teatro udinese che non è esigua per cui il fatto di riempire la sala ci condiziona nella scelte. Tuttavia un equilibrio nella pianificazione della stagione tra titoli di sicuro appeal ed altri di minore richiamo può dare grandi risultati e portare chi non conoscesse il repertorio meno noto a scoprirlo ed apprezzarlo.

Qual è la risposta del pubblico udinese in fatto di abbonamenti e gradimento?

Gli abbonamenti sono in crescita costante. Io ho assunto la carica di direttore artistico due anni fa ed in ogni stagione c’è stato un significativo aumento del numero di abbonati rispetto all’anno precedente.
Per quanto riguarda i titoli più particolari, come ad esempio il terzo concerto in abbonamento, dedicato alla commemorazione degli anniversari di Berio e Britten, sono molto curioso di vedere quale sarà la risposta del pubblico. È un appuntamento che propone due compositori del recentissimo passato che sulla carta non sono tra i più popolari. Inoltre il concerto offre la presenza di una star internazionale come Vivica Genaux, celebre soprattutto nel repertorio barocco che eccezionalmente per noi affronterà questi compositori novecenteschi.

C’è qualche progetto per il futuro del teatro che vuole annunciare? Ci sono già contatti per la stagione 2013-14?

Non posso rispondere con precisione poiché non so ancora se a termine stagione verrò confermato o meno alla direzione della stagione musicale del teatro. Tuttavia nel lavoro svolto durante gli ultimi due anni ci sono diversi contatti che per svariate ragioni non hanno trovato la via della realizzazione ma che mi piacerebbe riuscire a concludere.

Ultima domanda: qual è il segreto di Marco Feruglio?

Ah, secondo me si sopravvaluta il ruolo del direttore artistico…

…però una stagione come quella proposta dal Giovanni da Udine, con tanti nomi di risonanza internazionale non si vede di frequente nei teatri italiani, anzi…

Io amo la musica, posso dire questo, e sono prima di tutto un musicista. Cerco di conciliare la passione con le esigenze del teatro nella speranza che le mie scelte siano condivise ed apprezzate dal pubblico.

Paolo Locatelli

paolo.locatelli@ildiscorso.it

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Tig teatro per le nuove generazioni 2012-2013

APERTA FINO AL 19 OTTOBRE 2012 LA CAMPAGNA DI ADESIONE PER LE SCUOLE

La nuova stagione TIG Teatro per le nuove generazioni 2012-2013 si presenta con una ricca programmazione di spettacoli, nuove produzioni teatrali, incontri e laboratori pensati per gli allievi delle scuole, dall’infanzia alle secondarie, per i loro insegnanti (spettacoli in matinée) e per le famiglie (TIG IN FAMIGLIA – Domenica a teatro).

Assieme alla stagione TIG riparte Didattica della visione, l’esperienza formativa rivolta agli insegnanti, considerati gli interlocutori e i mediatori fondamentali tra i giovani spettatori e il palcoscenico. Un’occasione unica per fare della visione di uno spettacolo l’epicentro di un’unità didattica.

In ambito extra scolastico, nel territorio della Bassa Friulana Orientale e Destra Torre prosegue La meglio gioventù, i laboratori teatrali rivolti ai giovani fra gli 11 e i 15 anni e fra i 16 e i 29 anni coordinati e diretti da Giorgio Monte e Manuel Buttus. Un’interessante e stimolante opportunità per i giovani che intendono avvicinarsi al mondo del teatro, apprenderne i linguaggi di base, in un clima che favorisce lo sviluppo della capacità critica, della creatività individuale e momenti di incontro con i propri coetanei.

A Udine, in autunno, tornano gli attesi appuntamenti della stagione TIG in famiglia – Domenica a teatro, parte del percorso Udine città-teatro per i bambini, realizzato, da tre anni, in collaborazione con la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine e grazie all’impegno di ERT Ente Regionale Teatrale del FVG.

I PARTNER

Ideata e organizzata dal CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, la Stagione TIG 2012-2013 si avvale del sostegno del Ministero per i Beni e le Attività culturali, della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Udine con il contributo dei sette Comuni della Bassa Friulana Orientale e Destra Torre: Aiello del Friuli, Campolongo Tapogliano, Cervignano del Friuli, Fiumicello, Marano Lagunare, Ruda e Terzo di Aquileia.

Fondamentale per lo sviluppo del progetto è stata, negli anni, la collaborazione dell’ERT Ente Regionale Teatrale del FVG, settore teatroescuola.

Tra i partner vanno ricordati .lab Centro di Formazione Professionale del Centro Solidarietà Giovani “Giovanni Micesio” Onlus di Udine, la Biblioteca Civica “Joppi” Sezione Ragazzi e Moderna di Udine, la Biblioteca Civica di Cervignano del Friuli e il Sistema bibliotecario del Basso Friuli. Le biblioteche offriranno approfondimenti agli spettacoli attraverso bibliografie e percorsi tematici con l’ausilio e la consultazione di libri, dvd, film e cd musicali.

I LUOGHI

Il progetto TIG, nato e sviluppatosi in due ambiti territoriali, che aderiscono con le rispettive scuole, si articolerà a Udine e nella sua Provincia, per la quindicesima edizione (al Teatro Palamostre,al Teatro S.Giorgio e nelle aule delle scuole materne, elementari, medie e superiori di tuttala Provincia) e nella Bassa Friulana Orientale e Destra Torre, per la sedicesima edizione (al Teatro Pasolini di Cervignano del Friuli e nei plessi delle scuole del territorio).

LA PRODUZIONE CSS PER LE NUOVE GENERAZIONI

L’impegno produttivo del CSS, in relazione al percorso dedicato alle nuove generazioni sfocia quest’anno in tre nuovi allestimenti per le scuole: L’acqua e il mistero di Maripura, adattamento per il teatro della fiaba della scrittrice Chiara Carminati, Premio Andersen 2012 come miglior autrice, una co-produzione CSS e Fondazione AIDA – Teatro stabile di Innovazione di Verona. La regia dello spettacolo è stata affidata a Nicoletta Vicentini e interpreti in scena sono Manuel Buttus, Sonia Cossettini e Valentina Recchia. Lo spettacolo debutterà il 18 novembre 2012 al Teatro S. Giorgio di Udine all’interno della terza edizione di Udine città-teatro per i bambini per poi proseguire con le repliche in matinée dedicate ai bambini delle scuole primarie. Tratto dal libro L’acqua e il mistero di Maripura di Chiara Carminati, illustrato da Pia Valentinis (Fatatrac), lo spettacolo è promosso nell’ambito della Campagna per il Contratto Mondiale sull’acqua del Centro di Volontariato Internazionale (CEVI).

La seconda produzione del CSS Cuore di carta, testo e regia di Vania Pucci, con Eleonora Ribis, si rivolge ai piccoli della scuola materna. Un racconto delicato e poetico, dedicato agli affetti esclusivi dell’infanzia. Spettacolo di narrazione e vivace gestualità, si alimenta dei materiali e dei linguaggi visivi del libro e del teatro e associa al gioco verbale un colorato avvicendarsi di scene animate con carta tagliata, strappata, accartocciata, a cui i piccoli spettatori sono chiamati a partecipare.

Felicità è… è la terza produzione del CSS, testo e regia di Francesco Accomando, ideata e realizzata la passata stagione nell’ambito di un vasto programma realizzato sul tema dalla Biblioteca “Vicenzo Joppi” di Udine. Il percorso proposto da Accomando, in un’alternanza di ascolti musicali, brani recitati, piccoli fatti della vita quotidiana, vuole essere un invito a riflettere sulla propria idea di felicità: meglio prepararsi per evitare di incontrarla e non riconoscerla!

LA PROGRAMMAZIONE 2012-2013

TIG Teatro per le nuove generazioni in matinée con una proposta di 14 spettacoli, in programma da novembre 2012 a maggio 2013, si snoda attraverso spettacoli che parlano ai giovani spettatori di temi quali: l’acqua come bene comune da rispettare e proteggere, del rapporto tra l’uomo e la natura, di una repubblica gestita dai bambini, di un simpatico naufrago in mezzo al mare della vita quotidiana, del desiderio adolescente di tramutarsi in eroi, di come Pinocchio, e ognuno di noi in fondo, possa divertirsi a raccontare la propria storia. E ancora, grande spazio ai temi sempre così delicati e importanti del cuore e degli affetti esclusivi dell’infanzia, della ricerca della felicità, assieme a una strana Odissea evocativa, poetica e popolare, a Pulcinella e alla sua umanità, all’ingegno e alla sua audacia.

CLASSI A TEATRO e TEATRO IN CLASSE, sono la doppia modalità dedicata ai giovani spettatori che possono così avvicinarsi alla magia del palcoscenico direttamentea teatro per scoprirlo come spazio della visione ma anche, nelle loro classi, per incontri più ravvicinati con il mestiere dell’attore durante appassionanti letture sceniche.

SCUOLE DELL’INFANZIA

Tra gli spettacoli pensati per i bambini delle scuole materne a novembre verrà presentata la nuova produzione CSS, Cuore di carta (vedi pag. 3). A febbraio 2013 arriva In mezzo al mare, testo e regia di Silvano Antonelli, uno spettacolo dedicato al mare, capace di coinvolgere i piccoli spettatori con divertenti effetti di animazione e musica dal vivo.

A maggio 2013 il maestro burattinaio Roberto Vernetti presenta Le Guarattelle, spettacolo di burattini  a guanto, tipico della tradizione popolare napoletana.  Il protagonista è l’immancabile Pulcinella, l’uomo qualsiasi che, con tutte le contraddizioni della vita, si confronta con la prepotenza (il Guappo), con gli imprevisti (il Cane), con la giustizia (il Boia), con l’ignoto (la Morte), con l’amore e la vita (Teresina, eterna fidanzata), e si rigenera continuamente gabbando il Diavolo.

SCUOLE PRIMARIE

Per i bambini delle elementari la stagione TIG si inaugura a novembre con la nuova attesissima produzione CSS L’acqua e il mistero di Maripura scritta da Chiara Carminati (vedi pag. 3). A febbraio doppio appuntamento per TIG con Nel bosco addormentato, fiaba rivisitata che sovverte i canoni classici della caratterizzazione dei personaggi: la fata cattiva è bellissima e chiamata “fata bianca”, la luna è nera ed ironica, le due fate madrine hanno modi rudi.

A seguire debutta La Repubblica dei bambini, una produzione Solares Fondazione delle Arti affidata a Teatro Sotterraneo, vincitore del premio Eolo Awards 2012 come migliore novità. Cosa accadrebbe se potessimo cancellare tutte le nazioni esistenti e ricreare un’unica Repubblica, una piccola isola utopica dove i bambini sono popolo a tutti gli effetti e proprio a loro venissero affidate le decisioni di governo, le leggi e gli statuti? Da questi spunti nasce lo spettacolo che rappresenta, partendo da una scena teatrale completamente vuota, la nascita, progettazione ed evoluzione di una micro nazione.

A marzo 2013 la compagnia Burambò porta a teatro i burattini per narrare la storia  di Secondo Pinocchio. In questa versione vengono raccontate le vicende più salienti tra le innumerevoli del romanzo originale, con una leggerezza e con trovate che solo la testa di un burattino potrebbe immaginare, dando vita ad un personaggio così credibile e ricco di sfumature da sembrare vivo.

SCUOLE SECONDARIE DI I E II GRADO

Per i ragazzi delle scuole medie e superiori TIG propone Il vecchio e il mare, vincitore del Premio Eolo Awards 2011, interpretato in lingua americana e in italiano. In scena tre personaggi, tre vissuti, tre diverse età della vita: al centro dello spettacolo il giovane Manolin, il ragazzo che deve crescere e diventare uomo; alle sue spalle, l’anziano Santiago che ostinatamente lotta con la fatica quotidiana della vita di mare e, infine, la figura dell’autore stesso, Hemingway, l’adulto nel pieno del suo vigore alle prese con l’invenzione della scrittura, una presenza forte e carismatica, sempre combattuta fra arte e vita.

A marzo TIG ospita Eroi in fumo, due bizzarri personaggi, due clown che non nascondono le loro fragilità e ci raccontano la loro storia, a tratti confusa, e anche molto comica. I due interpreti si avventureranno assieme nell’imitazione dei maggiori archetipi della letteratura epica e cavalleresca, nella convinzione che questa sia l’unica autentica strada da percorrere per raggiungere la felicità.

L’Odissea secondo Tonino Guerra è la nuova produzione Prospettiva T/teatrino del Rifo di e con Giorgio Monte e Manuele Buttus. Accompagnato dalla sequenza visiva delle magnifiche tavole ad acquarello disegnate dallo stesso Guerra, il teatrino del Rifo propone una lettura scenica che conserva intatta la poesia e la grande illuminante semplicità del poeta che un noto critico letterario ha definito “l’Omero della terra di Romagna”.

Per i ragazzi delle scuole superiori è in arrivo Felicità è… la nuova produzione CSS, testo e regia di Francesco Accomando che sarà in scena tra novembre e dicembre al Teatro S. Giorgio di Udine e nelle aule scolastiche della Bassa Friulana (vedi pag. 3).

PROPOSTE IN REPERTORIO

Tra gli spettacoli di successo tornano Trilogia della Comunicazione del teatrino del Rifo. Triade di spettacoli che indaga e chiarifica temi importanti e “sensibili” sempre assumendo un punto di vista che più si avvicini ai modi di sentire delle giovani generazioni: Soldatini pieni di piombo, Ballo e Bullo nel Paese degli Allocchi e No, non sono Stato io.

A marzo 2013 Francesco Accomando entra nelle aule scolastiche delle scuole superiori con Rosso Malpelo dalla novella di Giovanni Verga. Con I viaggi di Ulisse, dedicato agli alunni delle scuole medie, Francesco Accomando condurrà lo spettatore attraverso un interessante viaggio alla scoperta dell’evoluzione che ha subìto il personaggio di Ulisse attraverso i secoli, secondo l’interpretazione data dai diversi autori.

Fino al 19 ottobre 2012 è aperta la campagna di adesione per le scuole alle proposte TIG. Gli insegnanti che intendono partecipare con le loro classi alla Stagione 2012-2013 possono rivolgersi direttamente al CSS, ufficio organizzativo, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, tel. 0432.504765, info@cssudine.it, www.cssudine.it

DIDATTICA DELLA VISIONE IX EDIZIONE

Oltre al cartellone degli spettacoli, il programma per le scuole vedrà la prosecuzione e il rinnovamento dell’esperienza formativa, rivolta agli insegnanti, denominata “Didattica della visione”, che rappresenta un altro importante tassello per fare della visione di uno spettacolo l’epicentro di un’unità didattica. Il progetto formativo si svilupperà a Udine in collaborazione con l’ERT e nella Bassa Friulana Orientale e Destra Torre sempre con la consulenza scientifica di Giorgio Testa, psicologo dell’età evolutiva, formatore ed esperto dei rapporti Teatro-Educazione.

Lunedì 15 ottobre al Teatro Pasolini di Cervignano dalle ore 17 alle ore 19 e martedì 16 ottobre al Teatro S. Giorgio di Udine dalle ore 17 alle ore 19, agli insegnanti, verranno presentate in maniera ancora più dettagliata gli spettacoli e le proposte di approfondimento della nuova stagione TIG. In particolare quest’anno verrà organizzato un laboratorio per gli insegnanti della scuola dell’infanzia con Eleonora Ribis, un laboratorio di scrittura per gli insegnanti della scuola primaria con Chiara Carminati e un nuovo percorso Didattica della visione con l’intervento di esperti del settore.

LA COMUNICAZIONE TIG TEATRO PER LE NUOVE GENERAZIONI

Linee, colori, segni casuali si incontrano, dando vita a forme che suggeriscono trame inedite. Svelare questo mondo invisibile è stato l’obiettivo che ha guidato il concept dell’immagine di copertina della nuova stagione TIG Teatro per le nuove generazioni 2012-2013.

L’immagine è stata realizzata in due tempi: da un primo libero gioco di macchie, accostate o sovrapposte, ottenute con l’acquerello e le bolle di sapone, sono state individuate alcune sagome attraverso l’uso dei pastelli colorati; in seguito, la pittura digitale ha liberato altre forme da colorate nebulose. Così, racconti prima invisibili si sono intrecciati per formare l’abito di un fanciullo, che ricava un proprio gomitolo con cui tessere nuove avventure.

Il concept grafico e l’illustrazione della nuova campagna, create da Chiara e Michela Michela Giorgiutti,  l’impaginazione del nuovo libretto si devono alla collaborazione con il Centro Solidarietà Giovani “Giovanni Micesio” di Udine sviluppata nell’ambito del workshop ¡chespettacolo!

Chiara e Michela Giorgiutti

Due giovani sorelle che condividono la passione per l’arte. Chiara coniuga gli interessi informatici con quelli artistici approdando alla pittura digitale, Michela esplora il potere arcano delle forme e dei colori attraverso le tecniche pittoriche tradizionali.

IL NUOVO PORTALE TIG TEATRO PER LE NUOVE GENERAZIONI

Per potenziare e arricchire ulteriormente la ricca programmazione TIG, è stato creato un “portale” interamente dedicato alle nuove generazioni, realizzato da Totem. Un’area dedicata per approfondire e curiosare tra gli spettacoli, le produzioni, i laboratori e le attività realizzate per insegnanti, allievi e famiglie. Il portale TIG presenta una grafica rinnovata, un’area esclusiva dedicata agli insegnanti e nuove funzionalità per facilitare la ricerca degli spettacoli divisi per fascia d’età, zona di interesse e modalità di fruizione (teatro in classe o classi a teatro).

TIG IN FAMIGLIA – DOMENICA A TEATRO V EDIZIONE UDINE CITTÀ-TEATRO PER I BAMBINI III EDIZIONE

Con l’autunno tornano gli attesi appuntamenti dedicati a famiglie e spettatori di tutte le età per trascorrere assieme la domenica pomeriggio a teatro. Da tre anni TIG in famiglia – DOMENICA A TEATRO fa parte di Udine città-teatro per i bambini, il percorso teatrale realizzato in collaborazione tra CSS e Teatro Nuovo Giovanni da Udine, grazie all’impegno dell’ERT Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia.

Saranno cinque gli appuntamenti di TIG in famiglia in programma da novembre 2012 a marzo 2013. La rassegna si inaugura domenica 4 novembre alle ore 16, al Teatro Palamostre di Udine, con Circoparola – per voce, attrezzi e tendini, una produzione Pantakin Circo Teatro, in cui i numeri circensi non sono solo quelli degli attrezzi  e dei corpi ma anche quelli delle parole che escono dalla penna di Tiziano Scarpa. A seguire L’acqua e il mistero di Maripura sarà replicata per due domeniche consecutive: 18 e 25 novembre (doppia replica alle ore 15 e alle 17) al Teatro S. Giorgio di Udine.

Si prosegue con Il cubo magico in scena domenica 16 dicembre ore 16 al Palamostre, In mezzo al mare (domenica 17 febbraio ore 16 al Teatro Palamostre) e Secondo Pinocchio (domenica 17 marzo ore 15 e ore 17al Teatro S. Giorgio).

LA MEGLIO GIOVENTÙ XVI EDIZIONE

 

Nella Bassa Friulana Orientale e Destra Torre, in ambito extra scolastico, si rinnova, per la sedicesima edizione da novembre 2012 ad aprile 2013, La meglio gioventù, i laboratori teatrali aperti ai giovani delle fasce d’età 11-15 anni e 16-29 anni coordinati e diretti da Giorgio Monte e Manuel Buttus del teatrino del Rifo. I laboratori sono gratuiti e riservati ai ragazzi residenti nei Comuni aderenti al progetto nella Bassa Friulana. Un importante luogo di riferimento e aggregazione per adolescenti e ragazzi curiosi di conoscere il linguaggio teatrale, ma anche un’esperienza creativa, di crescita personale e di incontro fra coetanei.

(Carlo Liotti  per la redazione)




Il diritto alla fragilità dell’uomo planetario

Al “Giovanni da Udine”, giovedì 27, il ventesimo convegno “L’uomo planetario”, nel ricordo di padre Ernesto Balducci, ha regalato alla città di Udine le riflessioni di quattro grandi personaggi del nostro tempo.

Ospiti di don Pierluigi Di Piazza, testimoni di umanità come Hélène Yinda, teologa africana, Camerun; Roberto Scarpinato, procuratore generale di Caltanissetta;
Raul Vera, vescovo di Santillo, Messico; Pierluigi Onorato, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Balducci di Firenze.

Un convegno incentrato sul valore della memoria che, secondo don Di Piazza, rappresenta un patrimonio di speranza e di contraddizioni, una fondamentale coscienza viva di quella forza che ci spinge verso un futuro più umano. Quattro lunghe e intense dissertazioni sul rapporto tra fede e potere, Dio e uomo, “primi” e “ultimi”, “forti” e “deboli”.

L’analisi di questi temi così attuali parte dalla teologa africana Hélène Yinda, promotrice della candidatura delle donne africane al Nobel per la Pace, che contrappone l’autenticità del patto tra l’ordine di Dio e l’uomo alla “non autenticità” del peccato. L’uomo ha la libertà e la responsabilità nel farsi carico delle tensioni “autentiche” ma anche di quelle “non autentiche”, che lo allontanano da sé stesso sotto il plagio del libero arbitrio giustificando un sistema mondiale incentrato sull’imperialismo planetario dei possidenti, così divergente dal disegno di Dio.

Sulla stessa linea il pensiero di Raul Vera ,vescovo di Santillo in Messico, che racconta la difficilissima convivenza tra Fede e potere richiamando la necessità di aprirsi alle persone e chiudersi al potere, di fare spazio nel proprio cuore all’altro e non alla mera ambizione al prestigio individuale.

Sulla speranza come antidoto alla paura il discorso dell’ex magistrato Pierluigi Onorato. La politica dovrebbe essere l’organizzazione della speranza e la guida delle comunità verso un ethos cosmopolita vicino al “bisogno pratico della vita presente”, citando Benedetto Croce. A partire dalla riconoscimento dei diritti umani nel campo del diritto oggettivo nella seconda metà del Novecento, l’umanità sta cercando di responsabilizzarsi in una comunità di destino rappresentata, ad esempio, dall’embrionale esperienza dell’Unione europea.

A tirare le somme, la voce più attesa, la voce dello Stato e della Sicilia, il marmoreo pensiero di Roberto Scarpinato che si diffonde nel teatro con odore di una realtà ruvida d’angoscia. Un racconto sulla “non autenticità” contrapposta all’uomo “autentico” e fragile, di uno stile sporco di soprusi avverso alla resistenza della legalità e della giustizia. Una città, Palermo, sede di retorica commemorativa e fucina di formazione etica, dove la morte è protagonista e la politica scende a patti con gli assassini, dove i servitori dello Stato sono creatori di senso e memoria, quella memoria che è componente fondamentale dell’etica. Martiri soli, morti che camminano, che aspettano soltanto di essere assassinati, ormai abbandonati dallo Stato, dalla Chiesa, dal potere costituito rappresentato da potenti che hanno scelto il male togliendo ai cittadini tutti il diritto alla fragilità, il diritto all’essere uomini normali. L’etica e la scelta della legalità sono l’unica via per il riscatto di un collettivo frammentato dal potere e, come dice la scritta affissa alle porte di una cattedrale in Brasile: “Il mondo si divide tra oppressori e oppressi. Tu, cristiano, che stai per entrare, da che parte stai?”

Federico Gangi

federico.gangi@ildiscorso.it

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