“Dialoghi del premio Nonino”, da oggi il ritiro dei tegliandi segnaposto

Cresce l’attesa per l’evento che vedrà salire sul palco del “Nuovo” due grandi personalità del mondo della cultura e della scienza, il teologo tedesco Hans Küng e il neuroscienziato portoghese António R. Damasio

Inizia oggi, 24 gennaio, la fase di ritiro dei biglietti segnaposto per la serata del 28 gennaio, data in cui, sul palco del Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” con inizio alle 18, saliranno il teologo tedesco Hans Küng e il neuroscienziato portoghese, António R. Damasio, attesi ospiti dei “Dialoghi del Premio Nonino”.

Anche quest’anno, infatti, il “Premio Nonino”, che ogni anno assegna un riconoscimento alle personalità che maggiormente si sono distinte nel mondo della cultura e delle arti, avrà una sua appendice udinese. L’evento, organizzato dalla “Nonino, distillatori in Friuli dal 1897” e realizzato in collaborazione con il Comune di Udine, per il secondo anno consecutivo è stato voluto per offrire a quante più persone possibile l’occasione di condividere un incontro così importante per la città. A colloquiare con Küng, vincitore dell’edizione 2012 del Premio e con Damasio, membro della stessa giuria e neuroscienziato di fama mondiale, sarà Armando Massarenti, filosofo e responsabile del supplemento culturale della domenica de “Il Sole24 Ore”.

Cresce dunque l’attesa per poter ascoltare dal vivo due pensatori di rango come Küng, noto a livello internazionale anche per aver espresso posizioni spesso distanti da quelle ufficiali della Chiesa Romana, e come Damasio, che in California ha fondato uno dei più rilevanti centri mondiali di studio sui meccanismi della mente umana. Entrambi rifletteranno in profondità sull’etica, in un momento di grande incertezza a livello globale, affidandosi al coraggio delle idee e alla forza di ragionamento dei grandi maestri.

La serata del 28 gennaio sarà ad ingresso libero e gratuito. Come detto, però, è necessario il ritiro del tagliando segnaposto. I residenti nel Comune di Udine potranno ritirarlo, a partire da oggi, 24 gennaio, direttamente presso la biglietteria del Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” in orario di apertura (dal lunedì al sabato dalle 16 alle 19). Per chi abita fuori città è possibile invece prenotare il proprio posto inviando una e-mail all’indirizzo biglietteria@teatroudine.it e ritirando il tagliando entro un’ora dall’inizio dell’evento. Questo per poter rendere disponibili i posti prenotati e non ritirati. Si possono ritirare e prenotare fino ad un massimo di quattro tagliandi a testa. Per informazioni è possibile telefonare direttamente alla biglietteria del Teatro allo 0432 248418 o al PuntoInforma del Comune di Udine allo 0432 414717.

Hans Küng, nato a Sursee, Svizzera, è uno studioso di teologia e filosofia e uno scrittore prolifico. Ha studiato teologia e filosofia all’Università Gregoriana di Roma, alla Sorbona e all’Istituto Cattolico di Parigi. Dal 1960 fino al pensionamento nel 1996, è stato Professore di Teologia Ecumenica all’Università di Tubinga. Dal 1962 al 1965 ha lavorato come consulente teologico ufficiale (Perito) per il Concilio Ecumenico Vaticano Secondo nominato da Papa Giovanni XXIII. Nel 1979 il Vaticano ha revocato a Küng il permesso di insegnare la materia ecclesiastica a causa della sua opposizione contro la dottrina dell’infallibilità del Papa, ma il teologo tedesco ha mantenuto la sua cattedra e il suo ruolo, ed è rimasto uno stimato sacerdote. Molti i libri scritti e tradotti in diverse lingue del mondo. Küng nel 2001 è stato invitato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite a far parte del Group of Eminent Persons, che sono gli autori del manifesto delle Nazioni Unite “Crossing the Divide: Dialogue among Civilizations”. Dal 2007 al 2010 è stato membro del consiglio del Global Humanitarian Forum (Ginevra) fondato da Kofi Annan.

António R. Damasio, nato a Lisbona e attivo negli Stati Uniti, è tra i nomi di maggior rilievo nel panorama internazionale delle neuroscienze. Laureatosi in medicina fino al 2005 è stato presidente del Dipartimento di Neurologia presso il College of Medicine della University of Iowa. Dal 2005 è direttore del Brain and Creativity Institute dell’University of Southern California dove è professore di Neurologia, neuroscienze e psicologia. È professore incaricato presso il Salk Institut for Biological Studies di La Jolla in California. Le sue ricerche sulla neurologia della visione, della memoria e del linguaggio, e i suoi contributi allo studio della malattia d’Alzheimer gli hanno procurato fama internazionale. Autore di numerosissimi articoli scientifici, tra i suoi testi occorre citare: Descartes error. Emotion, reason and the human brain [L’errore di Cartesio. Emozioni, ragione e cervello umano] (1994); Feeling of what happens [Emozione e coscienza] (1999); Looking for Spinoza. Joy, sorrow, and the feeling brain [lla ricerca di Spinoza. Emozioni, sentimenti e cervello (2003); Self comes to mind: constructing the conscious brain (2010).




A mani libere

Al Museo civico di Storia naturale  di  Pordenone

 

Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, nel carcere cittadino è stata promossa una nuova esperienza artistica che ha portato ad allestire  al Museo Civico di Storia Naturale, “S Zenari”in Via della Motta a Pordenone, la mostra “A mani libere”.  Verrà presentata martedì 31 gennaio alle ore 18 e sarà aperta fino al 15 marzo. L’esperienza è stata realizzata all’interno del carcere circondariale con il contributo dell’Ambito Distrettuale Urbano 6.5 utilizzando i finanziamenti regionali  erogati per i progetti a favore di persone a rischio di esclusione sociale, detenute ed ex detenute. L’anno scorso nei mesi estivi 23 detenuti divisi in due gruppi, hanno partecipato alle lezioni bisettimanali  di ceramica, tecnica del monotipo e mosaico nell’ambito del progetto artistico curato dall’Associazione culturale “ Vele Libere” di Azzano Decimo ed in particolare dagli insegnanti Daniela Gambolo, Emilio Verziagi e Sonya Luoro Do Rego. L’iniziativa,  sotto la guida docenti esperti,  si poneva lo scopo  di favorire l’espressione individuale attraverso l’uso dei materiali,  l’apprendimento di nuove competenze e tecniche,  l’utilizzo proficuo del  tempo estivo  il  più difficile da gestire  nei contesti coatti. Da queste esperienze è scaturito  un grande pannello decorativo,  ispirato ad una mappa di Pordenone del 1509, in cui si concentrano parti di scultura, in mosaico ed in monotipo. L’apertura della mostra è in calendario per il martedì  31 gennaio alle ore 18  e sarà arricchita da un evento musicale e dalla lettura scenica del testo di un libro d’artista per il quale  Daniela Gambolo  ha scritto la trama e con l’aiuto di alcuni detenuti, ha preparato le basi in monotipo per le illustrazioni. Il racconto dal titolo  “ Il figher castron , il colombo venesian e il sorso”,  sulle ali  della fantasia propone un’apertura di spazi comunicanti tra il carcere e la città utilizzando il punto di vista di inusuali osservatori. Nello spettacolo si dell’impegno di musicisti ed altri volti noti della realtà locale uniti nello scopo di dare risalto e visibilità alla struttura carceraria, città dentro la città , e a ciò che in essa si produce. Per la realizzazione del corso,  è  risultata  significativa la collaborazione tra il direttore del carcere Alberto Quagliotto, l’educatrice  Stefania Toni, l’assistente sociale dell’Ambito Urbano Lucilla Moro, l’Assessorato alla cultura, il responsabile del Museo di Storia naturale  Umberto Chalvien oltre alla disponibilità dell’Associazione “Vele Libere”  per l’allestimento,  e dei musicisti e delle voci.




Qualche consiglio al cinema di gennaio

LA CHIAVE DI SARAH
La chiave di Sarah è un film uscito nelle sale italiane il 13 gennaio 2012 diretto da Gilles Paquet-Brenner, con Kristin Scott Thomas, Mélusine Mayance, Niels Arestrup.
La pellicola tratta di Sarah, bambina ebrea francese che nell’agosto del 1942 viene costretta con la forza, assieme alla sua famiglia ed altri tredicimila ebrei, nel Vélodrome d’Hiver, costruzione al centro di Parigi, per poi continuare il viaggio nell’orrore nazista e nella solitudine della sua vicenda personale. Il film si articola sia attraverso lo sguardo in prima persona di Sarah sia attraverso il coinvolgimento della giornalista dei giorni nostri Julia Jarmond, che incorcia la sua storia con quella della bambina ebrea scoprendo di essere sul punto di andare ad abitare dove una volta viveva la famiglia della piccola.
A pochi giorni dalla giornata della memoria, esce in Italia un film che non vuole occuparsi prevalentemente del ricordo dell’orrore perpetrato dai francesi filonazisti nei confronti degli ebrei francesi, seppure questa vicenda sia il motore generante di tutte le disgrazie di Sarah. La pellicola si concentra principalemnte sul dramma interiore e la ferita insanabile che in una vita Sarah non sarà in grado di guarire e che coinvolgerà fin nelle viscere anche Julia cambiando in modo radicale la sua esistenza. Con il ricordo dell’orrore nazista in secondo piano, la principale aspirazione del film è quella di coinvolgere emotivamente lo spettatore. Aspirazione compiuta con marce diverse a seconda del punto di vista adottato. Quando è la bambina a raccontarsi non si può non farsi trascinare nella sua storia, quando invece il punto di vista è quello di Julia (Kristin Scott Thomas) il coinvolgimento cala nonostante l’ottima prestazione dell’attrice.

THE ARTIST
The Artist è un film di Michel Hazanavicius. Con Jean Dujardin, Bérénice Bejo e John Goodman.
Nella scena iniziale il pubblico guarda sullo schermo un altro pubblico che sta guardando un altro film, su un altro schermo. Un film con protagonista George Valentin(Jean Dujardin), grande star del cinema muto della Hollywood anni ’20. George urla, attraverso i tipici cartelli scuri, “non parlerò mai” mentre lo torturano. Ed andrà proprio così. Il film è in bianco e nero, muto, eppure senza gli enormi effetti speciali, senza il 3d, senza le urla questa è una scommessa vinta dalla produzione francese e dal regista. Il film intasca il premio per il miglior attore protagonista al Festival di Cannes, sei nomination ai Golden Globes ed un premio per la composizione agli European film Awards. Ed in più, cosa molto importante, è godibile anche per lo spettatore medio che ritrova il suo interesse catturato dall’azione cinematografica e non dai, alle volte esagerati, fronzoli contemporanei.
La trama è semplice. George Valentin è una grande star, ma siamo nel 1927 ed in pochi anni arriverà il cinema parlato a scombussolare la sua esistenza. Nell’ultimo periodo del suo apogeo George incontrerà casualmente l’aspirante attrice Peppy Miller (Bérénice Bejo) più volte. Alla prima di un suo film come sul set di quello successivo, e finirà per darle un consiglio decisivo per il futuro brillante della sua carriera. Ovviamente tra i due c’è anche un feeling che va ben oltre gli interessi professionali ma che impiegherà tutta la trama per manifestarsi compiutamente.
Se siete stufi dei soliti film questa è un’ottima altrenativa. Scoprirete che una buona pellicola necessita solo di bravi attori, una storia ed un buon regista.

J. EDGAR
J. Edgar è il nuovo film di Clint Eastwood. Nel cast Leonardo di Caprio, Judi Dench, Armie Hammer.
Il film è un racconto biografico che viaggia continuamente dagli ultimi giorni alla giovinezza di John Edgar Hoover (Leonardo di Caprio), l’uomo che più ha influenzato le attività dell’FBI essendone stato direttore per quasi un cinquantennio. Si sente il tocco di Eastwood che tinge di umanità e debolezza la storia dell’uomo ricordato per l’arresto di Dillinger o per il grande archivio segreto sui più potenti uomini politici dagli anni trenta agli anni settanta. La figura di Hoover è tesa: da un lato i rigidi principi morali imposti dall’amata madre (Judi Dench) che lo perseguiteranno lungo tutta la sua esistenza ed anche dopo la morte di lei; dall’altro un’omossessualità latente mai lasciata libera che però troverà conforto nell’amore ricambiato per Clyde Tolson (Armie Hammer), fidato collaboratore. Eastwood racconta la storia di un uomo, dei suoi ideali e delle sue debolezze. Raccontando quest’uomo Eastwood attraversa un cinquantennio di storia americana senza tralasciarne le ombre ma portando in superficie la complessa realtà sotterranea che in ogni azione mescola ideali ed interessi.
Bravi gli attori, anche e soprattutto ad invecchiare insieme ai personaggi simulando una gestualià diversa dalla propria. Fantastico il trucco per l’invecchiamento, a di Caprio rivedendo il film sembrerà di vedersi tra quarant’anni.

Luca Artico




Decreto liberalizzazioni: le novità

Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo sul decreto legge sulle liberalizzazioni. Ci saranno sicuramente modifiche da parte del Governo stesso e dagli emendamenti dei parlamentari durante il necessario passaggio per l’approvazione delle Camere entro 60 giorni, ma queste sono le novità più rilevanti:

 

ASSICURAZIONI: i risarcimenti in denaro saranno ridotti di circa un terzo per favorire il risarcimento tramite le riparazioni effettuate dalle officine. I contrassegni dei contratti di assicurazione saranno informatizzati per frenare i falsi.

FERROVIE, TAXI e AUTOSTRADE: la decisione definitiva sulle licenze dei taxi e per la rete ferroviaria e autostradale passa all’Autorità di regolazione dei trasporti. Attese decisioni importanti.

INFRASTRUTTURE: apertura al capitale privato tramite il project financing, in questo modo si sbloccano circa 6 miliardi di euro stanziati per opere pubbliche. Ci saranno i soldi per la metropolitana di Roma, per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e zone a rischio idrogeologico, per la realizzazione di residenze universitarie, incubatori di imprese e interventi mirati sul territorio. Bocciato il ponte sullo Stretto di Messina.

PROFESSIONI: abolizione di tariffe minime e massime, i prezzi saranno concordati tra cliente e professionista con preventivo scritto. Gli studenti di giurisprudenza potranno fare tirocinio per l’avvocatura durante il corso di laurea, abolito l’equo compenso per i tirocinanti. Accesso ai confidi (garanzie per accesso ai finanziamenti) anche per i liberi professionisti soci.

NOTAI: 500 notai in pià nel 2013, ogni tre anni sarà calcolato il numero di equilibrio nel rapporto tra popolazione e numero di notai.

GIOVANI E LAVORO: introduzione dell’articolo 2463bis che prevede la possibilità, per i cittadini con meno di 35 anni, di costituire una società a responsabilità limitata semplificata con il versamento di 1 euro e tramite scrittura privata da comunicare all’Ufficio del Registro delle Imprese il quale valuterà i requisiti delle nuove imprese costituite in base agli standard stabiliti dal Ministero della Giustizia.

IMPRESA: oltre alla srl semplificata, si introduce “l’abrogazione di norme che prevedono limitazioni numeriche, di licenze o nulla osta, divieti  o impedimenti per l’avvio di attività economiche“, le sezioni speciali dei tribunali da “in materia di proprietà industriale e intellettuale” diventano “sezioni specializzate in materia di impresa” con l’intento di rendere la giustizia più veloce e incisiva. Per i pagamenti arretrati alle imprese da parte della pubblica amministrazione saranno utilizzati anche titoli di Stato già emessi.

CONSUMATORI: estensione dell’applicabilità della class action di consumatori e delle loro associazioni. Sarà potenziato il ruolo dell’Agcom riguardo alle clausole vessatorie nei contratti tra professionisti e consumatori stabilite nelle condizioni generali del contratto (1341 cc) e moduli, modelli e formulari (1342 cc).

FARMACIE: potranno aprire fino a 5.000 nuove farmacie che si aggiungeranno alle 18.000 attuali arrivando a una ogni 3.000 abitanti. Saranno possibili ulteriori sconti sui farmaci e i medici dovranno segnalare nelle ricette l’esistenza dei farmaci generici alternativi a prezzo minore.

ENERGIA: Snam Rete Gas (che gestisce la rete) sarà separata da Eni, i prezzi dell’energia dovranno essere parametrati a quelli europei.

EDICOLE e DIRITTO D’AUTORE: tolti i limiti di superficie minima per librerie e aumento della libertà di gestione da parte degli edicolanti con la possobilità di applicare sconti e rifiutare i prodotti complementari degli editori. Restano salve le funzioni attribuite in materia alla SIAE ma l’articolo 39 del decreto legge parla di “favorire la nascita di nuove imprese nel settore della tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori“.

DISTRIBUTORI CARBURANTE: aumento del numero di self-service e possibilità per i gestori-proprietari dei distributori di acquistare sul mercato la metà del carburante.

BANCHE: apertura di conti a operatività limitata e a costi tendenti allo zero, maggiore trasparenza sulle polizze di assicurazione per i mutui.

F.G.




Anna Bolena inaugura la Stagione 2012 del Teatro Verdi di Trieste

Dopo mesi dattesa è finalmente iniziata la stagione di lirica e balletto del teatro Verdi di Trieste con lAnna Bolena di Donizetti, titolo cardine del repertorio belcantisitico. L’opera, su libretto di Felice Romani ricostruisce senza velleità storiografiche, anzi rimodellando profondamente la vicenda originale, le ultime ore di vita della regina Anna Bolena condannata a morte per volontà del marito Enrico VIII deciso a rimpiazzarla con la damigella Giovanna Seymour.

L’allestimento firmato da Graham Vick, ripreso per l’occasione da Stefano Trespidi, è visivamente efficace nella sua asettica eleganza. La vicenda è trasportata in una prigione di cristallo a raffigurare la fragilità psicologica della protagonista. L’ambiente gelido nelle sue geometrie essenziali come nel sovrapporsi di colori freddi squarciati da lampi di rosso non è solo lo scenario in cui si sviluppano le oscure trame del monarca ma è soprattutto lo specchio su cui si proietta il dramma intimo di Anna. Per il resto la scenografia appare cosparsa di elementi simbolici dal significato più o meno comprensibile ma purtroppo come spesso accade, nel tentativo di dire troppe cose si finisce con il non dire nulla, o almeno niente che abbia un potenziale comunicativo immediatamente comprensibile e quindi teatralmente efficacie. Va detto poi che all’ immobilità dell’opera, intrinseca alla struttura musicale e drammaturgica, avrebbe giovato una regia più dinamica che limitasse i frequenti cali di tensione che invece si sono ripresentati periodicamente lungo tutto l’arco dello spettacolo, complice anche una direzione compassata.

Mariella Devia canta straordinariamente bene, lo ha sempre fatto forte di una consapevolezza tecnica da prima della classe. Benché la freschezza vocale non sia più quella degli anni migliori, ancora sorprende lirridente facilità con cui il soprano affronta ogni passaggio nonché l’impegno interpretativo che raggiunge nel finale d’opera livelli di rara intensità. Certo la Devia ripensa la figura della regina filtrando le inquietudini e il senso di smarrimento quasi adolescenziali della protagonista attraverso la sensibilità di un’interprete matura e per indole ben lontana dal temperamento drammatico che siamo abituati ad accostare a certi ruoli Pasta. È pur vero che la scrittura musicale di Bolena privilegia rispetto alle altre regine donizettiane una chiave di lettura più lirica e malinconica, la pazzia stessa si sublima in un canto evocativo, una linea diafana piuttosto che in un’isteria virtuosistica. In questo senso la Bolena di Mariella Devia è perfettamente centrata, mestamente consapevole della sconfitta sin dall’inizio sviluppa il personaggio in un rassegnato ed inerme precipizio verso l’ineluttabile baratro. Contraltare a una simile protagonista Laura Polverelli disegnava uneccellente Giovanna Seymour. La voce è sonora ed uniforme, sicura in ogni zona del pentagramma, linterprete partecipe e garbata.

Probabilmente il pubblico triestino non ricorderà Luiz-Ottavio Faria come un grande Enrico VIII. Il basso ha voce grossa ma poco voluminosa ed unemissione gutturale che poco si adatta alle necessità del belcanto per cui le difficoltà appaiono evidenti non solo quando la scrittura si fa acuta ma soprattutto nei passaggi prettamente vocalistici. Ne esce un Enrico VIII tagliato con laccetta, greve ed inespressivo anche in ragione di un canto costantemente tenuto sul forte completamente privo di dinamica.

Diverso il discorso per quanto riguarda Albert Casals, tenore chiamato a sostituire in extremis lannunciato Celso Albelo pochi giorni prima dellinaugurazione. Il cantante spagnolo avrebbe mezzi interessanti ma Percy, ruolo Rubini estremamente impegnativo, è attualmente al di sopra delle sue possibilità. Va riconosciuto al tenore un certo impegno interpretativo, purtroppo la voce non risponde a dovere sia nellottava bassa che spesso risulta sorda, sia in zona acuta dove l’intonazione non è sempre inappuntabile e si avverte qualche forzatura. Positive le prove di Federico Benetti e Max Renè Cosotti rispettivamente Lord Rochefort e Hervey mentre Elena Traversi non è parsa sempre a proprio agio nella scomoda scrittura di Smeton.

Boris Brott tornava sul podio dellorchestra triestina dopo un positivo Samson et Dalila nella scorsa stagione anchegli chiamato in sostituzione dellannunciato Campanella. La prova del direttore canadese ha ricordato ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia difficile dirigere il repertorio belcantistico. La direzione suonava slentata, grigiastra, povera di dinamiche e priva di colori, unicamente preoccupata dellaccompagnamento al canto cui peraltro è stato offerto molto meno di quanto una direzione altrimenti consapevole avrebbe potuto fare.

A fine spettacolo il pubblico ha salutato calorosamente la protagonista Devia e Laura Polverelli, applausi di cortesia al resto del cast con alcune isolate contestazioni al tenore.

Paolo Locatelli
paolo.locatelli@ildiscorso.it

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Presentata ad Udine la coppa del mondo di sci disabili Monte Zoncolan 2012

Questa mattina, presso la sala di rappresentanza della regione Fvg ad Udine e’ stata presentata la coppa del mondo di sci alpino disabili prevista sul monte zoncolan Arta terme in Fvg dal 24 al 27 gennaio 2012.

Sono intervenuti in rappresentanza della regione l’assessore Elio De Anna, il quale ha voluto ribadire l’alto significato sociale di un evento cosi’ importante; non e’ da considerarsi un costo ma un investimento per tutti, ha sottolineato l’assessore.Lo stesso vale per l’assessore provinciale Virgili il quale ha anche elogiato il lavoro degli organizzatori.Manuela Di Centa, Presidente onorario del comitato esecutivo locale ha voluto ringraziare gli oltre 100 volontari e le comunita’ della Carnia sempre molto sensibili e disponibili nei confronti di questi grandi campioni provenienti dal tutto il mondo,tra cui medaglie olimpiche e mondiali come l’atleta azzurra Melania Corradini, tesserata, da quest’anno, con lo sci club 2 di Ronchi dei Legionari Monfalcone.Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il dott.Lessio della banca Friuladria Credit agricole in qualita’ di Partner principale,confermando l’attenzione particolare che il prestigioso gruppo bancario pone alle grandi manifestazioni sportive, sin dalle Universiadi invernali di Tarvisio 2003 e Marco De Eccher importante e prestigioso sostenitore dell’evento.Il Direttore esecutivo ed anima dell’evento Paolo Tavian,visibilmente commosso, ha voluto ringraziare in primis tutto lo staff del comitato organizzatore, le massime autorita’ ed i partners privati, la protezione civile e gli alpini,inglobandoli in questa grande macchina esecutiva che accogliera’ circa 400 persone provenienti da 20 Paesi.In rappresentanza del comitato paralimpico italiano, Fabio Coretti del comitato regionale ha portato i saluti dei 2 Presidenti, quello nazionale Pancalli e quello regionale Ambrosio.Alla presentazione erano presenti anche Giorgio Visintini, Coordinatore regionale della Protezione civile, il Presidente regionale dell’Us Acli Silvio Nauta ed il Presidente dell’Ussi regionale Piero Micoli.

Al termine e’ stato ricordato anche il sindaco di Sutrio recentemente scomparso.

Appuntamento quindi in Carnia, sulle nevi dello Zoncolan dal 24 al 27 gennaio 2011 con la coppa del mondo di sci alpino disabili.

Photo Credit : Ph. Andrea Carloni




SUCCESSO DI ALADIN AL RISTORI DI CIVIDALE

Folla da grandi eventi, per un teatro come il Ristori. Vedere una hall così piena ed entusiasta in attesa dell’ingresso in sala, conforta certamente gli organizzatori di eventi come questa serata dedicata al musical, degli sforzi e delle scelte operate per l’attuale stagione teatrale. All’aprire del sipario, il pubblico è stato catapultato nelle notti d’oriente, con una scenografia ricca, importante, coloratissima e tradizionale del bravissimo Aldo De Lorenzo. Luci brillanti e colori accesi la fanno da padrone in questo atteso allestimento di Aladin – Il musical. I costumi  di Sabrina Chiocchio, colorati e sgargianti, belli nell’insieme, trasmettono immediatamente allo spettatore l’animo dei personaggi, tendenti al viola per i personaggi “cattivi”, più vivaci e squillanti per quelli buoni, con prevalenza per il bianco e il dorato, tutto con scene da vera fiaba che sembrano calate da un film di disneyana memoria. Una fiaba, vera e ripresa dal libro delle Mille e una notte, una fiaba per grandi e piccini, ma resa moderna ed attualizzata dalla riscrittura di Stefano D’Orazio non più rappresentati secondo la tradizione ma resi moderni nelle battute e nelle scelte dei tempi di narrazione. Mentre Jasmine rappresenta una ragazza con una gran voglia di vita e libertà Aladin interpretato da da Flavio Montrucchio

Flavio Montrucchio

resta un giovane dall’animo puro, come richiede la favola per permettergli di non perire nella grotta ove è custodita la lampada. Il testimone preso dalle mani dell’interprete Manuel Frattini – primo Aladin  nell’esordio del musical –  non sminuisce il personaggio rappresentato da Flavio Montrucchio, che personalizza con la propria recitazione il personaggio donandogli un ruolo più reale e presente ad un ragazzo fiabesco. La regia e le coreografie di Fabrizio Angelini con l’aiuto della scenografia di Aldo De Lorenzo, fanno muovere il tutto con energia, ritmo forsennato, e incastri perfetti. Si soffre un poco per le dimensioni ridotte del palcoscenico, ma la competente collaborazione del direttore del teatro Fabio Cumini, portano Stefano Masciarelli (il genio della favola) a ringraziare a fine spettacolo la grande maestria e ospitalità offerta dalla struttura che ha ben retto, nonostante la folla di figuranti e l’abbondanza di scene che cambiavano in un batter d’occhio. I  18 brani orecchiabilissimi, in tipico stile Pooh,  e le decine di attori sul palco dipanano con agilità il susseguirsi dello spettacolo con  una messa in scena quasi cinematografica. Attualissimo anche il testo, e molte battute esilaranti ed attuali per tutti i gusti, ovviamente proposti dai due personaggi più magici e fuori dal tempo, la veggente Lunatica ed il Genio, su temi dal digitale terrestre e al Grande Fratello, o al richiamo a Pavarotti e Friends.

JAFAR E IAGO

Nello spettacolo si rimane soprattutto affascinati  dall’impegno e la bravura del cast e si ride molto. Il fascino di novelle antichissime come quella di Aladino e la lampada meravigliosa, riesce a suscitare ancora oggi tanto entusiasmo in grandi e piccini. A testimonianza di ciò una platea ed una galleria gremite di bambini e genitori, tutti ugualmente intrappolati nell’assistere ad un musical dinamico e frizzante dove  Montrucchio e Masciarelli occupano la scena senza far rimpiangere la coppia Frattini – Ciuffoli interpreti originali dell’esordio di circa due anni fa. Gli oltre 140000 spettatori che nel susseguirsi delle repliche nelle varie piazze d’Italia hanno tripudiato il successo del lavoro che affonda le proprie radici quasi inconsapevolmente nella notte dei tempi. Grande effetto il volo di Aladin e Jasmine sul tappeto volante corredato di giochi di luci laser davvero suggestivi, che mostrano come la tecnologia a volte può sopperire alla mancanza di fantasia. L’intera ambientazione è quasi senza tempo, la reggia del sultano ricorda forse troppo quelle dei cartoni animati e le figure dei personaggi caratterizzati da colorate maschere che servono ad  evidenziare i caratteri dei protagonisti rendono tutto molto gradevole. Gli oltre 15 minuti di applausi finali sono il giusto coronamento alla fatica di star attesissime come

LA LOCANDINA CON MASCIARELLI E MONTRUCCHIO

Stefano Masciarelli nei panni di un genio multiforme che domina la scena talvolta con battute ispirate all’attualità e Flavio Montrucchio nelle vesti di un Aladin dinamico e prestante anche fisicamente,  ma che pecca di tonicità nella sua interpretazione canora, dove i brani sembrano mostrare una debolezza vocale di un attore più adatto alla prosa che al canto. Buono tutto il resto del cast tra cui si segnalano per simpatia e sagacità l’Abù la Shadia per estensione vocale e intonazione .Uno spettacolo  adatto ad un pubblico di qualunque età. I testi attualissimi, e musiche come ti aspetti rendono questa favola moderna e allo stesso tempo immaginaria come scelte di un allestimento: fantasioso, di mille colori e con effetti speciali di buona fattura teatrale.

 

Enrico Liotti

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A Pozzuolo va in scena il futuro

Incontro ricco di contenuti umani, esperienziali e divulgativi su un elemento fulcro della nostra società: l’impresa economica. In un incontro promosso dal Comune di Pozzuolo del Friuli e dal gruppo giovanile informale Maistaffers con l’organizzione dal vice Sindaco Massimiliano Pozzo, il numeroso pubblico presente ha potuto ascoltare quattro giovani voci, quattro modi di affrontare la crisi attraverso l’inventiva e la creazione di attività imprenditoriali da parte di cittadini di Pozzuolo tutti under 30. Presenti per la Confcommercio Udine il Presidente Giovani Imprenditori Emanuele Gerardi assieme al consigliere Claudio Bertolutti, per la Confartigianato Valdi Toniutti e, in rappresentanza di Coldiretti Udine, uno dei relatori: il trentenne Denis Novello.

Dopo una riflessione introduttiva di Massimiliano Pozzo sul ruolo dei giovani nella società attuale che devono contraddire con i fatti l’attribuzione di essere “bamboccioni”, il giovanissimo Gabriele Bressan ha presentato il gruppo giovanile informale Maistaffers. Composto da 35 ragazzi tra i 15 e i 19 anni, il gruppo è nato con il fine comune di riscoprire le tradizioni dei nonni, condividere attività creative e formative in collaborazione con le altre realtà locali.

Accolto il saluto delle associazioni di categoria il pubblico ha potuto ascoltare le prime esperienze di vita imprenditoriale della farmacista Elsa Tosolini che, rinunciando a una possibile carriera nell’ambito accademico, ha deciso di aprire con il proprio compagno una parafarmacia a Zugliano: la Polifarma. Questa nuova attività nel tempo potrà fornire alla piccola frazione e alle zone limitrofe i più completi servizi, dalla cosmesi alla fisioterapia, dall’assistenza psicologica all’angolo per i medicinali veterinari, tutto per cogliere la sfida di essere padroni del proprio destino, per dare al cliente un prodotto personalizzato e arricchito dalla professionalità maturata sul campo giorno per giorno.

Per insegnarci ad aprire le orecchie e ascoltare chi ne sa di più, ecco Andrea Ell, pittore edile con partita IVA, che ha deliziato i presenti con racconti intrisi di saggezza e di genuina franchezza. Finite le superiori, Andrea ha appreso l’arte della pittura da diversi maestri, lavorando anche a molti chilometri da casa pur di carpire particolari tecniche e riuscire ad averne una propria. La crisi dell’occupazione ha fatto il resto, mettersi in proprio, aprire la partita IVA, conquistare i clienti con la qualità del lavoro e del rapporto umano diretto ha significato per Andrea l’inizio di un percorso di realizzazione personale e la consapevolezza di una cosa: “Ascoltate i vecchi! Rompono, ma alla fine è una figata!”. Genuina franchezza, appunto.

Terza protagonista della serata Jasmine Longo, ideatrice e titolare del primo supermercato on-line in regione. Dopo aver completato gli studi all’Istituto tecnico-commerciale “Zanon” e aver vissuto per un anno in Austria, Jasmine ha investito le sue energie in un idea innovativa: dare la possibilità agli altri di fare la spesa dalla poltrona di casa. Tramite un servizio organizzato e collaudato, l’utente può selezionare, imbustare e pagare i prodotti alimentari per la propria spesa quotidiana con pochi e semplici clic e far recapitare il tutto a domicilio o sul luogo di lavoro. L’avvio dell’impresa non è stato per nulla facile a causa della burocrazia, della diffidenza e di altri imprevisti, ma l’idea è buona soprattutto perché non esclude il rapporto umano, anzi lo rafforza grazie al fatto che la spesa viene portata ai clienti da persone amiche, gentili e molto professionali. Quindi guardiamoci un film, giochiamo con i nostri figli, dedichiamoci ai nostri hobbies, per la spesa basta un clic su www.sempreintempo.eu e l’auto può rimanere in garage.

Ultima testimonianza quella di Denis Novello, membro di un’azienda agricola a conduzione famigliare di Zugliano. Non ascoltando il consiglio della madre che lo indirizzava verso un liceo scientifico, Denis scelse di diplomarsi all’Istituto agrario di Pozzuolo del Friuli spinto dalla passione per la terra. Le nozioni tecniche apprese da un lato e la cultura del lavoro dall’altro hanno spinto questo giovane agricoltore a seguire il padre nell’azienda di famiglia per rinnovarla e adegurla al nuovo che avanza sempre nel rispetto della tradizione. I risultati si vedono ben chiari nei contenuti del racconto di Denis che fanno trasparire le capacità ideali dell’imprenditore di nuova generazione: capacità di risolvere i problemi, ascoltare gli altri e il fatto che l’immagine dell’azienda è il prodotto ma anche tutto ciò che c’è dietro.
Una serata importante per guardare al futuro con speranza e voglia di fare sia  dai giovani che dai meno giovani.

 

Non le parole ci rendono uomini ma le idee, non l’età ci rende grandi ma la forza nel realizzarle.

Federico Gangi
federico.gangi@ildiscorso.it

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UDINE E GORIZIA FIERE RIPARTE DA AGRIEST E DALL’AGRICOLTURA DEVE RIPARTIRE L’ECONOMIA

Presentata oggi (mercoledì 18 gennaio) nella sede dello sponsor BCC dal Presidente De Marco e dall’Assessore regionale Violino la 47^ edizione della manifestazione dedicata al settore primario: appuntamento dal 27 al 30 gennaio nel quartiere fieristico udinese con 250 espositori, 11 convegni a programma e con una nuova visione del settore per superare la crisi e riportare l’agricoltura al ruolo centrale che le spetta. In Friuli Venezia Giulia, e non solo, Agriest è un “must” per chi opera nel comparto dell’agricoltura; è l’appuntamento consolidato (quest’anno siamo a 47 edizioni) per discutere e confrontarsi sull’attualità e sul futuro del settore primario; è un appuntamento a cui non si può mancare per le opportunità commerciali che si creano negli stand e per aggiornarsi attraverso incontri, convegni e seminari incentrati sulle diverse componenti che ruotano attorno all’agricoltura e al suo ruolo di presidio e salvaguardia dell’ambiente e della filiera agroalimentare.
Agriest 2012, che prenderà il via nel quartiere fieristico udinese venerdì 27 gennaio, è stata presentata oggi (mercoledì 18 gennaio) in conferenza stampa dal Presidente di  Udine e Gorizia Fiere Luisa De Marco e dall’Assessore regionale alle risorse rurali, agroalimentari e forestali Claudio Violino, nella sede della Federazione Banche di Credito Cooperativo del F.V.G., sponsor storico della rassegna e partner attivo insieme a Confcooperative F.V.G. I lavori si sono infatti aperti con l’intervento del Presidente della Federazione Giuseppe Graffi Brunoro ricordando come la presenza delle BCC al fianco delle imprese sia una costante e un tratto distintivo che, con modalità sempre più moderne ed efficaci, continuerà ad essere perseguito affiancando i settori più peculiari e innovativi del territorio, soprattutto in un momento difficile come questo anche per il settore creditizio. «Per Agriest – ha affermato il Presidente De Marco – abbiamo grandi aspettative e siamo convinti che centreremo le attese degli operatori. In quartiere saranno presenti 250 espositori e anche attraverso una manifestazione come Agriest, la Fiera tornerà ad essere il luogo e il contesto ideale per tradurre in concreto l’apertura delle istituzioni verso le imprese». Infatti, un vero e proprio front-office della Direzione centrale dell’agricoltura regionale sarà allestito dall’ERSA al padiglione 1 per presentare tutto ciò che è rurale nella nostra Regione. Il particolare allestimento della struttura è stato pensato proprio per far vedere al pubblico dove nascono e da dove provengono le nostre eccellenze ma, allo stesso tempo, l’idea è anche quella di far vedere come viene gestito il territorio rurale. Durante il fine settimana di Agriest, la Regione ospiterà non solo le principali organizzazioni che operano nel settore, tra cui le Doc, le Dop, le organizzazioni sindacali e di produttori, ma sarà anche illustrata la struttura gestionale attraverso la quale la Regione amministra il settore primario. In uno stand saranno infatti presenti anche diverse figure dell’istituzione che durante le giornate di Agriest saranno al servizio dei visitatori fornendo, per quanto possibile, informazioni ed indicazioni sulle attività intraprese o in programma da parte della macchina regionale. Sarà possibile quindi rivolgersi ai vari servizi per richiedere chiarimenti ed informazioni sulle attività principali della Regione in questo settore, come ad esempio il Fondo di Rotazione, il PSR, le attività di promozione e quant’altro.  Come ha sottolineato Violino «c’è la necessità che l’agricoltura ritorni al centro del dibattito. Con questo tipo di attività vogliamo fare in modo che ci si riavvicini all’agricoltura, da un punto di vista istituzionale, ma vogliamo anche offrire la possibilità di vedere e apprezzare le eccellenze agroalimentari della nostra regione». L’attività della Regione si concretizzerà anche in momenti di dibattito e di riflessione attraverso alcuni convegni organizzati dalla Direzione e dall’ ERSA. In particolare, durante il convegno inaugurale di venerdì 27  su “Qualità dell’agroalimentare tradizionale friulano ed economie di territorio”  (inizio lavori ore 9.30), si parlerà dell’agroalimentare friulano attraverso i dati di un sondaggio effettuato da Irtef e di economie di territorio legate ai prodotti agroalimentari. La Regione sarà presente anche al convegno organizzato dai dottori agronomi ed agrotecnici (nel pomeriggio del 27 gennaio) e, ovviamente anche ai due appuntamenti organizzati da Ersa in cui si parlerà di attività sperimentale orticola (il 28) e cerealicola (il 30 gennaio).
Ai lavori è intervenuto anche il Segretario generale di Confcooperative F.V.G.  Nicola Galluà che ha tracciato l’attività e il dinamismo del mondo cooperativistico nel settori lattiero-caseario, ortofrutta, pesca e vitivinicoltura con la proposta finalizzato alla creazione di un’unica DOC per i vini della Regione. Al tavolo della conferenza stampa erano presenti anche il Direttore della direzione centrale delle Risorse rurali, agroalimentari e forestali Luca Bulfone, il Direttore dell’ERSA Mirko Enzo Bellini e Maurizio Tripani  di Udine e Gorizia Fiere.

I settori di Agriest
– Meccanica agraria
– Viticoltura ed Enologia
– Zootecnia
– Mangimi e foraggi
– Produzione agroalimentare
– Sementi, vivaistica, fertilizzanti
– Edilizia rurale
– Recupero delle risorse ambientali e del territorio
– Biomasse legnose, agricoltura di montagna, risorse forestali

Info & Promozioni

–    Periodo: da venerdì 27 e lunedì 30 gennaio 2012
–    Edizione: 47^
–    Espositori: 250
–    Visitatori: oltre 40.000 nelle ultime edizioni
–    Orario continuato: 9.30 – 18.30
–    Organizzazione: Udine e Gorizia Fiere SpA

Speciale Scuole e Università Tutti i giorni:
ingresso gratuito per visite di gruppo richieste e organizzate dalle scuole superiori, dagli istituti professionali e dalle Università (comunicare via fax allo 0432 / 401378 l’elenco degli studenti, insegnante accompagnatore e data della visita);
ingresso ridotto (€ 5,00) per visite singole degli studenti delle scuole superiori, istituti professionali, studenti e ricercatori universitari (esibendo alle biglietterie il libretto scolastico o tesserino/card dell’ateneo d’iscrizione, sarà rilasciato il titolo di accesso).

Ingresso: intero € 8,50 – ridotto € 5,00
Parcheggio gratuito con 3.000 posti auto
Collegamento bus con la città di Udine: servizio di linea F Autoservizi SAF (info – biglietteria 0432 / 508074)




“La biblioteca sonora”, a cura dell’ERT-FVG

UDINE – Nell’ambito del progetto teatroescuola dell’ERT – Ente Regionale teatrale del Friuli Venezia Giulia, giovedì 19 e venerdì 20 gennaio, Arianna Sedioli condurrà “La biblioteca sonora”, laboratorio rivolto a insegnanti ed educatori delle scuole d’infanzia e primarie. I due incontri si terranno nella sede dell’ERT in Via Marco Volpe 13 a Udine con orario 16.30/19.30.  Il linguaggio dei suoni si intreccia e si completa con quello narrativo.  A partire dalla lettura animata e sensoriale di alcuni albi illustrati, il complesso e affascinante rapporto fra testo, immagini e sonorità verrà messo in gioco attraverso alcune proposte operative: la lettura onomatopeica, la sonorizzazione con materiali, oggetti e strumenti musicali, la realizzazione di scenografie sonore da tavolo, l’invenzione di oggetti e personaggi fonosimbolici, la costruzione di pagine sonore interattive. Laureata in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, Arianna Sedioli è esperta in didattica e pedagogia musicale. Dal 1988 tiene corsi di aggiornamento e formazione per insegnanti, educatori e operatori musicali nonché laboratori e atelier per bambini. Lavora, inoltre, nel campo del teatro musicale e della narrazione con particolare attenzione ai rapporti fra gesto, parola, immagine e suono.  Nel 1996, insieme all’artista Luigi Berardi, dà vita a Arte sonora per i bambini che attraverso mostre interattive, installazioni e kit didattici sviluppa progetti di ricerca fra arte, suono e pedagogia. Per maggiori informazioni e iscrizioni chiamare lo 0432.224211/14. La quota di iscrizione è di 15 euro. La partecipazione è gratuita per i membri di societaTES, il “club” del progetto teatroescuola dell’ERT; l’associazione è gratuita e l’adesione può essere fatta al momento dell’iscrizione. Per informazioni su tutte le attività del progetto teatroescuola dell’ERT visitare il sito www.teatroescuola.it.