La campagna di sensibilizzazione per aderire all’albo degli amministratori di sostegno

Oggi in Sala Giunta il Sindaco Claudio Pedrotti  in qualità di Presidente dell’Ambito,  i rappresentanti delle associazioni di volontariato che operano in rete con l’Ambito Distrettuale 6.5  (AITSAM, Ass. Martino e Nuovo Paradigma  ) con il sostegno del presidente del Tribunale Francesco Pedoia, si sono incontrati  per promuovere  la campagna di reclutamento per l’iscrizione all’albo  degli Amministratori di sostegno. Da questo elenco verranno poi  tratti i nominativi di coloro che saranno chiamati dalle istituzioni a prestare la loro opera,  supportati  dei  Giudici tutelari, dei Servizi Sociali (laddove coinvolti nella gestione)  e dalle Associazioni di Volontariato ed istruiti sulle materie con specifici corsi di formazione.

L’Amministratore di sostegno avrà il compito di  …”tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità d’agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente”. Questa figura che si affianca alle preesistenti figure del tutore e del curatore   ha quindi lo  scopo di supportare la persona che presenta una  capacità d’agire  limitata o del tutto compromessa .  In particolare  presterà il proprio aiuto alle persone che per effetto di una menomazione fisica e psichica  ( patologie invalidanti tipiche della terza età, alla presenza di  disabilità fisica e/o psichica, a problematiche connesse alle dipendenze da alcool, sostanze, gioco) si trovano nell’impossibilita’ di provvedere, anche in via temporanea, ai propri interessi.

Oggi all’elenco d’Ambito, istituito con apposita legge regionale (n.20 del 19/11/10 e successivi provvedimenti), sono iscritte 31 persone  di un’età media di 56 anni e mezzo, ma in realtà il fabbisogno stimato per il territorio è pari ad almeno al doppio. Attualmente il 38%  dei casi  sono attinenti  all’area della non autosufficienza correlata alla vecchiaia, il 33% alla disabilità, il 16% alla salute mentale e l’11%  nella dipendenza da sostanze.

L’Amministratore di sostegno è nominato con decreto del giudice tutelare, ed è scelto dov’è possibile, tra i familiari della persona bisognosa. Tuttavia possono assumere l’ incarico anche  conoscenti del beneficiario,oppure dei volontari  che si rendono disponibili a sostenere le persone non completamente autonome. Non viene richiesto il possesso di specifici titoli di studio e l’incarico è a titolo gratuito.

E’ il giudice tutelare  a stabilire i compiti  da affidare all’Amministratore di sostegno che comunque interviene con funzioni di assistenza o di rappresentanza del beneficiario. Se agisce con una funzione di assistenza il suo compito è quello di affiancare   e supportare il beneficiario nella conduzione di determinate attività e atti,  e nel caso  agisca con una funzione di rappresentanza ha la facoltà di sostituire il beneficiario nel compimento di specifici atti.

La persona interessata può presentare la propria disponibilità, compilando un’apposita scheda, presso le sedi territoriali del Servizio Sociale  presenti nei cinque Comuni dell’Ambito, oppure presso la sede dell’Ente Gestore – Comune di Pordenone  in Via S.Quirino 5 . La scheda d’iscrizione all’elenco dei soggetti disponibili  è scaricabile anche dal sito dell’Ambito 6.5.( www.ambitopordenone.it)  all’interno della sezione dedicata agli Amministratori di Sostegno. Per un approfondimento sulla tematica ed eventuali richieste di chiarimenti è possibile contattare i seguenti numeri telefonici : 0434 392611 e 0434 923071.




L’offerta turistica delle Dolomiti Friulane in mostra all’Expo di Longarone

Ospite d’eccezione, in rappresentanza del Parco delle Dolomiti Friulane, il campione olimpico Daniele Molmenti Villa Chiozza di Cervignano, 26 settembre 2012 – Dal 28 al 30 settembre il territorio delle Dolomiti Friulane sarà protagonista della 2° edizione di “Expo delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità”, un evento che rientra in un progetto di promozione turistica, economica e culturale unitaria, volto alla valorizzazione di un complesso montano unico al mondo, la cui bellezza e necessità di tutela sono state riconosciute dall’UNESCO. Il Friuli Venezia Giulia, con le Province di Udine e Pordenone interessate dal territorio delle Dolomiti, sarà presente con uno spazio espositivo e diverse iniziative coordinate dall’Agenzia TurismoFVG che vogliono far conoscere l’offerta turistica montana della regione, valorizzare il territorio dolomitico e creare sinergie con le altre realtà nazionali impegnate nella gestione del comprensorio. Oltre al contesto espositivo, è stato organizzato un rilevante panel di iniziative collaterali che metteranno in luce tutti i “turismi” che si possono vivere durante un soggiorno nell’ambito delle Dolomiti Friulane, dal turismo attivo fino a quello enogastronomico passando per quello culturale e religioso. La fiera sarà un’occasione per il Friuli Venezia Giulia per fare il punto con altri attori del turismo nazionale sulle prospettive e linee di sviluppo da mettere in atto per una gestione turistica integrata e virtuosa del territorio dolomitico in coerenza con il dettato UNESCO. Ed è per questo che nel ricco programma di incontri pianificati in occasione dell’Expo delle Dolomiti che l’Agenzia TurismoFVG organizza una serie di appuntamenti che hanno come vere protagoniste le Dolomiti Friulane. Gli incontri in programma Venerdì 28 settembre alle ore 10.30 si inizia con il convegno “Verso una rete di musei delle Dolomiti” durante il quale il Friuli Venezia Giulia sarà presente con la Rete Carnia Musei e la Rete Museale Provincia di Udine; mentre alle ore 11.15, in occasione della cerimonia inaugurale, verrà consegnato il premio “Dolomiti Champion” a uno dei rappresentanti più illustri dello sport regionale, il campione olimpico di canoa K1 slalom Daniele Molmenti, testimonial del Parco Dolomiti Friulane. Il premio “Dolomiti Champion” viene assegnato annualmente ad atleti o gruppi sportivi delle province dell’area dolomitica che si siano posti in particolare evidenza e abbiano contribuito con le loro imprese a far conoscere nel mondo il proprio territorio. In questo senso, Daniele Molmenti, accompagnato per l’occasione dall’assessore allo Sport della Regione Friuli Venezia Giulia Elio De Anna, ben rappresenta il Friuli Venezia Giulia quale fucina di grandi campioni dello sport. Venerdì alle ore 16.30 è prevista invece la tavola rotonda “La tutela del paesaggio” organizzata da TurismoFVG e coordinata dalla Provincia di Udine e dall’Università degli studi di Udine. Durante l’incontro si focalizzerà l’attenzione su una delle peculiarità delle Dolomiti Friulane: la natura incontaminata del suo territorio, caratterizzato da una wilderness che non trova eguali in altre parti d’Italia. Sabato 29 alle 16.30, invece, all’interno del convegno “Il turismo religioso: la montagna negli itinerari di formazione giovanile e come luogo di rigenerazione del corpo e dello spirito”, il Friuli Venezia Giulia porterà l’esperienza del Cammino Celeste, un percorso religioso che partendo dal mare raggiunge le vette della regione. Domenica 30 alle 10.30 gli attori del turismo coinvolti nella promozione turistica delle Dolomiti si incontreranno invece in un dibattito dal titolo “Expo 2015: un’opportunità di promozione congiunta delle Dolomiti” durante il quale sarà presente in rappresentanza del Friuli Venezia Giulia il direttore generale dell’Agenzia TurismoFVG Edi Sommariva che metterà in luce le strategie regionali nella creazione di un brand Dolomiti Friulane. Sempre domenica alle 10.30 è in programma l’incontro “L’albergo diffuso: uno strumento per il turismo sostenibile”, durante il quale Stefano Lucchini, sindaco di Sauris, parlerà dell’albergo diffuso della località montana e dell’esperienza virtuosa degli alberghi diffusi del Friuli Venezia Giulia il cui modello sarà esportato anche in Albania. Domenica alle ore 15.00, invece, è in programma un convegno sul tema “In Dolomiti: musei, archivi, biblioteche e parchi” dove sarà presente la Provincia di Pordenone, mentre alle ore 16.00 sarà presentato il video “Dolomiti Friulane – Le voci del silenzio” a cura di Marson Editore. Esperienza LIVE del Friuli Venezia Giulia Per chi volesse già toccare con mano l’offerta turistica del territorio, il Parco delle Dolomiti Friulane, in collaborazione con TurismoFVG, per la giornata di sabato 29 settembre organizza delle escursioni gratuite riservate agli ospiti della fiera che potranno visitare la diga del Vajont e avere un piccolo assaggio di una vacanza nel pordenonese. Le escursioni, della durata di un’ora circa, saranno effettuate con dei bus gratuiti in partenza dalla fiera. Ampio spazio sarà riservato, inoltre, alla valorizzazione dell’artigianato locale che sarà rappresentato dalle sculture in legno di Sutrio, dalle creazioni in fieno dell’artista Julia Artico e dalle opere della Scuola dei mosaicisti di Spilimbergo. Per quanto riguarda la produzione gastronomica tipica, nell’area ristorante della fiera si potranno degustare i piatti tradizionali delle Dolomiti tra cui i tipici cjarsons.




Religione nelle scuole: un’occasione per insegnare il rispetto delle persone

In questi giorni il ministro dell’istruzione Francesco Profumo ha spaccato l’opinione pubblica sul tema dell’ora di religione nelle scuole. Le critiche del mondo cattolico sono arrivate puntuali, accompagnate da diverse parti politiche. L’argomento è molto delicato e richiede una riflessione accurata e priva di pregiudizi. Negli ultimi cinquant’anni con l’aumento dell’immigrazione le scuole italiane hanno dovuto adeguarsi a un nuovo assetto multietnico, con giovani provenienti da ogni parte del mondo e con le culture più differenti. Vorrei a tal proposito ricollegarmi al ministro Profumo riguardo all’ora di religione cattolica nelle scuole pubbliche italiane; essendo la scuola un’istituzione laica la partecipazione all’ora di religione è facoltativa ma questo meccanismo non è un metodo valido per un insegnamento egualitario e soprattutto utile all’integrazione dei ragazzi stranieri. Ritengo che il ministro, volendo riformare strutturalmente l’ora di religione, non intenda rinnegare la tradizione cristiana cattolica a cui l’Italia è legata, ma anzi creare l’opportunità a persone di cultura e tradizione differente di conoscere la religione cattolica e viceversa ampliare le conoscenze dei ragazzi italiani verso religioni che oggi si sono affacciate anche sul nostro territorio. L’ora di religione, come giustamente afferma Profumo, non deve essere l’integrazione del catechismo; la storia delle religioni, le differenze e i tratti peculiari delle diverse religioni dovrebbero essere le argomentazioni di questa materia dedicata alle culture dei popoli. La conoscenza e la scoperta dei diversi culti porterebbe sicuramente a un maggior rispetto delle tradizioni altrui e a una maggiore consapevolezza delle proprie credenze. Sarebbe un’occasione da dare ai ragazzi per farli crescere con una mente più aperta, per creare giovani che dialoghino senza disprezzare le differenze e che conoscano molteplici realtà che gli permettano il confronto con la multi etnicità del mondo odierno.

Conoscere e ripettare gli altri per rispettare se stessi.

Carlo Liotti




“Grigio chiaro: ilnuovo centro sociale per anziani, per un invecchiamento attivo e solidale”

Il Comune di Trieste partecipa al bando di gara della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia, per l’attribuzione di “Premi per iniziative di promozione dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni2012”, al quale possono partecipare persone fisiche, per iniziative già avviate, ed enti locali e associazioni no profit per progetti ancora da avviare.

Oggi (lunedì 24 settembre) la giunta comunale, su indicazione dell’assessore alle Politiche sociali Laura Famulari, ha espresso parere positivo per la partecipazione al bando, che avverrà attraverso il progetto “Grigio chiaro: il nuovo Centro sociale per anziani, per un invecchiamento attivo e solidale”. Il progetto messo a punto si sviluppa attraverso la promozione di una modalità partecipata nella gestione di un Centro diurno di aggregazione (che sarà situato ad Opicina), e  mira a favorire il protagonismo di singole persone anziane, stimolando e valorizzando gli elementi di ricchezza individuali, in modo da trasformare la percezione tradizionale della persona anziana, da persona fragile a risorsa integrante per la comunità, con l’obiettivo di promuovere buone pratiche per l’invecchiamento attivo (con attività che si basano su partecipazione attiva, socializzazione e sviluppo del benessere psico-fisico).

Il progetto assume ancora più interesse anche in considerazione del fatto che Trieste è la città con la maggiore percentuale d’anziani in Italia, probabilmente anche in Europa. Le previsioni demografiche stimano infatti che la popolazione europea ultrasessantacinquenne (over 65) raggiungerà quota 27,5% nel 2050, mentre il Censis stima che l’Italia toccherà questi valori nel 2030. Mentre questa percentuale a Trieste è già stata raggiunta nel 2011. Anzi al 31 agosto 2012, l’indice d’invecchiamento (la percentuale di over 65 sul totale della popolazione) è salito al 27,71, in un contesto nel quale l’aspettativa di vita degli anziani continua a salire. Si pensi ad esempio che nella nostra città su 207.000 abitanti sono 18.000 gli ultraottantenni.

            L’obiettivo generale del progetto si basa sull’apertura di un nuovo Centro sociale per gli anziani con modalità partecipate dagli anziani stessi e con l’inserimento della sua attività nella rete di soggetti, istituzionali e non istituzionali, che gestiscono programmi di socializzazione e di cultura dell’invecchiamento e che sono attivi e già presenti nella nostra città.




Perché amiamo scrivere? Duccio Demetrio spiega miti e filosofia di una passione

Si è svolto venerdì 21 settembre, nell’ambito della manifestazione Pordenonelegge, l’incontro con Duccio Demetrio, scrittore e professore ordinario di Filosofia dell’educazione presso l’Università Bicocca Milano, fondatore e direttore della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari e della Società di Pedagogia e didattica della Scrittura. A presentare l’evento Massimo De Bortoli, insegnante di filosofia presso il Liceo “Le Filandiere” di San Vito al Tagliamento, collaboratore scientifico della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari e organizzatore di progetti internazionali di politiche giovanili e democrazia partecipativa.

Duccio Demetrio è autore di varie opere, tra cui “Filosofia del camminare” (2005), “La vita schiva”(2007), “L’educazione non è finita” (2009), “L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini” (2010), “I sensi del silenzio. Quando la scrittura si fa dimora” (2012). L’ultimo libro pubblicato è “Perché amiamo scrivere. Filosofia e miti di una passione”, che si pone in una continuità di ideali con libro fondativo dell’autobiografia di Demetrio, ovvero “Raccontarsi. L’autobiografia come cura di sé” (1996), e che ha trovato un’ulteriore sistematizzazione nel volume “La scrittura clinica” (2008).

In “Perché amiamo scrivere” si torna a parlare di scrittura, un tema centrale nella riflessione filosofica di Demetrio, ma in un’ottica diversa, perché qui si cerca di trovare una fondazione mitografica della scrittura. La scrittura non possiede una divinità né dei miti ad essa dedicati. L’autore dedica alla scrittura una decima musa. Il libro è un inno alla scrittura, concepita come “necessità vitale” e “frutto di un istinto autobiografico che proviene dalla dimensione inconscia”, e si rivolge agli scrittori per diletto, ovvero a coloro che cercano nello scrivere una forma di conoscenza di sé. La scrittura è sempre stata interpretata come uno strumento, un veicolo di trasmissione del sapere, ma forse, suggerisce l’autore, può avere una consistenza pratica autonoma, può essere essa stessa produttiva di sapere.

L’amore per la scrittura si presenta come una sorta di demone nell’animo di chi la scopre. Una passione che cresce fino a diventare motivo fondamentale della nostra esistenza; “è una maniera di essere”, un modo di esistere, un basso continuo che ci accompagna nei nostri giorni. La scrittura ci serve per suturare le ferite ricevute oppure per ricercare il perdono, per ristabilire il senso della coscienza, per ricollegarci alle persone lontane o di cui sentiamo la mancanza. La scrittura è qualcosa di totalizzante, appartiene a tutti noi, è un atto d’amore rivolto non solo a noi stessi, ma anche ai destinatari del nostro messaggio. La scrittura è sfida con noi stessi, è capacità di guardare al futuro, è destino.

Nell’antichità classica alla scrittura non è stata associata alcuna divinità. Il libro prende le mosse dalla ricerca delle cause di questa lacuna mitologica. Demetrio, in questo percorso di ricerca delle divinità che hanno accompagnato la storia della scrittura, risale al mito di Eco, la dea che si innamorò di Narciso e al suo diniego fu trasformata in roccia. Eco rimanda alle forme di scrittura primitiva, ai graffiti su roccia e su pareti dei popoli primitivi. Imprigionata nella roccia, Eco si muove con parole mute, silenziose, alla ricerca del “verbo”. Quest’immagine rimanda al desiderio che abbiamo di scrivere qualcosa di noi, della nostra storia, del nostro passato. E il risultato dell’atto di scrivere è la scoperta di qualcosa che prima ci era sfuggito, che non avevamo compreso a sufficienza. La parola affidata alla scrittura non è qualcosa che annichilisce, che ci allontana da noi stessi o che ci svuota come invece fa la “parola orale”. Le parole della scrittura ci riempiono sempre, colmano le mancanze esistenziali, i vuoti, le carenze, sono generative, vengono catturate dalla ninfa Eco che le trattiene sulla roccia in cui è stata trasformata. Ogni parola è l’eco di una parola perduta, sosteneva il poeta francese Edmond Jabès. Per evitare di perderle per sempre, per poterle “imprigionare”, c’è solo una soluzione: affidare le parole al gesto della scrittura. Ma ciò non è possibile se non c’è quello che l’autore definisce “istinto autobiografico”, che ci spinge a scavare dentro noi stessi, nel nostro intimo.

La scrittura ha senza dubbio una funzione terapeutica, ci salva, ci conforta, ma è un’arma a doppio taglio, può trasformarsi in una trappola. Se diventiamo solo scrittura, se perseguiamo solo questo piacere narcisistico, allora essa può rivelarsi un inganno, una condanna, può condurci allo scacco. La scrittura non deve significare chiusura in se stessi e rifiuto del mondo, al contrario deve aprirci al mondo, al confronto con gli altri, all’incontro con l’alterità. Dietro lo scrivere si celano tanti paradossi: la scrittura può operare nella nostra mente dei processi di natura patologica di carattere dissociativo, ma può anche permettere una riconciliazione con se stessi.

Ci sono altre mitologie riconducibili alla scrittura. Lo scrittore cita Mnemosine, dea della memoria. Scriviamo per ricordare, per fermare il ricordo sulla pagina. Ma scriviamo anche per dimenticare, per liberarci dell’inquietudine che ci perseguita. Ecco allora che accanto a Mnemosine compare Lete, la ninfa dell’oblio. Scriviamo per evocare luoghi lontani nello spazio e nel tempo, luoghi dell’infanzia e della nostra esistenza, ma anche per raccontare luoghi in cui non siamo mai stati, perché la scrittura ci proietta continuamente verso il futuro.

Perché a scuola si insegna a leggere e scrivere, ma non spiega questa mitologia profonda che circola nell’atto dello scrivere? Se la scrittura non fosse mai apparsa, cosa ne sarebbe del senso della nostra identità? La scrittura è un gesto silenzioso, fa vibrare la nostra interiorità, la nostra identità. Cerchiamo di rendere visibile il mondo che abbiamo dentro, ma questo tentativo alla ricerca di una parola di verità è destinato a restare atto compiuto. Nel momento in cui crediamo di avere dettato parole definitive, assolute, categoriche, in quel preciso istante tradiamo la scrittura, la sua precipua vocazione, che è quella della ricerca infinita, di porre interrogativi che sappiamo non avranno risposta. Demetrio ha infine evocato il mito di Pandora. Finché c’è vita, c’è la speranza di poter continuare a scrivere, di raccontare se stessi. Quella per la scrittura è una passione vitale, è uno slancio propulsivo che sprigioniamo anche nei momenti più bui e difficili della nostra esistenza. Attraverso la scrittura costruiamo una dimensione d’essere, un Tu, che rende possibile sottrarre la nostra esistenza al nulla, alla nullificazione del senso.

Vito Digiorgio




Il comune di Udine vince il premio nazionale per il progetto “cittadini più coinvolti”

Coppola: “A Udine abbiamo le migliori condizioni per le infrastrutture di telecomunicazione. Ora dobbiamo diffondere

tra i cittadini la consapevolezza sulle nuove opportunità offerte”

Il Comune di Udine vince il primo premio nazionale per “Cittadini più coinvolti” a “E-Gov”, il premio che ogni anno riconosce i migliori progetti d’innovazione sviluppati dalle pubbliche amministrazioni. Ma non solo, perché su un totale di 135 idee e proposte presentate da molte amministrazioni pubbliche italiane, palazzo D’Aronco si è aggiudicato la finale con ben tre progetti d’innovazione.

Alla cerimonia svoltasi nei giorni scorsi a Riccione, c’era la responsabile dell’ufficio comunicazione del Comune di Udine, Marina Galluzzo, che ha ritirato il premio per “Non è mai troppo digital”, un progetto che prevede iniziative di alfabetizzazione informatica attraverso programmi televisivi rivolti a tutti i cittadini per agevolare l’utilizzo dei servizi online e ridurre sempre più il digital divide, ovvero il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione e chi ne è, invece, escluso. “L’alfabetizzazione informatica diffusa dei cittadini – si legge nelle motivazioni della giuria – è il presupposto essenziale per la società tecnologica moderna. Questo progetto sfrutta invece un canale comunicativo ‘tradizionale’, la televisione, per fare cultura e comunicazione sui temi tecnologici”. Per questa iniziativa, al Comune di Udine è stata consegnata una targa di riconoscimento e 300 euro da spendere in formazione per i dipendenti.

“Sono felice – commenta l’assessore all’Innovazione ed E-Governement, Paolo Coppola –  che la giuria abbia ritenuto di premiare la nostra idea per un progetto che verrà realizzato già da questo autunno. Evidentemente hanno riconosciuto la forte innovatività e la valenza sociale. Il digital divide – spiega – è un problema che ai giorni nostri è soprattutto culturale, non tecnologico. A Udine siamo riusciti ad assicurarci le migliori condizioni per quanto riguarda l’infrastruttura di telecomunicazione grazie all’accordo con Telecom Italia che ci permetterà di raggiungere i 50Mbps già dal 2013. Ora dobbiamo passare alla fase due – prosegue l’assessore –, quella in cui si diffonde il più possibile la consapevolezza relativa a quante opportunità nuove ci vengono offerte dalle tecnologie. Ormai i servizi sono sempre più semplici da usare, ma spesso i cittadini non li conoscono. La ‘vecchia’ televisione – conclude – può svolgere un ottimo lavoro nella diffusione di queste conoscenze, proprio come ha fatto con il maestro Manzi, con il programma degli anni ’60 ‘Non è mai troppo tardi’ a cui ci siamo ispirati per il nostro progetto ‘Non è mai troppo digital’”.

Giunto alla sua ottava edizione, il premio E-Gov, quest’anno ha selezionato 90 proposte e tra queste spiccano le tre presentate da palazzo D’Aronco per progetti in grado di portare benefici reali a favore delle strutture dell’ente pubblico e verso i cittadini-utenti. Il concorso prevedeva in tutto quattro categorie di partecipazione e diverse sezioni tematiche: “Un governo più aperto”, “Servizi all’utenza intelligenti”, “Cittadini più coinvolti” e “Una gestione più efficiente  e semplificata”. Il Comune di Udine è arrivato alla finalissima con due progetti per quest’ultima categoria e uno per la sezione “Cittadini più coinvolti”.

Per il premio dedicato ai progetti che mirano, grazie alle nuove tecnologie, ad attuare una gestione più efficiente dei servizi di enti e amministrazioni e ad un loro più semplice accesso e utilizzo, il Comune di Udine ha gareggiato con “CMD Build” e il “Messovirtuale”, il primo un progetto open source che permette di migliorare la gestione dei flussi di lavoro all’interno della Pubblica Amministrazione, il secondo un progetto di informatizzazione delle banche dati dei messi comunali che ha permesso di ridurre del 50% l’uso della carta e di abbattere dell’80% i tempi di compilazione della modulistica.




La responsabilità di avere un cane

Lo scorso fine settimana, oltre 30 persone di tutte le fasce di età, hanno partecipato al corso
di formazione per i proprietari di cani organizzato dal Comune di Pordenone in collaborazione con
l’Azienda Sanitaria, l’ordine provinciale dei Veterinari e la sezione di Pordenone della LAV.
L’iniziativa giunta alla quarta edizione ha offerto gli “strumenti” per vivere in serenità il rapporto con il proprio cane , sicuro in tutte le situazioni, in casa come nei luoghi pubblici, nell’intimità come nell’interazione con estranei o con altri animali. La partecipazione è stata a carattere facoltativo ma obbligatorio per chi, a seguito dell’ordinanza Martini, è tenuto a esserne provvisto se in possesso di un cane dichiarato mordace a seguito di ordinanza sindacale. Le due giornate sono servite per approfondire quel rapporto apparentemente semplice tra cane e uomo. Nella sala conferenze della Biblioteca civica i veterinari dell’Azienda Sanitaria e i Liberi Professionisti dell’Ordine Provinciale di Pordenone hanno trattato temi legati alle diverse fasi della vita, dal cucciolo al cane anziano, passando per le questioni legate al benessere del cane di cui vanno rispettati i bisogni fondamentali. Si sono soffermati anche sugli aspetti legati alla comunicazione, ad esempio come il cane parla all’uomo e quali sono gli errori da evitare negli approcci verbali, ma anche sui campanelli d’allarme e su come prevenire i comportamenti aggressivi. Alla teoria poi è seguita una lezione teorico-pratica con attività dimostrative ed interattive con educatori cinofili. A fine corso e dopo un test di valutazione, ai convenuti è stato conferito un attestato di partecipazione.




ESTATE NOVARESE, ULTIMO ATTO DOMENICA 23 LA “FESTA DEI POPOLI”

L’Estate Novarese ha scelto di caratterizzare la propria immagine con un arcobaleno di colori. Una scelta non casuale: perché il programma ha affiancato momenti di cultura, di intrattenimento e di spettacolo diversi per stile e pubblico. Ma una scelta che trova conferma anche nell’ultimo appuntamento in programma , la “Festa dei popoli”, che chiuderà il lungo cartellone dell’Estate Novarese domenica 23 settembre dalle 11 alle 23 nel cortile del Broletto. La Festa dei popoli (che ha come sottotitolo e “motto” «Per una città di pace») è un’occasione per vivere la città come luogo di incontro e di festa. Saranno coinvolti i cittadini novaresi insieme alle comunità degli immigrati e alle associazioni che lavorano per l’integrazione e l’accoglienza presentando esperienze e proposte di convivenza e di integrazione sociale in un clima di festa e di proposta culturale. Il programma è un grande mosaico ricco di tasselli.In mattinata, dalle 11:00 alle 12:30 si svolgeranno i laboratori dedicati ai bambini e alle famiglie gestiti dalle varie associazioni che si occupano di famiglia e bambini. Il programma pomeridiano e serale sarà improntato soprattutto allo spettacolo.

Ecco la scaletta:

ore 15:00  canti ucraini

ore 15:30  esibizione sportiva

ore 16:00 sfilata del mondo con vestiti etnici delle varie nazioni

ore 16:15 spettacolo degli alunni dell’istituto IC Bellini e testimonianze

ore 16: 45 canti ucraini

ore 17: 15 esibizione del cantante Senegalese “Gora” dell’associazione Lollipop 

ore 17:45 esibizione di danza della  Scuola Let’s Dance – Cassandras – Elisir Tribal

ore 18:15: gruppo “Gente di Pace” e testimonianze

ore 19:00 canti marocchini “associazione Mobadara”

ore 19:30 spettacolo percussioni del Guinea

ore 20:00 esibizione di danza della  Scuola Let’s Dance – Cassandras – Elisir Tribal

ore 20.30 esibizione gruppo musicale novarese “Mamacè”

ore 21:15 spettacolo “Orchestra Porta Palazzo

 

Dalla corrispondenza di Novara




Taglio del nastro per la nuova scuola dell’infanzia

È il primo edificio pubblico con certificazione Casa Clima

di classe A Plus in Friuli Venezia Giulia

 

Il nuovo asilo di via Baldasseria Media, tanto atteso dalle famiglie del quartiere, è ora una realtà per i tanti bambini che oggi, 13 settembre, all’inizio delle lezioni hanno accolto il sindaco Furio Honsell e le autorità per il taglio del nastro ufficiale.

“Era uno degli obiettivi della campagna elettorale – ha spiegato Honsell – e sono molto lieto che sia stato realizzato in tempi brevi visto che era un’esigenza molto sentita da tutta la comunità. Le strutture ecosostenibili aiuteranno gli insegnanti a realizzare la didattica secondo le più moderne tecniche pedagogiche”.

Il nuovo asilo, infatti, è una struttura all’avanguardia dal punto di vista dell’ecosostenibilità e dell’efficienza energetica, visto che si tratta del primo edificio pubblico realizzato ex novo in Friuli Venezia Giulia ad ottenere la classe di certificazione Casa Clima A Plus, il valore più alto in circolazione attualmente per questa tipologia.

A inaugurare la nuova scuola dell’infanzia, alla presenza dei bambini, delle maestre e dei genitori, oltre al sindaco e al dirigente scolastico Vittorio Del Bianco, c’erano stamani anche gli assessori alla Gestione Urbana, Gianna Malisani, all’Istruzione, Kristian Franzil, ai Servizi Sociali, Antonio Corrias e all’Innovazione, Paolo Coppola, insieme con il consigliere comunale delegato di quartiere Carlo Giacomello e i consiglieri Federico Pirone, Alessandro Venanzi e Renzo Pravisano.

La nuova scuola, che sorgerà su una superficie di 700 metri quadratiin un quartiere che conta anche altre strutture come l’elementare Boschetti Alberti, la media Fermi e l’asilo nido Sache Burache, si presenta come un complesso a un solo livello a pianta rettangolare e con una copertura piana. Lo spazio interno è costituito da tre blocchi autonomi dedicati alle attività, composti da un piccolo ingresso, servizi igienici e aula didattica. Ogni sezione corrisponde ad un colore (rosso, verde e arancione). All’esterno di queste tre aree, delimitate interamente da pannelli vetrati, in una open space sono state predisposte le zone per la ricreazione, il pranzo, la palestra e la stanza per dormire, oltre naturalmente ai locali per il personale e le cucine.

L’asilo ecologico punta sull’utilizzo delle energie alternative. Sul tetto sono stati collocati pannelli fotovoltaici e solari per integrare le necessità energetiche dell’edificio, sia per il riscaldamento, sia per l’acqua calda e cinque sonde geotermiche per il riscaldamento. Molta attenzione è stata dedicata anche alla distribuzione interna di tutti gli spazi e alla luce naturale, tenendo conto dell’orientamento dell’edificio in modo tale che i raggi del sole entrino nelle aule attraverso appositi lucernari che evitano la luce diretta. Grande attenzione, infine, all’accessibilità e alle esigenze della disabilità motoria e sensoriale: tutte le sistemazioni esterne sono state portate allo stesso livello, eliminando qualunque gradino.

I lavori sono stati realizzati dalla ditta Euroscavi srl di Badia Polesine (Ro) in collaborazione con Costruzioni Susanna di Treviso e al Comune sono costati un milione 200 mila euro. La progettazione e la direzione lavori è dello Studio Altieri di Thiene (Vicenza) con Svei spa di Roma, Studio Zilli di Udine e Geosolution di Padova. Il coordinamento da parte del Comune di Udine è stato effettuato dal Servizio Infrastrutture II, diretto dall’architetto Lorenzo Agostani, coadiuvato dalla geometra Elisa Ermacora.




L 18 FEBBRAIO 2013 AL PALA ARREX DI JESOLO i SIGUR ROS

Hanno scritto le pagine più poetiche e bizzarre dell’arte della musica, conquistando negli anni i favori e gli apprezzamenti di star del cinema, dell’arte, della musica e della tv, diventando in poco più di 15 anni di carriera la massima espressione di quel rock che diventa pura arte a 360 gradi, i SIGUR RÓS. Dopo la straordinaria esibizione lo scorso 2 settembre al “A Perfect Day Festival”, in un affollatissimo Castello Scaligero di Villafranca di Verona, la band islandese che più di tutte sa emozionare e arrivare al cuore torna in Italia per due uniche ed imperdibili date in cui presenterà “Valtari”, il nuovo disco uscito a fine maggio: il 18 febbraio 2013 al Pala Arrex di Jesolo e il giorno successivo a Milano. Il concerto in programma al Pala Arrex di Jesolo, che a fine novembre ospiterà anche una tappa del nuovo tour degli Skunk Anansie, sarà l’unica data del gruppo islandese nel Nordest della penisola italiana, organizzata da Azalea Promotion e Vivo Concerti in collaborazione con il Comune di Jesolo. La storia dei SIGUR RÓS inizia nel 1994, il giorno stesso della nascita della nipote di Birgission, chiamata per l’appunto Sigurros. Inizialmente nato come terzetto, la band si fa subito notare dalla connazionale Bjork, ma ci vorranno ancora tre anni affinché i meriti artistici valichino i confini islandesi ed è con l’album “Von” che la band inizia a farsi conoscere.  Il primo passo al di fuori dell’Islanda arriva con “Ágætis Byrjun” (1999), rampa di lancio della band a livello mondiale, in cui alle atmosfere psichedeliche del primo disco si aggiungono chitarre spiccatamente rock, tra garage e showgaze. Scelti da Radiohead e Goodspeed You! Black Emperor in apertura ai loro concerti, il periodo 2000-2001 è ricco di prestigiose collaborazioni per la band ed è nel 2005 che i SIGUR RÓS pubblicano “Takk”, il terzo album ricco di una nuova forza espressiva di Birgisson e compagni. Due anni dopo la band si ripresenta con un doppio cd, “Hvarf/Heim”, nel quale, accanto a pezzi inediti, trovano ampio spazio rivisitazioni di brani della loro discografia. In contemporanea esce anche il film-documentario “Heima”, testimonianza di una serie di concerti tenuti dalla band in suggestive location. Il quinto album di studio, “Meo Suo i Eyrum Vio Spilum Endalaust”, esce nel 2008 e vede la collaborazione del produttore Flood (Nine Inch Nails). Caratterizzato da nuove strade sonore e originali spunti artistici, la magia dei SIGUR RÓS è il frutto dell’incontro tra tante e diverse suggestioni artistiche, dalla psichedelia al dream pop, dalla shoegaze al post-rock. Il risultato è un suono unico e istintivo, una musica emozionante che si fonda alla magia ispirante della terra d’Islanda.  Nel corso degli anni è stata proprio la straordinaria capacità di creare musica emozionante a rappresentare il tratto caratteristico dei SIGUR RÓS, complice anche il fatto di cantare testi in islandese o, in alternativa, in un particolare linguaggio completamente inventato da Jonsi Birgisson, tra islandese e inglese (hopelandic), accompagnati da un’incredibile forza espressiva e coinvolgente di Jónsi. A fine maggio è uscito il nuovo album, “Valtari”, un ritorno alle origini per le sonorità della band.  I biglietti (prezzi da 32 a 36 euro più diritti di prevendita) per i due nuovi appuntamenti saranno disponibili a partire dalle ore 10:00 di venerdì 14 settembre online su Ticketone.it e per il concerto di Jesolo anche nei punti vendita autorizzati Azalea Promotion.

Per maggiori informazioni sul concerto di Jesolo:

Azalea Promotion tel. +39 0431 510393 – www.azalea.itinfo@azalea.it

 Ufficio Stampa Azalea Promotion: Luigi Vignando tel. +39 348 9007439 – luigi@azalea.it