CONTEMPORANEA/MENTE12 ott ore 17.30 Galleria regionale d’Arte Contemporanea Spazzapan

Le stagioni dell’arte al PArCo, della Galleria d’arte moderna e contemporanea di Pordenone, che prevedono incontri, visite guidate, dentro e fuori il Museo, quale occasione di approfondimento delle iniziative espositive in corso, prendono il via da Gorizia venerdì 12 proseguendo il cammino di progetti condivisi e lavoro in rete intrapreso da Contemporanea/mente, progetto dedicato alla promozione dell’arte e degli artisti attivi in Friuli Venezia Giulia, che vede coinvolte le principali istituzioni museali della regione (la Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan” di Gradisca d’Isonzo i Musei Provinciali di Gorizia e il Museo Revoltella di Trieste e la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Armando Pizzinato” di Pordenone che ne è capofila. Alle 17.30 la Galleria Spazzapan ospiterà dunque l’incontro “Generazioni e arte a confronto” curato da Annalia Delneri e Isabella Reale, colloquio tra Nane Zavagno, protagonista della grande antologica in corso a Pordenone, e Massimo Poldelmengo e Grazio Negri e, le cui opere attualmente esposte nella galleria goriziana già dialogano partendo da due diverse concezioni dello spazio e due diversi modi di intendere il rapporto con il colore: installazioni polimateriche quelle di Massimo Poldelmengo e dipinti energicamente liquidi quelli di Negri. Seguirà visita guidata.L’appuntamento successivo sarà martedì 16 ottobre (17.30) nell’auditorium di PArco a Pordenone con “Sassi, simbionti e altro”, incontro a margine alla mostra di Nane Zavagno, con Giovanni Ceiner, docente al Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, Università di Trieste, Isabella Reale e Nane Zavagno.

 

( c.l. )




Internazionale a Ferrara: protagonisti i giornalisti di tutti il mondo

Tavole rotonde e dibattiti sui temi caldi, ma anche incontri con scrittori e proiezioni

Un week end con i giornalisti di tutto il mondo, dibattiti sui temi caldi dell’economia e della disoccupazione, finestre aperte su paesi distanti eppure legati a noi dal filo rosso della globalizzazione. Una tre giorni condita da presentazioni di libri e proiezioni di documentari. Da venerdì 5 a domenica 7 ottobre si è svolto, in collaborazione con il settimanale “Internazionale”, il Festival Internazionale a Ferrara, dedicato a coloro che ci tengono informati quotidianamente su carta o su blog – il mezzo non fa la differenza – da tutto il mondo.

Il festival è stato inaugurato venerdì mattina con la consegna della quarta edizione del Premio giornalistico Anna Politkovskaja a Carlos Dada, fondatore nel 1998 del giornale d’inchiesta online “El Faro”, blogger de “El Pais” e grande conoscitore delle realtà criminali latinoamericane. Come lui altri giornalisti hanno voluto dimostrare quanto sia difficile e pericolosa la vita del reporter. Bernardo Ruiz è un reporter della rivista “Zeta” che continua a pubblicare inchieste su narcotraffico e corruzione; come lui molti altri fotoreporter ci documentano sugli scenari cupi dell’America latina. Blogger che ci informano su cosa sta succedendo nei fronti caldi della Siria, della Corea del Nord e del Messico, che descrivono il genocidio in Ruanda, fotoreporter che raccontano la rivoluzione silenziosa delle donne in Medio Oriente al di là dei veli del regime. Condizioni analoghe sono quelle vissute dagli operatori umanitari che si trovano ad operare nelle zone di crisi. Molto spesso su queste crisi umanitarie cala la coltre di silenzio dei media. Le notizie corrono sul web, oggi grazie ai social network, grazie a Twitter si può essere aggiornati in tempo reale su ciò che accade nel mondo. Un post pubblicato diviene notizia, ma è davvero così labile il confine tra realtà e finzione? Venendo meno i filtri “editoriali” chiunque può essere definito un produttore di notizie? Si è parlato anche di accesso alle informazioni al tempo del capitalismo. È opinione condivisa che il web rapprsenta il terreno su cui si gioca una partita importante per diritti umani e democrazia. Ne è un esempio “Anonymus”, nato come forum sul web e divenuto poi un movimento globale che combatte per la libertà di espressione. Cosa dire poi del movimento “Occupy Wall Street”, sorto nella primavera del 2011 per opporsi alle mostruosità del capitalismo finanziario?

Si è parlato di crisi dell’identità europea. Una Europa lontana agli occhi dei cittadini appare sempre più lontana dalle intenzioni e dai nobili obiettivi dei padri fondatori. Al centro dell’attenzione non poteva non esserci l’Italia, alle prese con i suoi endemici problemi. Il linguista ed ex ministro della Pubblica Istruzione Tullio De Mauro ha cercato di rispondere ai quesiti riguardanti il futuro della scuola, in una società dominata dallo scontro tra il vecchio destinato a tramontare e il nuovo che inevitabilmente avanza. La segretaria confederale Cgil Susanna Camusso ha illustrato al pubblico, nel primo pomeriggio della domenica, i risultati dell’inchiesta sul precariato nel nostro Paese condotta in collaborazione con Internazionale e docenti e ricercatori della Sapienza di Roma. Al festival è stata protagonista anche un’Italia diversa, vista dall’esterno, con l’occhio dei Paesi che compongono l’Unione Europea. Punti di vista e prospettive che disegnano un mosaico composito e multiforme.

Un pubblico numeroso ha assistito anche agli incontri con gli autori che hanno caratterizzato il festival. Protagonisti sempre loro, i giornalisti, nella veste di scrittori pronti a svelare lati privati della propria esistenza. Massimo Gramellini, giornalista e vicedirettore de “La Stampa”, e David Rieff, giornalista e scrittore statunitense, hanno dialogato con la conduttrice di La7 Daria Bignardi. Di fronte ad un uditorio partecipe e attento, che ha affollato la platea del Teatro Comunale, tre giornalisti e narratori di vite ed esperienze altrui alle prese con la scrittura privata e con il dolore privato. “Fai bei sogni” di Gramellini è la storia di un bambino che impara ad affrontare il più grande dolore che possa capitare, la perdita della madre, e il mostro più insidioso che insidia l’esistenza umana, il timore di vivere. Nel libro “Senza consolazione” Rieff ripercorre gli ultimi giorni di vita della madre Susan Sontag, grande figura di intellettuale del secolo appena trascorso. “Non vi lascerò orfani” di Daria Bignardi scava dentro il dolore della perdita del genitore. Tre modi di narrare diversi, accomunati dal bisogno di raccontare un fatto personale gravido di significati e di interrogativi. La morte della madre, ma più in generale la morte, è il motivo di fondo con cui si sono trovati a fare i conti. Un evento che nel caso di Gramellini risulta ancora più tragico, visto che l’autore ha appreso dopo 40 anni la notizia del suicidio della madre. “Quando raccontiamo fatti di cronaca, sbattiamo l’orrore in prima pagina, senza preoccuparci di niente e nessuno” – ha commentato Gramellini – “mentre quando si narrano fatti privati e sentimenti, allora subentra il pudore”. L’autore ha voluto superare questa barriera della discrezione e della riservatezza, mettendo a nudo il proprio ego, il proprio essere in tutta la sua fragilità

di figlio rimasto orfano fin da piccolo, sottratto per sempre all’amore della figura materna e, per questo, bisognoso di sentire ed essere circondato continuamente da questo sentimento. “Dovremmo chiederci: cosa c’è oltre la morte? Dopo la morte c’è l’amore. Il momento della morte suggella un ciclo, ma ne dà in qualche modo il senso. Il successo del mio libro lo attribuisco anche al fatto che si è diffuso un grande bisogno di interrogarsi sul senso della vita e degli ultimi istanti della vita.” Un evento così doloroso ha posto il piccolo Massimo di fronte alla dura realtà della vita, alle sfide che continuamente l’esistenza ci sbarra davanti. E per una persona, abituata per professione a fare i conti con la verità dei fatti, degli accadimenti, non poteva non nascere un dubbio interiore: “Spesso mi sono chiesto quale fosse il senso di conoscere la verità, di apprendere ciò che sta nell’intimo dell’animo umano” – afferma – “e mi sono convinto del fatto che imparare la verità serve ad essere adulti, a farci crescere”. E prosegue: “Eventi come la morte servono a metterti in corsa per le sfide della vita, a farti capire che tu sei qui al mondo per un qualche motivo e devi dimostrare di essere vivo, devi dare un senso all’esistenza. Troppi ‘morti viventi’ affollano la nostra vita quotidiana e politica”.

Vito Digiorgio




TRIESTE 9 OTTOBRE : Associazione Culturale “Saper Essere”

Martedì 9 ottobre presso l’Antico Caffè San Marco, (Via Cesare Battisti 18 Trieste) alle ore 20.00

Martedì 9 ottobre presso l’Antico Caffè San Marco, (Via Cesare Battisti 18 Trieste) alle ore 20.00 i tre fondatori Walter Klinkon, Riccardo Riosa ed Ennio Dri Zuccoli assieme al Poeta/Formatore triestino e collaboratore dell’Associazione Renzo Maggiore,  presenteranno al pubblico l’Associazione Culturale “Saper Essere” che si basa sul manuale “Le chiavi del saper essere” ultima fatica letteraria dell’Autore. Con le parole dello stesso Maggiore: “ Il Saper Essere è una competenza sempre più importante in ogni contesto umano: dal rapporto con se stessi alle relazioni familiari, dalla gestione delle emozioni all’efficacia del lavoro di gruppo… Nel libro vi sono molti esercizi volti all’approfondimento del proprio essere più profondo e dei processi di comunicazione intra ed interpersonale”.

Nel corso dell’incontro Maggiore illustrerà ai convenuti l’obiettivo centrale che si pone l’Associazione: mettere a disposizione di tutti le conoscenze e i modelli utili per il benessere e la crescita della persona.

 

Per maggiori informazioni: www.saperessere.oneminutesite.com; mail: saperessere@gmail.com

Ingresso libero




UDINE: “CASA CAVAZZINI”, A UDINE IL NUOVO MUSEO D’ARTE MODERNA

Per il primo giorno di apertura, sabato 6, ingresso gratuito

 

Un moderno e funzionale museo, già destinato a trasformarsi in un centro propulsore e di ricerca sul contemporaneo. Apre ufficialmente al pubblico “Casa Cavazzini – Museo d’arte moderna e contemporanea di Udine”, nel centro storico del capoluogo friulano. E per festeggiare l’ultimo fiore all’occhiello dei Civici musei udinesi, nel primo giorno di apertura, sabato 6 ottobre, data in cui ricorre l’8^ Giornata nazionale del Contemporaneo, l’ingresso sarà completamente gratuito. Nuovi allestimenti, opere fino ad ora mai viste, percorsi ed esposizioni a rotazione caratterizzeranno la nuova “casa” dell’arte udinese. Il tutto all’interno di una struttura moderna e funzionale, ma che conserva al suo interno una parte importante della storia udinese e del palazzo stesso come i reperti archeologici ritrovati durante i lavori di ristrutturazione, le splendide tempere murali di Afro Basaldella, o gli altrettanto spettacolari affreschi risalenti alla seconda metà del Trecento. “Casa Cavazzini – spiega il sindaco di Udine, Furio Honsell – costituisce di per sé un luogo profondamente friulano dell’arte, della storia, del design, dell’architettura. Grazie alla ristrutturazione piranesiana curata da Gae Aulenti è possibile cogliervi ora una composizione prima inimmaginabile di tracce preistoriche, medioevali, moderne, contemporanee. Casa Cavazzini sembra quindi il luogo predestinato da migliaia di anni a diventare la sede di un’importante galleria d’arte moderna e contemporanea. È perciò con grandissima soddisfazione – conclude – che compio l’ultimo atto di un percorso al quale hanno contribuito i miei predecessori Enzo Barazza e Sergio Cecotti consegnando alla città questa nuova sede museale”. Grande soddisfazione per il risultato raggiunto con l’apertura del museo traspare anche dalle parole dell’assessore alla Cultura, Luigi Reitani. “Con l’inaugurazione di Casa Cavazzini – commenta –, portiamo a termine un progetto ambizioso iniziato con lungimiranza dalle precedenti amministrazioni e che fa di Udine una città d’arte aperta alle esperienze della contemporaneità. Il nostro sistema museale – continua – si arricchisce di una componente decisiva nel cuore del tessuto urbano, capace di attirare visitatori e di porsi come simbolo identificativo per tutti i cittadini udinesi”. Gli allestimenti del nuovo museo sono stati progettati dall’architetto Giulio Zaccarelli di Bergamo, supportato dallo studio “TQuattro”, sempre di Bergamo, per la parte grafica. Nei primi mesi di vita del nuovo museo, inoltre, sarà online anche un blog dedicato esclusivamente a “Casa Cavazzini”. Un luogo virtuale dove il visitatore potrà trovare immagini, informazioni, curiosità oltre a uno spazio per le discussioni. Il complesso si trova all’interno dell’edificio cinquecentesco acquisito dal Comune su precisa disposizione testamentaria del commerciante udinese Dante Cavazzini. Disposizione tenacemente sostenuta dalla vedova Aminta Flebus Cavazzini, mancata qualche anno fa, che perfezionò il passaggio al Comune nel 1987, anno successivo alla scomparsa di Dante. Il museo, che si affaccia su via Cavour e via Savorgnana, si sviluppa su tre livelli per complessivi 3 mila e 500 metriquadri. Il primo e il secondo piano saranno destinati ad accogliere il percorso espositivo permanente con un allestimento delle collezioni completamente rinnovato rispetto al precedente museo (saranno oltre 200 le opere in esposizione, tra quelle permanenti e quelle a rotazione). Al secondo piano troverà posto la collezione Astaldi, donata nel 1982 da Maria Luisa e Sante Astaldi per incrementare le raccolte di arte moderna dei Civici Musei di Udine. Un lascito che conta opere di artisti di fama internazionale come De Chirico, Savinio, De Pisis, Carrà e Santomaso, solo per citarne alcuni. Sarà inoltre nuovamente visibile al pubblico anche la collezione “Friam” (Friuli Arts & Monuments), costituitasi con opere donate da artisti americani a seguito del terremoto che colpì il Friuli nel 1976. Le opere di Willem De Kooning, Carl Andre, Frank Stella, solo per citare alcuni dei nomi più noti, rappresentano infatti uno dei fiori all’occhiello delle raccolte museali. In un’apposita sezione allestita al primo piano, inoltre, saranno visibili anche le straordinarie opere dei fratelli Dino, Mirko e Afro Basaldella, proprio accanto all’appartamento padronale, ora parte integrante del percorso espositivo, dove Dante Cavazzini, nel 1938, fece realizzare dal giovane Afro un importante ciclo di tempere murali, recentemente restaurate. Museo nel museo, i lavori di restauro di “Casa Cavazzini” hanno portato infatti anche alla luce le splendide tempere murali di Afro Basaldella, oltre agli altrettanto spettacolari affreschi risalenti alla seconda metà del Trecento raffiguranti soggetti profani e rilevanti per lo studio della pittura gotica nell’area friulana. Il progetto di ristrutturazione ha voluto inoltre valorizzare due aree, lasciandole a vista, che hanno regalato sorprese dal punto di vista archeologico e artistico: una bellissima vasca-cisterna “alla veneziana” del XVI secolo e un consistente deposito di vasellame protostorico databile alla prima età del ferro (seconda metà dell’VIII sec a.C.), che costituisce il ritrovamento più antico documentato nel sito di “Casa Cavazzini”. Ed è proprio sulla grande parete bianca sopra i ritrovamenti archeologici, vicino all’ingresso, che verrà proiettata l’installazione “In teoria”, realizzata dallo studio E-Flux di Marotta e Russo. Delle tag-claud, delle parole, scorreranno sul muro riportando le frasi e i vocaboli che ricorrono più frequentemente nei testi di critica dell’arte del Novecento. Una sorta di benvenuto all’arte per tutti i visitatori che stanno per immergersi nel fascino del moderno e del contemporaneo Se i vari livelli del museo presenteranno le collezioni permanenti, il piano terra del palazzo verrà dedicato invece all’allestimento di esposizioni temporanee e ad altri eventi collaterali che diventeranno altrettante occasioni per invitare il pubblico a partecipare attivamente alla vita della nuova sede espositiva. “Il museo – spiega il conservatore di “Casa Cavazzini”, Vania Gransinigh è oggi un’istituzione in continuo dialogo con il territorio da cui trae stimoli e sollecitazioni per costruire il patrimonio di conoscenze che è al tempo stesso specchio ed espressione di una collettività. L’articolazione architettonica di Casa Cavazzini ha permesso di riservare al suo interno aree per esposizioni temporanee che sono state concepite come spazi aperti verso l’esterno, spazi dedicati alla ricerca scientifica, alla progettualità, alla valorizzazione di quello che è il contesto culturale, artistico e di conoscenze nel quale il museo affonda le proprie radici”. Ed è proprio al piano terra del nuovo Museo d’Arte Moderna e Contemporanea che inaugura come main-event, in concomitanza con l’apertura di “Casa Cavazzini”, la mostra “Metamorphosis: le collezioni Moroso fra design e arti visive” dedicata a una delle più conosciute industrie di arredo e design friulane a livello internazionale proprio nel 60° anniversario dalla nascita della storica azienda friulana. “L’apertura di Casa Cavazzini – precisa il direttore dei Civici Musei, Marco Biscione – è un momento fondamentale per il sistema museale udinese e la vita culturale della città. La mostra realizzata in collaborazione con Moroso, oltre a raccontare una felice storia tra arte, design e imprenditorialità, rappresenta infatti un esempio di rapporto virtuoso tra pubblico e privato nella promozione  della cultura e dell’arte”. L’esposizione, visitabile fino al 13 gennaio 2013 e arricchita da un catalogo curato da Vania Gransinigh e Andrea Bruciati, è realizzata dallo stesso Bruciati, da Patrizia Moroso e da Marco Viola e si focalizza sui rapporti ideali tra le due sfere creative, quella figurativa da un lato e quella della produzione industriale dall’altro. All’interno della rassegna sono presentati progetti, arredi, prototipi, fotografie e quanto serve a ricostruire, attraverso le collezioni Moroso, la storia del design negli ultimi decenni e le sue prospettive più recenti. Sono infatti esposte alcune delle serie e delle collezioni di arredi più significative create per Moroso dagli anni Ottanta del secolo scorso fino ai giorni nostri da designers di calibro internazionale come Massimo Iosa Ghini, Ron Arad, Javier Mariscal, Patricia Urquiola, Ross Lovegrove o Marc Newson. “Una passeggiata nel tempo, uno sguardo laterale su quello che si è fatto e quello che si sarebbe potuto fare, una storia per idee, prototipi, varianti, variazioni, ibridi, contaminazioni, interpretazioni d’arte, errori”, spiega Patrizia Moroso, art director dell’azienda friulana e protagonista, insieme al fratello Roberto, della trasformazione che a partire dagli anni ’80 porta l’azienda a diventare leader dell’ haute couture del design internazionale. 

Casa Cavazzini, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea

via Cavour 14 – Udine telefono 0432 414 772 www.udinecultura.it/casacavazzini-ww.udinecultura.it/casacavazzini-en

Orari: – estivo (dal 1° maggio al 30 settembre): ogni giorno (escluso martedì) dalle 10.30 alle 19 – invernale (dal 1° ottobre al 30 aprile): ogni giorno (escluso martedì) dalle 10.30 alle 17




“Operetta, eterno amore” Teatro Bobbio di Trieste, mercoledì 31 ottobre

Un misterioso e simpatico personaggio torna dopo oltre mezzo secolo ad incarnare la figura dell’attore brillante tipica dell’Operetta: è un protagonista dell’epoca avventurosa delle grandi compagnie d’operetta, “tornato” per riordinare i ricordi di un’epoca e di un genere dei primi decenni del Novecento.  Nel rileggere le pagine del suo libro virtuale affiorano i ricordi di una “età dell’oro” della Leggerezza, le incantevoli memorie musicali dell’Operetta francese, viennese, italiana, che hanno fatto sognare mezzo mondo dalla fine dell’Ottocento alla seconda guerra. Lo spettacolo Operetta, eterno amore” – firmato da Gianni Gori e Sandro Gilleri, prima produzione della neo-nata società di produzione con sede a Trieste Golden Show, ideata e creata dallo stesso Gilleri – è uno scrigno di gioielli ancora scintillanti della piccola lirica, con le musiche preziose di Offenbach, Lehár, Kálmán, Abraham, Stolz, Lombardo, Ranzato, Pietri, Costa. A ricomporre in scena questi successi intramontabili un cast straordinario formato dal grande artista napoletano Gennaro Cannavacciuolo, la soprano Daniela Mazzucato, fuoriclasse di straordinaria versatilità, l’elegante e prestigioso tenore Max Rene’ Cosotti, il noto cantante e attore Andrea Binetti e il pianista Marco Scolastra.
 
Lo spettacolo debutterà in anteprima nazionale al Teatro Bobbio di Trieste, mercoledì 31 ottobre, con replica il 1 novembre, per poi affrontare, tra la fine del 2012 e il 2013, un tour che toccherà i principali teatri italiani.




A.S.D. TRA CIELO E TERRA : Psiche e Mito a Gradisca d’Isonzo dal 13 Ottobre

Le Civiltà Antiche, in particolare quella greca, ci hanno lasciato un patrimonio culturale e filosofico di tale portata da influenzare ancora oggi il nostro modo di vivere, di sentire, di pensare, di essere. In questo contesto la spazio dedicato alla Mitologia assume un rilievo di primaria importanza. Lontana da essere una spiegazione favolistica ed ingenua dei fenomeni e dei processi con i quali donne e uomini di ogni tempo hanno avuto a che fare, la Mitologia rappresenta invece una lucida e vibrante testimonianza della dimensione umana, sospesa tra terra e cielo,  costellata nella sua intima natura da Forze Archetipali che ne inclinano il cammino operando attivamente sullo stato dell’animo di ognuno. Il corso si articola attraverso la rilettura di alcuni dei più importanti Miti, svelando rigorosamente la natura e la necessità degli stessi, al fine di individuare i rimedi spagirici che sono in grado di dare il sostegno adeguato al superamento delle problematiche trattate. Sarà così possibile da un lato acquisire nuovi strumenti e modalità per conseguire una maggiore consapevolezza di sé, dall’altro arricchire le proprie conoscenze sull’uso “sottile” del rimedio spagirico.

I° Lezione : 13-14 Ottobre 2012  “Della natura e del  Destino umano”  La lettura mitologica come declinazione  dell’Anima  Esiodo “Teogonia”  Dioniso

II° Lezione: 17-18 Novembre 2012 “Dell’attaccamento”  Edipo  Tantalo e Pelope  Pasife, il Minotauro, il Labirinto  Perseo e Arianna

III° Lezione: 8-9 Dicembre 2012  ” Del Desiderio e  del Conflitto”  Omero “Odissea”  Omero “Iliade”

(c.l. per la redazione)




Tig teatro per le nuove generazioni 2012-2013

APERTA FINO AL 19 OTTOBRE 2012 LA CAMPAGNA DI ADESIONE PER LE SCUOLE

La nuova stagione TIG Teatro per le nuove generazioni 2012-2013 si presenta con una ricca programmazione di spettacoli, nuove produzioni teatrali, incontri e laboratori pensati per gli allievi delle scuole, dall’infanzia alle secondarie, per i loro insegnanti (spettacoli in matinée) e per le famiglie (TIG IN FAMIGLIA – Domenica a teatro).

Assieme alla stagione TIG riparte Didattica della visione, l’esperienza formativa rivolta agli insegnanti, considerati gli interlocutori e i mediatori fondamentali tra i giovani spettatori e il palcoscenico. Un’occasione unica per fare della visione di uno spettacolo l’epicentro di un’unità didattica.

In ambito extra scolastico, nel territorio della Bassa Friulana Orientale e Destra Torre prosegue La meglio gioventù, i laboratori teatrali rivolti ai giovani fra gli 11 e i 15 anni e fra i 16 e i 29 anni coordinati e diretti da Giorgio Monte e Manuel Buttus. Un’interessante e stimolante opportunità per i giovani che intendono avvicinarsi al mondo del teatro, apprenderne i linguaggi di base, in un clima che favorisce lo sviluppo della capacità critica, della creatività individuale e momenti di incontro con i propri coetanei.

A Udine, in autunno, tornano gli attesi appuntamenti della stagione TIG in famiglia – Domenica a teatro, parte del percorso Udine città-teatro per i bambini, realizzato, da tre anni, in collaborazione con la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine e grazie all’impegno di ERT Ente Regionale Teatrale del FVG.

I PARTNER

Ideata e organizzata dal CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, la Stagione TIG 2012-2013 si avvale del sostegno del Ministero per i Beni e le Attività culturali, della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Udine con il contributo dei sette Comuni della Bassa Friulana Orientale e Destra Torre: Aiello del Friuli, Campolongo Tapogliano, Cervignano del Friuli, Fiumicello, Marano Lagunare, Ruda e Terzo di Aquileia.

Fondamentale per lo sviluppo del progetto è stata, negli anni, la collaborazione dell’ERT Ente Regionale Teatrale del FVG, settore teatroescuola.

Tra i partner vanno ricordati .lab Centro di Formazione Professionale del Centro Solidarietà Giovani “Giovanni Micesio” Onlus di Udine, la Biblioteca Civica “Joppi” Sezione Ragazzi e Moderna di Udine, la Biblioteca Civica di Cervignano del Friuli e il Sistema bibliotecario del Basso Friuli. Le biblioteche offriranno approfondimenti agli spettacoli attraverso bibliografie e percorsi tematici con l’ausilio e la consultazione di libri, dvd, film e cd musicali.

I LUOGHI

Il progetto TIG, nato e sviluppatosi in due ambiti territoriali, che aderiscono con le rispettive scuole, si articolerà a Udine e nella sua Provincia, per la quindicesima edizione (al Teatro Palamostre,al Teatro S.Giorgio e nelle aule delle scuole materne, elementari, medie e superiori di tuttala Provincia) e nella Bassa Friulana Orientale e Destra Torre, per la sedicesima edizione (al Teatro Pasolini di Cervignano del Friuli e nei plessi delle scuole del territorio).

LA PRODUZIONE CSS PER LE NUOVE GENERAZIONI

L’impegno produttivo del CSS, in relazione al percorso dedicato alle nuove generazioni sfocia quest’anno in tre nuovi allestimenti per le scuole: L’acqua e il mistero di Maripura, adattamento per il teatro della fiaba della scrittrice Chiara Carminati, Premio Andersen 2012 come miglior autrice, una co-produzione CSS e Fondazione AIDA – Teatro stabile di Innovazione di Verona. La regia dello spettacolo è stata affidata a Nicoletta Vicentini e interpreti in scena sono Manuel Buttus, Sonia Cossettini e Valentina Recchia. Lo spettacolo debutterà il 18 novembre 2012 al Teatro S. Giorgio di Udine all’interno della terza edizione di Udine città-teatro per i bambini per poi proseguire con le repliche in matinée dedicate ai bambini delle scuole primarie. Tratto dal libro L’acqua e il mistero di Maripura di Chiara Carminati, illustrato da Pia Valentinis (Fatatrac), lo spettacolo è promosso nell’ambito della Campagna per il Contratto Mondiale sull’acqua del Centro di Volontariato Internazionale (CEVI).

La seconda produzione del CSS Cuore di carta, testo e regia di Vania Pucci, con Eleonora Ribis, si rivolge ai piccoli della scuola materna. Un racconto delicato e poetico, dedicato agli affetti esclusivi dell’infanzia. Spettacolo di narrazione e vivace gestualità, si alimenta dei materiali e dei linguaggi visivi del libro e del teatro e associa al gioco verbale un colorato avvicendarsi di scene animate con carta tagliata, strappata, accartocciata, a cui i piccoli spettatori sono chiamati a partecipare.

Felicità è… è la terza produzione del CSS, testo e regia di Francesco Accomando, ideata e realizzata la passata stagione nell’ambito di un vasto programma realizzato sul tema dalla Biblioteca “Vicenzo Joppi” di Udine. Il percorso proposto da Accomando, in un’alternanza di ascolti musicali, brani recitati, piccoli fatti della vita quotidiana, vuole essere un invito a riflettere sulla propria idea di felicità: meglio prepararsi per evitare di incontrarla e non riconoscerla!

LA PROGRAMMAZIONE 2012-2013

TIG Teatro per le nuove generazioni in matinée con una proposta di 14 spettacoli, in programma da novembre 2012 a maggio 2013, si snoda attraverso spettacoli che parlano ai giovani spettatori di temi quali: l’acqua come bene comune da rispettare e proteggere, del rapporto tra l’uomo e la natura, di una repubblica gestita dai bambini, di un simpatico naufrago in mezzo al mare della vita quotidiana, del desiderio adolescente di tramutarsi in eroi, di come Pinocchio, e ognuno di noi in fondo, possa divertirsi a raccontare la propria storia. E ancora, grande spazio ai temi sempre così delicati e importanti del cuore e degli affetti esclusivi dell’infanzia, della ricerca della felicità, assieme a una strana Odissea evocativa, poetica e popolare, a Pulcinella e alla sua umanità, all’ingegno e alla sua audacia.

CLASSI A TEATRO e TEATRO IN CLASSE, sono la doppia modalità dedicata ai giovani spettatori che possono così avvicinarsi alla magia del palcoscenico direttamentea teatro per scoprirlo come spazio della visione ma anche, nelle loro classi, per incontri più ravvicinati con il mestiere dell’attore durante appassionanti letture sceniche.

SCUOLE DELL’INFANZIA

Tra gli spettacoli pensati per i bambini delle scuole materne a novembre verrà presentata la nuova produzione CSS, Cuore di carta (vedi pag. 3). A febbraio 2013 arriva In mezzo al mare, testo e regia di Silvano Antonelli, uno spettacolo dedicato al mare, capace di coinvolgere i piccoli spettatori con divertenti effetti di animazione e musica dal vivo.

A maggio 2013 il maestro burattinaio Roberto Vernetti presenta Le Guarattelle, spettacolo di burattini  a guanto, tipico della tradizione popolare napoletana.  Il protagonista è l’immancabile Pulcinella, l’uomo qualsiasi che, con tutte le contraddizioni della vita, si confronta con la prepotenza (il Guappo), con gli imprevisti (il Cane), con la giustizia (il Boia), con l’ignoto (la Morte), con l’amore e la vita (Teresina, eterna fidanzata), e si rigenera continuamente gabbando il Diavolo.

SCUOLE PRIMARIE

Per i bambini delle elementari la stagione TIG si inaugura a novembre con la nuova attesissima produzione CSS L’acqua e il mistero di Maripura scritta da Chiara Carminati (vedi pag. 3). A febbraio doppio appuntamento per TIG con Nel bosco addormentato, fiaba rivisitata che sovverte i canoni classici della caratterizzazione dei personaggi: la fata cattiva è bellissima e chiamata “fata bianca”, la luna è nera ed ironica, le due fate madrine hanno modi rudi.

A seguire debutta La Repubblica dei bambini, una produzione Solares Fondazione delle Arti affidata a Teatro Sotterraneo, vincitore del premio Eolo Awards 2012 come migliore novità. Cosa accadrebbe se potessimo cancellare tutte le nazioni esistenti e ricreare un’unica Repubblica, una piccola isola utopica dove i bambini sono popolo a tutti gli effetti e proprio a loro venissero affidate le decisioni di governo, le leggi e gli statuti? Da questi spunti nasce lo spettacolo che rappresenta, partendo da una scena teatrale completamente vuota, la nascita, progettazione ed evoluzione di una micro nazione.

A marzo 2013 la compagnia Burambò porta a teatro i burattini per narrare la storia  di Secondo Pinocchio. In questa versione vengono raccontate le vicende più salienti tra le innumerevoli del romanzo originale, con una leggerezza e con trovate che solo la testa di un burattino potrebbe immaginare, dando vita ad un personaggio così credibile e ricco di sfumature da sembrare vivo.

SCUOLE SECONDARIE DI I E II GRADO

Per i ragazzi delle scuole medie e superiori TIG propone Il vecchio e il mare, vincitore del Premio Eolo Awards 2011, interpretato in lingua americana e in italiano. In scena tre personaggi, tre vissuti, tre diverse età della vita: al centro dello spettacolo il giovane Manolin, il ragazzo che deve crescere e diventare uomo; alle sue spalle, l’anziano Santiago che ostinatamente lotta con la fatica quotidiana della vita di mare e, infine, la figura dell’autore stesso, Hemingway, l’adulto nel pieno del suo vigore alle prese con l’invenzione della scrittura, una presenza forte e carismatica, sempre combattuta fra arte e vita.

A marzo TIG ospita Eroi in fumo, due bizzarri personaggi, due clown che non nascondono le loro fragilità e ci raccontano la loro storia, a tratti confusa, e anche molto comica. I due interpreti si avventureranno assieme nell’imitazione dei maggiori archetipi della letteratura epica e cavalleresca, nella convinzione che questa sia l’unica autentica strada da percorrere per raggiungere la felicità.

L’Odissea secondo Tonino Guerra è la nuova produzione Prospettiva T/teatrino del Rifo di e con Giorgio Monte e Manuele Buttus. Accompagnato dalla sequenza visiva delle magnifiche tavole ad acquarello disegnate dallo stesso Guerra, il teatrino del Rifo propone una lettura scenica che conserva intatta la poesia e la grande illuminante semplicità del poeta che un noto critico letterario ha definito “l’Omero della terra di Romagna”.

Per i ragazzi delle scuole superiori è in arrivo Felicità è… la nuova produzione CSS, testo e regia di Francesco Accomando che sarà in scena tra novembre e dicembre al Teatro S. Giorgio di Udine e nelle aule scolastiche della Bassa Friulana (vedi pag. 3).

PROPOSTE IN REPERTORIO

Tra gli spettacoli di successo tornano Trilogia della Comunicazione del teatrino del Rifo. Triade di spettacoli che indaga e chiarifica temi importanti e “sensibili” sempre assumendo un punto di vista che più si avvicini ai modi di sentire delle giovani generazioni: Soldatini pieni di piombo, Ballo e Bullo nel Paese degli Allocchi e No, non sono Stato io.

A marzo 2013 Francesco Accomando entra nelle aule scolastiche delle scuole superiori con Rosso Malpelo dalla novella di Giovanni Verga. Con I viaggi di Ulisse, dedicato agli alunni delle scuole medie, Francesco Accomando condurrà lo spettatore attraverso un interessante viaggio alla scoperta dell’evoluzione che ha subìto il personaggio di Ulisse attraverso i secoli, secondo l’interpretazione data dai diversi autori.

Fino al 19 ottobre 2012 è aperta la campagna di adesione per le scuole alle proposte TIG. Gli insegnanti che intendono partecipare con le loro classi alla Stagione 2012-2013 possono rivolgersi direttamente al CSS, ufficio organizzativo, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, tel. 0432.504765, info@cssudine.it, www.cssudine.it

DIDATTICA DELLA VISIONE IX EDIZIONE

Oltre al cartellone degli spettacoli, il programma per le scuole vedrà la prosecuzione e il rinnovamento dell’esperienza formativa, rivolta agli insegnanti, denominata “Didattica della visione”, che rappresenta un altro importante tassello per fare della visione di uno spettacolo l’epicentro di un’unità didattica. Il progetto formativo si svilupperà a Udine in collaborazione con l’ERT e nella Bassa Friulana Orientale e Destra Torre sempre con la consulenza scientifica di Giorgio Testa, psicologo dell’età evolutiva, formatore ed esperto dei rapporti Teatro-Educazione.

Lunedì 15 ottobre al Teatro Pasolini di Cervignano dalle ore 17 alle ore 19 e martedì 16 ottobre al Teatro S. Giorgio di Udine dalle ore 17 alle ore 19, agli insegnanti, verranno presentate in maniera ancora più dettagliata gli spettacoli e le proposte di approfondimento della nuova stagione TIG. In particolare quest’anno verrà organizzato un laboratorio per gli insegnanti della scuola dell’infanzia con Eleonora Ribis, un laboratorio di scrittura per gli insegnanti della scuola primaria con Chiara Carminati e un nuovo percorso Didattica della visione con l’intervento di esperti del settore.

LA COMUNICAZIONE TIG TEATRO PER LE NUOVE GENERAZIONI

Linee, colori, segni casuali si incontrano, dando vita a forme che suggeriscono trame inedite. Svelare questo mondo invisibile è stato l’obiettivo che ha guidato il concept dell’immagine di copertina della nuova stagione TIG Teatro per le nuove generazioni 2012-2013.

L’immagine è stata realizzata in due tempi: da un primo libero gioco di macchie, accostate o sovrapposte, ottenute con l’acquerello e le bolle di sapone, sono state individuate alcune sagome attraverso l’uso dei pastelli colorati; in seguito, la pittura digitale ha liberato altre forme da colorate nebulose. Così, racconti prima invisibili si sono intrecciati per formare l’abito di un fanciullo, che ricava un proprio gomitolo con cui tessere nuove avventure.

Il concept grafico e l’illustrazione della nuova campagna, create da Chiara e Michela Michela Giorgiutti,  l’impaginazione del nuovo libretto si devono alla collaborazione con il Centro Solidarietà Giovani “Giovanni Micesio” di Udine sviluppata nell’ambito del workshop ¡chespettacolo!

Chiara e Michela Giorgiutti

Due giovani sorelle che condividono la passione per l’arte. Chiara coniuga gli interessi informatici con quelli artistici approdando alla pittura digitale, Michela esplora il potere arcano delle forme e dei colori attraverso le tecniche pittoriche tradizionali.

IL NUOVO PORTALE TIG TEATRO PER LE NUOVE GENERAZIONI

Per potenziare e arricchire ulteriormente la ricca programmazione TIG, è stato creato un “portale” interamente dedicato alle nuove generazioni, realizzato da Totem. Un’area dedicata per approfondire e curiosare tra gli spettacoli, le produzioni, i laboratori e le attività realizzate per insegnanti, allievi e famiglie. Il portale TIG presenta una grafica rinnovata, un’area esclusiva dedicata agli insegnanti e nuove funzionalità per facilitare la ricerca degli spettacoli divisi per fascia d’età, zona di interesse e modalità di fruizione (teatro in classe o classi a teatro).

TIG IN FAMIGLIA – DOMENICA A TEATRO V EDIZIONE UDINE CITTÀ-TEATRO PER I BAMBINI III EDIZIONE

Con l’autunno tornano gli attesi appuntamenti dedicati a famiglie e spettatori di tutte le età per trascorrere assieme la domenica pomeriggio a teatro. Da tre anni TIG in famiglia – DOMENICA A TEATRO fa parte di Udine città-teatro per i bambini, il percorso teatrale realizzato in collaborazione tra CSS e Teatro Nuovo Giovanni da Udine, grazie all’impegno dell’ERT Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia.

Saranno cinque gli appuntamenti di TIG in famiglia in programma da novembre 2012 a marzo 2013. La rassegna si inaugura domenica 4 novembre alle ore 16, al Teatro Palamostre di Udine, con Circoparola – per voce, attrezzi e tendini, una produzione Pantakin Circo Teatro, in cui i numeri circensi non sono solo quelli degli attrezzi  e dei corpi ma anche quelli delle parole che escono dalla penna di Tiziano Scarpa. A seguire L’acqua e il mistero di Maripura sarà replicata per due domeniche consecutive: 18 e 25 novembre (doppia replica alle ore 15 e alle 17) al Teatro S. Giorgio di Udine.

Si prosegue con Il cubo magico in scena domenica 16 dicembre ore 16 al Palamostre, In mezzo al mare (domenica 17 febbraio ore 16 al Teatro Palamostre) e Secondo Pinocchio (domenica 17 marzo ore 15 e ore 17al Teatro S. Giorgio).

LA MEGLIO GIOVENTÙ XVI EDIZIONE

 

Nella Bassa Friulana Orientale e Destra Torre, in ambito extra scolastico, si rinnova, per la sedicesima edizione da novembre 2012 ad aprile 2013, La meglio gioventù, i laboratori teatrali aperti ai giovani delle fasce d’età 11-15 anni e 16-29 anni coordinati e diretti da Giorgio Monte e Manuel Buttus del teatrino del Rifo. I laboratori sono gratuiti e riservati ai ragazzi residenti nei Comuni aderenti al progetto nella Bassa Friulana. Un importante luogo di riferimento e aggregazione per adolescenti e ragazzi curiosi di conoscere il linguaggio teatrale, ma anche un’esperienza creativa, di crescita personale e di incontro fra coetanei.

(Carlo Liotti  per la redazione)




Il diritto alla fragilità dell’uomo planetario

Al “Giovanni da Udine”, giovedì 27, il ventesimo convegno “L’uomo planetario”, nel ricordo di padre Ernesto Balducci, ha regalato alla città di Udine le riflessioni di quattro grandi personaggi del nostro tempo.

Ospiti di don Pierluigi Di Piazza, testimoni di umanità come Hélène Yinda, teologa africana, Camerun; Roberto Scarpinato, procuratore generale di Caltanissetta;
Raul Vera, vescovo di Santillo, Messico; Pierluigi Onorato, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Balducci di Firenze.

Un convegno incentrato sul valore della memoria che, secondo don Di Piazza, rappresenta un patrimonio di speranza e di contraddizioni, una fondamentale coscienza viva di quella forza che ci spinge verso un futuro più umano. Quattro lunghe e intense dissertazioni sul rapporto tra fede e potere, Dio e uomo, “primi” e “ultimi”, “forti” e “deboli”.

L’analisi di questi temi così attuali parte dalla teologa africana Hélène Yinda, promotrice della candidatura delle donne africane al Nobel per la Pace, che contrappone l’autenticità del patto tra l’ordine di Dio e l’uomo alla “non autenticità” del peccato. L’uomo ha la libertà e la responsabilità nel farsi carico delle tensioni “autentiche” ma anche di quelle “non autentiche”, che lo allontanano da sé stesso sotto il plagio del libero arbitrio giustificando un sistema mondiale incentrato sull’imperialismo planetario dei possidenti, così divergente dal disegno di Dio.

Sulla stessa linea il pensiero di Raul Vera ,vescovo di Santillo in Messico, che racconta la difficilissima convivenza tra Fede e potere richiamando la necessità di aprirsi alle persone e chiudersi al potere, di fare spazio nel proprio cuore all’altro e non alla mera ambizione al prestigio individuale.

Sulla speranza come antidoto alla paura il discorso dell’ex magistrato Pierluigi Onorato. La politica dovrebbe essere l’organizzazione della speranza e la guida delle comunità verso un ethos cosmopolita vicino al “bisogno pratico della vita presente”, citando Benedetto Croce. A partire dalla riconoscimento dei diritti umani nel campo del diritto oggettivo nella seconda metà del Novecento, l’umanità sta cercando di responsabilizzarsi in una comunità di destino rappresentata, ad esempio, dall’embrionale esperienza dell’Unione europea.

A tirare le somme, la voce più attesa, la voce dello Stato e della Sicilia, il marmoreo pensiero di Roberto Scarpinato che si diffonde nel teatro con odore di una realtà ruvida d’angoscia. Un racconto sulla “non autenticità” contrapposta all’uomo “autentico” e fragile, di uno stile sporco di soprusi avverso alla resistenza della legalità e della giustizia. Una città, Palermo, sede di retorica commemorativa e fucina di formazione etica, dove la morte è protagonista e la politica scende a patti con gli assassini, dove i servitori dello Stato sono creatori di senso e memoria, quella memoria che è componente fondamentale dell’etica. Martiri soli, morti che camminano, che aspettano soltanto di essere assassinati, ormai abbandonati dallo Stato, dalla Chiesa, dal potere costituito rappresentato da potenti che hanno scelto il male togliendo ai cittadini tutti il diritto alla fragilità, il diritto all’essere uomini normali. L’etica e la scelta della legalità sono l’unica via per il riscatto di un collettivo frammentato dal potere e, come dice la scritta affissa alle porte di una cattedrale in Brasile: “Il mondo si divide tra oppressori e oppressi. Tu, cristiano, che stai per entrare, da che parte stai?”

Federico Gangi

federico.gangi@ildiscorso.it

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A Padova va in scena il Sugarpulp Festival

La città di Padova è stata protagonista in questo week end con un appuntamento letterario di primo piano, giunto quest’anno alla sua seconda edizione. Un festival giovane, ma acclamato e riconosciuto a livello internazionale. Stiamo parlando del “Sugarpulp Festival–Territori noir”, una tre giorni (28-30 settembre) che ha portato i maestri del noir a confrontarsi sulle tematiche suscitate da questo genere letterario. Autori di libri e scrittori di fumetti, uniti dal filo rosso della passione per il romanzo cosiddetto nero. Le presentazioni si sono tenute presso il Centro culturale San Gaetano di via Altinate. Dibattiti e presentazioni hanno visto la presenza di autori che stanno calcando la scena letteraria nazionale, tra cui Fulvio Ervas, autore di “Se ti abbraccio non aver paura”, Massimiliano Santarossa, che ha recentemente pubblicato “Viaggio nella notte”, Matteo Corona, che ha esordito nel 2011 con il psico-thriller “Nelle mani dell’uomo corvo”, Alberto De Poli, che nell’opera “Incubi a Nordest” propone il rifiuto di un’immagine del Veneto, fondata sul miraggio della ricchezza, sul mito dell’industria invasiva e del progresso che si fa unicamente sviluppo produttivo e mai umano. Ma Sugarpulp è anche molto altro: tavole rotonde sui temi caldi dell’editoria, sessioni con autori e disegnatori e workshop sull’arte della scrittura. Nel calendario degli eventi ha avuto un buon riscontro il workshop dal titolo “Write without fear”, tenuto dal romanziere inglese Tim Willocks, ospite in esclusiva di questa rassegna letteraria.

Il Sugarpulp Festival è espressione del movimento letterario fondato nel 2009 da due giovani menti padovane: Matteo Righetto, docente di lettere e scrittore, direttore del progetto di lettura e scrittura creativa “Scuola Twain”, e Matteo Strukul, scrittore, collaboratore di riviste (Buscadero, Jam, Classix) e quotidiani (Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso), nonché responsabile dell’ufficio stampa di Meridiano Zero e dottore di ricerca in Diritto Europeo dei Contratti. Il movimento letterario, trasformatosi nel 2010 in associazione culturale, ha come obiettivo quello di raccontare il territorio del Nord Est, in particolare del Veneto, con i toni del noir, del thriller e del pulp. Nel 2011 dà vita al primo festival, un evento che assume fin da subito un’impronta internazionale e che viene accolto positivamente da pubblico e critica. Con una matrice inizialmente orientata a Nord Est, il movimento ha fatto successivamente proprio il concetto di “territorio”, producendo una letteratura che unisce il noir e il pulp alla nozione di territorio, in cui il paesaggio diviene vero e proprio elemento fondante dell’impianto narrativo, ingrediente essenziale nella mistura compositiva con cui lo scrittore è costretto a fare i conti. Coma ha sottolineato Righetto, Sugarpulp si propone l’obiettivo di promuovere la narrazione pulp e noir ispirata ai modelli dei grandi scrittori americani (Lansdale, McCarthy, Gischler, Lee Burke, Crews, Leonard), calati però nella realtà del Triveneto. Alla base di questa operazione vi à la convinzione, condivisa dai membri del movimento, che le due realtà, seppur molto distanti fisicamente, presentino molti elementi comuni tra i quali il pregiudizio razziale, la grettezza dei tipi umani, l’ignoranza, la schiettezza e la cultura contadina che suggeriscono e ispirano storie geneticamente molto simili.

Sugarpulp non è una rassegna culturale nel senso tradizionale del termine. È un festival che ha iscritta nel suo Dna la capacità di coinvolgere direttamente il pubblico, all’insegna di quella cultura partecipata che dovrà diventare parola d’ordine nell’azione di chi si propone di organizzare e diffondere la cultura attraverso eventi e manifestazioni.

Vito Digiorgio




“Il colpo di stato”, si presenta a Udine il libro di Cecchini e Liani

Fresca di stampa, una riflessione sul golpe come tecnica di lotta politica:

dal ruolo dell’informazione ai riflessi nel diritto internazionale

Il punto di partenza è la congiura di Catilina, quello di arrivo le recenti Primavere arabe. L’obiettivo, dimostrare come la tecnica mediatica utilizzata sia sempre la stessa. Questo è soltanto uno degli interessanti aspetti analizzati nel volume “Il colpo di stato”, scritto dal professore di diritto associato Gian Luigi Cecchini e dal giornalista Rai Giuseppe Liani e pubblicato dalla Amon edizioni di Padova, che sarà presentato, – fresco di stampa – per la prima volta a Udine, alla presenza del sindaco Furio Honsell, martedì 1° ottobre alle 18 nella sala Ajace di palazzo D’Aronco, in piazza Libertà.

Il volume di è diviso in due parti: la prima dedicata al ruolo dell’informazione e della comunicazione nella preparazione di un golpe; la seconda è riservata agli aspetti giusinternazionalistici del colpo di stato. Dalla congiura di Catilina al golpe cileno del 1973, per passare poi all’analisi delle varie Rivoluzioni colorate e delle recenti Primavere arabe: l’ambizione è quella di sottolineare gli aspetti comuni di eventi che, a ben guardare, poco hanno di popolare e spontaneo. Si tratta, per gli autori, di colpi di stato mascherati. In questo caso risulta evidente l’opera di disinformazione e la conseguente manipolazione dell’opinione pubblica. Infine, si analizza il ruolo della agenzie di rating che, con i loro giudizi – per gli autori vere e proprie azioni eversive –, condizionano pesantemente la vita di milioni di persone.

La seconda parte del libro è dedicata ai riflessi del colpo stato, specie nel diritto internazionale, settore in cui il tema vede annodarsi questioni strategiche, scelte politiche e i diritti umani. Insomma, il colpo di stato si può condividere, ma i limiti entro cui deve muoversi l’azione suggeriscono cautela e circospezione: la cosa deve essere attentamente studiata, preparata nella consapevolezza delle conseguenze cui si potrebbe incorrere e questo rende, ancora più necessario che in altri casi, soppesare attentamente i pro e i contro. D’altronde, il giudizio sulla serietà e bontà dell’azione è sempre ex post e nel “dopo”, opportunamente, costruito e spurgato dei “se” e dei “ma”, può diventare lecito ciò che all’apparenza o, ab origine, poteva sembrare non essere tale.

Gli autori vogliono mettere in evidenza come il colpo di stato sia una tecnica, non sempre cruenta, della lotta politica che merita d’essere analizzata evitando pregiudizi o considerazioni di circostanza. Il punto di partenza deve essere sempre quello di individuare la vera posta in gioco: gli interessi concreti, materiali che i golpisti intendono difendere e tutelare a scapito della collettività. Insomma, il colpo di stato non è un incidente di percorso, ma risponde a precise logiche di potere e il ferreo controllo dei mezzi di comunicazione è la prima condizione per il successo di questa tecnica di lotta politica.

GLI AUTORI

Giuseppe Liani è giornalista della sede RAI del Friuli-Venezia Giulia, redazione di Udine. Laureato in Filosofia e Scienze politiche all’Università di Trieste, vi ha tenuto – come cultore della materia – seminari sulla formazione dello Stato moderno nell’ambito dell’insegnamento di Filosofia del diritto e, come professore a contratto, corsi sulla Tecnica e teoria delle comunicazioni di massa. Ha organizzato ed è stato relatore in conferenze sul rapporto tra guerra ed informazione.

Gian Luigi Cecchini è professore associato di diritto internazionale e dell’Unione europea nell’Università degli Studi di Trieste e nella Scuola Superiore di Mediazione Linguistica (CIELS-Padova). Ha partecipato a gruppi di ricerca internazionali (REDUPRE, Europeaid), è stato relatore a Conferenze nazionali e internazionali (Novi Sad, Banja Luka), ha svolto attività internazionale di docenza presso ECPD-Università della pace ONU (Kosovo). È autore di vari articoli, saggi – alcuni dei quali dedicati al tema della tolleranza, della natura del diritto internazionale, del terrorismo – e di monografie, tra le quali si segnalano, per rimanere al tema in oggetto, Pace e guerra nel diritto delle relazioni internazionali, Angeli, Milano, 2000.