TRIESTE: I migliori amici” inaugura al Bobbio la 22esima edizione di TI RACCONTO UNA FIABA.

Lo spettacolo di animazione “I migliori amici” inaugura al Bobbio
la 22esima edizione di TI RACCONTO UNA FIABA.

Parte con una produzione del Gradsko Kazaliste Zorin Dom di Karlovac la XXIIa edizione di TI RACCONTO UNA FIABA, la rassegna di spettacoli per le famiglie che la Contrada organizza da oltre vent’anni nelle mattinate festive invernali.
Il primo appuntamento che inaugura la rassegna domenica 4 novembre è “I migliori amici”, spettacolo di animazione non verbale interpretato da Giulio Settimo, recente acquisto della squadra di attori del Settore per l’Infanzia e la Gioventù della Contrada.
Strutturato secondo la tecnica del Teatro di figura, “I migliori amici” nasce dalla vera storia dell’amicizia fra l’italiano Giulio Settimo e il croato Pe
đa Gvozdić, che pur non conoscendo l’uno la lingua dell’altro sono diventati grandi amici durante gli studi all’Accademia d’arte drammatica e teatro di figura di Osijek.
Comunicando inizialmente solo con mani e piedi, Giulio e Pe
đa hanno creato un proprio linguaggio, assolutamente incomprensibile per chi stava loro attorno, assolutamente chiaro per loro due. Capirono così che la comunicazione va al di là delle parole e della lingua, è già nel gesto, nei suoni, nei simboli, e quella fu la loro prima – e più importante – lezione di “teatro di figura”.
Lo spettacolo parla quindi del valore dell’amicizia, che non conosce confini, differenze, lingua: “I migliori amici” è una storia non verbale, arricchita dalla musica di Tin Tonkovi
ć. Si ritorna quindi all’infanzia, rivivendo mondi a noi vicini per trasmetterli ai più piccoli, trasformando alcuni oggetti apparentemente comuni, grazie alla forza dell’immaginazione. Giulio e Peđa danno vita ai palloncini, danno loro forma e carattere e giocano proprio come giocano i bambini. Lo spettacolo è dedicato al pubblico più giovane, ma i due autori e registi dello spettacolo si dicono certi che saprà catturare l’attenzione anche dei grandi.
“I migliori amici” sarà in scena al Teatro Bobbio domenica 4 novembre alle ore 11.00. Il biglietto unico è di 7 euro; “Card Teatro Bobbio” per 5 ingressi a 25 euro; “Card Teatro Bobbio” per 8 ingressi a 36 euro. Gli ingressi delle due Card sono non nominali e usufruibili per tutti i titoli di TI RACCONTO UNA FIABA.
Informazioni: 040.390613; teatroragazzi@contrada.it; www.contradateatroragazzi.it.




Il genetista Rodolfo Costa spiega gli orologi della vita

Si è conclusa ieri, giovedì 18 ottobre, la V edizione del ciclo di incontri “Questioni di evoluzione”, promosso dall’IRSE Istituto Regionale di Studi Europei al centro culturale Casa Zanussi di Pordenone. Gli incontri sono stati dedicati al tema dell’evoluzione, declinato sotto varie prospettive. Protagonisti, infatti, sono stati il filosofo della scienza Telmo Pievani, il neuroscienziato Giorgio Vallortigara e il genetista Rodolfo Costa.

Dopo gli incontri del 4 e 11 ottobre, si è tenuta ieri la conferenza dal titolo “Gli orologi della vita: come funzionano e cosa succede quando li maltrattiamo”. La lezione, che ha attirato un pubblico numeroso e curioso, è stata condotta da Rodolfo Costa, Professore di Genetica presso l’Università di Padova e autore di oltre un centinaio di lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali. A presentare l’incontro è stata chiamata Chiara Sartori, studiosa di scienze biologiche e convinta assertrice della necessità di divulgare la conoscenza scientifica quale bagaglio indispensabile alla formazione del futuro cittadino europeo.

La vita sulla Terra si è evoluta in un ambiente caratterizzato da imponenti variazioni climatiche e ambientali, alcune delle quali di natura ciclica come l’alternarsi delle stagioni e del dì e della notte. L’evoluzione degli organismi si è attuata in un contesto che ha selezionato specifici adattamenti alle oscillazioni di parametri ambientali. Questi adattamenti sono in gran parte regolati da orologi biologici endogeni, che dettano il tempo agli organismi indipendentemente dalle variazioni dell’ambiente esterno. Il ciclo più importante è il cosiddetto ritmo circadiano (=dal latino circa diem: all’incirca un giorno), che riguarda l’alternarsi veglia-sonno, il ritmo di secrezione del cortisolo e di varie altre sostanze biologiche, il ritmo di variazione della temperatura corporea e di altri parametri legati al sistema circolatorio. L’orologio endogeno permette all’organismo di sincronizzarsi con il ciclo naturale del giorno e della notte mediante stimoli naturali come la luce solare e la temperatura ambientale (in gergo si chiamano zeitgeber, cioè fattori esogeni).

Il professor Costa ha suddiviso la sua lezione in tre momenti, cercando di rispondere agli interrogativi: dove si trovano questi orologi? Qual è il meccanismo di funzionamento di questi orologi? Cosa succede se il meccanismo si inceppa o se l’ingranaggio non funziona bene? Gli studiosi che si sono occupati di questa materia hanno condotto le loro indagini sulla Drosophila melanogaster, conosciuta più comunemente come moscerino, arrivando alla conclusione che ci sono moltissime somiglianze con il funzionamento di meccanismi dell’organismo umano. Per spiegare concetti apparentemente semplici, ma in realtà frutto di ricerche piuttosto complesse e specialistiche, il genetista si è avvalso di metafore e immagini fondate sull’esperienza quotidiana. Il master clock, l’orologio endogeno principale, che ha sede nel nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo, può essere assimilato all’orologio del campanile del paese, quello che regola i singoli orologi, ovvero gli orologi endogeni periferici, situati nel sistema circolatorio, a livello di fegato, di polmoni, di reni, ecc. La caratteristica principale di questi orologi è che sono a ”temperatura compensati”, ossia il ”periodo” del ritmo non cambia anche quando gli organismi sono mantenuti a temperature relativamente molto differenti. Il funzionamento di questi orologi è piuttosto complicato: il nucleo soprachiasmatico è composto da oscillatori circadiani multipli (cellule-clock) che si attivano secondo un meccanismo di feedback.

L’abilità di sincronizzarsi con i cambiamenti giornalieri della temperatura e della luce è alla base del corretto funzionamento dell’orologio circadiano. Ma se questo ingranaggio di dovesse inceppare? Il problema nasce, spiega Rodolfo Costa, quando si tenta di andare contro l’orologio endogeno, di forzare il ritmo circadiano. La vita moderna ha sicuramente modificato le nostre abitudini e i nostri stili di vita. L’immagine del contadino che si alza all’alba e rincasa al tramonto del sole dopo una giornata di lavoro nei campi rappresenta quanto di più lontano dal nostro immaginario. I lavoratori, sempre più costretti a frenetiche turnazioni, mettono a dura prova il meccanismo dell’orologio endogeno. Stili di vita impostati sul lavoro notturno e sul riposo diurno o, come più frequentemente accade, sul riposo prolungato nei giorni del fine settimana e su coricamenti a orari sempre più tardi della notte nel corso della settimana possono provocare degli scompensi a lungo andare. I soggetti predisposti possono sviluppare malattie a livello cardiovascolare, problemi metabolici come l’obesità e il diabete e addirittura mutazioni genetiche come l’avanzamento della fase del sonno. Altro problema è quello del jet lag, il disturbo che si verifica quando si attraversano vari fusi orari. Uno studio sulle hostess ha dimostrato come cambiare spesso fuso orario possa provocare seri problemi a livello fisiologico, la causa dei quali, tuttavia, non è stata ancora studiata a fondo. I rimedi ci sono, ovviamente. A partire da quelli “non naturali”, come l’utilizzo di luci artificiali. Soluzione necessaria, ad esempio, in ospedali e case di cura con pazienti che vengono esposti a dosi luminose con diversa intensità a seconda dei momenti della giornata. Ma nulla può sostituire i rimedi naturali. Esporsi alla luce dell’alba o del tramonto, per noi che siamo abituati a vivere gran parte del tempo in ambienti a luce artificiale, camminare all’aria aperta, dormire durante la notte, adottare abitudini costanti nell’arco delle giornate: sono tutte azioni che possono aiutare a sincronizzare il nostro organismo con i cicli naturali.

Per gli amanti della scienza è in corso fino a domenica 21 ottobre la XVI edizione di “Scienzartambiente – per un mondo di pace”, rassegna promossa dal Comune di Pordenone e dal Science Centre Immaginario Scientifico con la collaborazione di istituti, aziende ed enti del territorio, ideata con lo scopo di promuovere la divulgazione scientifica a tutti i livelli.

 

Vito di  Giorgio




TRIESTE :30 e 31 ottobre 2012 Politeama Rossetti, GRAN GALA’ “IL CIGNO NERO”

Coreografie di Michel Fokine, Rudolf Nureyev, Marius Petipa, Ben Stevenson
Produzione: Vittoria Cappelli e Daniele Cipriani Interpreti: i principals dell’American Ballet Theatre Irina Dvorovenko e Maxim Beloserkovsky

È impossibile per chi ama la danza non subire il fascino del Lago dei Cigni: di certo uno dei balletti più amati del repertorio classico, universalmente noto, infinitamente citato, ambìto traguardo per ogni danzatore di talento, oggetto di infinite riletture coreografiche (per menzionare solo quelle eseguite sul palcoscenico del Politeama Rossetti, ricordiamo la splendida versione di Swan Lake firmata da Matthew Bourne, con i cigni interpretati da ballerini uomini, e la sorprendente edizione “on ice” che sarà in scena a febbraio 2013). Le ragioni del successo di questo titolo sono sicuramente da ricercare nel romanticismo della favola su cui s’impernia, nell’assoluta perfezione delle musiche di Ciajkovskij, nell’incanto delle celebri coreografie disegnate da Marius Petipa, con cui si sono misurate e continuano a confrontarsi étoile di tutto il mondo… Non è da sottovalutare però un altro motivo di forte suggestione, quello cioè legato alla “parte oscura” presente nel balletto, tangibile nella contrapposizione fra il sublime Cigno Bianco e il misterioso Cigno Nero, fra la purezza di Odette e la carica passionale di Odìle. Un confronto la cui malìa non tramonta, come dimostra anche l’interesse suscitato dal recente film di Darren Aronofsky intitolato Il cigno nero, premiato al botteghino da incassi record e sul piano artistico da molti premi, fra cui l’Oscar.  Proprio alla figura del Cigno Nero ed ai momenti più belli e poetici di questo intramontabile balletto, è dedicato il primo appuntamento del cartellone Danza: il Gran galà Il Cigno Nero, reso preziosissimo e imperdibile dalla scelta dei protagonisti, i primi ballerini dell’American Ballet Theatre Irina Dvorenko e Maxim Beloserkovsky.
Il solo nome dell’American Ballet Theatre è garanzia di raffinatezza e di professionalità impeccabile: fondata a New York nel 1937, la compagnia è da sempre fra le principali del Novecento e le sue star sono di assoluto livello. Un’utopia per qualsiasi danzatore entrare in questa compagine e ancor più diventarne “primo ballerino” (nel 2010 appaludimmo la perizia dell’ensemble dei giovani dell’American Ballet Theatre II, ospiti allo Stabile per due memorabili repliche). Irina Dvorenko e Maxim Beloserkovsky, ci conquisteranno con prorompente dinamicità e virtuosismi, eseguendo coreografie come il pas de deux del Cigno Bianco, il pas de deux del Cigno Nero, alcuni assoli come quello acrobatico del Giullare e la Danza Spagnola. In programma anche momenti dedicati a coreografi moderni, come Ben Stivenson e – sempre in riferimento alla figura del cigno – il bellissimo La morte del Cigno che Mikhail Fokine concepì per Anna Pavlova nel 1901 sulle note di Sant-Saëns.




IMPERIA: “Edmondo De Amicis, Scrittore d’Italia”

La Sala Convegni della Biblioteca Civica “Leonardo Lagorio” in Piazza De Amicis a Imperia, ospiterà martedì 23 ottobre p.v. alle ore 17.30, la presentazione  del volume “Edmondo De Amicis, Scrittore d’Italia”, riguardante la pubblicazione degli “Atti del Convegno Nazionale di Studi” svoltosi il 18 e 19 aprile 2008, nell’anno dedicato alle celebrazioni  per il primo centenario della morte del grande scrittore e pedagogo imperiese. L’evento, proposto dal Settore Beni e Attività Culturali del Comune di Imperia, sarà introdotto dal professor Franco Contorbia, Ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Genova e studioso della letteratura italiana dell’Ottocento e del Novecento. Gli Atti relativi al Convegno nazionale del 2008 sono stati raccolti in un volume di 258 pagine curato dai Proff. Andrea Aveto e Franco Contorbia e dalla Prof.ssa Francesca Daneri. L’opera comprende i testi delle quindici relazioni esposte nel corso delle giornate di studio a cui si aggiungono due contributi, “Edmondo De Amicis e Giovanni Faldella” e “Tra le carte di Achille Giovanni Cagna”: le lettere inedite di Edmondo De Amicis” firmati rispettivamente da Gian Luigi Bruzzone e Monica Schettino. Nel volume anche le lettere inedite di Edmondo De Amicis, che si è ritenuto opportuno proporre a integrazione del programma originario dei lavori (che comprendeva anche una sedicesima relazione affidata a Luciano Tamburini, forzatamente assente nella circostanza per gravi ragioni di salute e poi dolorosamente scomparso il 16 ottobre 2010). Il volume contiene, inoltre, l’appendice iconografica con le immagini più significative delle varie iniziative che sono state organizzate nel corso dell’anno 2008 a testimoniare l’impegno profuso per ricordare il grande scrittore.  Un’opera che avvicina alla realtà Deamicisiana consentendo di comprenderne appieno i temi etici, civili e sociali affrontati dallo scrittore e ancora oggi validi.  Valori come solidarietà, altruismo, “ragione” del sentimento, amor di patria, morale del sacrificio, istruzione come strumento di promozione collettiva, permettono una lettura anche pedagogica della sua produzione letteraria, della quale è certamente necessario verificare i limiti, ma anche gli elementi di novità e di rilievo nel contesto storico di appartenenza.  A più di trent’anni dalla prima raccolta degli atti relativa alla sessione di lavori e di studio condotta ad Imperia nel 1981 (30 aprile-3 maggio),  il volume, realizzato con il contributo dell’Amministrazione Provinciale, rappresenta una testimonianza dell’interesse e del fervore di iniziative acceso in tutta Italia, da parte di studiosi e cultori, nei confronti dell’opera di Edmondo De Amicis, individuando con la ricca messe di materiali e documenti proposti precise linee di ricerca e indirizzo scientifico. la divulgazione delle materie trattate nel Convegno Nazionale del 2008 costituisce un importante documento della biografia e dell’opera di Edmondo De Amicis, in grado di mettere in luce aspetti inediti della sua attività letteraria rendendone possibile una rilettura critica complessiva.

Una pubblicazione che vede la luce con un certo ritardo anche per il non semplice lavoro di raccolta dei vari testi rivisti dai vari relatori.

Carlo Liotti per la redazione




Di pensier in pensier, di monte in monte. Il paesaggio nella letteratura e nell’arte.

Il paesaggio è il tema della ottava edizione del convegno di studi che si svolgerà sabato 20 ottobre, alle ore 8.45, in Sala Filarmonica a Camposampiero (Pd).

Organizzato dalla Città di Camposampiero, con la partecipazione degli Istituti Superiori “I. Newton” e “S. Pertini” di Camposampiero, dell’Associazione culturale “Viadelcampo” di San Giorgio delle Pertiche, della rete Biblioape e patrocinato dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Padova e dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Padova, il convegno volge ora lo sguardo al tema del paesaggio nelle produzioni poetiche e nell’arte figurativa. Per la prima volta il convegno di studi dell’ottobre camposampierese, che quest’anno è giunto all’ottava edizione, è stato inserito nel programma di RetEventi 2012, importante iniziativa dedicata quest’anno ai Paesaggi culturali e che coinvolge comuni e associazioni del territorio provinciale in un fitto cartellone di oltre 700 appuntamenti Nel corso della mattinata sono previsti gli interventi di Claudio Griggio (Università degli studi di Udine), Carlo Toniato (Ufficio Cultura Città di Camposampiero) e del critico d’arte e videoartista Barbara Codogno. Le relazioni, cui saranno accompagnate le letture dell’attore Angelo Zampieri, saranno dedicate da un lato alla lettura del paesaggio nei poeti di età umanistica e nell’opera di Andrea Zanzotto,  dall’altro alla riscoperta dei tesori nascosti nel territorio del camposampierese; a seguire sarà proposto un approfondimento sul corpo del paesaggio nell’arte figurativa. Al termine della mattinata saranno presentati i lavori degli studenti delle scuole superiori che partecipano all’evento.

Programma :

Ore 9.00 Saluto delle autorità  Claudio Griggio (Università degli Studi di Udine), “Paesaggio, ricerca dell’armonia, scrittura in età umanistica e  in Andrea Zanzotto”

Carlo Toniato (Ufficio Cultura Città di Camposampiero), La bellezza ritrovata: viaggio tra i tesori nascosti del Camposampierese”

 Moderatore: Marcello Bernacchia (I.I.S. “I. Newton” – Camposampiero)

Ore 10.40 Break  Barbara Codogno (video artista e critico d’arte), “Il corpo del paesaggio”

 Moderatrice Sandra Milan (I.I.S. “I. Newton”  – Camposampiero)

Ore 12.00  Dibattito e conclusione dei lavori Letture di Angelo Zampieri

Vito di Giorgio per la redazione




ArtePadova 2012, un’occasione imperdibile per tutte le scuole!

Da sempre ArtePadova si è imposta sul territorio non soltanto per essere la mostra mercato più importante del nord est ma anche come punto di riferimento culturale di alto livello per tutto il territorio. Essere punto di riferimento culturale per Nicola Rossi, padre e direttore artistico di ArtePadova, significa creare reali occasioni di crescita e di scambio. E chi più degli studenti delle scuole medie superiori possono trarre massimo giovamento da un’esposizione fieristica che vede al suo interno- riuniti in un’unica sensazionale mostra!gli autori internazionali più famosi, quelli che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea? In nessun museo gli studenti potrebbero trovare dipanati in un unico contenitore i più significativi nomi della storia dell’arte: autentici capolavori dell’arte: i grandi maestri del Novecento e gli artisti più quotati nell’odierno mercato dell’arte, tra i quali ricordiamo: Accardi, Afro, Arman, Baj, Balla, Boetti, Burri, Carrà, Christo, Clemente, De Chirico, De Pisis, Dorazio, Fontana, Guttuso, Haring, Hartung, Klee, Magritte, Mathieu, Matta, Morandi, Picasso, Pistoletto, Rosai, Rotella, Santomaso, Sassu, Schifano, Sironi, Soffici, Soldati, Tamburi, Vasarely, Vedova, Warhol, fino ad arrivare alle originali proposte degli artisti emergenti. Esposte ad ArtePadova le più rappresentative e celebri correnti artistiche del Novecento: dall’Espressionismo al Surrealismo, dal Futurismo al Dadaismo, dal Cubismo all’Astrattismo, senza dimenticare l’Informale, lo Spazialismo, l’Arte Concettuale, il Nouveau Réalisme, la Pop Art, l’Arte Povera, il Graffitismo e la Transavanguardia. Quello che ArtePadova mette a disposizione degli studenti è l’entrata gratuita per tutti quelle classi che, accompagnate da un loro professore di riferimento, vorranno organizzare una visita guidata nei padiglioni fieristici durante il periodo espositivo. Un’occasione imperdibile non solo per gli studenti ma anche per i docenti che potranno quindi applicare sul campo vastissimo offerto dal parterre di ArtePadova, grazie ai maestri presenti in mostra, la didattica di solito relegata allo studio sui libri o a qualche sporadica uscita culturale. Tutti questi autori, questi capolavori, tutti in una volta, tutti ad ArtePadova e con accesso gratuito!  Una puntatina a CATS, la sezione dedicata ai giovanti, futuri talenti dell’arte contemporanea, non mancherà di offrire una riflessione pratica agli studenti, accendendo magari una piccola fiammella creativa che, forse in futuro, brillerà di luce e di talento.

Per info e prenotazioni le scuole devono rivolgersi a:

Segreteria organizzativa:  Nef Srl via A. Costa, 19 – 35124 Padova Tel + 39 049 8800305; fax + 39 049 8800944

 

Vito di Giorgio per la redazione

 




A S. PIETROBURGO FIRMA ACCORDO TRA MUSEO ERMITAGE E FOND. VILLA RUSSIZ

Un importante quanto unico accordo per il riconoscimento del vino come soggetto culturale, da studiare, conoscere e promuovere nei suoi innumerevoli profili e rimandi alla storia, all’arte, al paesaggio verrà firmato nei prossimi giorni a San Pietroburgo tra la Fondazione Villa Russiz, produttore vitivinicolo del Goriziano al vertici dell’eccellenza italiana e il Museo Statale Ermitage, grazie alla collaborazione offerta dell’assessorato regionale alla Cultura.  L’atto, che verrà siglato alla presenza dell’Assessore Elio De Anna, dal Direttore generale del Museo Ermitage, Mikhail Piotrovsky e dal Presidente della Fondazione Villa Russiz, Silvano Stefanutti, si propone di ideare e sviluppare una serie di progetti di studio e di ricerca, e di creare eventi, pubblicazioni o esposizioni sulla base di un programma di collaborazione scientifico-culturale che i due protagonisti s’impegnano a individuare insieme partendo dal tema del vino e della sua storia millenaria. Inoltre il prodotto della cantina goriziana sarà utilizzato come vin d’honneur del prestigioso museo in occasione di particolari ricorrenze. Ma in quell’ambito verrà dato spazio anche all’gastronomia del territorio regionale: infatti uno dei momenti della cerimonia sarà dedicato alla presentazione dei piatti tipici del Friuli Venezia Giulia. Ma sarà anche l’occasione per promuovere il territorio regionale, facendo conoscere al pubblico russo le eccellenze locali. Inoltre, a dimostrazione del vincolo esistente tra la Russia e la nostra Regione, è previsto anche un concerto dell’Associazione musicale cividalese “Sergio Gaggia” che proporrà alcuni brandi della pianista Ella Adaïewsky, nata a San Pietroburgo nel 1846 e che frequentò assiduamente il Friuli. L’Ermitage, che con la Fondazione presente in Italia sta siglando una serie di accordi nel nostro Paese per la valorizzazione dei beni storico artistici e per lo studio delle relazioni con la Russia, ha deciso di affrontare anche il tema del vino nella sua valenza culturale e storico-artistica.

La tenuta Russiz nell'area di Capriva (GO)

La scelta è avvenuta rapportandosi ad una delle Regioni e dei territori – il Friuli Venezia Giulia – tra più significativi nel panorama enologico italiano e ad una realtà fortemente connotata da una proprietà pubblica e da uno scopo morale.  La Fondazione Villa Russiz, con sede a Capriva del Friuli (Go), è infatti un ente senza scopo di lucro con un Consiglio di Amministrazione di nomina regionale e di altre istituzioni in rappresentanza del territorio. Oltre a gestire i 95 ettari che compongono l’azienda agricola, di cui 40 ettari destinati a vigneto Doc Collio, la Fondazione è anche un Centro Educativo che offre diverse tipologie di servizi per la tutela dell’infanzia e lo sviluppo della dimensione socio-relazionale dei bambini. I proventi dell’attività vitivinicola sono destinati alla gestione della Casa Famiglia che accoglie minori dai 3 ai 14 anni con gravi situazioni di problematicità familiare.




Presentata la Stagione 2012/2013 degli Amici della Contrada.

Mercoledì 17 ottobre, alle ore 11.30, presso la Sala Giorgio Polacco in via Limitanea 8, è stato presentato il nuovo cartellone dell’Associazione Amici della Contrada per la Stagione 2012/2013. Sono intervenuti Maria Grazia Plos, presidente dell’Associazione, Paolo Quazzolo, direttore organizzativo, e Livia Amabilino, presidente della Contrada – Teatro Stabile di Trieste. Fondata nel 1998, l’Associazione culturale Amici della Contrada ha raccolto, in anni di intensa attività, un numero crescente di consensi sia da parte del pubblico – che è progressivamente cresciuto – sia da parte delle istituzioni, che hanno reputato le iniziative del sodalizio degne di attenzione. Sorti con l’intendimento di diffondere la cultura teatrale e di sostenere l’immagine della Contrada – Teatro Stabile di Trieste, gli Amici propongono da sempre svariate attività, dagli incontri con gli attori alle mostre, dalle presentazioni di spettacoli alle serate multimediali, dalla produzione di pubblicazioni sullo spettacolo, sino alle serate di “Teatro a Leggìo”, che costituiscono l’attività che ha reso celebre l’associazione. L’iniziativa, infatti, si è vivacemente imposta all’attenzione del pubblico cittadino – e non solo – divenendo così uno degli appuntamenti irrinunciabili tra le manifestazioni culturali offerte a Trieste. In un momento particolarmente difficile per le istituzioni culturali, l’associazione ha continuato a mantenere intatte la qualità e la varietà dell’offerta, meritandosi così, la passata stagione, un aumento dei soci. Il cartellone del “Teatro a Leggìo” 2012/2013, che si terrà nella consueta sede del Teatro Orazio Bobbio, arricchirà ulteriormente la propria offerta, proponendo agli abbonati un appuntamento in più rispetto la passata stagione. Quest’anno infatti sono previste otto serate che, come di consueto, spaziano dai classici ai testi di autore contemporaneo, dalla drammaturgia italiana a quella europea e nord-americana. Il “Teatro a Leggìo”, che si realizza grazie al contributo della FondazioneCRT e con il patrocinio della Provincia e del Comune di Trieste, prenderà avvio lunedì 22 ottobre, alle ore 17.30, con un testo divertente: Due gatte randagie di Aldo Nicolaj. Il testo viene proposto sull’onda del grande successo ottenuto lo scorso anno da un’altra commedia dell’autore piemontese. La regia di questo testo a due voci è affidata ad Elke Burul, che ormai vanta una lunga e consolidata consuetudine con il “Teatro a Leggìo”. Il secondo appuntamento è previsto per il 26 novembre e porterà sul palcoscenico del “Leggìo” un autore sinora mai affrontato, Harold Pinter, di cui sarà proposto Un leggero malessere. A dirigerlo Mario Mirasola, che porterà al “Leggìo” tutta la sua esperienza quale regista Rai. Dopo la pausa natalizia, gli appuntamenti riprenderanno il 21 gennaio con il testo dell’autore contemporaneo Juan Carlos Rubio 100 mq, per cui è prevista la partecipazione di Ariella Reggio. La regia è affidata a un nome nuovo per il “Leggìo”, ma di sicura esperienza: Marco Casazza. Il 18 febbraio sarà la volta di una prova d’attore, Caro bugiardo di Jerome Kilty, per la regia di Maurizio Zacchigna. Sulla scena Maria Grazia Plos e lo stesso Zacchigna. Francesco Macedonio sarà chiamato a dirigere, il 25 marzo, Emigranti di Slawomir Mrozek, testo messo in scena dalla Contrada oltre vent’anni fa, che porta sulla scena il difficile rapporto tra un intellettuale e un contadino emigrati a Parigi. L’ultima parte della stagione vedrà una serie di appuntamenti che si susseguiranno tra di loro a ritmo serrato. Il 15 aprile Sabrina Morena dirigerà Ariella Reggio in Tre donne alte di Edward Albee, drammatico testo dell’autore nord americano che affronta il tema della vecchiaia. Il 22 aprile tornerà gradito ospite degli Amici della Contrada Paolo Puppa, nella doppia veste di autore e attore, con Cronache venete, antiche storie mitiche rivissute nel disagio e nella solitudine, entro il Nord Est di oggi. La stagione si concluderà infine lunedì 29 aprile con un grande classico, L’ispettore generale di Nikolaj Vasil’evic Gogol’ per la regia di Elke Burul, interpretato dagli allievi diplomandi dell’Accademia Teatrale “Città di Trieste”. Come sempre a interpretare i testi a leggìo sarà chiamato un gruppo di attori che ormai ha maturato vasta esperienza in questa particolare e raffinata forma di teatro: Ariella Reggio, Maria Grazia Plos, Adriano Giraldi, Maurizio Zacchigna, Elke Burul, Daniela Gattorno, Marzia Postogna, Lorenzo Zuffi, Paola Saitta, e molti altri ancora. Accanto al cartellone di “Teatro a Leggìo”, l’Associazione proporrà una serie di altri appuntamenti culturali, al momento in fase di progettazione. Le sottoscrizioni all’Associazione possono essere rinnovate fino alla fine di ottobre presso il Teatro Orazio Bobbio al lunedì dalle 9.30 alle 12.30 e il giovedì dalle 15.30 alle 18.30; da novembre le sottoscrizioni possono essere effettuate il giorno stesso di ogni iniziativa organizzata dall’associazione (fino a mezz’ora prima dell’inizio). La quota associativa ordinaria è di 18 euro, 15 per gli abbonati alla Contrada e 10 per chi presenta un nuovo socio.

Informazioni: 040.390613; info@amicicontrada.it; www.amicicontrada.it.




TRIESTE: DECORO ZONA PIAZZA LIBERTA’: SOPRALLUOGO DEL SINDACO

Ristabilire il miglior decoro possibile per la zona di piazza Libertà. Con quest’obiettivo il Comune di Trieste riconvocherà una nuova riunione nei prossimi giorni una riunione  coordinata e aperta a tutti i soggetti interessati (tra gli altri Ferrovie, Centostazioni, Silos, Saba Italia, AcegasAps, Forze dell’ Ordine, le comunità di San Martino al Campo e Sant’Egidio, la Caritas le diverse realtà del volontariato che operano in campo sociale) per cercare di risolvere quelle situazioni di degrado che si riscontano nella zona: dalla qualità della pulizia dell’area al problema dei “bivacchi”, per tutelare la dignità delle persone e  per fare della zona di piazza Libertà un luogo accogliente e sicuro anche per i turisti che sempre più numerosi visitano la nostra città. La decisione è maturata questa mattina (mercoledì 17 ottobre) nel corso di un sopralluogo in piazza Libertà del sindaco Roberto Cosolini e dell’assessore ai Lavori pubblici Andrea Dapretto, che hanno verificato direttamente la situazione in cui versa la zona, raccogliendo così le numerose segnalazioni fatte da cittadini e operatori del territorio.

CONSOLINI E DAPRETTO INTORNO ALLA STAZIONE

Il sindaco Roberto Cosolini ha evidenziato come la situazione dell’ area di piazza Libertà sia comune anche ad altre città in particolare per quanto riguarda tutte le zone  che si trovano in prossimità di Stazioni ferroviarie o d’autocorriere. Per questa ragione è necessario sviluppare tutte le azioni in grado di migliorare la qualità della pulizia del giardino e delle aree circostanti la Sala Tripcovich, il Silos e le Stazioni ferroviaria e delle autocorriere, favorendo anche un’azione di controllo, di  “moral suasion”, che eviti il proliferare di “bivacchi” e pernottamenti impropri. Da qui la decisione di programmare un’ulteriore riunione coordinata con tutte le diverse realtà interessate, per cercare di far fronte al problema, anche in prospettiva dell’arrivo della stagione invernale.   Nel corso del sopralluogo, il sindaco Roberto Cosolini e l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Dapretto si sono intrattenuti con alcuni operatori della zona, visitando anche il parcheggio dell’ex Silos e del Mercato della Stazione. Verificata anche la situazione del sottopassaggio pedonale della Stazione centrale che, a causa del maltempo dei giorni scorsi, era stato allagato. Un problema, come ha spiegato l’assessore Andrea Dapretto, che è stato risolto intervenendo con il controllo e la  verifica delle pompe.




Fiorella Mannoia “Sud, il Tour”

A GRANDE RICHIESTA “SUD IL TOUR” DI FIORELLA MANNOIA

DAL 10 NOVEMBRE RITORNA NEI PRINCIPALI TEATRI ITALIANI:

A UDINE L’UNICA NUOVA ESIBIZIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA

 

Sabato 17 novembre l’elegante interprete romana torna nel capoluogo udinese

a più di tre anni di distanza dall’ultima trionfale apparizione proprio al Teatro Nuovo.

 

Biglietti in vendita da domani nei negozi autorizzati Azalea e online su Biglietto.it  

Dopo il grande successo nella prima parte dell’anno, a grande richiesta il 10 novembre prende il via la terza parte di “SUD, IL TOUR”, la tournee di Fiorella Mannoia a supporto del suo ultimo straordinario disco “Sud” che fino alla fine dell’anno riporterà l’amata interprete romana nei principali teatri italiani: da Genova a Milano passando per Torino, Lucca, Napoli, Roma, Bologna e Udine, dove sabato 17 novembre (inizio ore 21:00) è prevista l’unica nuova esibizione in Friuli Venezia Giulia, organizzata da Azalea Promotion in collaborazione con il Comune di Udine, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine e F&P Group.

La tournée, accolta in maniera trionfale dalla critica e dal pubblico anche nelle precedenti tappe regionali di Pordenone e Lignano, porta in scena uno spettacolo dall’enorme valore artistico che mescola con successo la straordinaria musica e i testi dei brani con l’elegante inconfondibile voce della Mannoia e varie forme d’arte. Molta è la curiosità per scoprire le inedite interpretazioni che la raffinata interprete romana riserverà in questa terza parte di tournee ai brani dell’ultimo disco “Sud” e ai capolavori del suo vastissimo repertorio.

Sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Fiorella Mannoia sarà accompagnata da un’eccezionale band, composta da Carlo Di Francesco (percussioni, produttore artistico e arrangiamenti), Davide Aru (chitarra e arrangiamenti), Fabio Valdemarin (pianoforte), Luca Visigalli (basso), Diego Corradin (batteria), Arnaldo Vacca (percussioni), Andrea Pistilli (chitarra), Natty Fred e Kaw Dialy Mady Sissoko (cori).

FIORELLA MANNOIA ha saputo costruirsi nella sua brillante carriera a partire dalla metà degli anni Ottanta una grandissima credibilità artistica che l’ha portata a diventare la voce e il controcanto femminile di un tipo di canzone d’autore storicamente declinata al maschile. Il 2012 è un anno molto importante per la carriera dell’artista: il 24 gennaio esce infatti il disco di inediti “SUD”, che vede per la prima volta Fiorella anche nelle vesti di cantautrice. Un vero e proprio concept album dedicato a tutto il sud del mondo, che include 12 brani inediti, tra cui il singolo di lancio “Io Non Ho Paura”. Da qui il lungo e apprezzato tour, che si arricchisce ora di nuove date teatrali, tra cui quella del 17 novembre a Udine.

Per la felicità dei suoi numerosissimi fan, lo spettacolo è stato anche racchiuso in due cd e un dvd, che raccolgono i momenti indimenticabili di questo nuovo intenso viaggio musicale dell’artista.

I biglietti per il nuovo appuntamento (prezzi a partire da 30 Euro) saranno acquistabili a partire da sabato 13 ottobre nei punti vendita autorizzati Azalea Promotion e sul circuito online Biglietto.it. Da martedì 16 ottobre saranno inoltre disponibili anche alle biglietterie del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e nei loro punti vendita.