La Groenlandia di Pontrandolfo e Martinuzzi in Tv

Venerdì 9 novembre alle ore 21.15, sabato 10 alle ore 15 e domenica 11 alle ore 18, Dee Jay Tv (canale 44 del digitale terrestre) trasmetterà il film della traversata della Groenlandia, che l’esploratore polare Michele Pontrandolfo assieme al suo compagno d’avventura Marco Martinuzzi hanno compiuto tra aprile e giugno di quest’anno. Il documento filmato “racconta” dell’orizzonte che sparisce nascondendo ogni punto di riferimento, registra le sferzate taglienti del vento, rimanda con le immagini alle
temperature estreme, evidenzia il pericolo dei crepacci, il rischio di perdere l’attrezzatura e fa emergere le sfide nascoste nell’immensa distesa di ghiaccio. Mai nessuno aveva tentato di attraversare il continente ghiacciato da sud a nord per tutta la sua lunghezza e i due esploratori sono stati i primi italiani a compiere questa impresa di 2.315 chilometri in 54 giorni, anziché in 70 come previsto. Pontrandolfo e Martinuzzi sono partiti il 13 aprile da Narsarsuaq, villaggio abitato da circa 150 eschimesi sulla costa meridionale della
Groenlandia. Mantenendo il contatto radio con una base di supporto a Pordenone (venivano aggiornati costantemente sulle condizioni meteo), hanno affrontato la traversata a piedi e sugli sci, servendosi gli ultimi 20 giorni di una vela (snow-kite), sfruttando il vento come forza motrice. Aggiornavano quotidianamente il blog sugli eventi di cui erano protagonisti, dando vita a un affascinante racconto in tempo reale che tutt’ora può essere rivissuto visitando il sito www.groenlandia2012.gazzetta.it




Boreyko e Suwanai al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

L’artista che devastato da una passione infernale cerca la morte nell’oppio trovandovi una realtà allucinata in cui l’amata diviene melodia e il mondo dapprima visione, figurazione, infine delirio. Cos’è la Symphonie fantastique se non uno straordinario collage di ritagli di vita intriso di romanticismo fino all’ultima delle note, un lavoro di splendida incoerenza concettuale travestita di finti significati – o meglio, di fantasia – appiccicati l’uno con l’altro a formare un capolavoro, né più né meno, che se non è un unicum nella storia della musica, senz’altro è una chiave di volta, un punto di ripartenza. In un groviglio confuso di idee e fantasie, episodi di esistenza e sogni, il compositore francese fonde vita vissuta ed immaginata, realtà ed ideali in un racconto musicale più onirico che autobiografico. Se l’amore per l’attrice Harriett Smithson e la forzata aderenza al “programma” di vita d’artista restano ad oggi un tentativo poeticamente forse non memorabile di dare al materiale un senso di unicità e coerenza (dai contenuti di stampo forzosamente romantico), la musica invece è rivoluzionaria nel vero senso della parola. Lo è nell’utilizzo dell’alchimia, degli impasti strumentali, del timbro orchestrale, nella concezione coreografica del suono. Né va negata la strabiliante adesione al dettato musicale dell’immagine evocata, secondo quel concetto di musica a programma che è cifra basilare del poema sinfonico che con Berlioz nasce e che dominerà l’ideale artistico di musicisti tra i più importanti della seconda metà del secolo e del primo novecento.

Sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine l’Orchestre National de Belgique guidata da Andrey Boreyko offriva una prova del capolavoro di Berlioz che chi abbia avuto fortuna di ascoltare, non dimenticherà facilmente. La formazione belga ha dimostrato di possedere lo spessore tecnico delle compagini sinfoniche di primo livello assecondando al meglio il disegno interpretativo, dal gusto più russo che francese, del direttore. Una sinfonia fantastica in cui Boreyko ha potuto dare sfogo a tutto il suo temperamento in una lettura vibrante, energica, emozionante. Un profluvio di sapori e colori, di alchimie, perfettamente restituite da un’orchestra impeccabile, densa e brillante, capace di sostenere al meglio i cinque tempi dell’opera sia nei passi più elegiaci (un valzer di beethoveniana poesia) che nei momenti apertamente infuocati (un Sabba teso e delirante di diabolica furia).

Non solo Berlioz al GdU, tutt’altro. La prima parte di concerto ha visto la talentuosa Akiko Suwanai e il suo Stradivari impegnati nel concerto per violino e orchestra op.77 di Brahms. Virtuosismo ed ottimo gusto al servizio della musica del compositore tedesco, protagonista dei primi impegni stagionali del teatro udinese. Esecuzione di gran classe ed eleganza quella della violinista giapponese, tecnicamente ineccepibile e molto curata nel suono (aiutata dall’ampia cavata e dalla pienezza di suono dello strumento) pur senza pagare dazio all’espressività, anzi, cogliendo appieno il gusto romantico del concerto. Chi invece ha convinto meno in Brahms è stato il direttore che è parso ingessato, forse imbrigliato dall’obbligato rapporto con la solista, che non è riuscito a trovare quella coerenza di intenzioni e quella spontaneità che hanno caratterizzato il suo Berlioz. Se è vero che l’orchestra è suonata diafana e morbida nei passi più soffusi, Boreyko non è riuscito ad evitare un certo senso di pesantezza e rigidità, quasi metronomica, nei momenti di forte orchestrale, soprattutto nella prima parte di concerto.

Paolo Locatelli

paolo.locatelli@ildiscorso.it

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TRIESTE: I migliori amici” inaugura al Bobbio la 22esima edizione di TI RACCONTO UNA FIABA.

Lo spettacolo di animazione “I migliori amici” inaugura al Bobbio
la 22esima edizione di TI RACCONTO UNA FIABA.

Parte con una produzione del Gradsko Kazaliste Zorin Dom di Karlovac la XXIIa edizione di TI RACCONTO UNA FIABA, la rassegna di spettacoli per le famiglie che la Contrada organizza da oltre vent’anni nelle mattinate festive invernali.
Il primo appuntamento che inaugura la rassegna domenica 4 novembre è “I migliori amici”, spettacolo di animazione non verbale interpretato da Giulio Settimo, recente acquisto della squadra di attori del Settore per l’Infanzia e la Gioventù della Contrada.
Strutturato secondo la tecnica del Teatro di figura, “I migliori amici” nasce dalla vera storia dell’amicizia fra l’italiano Giulio Settimo e il croato Pe
đa Gvozdić, che pur non conoscendo l’uno la lingua dell’altro sono diventati grandi amici durante gli studi all’Accademia d’arte drammatica e teatro di figura di Osijek.
Comunicando inizialmente solo con mani e piedi, Giulio e Pe
đa hanno creato un proprio linguaggio, assolutamente incomprensibile per chi stava loro attorno, assolutamente chiaro per loro due. Capirono così che la comunicazione va al di là delle parole e della lingua, è già nel gesto, nei suoni, nei simboli, e quella fu la loro prima – e più importante – lezione di “teatro di figura”.
Lo spettacolo parla quindi del valore dell’amicizia, che non conosce confini, differenze, lingua: “I migliori amici” è una storia non verbale, arricchita dalla musica di Tin Tonkovi
ć. Si ritorna quindi all’infanzia, rivivendo mondi a noi vicini per trasmetterli ai più piccoli, trasformando alcuni oggetti apparentemente comuni, grazie alla forza dell’immaginazione. Giulio e Peđa danno vita ai palloncini, danno loro forma e carattere e giocano proprio come giocano i bambini. Lo spettacolo è dedicato al pubblico più giovane, ma i due autori e registi dello spettacolo si dicono certi che saprà catturare l’attenzione anche dei grandi.
“I migliori amici” sarà in scena al Teatro Bobbio domenica 4 novembre alle ore 11.00. Il biglietto unico è di 7 euro; “Card Teatro Bobbio” per 5 ingressi a 25 euro; “Card Teatro Bobbio” per 8 ingressi a 36 euro. Gli ingressi delle due Card sono non nominali e usufruibili per tutti i titoli di TI RACCONTO UNA FIABA.
Informazioni: 040.390613; teatroragazzi@contrada.it; www.contradateatroragazzi.it.




AL ROSSETTI DA OGGI 1 NOV. : IL TITANIC IL RACCONTO DI UN SOGNO

“Dedicato al Titanic nel centenario dell’affondamento, il primo musical della Stagione 2012-2013 al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Scritto e diretto da Federico Bellone, fra le musiche un indimenticabile tema di Ennio Morricone, protagonista l’ottimo Danilo Brugia Titanic – il racconto di un sogno avvincerà anche per la storia sentimentale e avventurosa e gli effetti speciali della messinscena. Debutto giovedì 1 novembre alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti e repliche fino a domenica 4”.

Dopo il debutto nazionale a Bologna è subito in scena a Trieste, ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, il musical inedito dedicato al Titanic, nel centenario dell’affondamento: nuova produzione italiana firmata da Barley Arts è un appuntamento da non mancare, da giovedì1 adomenica 4 novembre alla Sala Assicurazioni Generali. Titanic – il racconto di un sogno si basa su un copione coinvolgente – avventura, mistero, una struggente storia d’amore – e si avvale di una messa in scena in forma di musical – come quella che Federico Bellone presenta per la prima volta in Italia – che assicura un ulteriore accrescimento delle emozioni. Il sentimento infatti trova la sua via espressiva delle musiche – intense, coinvolgenti concepite dallo stesso Bellone e da Cristiano Alberghini e arricchite da un tema del Maestro Ennio Morricone – e percorre la storia attraverso i momenti coreografici, le calde scene d’assieme, le interpretazioni generose di un cast elegante, capitanato dal romantico protagonista Danilo Brugia, dalla carismatica Dora Romano e dalla toccante Valentina Spalletta. Ritraggono figure che compongono l’affresco di un’epoca, ma ognuna singolarmente porta con sé una sfaccettatura del leggendario sogno collettivo simboleggiato dal Titanic. L’idea del musical è di Federico Bellone, già direttore artistico per Stage Entertainment con al suo attivo spettacoli come La Bella e La Bestia e Flashdance: in Titanic si impegna come autore, regista e coproduttore, sostenuto da  Barley Arts, realtà di alto profilo che nel mondo dei concerti cura nomi quali Bruce Springsteen, Sting e i Gun‘n’ Roses e che, dopo il successo di We Will Rock You, affronta nuovamente la realizzazione di un musical. Oggetto di molte rivisitazioni teatrali e soprattutto cinematografiche, la vicenda del Titanic appassiona Bellone da sempre: vi si è dedicato per anni, anima e corpo, coinvolgendo nella creazione del libretto e delle musiche artisti di pregio, prima di ipotizzare la messinscena. Fondamentale, secondo lui il workshop realizzato quest’estate: «Una modalità di lavoro inusuale in Italia (ma frequente all’estero)» – ha spiegato. «È stata l’occasione di sperimentare con gli interpreti, una sezione essenziale di musicisti e con elementi di costume e scena scarni le potenzialità del materiale scritto: ha permesso di precisare molte scelte e comprendere la forza della storia.

UNA SCENA DEL MUSICAL

Ora affrontiamo il debutto con maggiore consapevolezza» Dopo il debutto i produttori Federico Bellone e Claudio Trotta hanno ufficializzato l’intenzione di esportare il musical all’estero, intento che comincia a prendere forma. Il primo segnale arriva da Londra dove si sta concretizzando l’interesse della Phyl McIntire Entertainment, produttore di We Will Rock You e già partner di Barley nella messa in scena italiana del musical con le canzoni dei Queen. Bellone dirige un cast concentrato e molto preparato: nella parte di Francesco, il giovane e affascinante clandestino che si imbarca sul translatlantico ricco di sogni ed entusiasmo, troviamo Danilo Brugia, già affermato attore, a breve anche sugli schermi televisivi di Rai 1 protagonista della seconda serie della fiction Rossella. Con lui sul palco, nella parte di Madame Duval la straordinaria Dora Romano, già diretta da registi del calibro di Ermanno Olmi e Glauco Mauri, solo per citarne alcuni. Valentina Spalletta, personaggio televisivo e attrice teatrale, già  protagonista del musical Aladin di Stefano D’Orazio è la giovanissima cantante lirica Isabelle Duval, affascinata e poi perdutamente innamorata corrisposta di Francesco. Insieme a loro un nutrito cast di attori cantanti come gipeto, Marco D’Alberti, Luca Giacomelli, Marco Massari, Antonio Orler, Nicoletta Ramorino, Angelo de Maco, Andrea Fazio, Camilla Mafezzoli, Sergio Maniscalco e Angela Pascucci darà vita ad uno spettacolo struggente e sorprendente. Il musical parte da un flashback: Bruce Ismay, ai vertici della compagnia navale del Titanic, risponde ai giornalisti in merito al naufragio e ricorda allora la partenza, quando i passeggeri affollano con entusiasmo le rispettive classi e i ponti. Francesco, un clandestino italiano in cerca di fortuna, stringe amicizia con John: un biglietto di terza classe per raggiungere la sua donna. Nelle cabine più lussuose viaggia invece la giovane soprano Isabelle Duval, seguita dalla madre, austera ed egoista, cui non riesce a ribellarsi. Mentre il Titanic aumenta in velocità per raggiungere l’America con sorprendente anticipo, Isabelle e la madre visitano la nave: è qui che Francesco vede per la prima volta la giovane donna. Poco dopo assieme a John conosce una coppia di anziani che dà loro un’importante lezione sull’amore. La sera stessa – mentre vengono ignorate le segnalazioni di iceberg – in prima classe si dà una splendida festa e Francesco, camuffato elegantemente, vi si intrufola per corteggiare Isabelle. La giovane se ne innamora e danza a lungo con lui. All’apertura del secondo atto l’impatto con l’iceberg è già avvenuto ma pochi ne hanno colto la gravità: Isabelle e la madre litigano per Francesco, che intanto brinda all’amore assieme a John. Sul ponte di comando gli ufficiali capiscono che il naufragio è vicino, che il sogno di gloria diverrà tragedia e danno l’allarme. Quando ormai il panico dilaga, Isabelle pensa solo a trovare l’amato Francesco. Sul Carpathia i pochi superstiti comprendono di essere identici davanti al destino, ricchi e poveri, nobili e semplici: solo l’amore rimane immortale. Cent’anni fa, al momento del varo, non si poteva immaginare un esempio più alto di ingegneria navale: il Titanic era stato concepito sicuro, veloce, lussuoso, per coprire una linea settimanale di collegamento fra l’Inghilterra e New York. Era all’avanguardia non solo per la tecnologia (la sua stazione radio era la migliore mai montata su una nave) e le macchine, ma anche per la concezione degli spazi, degni di una crociera. Il Titanic fu fra le prime navi munite di piscina coperta, palestra, campo di squash, per non dire dello sfarzo degli arredi e del lusso delle cabine di prima classe… Partì per il suo primo viaggio il 10 aprile 1912 da Southampton, ma nella notte del 14 aprile entrò in collisione con un iceberg che squarciò lo scafo: il transatlantico affondò in meno di tre ore. Perì l’intero equipaggio e delle oltre 2000 persone imbarcate, solo 700 furono tratte in salvo dal Carpathia. Per il mondo fu uno shock la cui emozione non ha ancora smesso di riverberare nell’immaginario collettivo. Titanic il racconto di un sogno va in scena alla Sala Assicurazioni del Politeama Rossetti dall’1 al 4 novembre, da giovedì a sabato alle ore 20.30 e – sabato 3 e domenica 4 – anche alle 16, spettacolo inaugurale del cartellone Musical e grandi eventi.

La Stagione 2012-2013 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste. Si ringraziano tutti i Soci, in particolare il Comune di Trieste,la Regione FriuliVenezia Giulia ela Provinciadi Trieste.

 

(Carlo Liotti per la redazione)




Il genetista Rodolfo Costa spiega gli orologi della vita

Si è conclusa ieri, giovedì 18 ottobre, la V edizione del ciclo di incontri “Questioni di evoluzione”, promosso dall’IRSE Istituto Regionale di Studi Europei al centro culturale Casa Zanussi di Pordenone. Gli incontri sono stati dedicati al tema dell’evoluzione, declinato sotto varie prospettive. Protagonisti, infatti, sono stati il filosofo della scienza Telmo Pievani, il neuroscienziato Giorgio Vallortigara e il genetista Rodolfo Costa.

Dopo gli incontri del 4 e 11 ottobre, si è tenuta ieri la conferenza dal titolo “Gli orologi della vita: come funzionano e cosa succede quando li maltrattiamo”. La lezione, che ha attirato un pubblico numeroso e curioso, è stata condotta da Rodolfo Costa, Professore di Genetica presso l’Università di Padova e autore di oltre un centinaio di lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali. A presentare l’incontro è stata chiamata Chiara Sartori, studiosa di scienze biologiche e convinta assertrice della necessità di divulgare la conoscenza scientifica quale bagaglio indispensabile alla formazione del futuro cittadino europeo.

La vita sulla Terra si è evoluta in un ambiente caratterizzato da imponenti variazioni climatiche e ambientali, alcune delle quali di natura ciclica come l’alternarsi delle stagioni e del dì e della notte. L’evoluzione degli organismi si è attuata in un contesto che ha selezionato specifici adattamenti alle oscillazioni di parametri ambientali. Questi adattamenti sono in gran parte regolati da orologi biologici endogeni, che dettano il tempo agli organismi indipendentemente dalle variazioni dell’ambiente esterno. Il ciclo più importante è il cosiddetto ritmo circadiano (=dal latino circa diem: all’incirca un giorno), che riguarda l’alternarsi veglia-sonno, il ritmo di secrezione del cortisolo e di varie altre sostanze biologiche, il ritmo di variazione della temperatura corporea e di altri parametri legati al sistema circolatorio. L’orologio endogeno permette all’organismo di sincronizzarsi con il ciclo naturale del giorno e della notte mediante stimoli naturali come la luce solare e la temperatura ambientale (in gergo si chiamano zeitgeber, cioè fattori esogeni).

Il professor Costa ha suddiviso la sua lezione in tre momenti, cercando di rispondere agli interrogativi: dove si trovano questi orologi? Qual è il meccanismo di funzionamento di questi orologi? Cosa succede se il meccanismo si inceppa o se l’ingranaggio non funziona bene? Gli studiosi che si sono occupati di questa materia hanno condotto le loro indagini sulla Drosophila melanogaster, conosciuta più comunemente come moscerino, arrivando alla conclusione che ci sono moltissime somiglianze con il funzionamento di meccanismi dell’organismo umano. Per spiegare concetti apparentemente semplici, ma in realtà frutto di ricerche piuttosto complesse e specialistiche, il genetista si è avvalso di metafore e immagini fondate sull’esperienza quotidiana. Il master clock, l’orologio endogeno principale, che ha sede nel nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo, può essere assimilato all’orologio del campanile del paese, quello che regola i singoli orologi, ovvero gli orologi endogeni periferici, situati nel sistema circolatorio, a livello di fegato, di polmoni, di reni, ecc. La caratteristica principale di questi orologi è che sono a ”temperatura compensati”, ossia il ”periodo” del ritmo non cambia anche quando gli organismi sono mantenuti a temperature relativamente molto differenti. Il funzionamento di questi orologi è piuttosto complicato: il nucleo soprachiasmatico è composto da oscillatori circadiani multipli (cellule-clock) che si attivano secondo un meccanismo di feedback.

L’abilità di sincronizzarsi con i cambiamenti giornalieri della temperatura e della luce è alla base del corretto funzionamento dell’orologio circadiano. Ma se questo ingranaggio di dovesse inceppare? Il problema nasce, spiega Rodolfo Costa, quando si tenta di andare contro l’orologio endogeno, di forzare il ritmo circadiano. La vita moderna ha sicuramente modificato le nostre abitudini e i nostri stili di vita. L’immagine del contadino che si alza all’alba e rincasa al tramonto del sole dopo una giornata di lavoro nei campi rappresenta quanto di più lontano dal nostro immaginario. I lavoratori, sempre più costretti a frenetiche turnazioni, mettono a dura prova il meccanismo dell’orologio endogeno. Stili di vita impostati sul lavoro notturno e sul riposo diurno o, come più frequentemente accade, sul riposo prolungato nei giorni del fine settimana e su coricamenti a orari sempre più tardi della notte nel corso della settimana possono provocare degli scompensi a lungo andare. I soggetti predisposti possono sviluppare malattie a livello cardiovascolare, problemi metabolici come l’obesità e il diabete e addirittura mutazioni genetiche come l’avanzamento della fase del sonno. Altro problema è quello del jet lag, il disturbo che si verifica quando si attraversano vari fusi orari. Uno studio sulle hostess ha dimostrato come cambiare spesso fuso orario possa provocare seri problemi a livello fisiologico, la causa dei quali, tuttavia, non è stata ancora studiata a fondo. I rimedi ci sono, ovviamente. A partire da quelli “non naturali”, come l’utilizzo di luci artificiali. Soluzione necessaria, ad esempio, in ospedali e case di cura con pazienti che vengono esposti a dosi luminose con diversa intensità a seconda dei momenti della giornata. Ma nulla può sostituire i rimedi naturali. Esporsi alla luce dell’alba o del tramonto, per noi che siamo abituati a vivere gran parte del tempo in ambienti a luce artificiale, camminare all’aria aperta, dormire durante la notte, adottare abitudini costanti nell’arco delle giornate: sono tutte azioni che possono aiutare a sincronizzare il nostro organismo con i cicli naturali.

Per gli amanti della scienza è in corso fino a domenica 21 ottobre la XVI edizione di “Scienzartambiente – per un mondo di pace”, rassegna promossa dal Comune di Pordenone e dal Science Centre Immaginario Scientifico con la collaborazione di istituti, aziende ed enti del territorio, ideata con lo scopo di promuovere la divulgazione scientifica a tutti i livelli.

 

Vito di  Giorgio




IMPERIA: “Edmondo De Amicis, Scrittore d’Italia”

La Sala Convegni della Biblioteca Civica “Leonardo Lagorio” in Piazza De Amicis a Imperia, ospiterà martedì 23 ottobre p.v. alle ore 17.30, la presentazione  del volume “Edmondo De Amicis, Scrittore d’Italia”, riguardante la pubblicazione degli “Atti del Convegno Nazionale di Studi” svoltosi il 18 e 19 aprile 2008, nell’anno dedicato alle celebrazioni  per il primo centenario della morte del grande scrittore e pedagogo imperiese. L’evento, proposto dal Settore Beni e Attività Culturali del Comune di Imperia, sarà introdotto dal professor Franco Contorbia, Ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Genova e studioso della letteratura italiana dell’Ottocento e del Novecento. Gli Atti relativi al Convegno nazionale del 2008 sono stati raccolti in un volume di 258 pagine curato dai Proff. Andrea Aveto e Franco Contorbia e dalla Prof.ssa Francesca Daneri. L’opera comprende i testi delle quindici relazioni esposte nel corso delle giornate di studio a cui si aggiungono due contributi, “Edmondo De Amicis e Giovanni Faldella” e “Tra le carte di Achille Giovanni Cagna”: le lettere inedite di Edmondo De Amicis” firmati rispettivamente da Gian Luigi Bruzzone e Monica Schettino. Nel volume anche le lettere inedite di Edmondo De Amicis, che si è ritenuto opportuno proporre a integrazione del programma originario dei lavori (che comprendeva anche una sedicesima relazione affidata a Luciano Tamburini, forzatamente assente nella circostanza per gravi ragioni di salute e poi dolorosamente scomparso il 16 ottobre 2010). Il volume contiene, inoltre, l’appendice iconografica con le immagini più significative delle varie iniziative che sono state organizzate nel corso dell’anno 2008 a testimoniare l’impegno profuso per ricordare il grande scrittore.  Un’opera che avvicina alla realtà Deamicisiana consentendo di comprenderne appieno i temi etici, civili e sociali affrontati dallo scrittore e ancora oggi validi.  Valori come solidarietà, altruismo, “ragione” del sentimento, amor di patria, morale del sacrificio, istruzione come strumento di promozione collettiva, permettono una lettura anche pedagogica della sua produzione letteraria, della quale è certamente necessario verificare i limiti, ma anche gli elementi di novità e di rilievo nel contesto storico di appartenenza.  A più di trent’anni dalla prima raccolta degli atti relativa alla sessione di lavori e di studio condotta ad Imperia nel 1981 (30 aprile-3 maggio),  il volume, realizzato con il contributo dell’Amministrazione Provinciale, rappresenta una testimonianza dell’interesse e del fervore di iniziative acceso in tutta Italia, da parte di studiosi e cultori, nei confronti dell’opera di Edmondo De Amicis, individuando con la ricca messe di materiali e documenti proposti precise linee di ricerca e indirizzo scientifico. la divulgazione delle materie trattate nel Convegno Nazionale del 2008 costituisce un importante documento della biografia e dell’opera di Edmondo De Amicis, in grado di mettere in luce aspetti inediti della sua attività letteraria rendendone possibile una rilettura critica complessiva.

Una pubblicazione che vede la luce con un certo ritardo anche per il non semplice lavoro di raccolta dei vari testi rivisti dai vari relatori.

Carlo Liotti per la redazione




Di pensier in pensier, di monte in monte. Il paesaggio nella letteratura e nell’arte.

Il paesaggio è il tema della ottava edizione del convegno di studi che si svolgerà sabato 20 ottobre, alle ore 8.45, in Sala Filarmonica a Camposampiero (Pd).

Organizzato dalla Città di Camposampiero, con la partecipazione degli Istituti Superiori “I. Newton” e “S. Pertini” di Camposampiero, dell’Associazione culturale “Viadelcampo” di San Giorgio delle Pertiche, della rete Biblioape e patrocinato dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Padova e dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Padova, il convegno volge ora lo sguardo al tema del paesaggio nelle produzioni poetiche e nell’arte figurativa. Per la prima volta il convegno di studi dell’ottobre camposampierese, che quest’anno è giunto all’ottava edizione, è stato inserito nel programma di RetEventi 2012, importante iniziativa dedicata quest’anno ai Paesaggi culturali e che coinvolge comuni e associazioni del territorio provinciale in un fitto cartellone di oltre 700 appuntamenti Nel corso della mattinata sono previsti gli interventi di Claudio Griggio (Università degli studi di Udine), Carlo Toniato (Ufficio Cultura Città di Camposampiero) e del critico d’arte e videoartista Barbara Codogno. Le relazioni, cui saranno accompagnate le letture dell’attore Angelo Zampieri, saranno dedicate da un lato alla lettura del paesaggio nei poeti di età umanistica e nell’opera di Andrea Zanzotto,  dall’altro alla riscoperta dei tesori nascosti nel territorio del camposampierese; a seguire sarà proposto un approfondimento sul corpo del paesaggio nell’arte figurativa. Al termine della mattinata saranno presentati i lavori degli studenti delle scuole superiori che partecipano all’evento.

Programma :

Ore 9.00 Saluto delle autorità  Claudio Griggio (Università degli Studi di Udine), “Paesaggio, ricerca dell’armonia, scrittura in età umanistica e  in Andrea Zanzotto”

Carlo Toniato (Ufficio Cultura Città di Camposampiero), La bellezza ritrovata: viaggio tra i tesori nascosti del Camposampierese”

 Moderatore: Marcello Bernacchia (I.I.S. “I. Newton” – Camposampiero)

Ore 10.40 Break  Barbara Codogno (video artista e critico d’arte), “Il corpo del paesaggio”

 Moderatrice Sandra Milan (I.I.S. “I. Newton”  – Camposampiero)

Ore 12.00  Dibattito e conclusione dei lavori Letture di Angelo Zampieri

Vito di Giorgio per la redazione




ArtePadova 2012, un’occasione imperdibile per tutte le scuole!

Da sempre ArtePadova si è imposta sul territorio non soltanto per essere la mostra mercato più importante del nord est ma anche come punto di riferimento culturale di alto livello per tutto il territorio. Essere punto di riferimento culturale per Nicola Rossi, padre e direttore artistico di ArtePadova, significa creare reali occasioni di crescita e di scambio. E chi più degli studenti delle scuole medie superiori possono trarre massimo giovamento da un’esposizione fieristica che vede al suo interno- riuniti in un’unica sensazionale mostra!gli autori internazionali più famosi, quelli che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea? In nessun museo gli studenti potrebbero trovare dipanati in un unico contenitore i più significativi nomi della storia dell’arte: autentici capolavori dell’arte: i grandi maestri del Novecento e gli artisti più quotati nell’odierno mercato dell’arte, tra i quali ricordiamo: Accardi, Afro, Arman, Baj, Balla, Boetti, Burri, Carrà, Christo, Clemente, De Chirico, De Pisis, Dorazio, Fontana, Guttuso, Haring, Hartung, Klee, Magritte, Mathieu, Matta, Morandi, Picasso, Pistoletto, Rosai, Rotella, Santomaso, Sassu, Schifano, Sironi, Soffici, Soldati, Tamburi, Vasarely, Vedova, Warhol, fino ad arrivare alle originali proposte degli artisti emergenti. Esposte ad ArtePadova le più rappresentative e celebri correnti artistiche del Novecento: dall’Espressionismo al Surrealismo, dal Futurismo al Dadaismo, dal Cubismo all’Astrattismo, senza dimenticare l’Informale, lo Spazialismo, l’Arte Concettuale, il Nouveau Réalisme, la Pop Art, l’Arte Povera, il Graffitismo e la Transavanguardia. Quello che ArtePadova mette a disposizione degli studenti è l’entrata gratuita per tutti quelle classi che, accompagnate da un loro professore di riferimento, vorranno organizzare una visita guidata nei padiglioni fieristici durante il periodo espositivo. Un’occasione imperdibile non solo per gli studenti ma anche per i docenti che potranno quindi applicare sul campo vastissimo offerto dal parterre di ArtePadova, grazie ai maestri presenti in mostra, la didattica di solito relegata allo studio sui libri o a qualche sporadica uscita culturale. Tutti questi autori, questi capolavori, tutti in una volta, tutti ad ArtePadova e con accesso gratuito!  Una puntatina a CATS, la sezione dedicata ai giovanti, futuri talenti dell’arte contemporanea, non mancherà di offrire una riflessione pratica agli studenti, accendendo magari una piccola fiammella creativa che, forse in futuro, brillerà di luce e di talento.

Per info e prenotazioni le scuole devono rivolgersi a:

Segreteria organizzativa:  Nef Srl via A. Costa, 19 – 35124 Padova Tel + 39 049 8800305; fax + 39 049 8800944

 

Vito di Giorgio per la redazione

 




A S. PIETROBURGO FIRMA ACCORDO TRA MUSEO ERMITAGE E FOND. VILLA RUSSIZ

Un importante quanto unico accordo per il riconoscimento del vino come soggetto culturale, da studiare, conoscere e promuovere nei suoi innumerevoli profili e rimandi alla storia, all’arte, al paesaggio verrà firmato nei prossimi giorni a San Pietroburgo tra la Fondazione Villa Russiz, produttore vitivinicolo del Goriziano al vertici dell’eccellenza italiana e il Museo Statale Ermitage, grazie alla collaborazione offerta dell’assessorato regionale alla Cultura.  L’atto, che verrà siglato alla presenza dell’Assessore Elio De Anna, dal Direttore generale del Museo Ermitage, Mikhail Piotrovsky e dal Presidente della Fondazione Villa Russiz, Silvano Stefanutti, si propone di ideare e sviluppare una serie di progetti di studio e di ricerca, e di creare eventi, pubblicazioni o esposizioni sulla base di un programma di collaborazione scientifico-culturale che i due protagonisti s’impegnano a individuare insieme partendo dal tema del vino e della sua storia millenaria. Inoltre il prodotto della cantina goriziana sarà utilizzato come vin d’honneur del prestigioso museo in occasione di particolari ricorrenze. Ma in quell’ambito verrà dato spazio anche all’gastronomia del territorio regionale: infatti uno dei momenti della cerimonia sarà dedicato alla presentazione dei piatti tipici del Friuli Venezia Giulia. Ma sarà anche l’occasione per promuovere il territorio regionale, facendo conoscere al pubblico russo le eccellenze locali. Inoltre, a dimostrazione del vincolo esistente tra la Russia e la nostra Regione, è previsto anche un concerto dell’Associazione musicale cividalese “Sergio Gaggia” che proporrà alcuni brandi della pianista Ella Adaïewsky, nata a San Pietroburgo nel 1846 e che frequentò assiduamente il Friuli. L’Ermitage, che con la Fondazione presente in Italia sta siglando una serie di accordi nel nostro Paese per la valorizzazione dei beni storico artistici e per lo studio delle relazioni con la Russia, ha deciso di affrontare anche il tema del vino nella sua valenza culturale e storico-artistica.

La tenuta Russiz nell'area di Capriva (GO)

La scelta è avvenuta rapportandosi ad una delle Regioni e dei territori – il Friuli Venezia Giulia – tra più significativi nel panorama enologico italiano e ad una realtà fortemente connotata da una proprietà pubblica e da uno scopo morale.  La Fondazione Villa Russiz, con sede a Capriva del Friuli (Go), è infatti un ente senza scopo di lucro con un Consiglio di Amministrazione di nomina regionale e di altre istituzioni in rappresentanza del territorio. Oltre a gestire i 95 ettari che compongono l’azienda agricola, di cui 40 ettari destinati a vigneto Doc Collio, la Fondazione è anche un Centro Educativo che offre diverse tipologie di servizi per la tutela dell’infanzia e lo sviluppo della dimensione socio-relazionale dei bambini. I proventi dell’attività vitivinicola sono destinati alla gestione della Casa Famiglia che accoglie minori dai 3 ai 14 anni con gravi situazioni di problematicità familiare.




SCIENZARTAMBIENTE – Dalle galassie alla materia oscura con l’astrofisica Claudia Maraston

 Il programma di giovedì 18 ottobre

Prosegue la sedicesima edizione di Scienzartambiente-per un mondo di pace, primo festival della regione Friuli Venezia Giulia dedicato alla divulgazione e comunicazione scientifica promosso dall’Assessorato alla cultura del Comune di Pordenone e da Science Centre Immaginario Scientifico, che pare Finestre sul Futuro.  DUE DONNE DI SCIENZA APRONO E CHIUDONO LA GIORNATA DEL 18 OTTOBRE  Due donne di scienza apriranno e chiuderanno la seconda giornata del festival Scienzartambiente-per un mondo di pace, giovedì 18 ottobre: Claudia Maraston e Laura Boella. Alle 9 all’auditorium Vendramini di Pordenone, in un incontro per gli studenti, l’astrofisica Claudia Maraston spiegherà come nascono e si evolvono le galassie, mentre alle 18 al Convento di San Francesco parlerà, in un incontro aperto a tutti, della materia oscura, di cosa sia e del perché sia così evidente. Un interessante momento  di approfondimento dove si accennerà anche alle ultime straordinarie scoperte al Cern di Ginevra sul Bosone di Higgs, la cosiddetta “particella di Dio”. Pordenonese doc, Maraston dopo la laurea e il dottorato a Bologna si è perfezionata in fisica extraterrestre a Monaco di Baviera, prima all’Università Ludwig-Maximilians e poi al Max Planck Institut. Quindi si è trasferita a Oxford e nel 2006 ha ricevuto il prestigioso premio europeo intitolato a Marie Curie per le eccellenze di ricerca. Attualmente insegna all’Università di Portsmouth dove si occupa di calcoli per i modelli di evoluzione spettro-fotometrica delle popolazioni stellari.  Laura Boella, alle 21 sempre al Convento sarà ospite della rassegna “Una pagina che cambia la vita” curata da Stefano Moriggi. Boella insegna filosofia morale all’Università Statale di Milano. Dagli studi sul marxismo critico degli anni ’70, con importanti lavori su Lukács, è approdata, attraverso impegnative monografie su Ernst Bloch e Georg Simmel, allo studio del pensiero femminile del Novecento soprattutto concentrandosi su Hannah Arendt. In questo ambito di riflessione, ha sviluppato in particolare il tema delle relazioni intersoggettive e dei sentimenti di simpatia, empatia e compassione anche attraverso un approfondito confronto con le neuroscienze. Proprio ad Hannah Arendt, filosofa tedesca di origine ebraica (autrice de La banalità del male e di molte opere sulla natura del potere e sul totalitarismo), è dedicata la serata, poiché Boella leggerà la pagina di questa autrice che più ha influenzato la sua vita.