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Il Rally di Monza ha chiuso un campionato del mondo anomalo ed ha portato la vittoria del titolo a Ogier
Ogier - Ingrassia (foto Monfe_23_Ph)

Il Rally di Monza ha chiuso un campionato del mondo anomalo ed ha portato la vittoria del titolo a Ogier

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Con l’Aci Rally Monza e l’incoronazione a campioni del mondo di Sebastien Ogier e Julien Ingrassia per la settima volta si è concluso un Mondiale Rally a dir poco anomalo, la pandemia ha infatti rivoluzionato completamente sia il calendario che le modalità di svolgimento del World Rally Championship 2020 stravolgendo quello che era l’impianto iniziale di una stagione che si preannunciava stimolante per piloti e team ma soprattutto per il pubblico.

Sebastien Ogier

Dopo la disputa delle prime due gare in calendario (Monte-Carlo e Svezia) il Covid-19 ha fatto sentire i suoi effetti a livello globale e il Rally del Messico si è improvvisamente ritrovato a dover fare i conti con questo nemico invisibile e a dover annullare l’ultima giornata di prove speciali per permettere il rientro a casa di team e piloti prima di venire bloccati dalle restrizioni che via via venivano imposte dai singoli paesi.

Il resto è storia recente, con gli annullamenti a catena delle varie tappe del mondiale ed il ritorno sui tracciati di gara l’estate scorsa – pur con limitazioni – in Estonia, Turchia e Sardegna quando il virus aveva perso la carica virale (o sembrava averne persa), per poi terminare con le difficoltà nuovamente insorte con la cosiddetta seconda ondata del Coronavirus.

Siamo così arrivati all’ultima gara del campionato, l’ACI Rally Monza, una gara anomala rispetto a quelle solitamente in programma nel calendario WRC, ideata e messa in atto nel giro di poche settimane per permettere la validità del campionato che, lo ricordiamo, prevede un minimo di sette gare per poter assegnare il titolo.

Il rally all’autodromo di Monza è stato molto criticato, soprattutto sui social network, per aver snaturato l’essenza propria delle gare su strada (in effetti le due giornate di gara svolte all’interno del circuito brianzolo e nelle strade interne di collegamento risultavano a lungo andare un po’ noiose e ripetitive) ma ha avuto il pregio di tenere alto l’interesse sul titolo mondiale fino al termine con un finale da thriller come poche volte successo fino ad ora: Sebastien Ogier e Julien Ingrassia si sono aggiudicati l’ACI Rally Monza e con esso anche il titolo di Campioni del mondo (7 le loro vittorie nel mondiale) mentre Elfyn Evans, in testa al campionato con 14 punti sul compagno di squadra Ogier prima dell’avvio delle ostilità a Monza, è rimasto con un pugno di mosche in mano causa una banale uscita di strada sulla ripetizione della prova “Gerosa” – una delle tre in programma nella giornata di sabato quando il rally si è trasferito nella bergamasca – che gli ha impedito di rientrare in strada costringendolo al ritiro.

Elfyn Evans

Il britannico è poi rientrato domenica con la formula del super rally con la speranza di marcare punti pesanti nella power stage, speranza infrantasi dopo l’arrivo degli altri concorrenti che gli sono stati davanti, primo fra tutti il compagno di squadra Katsuta Takamoto che si è aggiudicato la power stage.

Un Rally di Monza anomalo, dicevamo, chicane artificiali, balle di paglia e jersey a delimitare i tracciati all’interno dell’autodromo non hanno soddisfatto i puristi della specialità, mentre la maggior parte del pubblico che ha goduto della copertura televisiva della Rai ha giudicato positivamente il format; lo stesso Andrea Adamo – direttore tecnico di Hyundai Motorsport – ha ipotizzato che questo potrebbe essere il futuro dei rally, con buona pace dei detrattori delle innovazioni messe in atto a Monza.

Non entriamo invece in merito sulle polemiche insorte – sempre sui social – riguardo all’annullamento per neve della prova Costa Valle Magna, troppe le variabili da tenere in considerazione e le problematiche insorte con una scelta del genere.

Altalenanti le prestazioni dei piloti nel weekend brianzolo che hanno dovuto fare i conti con un meteo a dir poco inclemente e con un fondo dalle condizioni continuamente mutevoli e pieno di insidie, ma vediamoli nel dettaglio:

Di Elfyn Evans abbiamo già parlato, l’elfo britannico aveva il titolo mondiale a portata di mano e fino al momento della sua uscita di strada ha guidato senza prendere rischi eccessivi rimanendo sempre nelle posizioni di vertice, riuscendo anche ad aggiudicarsi due prove speciali; siamo cerrti che sarà solo una questione di tempo vedere Elfyn con in mano la coppa di campione del mondo.

Elfyn Evans

Ogier, dall’alto della sua esperienza ha gestito perfettamente la difficile situazione del week end brianzolo, solo un piccolo errore – per fortuna innocuo ai fini della classifica – quando ha centrato una rotoballa, e uno spavento in power stage per l’improvviso bloccaggio dei tergicristalli, che non gli hanno impedito di procedere come un rullo compressore nelle ultime due giornate di gara, sue buona parte delle prove speciali a riprova della indiscussa classe del transalpino.

Non abbiamo finora parlato molto degli altri protagonisti del circus iridato, il baby prodigio Kalle Rovanperä (anch’egli su Yaris Wrc) a 20 anni appena compiuti ha concluso in quinta posizione assoluta un rally che non è mai riuscito a interpretare nella giusta maniera, siamo certi che il prossimo anno il biondino finlandese riuscirà a stupirci con risultati eclatanti così come il suo compagno di squadra Katsuta Takamoto, uscito di scena fin dalle prime battute del rally e una volta rientrato è riuscito solo ad aggiudicarsi la power stage (risultato di rilievo comunque); piuttosto deludenti le sue prestazioni nell’arco del campionato, pochi sprazzi velocistici a cui hanno fatto da contraltare numerosi errori che lo hanno relegato al 13° posto in campionato; il 2021 sarà un’occasione di riscatto per lui?

Abbiamo parlato esclusivamente del team Toyota, ma bisogna ricordare che la Hyundai ha comunque portato a casa il campionato del mondo costruttori per il secondo anno consecutivo, un risultato di rilievo per la squadra coreana con sede in Germania guidata dall’ingegnere italiano Andrea Adamo; uno squadrone composta da “piedi pesanti” che, anche se con discontinuità, sono riusciti a raccogliere i punti necessari per accaparrarsi il titolo.

In primis Ott Tänak, campione del mondo uscente, che deve ancora affinare il feeling con la vettura, al volante della i20 da una sola stagione si è piazzato secondo a Monza e terzo in campionato, siamo certi che il prossimo anno potrà puntare a vincere l’alloro per la seconda volta; un altro pilota velocissimo dello squadrone Hyundai è Thierry Neuville, nonostante le sue doti velocistiche il belga inizia a soffrire la sindrome da eterno secondo – non sempre per causa sua – non riuscendo mai ad arrivare al tanto agognato titolo, a Monza ha commesso un grosso errore che ha irrimediabilmente compromesso il risultato finale.

Dani Sordo

Standing ovation invece per Daniel “Dani” Sordo, lo spagnolo, saltuariamente in servizio alla Hyundai, riesce sempre ad esprimersi al meglio portando punti preziosi alla squadra e arrivando sempre ai vertici delle classifiche; con il terzo posto di Monza si è aggiudicato il rinnovo per il 2021 che si avvicenderà con Breen sulla terza vettura della Hyunday Motorsport. Non dimentichiamoci poi di Sebastian Loeb, sempre meno impegnato nei rally ma pronto a mettere tutti in riga quando vi partecipa ed a piazzarsi in ottime posizioni; infine la Hyundai può contare sul giovane Craig Breen sempre più a suo agio sulla i20 Wrc – che dividerà con Sordo nel 2021 – dopo l’apprendistato con la coupè coreana in versione R5.

Ford Fiesta Wrc

Il team M-Sport Ford ha in forze Esapekka Lappi (ottimo quarto posto finale in Brianza per lui) e Teemu Suninen, buon piede per entrambi, soprattutto per il giovane Teemu – sfortunato a Monza, ritirato per problemi al motore – ma con pochi risultati di rilievo, probabilmente anche a causa dell’inferiorità della vettura rispetto alla concorrenza (ricordiamo che M-Sport non è una squadra ufficiale ma un team satellite di Ford) oltre a Gus Greensmith, presenza fissa nel mondiale ma ancora troppo falloso – ritirato a Monza causa incidente – e poco performante, forse gli manca ancora un po’ di esperienza.

Terminato il mondiale 2020 si guarda già al futuro, quest’anno le vacanze per i piloti però saranno corte perche, Covid permettendo, il 21 gennaio 2021 il campionato ripartirà con la storica tappa del Rally di Monte Carlo che giunge al suo 110° anniversario.

Dario e Guendy Furlan – Foto darionnenphotographer e Monfe_23_Ph

About Dario Furlan

Dario Furlan
Fotografo free lance e giornalista pubblicista. Segue da anni il panorama musicale internazionale - ma anche locale - con particolare predilezione per quanto riguarda il rock (in tutte le sue derivazioni), il folk ed il blues nonché la musica in lingua friulana. Cultore di "motori e rally", dei quali vanta una conoscenza ultradecennale, è anche atleta nella disciplina ciclistica della mountain bike.

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