lunedì , 26 Settembre 2022
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The Grey Man, recensione del film dei fratelli Russo con Ryan Gosling e Chris Evans

The Grey Man, recensione del film dei fratelli Russo con Ryan Gosling e Chris Evans

L’agente della CIA Court Gentry (Ryan Gosling) è di fatto un killer professionista, capace di sopprimere con la massima efficienza presunti criminali, operando al di fuori delle missioni ufficiali dell’ente governativo statunitense, con il nome in codice di Sierra Six.

Tuttavia qualcosa va storto. Eliminando l’ennesimo bersaglio, si rende conto che qualcosa non funzione e comincia a mettere in discussione l’operato del suo diretto superiore, Donald Fitzroy (Billy Bob Thornton). Ben presto scopre che nell’agenzia c’è qualcosa di marcio, provocando la rabbiosa reazione dei suoi capi.

Sierra Six diventa a sua volta una preda, braccata per di più da un inquietante cacciatore di teste, il cinico e spietato Lloyd Hansen (Chris Evans). L’unica persona su cui può contare è l’agente Dani Miranda (Ana de Armas), che lo aiuta nel corso delle sue rocambolesche ed esplosive peripezie…

Chris Evans e Rjan Gosling in The Grey Man
Chris Evans e Rjan Gosling in The Grey Man

The Grey Man: un action movie dalla trama inconsistente che però funziona

Il protagonista se la cava tranquillamente in battaglie urbane dove neanche un Terminator sarebbe sopravvissuto, riportando al massimo qualche contusione in combattimenti che avrebbero ridotto il più corazzato dei carri armati in un mucchietto di coriandoli.

La storia è inoltre quasi risibile nella sua banalità ed è molto prevedibile, ma è un semplice pretesto per mettere in scena continue scene d’azione, che si susseguono a ritmo sostenuto. Anche i personaggi sono monodimensionali, anche se viene accennato l’oscuro passato del protagonista, che è l’unico ad avere (forse) un abbozzo di arco narrativo, ma sono anch’essi strumenti funzionali allo scorrere degli eventi in questa pellicola al cardiopalma.

Un pessimo film, dunque?

Dipende. Perché la pellicola funziona benissimo, se si parte dal presupposto che stiamo vedendo un action movie allo stato puro, che non vuole dare allo spettatore niente di più che due ore di sano intrattenimento, accarezzando il confine tra film e videogioco.

Si tratta di una pellicola centrata sul tema dell’uomo in fuga, cosa che si è già vista innumerevoli volte sul grande schermo (basti pensare al franchise dedicato a Jason Bourne, interpretato da Matt Damon) e che si presta bene a creare l’ennesimo blockbuster.

La contrapposizione tra Sierra Six e Lloyd Hanses, che nel film personifica l’eterna lotta tra il bene e il male, funziona molto bene, anche perché è carica di consapevole autoironia. Da questo punto di vista il personaggio interpretato da Chris Evans funziona forse anche meglio di Sierra Six, anche se magari a qualcuno potrà non piacere l’idea di vedere l’attore che ha interpretato Capitan America impersonare la parte dello psicopatico assassino.

The Grey Man: un film per gli amanti del genere, da vedere al cinema

Difficile che chi ama gli action movie non apprezzi questa pellicola, dove tutto è funzionale a mostrare scene d’azione spettacolari, ad alto impatto visivo. I fratelli Russo usano anche efficaci riprese aeree, che rapiscono lo spettatore nel flusso narrativo.

La storia si sviluppa attraverso diversi continenti, senza apprezzabili cali di tensione, con un ritmo sempre sostenuto, tanto da lasciare allo spettatore poco tempo per sospendere l’incredulità.

Forse si può fare qualche appunto alla parte finale della pellicola, che risulta essere un po’ troppo forzata, magari per il bisogno di lasciare delle porte aperte agli inevitabili sequel.

Il film è infatti ispirato dall’omonimo romanzo di Mark Greaney, che ha scritto una dozzina di libri basati sul personaggio protagonista di The Grey Man, per cui c’è ampio spazio per potere alimentare un nuovo e promettente franchise.

Il film è uscito contemporaneamente su Netflix e nelle sale cinematografiche, ma forse questa pellicola andrebbe gustata sul grande schermo, piuttosto che su una televisione a casa, per ovvi motivi legati alla resa visiva e sonora delle scene d’azione che si susseguono nella narrazione.

Consigliato agli amanti del genere, astenersi gli altri.

Alessandro Marotta

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