PREMIO CASANOVA 2018, AL CASTELLO DI SPESSA NELLA SERATA DI IERI LA FESTA PER LA CONSEGNA ALL’AGROECONOMISTA ANDREA SEGRE’

– “Di Giacomo Casanova sapevo poco, se non quello che si dice: luoghi comuni, battute. Ma quando mi hanno conferito il Premio Casanova 2018 ho deciso di fare come ai tempi in cui ricevetti il Premio Artusi: ho studiato. Scoprendo una personalità straordinariamente poliedrica”. Lo ha detto Andrea Segrè, vincitore del Premio Casanova 2018 e protagonista della serata di premiazione che si è svolta ieri al Castello di Spessa, a Capriva del Friuli nella splendida cornice del Collio goriziano. Promosso dall’Associazione culturale Amici di Giacomo Casanova con l’Azienda Castello di Spessa e Civibank, il Premio Casanova 2018 è stato assegnato ad Andrea Segrè – docente universitario, saggista, promotore di progetti visionari fondati sulla sostenibilità ecologica e la circolarità dell’economia – «per aver raccontato con passione, autorevolezza e tenacia il cibo e il suo contrario, lo spreco; per aver sedotto con tante narrazioni intorno al cibo e per averne saputo preservare il valore più alto, proteggendolo dalle mode e dalle “bulimie” del nostro tempo». Animata e vivacissima la serata di ieri, condotta dalla giornalista Sabrina Vidon per il pubblico delle grandi occasioni che ha affollato la Sala centrale del Castello di Spessa, dove Andrea Segrè – premiato dal ‘patròn Loretto Pali insieme al Presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia Antonio Paoletti e al vicepresidente Civibank Andrea Stedile – ha presentato in anteprima la sua conversazione scenica dedicata a “Food & Wine: seduzioni e contraddizioni”. Un modo per ricordare e celebrare Giacomo Casanova, smodatamente ghiotto delle afrodisiache ostriche, ma anche per evidenziare alcuni paradossi del nostro tempo, in cui finiamo per spendere più soldi per dimagrire che per alimentarci correttamente. Ed è tutto il food italiano ad avere questo tratto di seducente contraddittorietà: qualche esempio numerico? L’export vale 41 miliardi ma il giro d’affari relativo al falso Made in Italy vale 60 miliardi di euro. E ancora: nel 2010 l’Unesco ha inserito la Dieta Mediterranea nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, ma l’obesità infantile in Italia – tra i 6 e i 10 anni – riguarda un bambino su quattro. Luci, dunque, ma anche tante ombre nella filiera delle seduzioni del cibo che, dal campo alla tavola, arriva nel nostro piatto. La parola d’ordine resta allora la valorizzazione del territorio e delle sue migliori eccellenze, anche e soprattutto per l’agroalimentare. Con il talk dedicato a “Vino e territorio: comunicare, narrare, coinvolgere” ne hanno parlato ieri “Doctor Wine” Daniele Cernilli, personalità fra le più influenti in ambito enologico internazionale, insieme ai giornalisti Alfonso Di Leva, direttore del magazine IES, Cristina Favento, corrispondente La Presse e firma del giornalismo turistico, Richard Baudains, collaboratore storico del magazine di settore Decanter. La 16^ edizione del Premio Casanova ha potuto contare sulle musiche dell’arpista Tadeja Kralj, dal 2009 membro dell’orchestra “Ventaglio d’Arpe” e oggi prima arpa dell’Opera di Ljubljana. Nelle passate edizioni il Premio Giacomo Casanova era andato anche ad Antonia Arslan, Andrea Vitali, Giannola Nonino, Mario Luzzatto Fegiz, Daniela Barcellona, Giuseppe Piccioni, Anna Maria Mori, Giorgio Pressburger e Quirino Principe.

Enrico Liotti